Con questo terzo articolo entriamo in un argomento che
l’autore del libro “Il protettore Invisibile”
Amadeus Voldben definisce “l’apertura ad un
panorama nuovo” per quegli uomini che avranno il tempo
di riflettere anche se solo per un attimo sul significato
dell’esistenza terrena e di quello che seguirà.
La convinzione della sopravvivenza è la prima interiore
certezza personale da conquistare per operate attivamente
nel bene: è la base di tutto, e, senza di essa, ogni
altro discorso è inutile.
Quando il tempo verrà, e verrà per ciascuno,
tutti cornprenderanno: allora, la vita si aprirà
per loro a un panorama nuovo, del tutto diverso da quello
ristretto di chi non ha questa visione più ampia.
Ognuno deve tenersi le certezze che lo soddisfano, poichè
ogni fede contiene in sè un elemento benefico per
colui che la possiede. La banalità del comune giudizio
fa considerate il trapasso da questa esistenza, come una
sventura. In realta, è solo un proseguimento della
strada verso la luce. Se l’energia, cioè la
vita, non muore mai, perchè piangere e considerare
perduti coloro che trapassano? Quando l’uomo, avrà
imparato a dare il giusto valore alle cose, comprenderà
questa grande verità.
Il dolore naturale, comprensibile e umano, causato dal distacco
dalle persone amate, sarà enormemente attenuato in
coloro che hanno questa convinzione.
L’esistenza dopo morte è ben diversa da quella
che si è abituati ad immaginare secondo le religioni
dogmatiche e popolari.
Quando abbandona il corpo fisico, dopo lo shock iniziale
e il riposo necessario, l’uomo rimane spirito quale
era, e continua ad agire secondo il proprio gradino evolutivo.
Sono questi gli Spiriti di cui noi cerchiamo il contatto,
allo stesso modo che saremmo stati felicissimi di conoscerli
e di avvicinarli quando, erano tra noi. Ora, mentre si trovano
nell'altra dimensione, possiamo stabilire il contatto con
loro, rivolgendo loro il nostro, pensiero.
Essi sono prontissimi al nostro richiamo, perchè
per loro, la legge d'Amore è legge di vita.
L'azione degli spiriti sugli uomini è la manifestazione
della grande legge di solidarietà che unisce 1'umanità
terrestre a quella dei piani più alti della vita.
Ernesto Bozzano, tra i massimi pionieri della ricerca psichica,
per 45 anni ha dedicato ogni giorno, ogni ora, allo studio
dei fenomeni ed è giunto, dopo costanti ricerche,
all'affermazione documentata della sopravvivenza, da incredulo
e scettico che era in partenza.
Ha esaminato innumerevoli fatti di manifestazione, di identificazione
di spiriti sconosciuti ai medium e agli assistenti, di apparizioni
di defunti al letto di morte, di telepatia, di comunicazioni
fra viventi etc., innumerevoli fenomeni, esaminando tutte
le ipotesi, che ha ben vagliato. Ha scritto decine di migliaia
di pagine, tradotte in tutte le lingue; è conosciuto
in tutto il mondo. Chi voglia seriamente affrontare problemi
tanto importanti, troverà nell'opera di questo studioso
un esempio e una guida, sempre che abbia l'anima aperta
e libera da preconcetti.
Ma la sostanza del problema per molti negatori è
un'altra: essi non credono nè in un essere superiore,
né allo spirito. Sono nemici della sopravvivenza,
e non credono neppure all'esistenza dell'anima. E, allora,
come possono ammettere ciò che ne deriva, se non
cominciano da questo?
Chi volesse approfondire le ricerche, troverà nei
libri di Ernesto Bozzano una vera miniera di fatti nei quali
si narra della costante assistenza dei nostri cari trapassati
a coloro che hanno lasciato sulla Terra. Vi troverete pure
una messe di preziosi insegnamenti e di riflessioni.
Ma vi sono pure numerose raccolte, redatte da circoli spiritualisti
che per anni hanno avuto contatti con l'al di là,
al più alto livello.
Segnaliamo al lettore, come esempio, il Cercbio Firenze
77 che ha riuniti in vari volumi molti insegnamenti col
titolo Dai mondi invisibili. Incontri e colloqui (Edizioni
Mediterranee, Roma), Oltre l’illusione e Per un mondo
migliore. Messaggi di alto livello spirituale, che sono
valido aiuto a camminate nelle strade alte dello spirito.
Anni or sono, il filosofo francese Gabriel Marcel presentò
un libro “ Au diapason du ciel“ che nella traduzione
italiana s'intitola “Nelle sfere dell’infinito”,
si tratta effettivamente di messaggi dettati dall'al di
la dal figlio Roland, morto il 2 maggio 1946 all'età
di quindici anni.
La madre, angosciata dalla perdita dell'unica creatura che
adorava, era sul punto della disperazione, quando, iniziando
a scrivere un diario, si avvide che la sua mano andava da
sola, scriveva cose che non venivano da lei, erano consigli
del figliolo alla mamma, considerazioni di elevato grado
spirituale sulla vita dell'al di la, e anche ricordi del
passato.
