Carissimi lettori con questa nona ed ultima parte termino
la descrizione di un argomento interessante e che tutti
noi abbiamo la possibilità di approfondire.
Nel mio archivio ho trovato un libretto di Valerio Ramponi
di alcuni anni fa ma sempre attuale “Come sviluppare
il magnetismo personale” che mi ha veramente incuriosito
per l’argomento trattato, di interesse comune, e che
vi riassumo nei capitoli che seguiranno in questa rubrica
dal titolo “Argomenti sui quali riflettere”.
Perché possiate estrinsecare al massimo le vostre
capacità magnetiche, dovete sconfiggere un subdolo
nemico: lo stato depressivo.
II depresso ha l'aspetto triste, il suo comportamento è
im¬prontato a timore, coglie gli aspetti della vita
in modo pessimistico, sfiduciato, nulla lo interessa. Vecchie
ansie e preoccupazioni si avvicendano con nuovi timori;
egli tende ad interpretare in modo inesatto la realtà
circostante, la volontà è minima e le decisioni
incerte e tar¬dive.
In psichiatria la depressione è sempre stata considerata
come un rapporto doloroso con la vita. Anni fa però
i neurofisiologi hanno rilevato nel nostro cer¬vello
la presenza di alcune sostanze materiali dette "endorfine",
che sono promotrici del piacere. Una povertà di endorfine
procura la depressione ed una minore resistenza al dolore
e alle contrarietà della vita. Uno psichiatra francese,
Daniel Lagache, parla di alcune vie per uscire da uno stato
di depressione.
- È necessario tollerare le proprie tensioni e difficoltà
emo¬tive, che non vanno evitate, ma accettate.
- È necessario tendere ad estrinsecare pienamente
la pro¬pria personalità, cercando di ridurre
i fattori inibitivi.
- È necessario riuscire ad organizzare la propria
vita sen¬za lasciarsi turbare in modo esagerato da imprevisti
e difficoltà improvvise.
- È opportuno sforzarsi di entrare in sintonia e
di ade¬guarsi alle istanze dell'ambiente circostante.
- Bisogna cercare di stabilire un rapporto armonico con
gli altri.
Come trattamento curativo oggi si sta riscoprendo la "meloterapia",
cioè la cura per mezzo della musica, come tonico
del sistema nervoso.
Sin dai tempi antichi era noto l'effetto benefico della
musica sulle turbe psichiche.
La “Danza ungherese” di Brahms e il “Canto
della primavera” di Mendelsson vengono utilizzati
efficacemente nella cura delle depressioni nervose e di
altri disturbi di carattere psi¬cologico.
Quando sentite che la crisi depressiva sta per manifestarsi,
sedete in poltrona, eseguite gli esercizi di rilassamento
(analizzati precedentemente) e respirate profon¬damente.
Come sottofondo musicale ascoltate una delle musiche sopra
citate e, a bassa voce, imponetevi quest'ordine : "Sono
calmo, respiro bene, i miei disturbi diminuiscono gradatamente".
Ripetete quest'affermazione per venti volte. Vedrete come
l'idea di benessere germinerà gradualmente nella
vostra mente. È importante però perseverare.
Tra i tanti fattori che possono provocare l'insuccesso,
uno rilevante è l'emotività.
Tutti possediamo un'indole naturale mutevole e andiamo soggetti
a sbalzi di umore, per cui è facile che nel corso
della giornata ci lasciamo vincere da sentimenti ed emozioni
contrastanti. Soltanto chi è dotato di un buon equi¬librio
e sa rimanere imperturbabile di fronte agli avveni¬menti
riesce ad essere padrone di se stesso e dei suoi senti¬menti.
Qualsiasi avvenimento negativo, le contrarietà improvvise,
le notizie sgradevoli, il comportamento sgarbato di chi
ci cir¬conda, gli insuccessi, possono quotidianamente
minacciare il senso dell'equilibrio interno e farci perdere
la calma. Una forte emozione fa contrarre i lineamenti del
volto, che si congestiona o impallidisce, oppure ci fa rabbrividire,
o ci provoca la pelle d'oca.
Nel processo emotivo possono anche verificarsi processi
or¬ganici di vario genere: le pulsazioni cardiache aumentano
o diminuiscono; la respirazione e così pure la digestione
e il tono muscolare si alterano; vi è un aumento
della pres¬sione sanguigna ed una moltiplicazione dei
globuli rossi; le ghiandole endocrine aumentano le secrezioni.
