NON SOLO PLEIN AIR - ARGOMENTI SUI QUALI RIFLETTERE
"Magnetismo personale- Nona parte"
di Piero Marenco

Carissimi lettori con questa nona ed ultima parte termino la descrizione di un argomento interessante e che tutti noi abbiamo la possibilità di approfondire.
Nel mio archivio ho trovato un libretto di Valerio Ramponi di alcuni anni fa ma sempre attuale “Come sviluppare il magnetismo personale” che mi ha veramente incuriosito per l’argomento trattato, di interesse comune, e che vi riassumo nei capitoli che seguiranno in questa rubrica dal titolo “Argomenti sui quali riflettere”.

Perché possiate estrinsecare al massimo le vostre capacità magnetiche, dovete sconfiggere un subdolo nemico: lo stato depressivo.
II depresso ha l'aspetto triste, il suo comportamento è im¬prontato a timore, coglie gli aspetti della vita in modo pessimistico, sfiduciato, nulla lo interessa. Vecchie ansie e preoccupazioni si avvicendano con nuovi timori; egli tende ad interpretare in modo inesatto la realtà circostante, la volontà è minima e le decisioni incerte e tar¬dive.
In psichiatria la depressione è sempre stata considerata come un rapporto doloroso con la vita. Anni fa però i neurofisiologi hanno rilevato nel nostro cer¬vello la presenza di alcune sostanze materiali dette "endorfine", che sono promotrici del piacere. Una povertà di endorfine procura la depressione ed una minore resistenza al dolore e alle contrarietà della vita. Uno psichiatra francese, Daniel Lagache, parla di alcune vie per uscire da uno stato di depressione.
- È necessario tollerare le proprie tensioni e difficoltà emo¬tive, che non vanno evitate, ma accettate.
- È necessario tendere ad estrinsecare pienamente la pro¬pria personalità, cercando di ridurre i fattori inibitivi.
- È necessario riuscire ad organizzare la propria vita sen¬za lasciarsi turbare in modo esagerato da imprevisti e difficoltà improvvise.
- È opportuno sforzarsi di entrare in sintonia e di ade¬guarsi alle istanze dell'ambiente circostante.
- Bisogna cercare di stabilire un rapporto armonico con gli altri.
Come trattamento curativo oggi si sta riscoprendo la "meloterapia", cioè la cura per mezzo della musica, come tonico del sistema nervoso.
Sin dai tempi antichi era noto l'effetto benefico della musica sulle turbe psichiche.
La “Danza ungherese” di Brahms e il “Canto della primavera” di Mendelsson vengono utilizzati efficacemente nella cura delle depressioni nervose e di altri disturbi di carattere psi¬cologico.
Quando sentite che la crisi depressiva sta per manifestarsi, sedete in poltrona, eseguite gli esercizi di rilassamento (analizzati precedentemente) e respirate profon¬damente. Come sottofondo musicale ascoltate una delle musiche sopra citate e, a bassa voce, imponetevi quest'ordine : "Sono calmo, respiro bene, i miei disturbi diminuiscono gradatamente". Ripetete quest'affermazione per venti volte. Vedrete come l'idea di benessere germinerà gradualmente nella vostra mente. È importante però perseverare.
Tra i tanti fattori che possono provocare l'insuccesso, uno rilevante è l'emotività.
Tutti possediamo un'indole naturale mutevole e andiamo soggetti a sbalzi di umore, per cui è facile che nel corso della giornata ci lasciamo vincere da sentimenti ed emozioni contrastanti. Soltanto chi è dotato di un buon equi¬librio e sa rimanere imperturbabile di fronte agli avveni¬menti riesce ad essere padrone di se stesso e dei suoi senti¬menti.
Qualsiasi avvenimento negativo, le contrarietà improvvise, le notizie sgradevoli, il comportamento sgarbato di chi ci cir¬conda, gli insuccessi, possono quotidianamente minacciare il senso dell'equilibrio interno e farci perdere la calma. Una forte emozione fa contrarre i lineamenti del volto, che si congestiona o impallidisce, oppure ci fa rabbrividire, o ci provoca la pelle d'oca.
