Carissimi lettori con questa Sesta parte prosegue la descrizione
di un argomento interessante e che tutti noi abbiamo la
possibilità di approfondire.
Nel mio archivio ho trovato un libretto di Valerio Ramponi
di alcuni anni fa ma sempre attuale “Come sviluppare
il magnetismo personale” che mi ha veramente incuriosito
per l’argomento trattato, di interesse comune, e che
vi riassumo nei capitoli che seguiranno in questa rubrica
dal titolo “Argomenti sui quali riflettere”.
II training autogeno è la tecnica psicologica di
rilassamento più semplice e più diffusa. Come
chiarisce il termine, gli esercizi devono essere eseguiti
regolarmente (training), per¬ché si possa pervenire
a una totale distensione psicofisica provocata dal soggetto
stesso (autogeno).
Poiché vi è un'interazione continua tra corpo
e spirito, con il training, influenzando la psiche con suggestioni
varie, possiamo ottenere notevoli benefici nella cura dell'ansia,
delle tensioni e delle depressioni.
Il metodo trova quindi una vasta applicazione per un gran
numero di disturbi di origine psicosomatica e con la pratica
degli esercizi si ottiene, tra le altre cose, un buon recupero
dell'energia, per cui è utilizzato anche da molti
sportivi.
Per rilassare la tensione
Mettetevi in una condizione di isolamento e di silenzio
e al riparo da qualsiasi rumore o indiscrezione, ad esempio
chiusi nella vostra stanza, che sarà immersa nella
penombra, e sedetevi in una comoda poltrona.
Rilassatevi totalmente, astraendovi dalla realtà
circostante e ponendo la vostra attenzione su quanto vi
accingete a com¬piere. Dovete agire nella più
perfetta concentrazione, per cui dovete suggestionarvi ripetendo
più volte la frase: "Io sono perfettamente calmo
e tranquillo". Ricordatevi che una suggestione riesce
ad imprimersi in modo più radicato nel vostro subconscio
se in precedenza avete eseguito qualche esercizio di respirazione
profonda. Non combattete con voi stessi, se altri pensieri
affollano la vostra mente, cercate prima di convogliare
l'attenzione su quanto state facendo; a questo proposito
gioverà anche eseguire preliminariamente qualche
buon esercizio di con¬centrazione.
Non siate impazienti e non scoraggiatevi se all'inizio i
vostri pensieri sembreranno cavalli impazziti, piano piano
riusci¬rete ad imbrigliarli, a dominarli e a condurli
là dove voi volete.
Lasciatevi andare e non vivete la cosa come un'imposizione,
cercate di vivere la vostra situazione e le vostre sensazioni
serenamente. Gradualmente arriverete alla concentrazione
e al rilassamento totale : non forzate la natura! Ogni esercizio
va ripetuto regolarmente per dieci-quindici giorni in atteggiamento
di calma.
Gli esercizi nel loro insieme costituiscono un sistema armo¬nico
concepito in modo che dopo i primi tempi le modifi¬cazioni
a livello dei muscoli, della circolazione e della respi¬razione
avvengano spontaneamente (autogeni).
Lo yoga costituisce un antidoto efficace alla nostra vita
mo¬derna, nella quale il superaffaticamento, il nervosismo
e lo stress minano costantemente la nostra salute fisica
e della nostra psiche.
Essa è innanzitutto una disciplina non violenta ed
è inoltre un'associazione di movimenti, di posizioni,
di respirazioni, equilibrati e controllati, di relax profondo
e di meditazione : un aiuto, quindi, a vivere fisicamente
sani e mentalmente sereni.
Nonostante ci si serva di esercizi fisici, lo yoga è,
nelle sue espressioni più elevate, religione, filosofia
e psicologia al tempo stesso; è un modo di vivere
e di comportarsi che plasma l'uomo sui due piani della materia
e dell'intelletto. Noi occidentali, meno sensibili al richiamo
di questa disci¬plina interiore, possiamo limitarci
a praticare lo Hatha yoga, cioè lo yoga del corpo,
dal quale possiamo trarre benefici e salutari effetti.
Questo tipo di ginnastica non ha controindicazioni di sorta,
anche se si accusano disturbi di vario genere, lo yoga può
giovare fisicamente, perché mediante la contrazione
musco¬lare rafforza la capacità di resistenza
della muscolatura. La sua tecnica di respirazione profonda
giova al metabo¬lismo e al sistema nervoso. Con la pratica
dei suoi esercizi si impara a concentrarsi, a disciplinare
gli istinti e a controllare i movimenti, raggiun¬gendo
un equilibrio interiore e un controllo del pensiero e delle
emozioni, che permettono di vincere l'angoscia e il senso
di alienazione, tipici mali dei giorni nostri.
Viene data molta importanza alla vita contemplativa e, uti¬lizzando
tecniche di autocontrollo fisico e morale, gli adepti si
propongono, superando la propria individualità, di
ele¬varsi a stadi di coscienza superiore, allo scopo
supremo di tendere all'unione con l'universo. Otto sono
le vie per raggiungere la vetta.
Consiste nell'autocontrollo e nell'improntare i propri rapporti
con il prossimo su basi di amore, passione, cor¬rettezza,
altruismo.
