| ROULOTTE STANZIALE E ABUSO EDILIZIO:INTERVIENE
LA CASSAZIONE
Una sentenza destinata a creare non pochi grattacapi, quella che
ha emesso la Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione. La
Suprema Corte ha infatti sentenziato che una caravan non costituisce
opera precaria se dotata di attacchi elettrici e scarichi fognari:
in queste condizioni il proprietario deve avanzare una richiesta
di rilascio di autorizzazione edilizia. La questione trova la base
nella condanna comminata ad un coltivatore che aveva trasformato
la propria roulotte in una sorta di "casetta" da utilizzare
durante il lavoro e l'aveva sistemata, senza autorizzazione alcuna,
nei propri appezzamenti. Nelle motivazioni della sentenza (e qui
la questione si allarga a settori diversi da quello che ha originato
la sentenza) la Cassazione stabilisce che esulano dall'obbligo di
ottenere concessioni ed autorizzazione i manufatti di "assoluta
ed evidente precarietà, destinati, cioè, a soddisfare
esigenze contingenti, specifiche, cronologicamente delimitate e
ad essere rimossi dopo il momentaneo uso". La Cassazione ha
sentenziato inoltre che "il requisito della precarietà
non può essere collegato al carattere di stabilità
temporanea soggettivamente attribuito alla costruzione, ma va individuato
in relazione all'intrinseca finalità dell'opera stessa".
Nel caso in questione la roulotte presenta caratteristiche "non
conciliabili con un uso contingente e temporaneo e non ha alcuna
importanza che siano facilmente rimovibili". Dopo l'intervento
della magistratura che aveva ipotizzato il reato di "abbandono
di rifiuti speciali" per le caravan stanziali senza targa parcheggiate
nei camping, questa nuova sentenza rischia di aprire un nuovo fronte
nei campeggi ed impone alle Regioni di adottare specifiche norme
che regolamentino una volta per tutta il settore delle aree attrezzate,
dettando regole precise per quanto concerne gli stanziali e gli
itineranti.
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