Nel processo emotivo possono anche verificarsi processi or¬ganici di vario genere: le pulsazioni cardiache aumentano o diminuiscono; la respirazione e così pure la digestione e il tono muscolare si alterano; vi è un aumento della pres¬sione sanguigna ed una moltiplicazione dei globuli rossi; le ghiandole endocrine aumentano le secrezioni. Quando si è preda di un'emozione interna intensa, si può controllarla in un solo modo, evitando le conseguenze delle reazioni istintive, cioè fuori dal controllo della volontà, che potrebbero esservi dannose: tacere, riflettere e autosuggestionarsi.
Evitate di agitarvi e distogliete il vostro pensiero dall'ele¬mento perturbatore che ha scatenato la vostra reazione im¬provvisa: non date seguito al primo impulso. Se state per perdere la calma, non andate in collera, non scattate improvvisamente alzando la voce, o intavolando di¬scussioni penose, potreste correre il rischio di pronunciare parole che potrebbero danneggiarvi. In primo luogo imponetevi il controllo di voi stessi. Evitando il pensiero emotivo e trasferendo la vostra atten¬zione su un altro oggetto, distoglierete la mente dal pro¬blema e non avrete così occasione di pensare alla causa della vostra irritazione.
La vostra emozione nel frattempo sarà scemata e potrete a questo punto ricorrere all'autosuggestione, ripetendo, se¬condo la prassi abituale, questa frase : "La mia contrarietà è in fin dei conti un'inezia, sono calmo e posso sorridere della mia momentanea difficoltà".
Passato il primo impulso ed esaminando più serenamente l'accaduto, vi renderete conto che non era il caso di agitarsi tanto e forse riuscirete a sorridere davvero dell'accaduto. Certamente ci possono essere motivi tanto gravi da provo¬care inevitabilmente una reazione immediata, ma anche nei casi in cui è difficile rimanere calmi, l'invito alla riflessione e ad aggirare l'ostacolo è quanto mai opportuno. Dominandovi subito e temporeggiando potrete riflettere con calma sull'idea perturbatrice e spogliarla di tutti quei parti¬colari privi di importanza. Anche se siete depressi, occupate la mente con un diversivo, meglio se piacevole: servirà a tenervi impegnati e impedirà che il ricordo doloroso, la preoccupazione e le contrarietà vi ghermiscano e si impos¬sessino di voi.
Non lasciate via libera ai pensieri negativi, ciò potrebbe de¬primervi o agitarvi sempre di più e spingervi in certi casi ad una reazione impulsiva immediata e spiacevole. Sostituite le immagini negative con altre immagini per voi gradevoli e positive.
L'agitazione può disperdere le forze psichiche; difficilmente una persona che non riesce a conservare la propria calma nelle diverse occasioni può imporsi agli altri in modo posi¬tivo. L'immagine di un individuo agitato, in preda all'an¬goscia o pervaso da un tremito nervoso, non facilita né propizia di certo il contatto con gli altri. Acquistare un tipo di comportamento che porti ad una certa imperturbabilità esteriore impedirà in primo luogo alle vo¬stre energie di disperdersi e di vanificarsi e porterà ad un accrescimento del vostro ascendente sulle persone che vi circondano.
Non è facile conservare la propria calma, soprattutto quando gli eventi vi sorprendono all'improvviso, quando siete privi di difesa, totalmente scoperti davanti all'avversario, qua¬lunque esso sia, una persona o una situazione. L'imprevisto, cogliendovi di sorpresa, viene a rompere il corso normale della vostra vita psichica e provoca una bru¬sca rottura dell'equilibrio neuro-psichico; all'improvviso vi trovate nell'incapacità di adattarvi ad un evento esterno nuovo. È necessario in tal caso non mostrare agli altri i vostri sentimenti, le vostre emozioni: questa è la regola fondamentale da osservare in quelle occasioni. Non lasciate trasparire le vostre trepidazioni, questa sorta di impassibilità, questa calma (all'inizio apparente e fittizia perché vi costerà fatica dominarvi) vi gioverà, perché è sinonimo di forza.
La persona debole nell'impatto con la dura realtà difficil¬mente sa dominarsi e lascia trapelare all'esterno le proprie emozioni, attraverso l'espressione del viso, i gesti, i movi¬menti, le parole.
Gli scatti di impazienza, le escandescenze, le parole avven¬tate non risolvono il problema che si è venuto a creare; ser¬vono soltanto a scaricare la vostra tensione e a fornire agli altri la dimostrazione della vostra inferiorità; in questi casi siamo strumenti nelle mani degli altri e non padroni di noi stessi.
