NON SOLO PLEIN AIR - ARGOMENTI SUI QUALI RIFLETTERE
"Noi non siamo soli - Terza parte"
di Piero Marenco

Con questo terzo articolo entriamo in un argomento che l’autore del libro “Il protettore Invisibile” Amadeus Voldben definisce “l’apertura ad un panorama nuovo” per quegli uomini che avranno il tempo di riflettere anche se solo per un attimo sul significato dell’esistenza terrena e di quello che seguirà.
La convinzione della sopravvivenza è la prima interiore certezza personale da conquistare per operate attivamente nel bene: è la base di tutto, e, senza di essa, ogni altro discorso è inutile.
Quando il tempo verrà, e verrà per ciascuno, tutti cornprenderanno: allora, la vita si aprirà per loro a un panorama nuovo, del tutto diverso da quello ristretto di chi non ha questa visione più ampia.
Ognuno deve tenersi le certezze che lo soddisfano, poichè ogni fede contiene in sè un elemento benefico per colui che la possiede. La banalità del comune giudizio fa considerate il trapasso da questa esistenza, come una sventura. In realta, è solo un proseguimento della strada verso la luce. Se l’energia, cioè la vita, non muore mai, perchè piangere e considerare perduti coloro che trapassano? Quando l’uomo, avrà imparato a dare il giusto valore alle cose, comprenderà questa grande verità.
Il dolore naturale, comprensibile e umano, causato dal distacco dalle persone amate, sarà enormemente attenuato in coloro che hanno questa convinzione.
L’esistenza dopo morte è ben diversa da quella che si è abituati ad immaginare secondo le religioni dogmatiche e popolari.
Quando abbandona il corpo fisico, dopo lo shock iniziale e il riposo necessario, l’uomo rimane spirito quale era, e continua ad agire secondo il proprio gradino evolutivo.
Sono questi gli Spiriti di cui noi cerchiamo il contatto, allo stesso modo che saremmo stati felicissimi di conoscerli e di avvicinarli quando, erano tra noi. Ora, mentre si trovano nell'altra dimensione, possiamo stabilire il contatto con loro, rivolgendo loro il nostro, pensiero.
Essi sono prontissimi al nostro richiamo, perchè per loro, la legge d'Amore è legge di vita.
L'azione degli spiriti sugli uomini è la manifestazione della grande legge di solidarietà che unisce 1'umanità terrestre a quella dei piani più alti della vita.
Ernesto Bozzano, tra i massimi pionieri della ricerca psichica, per 45 anni ha dedicato ogni giorno, ogni ora, allo studio dei fenomeni ed è giunto, dopo costanti ricerche, all'affermazione documentata della sopravvivenza, da incredulo e scettico che era in partenza.
Ha esaminato innumerevoli fatti di manifestazione, di identificazione di spiriti sconosciuti ai medium e agli assistenti, di apparizioni di defunti al letto di morte, di telepatia, di comunicazioni fra viventi etc., innumerevoli fenomeni, esaminando tutte le ipotesi, che ha ben vagliato. Ha scritto decine di migliaia di pagine, tradotte in tutte le lingue; è conosciuto in tutto il mondo. Chi voglia seriamente affrontare problemi tanto importanti, troverà nell'opera di questo studioso un esempio e una guida, sempre che abbia l'anima aperta e libera da preconcetti.
Ma la sostanza del problema per molti negatori è un'altra: essi non credono nè in un essere superiore, né allo spirito. Sono nemici della sopravvivenza, e non credono neppure all'esistenza dell'anima. E, allora, come possono ammettere ciò che ne deriva, se non cominciano da questo?
Chi volesse approfondire le ricerche, troverà nei libri di Ernesto Bozzano una vera miniera di fatti nei quali si narra della costante assistenza dei nostri cari trapassati a coloro che hanno lasciato sulla Terra. Vi troverete pure una messe di preziosi insegnamenti e di riflessioni.
Ma vi sono pure numerose raccolte, redatte da circoli spiritualisti che per anni hanno avuto contatti con l'al di là, al più alto livello.
Segnaliamo al lettore, come esempio, il Cercbio Firenze 77 che ha riuniti in vari volumi molti insegnamenti col titolo Dai mondi invisibili. Incontri e colloqui (Edizioni Mediterranee, Roma), Oltre l’illusione e Per un mondo migliore. Messaggi di alto livello spirituale, che sono valido aiuto a camminate nelle strade alte dello spirito.
Anni or sono, il filosofo francese Gabriel Marcel presentò un libro “ Au diapason du ciel“ che nella traduzione italiana s'intitola “Nelle sfere dell’infinito”, si tratta effettivamente di messaggi dettati dall'al di la dal figlio Roland, morto il 2 maggio 1946 all'età di quindici anni.
