NON SOLO PLEIN AIR - ARGOMENTI SUI QUALI RIFLETTERE
"Noi non siamo soli - Quarta parte"
di Piero Marenco

Con questo quarto articolo entriamo in un argomento che Amadeus Voldben, l’autore del libro “Il protettore Invisibile”, definisce così: “la natura protegge chi ubbidisce alle sue leggi” per quegli uomini che avranno la costanza di seguire sino in fondo le leggi universali che la natura mette a nostra disposizione nella nostra vita terrena.
Si sente dire, talvolta, che l’uomo deve dominare la natura, che la scienza riuscirà a questo. Sono affermazioni dell’ignoranza, mille miglia lontane dalla vera conoscenza, vanterie infantili dei piccoli uomini che ignorano che cosa sia veramente la Natura, quasi si trattasse di un meccanismo creato da lui.
La Natura è un'opera stupenda. il cui Artefice non è l’uomo. Se fossero stati gli uomini a fare le leggi che governano gli universi, starebbero ancora a discutere dove far passare la Luna o a ragionare sul modo di costituire le meraviglie degli atomi, delle molecole e dei loro stupendi aggregati.
Le leggi degli uomini sono, spesso faziose, a esaltazione di una data ideologia o per favorire una parte, ma lontane dalla verità e dalla vera giustizia che viene distorta per interessi particolari. Esse variano secondo i tempi e i popoli, i regimi e le magistrature che le interpretano.
Non è cosi per le leggi della Natura: sono poche, sicure, per ogni piano di vita: quelle morali, semplici e chiare, sono scritte dentro a ogni uomo che le sente secondo il proprio livello evolutivo.
Le leggi della Natura sono leggi della vita stessa, ma ognuno deve portare la propria partecipazione cosciente. Sono leggi supremamente giuste e imparziali, che non contemplano eccezioni di sorta, nè altro fine che la vita, nel suo divenire incessante verso la perfezione.
La natura è una cosa stupenda che gli uomini poco conoscono, e meno ancora conoscono delle sue leggi meravigliose, nei vari piani della Vita infinita.
La conoscenza di leggi superiori è la chiave per dominare i piani inferiori e agire su di essi.
Questo è il segreto dei miracoli e di tutti gli aiuti prodigiosi che il Protettore invisibile opera ogni momento.
Nella stupenda organizzazione della natura, se l’uomo sapesse vivere in armonia con le leggi che la governano, la sua esistenza sarebbe una festa ideale perchè niente potrebbe intaccare la sua serenità. Protetto e difeso come da una corazza, nulla sarebbe capace di disturbarlo in quanto egli s’identifica con la vibrazione stessa che governa le cose.
Così il mondo fisico, quello psichico e quello spirituale sono retti da leggi precise. I piani superiori hanno potere di azione sui piani inferiori. Le leggi del piano umano dipendono da quelle dei piani superiori
I piani della vita, tanti e sempre più sottili, sono governati da leggi proprie. L’uomo che ignora quelle dei piani più alti, considera fatti prodigiosi e chiama soprannaturali quelli prodotti da leggi che non comprende, mentre ignora che tutto è nella Natura e niente fuori di essa.
La parola miracolo, nel senso comunemente intesa, va modificata nel senso che è soltanto trascendenza di leggi note per 1'affermazione di leggi superiori, ancora ignote all'uomo poco evoluto.
E poichè la causa dei fatti umani si trova sul piano più alto, si comprende perchè si può cadere senza farsi male, andare sull'acqua senza affondare, maneggiare il fuoco senza bruciare, e mille e mille altri fenomeni incomprensibili dalla mente limitata degli uomini.
Si sente talvolta affermare 1'inesorabilità delle leggi fisiche. Si dice che le leggi di Natura non ammettono deroghe nè eccezioni, nè guardano chi le favorisce o le contrasta. Cosi affermano i fisici che vedono solo la fisica
Un ladro e un saggio sono veramente eguali dinanzi ad essa e non subiscono diverso trattamento? Ma allora come vanno tutti quei casi, e sono tanti, nei quali avviene il contrario?
