Carissimi lettori con questa ottava parte prosegue la descrizione
di un argomento interessante e che tutti noi abbiamo la
possibilità di approfondire.
Nel mio archivio ho trovato un libretto di Valerio Ramponi
di alcuni anni fa ma sempre attuale “Come sviluppare
il magnetismo personale” che mi ha veramente incuriosito
per l’argomento trattato, di interesse comune, e che
vi riassumo nei capitoli che seguiranno in questa rubrica
dal titolo “Argomenti sui quali riflettere”.
I desideri inappagati, gli impulsi repressi, le paure, le
irrita¬zioni, le tensioni, i problemi non risolti vengono
sepolti nell'inconscio.
Si dice che una persona è complessata quando manifesta
un'eccessiva titubanza, quando mostra incertezze e inibizioni
che rendono innaturale e poco spontaneo il suo comportamento,
quando arrossisce con facilità, oppure cambia spesso
umore, o rimane incerto di fronte ad ogni semplice decisione.
Con la parola "complesso" Freud ha voluto definire
quelle situazioni conflittuali risalenti all'infanzia e
che, rifiutate dalla coscienza, si manifestano nelle età
successive. Sempre secondo Adler sono due gli elementi fondamentali
che concorrono alle formazioni dell'essere. Per l'ottimista
il senso di inferiorità è considerato come
un incentivo all'azione.
Il bambino, come l'uomo, tende per sua natura ad affermarsi,
pertanto cerca un appoggio nel mondo esterno. Il pessimista,
soffocato nell'infanzia e quindi represso, utilizza anch'egli
le sue energie per imporsi alla considerazione altrui.
Come l'ottimista, anche il pessimista tende all'autoaffermazione,
ma, mentre nell'ottimista questo desiderio di potenza si
manifesta nella costruzione di qualcosa di positivo, nel
pessimista tende invece a trovare soddisfazione con compensazioni
immaginarie e a perdersi dietro inutili illusioni. L'ottimista,
se male indirizzato, può assumere atteggiamenti aggressivi,
può essere dominato da propositi di vendetta, da
vanità, odio o ambizioni smodate.
Il pessimista invece rimane sempre sulle difensive e fugge
davanti alle difficoltà, evitando ogni contatto.
Il timido invece ha una volontà debole; ogni difficoltà
lo spaventa, non agisce per paura di sbagliare o di fallire.
È bene rammentare che è preferibile un insuccesso
dovuto alla forte volontà, piuttosto che non vivere
per incertezza o per incapacità all'azione.
Anche l'insuccesso può essere giovevole e può
servire ad imprimere una scossa energetica e salutare.
Imparate a voler essere forti e in breve tempo apprenderete
ad essere fattivi ed energici. Non abbiate paura delle difficoltà,
che sono pur sempre inevitabili, consideratele invece un
mezzo efficace per educare la vostra volontà. Le
cose facili non costringono allo sforzo e lasciano l'individuo
in un'inoperosità che risulta alla lunga infruttuosa,
le difficoltà invece sollecitano nuove attività
e tentativi diversi. Non dite mai : "Questa cosa è
impossibile". Niente è impossibile a questo
mondo; da un'iniziativa può scaturire un'altra iniziativa,
una decisione può determinarne un'altra.
È di vitale importanza sforzarsi di uscire da sé,
scrollarsi definitivamente di dosso le ansie e i timori,
per diventare una persona autonoma; non bisogna essere prigionieri
di se stessi e delle proprie suggestioni negative: liberatevi
dai vostri fantasmi interiori.
Ripetete più volte ogni giorno una o più di
queste frasi con tono sicuro e convinto: "Sono forte,
sono forte, sto correggendo la mia esistenza, non sono inferiore
a nessuno. Non sono impacciato, ma agirò con disinvoltura
nelle diverse occasioni che mi si presenteranno oggi. Gli
altri non mi fanno paura. Non ho timore di nulla".
