NON SOLO PLEIN AIR - ARGOMENTI SUI QUALI RIFLETTERE
"La via segreta alla serenità- Seconda parte"
di Piero Marenco

Prosegue in questo secondo articolo la descrizione sommaria degli argomenti trattati da Amadeus Voldben nel suo libro dal titolo "La via segreta alla serenità".
Sono argomenti che ci inducono a riflettere di quanto il genere umano si sia allontanato da quello che potremo definire "la retta via" . Anche perché come ci spiega in modo approfondito l'autore del libro nonostante la tecnologia, la maggior cultura dei nostri tempi l'uomo pur vivendo immerso in tutti i suoi "beni materiali" non ha raggiunto la felicità interiore necessaria ad una vita piena e duratura.
La malattia, ogni malattia, non è nulla che abbia consistenza in se stessa, ma è un'assenza, qualcosa che manca, una disarmonia di cui ci avvediamo soltanto quando si manifesta nei suoi effetti esterni. Ma era già dentro, prima di manifestarsi.
La vita è salute. Il contrario è squilibrio da ristabilire. Anche l'ombra è sole che manca. Basta togliere l'ostacolo.
Elemento terapeutico fondamentale per guarire di ogni male è la fiducia nella guarigione. Chi è sicuro di guarire e fa entrare nel suo intimo questa convinzione, è già guarito a metà. Per l'altra metà deve fare quello che è indicato per guarire. I pensieri, divenuti operanti nell'interno, agiranno come dissolventi di tutto ciò che ha prodotto il male. Proprio come il sole per l'ombra.
I pensieri sono luce che penetra nell'interno dove ha sede la causa dello squilibrio. A questo fine si deve rafforzare se stessi per vincere il male, affrontarlo per misurarsi con esso. Vincerlo è eliminarlo nelle sue cause, perché scompaia del tutto; impedire che rinasca, tagliandolo alle radici.
La forza medicatrice della natura è la potenza dell'uomo a risanare se stesso. Lo stesso corpo è in grado di generare sostanze che sono l'antidoto che distrugge il veleno prodotto dai microbi
Questa sostanza può essere prodotta nel fegato, nel pancreas, nel midollo delle ossa, nella tiroide o altrove.
Però, anche questi tessuti sono soggetti al controllo del sistema nervoso come tutti gli altri. Se non sono efficienti sono incapaci di farlo. Se il sistema nervoso non li nutre per mezzo di alcuni nervi speciali nutritivi che si trovano distribuiti in ogni parte del corpo, essi saranno inefficienti e non in grado di agire nel senso risanatore.
Lo spirito controlla così non solo l'insorgere, ma il decorso e la guarigione della mente.
"Spirito sano in corpo sano" è il motto della più antica saggezza. L'influenza del sistema nervoso è accresciuta dall'ottimismo e dalla fiducia, mentre può essere diminuita dai turbamenti interiori. Dallo spirito scaturisce la forza potente e salutare che risana.
L'uomo che non è regolato da un proprio ritmo interiore è vittima di una magia esterna che lo costringe, e tende a ridurlo alla velocità di rotazione del mostro gigantesco su cui è ingranata la vita sociale.
Chi non vuole essere un numero della massa, deve sapere opporre una resistenza, almeno passiva, e non favorire chi è invasato da questa mania. Rimanere se stessi, è sempre un alto ideale. Gli altri vogliono sottometterci alla loro magia. Si valgono per questo di giornali, di radio, di televisione, di partiti, di associazioni, di chiese ecc. Sono artifici per ridurci ad un numero del loro gregge.
Non dobbiamo pensare a superare nessuno. Dobbiamo cedere il passo agli altri: è un modo per progredire, benché sembri un paradosso. Lasciamo allontanare chi correndo più di noi, può deviarci dal nostro cammino. Lo troveremo più tardi debole e stanco. Chi si affanna per fare più presto, si stanca, e deve fermarsi. E allora gli altri lo raggiungono e lo sorpassano. Non vale superare quelli che vanno più forte di noi. Non affrettiamoci. Il correre non cambia la marcia del Tempo.
