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di Marzia Pulici
Tempo di primavera….quello in cui, almeno una volta l’anno,
e magari nemmeno tutti gli anni, ci si mette a ripulire quelli che
solitamente sono gli angoli più dimenticati della casa: gli
scaffali più alti delle librerie o i vani più scomodi
degli armadi dove, e non ditemi che non è vero, spesso non
ci ricordiamo più nemmeno cosa avevamo riposto!!
E allora ecco che “saltano fuori” oggetti più
o meno cari, più o meno vecchi, più o meno usurati,
più o meno graditi…come è capitato a me qualche
settimana fa quando, avendo deciso di ripulire la parte più
vecchia della libreria per far posto a libri recentemente acquistati,
mi è capitato in mano un libro di latino: lingua vecchia,
superata, morta, se ne sentono di più varie a suo carico
e se penso a quante ore ho dedicato quando studiavo per imparare
declinazioni e fare versioni mi vengono i brividi! Ho sempre pensato
che se lo stesso tempo l’avessi dedicato a studiare meglio
l’inglese oggi lo potrei utilizzare molto più spigliatamente
di quanto mi permettano di farlo quelle quattro parole che a mala
pena conosco, ma, in ogni caso, il ricordo non è da sottovalutare
e non ho il coraggio di “eliminarlo” senza mettermi
a sfogliarlo. Per fortuna i ricordi non sono spiacevoli, dato che
poi i miei risultati in latino sono sempre stati pressochè
ottimi ma vi dirò che oggi, col senno di poi, come si suol
dire, questa lingua non mi appare più così desueta
e superata come prima. In realtà se pensiamo alla nostra
vita quotidiana ci rendiamo conto che ancora oggi il nostro stesso
modo di parlare è talmente pervaso da modi di dire strettamente
latini che degnamente le restituiscono la connotazione di lingua
estremamente viva…altro che morta!!Sono centinaia, se ci pensiamo
bene, le espressioni usate quotidianamente sia nella lingua parlata
che in quella scritta, in quella popolare e in quella ufficiale
e per dimostrarvelo stralcerò da questo libro (che nel frattempo
mi ha persino incuriosito ed al quale ho deciso di riservare nuovamente
un angolino nella libreria!!) un esempio in ordine alfabetico che
lo dimostri. Leggete e riflettete!
A come ad hoc, ad personam, alter ego,ante litteram, aula magna,
auditorium…
B come bis, bonus malus, brevi manu...
C come campus, caritas, carpe diem, curriculum vitae...
D come deficit, dulcis in fundo...
E come et cetera, ergo, errata corrige, ex aequo, excursus, ex novo,
ex voto…
F come fac simile, forum, forma mentis...
G come genius, gratis, grosso modo…
H come habitat, herpes, homo sapiens, humus…
I come ictus, idem, ignoto, in loco, in extremis, in itinere, in
vitro…
J come junior e Juventus…
L come lavabo, legenda, locanda, longa manus, lupus in fabula…
M come magnum, magnitudo, mare nostrum, mass media, mea culpa, memorandum,
monitor, miserere, modus vivendi…
N come natura, nemo propheta, non plus ultra...
O come omissis, omnibus, optimum, opus dei, ora et labora…
P come pater, placebo, plenaria, post scriptum, pro capite, pro
forma, pro loco…
Q come quid, qui pro quo, quorum, quo vadis…
R come raptus, radium, rebus, referendum, requiem, repetita iuvant…
S come salve, satura, senior, solarium, sponsor, status, sui generis,
super…
T come tot, tabula rasa, tandem, tantum, transfert…
U come ultimatum, ultra, una tantum, urbi et orbi…
V come vademecum, veto, via crucis, vice, video, virus…
La zeta invece in latino è usata normalmente soltanto in
parole di derivazione straniera.
Beh, vi siete convinti? E dire che questi non sono che pochi esempi
di tutti quei modi di esprimerci che a volte senza neanche saperlo,
prendiamo in prestito dal latino per esprimere concetti moderni,
quotidiani e comuni: questo rinforza, a dire il vero,
l’idea che fa del latino la lingua di tutti e non quella lingua
dell’alta società e del clero come in passato si tendeva
a farla apparire.. Ben vengano quindi nel nostro lessico famigliare
le sopra citate o altre ancora parole latine perché significa
rinsaldare i legami fra le nostre origini e la nostra modernità
che si incontrano meravigliosamente per creare un connubio di idee
e di culture che si innovano e si rinnovano; ripongo ora quel libro
dentro la libreria, contenta di averlo nuovamente sfogliato e anche
di averlo a suo tempo studiato!!
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