NON SOLO PLEIN AIR - ARGOMENTI SUI QUALI RIFLETTERE
"L’osteoporosi - Quarta parte"
di Piero Marenco

Carissimi lettori, con questo quarto articolo proseguiamo con un argomento del quale ultimamente se ne sono occupati in molti, dai mass media ai giornali, tutto è racchiuso in una parola “Osteoporosi” divenuta oggetto di attenzione di numerose famiglie italiane, sarà che è un qualcosa legato principalmente all’età delle persone stesse, sarà che la vita media che si allunga accentua questo problema, sarà che anche i medici oggi spesso consigliano un controllo dello stato di questa malattia.
Ho trovato nei soliti mercatini un libro di Mariaalessandra Panozzo dal titolo “Osteoporosi, come prevenirla, come curarla”. L’autrice del libro affronta a 360 gradi tutto quanto ruota intorno a questa malattia, ne da un quadro completo e ne sdrammatizza alcuni contenuti che spesso vengono esasperati con consigli di come prevenirla e come curarla in assoluta serenità. I testi che seguono sono un riassunto del libro dell’autrice, chi fosse incuriosito da quanto leggerà o volesse approfondire i contenuti può acquistare il libro.
Continuiamo in questo articolo la descrizione di tutto quanto porterà beneficio alle nostre ossa.
La vitamina D ha una funzione fondamentale nel metabolismo dell'osso. Da studi recenti risulta che questa vitamina stimola la formazione degli osteoblasti, e la sua carenza determina un minore assorbimento intestinale del calcio alimentare. I raggi ultravioletti B trasformano la provitamina in vitamina D3 che, venendo metabolizzata da fegato e rene, diventa attiva e interagisce con i recettori dell'intestino tenue migliorando l'assorbimento del calcio.
Visto che prendiamo questa importante vitamina soprattutto dal sole, la principale carenza è legata alla mancata esposizione solare. Per noi che viviamo in Italia è difficile che durante l'estate e l'autunno non si prenda abbastanza sole da garantirci un buon livello ematico di vitamina D, ma nei mesi che vanno da gennaio ad aprile con le giornate più brevi, e il freddo che ci fa restare in casa o uscire molto coperte accade che facilmente ci manchi questa vitamina, avendone esaurito le scorte accumulate nell'estate.
Un discorso a parte è quello per le persone anziane, che spesso escono poco e si alimentano in modo insufficiente: numerosi studi hanno dimostrato grandi carenze di vitamina D negli ultrasessantenni che sono a rischio di fratture proprio per l'età avanzata. La mancanza di questa vitamina, inoltre, comporta difficoltà motorie e un aumentato rischio di cadute proprio negli anziani.
Recenti studi hanno però dimostrato come bassi livelli ematici di vitamina D siano a volte correlati a una sintomatologia dolorosa a livello muscolare.
E’ bene ricordare, inoltre, che la vitamina D serve ad assorbire il calcio degli alimenti; se il valore ematico è regolare non serve utilizzare integratori di calcio.
Sono sufficienti 15 minuti al giorno di esposizione al sole le per avere una buona quantità di vitamina D nel sangue.
La vitamina D la troviamo anche nel tonno, nel salmone, (in piccole quantità) nel tuorlo d'uovo, nel succo d'arancio e nell'olio di fegato di merluzzo.
Gran parte dei prodotti in commercio, anche naturali, sono composti da numerose vitamine e sali minerali associati a una certa quantità di vitamina D.
Importante dunque scegliere accuratamente l'integratore, usarlo sotto controllo di un medico naturopata e, come per tutte le terapie, utilizzarlo solo a cicli (per esempio in inverno), per brevi periodi e cambiando spesso tipo di prodotto: si eviteranno così eventuali effetti collaterali non ancora conosciuti nell'uso di una sostanza per lunghi periodi oppure l’assuefazione dello stesso.
L’importanza della vitamina K nel metabolismo osseo è una recente scoperta. Numerosi studi sono ancora in corso per stabilire meglio la correlazione fra le fratture ossee e lo scarso utilizzo di alimenti ricchi di vitamina K. Ma vediamo più in dettaglio quello che finora conosciamo. La vitamina K è contenuta:
- nell'avena, il grano intero e i semi di soia.
- nel tè verde, ma la migliore fonte naturale è rappresentata dall'erba medica (alfa-alfa).
- Un'importante quota di vitamina K è prodotta dalla flora batterica dell'intestino, che deve essere quindi in equilibrio.
Come per altre sostanze fondamentali per la nostra salute, anche per questa vitamina è importante avere una buona funzionalità intestinale.
A cosa serve:
- È essenziale nella sintesi di una proteina che favorisce la coagulazione del sangue. Contribuisce quindi a prevenire le emorragie interne ed esterne, e aiuta a ridurre il flusso mestruale abbondante.
- Agisce sul metabolismo del calcio: la sua presenza riduce il rischio di calcificazione delle arterie, e aumenta la densità dell'osso; serve a far andare il calcio nel posto giusto (ossa) e non in quello sbagliato (arterie), dove può indurre l'indurimento dei vasi, cioè 1' arteriosclerosi.
Recenti studi hanno evidenziato come la vitamina K collabori con la vitamina D nella formazione dell'osso.