La prima padronanza che dobbiamo conquistare è quella del proprio ritmo di vita. La calma deve essere la meta fra l'universale agitazione. La fretta, prodotta dalla tensione, genera logorio e stanchezza.
La calma deve essere la regola nell'agire. Il ritmo della natura non conosce fretta, ma successione regolare di eventi. Non si devono anticipare le azioni col pensiero. Avverrebbe un accavallarsi di esse in un disarmonico e disordinato svolgimento, quello tipico della fretta. Calma non è lentezza, ma ordine nella successione dei fatti. Vi è grande calma anche nel velocissimo vorticare dei mondi, ma poiché è regolare e armonico, si svolge nel ritmo naturale che è suprema calma.
A essere calmi ne guadagna sempre il proprio lavoro, dobbiamo imparare a cambiare marcia
Nessuno che non sappia cambiare marcia saprà mai guidare l'auto per le strade movimentate e accidentate che deve percorrere. Allo stesso modo, non si possono affrontare le circostanze della vita, tanto diverse fra loro, sempre con lo stesso ritmo interiore.
Bisogna imparare a sapere agire al rallentatore o accelerando fino al massimo; compiere certe azioni in modo automatico, senza impiegarvi il pensiero, ed altre con la maggiore intensità di concentrazione; lavorare con regolarità e saper chiamare a raccolta tutte le proprie energie, in dati momenti, per determinati risultati.
Alternando il lavoro fatto sotto pressione a quello calmo e riposato, si conclude molto di più nella vita quotidiana. Il ritmo che uccide, è quello che non cambia mai. Alcune attività esigono calma e rallentamento, in altre occorre maggior impegno.
L'animo, non meno del corpo, può profittare di un mutamento di ritmo. Rallentare il ritmo fisico può accelerare la percezione delle cose essenziali. Non dovremmo mai trascurare il minimo cambiamento di passo che possa meglio mettere l'animo in condizione di vivere.
Quando ci sentiamo felici, ogni cosa anche se brutta o mediocre, ci sembra bella. E' l'animo che dà il colore alle cose. Per questo lo stato d'animo è d'importanza capitale: chi lo ha compreso, pone la massima cura alla condizione del proprio animo; modificando questo, si modifica pure l'effetto delle cose su di noi, mentre a poco servirebbe mutare soltanto le cose.
Ma lo stato d'animo, oltre a dare il colore alle cose, riscalda anche ciò che è gelido. L'anima ha in sé colore e calore. La capacità creativa è la forza prodigiosa che fa dell'uomo l'essere capace di sottrarsi alla negatività del mondo esterno, realizzando nello stesso tempo quella superiore condizione definita paradiso. Infatti, il paradiso non è un luogo ma una condizione dell'animo, un modo di essere dello spirito che si può realizzare indipendentemente dalle condizioni esterne.
Quando qualcosa di negativo vuol guastare il nostro animo, dobbiamo reagire: potremo sempre rifiutare ciò che una forza negativa vorrebbe imporci, portandoci al suo livello. Dobbiamo agire così dinanzi alle offese, alle sciagure, a ogni evento contrario.
Cerchiamo di mettere tutti noi stessi in questa superiore conquista. Se riusciremo in questo avremo imboccato la via diretta verso la serenità.
Generalmente poniamo tanta cura per conservare la salute del nostro corpo, mentre non se ne mette altrettanta per la salute del nostro spirito, che è certamente più importante.
Sono tanti i modi di essere dello spirito: vanno da quelli oscuri di coloro che vedono tutto nero fino alle sublimi serenità dei saggi. In questa gamma si muove l'esistenza degli uomini, in una mutevolezza sbalorditiva pur nelle ore dello stesso giorno, passando per i vari gradi e provandone in sé gli effetti delle alterne vicende.
Ma è necessario trovare un punto fermo nel quale agganciarsi in modo che le oscillazioni siano meno ampie possibili.
