NON SOLO PLEIN AIR - ARGOMENTI SUI QUALI RIFLETTERE
"Veloci, sempre più veloci .... ma dove andiamo?"

di Piero Marenco

A seguire una riflessione di Rosalba Giglio sullo stile di vita dei nostri giorni.


Ognuno di noi può constatare quotidianamente che lottiamo contro il tempo. La gestione del tempo diventa ogni giorno sempre più determinante. Il carico di informazioni a cui siamo sottoposti è diventato insostenibile, mentre la capacità di attenzione di cui disponiamo è limitata e può essere accresciuta solo marginalmente.
Disporre di informazioni aggiornate è ritenuta una condizione indispensabile per stare al passo, con i colleghi ed anche con gli amici. Il risultato di queste convinzioni è che le persone perdono moltissimo tempo nelle operazioni di ricerca di informazioni, a scapito e non a vantaggio dell'attività lavorativa e della vita privata.
Nel lavoro non conta più l'esperienza, la rendita di una posizione costruita nel tempo. Conta, invece, la rapidità di reazione, la capacità di arrivare prima degli altri, la velocità di pensiero. Ecco allora che le parole che accompagnano la nostra vita sono in tempo reale, con urgenza, subito. Le nostre vite vengono trascinate in un susseguirsi di scadenze, di continue sollecitazioni esterne (squilli dei cellulari, e-mail,...)
Paradossalmente nell'epoca degli sms, della foto digitale, delle e-mail cresce l'ansia di non riuscire a trovarsi. Siamo tutti facilmente raggiungibili, ma sempre più lontani.
Da una parte c'è il tempo accelerato di una realtà fatta di incontri, spostamenti e vorticosi scambi. Dall'altra parte la dimensione dei sentimenti, che ha ritmi più lenti. Oggi l'unità di misura non è la qualità, ma la quantità dei contatti.
Spesso si dà più valore ad un messaggio in quanto tale, piuttosto che al suo contenuto. Ma la verità è che spesso cerchiamo un contatto per placare l'ansia. Il confronto con i modelli proposti dalla pubblicità (uomini e donne belli, sani, ricchi, di successo) induce una pericolosa forma di pessimismo individuale. Uno stile di vita basato esclusivamente sulla competizione non solo impedisce di essere sé stessi, ma conduce anche ad una terza età più triste.
E allora cosa possiamo fare per non cadere nella trappola dell'apatia e della scontentezza? Innanzitutto riprenderci il lusso di essere noi stessi, di affermare ed esprimere la nostra unicità. La vita è un'esperienza che si svolge in modo continuo, anche se è fatta di episodi che spesso ci paiono distinti e separati. Riflettiamo su che cosa avremmo voluto fare. Come in un film, ripensiamo ai sogni, ai progetti, alle esperienze desiderate, ai percorsi non realizzati, alle occasioni mancate. Ascoltiamo le emozioni che accompagnano questa ricognizione interiore. E' soltanto affrontando il costo interiore di questa operazione che potremo trovare il coraggio per cominciare a percorrere un'altra strada. Strada ne facile ne veloce, ma necessaria per recuperare la propria unicità, un dono prezioso che ognuno di noi può fare a sé stesso e alle persone che ama. Essere se stessi è un valore importante: la coerenza con i propri sogni e i propri ideali è una grande spinta propulsiva nella vita.
E poi, impariamo a difendere il nostro territorio! Stabiliamo i tempi da dedicare all'attività lavorativa, in modo da poterci ritagliare degli spazi per noi nell'arco della giornata. Le risposte alle nostre domande sono dentro di noi e per farle emergere è necessario aumentare la nostra consapevolezza, ogni giorno, qualunque cosa stiamo facendo.
In questo modo impariamo ad essere noi stessi, a controllare le paure, a vincere i pregiudizi e a rispettare gli altri. E' essenziale dedicare del tempo a se stessi, procedendo ciascuno con il proprio passo, per scegliere la via da seguire.
Diamoci una possibilità: ciascun di noi è un esemplare assolutamente unico e questa unicità è il nostro più grande pregio, tanto che... se non esistessimo ci dovrebbero inventare!

Rosalba Giglio

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