Prosegue in questo secondo articolo la descrizione sommaria
degli argomenti trattati da Amadeus Voldben nel suo libro
dal titolo "La via segreta alla serenità".
Sono argomenti che ci inducono a riflettere di quanto il
genere umano si sia allontanato da quello che potremo definire
"la retta via" . Anche perché come ci spiega
in modo approfondito l'autore del libro nonostante la tecnologia,
la maggior cultura dei nostri tempi l'uomo pur vivendo immerso
in tutti i suoi "beni materiali" non ha raggiunto
la felicità interiore necessaria ad una vita piena
e duratura.
La malattia, ogni malattia, non è nulla che abbia
consistenza in se stessa, ma è un'assenza, qualcosa
che manca, una disarmonia di cui ci avvediamo soltanto quando
si manifesta nei suoi effetti esterni. Ma era già
dentro, prima di manifestarsi.
La vita è salute. Il contrario è squilibrio
da ristabilire. Anche l'ombra è sole che manca. Basta
togliere l'ostacolo.
Elemento terapeutico fondamentale per guarire di ogni male
è la fiducia nella guarigione. Chi è sicuro
di guarire e fa entrare nel suo intimo questa convinzione,
è già guarito a metà. Per l'altra metà
deve fare quello che è indicato per guarire. I pensieri,
divenuti operanti nell'interno, agiranno come dissolventi
di tutto ciò che ha prodotto il male. Proprio come
il sole per l'ombra.
I pensieri sono luce che penetra nell'interno dove ha sede
la causa dello squilibrio. A questo fine si deve rafforzare
se stessi per vincere il male, affrontarlo per misurarsi
con esso. Vincerlo è eliminarlo nelle sue cause,
perché scompaia del tutto; impedire che rinasca,
tagliandolo alle radici.
La forza medicatrice della natura è la potenza dell'uomo
a risanare se stesso. Lo stesso corpo è in grado
di generare sostanze che sono l'antidoto che distrugge il
veleno prodotto dai microbi
Questa sostanza può essere prodotta nel fegato, nel
pancreas, nel midollo delle ossa, nella tiroide o altrove.
Però, anche questi tessuti sono soggetti al controllo
del sistema nervoso come tutti gli altri. Se non sono efficienti
sono incapaci di farlo. Se il sistema nervoso non li nutre
per mezzo di alcuni nervi speciali nutritivi che si trovano
distribuiti in ogni parte del corpo, essi saranno inefficienti
e non in grado di agire nel senso risanatore.
Lo spirito controlla così non solo l'insorgere, ma
il decorso e la guarigione della mente.
"Spirito sano in corpo sano" è il motto
della più antica saggezza. L'influenza del sistema
nervoso è accresciuta dall'ottimismo e dalla fiducia,
mentre può essere diminuita dai turbamenti interiori.
Dallo spirito scaturisce la forza potente e salutare che
risana.
L'uomo che non è regolato da un proprio ritmo interiore
è vittima di una magia esterna che lo costringe,
e tende a ridurlo alla velocità di rotazione del
mostro gigantesco su cui è ingranata la vita sociale.
Chi non vuole essere un numero della massa, deve sapere
opporre una resistenza, almeno passiva, e non favorire chi
è invasato da questa mania. Rimanere se stessi, è
sempre un alto ideale. Gli altri vogliono sottometterci
alla loro magia. Si valgono per questo di giornali, di radio,
di televisione, di partiti, di associazioni, di chiese ecc.
Sono artifici per ridurci ad un numero del loro gregge.
Non dobbiamo pensare a superare nessuno. Dobbiamo cedere
il passo agli altri: è un modo per progredire, benché
sembri un paradosso. Lasciamo allontanare chi correndo più
di noi, può deviarci dal nostro cammino. Lo troveremo
più tardi debole e stanco. Chi si affanna per fare
più presto, si stanca, e deve fermarsi. E allora
gli altri lo raggiungono e lo sorpassano. Non vale superare
quelli che vanno più forte di noi. Non affrettiamoci.
Il correre non cambia la marcia del Tempo.