Per lei fu l’inizio di una vita nuova, una vera rinascita
il sentirsi ancora vicino, il figliolo che aveva ritenuto
perduto.
Libri come questo che mostrano la presenza continua e l'assistenza
dei nostri cari e come essi siano sempre vicini, sono oramai
numerosi nella letteratura dei nostri tempi in ogni paese.
In questa epoca cruciale della storia umana sembra che il
Protettore invisibile sia più che mai vicino agli
uomini per il superamento delle prove che divengono sempre
più ardue nel travaglio di questi tempi difficili.
I contatti con l'al di la possono essere spontanei come
quelli attraverso i sogni, l’ispirazione etc.
La storia è piena di questi fatti, a cominciare dalla
Bibbia che cita numerosi casi del genere.
Chi ignora i piani dello spirito e si trova nella posizione
di un arido scetticismo, manca di un'esperienza importante
della propria esistenza.
Chi ha sufficiente equilibrio, apertura d'animo e sete di
verità, non deve temere nulla da queste esperienze,
anzi, potrà trovare in questi contatti la via luminosa
per progredire spiritualmente.
Quando si sappia trarre da esse la certezza interiore della
vita futura, la presa di coscienza della forza trascendente
che governa la vita, e la profonda convinzione dell'esistenza
di un Essere superiore, è la nascita spirituale dell'uomo:
il più importante avvenimento nella vita di ciascuno.
I trapassati partecipano alle nostre vicende. C’è
una vastissima letteratura che lo documenta, innumerevoli
fatti lo provano. Esperienze personali hanno dato le prove
che i nostri cari ci avvertono anche per evitarci degli
errori e talvolta perfino quelli di carattere materiale.
Non si contano i fatti della storia, della cronaca e nella
vita di ogni uomo, nei quali è narrato di persone
che nel sogno hanno ricevuto avvertimenti, consigli, premonizioni.
è avvenuto ciò in modo esplicito o anche per
mezzo di simboli da interpretare per capire. Gli incontri
nel sogno con i nostri cari possono essere fonte di insegnamenti
per chi ne sa comprendere il significato..
La casistica di ogni tempo narra di persone avvertite in
sogno dai loro cari, altre che hanno ricevuto notizia di
testamenti con indicazione del luogo dove si trovavano e
che esse ignoravano del tutto. Questi contatti mostrano
all'uomo un panorama più vasto, dandogli la vera
dimensione della vita.
Nel libro Le visioni dei morenti pubblicato nella prima
edizione col titolo Le apparizioni dei dejunti al letto
di morte, E. Bozzano riferisce molti casi interessanti nei
quali è narrato di entita' familiari apparse, viste
anche da coloro, che assistevano al trapasso. Molti ignorano
di aver abbandonato il corpo fisico e ritengono di sognare.
L'opera di coloro che vanno ad assisterli consiste nel prepararli
gradualmente alla nuova realtà, facendo superare
il momentaneo, smarrimento, dopo, il risveglio dal sonno
ristoratore. L'azione dei nostri cari è regolata
dal karma di ogni assistito, ed essi ne sono in certo modo
gli esecutori più vicini.
Le apparizioni e gli interventi più frequenti avvengono
nel momento supremo, quando l’uomo subisce la trasformazione
della morte.
E’ allora che la Guida, l’Angelo, custode, è
presente ad aiutare chi si accinge ad un viaggio nuovo per
entrare in un mondo ignoto.
In un libro della signora Loy Snell, La mission des anges,
la Snell che fu per molti anni infermiera, avendo il dono
della chiaroveggenza, ha colto più volte le apparizioni
incoraggianti del trapasso.
“Io osservavo spesso? ella dice ? come indipendentemente
dalla condizione fisica o morale dei morenti a poco prima
della fine, sembrava ch'essi scorgessero qualche essere
diverso da quelli che attorniavano il loro letto e ad essi
invisibile”. Ella cita numerosi casi di morenti che
dopo, un periodo di coma in un subitaneo risveglio fissavano
gli occhi su un punto della camera dove avvertivano la presenza
d'un essere caro del quale dicevano il nome e la cui vista
confortava in un attimo di gioia la loro morte.
E’, necessario acquisire la certezza che non siamo
mai lasciati a noi stessi, soprattutto in mezzo alle minacce
e ai pericoli.
Questa verità fondamentale deve arricchire la nostra
vita. Proprio nei momenti cruciali siamo aiutati dal Protettore
invisibile che guida l’esistenza di ciascuno. La pace
e la sicurezza regnano nel. cuore dell’uomo che ha
raggiunto questa certezza interiore, anche se intorno tutto
è paura, disordine e caos.