Dovete sorvegliarvi e fare in modo di non lasciare traspa¬rire le vostre emozioni di tristezza, impazienza, collera né dai gesti o dalle reazioni verbali né dal volto, che può parlare per voi.
Abituatevi al controllo delle vostre emozioni; qualunque sia il vostro stato d'animo abbiate sempre un'espressione sor¬ridente, perché con il sorriso è possibile mascherare le vostre debolezze e mantenere la calma interiore. Prima di poter vincere gli altri, dovrete vincere il vostro Io, che è il nemico più testardo e subdolo. Dovete lottare inter¬namente per superare gli stati d'animo deprimenti, per tra¬sfondere in voi sentimenti positivi; quando sarete sicuri di avere raggiunto uno stato d'animo sereno e lo avrete lasciato cristallizzare, per intima suggestione, sarete finalmente sicuri del vostro potenziale di forza psichica. Agendo in tal modo riuscirete ad ottenere quel magnetismo che vi accorderà l'ascendente sugli altri.
Ugo Foscolo diceva che ci sono sette tipi di amicizia : quella del cuore, della mente, della compagnia, della gentilezza, della conoscenza, della diplomazia e del cappello. Consigliava di cercare l'amico del cuore, che provasse per l'altro dell'affetto sincero, che sapesse penetrare nella sua anima e la conoscesse nella sua intimità, nei suoi aneliti ed aspirazioni e che fosse in grado di influenzarla positivamente dandole serenità e coraggio.
L'amico della mente, colto, intelligente, illuminato nei con¬sigli, che sapesse, con la lode e con il rimprovero, valutare giustamente la personalità : l'altro da sé da imitare, cioè. Cercare l'amico della compagnia, pieno di buona volontà, di interessi, che sappia moltiplicare. le nostre sensazioni e comunicare e trasmettere la sua mentalità. L'amico della gentilezza, pronto a venire incontro con cor¬tesia, maturità, bontà.
Il poeta inoltre consigliava di accettare questi quattro tipi di amicizia e di scartare gli altri.
Abbiate sempre a mente quest'affermazione del Foscolo. Siate per i vostri amici l'amico del cuore, della mente, della buona compagnia e della gentilezza: sarete sempre, in ogni occasione, apprezzati, perché conoscete il segreto della vera amicizia. E quando qualcosa turba il rapporto, prima di parlare è necessario riflettere su quanto si sta per dire, perchè le parole pronunciate a caso possono dare effetti deleteri. Una parola sola può cementare o distruggere un'amicizia. È buona norma meditare sempre bene prima di parlare. Non dimenticate quindi che qualsiasi forma di magnetismo non deve essere mai imposta agli altri in modo duro, crudo ed autoritario, ma per avere il fascino personale, la bene¬volenza e il carisma su quanti vi circondano è necessaria una buona dose di calma, di gentilezza e di fraternità: sta¬rete infatti donando agli altri la grande energia, serenità e forza interiore che possedete.
Al termine di questi articoli desideriamo attirare la vostra attenzione su un dato molto importante: la cultura psi¬chica è una disciplina concreta, fattiva e indispensabile perché promuove il perfezionamento della natura umana. Per arrivare ad influire sugli altri è necessario infatti ope¬rare una forte sintesi personale.
Coltivando tale disciplina e praticandola assiduamente, con¬quisterete una salute mentale che poi si rifletterà su quella fisica; sfrutterete tutte le vostre risorse ed energie, otte¬nendo prestigio ed influenza.
Tra tanti uomini che procedono senza uno scopo preciso nella vita, se acquisterete una perfetta padronanza di voi stessi, vi eleverete a ranghi superiori, lasciando dietro di voi un'impronta indelebile.
Non siate precipitosi, l'uomo veramente forte è tranquillo, è perseverante, è riflessivo ed è tenace. Vi viene richiesto soltanto uno sforzo, che è anche sinonimo di successo: perseverare.
Con questa nona parte termina la descrizione dell’argomento “Come sviluppare il magnetismo personale”, spero di avervi fatto “riflettere” e che tutto quanto descritto possa esservi di aiuto nella vostra vita.
Ai prossimi articoli.

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