Un'alimentazione con scarsa presenza di vitamina K è associata a un maggior rischio di osteoporosi nelle donne. Un'importante ricerca ha evidenziato come l'utilizzo frequente di lattuga nell'alimentazione (più volte la settimana) diminuisca il rischio di fratture del femore nelle donne in menopausa.
Come sempre una buona alimentazione sarebbe sufficiente a metterci al riparo dalle carenze di vitamina K; potrebbe bastare anche soltanto possedere una buona flora batterica intestinale. Purtroppo la vita che facciamo spesso non ci aiuta a fare le cose più semplici (mangiare spesso la lattuga, per esempio), e così dobbiamo a volte spendere soldi e tempo per comprarci un integratore alimentare. Molti prodotti in commercio contengono la vitamina K; cerchiamone uno che utilizzi vitamina K naturale, estratta dall'erba medica. Si trovano in commercio prodotti composti da vitamina K, vitamina D e sali minerali.
Calcio sì, calcio no. Gli integratori di calcio sono sicuramente i prodotti più pubblicizzati e venduti per l’osteoporosi. Che si tratti di sali sintetizzati chimicamente o di prodotti naturali, le erboristerie e le farmacie sono piene di questo tipo di integratori. Le persone che ne fanno uso e i medici che li prescrivono sono convinti che sia sufficiente aumentare il calcio assunto affinchè questo venga assorbito dalle ossa. Ovvero: se una sostanza ci manca, allora prendiamone tanta, così risolviamo il problema. Ma i meccanismi dell'organismo umano non sono così semplicistici: come abbiamo visto.
Il nostro corpo regola l'assorbimento delle sostanze nutritive in modo molto articolato e una piccola quantità dì sostanza può finire con l'essere assorbita meglio di una grande quantità. Il problema degli integratori di calcio, è inoltre ancora più complesso. Se il calcio che introduciamo non viene assorbito dalle ossa (per esempio perché ci manca la vitamina D o la K), resterà in circolo e si depositerà nei reni e nella cistifellea, dando origine a calcoli. Oppure finirà nelle articolazioni producendo artrosi e dolori articolari. Molte ricerche mediche hanno dimostrato per esempio che alcune donne sofferenti di osteoporosi avevano le arterie indurite da microcalcificazioni: cioè il calcio, invece di andare nelle ossa, si depositava nei vasi sanguigni danneggiandoli e mettendo la donna a rischio di ipertensione e infarto. È evidente come in questo caso un'assunzione di sali di calcio sarebbe rischiosa.
Come integratore vengono consigliati 500-600 mg al dì di calcio citrato o carbonato; il calcio deve essere assunto durante i pasti che ne facilitano l'assorbimento. I rischi connessi a questa terapia sono legati alla formazione di calcoli renali e biliari, e la stipsi è inoltre un importante effetto collaterale.
Diverso è il risultato di uno studio newyorkese. Sono state selezionate più di 3000 donne autosufficienti di 70 o più anni con almeno uno dei fattori di rischio di frattura dell'anca: basso peso corporeo, precedenti fratture, presenza di familiari con osteoporosi, abitudine al fumo. Circa metà delle pazienti ha aggiunto gli integratori di calcio e vitamina D, l'altra metà ha ricevuto informazioni su come prevenire le cadute e sulla possibilità di assumere il calcio attraverso l'alimentazione. Dopo due anni di osservazione non vi erano diversità fra i due gruppi sul numero di cadute e di fratture. Il senso di queste ricerche porta a dimostrare che l'uso di integratori ha una sua efficacia quando effettivamente ci sia una carenza alimentare non risolvibile, una attività motoria impossibile, o delle malattie croniche che non consentono un buon metabolismo del calcio; negli altri casi l'integrazione risulta inutile, oltre che dannosa.
Inoltre, perché il calcio possa espletare al meglio la sua funzione, deve essere accompagnato da magnesio, fosforo e dalle vitamine A, C, D e possibilmente dalla E. È evidente, dunque, come sarà più semplice trovare questo elemento nelle piante: dove le sostanze minerali e le vitamine si integrano e si relazionano al fine di permettere l'assorbimento del calcio in modo efficace. Integrate il calcio, dunque, solo nelle situazioni di effettiva necessità e utilizzando fìtoterapici adatti.
La medicina convenzionale affronta la malattia come se l'organo malato fosse separato da tutto il resto del corpo. Se soffriamo di dolori articolari ci verranno dati antinfiammatori che a lungo andare ci procureranno dei danni alla mucosa gastrica; la gastrite verrà curata con farmaci che però alterano la funzione intestinale e allora potremo prendere dei lassativi che però produrranno facilmente delle coliche da cui potremo guarire utilizzando antispastici e cosi via
Il modo di lavorare della medicina convenzionale spezzetta l'essere umano in piccole parti e perdendo di vista l'intero organismo spesso utilizza farmaci meravigliosi nella cura di un organo ma che fanno ammalare (a volte gravemente) un'altra parte del corpo.
Come vedremo più avanti, L’Omeopatia e le medicine non convenzionali invece agiscono considerando l'essere umano un tutto unico, fatto di corpo, mente e spirito, e lavorano sull'intero sistema non su una sua parte soltanto.
……. al prossimo ed ultimo articolo sull’argomento.

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