TURISTI NON A CASO
"il Taj Mahal"

di Greta Pirovano

Continuiamo il nostro viaggio interrotto a Petra, in Giordania, puntando ancora verso Est... e raggiungiamo l'India. Approdiamo direttamente nella città di Agra, al centro dell'India settentrionale. Ci troviamo a circa due ore di treno dalla capitale indiana, Nuova Delhi, e siamo sulle sponde del fiume Yamuna, nella città che tra il 1500 e il 1800 fu capitale dell'impero Moghul (o Mughal, in Persiano), la più grande dinastia imperiale durante la dominazione islamica in India.
I Moghul si sono resi famosi per lo sfarzo della loro corte imperiale, per lo splendore delle loro capitali, Delhi e Agra, nonché per i loro stupendi monumenti, tra cui il più importante e maestoso è il Taj Mahal, il grande tempio imperiale, che dal 2007 è stato inserito tra le sette meraviglie del mondo moderno.
Taj Mahal significa "Palazzo della Corona" e si può dire che sia una delle più belle, maestose e meglio conservate tombe al mondo.
Edwin Arnold, poeta inglese, l'ha ben descritto dicendo: "Non un pezzo di architettura, come sono altri edifici, ma la passione orgogliosa di un imperatore trasformata in pietre viventi."
Il Taj Mahal si trova sulle rive del fiume Yamuna e fu costruito dal quinto imperatore Mughal, Shah Jahan, nel 1631, in memoria della sua seconda moglie, Mumtaz Mahal, una principessa originaria della Persia. Mumtaz Mahal morì dopo aver dato alla luce il loro quattordicesimo figlio. La sua morte fu un vera tragedia per l'imperatore, al punto che leggenda vuole che i suoi capelli e la sua barba nel giro di pochi mesi diventarono completamente bianchi a causa del dolore per la scomparsa prematura della moglie.
Mentre Mumtaz Mahal era ancora in vita, aveva chiesto all'imperatore di farle quattro promesse nel caso in cui fosse morta prima di lui. Per prima promessa gli chiese di costruire il Taj Mahal; si fece promettere poi dal marito che si sarebbe nuovamente sposato per dare una nuova madre ai loro figli, che sarebbe sempre stato buono e comprensivo con i figli e, infine, che avrebbe sempre visitato la sua tomba nell'anniversario della sua morte. L'imperatore, deciso a soddisfare le richieste postume della moglie, diede avvio alla costruzione del Taj Mahal nel 1631. Ci vollero per la sua costruzione ben ventidue anni di lavoro, nonchè la manodopera di ventimila persone e l'estro dell'architetto iraniano Istad Usa che progettò il tempio.
Inizialmente l'imperatrice venne seppellita a Behrampur, nel luogo dove era morta; poi l'imperatore, tenendo fede alla sua promessa, scelse di posizionare il mausoleo proprio ad Agra, in quanto sarebbe stato impossibile trasferire tutto il marmo necessario per la costruzione nel luogo di morte della moglie. La tomba di Mumtaz Mahal venne così trasferita ad Agra e fu posta nel Taj Mahal quando venne ultimata la sua costruzione.
Il Taj Mahal venne costruito utilizzando materiali provenienti da ogni parte dell'India e dell'Asia. Oltre mille elefanti vennero impiegati durante le costruzioni per il trasporto delle materie prime. Il marmo bianco venne portato dal Rajasthan, il diaspro dal Punjab e la giada e il cristallo dalla Cina. I turchesi erano originari del Tibet e i lapislazzuli dell'Afghanistan, gli zaffiri venivano dallo Sri Lanka e la corniola dall'Arabia. L'unico materiale locale utilizzato fu l'arenaria rossa che decora le diverse strutture del complesso.
In tutto circa trenta diversi tipi di pietre preziose e semi-preziose vennero incastonati nel marmo bianco per un costo totale di circa trentadue milioni di rupie.