Quando si è preda di un'emozione interna intensa,
si può controllarla in un solo modo, evitando le
conseguenze delle reazioni istintive, cioè fuori
dal controllo della volontà, che potrebbero esservi
dannose: tacere, riflettere e autosuggestionarsi.
Evitate di agitarvi e distogliete il vostro pensiero dall'ele¬mento
perturbatore che ha scatenato la vostra reazione im¬provvisa:
non date seguito al primo impulso. Se state per perdere
la calma, non andate in collera, non scattate improvvisamente
alzando la voce, o intavolando di¬scussioni penose,
potreste correre il rischio di pronunciare parole che potrebbero
danneggiarvi. In primo luogo imponetevi il controllo di
voi stessi. Evitando il pensiero emotivo e trasferendo la
vostra atten¬zione su un altro oggetto, distoglierete
la mente dal pro¬blema e non avrete così occasione
di pensare alla causa della vostra irritazione.
La vostra emozione nel frattempo sarà scemata e potrete
a questo punto ricorrere all'autosuggestione, ripetendo,
se¬condo la prassi abituale, questa frase : "La
mia contrarietà è in fin dei conti un'inezia,
sono calmo e posso sorridere della mia momentanea difficoltà".
Passato il primo impulso ed esaminando più serenamente
l'accaduto, vi renderete conto che non era il caso di agitarsi
tanto e forse riuscirete a sorridere davvero dell'accaduto.
Certamente ci possono essere motivi tanto gravi da provo¬care
inevitabilmente una reazione immediata, ma anche nei casi
in cui è difficile rimanere calmi, l'invito alla
riflessione e ad aggirare l'ostacolo è quanto mai
opportuno. Dominandovi subito e temporeggiando potrete riflettere
con calma sull'idea perturbatrice e spogliarla di tutti
quei parti¬colari privi di importanza. Anche se siete
depressi, occupate la mente con un diversivo, meglio se
piacevole: servirà a tenervi impegnati e impedirà
che il ricordo doloroso, la preoccupazione e le contrarietà
vi ghermiscano e si impos¬sessino di voi.
Non lasciate via libera ai pensieri negativi, ciò
potrebbe de¬primervi o agitarvi sempre di più
e spingervi in certi casi ad una reazione impulsiva immediata
e spiacevole. Sostituite le immagini negative con altre
immagini per voi gradevoli e positive.
L'agitazione può disperdere le forze psichiche; difficilmente
una persona che non riesce a conservare la propria calma
nelle diverse occasioni può imporsi agli altri in
modo posi¬tivo. L'immagine di un individuo agitato,
in preda all'an¬goscia o pervaso da un tremito nervoso,
non facilita né propizia di certo il contatto con
gli altri. Acquistare un tipo di comportamento che porti
ad una certa imperturbabilità esteriore impedirà
in primo luogo alle vo¬stre energie di disperdersi e
di vanificarsi e porterà ad un accrescimento del
vostro ascendente sulle persone che vi circondano.
Non è facile conservare la propria calma, soprattutto
quando gli eventi vi sorprendono all'improvviso, quando
siete privi di difesa, totalmente scoperti davanti all'avversario,
qua¬lunque esso sia, una persona o una situazione. L'imprevisto,
cogliendovi di sorpresa, viene a rompere il corso normale
della vostra vita psichica e provoca una bru¬sca rottura
dell'equilibrio neuro-psichico; all'improvviso vi trovate
nell'incapacità di adattarvi ad un evento esterno
nuovo. È necessario in tal caso non mostrare agli
altri i vostri sentimenti, le vostre emozioni: questa è
la regola fondamentale da osservare in quelle occasioni.
Non lasciate trasparire le vostre trepidazioni, questa sorta
di impassibilità, questa calma (all'inizio apparente
e fittizia perché vi costerà fatica dominarvi)
vi gioverà, perché è sinonimo di forza.
La persona debole nell'impatto con la dura realtà
difficil¬mente sa dominarsi e lascia trapelare all'esterno
le proprie emozioni, attraverso l'espressione del viso,
i gesti, i movi¬menti, le parole.
Gli scatti di impazienza, le escandescenze, le parole avven¬tate
non risolvono il problema che si è venuto a creare;
ser¬vono soltanto a scaricare la vostra tensione e a
fornire agli altri la dimostrazione della vostra inferiorità;
in questi casi siamo strumenti nelle mani degli altri e
non padroni di noi stessi.