Il nostro pensiero vada a coloro che un tempo vissero con
noi, uniti da un legame di famiglia e di sangue, da relazione
di amicizia o di conoscenza. Ora non sono più con
noi nella forma apparente e visibile, non li vediamo, sono
assenti dal nostro contatto sensoriale. Ma il legame non
è finito, e sono più vivi che mai e a noi
vicini, anche se invisibili.
Coloro che ci hanno lasciato hanno conservato intatto il
loro vero essere; le loro energie, seppure trasformate,
sono le stesse che manifestavano quando erano con noi, viventi
e parlanti. Nulla è andato distrutto. Sono, anzi,
forze potenziate e affinate.
Essi sono con noi, vicino a noi, pur non apparenti, ma certamente
presenti; non abbiamo perduto i contatti, anche se non al
livello dei sensi come allora. Possiamo aver perduta la
capacità di vederli, di udirli, ma essi sono in relazione
con noi, relazioni di anima, di sentimento, di unione, di
amore.
Coloro che più non vediamo sono stati uomini come
noi, conoscono i nostri problemi. Anche se hanno oltrepassato
la grande soglia, non hanno cessato di essere, e di stare
a contatto con noi. Possono aiutarci.
Nei momenti tristi, si deve ricordare che essi sarebbero,
venuti in nostro aiuto se li avessimo, chiamati quando erano
ancora con noi, viventi; verranno oggi, se noi li invochiamo.
Coloro che sarebbero venuti a noi con tutto il loro amore
se avessimo fatto appello ad essi, anche ora sono pronti
ad aiutarci.
Dopo la temporanea permanenza sulla Terra, l’uomo
porta con sè l’esperienza della materia. La
capacità di agire su di essa sarà allora immensamente
accresciuta, perchè non più appesantita dalle
limitazioni umane
Chi ha scelto il bene quale bandiera della propria esistenza,
ha contatti soltanto con Spiriti che hanno capacità
elevate, che operano incessantemente il bene. I nostri cari
sono protettori invisibili che ci seguono, ci assistono,
ci aiutano. Per molti di loro, questo compito è essenziale,
e in tal maniera continuano la catena ininterrotta che ha
nome Amore.
Dalle zone purissime della spiritualità, senza contaminazioni
occultistiche, si può trarre il più alto alimento
vitale per lo spirito.
Chi ha esperienza di contatti a livello di pura ricerca
della verità, ha avute innumerevoli prove dell'aiuto
e dell'assistenza che danno agli uomini coloro che ci hanno
preceduto.
Queste pagine vogliono esserne in parte una testimonianza.
Nella rivista “Light“ è narrato di un
viaggiatore che, in treno, mentre riposava tranquillo al
suo, posto, vide affacciarsi sulla porta dello scompartimento
un viso a lui noto. Lo riconobbe per quello di un suo caro
amico, che da tempo era morto. Lo guardò intensamente
per meglio riconoscerlo. Allora quegli gli fece con la testa
il segno di seguirlo.
Si alzò per raggiungerlo, ma quegli correva tanto
che arrivò fino al vagone di testa del treno, dopo,
di che scomparve. Al viaggiatore deluso e turbato, non restò
che tornare indietro. Quando arrivò al suo, scompartimento,
trovò un gruppo di persone che parlavano concitatamente:
il vetro del finestrino, al punto preciso, su cui egli poco
prima posava la testa, era in frantumi. Da un treno merci
era caduto un tronco che, infilatosi nel finestrino, aveva
causato il guaio. Se lui fosse rimasto al suo posto, sarebbe
stato colpito in pieno, dal grosso tronco, con conseguenze
certamente gravi.
La morte di persone care è stata per molti l'occasione
di un risveglio a una visione nuova della vita.
Ho conosciuto tanti e tanti casi di questo genere. Alcuni
che non credevano nell'al di là, realizzando contatti
con i loro cari, hanno visto aprirsi una finestra su un
orizzonte nuovo e grandioso per la loro vita di oggi e di
sempre.
La scoperta del fatto che i nostri cari non ci abbandonano
neppure dopo il trapasso, per molti è il più
grande avvenimento della vita ed è la spinta decisiva
per imboccare e proseguire per la via del bene: la vera
iniziazione per un'esistenza serena e piena di luce.
E’ da ricordare che a proteggere l'uomo dai mali è
il proprio Karma, se positivo, cioè le azioni operate
nel passato. Esse formano il nostro destino e sono una corazza
contro cui nessuno può nulla.
Naturale conseguenza di ciò è che solo operando
nel bene e rettamente, noi possiamo costituire la corazza
di protezione più sicura contro tutti i mali della
vita.
In questo articolo sono stati affrontati argomenti delicatissimi
e sui quali ogni lettore è libero di pensare come
meglio crede. Spero solamente che possano in tutti i casi
farvi riflettere sul significato della nostra vita terrena
e di quanto poco tempo dedichiamo a noi stessi, alla nostra
spiritualità. Al prossimo articolo dove saranno trattati
ancora argomenti inerenti al titolo di questa serie “Noi
non siamo … soli”.