Prosegue in questo terzo ed ultimo articolo la descrizione
sommaria degli argomenti trattati da Amadeus Voldben nel
suo libro dal titolo “La via segreta alla serenità”.
Il contenuto e la spiegazione di certi comportamenti ai
quali dovremo attenerci potrebbe a prima vista stupirci,
anche perché sono lontani dal nostro comune modo
di vivere, riflettete su di essi e cercate di mettere in
atto qualche suggerimento proposto.
L'uomo agisce come un vero e proprio circuito elettrico
che, se resta chiuso, tende a sovraccaricarsi. Per questo
è necessario trovare una via d'uscita guidata e cosciente,
quando è in atto il pericolo che se ne possa aprire
un'altra, ma inconscia, con esplosioni in atti e movimenti
incontrollati, è quello il momento di parole e di
azioni di cui dopo ci si deve pentire.
Anche la parola può servire a scaricare. Il parlare,
allora, fa bene. Non restiamo in silenzio, parliamo, parliamo.
Se non è possibile con altri, parliamo magari da
soli. Ogni cosa che esce da noi servirà a scaricarci,
senza eccedere, senza arrivare a quello che consiglia qualcuno,
e cioè battere i pugni sul tavolo, rompere piatti,
bicchieri e bottiglie.
Certi eccessi sono ridicoli, e spesso riescono invece a
montare ancora di più con l'esaltazione rumorosa.
Scarichiamo l'elettricità interna in eccesso, ma
sempre con moderazione, in maniera che l'equilibrio delle
cose sia sempre la regola.
Impariamo ad approfittare dei piccoli intervalli per rilassarci.
Teniamoci il più possibile lontano dal rumore e da
tutte le cause di angosce e di tensione. Cerchiamo per quanto
ci è consentito di mantenere l'animo calmo, disteso,
anche nelle circostanze spiacevoli che possano capitarci.
La condizione ideale sarebbe quella che l'interno non si
caricasse affatto, impedendo ogni accumulo, e facendo passare
subito ogni negatività.
L'atteggiamento positivo di fede, di amore, e di fiducia
in sé, sono il vero filtro attraverso il quale passa
la negatività, man mano che si forma e viene trasformata,
impedendo ogni ritenzione pericolosa.
Quando invece si fosse già formato nell'interno un
accumulo di tensione, è necessario eliminarla. Un
modo di scaricare è anche quello di abbandonare lo
stato di allarme perpetuo, lasciando che le cose vadano
per il loro verso, affrontandole solo nel momento che si
presentano. Non prima.
In molte circostanze, per scaricarsi, basta ricorrere semplicemente
all'acqua con abluzioni alle mani. Sorella acqua, che frate
Francesco, con inconsueta sovrabbondanza di aggettivi, chiamò
“molto utile et umile, pretiosa et casta”, è
l'amica che provvede a liberarci dalle scorie che non sono
soltanto fisiche, ma, spesso, anche accumulo pesante di
energie logorate che hanno bisogno di essere eliminate per
dar luogo a quelle nuove e fresche. Tra i motivi per i quali
molti ricorrono ad un bel bagno, vi è quello di alleggerire
la tensione nervosa accumulata durante il giorno. Essi tendono
a considerare il bagno come un riequilibratore del sistema
nervoso. Per questo, dopo il bagno, ci si sente veramente
rinnovati e più leggeri.
Anche dopo aver tenute semplicemente le mani nell'acqua,
ci sentiamo scaricati. Quando non si ha l'acqua a disposizione
può bastare il toccare un metallo, tenere le mani
poggiate ad un muro, mettersi seduto per terra, avere insomma
contatto con qualcosa che stabilisca una via d'uscita.
La tensione che cova dentro di noi, e quella dei muscoli
che ne è la manifestazione esterna, tende a divenire
inconscia, per cui i muscoli rimangono contratti, senza
che ce ne accorgiamo.
Molti hanno l'aspetto preoccupato e non ne sono consapevoli.
Se ne accorgono gli altri, ma l'interessato l'ignora perché
non si vede Non basta mettersi dinanzi allo specchio, perché,
di fronte allo specchio, spesso, assumiamo un altro volto
e, per un istante, sparisce anche il volto del preoccupato.
Dobbiamo imparare ad avvertite la tensione inconscia, a
percepirla. Affiorerà così ciò che
è dentro di noi. Ecco un buon esercizio per questo.
Contraete fortemente le mani più di quanto lo siano
ordinariamente, e provocate in tutto il vostro essere una
forte tensione.
Notate la sensazione che vi danno i muscoli. Cominciate
con i muscoli del volto e delle gambe, delle braccia, dell'addome.
