| Euro 1, Euro 2, Euro 3 e Euro
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Queste strane sigle identificano delle direttive europee sulle
riduzioni delle emissioni inquinanti dei gas prodotti dai motori
delle auto. Riguardano innanzitutto le auto di nuova omologazione
o di nuova immatricolazione e quindi in ultima analisi sembrerebbero
rivolte unicamente ai costruttori. Indirettamente riguardano però
anche gli utenti in quanto le auto omologate, ad esempio, solo Euro
2 si svaluteranno molto di più nei prossimi anni. Questa
svalutazione potrà derivare dal fatto che in futuro questi
modelli saranno più esposti ai blocchi del traffico cittadino,
come avviene adesso per le auto non catalitiche. Cerchiamo ora di
capire qualche cosa in più da queste strane sigle. Euro 1:
in vigore dal 1993, ha introdotto, a grandi linee, l'obbligo dell'uso
della marmitta catalitica e dell'alimentazione a iniezione. Inoltre
ha stabilito dei primi valori limite alle emissioni in atmosfera
da rispettare in fase di omologazione. (sulle carte di circolazione
Euro 1 è individuata dalla scritta "rispetta la direttiva
93/59 CEE con marmitta catalitica") Euro 2: in vigore dal 1996,
ha imposto dei più severi limiti, rispetto a Euro 1, di emissione
dagli autoveicoli e ha costretto le Case a interventi importanti
anche sui motori diesel. Le emissioni inquinanti dei motori, in
base a quest'ultima normativa, sono però ancora tollerate
a motore freddo, ma debbono ridursi ai valori limite consentiti
a motore caldo. (sulle carte di circolazione Euro 2 è individuata
dai numeri 94/12, 96/69 o 98/77) Euro 3: in vigore dal 2000 per
le nuove omologazioni e dal 2001 per le nuove immatricolazioni,
riduce ulteriormente i limiti di emissione, aggiungendo però
che la quantità di sostanze nocive emesse dal veicolo debbono
rientrare nei valori consentiti sia a motore freddo, sia a motore
caldo. Inoltre il costruttore deve garantire che i valori di inquinamento
massimi consentiti sia mantenuti per almeno 80.000 km e deve installare
sull'auto una centralina elettronica (denominata EOBD) che riveli
e segnali tramite una spia le anomalie. Infine detta centralina
deve registrare i chilometri percorsi inquinando più del
consentito.(sulle carte di circolazione individuate dai numeri 98/69,
98/77 RIF 98/69 o 99/102) Euro 4: è la normativa che entrerà
in vigore per le nuove omologazioni dal 2005 e per le nuove immatricolazioni
dal 2006. Essa ridurrà ulteriormente i limiti di emissioni
inquinanti consentiti ed introdurrà ulteriori vincoli di
mantenimento nel tempo dei limiti di emissione. Una deroga alle
suddette normative europee è però già stata
concessa dal nostro governo: per smaltire le scorte presenti presso
case e concessionari possono essere immatricolati nel 2001 anche
autoveicoli Euro 2. Con un limite: fino ad un massimo del 10% delle
immatricolazioni effettuate nello scorso anno e cioè nel
2000. Occhio quindi non tanto alle scadenze ma a cosa propone il
concessionario. In concreto però acquistando un autoveicolo
Euro 2, oltre ad un sicuro maggior deprezzamento, non si dovrebbero
correre altri rischi. I futuri blocchi al traffico per gli autoveicoli
Euro 2 e Euro 1, se avvenissero tra cinque anni con l'entrata in
vigore di Euro 4, da calcoli fatti lascerebbero a piedi oltre 80%
del parco veicoli circolante e quindi difficilmente ipotizzabili.
Il Ducato, il più utilizzato nelle trasformazioni a camper,
in quale direttiva rientra? A questa specifica domanda un Concessionario
FIAT ha risposto che il Ducato, per ora, non rientra ancora nella
direttiva Euro 3, e che c'è stata una proroga. Inoltre aggiunge
che entro l'anno è in previsione l'omologazione di un nuovo
modello che possederà le suddette caratteristiche tecniche.
Da notare, infine, che sono in commercio alcuni modelli di automobili
che già rispettano i parametri Euro 4.
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