Sta a noi realizzare questo, dipende da noi trovarlo.
Cominciamo da ciò che fanno coloro che hanno trovata la via della saggezza:
- osserviamo le cose e i fatti della vita con occhio sereno;
- guardiamo sempre alla parte buona che ogni cosa ha in sé;
- dobbiamo avere sempre pronto un repertorio di pensieri sereni ai quali fissare la nostra mente.
L'umore nero e lo stato di tensione sono pieni di pericoli proprio per le conseguenze che un urto può provocare. E' indispensabile, perciò, che questo stato duri il meno possibile per evitare i danni che racchiude, poiché le più piccole cose si possono trasformare in fatti gravi. L'unico pensiero deve essere quello di uscirne al più presto.
Intanto, mentre siamo carichi di dinamite, dobbiamo cercare di agire il meno possibile perché ogni urto potrebbe essere fatale. Smaltiamo questo pernicioso stato isolandoci, evitando ogni occasione di contrasto, riposando o, meglio, anche dormendo. Alcune volte basta questo per scaricarsi completamente.
E' possibile ricorrere efficacemente ad un libro di poesie, o di barzellette, di aneddoti piacevoli, alla lettura di qualche autore preferito. Per chi ha cura di formarsi una propria biblioteca, sarà facile sottrarsi alla pesantezza dì certi momenti che tutti più o meno dobbiamo sperimentare.
Per altri, la musica o la preghiera sono il rifugio più adatto. Infatti, la musica ha il potere magico di cambiare gli stati d'animo, e la preghiera è certamente il rimedio migliore per uscire da qualunque stato negativo, perché la preghiera porta l'uomo a elevarsi alle vette più eccelse.
Allora, come dopo aver preso una medicina efficace, l'umore nero svanisce e ci si sente veramente sollevati.
Il deterioramento dei nervi è uno stato di pericolosi imprevisti. Si resta meravigliati talvolta di certe reazioni spropositate alle cause che lo hanno prodotto. Ma non ci meraviglia che un minuscolo cerino possa fare esplodere un grosso deposito di carburante. La sola ragione è soltanto nella carica che si trova nell'oggetto che esplode, non nella causa occasionale che può essere anche minima. Infatti, se il deposito, anziché esplosivo, contenesse marmellata, non avverrebbe nessuno scoppio.
Quando si è carichi come una bomba, basta un piccolo urto per l'esplosione. Se l'interno è ostile, pessimista, teso, una sola parola e uno sguardo male interpretati da chi è già pronto allo scatto, è sufficiente per produrre i peggiori mali.
Chi è stanco, preoccupato, esaurito, porta dentro di sé una potenziale carica esplosiva di paura, di scontento, d'insoddisfazione, e vede tutto del colore della diffidenza e della difesa personale, tanto che basta poco per irritarlo e indurlo ad atti che stupiscono chi considera soltanto la piccola causa che ha provocato la reazione sconsiderata.
La stanchezza e la malattia affievoliscono la resistenza agli istinti, alle passioni, ai sentimenti negativi, al lavoro mentale. Persino l'istinto di conservazione e la capacità di discernere sono notevolmente diminuiti da stati di malattia e di stanchezza.
L'irritabilità dà preoccupazioni, per esaurimento, per debolezza, legate a malattie fisiche, a insonnia ecc. sono stati interiori di dinamite psichica che, se non sono svuotati in tempo, fatalmente finiscono in disastri, poiché non mancano mai i piccoli urti insignificanti che provocano la tragedia.
Vi sono alcuni che dopo essere stati in certi ambienti, o anche durante giornate nuvolose, si sentono particolarmente aggravati da tensione. E' una carica elettrica che si può notare anche dall'esterno: occhio corrucciato, tendenza a tenere i pugni chiusi, silenzio, braccia serrate. In questi periodi è buon rimedio interrompere ogni applicazione e andare a riposare all'aria aperta.
Al prossimo e ultimo articolo di questo interessante argomento.

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