Ripetetele la sera, prima di addormentarvi, perché
questi messaggi dettati al vostro inconscio agiscano con
efficacia, mentre voi dormite. Respingete ogni sentimento
di sfiducia, deleterio ai fini del successo.
Le nevrosi rappresentano oggi un problema di notevole importanza
per la loro grande diffusione, ed esse potrebbero essere
un serio ostacolo alla riuscita del vostro magnetismo. È
necessario fare una distinzione tra nevrosi e psicosi, anche
se in pratica non sempre è possibile : meccanismi
psicopatologici di tipo nevrotico e psicotico possono infatti
essere presenti contemporaneamente nella stessa personalità.
La psicosi, come ad esempio la schizofrenia, la paranoia,
la melanconia, sono malattie assai più gravi delle
nevrosi, e spesso impediscono qualsiasi forma di adattamento
sociale del malato.
Nelle psicosi il rapporto emotivo del soggetto con l'ambiente
circostante è fortemente alterato; ne deriva l'incapacità
di, una chiara valutazione dei fatti. Siamo in presenza
di una profonda regressione di tutta la vita emotiva ed
intellettuale. Le nevrosi possono essere di diversi tipi,
ciascuno dei quali genera certi disturbi di adattabilità.
Ve ne elencherò alcuni.
Nella “nevrosi isterica” il malato tende a somatizzare
i propri mali a livello neurovegetativo. La personalità
del soggetto è molto suggestionabile e il soggetto
tende talvolta a manifestare in modo estremamente istrionico
le sue emozioni.
Nella “nevrosi ansiosa”l'ansia è alla
base di tutte le nevrosi e la psicosi ha la sua incidenza
in molte malattie organiche.
Nella “nevrastenia” si tratta di un vero e proprio
esaurimento fisico e mentale, accompagnato da irritabilità
e da disturbi neurovegetativi.
Nella “nevrosi fobica” l'ansia insorge solo
quando chi ne è affetto viene a trovarsi in una determinata
situazione ambientale, come nel caso della paura di camminare
per le strade in mezzo alla gente o in cui si avverte costantemente
il bisogno di nascondersi agli occhi altrui.
Nella “nevrosi ossessiva” il malato ha idee
fisse, assurde, apparentemente ingiustificate; egli si rende
conto della cosa ma non riesce ad eliminarla. Oppure quando
si compiono azioni senza motivi plausibili, ad esempio il
lavarsi ripetutamente senza ragione le mani.
I disturbi caratteriali sono deviazioni particolari dal
comportamento normale dell'individuo, ad esempio la prodigalità
o l'avarizia eccessive.
Questi disturbi nascono da una situazione conflittuale inconscia.
Il conflitto può nascere tra l'individuo e il suo
ambiente o tra l'individuo e le sue reazioni istintive;
può derivare da un'abitudine di comportamento o da
una nevrosi emotiva nata nell'infanzia.
Quali sono i disturbi più comuni a tutte le nevrosi?
- l'ansia : può presentarsi sotto forma di dubbio,
incertezza e paura per qualcosa di imprecisato; può
manifestarsi con uno stato di inquietudine o irrequietezza
motoria o come tensione interiore;
- l'astenia: è un senso di fatica sproporzionato
alla quantità di forze fìsiche e psichiche
effettivamente impiegate;
- la depressione : è uno stato psicologico di cui
parleremo più avanti, che provoca un senso d'incapacità
di vivere normalmente. Come si può guarire?
Con la psicanalisi o con gli psicofarmaci, che però
non curano le cause che hanno provocato il male.
Con questa ottava parte spero di avervi incuriosito con
questo argomento che fa parte della nostra vita di esseri
umani, nel prossimo capitolo analizzeremo altri interessanti
argomenti che ci daranno l’opportunità di sviluppare
quella parte che ci farà scoprire quanto saremo in
grado di fare e che ci sorprenderà in seguito, nel
corso della nostra vita.