NON SOLO PLEIN AIR - ARGOMENTI SUI QUALI RIFLETTERE
"La via segreta alla serenità- Terza parte"
di Piero Marenco

Prosegue in questo terzo ed ultimo articolo la descrizione sommaria degli argomenti trattati da Amadeus Voldben nel suo libro dal titolo “La via segreta alla serenità”.
Il contenuto e la spiegazione di certi comportamenti ai quali dovremo attenerci potrebbe a prima vista stupirci, anche perché sono lontani dal nostro comune modo di vivere, riflettete su di essi e cercate di mettere in atto qualche suggerimento proposto.
L'uomo agisce come un vero e proprio circuito elettrico che, se resta chiuso, tende a sovraccaricarsi. Per questo è necessario trovare una via d'uscita guidata e cosciente, quando è in atto il pericolo che se ne possa aprire un'altra, ma inconscia, con esplosioni in atti e movimenti incontrollati, è quello il momento di parole e di azioni di cui dopo ci si deve pentire.
Anche la parola può servire a scaricare. Il parlare, allora, fa bene. Non restiamo in silenzio, parliamo, parliamo. Se non è possibile con altri, parliamo magari da soli. Ogni cosa che esce da noi servirà a scaricarci, senza eccedere, senza arrivare a quello che consiglia qualcuno, e cioè battere i pugni sul tavolo, rompere piatti, bicchieri e bottiglie.
Certi eccessi sono ridicoli, e spesso riescono invece a montare ancora di più con l'esaltazione rumorosa. Scarichiamo l'elettricità interna in eccesso, ma sempre con moderazione, in maniera che l'equilibrio delle cose sia sempre la regola.
Impariamo ad approfittare dei piccoli intervalli per rilassarci.
Teniamoci il più possibile lontano dal rumore e da tutte le cause di angosce e di tensione. Cerchiamo per quanto ci è consentito di mantenere l'animo calmo, disteso, anche nelle circostanze spiacevoli che possano capitarci.
La condizione ideale sarebbe quella che l'interno non si caricasse affatto, impedendo ogni accumulo, e facendo passare subito ogni negatività.
L'atteggiamento positivo di fede, di amore, e di fiducia in sé, sono il vero filtro attraverso il quale passa la negatività, man mano che si forma e viene trasformata, impedendo ogni ritenzione pericolosa.
Quando invece si fosse già formato nell'interno un accumulo di tensione, è necessario eliminarla. Un modo di scaricare è anche quello di abbandonare lo stato di allarme perpetuo, lasciando che le cose vadano per il loro verso, affrontandole solo nel momento che si presentano. Non prima.
In molte circostanze, per scaricarsi, basta ricorrere semplicemente all'acqua con abluzioni alle mani. Sorella acqua, che frate Francesco, con inconsueta sovrabbondanza di aggettivi, chiamò “molto utile et umile, pretiosa et casta”, è l'amica che provvede a liberarci dalle scorie che non sono soltanto fisiche, ma, spesso, anche accumulo pesante di energie logorate che hanno bisogno di essere eliminate per dar luogo a quelle nuove e fresche. Tra i motivi per i quali molti ricorrono ad un bel bagno, vi è quello di alleggerire la tensione nervosa accumulata durante il giorno. Essi tendono a considerare il bagno come un riequilibratore del sistema nervoso. Per questo, dopo il bagno, ci si sente veramente rinnovati e più leggeri.
Anche dopo aver tenute semplicemente le mani nell'acqua, ci sentiamo scaricati. Quando non si ha l'acqua a disposizione può bastare il toccare un metallo, tenere le mani poggiate ad un muro, mettersi seduto per terra, avere insomma contatto con qualcosa che stabilisca una via d'uscita.
La tensione che cova dentro di noi, e quella dei muscoli che ne è la manifestazione esterna, tende a divenire inconscia, per cui i muscoli rimangono contratti, senza che ce ne accorgiamo.
Molti hanno l'aspetto preoccupato e non ne sono consapevoli. Se ne accorgono gli altri, ma l'interessato l'ignora perché non si vede Non basta mettersi dinanzi allo specchio, perché, di fronte allo specchio, spesso, assumiamo un altro volto e, per un istante, sparisce anche il volto del preoccupato. Dobbiamo imparare ad avvertite la tensione inconscia, a percepirla. Affiorerà così ciò che è dentro di noi. Ecco un buon esercizio per questo.
Contraete fortemente le mani più di quanto lo siano ordinariamente, e provocate in tutto il vostro essere una forte tensione.