Per i lavori di costruzione, invece di utilizzare bambù per realizzare le impalcature, come era di tradizione in quelle zone, furono utilizzati mattoni: al termine dei lavori l'enorme impalcatura doveva essere smantellata, e per alcuni questa operazione avrebbe richiesto all'incirca cinque anni. Per risolvere questo problema, l'imperatore stabilì che chiunque avrebbe potuto prendere per sé i mattoni dalle impalcature: si tramanda che nel giro di una notte l'intera impalcatura fu smantellata.
Il Taj sorge su una base di pietra arenaria rossa sormontata da un'enorme terrazzo di marmo bianco sul quale si posa la famosa cupola affiancata dai quattro minareti affusolati.
Subito dopo la fine della costruzione del Taj Mahal, Shah Jahan fu deposto dal figlio ed imprigionato. In questo stesso periodo la capitale dell'impero Mughal fu spostata da Agra a Delhi, facendo diminuire notevolmente l'importanza di questa città e l'attenzione delle autorità su di essa.
A causa di un disinteresse durato diversi secoli, alla fine del XIX secolo, complici l'erosione ed i ladri depredatori di tombe, la struttura versava in un grave stato di abbandono. Durante il governatorato inglese di Lord William Bentinck, inoltre, ci sarebbe stato un piano per demolire il Taj Mahal al fine di recuperare i marmi di cui è ricoperto ed i terreni da utilizzare poi per la coltivazione. Secondo alcuni, tuttavia, questa sarebbe solo una voce infondata per screditare l'immagine del poco amato governatore coloniale Lord Bentinck.
Questo periodo di abbandono e disinteresse terminò con la nomina a viceré dell'India dell'inglese Lord George Nathaniel Curzon, nel 1899, il quale avviò un restauro dell'intera struttura terminato nel 1908.
Durante il XX secolo l'edificio fu molto curato: durante la seconda guerra mondiale, il governo indiano eresse un'impalcatura attorno alla struttura per difenderla da eventuali danni provocati da attacchi aerei da parte dei tedeschi prima e dei giapponesi poi. Tale precauzione fu presa anche durante la guerra tra India e Pakistan, tra il 1965 e il 1971.
Negli ultimi anni il Taj Mahal ha dovuto affrontare, tuttavia, un nemico molto più subdolo: l'inquinamento. A causa delle polveri sottili, infatti, il candido marmo di cui è ricoperto sta ingiallendo. Al fine di risolvere questo problema, oltre alle normali operazioni di pulitura regolarmente commissionate dal governo indiano, dovrebbe essere fatto un intervento di trattamento dei marmi con dell'argilla (materiale non corrosivo né abrasivo) dal costo di oltre 200.000 dollari, che dovrebbe richiedere due o tre mesi ed essere ripetuto ogni tre anni. Per evitare un intervento così dispendioso, oltretutto da dover essere ripetuto così spesso, le autorità locali hanno messo in atto delle misure di prevenzione: una legge, infatti, vieta di costruire industrie inquinanti nell'area attorno al Taj Mahal.
Il complesso architettonico del Taj Mahal copre approssimativamente un'area di 580 per 300 metri e si compone di cinque elementi principali: il darwaza (portone), il bageecha (giardino) che è diviso in quattro parti), il masjid (moschea), il mihman khana ("casa degli ospiti", chiamata anche jawab) ed infine il mausoleum ovvero la tomba. Ulteriori strutture secondarie, i due portali secondari ed otto torri ottagonali, sorgono addossate alle mura che dividono il complesso dall'esterno: esse lo cingono per tre lati, poiché il lato settentrionale prospiciente il fiume è libero.
Il complesso tombale venne realizzato in modo tale da essere accessibile da tutti e quattro i punti cardinali, attraverso il fiume Yamuna (Nord), i due portali secondari (Est e Ovest) ed uno principale (Sud).
All'interno del giardino, che misura 300 x 300 metri, si trovano aiuole di fiori, canali d'acqua che riflettono l'immagine del Taj e viali alberati. Esso è suddiviso in quattro parti da due canali che si intersecano in modo ortogonale al centro; ognuna delle quattro parti è a sua volta divisa in ulteriori quattro parti da viali percorribili.
