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di Piero Marenco
Curando una rubrica nata per far riflettere su molti argomenti
che in un modo o nell'altro interagiscono con la nostra vita ho
ricevuto da una carissima amica, Daniela B., un e-mail a mio avviso
bellissimo e ricco di significati che ho pensato di proporre a tutti
i navigatori del nostro sito con la speranza che leggendo quanto
segue possano, anche se solo per un attimo, riflettere sul significato
di questo testo che mette in risalto quello che quasi tutti solitamente
facciamo, aspettare l'occasione importante per fare alcune cose
e invece ......
STORIA INDIANA Il mio amico aprì il cassetto
di sua moglie e ne estrasse un pacchetto avvolto in carta di riso.
"Questo" disse " non è un semplice
pacchetto , è biancheria intima".
Gettò la carta che lo avvolgeva.
Osservò la seta squisita e il merletto.
"Lo comprò la prima volta che andammo a New York,
8 o 9 anni fa, ma non lo usò mai". Lo conservava
per un'occasione speciale.
"Bene, questa è l'occasione giusta".
Si avvicinò al letto e collocò il capo vicino alle
altre cose che avrebbe dovuto portare alle pompe funebri.
Sua moglie era appena morta.
Si girò verso di me e disse:
"non conservare nulla per un'occasione speciale, ogni giorno
che vivi è speciale".
Sto ancora pensando a queste parole e a come hanno cambiato la mia
vita.
Adesso leggo di più e pulisco di meno.
Mi siedo sul terrazzo e guardo il paesaggio, senza fare caso alle
erbacce del giardino.
Passo più tempo con la famiglia e con gli amici, meno tempo
al lavoro.
Ho capito che la vita deve essere un insieme di esperienze da godere,
ma non per sopravvivere.
Ormai non conservo nulla.
Uso i bicchieri di cristallo ogni giorno.
Metto l'abito nuovo per andare al supermercato, se ne ho voglia.
Ormai non conservo il mio miglior profumo per le feste speciali,
lo metto ogni volta che ne ho voglia.
Le frasi "un giorno" e "uno di questi
giorni" stanno scomparendo dal mio vocabolario.
Vale la pena, vederlo, ascoltarlo, farlo adesso.
Non sono sicuro di cosa avrebbe fatto la moglie del mio amico se
avesse saputo che non sarebbe stata qui per il domani che tutti
prendiamo alla leggera. Credo che avrebbe chiamato i suoi familiari
e gli amici intimi. Magari avrebbe chiamato alcuni vecchi amici
per scusarsi e per fare pace per una lite passata.
Sono queste piccole cose non fatte che mi infastidirebbero, se sapessi
che le mie ore sono contate.
Infastidito perché smisi di vedere buoni amici con i quali
mi sarei sentito "un giorno", infastidito perché
non scrissi delle lettere che avrei scritto "un giorno",
infastidito perché non dissi ai miei fratelli e ai miei figli
con sufficiente frequenza quanto li amo.
Adesso cerco di non ritardare, trattenere o conservare niente che
aggiungerebbe risate ed allegria alle nostre vite.
Ogni giorno dico a me stesso che è un giorno speciale.
Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto.
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