Poichè le leggi dei vari piani sono collegate, non indipendenti, c'è qualcosa del piano più alto che può interrompere e impedire il funzionamento nelle leggi del piano più basso.
Tutte le leggi fisiche sono dipendenti dalle leggi che regolano i piani più alti, perchè il piano fisico è soltanto il riflesso degli altri e ne è l’estrema manifestazione.
Se piove, certamente piove per tutti, ma gli effetti saranno diversi per ciascuno. Un cataclisma è tale per tutti, ma gli effetti sono mossi dal karma di ciascuno che agisce nei modi più diversi a seconda della singola persona. Ecco perchè in occasione di epidemie, di terremoti o di disastri, si nota che vi è chi muore e chi è salvo, chi è appena toccato e chi ne è del tutto preservato, da circostanze che appaiono misteriose.
Noi non ci accorgiamo quasi mai quando siamo assistiti, protetti e aiutati... La nostra immaginazione è impressionata soltanto quando gli avvenimenti sono eccezionali e toccano la nostra sensibilità.
Non ci rendiamo conto che la protezione si attua di continuo, nella vita di tutti i giorni, nelle gioie e nei dolori, non soltanto quando siamo risparmiati, ma anche quando, siamo colpiti.
Quest'azione continua non è interferenza, ma si effettua nel rispetto assoluto della nostra libertà come agisce la mamma per il figlio, o il Maestro per il discepolo. Non è un sostituirsi ma soltanto collaborazione a un karma di protezione nel momento in cui si ha bisogno di essere assistito.
All’uomo è data la facoltà di conformarsi o di opporsi ai ritmi della vita, di adattarsi o di ribellarsi alle leggi della Natura. La sua azione, opponendosi, è di danno a se stesso, nè serve a modificare ciò che non dipende da lui. Anche se giunge alla nuova esistenza condizionato, in certo, grado, dalle esperienze precedenti, egli ha pur sempre una relativa libertà di scegliere la propria via.
Ma deviare dalla Legge è la sola causa di tutti i suoi mali. Allora gli è compagno il dolore, perchè l'attrito e il contrasto della sua volontà, ribelle alla legge, produce sofferenza. Se non vi fosse dolore, quale strumento avrebbe l'uomo, per rientrare in se stesso e riprendere contatto con l’io interiore? La sofferenza è il momento piu' idoneo per questo. Solo nel dolore, quando il mondo esterno, appare estraneo, l’uomo, è portato a cercare l'altra direzione, quella interiore, nella quale scoprirà ciò che non può trovare fuori di se'. Quando l'uomo si pone fuori dalle leggi spirituali, ecco il richiamo che tende a ricondurlo sulla via giusta.
Se viola queste leggi, si mette contro se stesso perchè ritornano a lui gli effetti che ha causato, non potendo impunemente violare ciò che una Volontà superiore ha stabilito.
Nell'armonia con le leggi più elevate si realizza la protezione della Natura
Egli è governato in ogni piano da proprie leggi, graduate in modo gerarchico.
I santi che compiono fatti prodigiosi, manovrano le leggi fisiche perchè muovono le leve del piano morale col quale essi vivono in armonia.
Mettersi in sintonia con le leggi che governano altri piani fino a quelle di altre dimensioni, non è violare le leggi fisiche, ma è salire di piano.
Chi non comprende che al di sopra di ogni legge umana vi è la legge morale, non ha ancora compreso il grandioso, fenomeno della vita.
Per conoscere le leggi cui conformare la propria esistenza, non c'è bisogno di laboriose ricerche nelle biblioteche: le leggi della vita sono scritte nel cuore dell'uomo. Sono tutte raccolte nel meraviglioso archivio della sua coscienza.
II destino è conseguenza di cause che devono esaurirsi. La vita dell'uomo non è che la traiettoria di questo compimento.
