NON SOLO PLEIN AIR - ARGOMENTI SUI QUALI RIFLETTERE
"Magnetismo personale- Ottava parte"
di Piero Marenco

Carissimi lettori con questa ottava parte prosegue la descrizione di un argomento interessante e che tutti noi abbiamo la possibilità di approfondire.
Nel mio archivio ho trovato un libretto di Valerio Ramponi di alcuni anni fa ma sempre attuale “Come sviluppare il magnetismo personale” che mi ha veramente incuriosito per l’argomento trattato, di interesse comune, e che vi riassumo nei capitoli che seguiranno in questa rubrica dal titolo “Argomenti sui quali riflettere”.

I desideri inappagati, gli impulsi repressi, le paure, le irrita¬zioni, le tensioni, i problemi non risolti vengono sepolti nell'inconscio.
Si dice che una persona è complessata quando manifesta un'eccessiva titubanza, quando mostra incertezze e inibizioni che rendono innaturale e poco spontaneo il suo comportamento, quando arrossisce con facilità, oppure cambia spesso umore, o rimane incerto di fronte ad ogni semplice decisione. Con la parola "complesso" Freud ha voluto definire quelle situazioni conflittuali risalenti all'infanzia e che, rifiutate dalla coscienza, si manifestano nelle età successive. Sempre secondo Adler sono due gli elementi fondamentali che concorrono alle formazioni dell'essere. Per l'ottimista il senso di inferiorità è considerato come un incentivo all'azione.
Il bambino, come l'uomo, tende per sua natura ad affermarsi, pertanto cerca un appoggio nel mondo esterno. Il pessimista, soffocato nell'infanzia e quindi represso, utilizza anch'egli le sue energie per imporsi alla considerazione altrui.
Come l'ottimista, anche il pessimista tende all'autoaffermazione, ma, mentre nell'ottimista questo desiderio di potenza si manifesta nella costruzione di qualcosa di positivo, nel pessimista tende invece a trovare soddisfazione con compensazioni immaginarie e a perdersi dietro inutili illusioni. L'ottimista, se male indirizzato, può assumere atteggiamenti aggressivi, può essere dominato da propositi di vendetta, da vanità, odio o ambizioni smodate.
Il pessimista invece rimane sempre sulle difensive e fugge davanti alle difficoltà, evitando ogni contatto. Il timido invece ha una volontà debole; ogni difficoltà lo spaventa, non agisce per paura di sbagliare o di fallire. È bene rammentare che è preferibile un insuccesso dovuto alla forte volontà, piuttosto che non vivere per incertezza o per incapacità all'azione.
Anche l'insuccesso può essere giovevole e può servire ad imprimere una scossa energetica e salutare.
Imparate a voler essere forti e in breve tempo apprenderete ad essere fattivi ed energici. Non abbiate paura delle difficoltà, che sono pur sempre inevitabili, consideratele invece un mezzo efficace per educare la vostra volontà. Le cose facili non costringono allo sforzo e lasciano l'individuo in un'inoperosità che risulta alla lunga infruttuosa, le difficoltà invece sollecitano nuove attività e tentativi diversi. Non dite mai : "Questa cosa è impossibile". Niente è impossibile a questo mondo; da un'iniziativa può scaturire un'altra iniziativa, una decisione può determinarne un'altra.
È di vitale importanza sforzarsi di uscire da sé, scrollarsi definitivamente di dosso le ansie e i timori, per diventare una persona autonoma; non bisogna essere prigionieri di se stessi e delle proprie suggestioni negative: liberatevi dai vostri fantasmi interiori.
Ripetete più volte ogni giorno una o più di queste frasi con tono sicuro e convinto: "Sono forte, sono forte, sto correggendo la mia esistenza, non sono inferiore a nessuno. Non sono impacciato, ma agirò con disinvoltura nelle diverse occasioni che mi si presenteranno oggi. Gli altri non mi fanno paura. Non ho timore di nulla". Ripetetele la sera, prima di addormentarvi, perché questi messaggi dettati al vostro inconscio agiscano con efficacia, mentre voi dormite. Respingete ogni sentimento di sfiducia, deleterio ai fini del successo.
Le nevrosi rappresentano oggi un problema di notevole importanza per la loro grande diffusione, ed esse potrebbero essere un serio ostacolo alla riuscita del vostro magnetismo. È necessario fare una distinzione tra nevrosi e psicosi, anche se in pratica non sempre è possibile : meccanismi psicopatologici di tipo nevrotico e psicotico possono infatti essere presenti contemporaneamente nella stessa personalità. La psicosi, come ad esempio la schizofrenia, la paranoia, la melanconia, sono malattie assai più gravi delle nevrosi, e spesso impediscono qualsiasi forma di adattamento sociale del malato.
Nelle psicosi il rapporto emotivo del soggetto con l'ambiente circostante è fortemente alterato; ne deriva l'incapacità di, una chiara valutazione dei fatti. Siamo in presenza di una profonda regressione di tutta la vita emotiva ed intellettuale. Le nevrosi possono essere di diversi tipi, ciascuno dei quali genera certi disturbi di adattabilità. Ve ne elencherò alcuni.
Nella “nevrosi isterica” il malato tende a somatizzare i propri mali a livello neurovegetativo. La personalità del soggetto è molto suggestionabile e il soggetto tende talvolta a manifestare in modo estremamente istrionico le sue emozioni.
Nella “nevrosi ansiosa”l'ansia è alla base di tutte le nevrosi e la psicosi ha la sua incidenza in molte malattie organiche.
Nella “nevrastenia” si tratta di un vero e proprio esaurimento fisico e mentale, accompagnato da irritabilità e da disturbi neurovegetativi.
Nella “nevrosi fobica” l'ansia insorge solo quando chi ne è affetto viene a trovarsi in una determinata situazione ambientale, come nel caso della paura di camminare per le strade in mezzo alla gente o in cui si avverte costantemente il bisogno di nascondersi agli occhi altrui.
Nella “nevrosi ossessiva” il malato ha idee fisse, assurde, apparentemente ingiustificate; egli si rende conto della cosa ma non riesce ad eliminarla. Oppure quando si compiono azioni senza motivi plausibili, ad esempio il lavarsi ripetutamente senza ragione le mani.
I disturbi caratteriali sono deviazioni particolari dal comportamento normale dell'individuo, ad esempio la prodigalità o l'avarizia eccessive.
Questi disturbi nascono da una situazione conflittuale inconscia. Il conflitto può nascere tra l'individuo e il suo ambiente o tra l'individuo e le sue reazioni istintive; può derivare da un'abitudine di comportamento o da una nevrosi emotiva nata nell'infanzia.
Quali sono i disturbi più comuni a tutte le nevrosi?
- l'ansia : può presentarsi sotto forma di dubbio, incertezza e paura per qualcosa di imprecisato; può manifestarsi con uno stato di inquietudine o irrequietezza motoria o come tensione interiore;
- l'astenia: è un senso di fatica sproporzionato alla quantità di forze fìsiche e psichiche effettivamente impiegate;
- la depressione : è uno stato psicologico di cui parleremo più avanti, che provoca un senso d'incapacità di vivere normalmente. Come si può guarire?
Con la psicanalisi o con gli psicofarmaci, che però non curano le cause che hanno provocato il male.
Con questa ottava parte spero di avervi incuriosito con questo argomento che fa parte della nostra vita di esseri umani, nel prossimo capitolo analizzeremo altri interessanti argomenti che ci daranno l’opportunità di sviluppare quella parte che ci farà scoprire quanto saremo in grado di fare e che ci sorprenderà in seguito, nel corso della nostra vita.

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