NON SOLO PLEIN AIR - ARGOMENTI SUI QUALI RIFLETTERE
"Magnetismo personale- Sesta parte"
di Piero Marenco

Carissimi lettori con questa Sesta parte prosegue la descrizione di un argomento interessante e che tutti noi abbiamo la possibilità di approfondire.
Nel mio archivio ho trovato un libretto di Valerio Ramponi di alcuni anni fa ma sempre attuale “Come sviluppare il magnetismo personale” che mi ha veramente incuriosito per l’argomento trattato, di interesse comune, e che vi riassumo nei capitoli che seguiranno in questa rubrica dal titolo “Argomenti sui quali riflettere”.

II training autogeno è la tecnica psicologica di rilassamento più semplice e più diffusa. Come chiarisce il termine, gli esercizi devono essere eseguiti regolarmente (training), per¬ché si possa pervenire a una totale distensione psicofisica provocata dal soggetto stesso (autogeno).
Poiché vi è un'interazione continua tra corpo e spirito, con il training, influenzando la psiche con suggestioni varie, possiamo ottenere notevoli benefici nella cura dell'ansia, delle tensioni e delle depressioni.
Il metodo trova quindi una vasta applicazione per un gran numero di disturbi di origine psicosomatica e con la pratica degli esercizi si ottiene, tra le altre cose, un buon recupero dell'energia, per cui è utilizzato anche da molti sportivi.
Per rilassare la tensione
Mettetevi in una condizione di isolamento e di silenzio e al riparo da qualsiasi rumore o indiscrezione, ad esempio chiusi nella vostra stanza, che sarà immersa nella penombra, e sedetevi in una comoda poltrona.
Rilassatevi totalmente, astraendovi dalla realtà circostante e ponendo la vostra attenzione su quanto vi accingete a com¬piere. Dovete agire nella più perfetta concentrazione, per cui dovete suggestionarvi ripetendo più volte la frase: "Io sono perfettamente calmo e tranquillo". Ricordatevi che una suggestione riesce ad imprimersi in modo più radicato nel vostro subconscio se in precedenza avete eseguito qualche esercizio di respirazione profonda. Non combattete con voi stessi, se altri pensieri affollano la vostra mente, cercate prima di convogliare l'attenzione su quanto state facendo; a questo proposito gioverà anche eseguire preliminariamente qualche buon esercizio di con¬centrazione.
Non siate impazienti e non scoraggiatevi se all'inizio i vostri pensieri sembreranno cavalli impazziti, piano piano riusci¬rete ad imbrigliarli, a dominarli e a condurli là dove voi volete.
Lasciatevi andare e non vivete la cosa come un'imposizione, cercate di vivere la vostra situazione e le vostre sensazioni serenamente. Gradualmente arriverete alla concentrazione e al rilassamento totale : non forzate la natura! Ogni esercizio va ripetuto regolarmente per dieci-quindici giorni in atteggiamento di calma.
Gli esercizi nel loro insieme costituiscono un sistema armo¬nico concepito in modo che dopo i primi tempi le modifi¬cazioni a livello dei muscoli, della circolazione e della respi¬razione avvengano spontaneamente (autogeni).
Lo yoga costituisce un antidoto efficace alla nostra vita mo¬derna, nella quale il superaffaticamento, il nervosismo e lo stress minano costantemente la nostra salute fisica e della nostra psiche.
Essa è innanzitutto una disciplina non violenta ed è inoltre un'associazione di movimenti, di posizioni, di respirazioni, equilibrati e controllati, di relax profondo e di meditazione : un aiuto, quindi, a vivere fisicamente sani e mentalmente sereni.
Nonostante ci si serva di esercizi fisici, lo yoga è, nelle sue espressioni più elevate, religione, filosofia e psicologia al tempo stesso; è un modo di vivere e di comportarsi che plasma l'uomo sui due piani della materia e dell'intelletto. Noi occidentali, meno sensibili al richiamo di questa disci¬plina interiore, possiamo limitarci a praticare lo Hatha yoga, cioè lo yoga del corpo, dal quale possiamo trarre benefici e salutari effetti.