Esercitatevi a percepire in modo cosciente la tensione che
provocate in questo
modo. Poi, rilasciatevi. Ripetete l'esercizio, contraendo
le mascelle con la massima forza. Poi fate lo stesso con
i muscoli degli occhi e della fronte. Mantenete la tensione
aggrottando la fronte. Notate, come prima, la sensazione
che provate con i muscoli tesi al massimo, e cercate di
percepire in modo cosciente questa tensione. Poi, rilasciate
tutto. Potete continuare cosi con tutti i muscoli, quelli
del collo, delle braccia, del dorso ecc. ... Inviate con
la volontà il massimo potenziale di energia ai singoli
muscoli, energia tesa al più alto grado.
Notate, percepite e poi... rilasciate tutto, in ogni parte,
nel riposo.
Sarà un'esperienza utile che ci renderà cosciente
della tensione che portiamo con noi, e di cui non ci avvediamo.
Impariamo a rilassarci. Rilassamento significa abbandono
della tensione, ritiro dell'energia che tiene tesi, scarico
della forza trattenuta. Il rilassamento deve essere non
solo fisico, ma anche mentale.
I fisiologi hanno dimostrato che una delle ragioni per cui
certe persone sono irritabili, sospettose, è che
vivono con volto chiuso, rigido, i muscoli tirati, le mascelle
contratte. Questo li fa tenere sempre sulla difensiva armata,
sobbalzando ad ogni rumore, ombrosi e permalosi alla minima
contrarietà e offesa. Se i muscoli fossero rilasciati
e in pace, anche i nervi sarebbero in pace.
Fra le migliori indicazioni vi è quella di fare del
moto, camminare, lavorare in giardino, giocare a tennis,
ricordando che la stanchezza fisica invita al rilassamento
e al sonno.
Il rilassamento deve essere non solo fisico, ma anche psichico,
perché la tensione più nociva è quella
psichica dalla quale dipende anche quella dei nervi e dei
muscoli.
Per questo non si elogerà mai abbastanza il riposo,
specie in questa epoca in cui l'uomo è tutto teso;
sempre teso.
Lo stato emotivo interessa tutto l'uomo. Quanto più
agisce nella sua parte più elevata, tanto più
troverà giovamento nel suo essere totale. Ogni sentimento
piacevole che entrerà in lui sarà il vero
ristoro della sua vita.
L'atteggiamento d'amore verso tutto e tutti ha il più
grande effetto terapeutico, perché aperto, distensivo,
riposante; l'opposto di quello di sospetto, di diffidenza
e di timore che è chiuso, teso e carico di espressione
negativa, pericolosa anche per il corpo.
“Se gli uomini fossero più buoni ? diceva un
medico – vi sarebbero tante malattie di meno”.
Egli conosceva come gli uomini si tormentano da soli, per
i propri errori, e sono puniti dai propri errori.
Come primo esercizio per ristabilire armonia nel nostro
corpo fisico, abbandoniamo il volto cupo del preoccupato.
Proviamo a sorridere, anche se non ci va. Può avvenire
che la distensione dall'esterno penetri dentro.
Ricordiamo: “Questo mondo è come uno specchio;
se sorridiamo, ci sorride; se lo guardiamo arcigno e diffidente,
con lo stesso viso arcigno e diffidente guarderà
noi”.
La cura del sorriso è parte essenziale nelle cure
per la salute. Se tutti lo sapessero, non si vedrebbe tanta
gente accigliata, come pronta a respingere un ipotetico
assalitore. Anche i pensieri ne sarebbero influenzati.
Pensieri e sentimenti danno il colore a tutta la nostra
vita che ne risulta trasformata.
Con la gioia le arterie si dilatano; l'apparato circolatorio
che condiziona l'arco di vita dell'individuo, avrà
grande giovamento. La ricetta della bontà e della
gioia porta la serenità del vivere e la comprensione
per gli altri; è anche la migliore cura per la longevità
perché tutto ciò che aiuta direttamente o
indirettamente l'apparato cardiovascolare fa guadagnare
anni alla vita.
Questo è ormai affermato scientificamente, e ripetuto
da tutti i medici.
Il sorriso è simbolo di rilassamento. Per questo
si deve prendere l'abitudine al sorriso. Non prendiamo troppo
sul serio le cose che non hanno importanza, fino ad arrivare
alla saggezza di ridere di noi stessi.
Ogni problema si risolve nell'interno dell'uomo. Quando
avremo compresa questa grande verità, sarà
una svolta importante per la nostra vita, e tale che la
nostra esistenza cambierà completamente.
Esaminiamo noi stessi: vediamo quali siano i mali che subiamo
e quelli temuti. Dobbiamo scoprirne le cause. Se possiamo
eliminarli, cerchiamo di provvedervi. Siamo noi che dobbiamo
farlo, non altri.
Se noi vogliamo, potremo ritrovare la gioia della serenità,
anche se ora ci trovassimo nelle peggiori condizioni. Sarà
il nostro paradiso, la meta verso cui è tesa l'aspirazione
pluri millenaria degli uomini; più che un luogo è
un modo di essere dello spirito.
Quando, tra non molto, ciò che ci affligge e ci turba
sarà soltanto un ricordo lontano, e saremo divenuti
un uomo sereno, apprezzeremo di più i valori dello
spirito perché avremo avuto la prova che l'uomo è
anima prima di essere corpo.
