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OPINIONE DI FEBBRAIO 2010 SU TURISMO ALL’ARIA
APERTA
Un marzo diverso, in molte regioni, con la campagna elettorale
che si è impossessata delle pagine dei giornali ed il dibattito
fra le forze politiche che spazia su tanti argomenti.
Non è che l’argomento “turismo”
sia tra quelli più dibattuti: rappresenta, per ogni regione,
una risorsa notevole, occupa un numero elevato di persone, assicura
un prodotto lordo di tutta rilevanza, ma si preferisce accantonarlo.
Quasi si trattasse di un argomento scontato, per il quale programmi,
programmazione, investimenti, regole non rappresentano un elemento
importante.
“Tanto l’estate viene e i turisti arrivano comunque…”
direbbe qualcuno, senza valutare che i tempi sono mutati e con essi
anche le abitudini delle persone.
Un tempo era sufficiente uno spizzico di mare o una celestiale veduta
sulle vette per esser a posto: ora non è più così.
La programmazione, la modifica delle abitudini, la razionalizzazione
del tempo libero stanno giocando un ruolo essenziale e questi elementi,
un tempo sopraffatti da altri quali l’abitudine a non mutare
località di villeggiatura, diventano essenziali se non si
vuole perdere il treno.
Il turismo è ora in capo alle regioni: per questo discutere
e dibattere su questi elementi in campagna elettorale non rappresenta
un semplice artifizio, ma è essenziale per determinare le
scelte, per indirizzarle ed anche per sensibilizzare i futuri amministratori
Gli assessorati al turismo devono acquisire un’importanza
primaria, anche nel manuale Cancelli della ripartizione degli incarichi:
occorre rendersene conto e comprendere come non ci si trovi più
nella condizione di poter perdere tempo.
All’estero ci si sta attrezzando e si sta intervenendo proprio
per ammodernare il settore, per diminuire gli eccessivi lacci creati
dalla burocrazia e per consentirgli di essere sempre più
immediato nell’approccio con l’utenza.
Il turismo all’aria aperta, in questo senso, si trova in prima
linea: gioca un ruolo importante più degli altri, perché
vive senza mediazione, è immediato e pone l’utente
a diretto contatto con la realtà che lo circonda.
A questo tipo di turismo, che è il primo a risollevarsi dopo
momenti di crisi, ma è anche quello che è meno “taroccatile”
ed è il più genuino occorre che “la politica”
dia delle risposte chiare e certe.
Il territorio deve giocare fino in fondo il suo ruolo importante,
mettendosi in gioco e facendolo con tutte le sue componenti.
Per questo le imminenti elezioni regionali non debbono trascorrere
senza che pervenga un segnale chiaro, di impegno e di presa di coscienza.
Aree di sosta, norme chiare sui campeggi e sulle strutture, interventi
per la realizzazione di sistemi turistici integrati, sburocratizzazione
e delegificazione rappresentano solo alcuni punti sui quali occorre
che le nuove regioni intervengano con celerità.
Così come non è più rinviabile nel tempo lo
snellimento delle regole per il rilascio di nuove autorizzazioni
e per la penalizzazione delle rendite di posizione.
Sono elementi questi che ci auguriamo emergano con chiarezza da
questa campagna elettorale e che, soprattutto, si traducano in provvedimenti
regionali chiari ed adottati con celerità.
Non è il caso di perdere tempo, anche perché la ripresa
dell’economia passa attraverso il rilancio del settore turistico.
Un settore ora eccessivamente statico che deve essere aiutato a
crescere e non essere ulteriormente penalizzato
Beppe Tassone |