Notate la sensazione che vi danno i muscoli. Cominciate con i muscoli del volto e delle gambe, delle braccia, dell'addome. Esercitatevi a percepire in modo cosciente la tensione che provocate in questo
modo. Poi, rilasciatevi. Ripetete l'esercizio, contraendo le mascelle con la massima forza. Poi fate lo stesso con i muscoli degli occhi e della fronte. Mantenete la tensione aggrottando la fronte. Notate, come prima, la sensazione che provate con i muscoli tesi al massimo, e cercate di percepire in modo cosciente questa tensione. Poi, rilasciate tutto. Potete continuare cosi con tutti i muscoli, quelli del collo, delle braccia, del dorso ecc. ... Inviate con la volontà il massimo potenziale di energia ai singoli muscoli, energia tesa al più alto grado.
Notate, percepite e poi... rilasciate tutto, in ogni parte, nel riposo.
Sarà un'esperienza utile che ci renderà cosciente della tensione che portiamo con noi, e di cui non ci avvediamo.
Impariamo a rilassarci. Rilassamento significa abbandono della tensione, ritiro dell'energia che tiene tesi, scarico della forza trattenuta. Il rilassamento deve essere non solo fisico, ma anche mentale.
I fisiologi hanno dimostrato che una delle ragioni per cui certe persone sono irritabili, sospettose, è che vivono con volto chiuso, rigido, i muscoli tirati, le mascelle contratte. Questo li fa tenere sempre sulla difensiva armata, sobbalzando ad ogni rumore, ombrosi e permalosi alla minima contrarietà e offesa. Se i muscoli fossero rilasciati e in pace, anche i nervi sarebbero in pace.
Fra le migliori indicazioni vi è quella di fare del moto, camminare, lavorare in giardino, giocare a tennis, ricordando che la stanchezza fisica invita al rilassamento e al sonno.
Il rilassamento deve essere non solo fisico, ma anche psichico, perché la tensione più nociva è quella psichica dalla quale dipende anche quella dei nervi e dei muscoli.
Per questo non si elogerà mai abbastanza il riposo, specie in questa epoca in cui l'uomo è tutto teso; sempre teso.
Lo stato emotivo interessa tutto l'uomo. Quanto più agisce nella sua parte più elevata, tanto più troverà giovamento nel suo essere totale. Ogni sentimento piacevole che entrerà in lui sarà il vero ristoro della sua vita.
L'atteggiamento d'amore verso tutto e tutti ha il più grande effetto terapeutico, perché aperto, distensivo, riposante; l'opposto di quello di sospetto, di diffidenza e di timore che è chiuso, teso e carico di espressione negativa, pericolosa anche per il corpo.
“Se gli uomini fossero più buoni ? diceva un medico – vi sarebbero tante malattie di meno”.
Egli conosceva come gli uomini si tormentano da soli, per i propri errori, e sono puniti dai propri errori.
Come primo esercizio per ristabilire armonia nel nostro corpo fisico, abbandoniamo il volto cupo del preoccupato. Proviamo a sorridere, anche se non ci va. Può avvenire che la distensione dall'esterno penetri dentro.
Ricordiamo: “Questo mondo è come uno specchio; se sorridiamo, ci sorride; se lo guardiamo arcigno e diffidente, con lo stesso viso arcigno e diffidente guarderà noi”.
La cura del sorriso è parte essenziale nelle cure per la salute. Se tutti lo sapessero, non si vedrebbe tanta gente accigliata, come pronta a respingere un ipotetico assalitore. Anche i pensieri ne sarebbero influenzati.
Pensieri e sentimenti danno il colore a tutta la nostra vita che ne risulta trasformata.
Con la gioia le arterie si dilatano; l'apparato circolatorio che condiziona l'arco di vita dell'individuo, avrà grande giovamento. La ricetta della bontà e della gioia porta la serenità del vivere e la comprensione per gli altri; è anche la migliore cura per la longevità perché tutto ciò che aiuta direttamente o indirettamente l'apparato cardiovascolare fa guadagnare anni alla vita.
Questo è ormai affermato scientificamente, e ripetuto da tutti i medici.
Il sorriso è simbolo di rilassamento. Per questo si deve prendere l'abitudine al sorriso. Non prendiamo troppo sul serio le cose che non hanno importanza, fino ad arrivare alla saggezza di ridere di noi stessi.
Ogni problema si risolve nell'interno dell'uomo. Quando avremo compresa questa grande verità, sarà una svolta importante per la nostra vita, e tale che la nostra esistenza cambierà completamente.
Esaminiamo noi stessi: vediamo quali siano i mali che subiamo e quelli temuti. Dobbiamo scoprirne le cause. Se possiamo eliminarli, cerchiamo di provvedervi. Siamo noi che dobbiamo farlo, non altri.
Se noi vogliamo, potremo ritrovare la gioia della serenità, anche se ora ci trovassimo nelle peggiori condizioni. Sarà il nostro paradiso, la meta verso cui è tesa l'aspirazione pluri millenaria degli uomini; più che un luogo è un modo di essere dello spirito.