Dovete sorvegliarvi e fare in modo di non lasciare traspa¬rire
le vostre emozioni di tristezza, impazienza, collera né
dai gesti o dalle reazioni verbali né dal volto,
che può parlare per voi.
Abituatevi al controllo delle vostre emozioni; qualunque
sia il vostro stato d'animo abbiate sempre un'espressione
sor¬ridente, perché con il sorriso è possibile
mascherare le vostre debolezze e mantenere la calma interiore.
Prima di poter vincere gli altri, dovrete vincere il vostro
Io, che è il nemico più testardo e subdolo.
Dovete lottare inter¬namente per superare gli stati
d'animo deprimenti, per tra¬sfondere in voi sentimenti
positivi; quando sarete sicuri di avere raggiunto uno stato
d'animo sereno e lo avrete lasciato cristallizzare, per
intima suggestione, sarete finalmente sicuri del vostro
potenziale di forza psichica. Agendo in tal modo riuscirete
ad ottenere quel magnetismo che vi accorderà l'ascendente
sugli altri.
Ugo Foscolo diceva che ci sono sette tipi di amicizia :
quella del cuore, della mente, della compagnia, della gentilezza,
della conoscenza, della diplomazia e del cappello. Consigliava
di cercare l'amico del cuore, che provasse per l'altro dell'affetto
sincero, che sapesse penetrare nella sua anima e la conoscesse
nella sua intimità, nei suoi aneliti ed aspirazioni
e che fosse in grado di influenzarla positivamente dandole
serenità e coraggio.
L'amico della mente, colto, intelligente, illuminato nei
con¬sigli, che sapesse, con la lode e con il rimprovero,
valutare giustamente la personalità : l'altro da
sé da imitare, cioè. Cercare l'amico della
compagnia, pieno di buona volontà, di interessi,
che sappia moltiplicare. le nostre sensazioni e comunicare
e trasmettere la sua mentalità. L'amico della gentilezza,
pronto a venire incontro con cor¬tesia, maturità,
bontà.
Il poeta inoltre consigliava di accettare questi quattro
tipi di amicizia e di scartare gli altri.
Abbiate sempre a mente quest'affermazione del Foscolo. Siate
per i vostri amici l'amico del cuore, della mente, della
buona compagnia e della gentilezza: sarete sempre, in ogni
occasione, apprezzati, perché conoscete il segreto
della vera amicizia. E quando qualcosa turba il rapporto,
prima di parlare è necessario riflettere su quanto
si sta per dire, perchè le parole pronunciate a caso
possono dare effetti deleteri. Una parola sola può
cementare o distruggere un'amicizia. È buona norma
meditare sempre bene prima di parlare. Non dimenticate quindi
che qualsiasi forma di magnetismo non deve essere mai imposta
agli altri in modo duro, crudo ed autoritario, ma per avere
il fascino personale, la bene¬volenza e il carisma su
quanti vi circondano è necessaria una buona dose
di calma, di gentilezza e di fraternità: sta¬rete
infatti donando agli altri la grande energia, serenità
e forza interiore che possedete.
Al termine di questi articoli desideriamo attirare la vostra
attenzione su un dato molto importante: la cultura psi¬chica
è una disciplina concreta, fattiva e indispensabile
perché promuove il perfezionamento della natura umana.
Per arrivare ad influire sugli altri è necessario
infatti ope¬rare una forte sintesi personale.
Coltivando tale disciplina e praticandola assiduamente,
con¬quisterete una salute mentale che poi si rifletterà
su quella fisica; sfrutterete tutte le vostre risorse ed
energie, otte¬nendo prestigio ed influenza.
Tra tanti uomini che procedono senza uno scopo preciso nella
vita, se acquisterete una perfetta padronanza di voi stessi,
vi eleverete a ranghi superiori, lasciando dietro di voi
un'impronta indelebile.
Non siate precipitosi, l'uomo veramente forte è tranquillo,
è perseverante, è riflessivo ed è tenace.
Vi viene richiesto soltanto uno sforzo, che è anche
sinonimo di successo: perseverare.
Con questa nona parte termina la descrizione dell’argomento
“Come sviluppare il magnetismo personale”, spero
di avervi fatto “riflettere” e che tutto quanto
descritto possa esservi di aiuto nella vostra vita.
Ai prossimi articoli.