TURISTI NON A CASO
"Ai vostri posti!, Pronti!, Via!"

di Greta Pirovano

Gli atleti ai blocchi di partenza con le mani perfettamente aderenti alla linea bianca e i piedi sulla postazione tendono le orecchie in direzione dello starter che sancisce il via della gara.
Nel nostro caso specifico non ci troviamo su una pista di atletica, in realtà ci troviamo seduti comodi in poltrona o alla scrivania, io a scrivere per il settimo numero di Insieme e voi a sfogliare il nostro giornale, notando qualcosa di nuovo.
Ebbene, comincia oggi una nuova avventura, che non è una gara né una competizione, ma una nuova idea che un giorno, mentre seguivo delle lezioni universitarie particolarmente interessanti mi è balenata in mente.
“Turisti non a caso”, avete appena letto in alto a questa pagina e avrete capito che si tratta di una rielaborazione di uno slogan mediatico molto famoso di corredo alle avventure di una strana quanto buffa ma ben preparata coppia di viaggiatori che appariva nei documentari in cui si narrava il loro girar per il mondo. Lo slogan era infatti “turisti per caso”, formula intesa a veicolare un messaggio molto positivo con cui si voleva sottolineare, almeno secondo il mio punto di vista, la libertà di non dover porre vincoli al proprio vagare e di sentirsi spirito libero nell’esplorazione del globo in lungo e in largo.
Questo fenomeno, praticamente il più diffuso e massiccio della società contemporanea, si chiama comunemente Turismo.
Tutti voi che leggete ora e che siete evidentemente in possesso di quel mezzo straordinario che si chiama camper, quante volte nella vostra vita avete praticato il turismo? Probabilmente in innumerevoli occasioni , alla volta di svariate destinazioni, attraverso una miriade di territori, con varie modalità e spinti da motivazioni ed esigenze di volta in volta differenti.
Turismo… una delle parole più inflazionate dell’epoca attuale (post-moderna, in linguaggio scientifico) è ormai un amplissimo contenitore che si estende a perdita d’occhio in un oceano di luoghi, di esperienze, di viaggi e di sogni, di attese soddisfatte o attese vanificate, di culture, di lingue, di comunità e valori, di abitudini e stili di vita.
Un contenitore così articolato, a volte complicato, ma estremamente affascinante, tanto che pochissimi anni fa, alcune personalità molto illuminate, hanno pensato di fare del turismo oggetto di una facoltà universitaria, Scienze del Turismo, per l’appunto. E’ trascorso quasi un anno da quando, un giorno come tanti, ho deciso di fare di quella facoltà pane per i miei denti. E dopo un anno, eccomi qui, arricchita da un bagaglio naturalmente ancora ben lungi dall’essere completo, ma vi assicuro già pesantissimo e colmo di conoscenze che vorrei a mano a mano condividere con voi.
Inizia con questo preciso scopo la redazione di una serie di articoli che occuperà per tutto l’anno ormai alle porte, questa pagina del nostro Insieme. Sarà una sorta di percorso guidato alla scoperta di caratteristiche e peculiarità del turismo che “gli esperti del settore” conoscono come le proprie tasche, ma che spesso in realtà sfuggono al senso comune del turista che si appresta, armi e bagagli (o meglio semplicemente volante tra le mani, per quanto riguarda noi!), a partire. Tenterò di scomporre il concetto che alberga nella parola “turismo” in più parti, come un caleidoscopio infinito che vi trasformerà da spettatori esterni rispetto al fenomeno turistico a protagonisti consapevoli di quanto vivete, più o meno direttamente, praticando turismo. Tenterò insomma, e mi auguro di riuscirci, di portarvi, come si suol dire a scuola, dall’altra parte della barricata, dalla parte cioè degli addetti ai lavori, di chi pensa, elabora, studia e progetta il turismo, “offrendolo” a chi invece lo pratica.
Non posso certo vantare la pretesa di trasformarvi da turisti per diletto ad esperti del settore (anche perché nemmeno io lo sono! O meglio, non lo sono ancora), bensì la sfida consiste nel provare a raccontarvi, mentre io stessa lo apprendo, come funziona un ingranaggio di cui tutti siamo parte, indipendentemente dalla prospettiva da cui ci affacciamo. Siamo tutti turisti, possono a buon diritto affermare sociologi del turismo, geografi, economisti ormai nel ventunesimo secolo, ma non ci accontentiamo di essere turisti per caso: vogliamo essere turisti consapevoli, turisti informati, turisti preparati… insomma, per l’appunto, turisti non a caso…
Tengo a precisare inoltre che ciò di cui vi parlerò a partire dalla prossima puntata sarà frutto di mie personali rielaborazioni di quanto appreso assistendo alle lezioni e, in particolare, studiando una materia che si chiama geografia del turismo, una disciplina di cui non conoscevo l’esistenza fino a quando, grazie ad un professore davvero in gamba, preparatissimo e in grado di stimolare l’interesse di noi studenti fino ad incantarci, ho cominciato ad avvicinarmi alla nuova materia.
Comincerò quindi dalla prossima puntata a parlarvi di turismo prendendo in prestito definizioni elaborate dai geografi del turismo, e mi soffermerò sul rapporto che intercorre tra il turismo e la disciplina geografica, cercando di chiarire alcuni stereotipi di senso comune nella considerazione del turismo in rapporto alla geografia. Seguirà un excursus storico in cui vi condurrò alla scoperta dell’evoluzione del fenomeno turistico, a partire dai primi viaggiatori dell'antica Grecia fino a giungere ai moderni turisti, passando per il fenomeno del Grand Tour e l'affermazione del turismo di massa. In seguito, gradirei raccontarvi il turismo mettendolo al centro di una sorta di crocevia verso cui confluiscono, intrecciandosi, i più disparati ambiti in cui si svolge la nostra vita quotidiana, dall'economia, all'ambiente, alla politica, alla società, per poi proporvi una classificazione delle diverse forme di turismo che è una sorta di interpretazione personale delle diverse scuole di pensiero, dottrine sociologiche e orientamenti comportamentali, collegando ogni tipo di turismo con un aspetto peculiare della nostra società. Terminerò infine portandovi a conoscenza di un approccio del tutto innovativo quanto originale della geografia del turismo, detto geografia percettiva, basato sul rapporto tra turismo e immagine (ossia pubblicità, promozione, luoghi comuni dei turisti e degli operatori), in cui in sostanza cercherò di parlarvi delle pratiche turistiche con l'approccio psicologico ed emozionale tipico del turista quando sceglie i suoi viaggi. Potrei riassumere i miei intenti in una frase contenuta in un diario di viaggio risalente al XVI, in cui l’autore scriveva, parlando di sé, durante il suo viaggio:

“l’intento
non è somigliare
a coloro che nel viaggio
portano con sé gli occhiali
del proprio villaggio di provenienza,
bensì inforcare di volta in volta
quelli di ogni luogo
in cui si passa”…

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