Quando, tra non molto, ciò che ci affligge e ci turba sarà soltanto un ricordo lontano, e saremo divenuti un uomo sereno, apprezzeremo di più i valori dello spirito perché avremo avuto la prova che l'uomo è anima prima di essere corpo.
La nostra massima cura sarà per il nostro interno, quello che finora, forse, abbiamo trascurato.
Dobbiamo avere fiducia in noi stessi. Ogni guarigione dipende dalle forze che sono dentro l'uomo. Come hanno prodotto il male cosi possono guarirlo. Si tratta di chiamare a raccolta, e di farle agire, le potenti forze positive che cacceranno le altre.
Abbiamo una potenza dentro di noi che finora abbiamo adoperato a tuo danno
senza saperlo. Ora vedremo come possiamo utilizzarla per il nostro bene, diventeremo un uomo sereno.
Per la nostra pace interiore ci gioverà riflettere che la maggior parte delle cose per cui l'uomo si affanna non hanno nessuna importanza. La calma interiore vale più dell'agitarsi.
Non vale la pena turbarsi o preoccuparsi delle cose. Esse hanno il loro svolgimento sempre per il bene e per motivi che gli uomini non sanno vedere.
Non dobbiamo prendere mai nessuna decisione sotto la spinta immediata di una emozione violenta. Sappiamo aspettare, almeno il giorno dopo, facendo trascorrere una notte d'intervallo. Ciò servirà ad attenuare l'emozione per impadronircene, e per conquistare il controllo su di essa.
Qualunque sia la spinta momentanea a reagire, ricordiamo di non arrivare mai agli estremi, neppure col pensiero. Se non riusciamo a fermare del tutto la reazione del momento, manteniamoci entro un limite medio senza toccare gli eccessi. Dopo, ci troveremo bene per questo modo di comportarci, allorché vedremo la cosa meglio, con l'occhio calmo del poi.
Il segreto per governare noi stessi sta nell'ascoltare la voce interiore: là è la legge, là la guida migliore della nostra vita, la più sicura che ci dirà ciò che dovremo fare e ci condurrà con certezza dove dobbiamo giungere.
Non dobbiamo agire mai con fretta: dovrebbe essere la norma che precede ogni altro rimedio. La calma è il segno della sicurezza. Se ogni cosa fosse fatta a suo tempo, non vi sarebbe la spinta ad affrettarsi.
Per non sentirci incalzare dagli avvenimenti, senza avere il tempo di provvedere, regoliamo le nostre cose, in modo da non restare indietro. Non sentiremo più il pungolo interno che ci tormenta perché siamo in ritardo. Elimineremo cosi molte cause d'inquietudine.
Cinque cose da ricordare
- Scopriamo le cause delle nostre inquietudini. Cerchiamo di portarle alla luce. Studiamo i nostri timori, i nostri desideri: esaminiamoli con calma, nel profondo. Facciamo penetrare il sole dove è l'ombra.
- Scriviamo su di un foglio di carta ciò che ci turba, i nostri problemi.
Elenchiamo le cose che formano i nostri assilli. Facciamo salire sul piano della coscienza ciò che giace in fondo, nascosto in noi, e che noi abbiamo la tendenza a ricacciare dentro. Rileggiamo almeno una volta la settimana ciò che abbiamo scritto. Dopo qualche tempo, vedremo che cominceremo a depennare qualche cosa, poi, man mano, progressivamente, non ne rimarrà niente.
Questo sarà il risultato, se avremo messo in pratica i suggerimenti che ci sono dati per il nostro bene.
- I quattro quinti dei nostri mali sono causati da noi stessi. Siamo noi, quindi, che dobbiamo provvedere a eliminarli. Dobbiamo coscientemente liberarci da ciò che rende penosa la nostra vita.
- Le facoltà di cui l'uomo è dotato sono strumenti sufficienti per far affrontare e superare gli avvenimenti, per realizzare quello che deve. Chi saprà esercitarle, potrà trarre da esse tutto ciò che possono rendere.
- La sostanza di ogni problema umano è nell'uomo stesso: se è forte lui, le cose tutte gli sembreranno deboli. Al contrario, se lui è debole, tutto gli sarà aspro e difficile.
Il problema è uno solo: rafforzare noi stessi, sviluppando e potenziando le proprie facoltà. Allora, come per incanto, noi sentiremo che divengono leggere le cose che prima ci erano sembrate pesanti.
Termina con questo terzo articolo la descrizione del libro di di Amadeus Voldben dal titolo “La via segreta alla serenità”. Spero di avervi incuriosito con un argomento che dovrebbe essere patrimonio di tutti gli uomini, come vivere più serenamente la nostra vita. Certo non è facile mettere in pratica tutti i suggerimenti dell’autore, personalmente sono comunque convinto che valga la pena provarci, ci stupiremo dei risultati ottenuti.
Arrivederci al prossimo articolo su un argomento che ci coinvolgerà ancor più nel profondo del nostro essere.

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