La prima padronanza che dobbiamo conquistare è quella
del proprio ritmo di vita. La calma deve essere la meta
fra l'universale agitazione. La fretta, prodotta dalla tensione,
genera logorio e stanchezza.
La calma deve essere la regola nell'agire. Il ritmo della
natura non conosce fretta, ma successione regolare di eventi.
Non si devono anticipare le azioni col pensiero. Avverrebbe
un accavallarsi di esse in un disarmonico e disordinato
svolgimento, quello tipico della fretta. Calma non è
lentezza, ma ordine nella successione dei fatti. Vi è
grande calma anche nel velocissimo vorticare dei mondi,
ma poiché è regolare e armonico, si svolge
nel ritmo naturale che è suprema calma.
A essere calmi ne guadagna sempre il proprio lavoro, dobbiamo
imparare a cambiare marcia
Nessuno che non sappia cambiare marcia saprà mai
guidare l'auto per le strade movimentate e accidentate che
deve percorrere. Allo stesso modo, non si possono affrontare
le circostanze della vita, tanto diverse fra loro, sempre
con lo stesso ritmo interiore.
Bisogna imparare a sapere agire al rallentatore o accelerando
fino al massimo; compiere certe azioni in modo automatico,
senza impiegarvi il pensiero, ed altre con la maggiore intensità
di concentrazione; lavorare con regolarità e saper
chiamare a raccolta tutte le proprie energie, in dati momenti,
per determinati risultati.
Alternando il lavoro fatto sotto pressione a quello calmo
e riposato, si conclude molto di più nella vita quotidiana.
Il ritmo che uccide, è quello che non cambia mai.
Alcune attività esigono calma e rallentamento, in
altre occorre maggior impegno.
L'animo, non meno del corpo, può profittare di un
mutamento di ritmo. Rallentare il ritmo fisico può
accelerare la percezione delle cose essenziali. Non dovremmo
mai trascurare il minimo cambiamento di passo che possa
meglio mettere l'animo in condizione di vivere.
Quando ci sentiamo felici, ogni cosa anche se brutta o mediocre,
ci sembra bella. E' l'animo che dà il colore alle
cose. Per questo lo stato d'animo è d'importanza
capitale: chi lo ha compreso, pone la massima cura alla
condizione del proprio animo; modificando questo, si modifica
pure l'effetto delle cose su di noi, mentre a poco servirebbe
mutare soltanto le cose.
Ma lo stato d'animo, oltre a dare il colore alle cose, riscalda
anche ciò che è gelido. L'anima ha in sé
colore e calore. La capacità creativa è la
forza prodigiosa che fa dell'uomo l'essere capace di sottrarsi
alla negatività del mondo esterno, realizzando nello
stesso tempo quella superiore condizione definita paradiso.
Infatti, il paradiso non è un luogo ma una condizione
dell'animo, un modo di essere dello spirito che si può
realizzare indipendentemente dalle condizioni esterne.
Quando qualcosa di negativo vuol guastare il nostro animo,
dobbiamo reagire: potremo sempre rifiutare ciò che
una forza negativa vorrebbe imporci, portandoci al suo livello.
Dobbiamo agire così dinanzi alle offese, alle sciagure,
a ogni evento contrario.
Cerchiamo di mettere tutti noi stessi in questa superiore
conquista. Se riusciremo in questo avremo imboccato la via
diretta verso la serenità.
Generalmente poniamo tanta cura per conservare la salute
del nostro corpo, mentre non se ne mette altrettanta per
la salute del nostro spirito, che è certamente più
importante.
Sono tanti i modi di essere dello spirito: vanno da quelli
oscuri di coloro che vedono tutto nero fino alle sublimi
serenità dei saggi. In questa gamma si muove l'esistenza
degli uomini, in una mutevolezza sbalorditiva pur nelle
ore dello stesso giorno, passando per i vari gradi e provandone
in sé gli effetti delle alterne vicende.
Ma è necessario trovare un punto fermo nel quale
agganciarsi in modo che le oscillazioni siano meno ampie
possibili.