La madre, angosciata dalla perdita dell'unica creatura che adorava, era sul punto della disperazione, quando, iniziando a scrivere un diario, si avvide che la sua mano andava da sola, scriveva cose che non venivano da lei, erano consigli del figliolo alla mamma, considerazioni di elevato grado spirituale sulla vita dell'al di la, e anche ricordi del passato.
Per lei fu l’inizio di una vita nuova, una vera rinascita il sentirsi ancora vicino, il figliolo che aveva ritenuto perduto.
Libri come questo che mostrano la presenza continua e l'assistenza dei nostri cari e come essi siano sempre vicini, sono oramai numerosi nella letteratura dei nostri tempi in ogni paese.
In questa epoca cruciale della storia umana sembra che il Protettore invisibile sia più che mai vicino agli uomini per il superamento delle prove che divengono sempre più ardue nel travaglio di questi tempi difficili.
I contatti con l'al di la possono essere spontanei come quelli attraverso i sogni, l’ispirazione etc.
La storia è piena di questi fatti, a cominciare dalla Bibbia che cita numerosi casi del genere.
Chi ignora i piani dello spirito e si trova nella posizione di un arido scetticismo, manca di un'esperienza importante della propria esistenza.
Chi ha sufficiente equilibrio, apertura d'animo e sete di verità, non deve temere nulla da queste esperienze, anzi, potrà trovare in questi contatti la via luminosa per progredire spiritualmente.
Quando si sappia trarre da esse la certezza interiore della vita futura, la presa di coscienza della forza trascendente che governa la vita, e la profonda convinzione dell'esistenza di un Essere superiore, è la nascita spirituale dell'uomo: il più importante avvenimento nella vita di ciascuno.
I trapassati partecipano alle nostre vicende. C’è una vastissima letteratura che lo documenta, innumerevoli fatti lo provano. Esperienze personali hanno dato le prove che i nostri cari ci avvertono anche per evitarci degli errori e talvolta perfino quelli di carattere materiale.
Non si contano i fatti della storia, della cronaca e nella vita di ogni uomo, nei quali è narrato di persone che nel sogno hanno ricevuto avvertimenti, consigli, premonizioni. è avvenuto ciò in modo esplicito o anche per mezzo di simboli da interpretare per capire. Gli incontri nel sogno con i nostri cari possono essere fonte di insegnamenti per chi ne sa comprendere il significato..
La casistica di ogni tempo narra di persone avvertite in sogno dai loro cari, altre che hanno ricevuto notizia di testamenti con indicazione del luogo dove si trovavano e che esse ignoravano del tutto. Questi contatti mostrano all'uomo un panorama più vasto, dandogli la vera dimensione della vita.
Nel libro Le visioni dei morenti pubblicato nella prima edizione col titolo Le apparizioni dei dejunti al letto di morte, E. Bozzano riferisce molti casi interessanti nei quali è narrato di entita' familiari apparse, viste anche da coloro, che assistevano al trapasso. Molti ignorano di aver abbandonato il corpo fisico e ritengono di sognare. L'opera di coloro che vanno ad assisterli consiste nel prepararli gradualmente alla nuova realtà, facendo superare il momentaneo, smarrimento, dopo, il risveglio dal sonno ristoratore. L'azione dei nostri cari è regolata dal karma di ogni assistito, ed essi ne sono in certo modo gli esecutori più vicini.
Le apparizioni e gli interventi più frequenti avvengono nel momento supremo, quando l’uomo subisce la trasformazione della morte.
E’ allora che la Guida, l’Angelo, custode, è presente ad aiutare chi si accinge ad un viaggio nuovo per entrare in un mondo ignoto.
In un libro della signora Loy Snell, La mission des anges, la Snell che fu per molti anni infermiera, avendo il dono della chiaroveggenza, ha colto più volte le apparizioni incoraggianti del trapasso.
“Io osservavo spesso? ella dice ? come indipendentemente dalla condizione fisica o morale dei morenti a poco prima della fine, sembrava ch'essi scorgessero qualche essere diverso da quelli che attorniavano il loro letto e ad essi invisibile”. Ella cita numerosi casi di morenti che dopo, un periodo di coma in un subitaneo risveglio fissavano gli occhi su un punto della camera dove avvertivano la presenza d'un essere caro del quale dicevano il nome e la cui vista confortava in un attimo di gioia la loro morte.
E’, necessario acquisire la certezza che non siamo mai lasciati a noi stessi, soprattutto in mezzo alle minacce e ai pericoli.
Questa verità fondamentale deve arricchire la nostra vita. Proprio nei momenti cruciali siamo aiutati dal Protettore invisibile che guida l’esistenza di ciascuno. La pace e la sicurezza regnano nel. cuore dell’uomo che ha raggiunto questa certezza interiore, anche se intorno tutto è paura, disordine e caos.