Questo tipo di ginnastica non ha controindicazioni di sorta, anche se si accusano disturbi di vario genere, lo yoga può giovare fisicamente, perché mediante la contrazione musco¬lare rafforza la capacità di resistenza della muscolatura. La sua tecnica di respirazione profonda giova al metabo¬lismo e al sistema nervoso. Con la pratica dei suoi esercizi si impara a concentrarsi, a disciplinare gli istinti e a controllare i movimenti, raggiun¬gendo un equilibrio interiore e un controllo del pensiero e delle emozioni, che permettono di vincere l'angoscia e il senso di alienazione, tipici mali dei giorni nostri.
Viene data molta importanza alla vita contemplativa e, uti¬lizzando tecniche di autocontrollo fisico e morale, gli adepti si propongono, superando la propria individualità, di ele¬varsi a stadi di coscienza superiore, allo scopo supremo di tendere all'unione con l'universo. Otto sono le vie per raggiungere la vetta.
Consiste nell'autocontrollo e nell'improntare i propri rapporti con il prossimo su basi di amore, passione, cor¬rettezza, altruismo.
Un buon metodo, antichissimo, per liberarsi di un malanno fisico o spirituale è quello chiamato Hué dal cognome del suo scopritore.
Prendete una cordicella gialla e fate ventidue nodi equidi¬stanti. La sera, prima di addormentarvi, come se recitaste un rosario, sgranate i vari grani e per ventidue volte, pen¬sando intensamente al problema che vi affligge, ripetete sottovoce ciò che desiderate ottenere. Per esempio: "Sono forte", oppure: "Devo dimagrire". Il metodo funziona, vuoi per suggestione, vuoi perché è sol¬lecitato da forze psichiche latenti che ciascuno di noi pos¬siede. La suggestione agirà sul subconscio, che si caricherà a vostra insaputa di energie tali da spingervi all'azione al momento opportuno.
Quante volte vi sarà capitato di addormentarvi con la con¬sapevolezza di dovervi svegliare ad una determinata ora; mentre voi dormivate, il vostro subconscio, che non dorme mai, aveva immagazzinato il dato e vi ha fatto risvegliare al momento preciso o anche prima che la sveglia suonasse.
È importante sottolineare che diversi paesi nel mondo, tra i quali gli Stati Uniti, hanno speso cifre considerevoli per finanziare la ricerca nel campo del magnetismo personale. In questo caso la ricerca è ovviamente finalizzata a scopi commerciali o addirittura bellici, che possono rivelarsi utili per il paese stesso.
Un semplicissimo metodo di magnetizzazione, che prende origine dal metodo Hué, viene chiamato “magnetizzazione ipnotica”. Esso consiste nel far vedere allo spettatore, per una frazione (circa un decimo) di secondo, l'immagine di un qualsiasi prodotto che in quel momento deve essere pubbli¬cizzato sullo schermo televisivo o cinematografico. Lo spet¬tatore non ha neppure il tempo di accorgersi di quell'immagine che già essa viene stampata nel suo cervello al punto tale che inconsciamente lo induce a sentire di aver bisogno di quel determinato prodotto, senza che egli se ne sappia spiegare perché. Questo metodo, ovviamente proibito da diverse leggi, sta alla base di quanto vi suggeriremo tra poco.
Ispirandoci al metodo Hué e alla teoria della magnetizza¬zione ipnotica, vi indichiamo un esercizio con il quale po¬trete aumentare la vostra capacità di intuizione psicologica e di influenza sui vostri interlocutori nella comunicazione quotidiana.
Per riuscire a suggestionare le persone è importante parlare con un tono chiaro e sicuro, a bassa voce. Anche bisbigliando si può parlare con risolutezza. Rivolgendovi al vostro interlocutore scandite sempre bene le parole; dovete continuamente comunicare un'impressione di sicurezza.