Alla fine dell'asse centrale del giardino si trova la tomba. Ad Ovest della tomba è situata la moschea: costruita in arenaria rossa, è l'edificio che santifica il complesso ed è il luogo di culto dei pellegrini. Ad Est della tomba si trova invece il cosiddetto jawab ("risposta"), edificio utilizzato come casa per gli ospiti e costruito come gemello della moschea, in modo da rispettare la simmetria architettonica.
L'intero complesso si basa sui principi di simmetria e di geometria autoreplicante: è possibile trovare pochi elementi principali che si ripetono in tutte le strutture. Tutta l'opera è perfettamente simmetrica anche nella distribuzione degli spazi pieni e vuoti, perfettamente allineati tra loro in tutte le strutture.
Si dice che modo migliore per apprezzare la sua meravigliosa architettura ed i suoi ornamenti preziosi sia quello di vederli con gli occhi dell'amore che l' imperatore aveva per la moglie Mumtaz Mahal: il Taj è certamente un "simbolo di amore eterno".
In origine il progetto prevedeva la costruzione di un complesso identico dalla parte opposta del fiume decorato con marmo nero invece che bianco ed esisterebbero prove archeologiche che ne attesterebbero l'inizio della costruzione: nel progetto iniziale questo doveva essere il mausoleo dell'imperatore. I due mausolei dovevano poi essere collegati con un ponte in marmo o in oro. Uno dei figli dell'imperatore, tuttavia, preoccupato per le ingenti somme di denaro già sborsate per la costruzione del primo mausoleo, costrinse il padre agli arresti e ne prese il posto sul trono, nel 1658.
Per evitare che la bellezza dell'opera fosse eguagliata, l'imperatore ordinò che al completamento del complesso le mani degli artisti che ci avevano lavorato fossero mozzate e che il progettista fosse decapitato; alcuni studiosi tuttavia ritengono che si tratti di una leggenda priva di alcun fondamento.
Alla sua morte, avvenuta nel 1666, l'imperatore Shah Jahan venne seppellito accanto alla moglie; l'ironia della sorte ha voluto che proprio l'imperatore fosse il responsabile della rottura della perfetta simmetria della struttura: le sue spoglie furono infatti portate nel mausoleo, ma la presenza della sua tomba non era prevista e la sua collocazione rovina la perfezione altrimenti assoluta della simmetria del Taj Mahal.
Il complesso, per le sue caratteristiche, riuscì ad impressionare diversi artisti occidentali: per via della sua perfetta simmetria e della struttura tripartita molto simile agli archi di trionfo, infatti, riuscì a guadagnarsi l'ammirazione di numerosi artisti neoclassici europei. Contemporaneamente riuscì anche a catturare l'immaginazione dei romantici, attratti dal fatto che il complesso fosse stato costruito in onore di una donna, diventando così un "tempio all'amore" agli occhi degli artisti romantici.
La cupola è fatta di marmo bianco, ma la sua posizione vicino al fiume fa sì che un magico gioco di colori che cambiano durante le ore del giorno e a seconda delle stagioni, diano al Taj Mahal riflessi di colori che lo rendono unico ma sempre diverso. Come un gioiello, il Taj scintilla al chiaro di luna quando le pietre semi-preziose incastonate nel marmo bianco sul mausoleo principale afferrano il bagliore dei raggi della luna. Il Taj è rosato al mattino, bianco latteo alla sera e d'oro quando la luna splende. Sembra quasi che questi mutamenti di colore rispecchino la mutevolezza dell'umore femminile, o almeno così si dice in India. Ognuna delle persone che lo hanno visitato, molto probabilmente ne è stato affascinata per motivi diversi e ne ha un ricordo tutto suo.


"Avete mai costruito un castello in aria?
Qui ce n'è uno, portato giù sulla terra
e fissato per la meraviglia dei tempi..."

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