Il nostro pensiero vada a coloro che un tempo vissero con noi, uniti da un legame di famiglia e di sangue, da relazione di amicizia o di conoscenza. Ora non sono più con noi nella forma apparente e visibile, non li vediamo, sono assenti dal nostro contatto sensoriale. Ma il legame non è finito, e sono più vivi che mai e a noi vicini, anche se invisibili.
Coloro che ci hanno lasciato hanno conservato intatto il loro vero essere; le loro energie, seppure trasformate, sono le stesse che manifestavano quando erano con noi, viventi e parlanti. Nulla è andato distrutto. Sono, anzi, forze potenziate e affinate.
Essi sono con noi, vicino a noi, pur non apparenti, ma certamente presenti; non abbiamo perduto i contatti, anche se non al livello dei sensi come allora. Possiamo aver perduta la capacità di vederli, di udirli, ma essi sono in relazione con noi, relazioni di anima, di sentimento, di unione, di amore.
Coloro che più non vediamo sono stati uomini come noi, conoscono i nostri problemi. Anche se hanno oltrepassato la grande soglia, non hanno cessato di essere, e di stare a contatto con noi. Possono aiutarci.
Nei momenti tristi, si deve ricordare che essi sarebbero, venuti in nostro aiuto se li avessimo, chiamati quando erano ancora con noi, viventi; verranno oggi, se noi li invochiamo. Coloro che sarebbero venuti a noi con tutto il loro amore se avessimo fatto appello ad essi, anche ora sono pronti ad aiutarci.
Dopo la temporanea permanenza sulla Terra, l’uomo porta con sè l’esperienza della materia. La capacità di agire su di essa sarà allora immensamente accresciuta, perchè non più appesantita dalle limitazioni umane
Chi ha scelto il bene quale bandiera della propria esistenza, ha contatti soltanto con Spiriti che hanno capacità elevate, che operano incessantemente il bene. I nostri cari sono protettori invisibili che ci seguono, ci assistono, ci aiutano. Per molti di loro, questo compito è essenziale, e in tal maniera continuano la catena ininterrotta che ha nome Amore.
Dalle zone purissime della spiritualità, senza contaminazioni occultistiche, si può trarre il più alto alimento vitale per lo spirito.
Chi ha esperienza di contatti a livello di pura ricerca della verità, ha avute innumerevoli prove dell'aiuto e dell'assistenza che danno agli uomini coloro che ci hanno preceduto.
Queste pagine vogliono esserne in parte una testimonianza.
Nella rivista “Light“ è narrato di un viaggiatore che, in treno, mentre riposava tranquillo al suo, posto, vide affacciarsi sulla porta dello scompartimento un viso a lui noto. Lo riconobbe per quello di un suo caro amico, che da tempo era morto. Lo guardò intensamente per meglio riconoscerlo. Allora quegli gli fece con la testa il segno di seguirlo.
Si alzò per raggiungerlo, ma quegli correva tanto che arrivò fino al vagone di testa del treno, dopo, di che scomparve. Al viaggiatore deluso e turbato, non restò che tornare indietro. Quando arrivò al suo, scompartimento, trovò un gruppo di persone che parlavano concitatamente: il vetro del finestrino, al punto preciso, su cui egli poco prima posava la testa, era in frantumi. Da un treno merci era caduto un tronco che, infilatosi nel finestrino, aveva causato il guaio. Se lui fosse rimasto al suo posto, sarebbe stato colpito in pieno, dal grosso tronco, con conseguenze certamente gravi.
La morte di persone care è stata per molti l'occasione di un risveglio a una visione nuova della vita.
Ho conosciuto tanti e tanti casi di questo genere. Alcuni che non credevano nell'al di là, realizzando contatti con i loro cari, hanno visto aprirsi una finestra su un orizzonte nuovo e grandioso per la loro vita di oggi e di sempre.
La scoperta del fatto che i nostri cari non ci abbandonano neppure dopo il trapasso, per molti è il più grande avvenimento della vita ed è la spinta decisiva per imboccare e proseguire per la via del bene: la vera iniziazione per un'esistenza serena e piena di luce.
E’ da ricordare che a proteggere l'uomo dai mali è il proprio Karma, se positivo, cioè le azioni operate nel passato. Esse formano il nostro destino e sono una corazza contro cui nessuno può nulla.
Naturale conseguenza di ciò è che solo operando nel bene e rettamente, noi possiamo costituire la corazza di protezione più sicura contro tutti i mali della vita.
In questo articolo sono stati affrontati argomenti delicatissimi e sui quali ogni lettore è libero di pensare come meglio crede. Spero solamente che possano in tutti i casi farvi riflettere sul significato della nostra vita terrena e di quanto poco tempo dedichiamo a noi stessi, alla nostra spiritualità. Al prossimo articolo dove saranno trattati ancora argomenti inerenti al titolo di questa serie “Noi non siamo … soli”.

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