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di Marzia Pulici
Le vacanze stanno ormai per svanire e un’altra estate, quella
del 2009, ci sta lentamente salutando per lasciare spazio al fresco
clima settembrino e all’autunno. Tutti o quasi hanno già
fatto rientro alle proprie residenze, eppure il desiderio di tornare
indietro nel tempo anche di solo una manciata di giorni di certo
non esita a farsi sentire. Alcuni di noi, la maggior parte si presume,
anche quest’anno hanno viaggiato a bordo del proprio inseparabile
camper, la casa con le ruote, come la chiamano alcuni, altri però
hanno viaggiato magari in automobile, altri ancora in aereo.
“D'autunno si levan le foglie l'una appresso dell'altra, fin
che 'l ramo vede alla terra tutte le sue spoglie” intonava
il sommo Dante, facendo riferimento al fenomeno tipico che identifica
l’autunno: gli alberi caduchi che, dopo aver magicamente mutato
il loro verde estivo in mille sfumature dal marrone all’ocra
al rossiccio, perdono le loro coloratissime foglie, facendo di viali
e prati un immenso tappeto.
Chi di voi ha mai visto il film “Autumn in New York”
(Autunno a New York) può avere ben presente la scena delle
avenues newyorkesi e dei vialietti di Central Park, tinti di arancione,
di giallo, di marrone, colori caldi, nonostante la stagione spesso
si preannunci piovosa o comunque fresca.
Tecnicamente, l'autunno astronomico nell'emisfero boreale ha inizio
il giorno dell'equinozio d'autunno, il 22 o il 23 settembre, e termina
il giorno del solstizio d'inverno, il 21 o 22 dicembre. Avvicinandoci
a questo periodo la parte illuminata e le ore di luce diminuiscono.
Il 23 settembre i raggi del sole sono perpendicolari all'equatore
e il circolo d'illuminazione passa per i poli. L'autunno meteorologico
inizia invece il 1º settembre e termina il 30 novembre. Viene
quindi considerata come la stagione comprendente i tre mesi di settembre,
ottobre e novembre nell'emisfero Nord, o quella comprendente i mesi
di marzo, aprile e maggio nell'emisfero Sud.
“Un'oca che guazza nel fango, un cane che abbaia a comando,
la pioggia che cade e non cade, le nebbie striscianti che svelano
e velano strade” canta Guccini nella canzone intitolata proprio
“Autunno”, rimandando a quel clima di sospensione, quasi
di silenzio che sembra un po’ irreale, tipico dell’autunno.
L'autunno arriva in un tripudio di colori, profumi e sapori. Gli
alberi, sovrani incontrastati in campagna e freschi decori in città,
si tingono delle sfumature più calde e accese del rosso,
del giallo e dell'arancio. A questa festa cromatica si uniscono
i meli carichi di rossi frutti maturi e gli stormi che solcano il
cielo a migliaia, nel loro viaggio incessante verso un clima più
favorevole.
Molte delle attività all'aria aperta risultano ancora più
piacevoli se praticate nei boschi accesi dai colori dell'autunno.
Si può salire in seggiovia da una stazione sciistica e godere
il panorama a perdita d'occhio; partire per un' escursione a piedi
in una delle tante valli alpine, fare equitazione o percorrere in
bicicletta i sentieri ricoperti da un tappeto frusciante di foglie
o semplicemente accompagnare i bambini a giocare a palla su di un
prato ancora verde con le chiome fiammanti degli alberi sullo sfondo.
E’ vero che l’autunno vuol dire fine delle vacanze e
rientro a scuola, al lavoro, all’università, ma vuol
dire tante altre cose. Madre Natura sa di certo come stupirci. I
colori per esempio, le foglie che diventano gialle e rosse e poi
cadono. La maturazione dell’uva e la vendemmia, anche se a
volte a causa del troppo caldo viene tutto anticipato. La migrazione
delle rondini, o ancora le domeniche nei boschi a raccogliere castagne,
le sagre di paese, l’ora legale, animali e uomini che vanno
in letargo e lentamente si preparano all’inverno.
Ovviamente tutto questo si riferisce al nostro emisfero boreale,
in Australia è tutto il contrario, loro invece si preparano
a godere della primavera, barbecue all’aperto e gare di surf…
quasi quasi verrebbe voglia anche agli uomini di mettersi un paio
d’ali e migrare come gli uccelli, invece di ritornare ad immergerci
nel traffico e nei ritmi lavorativi o di studio.
Però in fondo l’arrivo dell’autunno porta sempre
cambiamenti, primo tra tutti, anche se può sembrare banale
soprattutto per uomini e ragazzi che a questo non badano, il cambio
dell’armadio: in fondo è piacevole aprire cassetti
e ante e riprendere dal fondo dell’armadio i vestiti che vi
avevamo riposto due o tre mesi prima. E’ bello poter mettere
la trapunta di lana sul letto, indossare le giacche colorate sui
blue jeans e i morbidi maglioni di cotone. Tutti quegli abiti da
mezza stagione che di solito spariscono negli angoli nascosti degli
armadi. Perché si sa, si dice, “ormai non esistono
più le mezze stagioni”. E invece non è vero.
Le foglie degli alberi ingialliscono, il bulbo del ciclamino abbandonato
nel vaso tutta estate sta per fiorire. E’ autunno, possiamo
mettere l’impermeabile senza timore di avere caldo, tornare
a cingerci il collo con pashmina e foulard di cotone, mettere gli
stivaletti da mezza stagione e i jeans che d’estate proprio
non si sopportano.
Insomma, per quanto ci si ostini per convenzione a definire l’autunno
come una stagione triste, nostalgica e anticipatrice dell’inverno
freddo, in realtà l’autunno è sempre e comunque
una rinascita. Per i più piccoli per esempio, tornare a scuola
o addirittura iniziare la scuola per la prima volta, significa fare
un grande passo e avanzare di classe in classe non è mai
stata cosa da poco, il tutto vissuto nella cornice autunnale. Per
i più grandi l’autunno significa cominciare le superiori
o l’università, altre tappe importantissime della nostra
vita. Per chi lavora, l’autunno significa riprendere le redini
del proprio mestiere, magari cambiarlo o semplicemente mutare alcune
mansioni, insomma ricominciare da capo. E non c’è stagione
migliore di quella autunnale, che un giorno magari ci rovina l’umore
con quella pioggerellina fine con cui è solito salutarci,
ma il giorno dopo invece ci illumina la giornata con un sole pallido
che però diventa improvvisamente più intenso, riverberandosi
nei colori accesi della vegetazione ormai non più verde.
Dunque, per sfatare il mito della tristezza autunnale, pensiamo
all’autunno così, come ha pensato Albert Camus:
“L’autunno è una seconda primavera, quando ogni
foglia è un fiore”
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