Obbedire alle leggi naturali, psichiche e spirituali, è la condizione per essere protetto dalle leggi stesse, nell'armonia con tutte le cose.
Ma non è soltanto nel senso letterale che dall'alto si può ricevere nuovo alimento di vita. Gli Esseri che ne hanno il compito, seguono l’evoluzione degli uomini.
La condizione umana è quella di chi è incanalato in un tunnel, talvolta senza luce, sospinto e costretto dalle cose, incalzato, dalle circostanze. Come corpi, siamo soggetti a tutte le leggi del mondo fisico, e questa è una catena che ci lega alla materia, ma dentro di noi c'è sempre, anche se offuscata, la luce. L'aiuto degli Esseri superiori che guidano, non viene mai meno, anche se troppe volte non ascoltiamo, e allora il dolore richiama gli uomini.
Quelli che hanno toccate le vette più alte, uomini di genio, santi ed eroi, che hanno saputo realizzare opere meravigliose, sono uomini come noi; esistono in noi le stesse potenzialità, soltanto che essi hanno saputo portarle in realizzazione.
L'esempio di coloro che hanno saputo elevarsi alle somme realizzazioni, dovrebbe servire da stimolo per operare allo stesso modo, anzichè bloccarsi soltanto nella sterile ammirazione.
Si raggiungono le vette elevate attraverso strade impervie e spesso ardue. Migliorando se stessi, superando il piano animale, salendo su quello spirituale, trascendendo la meschineria che fa di molti uornini degli esseri ancora troppo simili agli animali.
La bella espressione, in verità, racchiude un grande insegnamento di saggezza, poichè vivere in armonia con tutte le cose eviterebbe agli uornini il più grande numero, di mali.
Il primo passo verso l’accordo con le cose, è quello di accettarle nella loro realtà, come sono, quando non si possono cambiare.
Accettarle è mettersi in armonia con esse. Allora, non se ne subirà nessun danno. Infatti, il danno avviene quando vi è attrito e contrasto, non quando vi è armonia.
Allorchè si è ancora immaturi, s'imbocca la via lunga perchè non si scorge quella breve: cosi la lotta e il contrasto sono preferiti all'armonia, alla pace, alla sintonia, la sola via che conduce verso le vette più alte.
Certo, mettersi d'accordo con le cose, talvolta, costa rinunzie e fatica, ma il grande bene che ne deriva compensa largamente il sacrificio che si fa.
Accettare è da molti ritenuto vile, è vero soltanto quando si rinuncia ai principi fondamentali irrinunciabili, sui quali non si deve mai scendere a compromessi di sorta. Accettare, allora, sarebbe tradire anzitutto se stessi.
Ma, nel maggior numero dei casi ordinari, e nelle più frequenti circostanze secondarie, accettare è saggezza.
Molte sofferenze degli uomini derivano dal rifiuto di accettare il mondo nel quale si trovano, a vivere. Se si conduce nel contrasto, nell'attrito e nella guerra perpetua col mondo che ci circonda, si vivrà sempre nella sofferenza, mentre nell'armonia si può realizzare la serenità, il solo aspetto possibile e l’unico realizzabile della felicità sulla Terra.
Il saggio è sereno anche di fronte alle circostanze avverse che ad altri recano turbamento o paura. La ragione di questo è che egli sa che nessun male potrà colpirlo se è in armonia con le leggi morali. Per questo sono intimamente sereni, qualunque cosa avvenga.
La Natura colpisce con le sue leggi soltanto per ristabilire l’armonia infranta e riportare equilibrio; e colpisce solo chi è stato la causa della disarmonia perchè attraverso l’esperienza personale possa apprendere le leggi della vita.
Per questo, la conoscenza delle leggi morali ha per l’uomo la priorità su tutti gli altri apprendimenti. E la legge d'Amore ne è il coronamento supremo.
Al prossimo e ultimo articolo dove saranno trattati ancora argomenti inerenti al titolo di questa serie “Noi non siamo … soli” con le conclusioni dell’autore.

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