|
di Cinzia Porata
Estate, sinonimo di caldo, sole e tintarella, chi non ambisce ad
avere una bella abbronzatura di cui andare fiero? E pensare che
nei tempi passati la pelle bianca era un elemento di bellezza e
di appartenenza ai ceti sociali più elevati, perché
solo chi svolgeva lavori manuali, generalmente all'aperto, si abbronzava.
Negli anni trenta la stilista francese Chanel rivoluzionò
il gusto affermando che la pelle color ambra non era un segno di
vita povera, tipico dei contadini e dei ceti sociali più
bassi, ma il modo migliore per valorizzare la propria bellezza.
Da allora la tintarella è diventata di moda ed è stata
ostentata come testimonianza di benessere economico, soprattutto
se veniva conquistata, fuori stagione, sulle spiagge esotiche tropicali.
Oggi, invece, i dermatologi mettono in guardia contro un'eccessiva
esposizione al sole, che provoca alla pelle un decadimento diverso
da quello che consegue al normale processo d'invecchiamento. Infatti
nell'invecchiamento fisiologico, dovuto esclusivamente al passare
degli anni, la pelle si assottiglia e si copre di rughe sottili,
mentre nell'invecchiamento causato dalla luce solare, che i medici
chiamano fotoinvecchiamento, si formano rughe profonde, la pelle
diventa spessa e ruvida e può coprirsi di macchie.
Quando la pelle è esposta al sole, l'organismo mette in atto
alcuni meccanismi naturali di difesa per limitare e riparare i danni:
- produce melanina, una sostanza che rende abbronzata la pelle e
protegge l'epidermide dall'aggressione dei raggi ultravioletti .ed
è presente in percentuali variabili negli individui, secondo
il tipo di carnagione;
- consuma gli antiossidanti naturali, come gli enzimi e le vitamine,
in particolare la vitamina C e la vitamina E, per neutralizzare
l'azione dei radicali liberi. Tuttavia l'esposizione al sole prolungata
annulla le difese dell'organismo, e nella pelle si possono sviluppare
piccole anomalie che, in alcuni casi, degenerano in formazioni tumorali.
Per abbronzarsi evitando che il sole possa causare danni alla pelle
è necessario seguire alcune regole fondamentali;
- scegliere il fattore di protezione adeguato al tipo di pelle,
optando per un filtro molto protettivo almeno nei primi giorni di
esposizione;
- esporsi gradualmente al sole;
- evitare la fascia oraria che va dalle 11 atte 15, cioè
il periodo del giorno in cui l'irradiazione dei raggi ultravioletti
è maggiore;
- seguire un'alimentazione che aiuti l'organismo a difendersi meglio.
Curare l’alimentazione è sempre di grande aiuto per
ottenere un'abbronzatura intensa e uniforme, senza rischiare scottature
ed eritemi.
Infatti chi d'estate ama concedersi lunghi bagni di sole e sfoggiare
una pelle ambrata, può trovare preziosi alleati a tavola.
Vi sono molti alimenti che non devono mancare sulle tavole estive
e che favoriscono e prolungano l'abbronzatura innanzitutto i cibi
ricchi di betacarotene, propulsori dell'abbronzatura. Il betacarotene
è prezioso alleato per la produzione della melanina, e si
trova in tutta la frutta e la verdura giallo-arancio: carote, zucche
ricchissime di caroteni e di vitamina A, peperoni ricchi di vitamina
C, pesche, albicocche, papaia, meloni. E’ inoltre presente
negli spinaci e nella catalogna.
E’ preferibile mangiare cibi crudi, perché sono più
ricchi di vitamine.
Il betacarotene, oltre a essere rinomato per la sua capacità
di stimolare l'abbronzatura, si rivela utilissimo prima, durante,
ma anche dopo i periodi di esposizione al sole. Se prima predispone
l'epidermide ai raggi, in seguito, stratificato sotto la pelle,
rallenta la perdita di colore.
Latte e formaggi contengono vitamine A e B.
Cereali integrali, verdure verdi, yogurt, uova, legumi e pesce,
oltre alla vitamina A, assicurano anche un apporto di vitamina B2,
che nutre la pelle, e di un aminoacido che stimola la melanina.
Kiwi, limone e pompelmo sono miniere di vitamina C anti-radicali
liberi, che migliorano la circolazione e aiutano a ricostruire il
collagene, la proteina che mantiene l'elasticità dei tessuti.
L'olio extravergine di oliva rappresenta un vero e proprio elisir
di bellezza perché aiuta a fissare l'abbronzatura, anche
grazie alla vitamina E ed ai grassi vegetali contenuti, che evitano
che la pelle si secchi e si desquami.
Anche i minerali non devono mancare nella dieta estiva, poiché
vengono eliminati attraverso l'abbondante sudorazione. Il selenio
(che si trova in carne, pesce, frutti di mare, cereali) combatte
l'ossidazione, mentre lo zinco (vegetali e cereali integrali, lievito
di birra e crusca) ripara i danni causati dalle scottature; il rame
(frattaglie, molluschi, frutta secca e cacao) mantiene l'elasticità
dei tessuti.
Il consiglio poi è sempre quello di bere molta acqua. Le
alte temperature provocano un aumento della sudorazione e quindi,
oltre alla perdita di sali minerali, viene consumata una grande
quantità di liquidi. Per reintegrarli sarà sufficiente
bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, non fredda e possibilmente
assunta lontano dai pasti.
In caso di scottature, infine, oltre alle cure esterne, è
bene mangiare molta frutta per ripristinare l'idratazione, ma sono
estremamente utili anche i cibi con un buon contenuto di mucillagine
, come cavoli e broccoli
Se l'esposizione eccessiva ha causato un eritema solare, ovvero
un arrossamene della pelle, si può lenire l'infiammazione
utilizzando la lattuga, la borragine, la malva, la camomilla, la
cipolla e il pomodoro. In particolare:
- lasciamo ammorbidire per qualche minuto alcune foglie di lattuga
o di borragine in acqua bollente, tritiamole, mettiamole tra due
garze e applichiamole sulle parti scottate per 10-15 minuti; l'applicazione
può essere ripetuta più volte al giorno;
- facciamo macerare per 15 minuti in acqua bollente una manciata
di foglie di malva o di fiori di camomilla e utilizziamoli secondo
le stesse indicazioni date per la lattuga;
- cipolle o pomodori maturi tagliati a fette e messi sulle scottature
hanno straordinari effetti disinfiammanti.
|