Sta a noi realizzare questo, dipende da noi trovarlo.
Cominciamo da ciò che fanno coloro che hanno trovata
la via della saggezza:
- osserviamo le cose e i fatti della vita con occhio sereno;
- guardiamo sempre alla parte buona che ogni cosa ha in
sé;
- dobbiamo avere sempre pronto un repertorio di pensieri
sereni ai quali fissare la nostra mente.
L'umore nero e lo stato di tensione sono pieni di pericoli
proprio per le conseguenze che un urto può provocare.
E' indispensabile, perciò, che questo stato duri
il meno possibile per evitare i danni che racchiude, poiché
le più piccole cose si possono trasformare in fatti
gravi. L'unico pensiero deve essere quello di uscirne al
più presto.
Intanto, mentre siamo carichi di dinamite, dobbiamo cercare
di agire il meno possibile perché ogni urto potrebbe
essere fatale. Smaltiamo questo pernicioso stato isolandoci,
evitando ogni occasione di contrasto, riposando o, meglio,
anche dormendo. Alcune volte basta questo per scaricarsi
completamente.
E' possibile ricorrere efficacemente ad un libro di poesie,
o di barzellette, di aneddoti piacevoli, alla lettura di
qualche autore preferito. Per chi ha cura di formarsi una
propria biblioteca, sarà facile sottrarsi alla pesantezza
dì certi momenti che tutti più o meno dobbiamo
sperimentare.
Per altri, la musica o la preghiera sono il rifugio più
adatto. Infatti, la musica ha il potere magico di cambiare
gli stati d'animo, e la preghiera è certamente il
rimedio migliore per uscire da qualunque stato negativo,
perché la preghiera porta l'uomo a elevarsi alle
vette più eccelse.
Allora, come dopo aver preso una medicina efficace, l'umore
nero svanisce e ci si sente veramente sollevati.
Il deterioramento dei nervi è uno stato di pericolosi
imprevisti. Si resta meravigliati talvolta di certe reazioni
spropositate alle cause che lo hanno prodotto. Ma non ci
meraviglia che un minuscolo cerino possa fare esplodere
un grosso deposito di carburante. La sola ragione è
soltanto nella carica che si trova nell'oggetto che esplode,
non nella causa occasionale che può essere anche
minima. Infatti, se il deposito, anziché esplosivo,
contenesse marmellata, non avverrebbe nessuno scoppio.
Quando si è carichi come una bomba, basta un piccolo
urto per l'esplosione. Se l'interno è ostile, pessimista,
teso, una sola parola e uno sguardo male interpretati da
chi è già pronto allo scatto, è sufficiente
per produrre i peggiori mali.
Chi è stanco, preoccupato, esaurito, porta dentro
di sé una potenziale carica esplosiva di paura, di
scontento, d'insoddisfazione, e vede tutto del colore della
diffidenza e della difesa personale, tanto che basta poco
per irritarlo e indurlo ad atti che stupiscono chi considera
soltanto la piccola causa che ha provocato la reazione sconsiderata.
La stanchezza e la malattia affievoliscono la resistenza
agli istinti, alle passioni, ai sentimenti negativi, al
lavoro mentale. Persino l'istinto di conservazione e la
capacità di discernere sono notevolmente diminuiti
da stati di malattia e di stanchezza.
L'irritabilità dà preoccupazioni, per esaurimento,
per debolezza, legate a malattie fisiche, a insonnia ecc.
sono stati interiori di dinamite psichica che, se non sono
svuotati in tempo, fatalmente finiscono in disastri, poiché
non mancano mai i piccoli urti insignificanti che provocano
la tragedia.
Vi sono alcuni che dopo essere stati in certi ambienti,
o anche durante giornate nuvolose, si sentono particolarmente
aggravati da tensione. E' una carica elettrica che si può
notare anche dall'esterno: occhio corrucciato, tendenza
a tenere i pugni chiusi, silenzio, braccia serrate. In questi
periodi è buon rimedio interrompere ogni applicazione
e andare a riposare all'aria aperta.
Al prossimo e ultimo articolo di questo interessante argomento.