La nostra massima cura sarà per il nostro interno,
quello che finora, forse, abbiamo trascurato.
Dobbiamo avere fiducia in noi stessi. Ogni guarigione dipende
dalle forze che sono dentro l'uomo. Come hanno prodotto
il male cosi possono guarirlo. Si tratta di chiamare a raccolta,
e di farle agire, le potenti forze positive che cacceranno
le altre.
Abbiamo una potenza dentro di noi che finora abbiamo adoperato
a tuo danno
senza saperlo. Ora vedremo come possiamo utilizzarla per
il nostro bene, diventeremo un uomo sereno.
Per la nostra pace interiore ci gioverà riflettere
che la maggior parte delle cose per cui l'uomo si affanna
non hanno nessuna importanza. La calma interiore vale più
dell'agitarsi.
Non vale la pena turbarsi o preoccuparsi delle cose. Esse
hanno il loro svolgimento sempre per il bene e per motivi
che gli uomini non sanno vedere.
Non dobbiamo prendere mai nessuna decisione sotto la spinta
immediata di una emozione violenta. Sappiamo aspettare,
almeno il giorno dopo, facendo trascorrere una notte d'intervallo.
Ciò servirà ad attenuare l'emozione per impadronircene,
e per conquistare il controllo su di essa.
Qualunque sia la spinta momentanea a reagire, ricordiamo
di non arrivare mai agli estremi, neppure col pensiero.
Se non riusciamo a fermare del tutto la reazione del momento,
manteniamoci entro un limite medio senza toccare gli eccessi.
Dopo, ci troveremo bene per questo modo di comportarci,
allorché vedremo la cosa meglio, con l'occhio calmo
del poi.
Il segreto per governare noi stessi sta nell'ascoltare la
voce interiore: là è la legge, là la
guida migliore della nostra vita, la più sicura che
ci dirà ciò che dovremo fare e ci condurrà
con certezza dove dobbiamo giungere.
Non dobbiamo agire mai con fretta: dovrebbe essere la norma
che precede ogni altro rimedio. La calma è il segno
della sicurezza. Se ogni cosa fosse fatta a suo tempo, non
vi sarebbe la spinta ad affrettarsi.
Per non sentirci incalzare dagli avvenimenti, senza avere
il tempo di provvedere, regoliamo le nostre cose, in modo
da non restare indietro. Non sentiremo più il pungolo
interno che ci tormenta perché siamo in ritardo.
Elimineremo cosi molte cause d'inquietudine.
Cinque cose da ricordare
- Scopriamo le cause delle nostre inquietudini. Cerchiamo
di portarle alla luce. Studiamo i nostri timori, i nostri
desideri: esaminiamoli con calma, nel profondo. Facciamo
penetrare il sole dove è l'ombra.
- Scriviamo su di un foglio di carta ciò che ci turba,
i nostri problemi.
Elenchiamo le cose che formano i nostri assilli. Facciamo
salire sul piano della coscienza ciò che giace in
fondo, nascosto in noi, e che noi abbiamo la tendenza a
ricacciare dentro. Rileggiamo almeno una volta la settimana
ciò che abbiamo scritto. Dopo qualche tempo, vedremo
che cominceremo a depennare qualche cosa, poi, man mano,
progressivamente, non ne rimarrà niente.
Questo sarà il risultato, se avremo messo in pratica
i suggerimenti che ci sono dati per il nostro bene.
- I quattro quinti dei nostri mali sono causati da noi stessi.
Siamo noi, quindi, che dobbiamo provvedere a eliminarli.
Dobbiamo coscientemente liberarci da ciò che rende
penosa la nostra vita.
- Le facoltà di cui l'uomo è dotato sono strumenti
sufficienti per far affrontare e superare gli avvenimenti,
per realizzare quello che deve. Chi saprà esercitarle,
potrà trarre da esse tutto ciò che possono
rendere.
- La sostanza di ogni problema umano è nell'uomo
stesso: se è forte lui, le cose tutte gli sembreranno
deboli. Al contrario, se lui è debole, tutto gli
sarà aspro e difficile.
Il problema è uno solo: rafforzare noi stessi, sviluppando
e potenziando le proprie facoltà. Allora, come per
incanto, noi sentiremo che divengono leggere le cose che
prima ci erano sembrate pesanti.
Termina con questo terzo articolo la descrizione del libro
di di Amadeus Voldben dal titolo “La via segreta alla
serenità”. Spero di avervi incuriosito con
un argomento che dovrebbe essere patrimonio di tutti gli
uomini, come vivere più serenamente la nostra vita.
Certo non è facile mettere in pratica tutti i suggerimenti
dell’autore, personalmente sono comunque convinto
che valga la pena provarci, ci stupiremo dei risultati ottenuti.
Arrivederci al prossimo articolo su un argomento che ci
coinvolgerà ancor più nel profondo del nostro
essere.