Scoprirete la qualità giusta della vostra voce, quella più effi¬cace per suggestionare, provandone i differenti toni sulle persone che vi circondano e osservando quali hanno avuto più forza nelle varie occasioni.
Una volta scoperto qual è il vostro tono di voce migliore e qual è il più efficace in ogni situazione, ve ne servirete con¬sapevolmente a vostro vantaggio.
Nella comunicazione verbale si possono usare diverse tona¬lità di voce :
- alta (squillante, brillante, imperativa);
- normale (gradevole, tranquilla);
- bassa (monotona, lenta, stancante).
La prima tonalità si usa raramente, solo in circostanze che richiedono un atteggiamento imperativo nei confronti della persona con cui si parla; potete usare questo tipo di voce con soggetti di carattere forte ed irruente. Potete usare la seconda tonalità di voce con soggetti che vi sembrano invece tranquilli e privi di una particolarmente forte volontà.
La terza, che è in genere la più efficace, va usata in circo¬stanze delicate, quando è necessario esercitare il vostro ma¬gnetismo su un soggetto che, sotto un'apparenza impassibile, vi sembra in realtà psicologicamente molto forte e resistente nei confronti dei vostri segnali.
Per quanto riguarda la prima tonalità di voce potete seguire il seguente esercizio: cercate fra le vostre amicizie una per¬sona con la quale voi non avete mai avuto occasione di comportarvi in maniera imperativa e, senza alcun avverti¬mento, dettategli un ordine in modo secco, con una tonalità diversa dalla vostra abituale e molto più alta. Noterete co¬me il soggetto da principio arrossirà, poi comincerà ad avvertire una sensazione di freddo; badate bene che durante l'esercizio il vostro sguardo deve rimanere sempre dolce e fermo, non dovete in nessun modo cambiare tonalità di voce e tanto meno abbassare, neanche per un solo istante, il vostro sguardo.
Per quanto riguarda la seconda tonalità di voce, l'unico esercizio possibile è quello di parlare tranquillamente per una, due ore consecutivamente con diverse persone sforzandovi di non modificare in nessun modo la vostra tonalità; ricordatevi sempre di guardare fisso negli occhi i vostri interlocutori. Per quanto riguarda l'ultima tonalità, particolarmente indicata nei casi in cui il soggetto mostri già di solito una certa resistenza ai vostri comandi, ricordate che la forza di determinati soggetti proviene direttamente dalla loro forza intellettiva e volontà razionale e che il vostro compito in questi casi sarà quello di evitare il più possibile questa loro difesa. L'esercizio consiste pertanto nello stancare il soggetto, rivolgendo le vostre parole direttamente al suo inconscio. Cercate di invitare il soggetto a sedere attorno ad un tavolo con voi (al bar, al ristorante) e, dopo avergli parlato del più e del meno con varie tonalità di voce, assicuratevi che egli sia calmo e tranquillo. A questo punto, senza che il vostro interlocutore se ne accorga, la vostra voce non cambierà più tonalità, ma manterrà un tono pa¬cato, monotono, stancante e sempre più basso, fino a diven¬tare impercettibile. Quest'operazione necessita comunque di un po' di tempo. Se avrete seguito tutto correttamente, alla fine della vostra conversazione troverete il vostro incrollabile interlocutore completamente intento ad ascoltarvi e ad asse¬condarvi nei vostri discorsi
Con questa sesta parte spero di avervi incuriosito con questo argomento che fa parte della nostra vita di esseri umani, nel prossimo capitolo analizzeremo altri interessanti argomenti che ci daranno l’opportunità di sviluppare quella parte che ci farà scoprire quanto saremo in grado di fare e che ci sorprenderà in seguito, nel corso della nostra vita.

 Copyright © Camper Club La Granda - Web Design Registred Cn-Net