Un buon metodo, antichissimo, per liberarsi di un malanno
fisico o spirituale è quello chiamato Hué
dal cognome del suo scopritore.
Prendete una cordicella gialla e fate ventidue nodi equidi¬stanti.
La sera, prima di addormentarvi, come se recitaste un rosario,
sgranate i vari grani e per ventidue volte, pen¬sando
intensamente al problema che vi affligge, ripetete sottovoce
ciò che desiderate ottenere. Per esempio: "Sono
forte", oppure: "Devo dimagrire". Il metodo
funziona, vuoi per suggestione, vuoi perché è
sol¬lecitato da forze psichiche latenti che ciascuno
di noi pos¬siede. La suggestione agirà sul subconscio,
che si caricherà a vostra insaputa di energie tali
da spingervi all'azione al momento opportuno.
Quante volte vi sarà capitato di addormentarvi con
la con¬sapevolezza di dovervi svegliare ad una determinata
ora; mentre voi dormivate, il vostro subconscio, che non
dorme mai, aveva immagazzinato il dato e vi ha fatto risvegliare
al momento preciso o anche prima che la sveglia suonasse.
È importante sottolineare che diversi paesi nel mondo,
tra i quali gli Stati Uniti, hanno speso cifre considerevoli
per finanziare la ricerca nel campo del magnetismo personale.
In questo caso la ricerca è ovviamente finalizzata
a scopi commerciali o addirittura bellici, che possono rivelarsi
utili per il paese stesso.
Un semplicissimo metodo di magnetizzazione, che prende origine
dal metodo Hué, viene chiamato “magnetizzazione
ipnotica”. Esso consiste nel far vedere allo spettatore,
per una frazione (circa un decimo) di secondo, l'immagine
di un qualsiasi prodotto che in quel momento deve essere
pubbli¬cizzato sullo schermo televisivo o cinematografico.
Lo spet¬tatore non ha neppure il tempo di accorgersi
di quell'immagine che già essa viene stampata nel
suo cervello al punto tale che inconsciamente lo induce
a sentire di aver bisogno di quel determinato prodotto,
senza che egli se ne sappia spiegare perché. Questo
metodo, ovviamente proibito da diverse leggi, sta alla base
di quanto vi suggeriremo tra poco.
Ispirandoci al metodo Hué e alla teoria della magnetizza¬zione
ipnotica, vi indichiamo un esercizio con il quale po¬trete
aumentare la vostra capacità di intuizione psicologica
e di influenza sui vostri interlocutori nella comunicazione
quotidiana.
Per riuscire a suggestionare le persone è importante
parlare con un tono chiaro e sicuro, a bassa voce. Anche
bisbigliando si può parlare con risolutezza. Rivolgendovi
al vostro interlocutore scandite sempre bene le parole;
dovete continuamente comunicare un'impressione di sicurezza.
Scoprirete la qualità giusta della vostra voce, quella
più effi¬cace per suggestionare, provandone i
differenti toni sulle persone che vi circondano e osservando
quali hanno avuto più forza nelle varie occasioni.
Una volta scoperto qual è il vostro tono di voce
migliore e qual è il più efficace in ogni
situazione, ve ne servirete con¬sapevolmente a vostro
vantaggio.
Nella comunicazione verbale si possono usare diverse tona¬lità
di voce :
- alta (squillante, brillante, imperativa);
- normale (gradevole, tranquilla);
- bassa (monotona, lenta, stancante).
La prima tonalità si usa raramente, solo in circostanze
che richiedono un atteggiamento imperativo nei confronti
della persona con cui si parla; potete usare questo tipo
di voce con soggetti di carattere forte ed irruente. Potete
usare la seconda tonalità di voce con soggetti che
vi sembrano invece tranquilli e privi di una particolarmente
forte volontà.
La terza, che è in genere la più efficace,
va usata in circo¬stanze delicate, quando è necessario
esercitare il vostro ma¬gnetismo su un soggetto che,
sotto un'apparenza impassibile, vi sembra in realtà
psicologicamente molto forte e resistente nei confronti
dei vostri segnali.
Per quanto riguarda la prima tonalità di voce potete
seguire il seguente esercizio: cercate fra le vostre amicizie
una per¬sona con la quale voi non avete mai avuto occasione
di comportarvi in maniera imperativa e, senza alcun avverti¬mento,
dettategli un ordine in modo secco, con una tonalità
diversa dalla vostra abituale e molto più alta. Noterete
co¬me il soggetto da principio arrossirà, poi
comincerà ad avvertire una sensazione di freddo;
badate bene che durante l'esercizio il vostro sguardo deve
rimanere sempre dolce e fermo, non dovete in nessun modo
cambiare tonalità di voce e tanto meno abbassare,
neanche per un solo istante, il vostro sguardo.
Per quanto riguarda la seconda tonalità di voce,
l'unico esercizio possibile è quello di parlare tranquillamente
per una, due ore consecutivamente con diverse persone sforzandovi
di non modificare in nessun modo la vostra tonalità;
ricordatevi sempre di guardare fisso negli occhi i vostri
interlocutori. Per quanto riguarda l'ultima tonalità,
particolarmente indicata nei casi in cui il soggetto mostri
già di solito una certa resistenza ai vostri comandi,
ricordate che la forza di determinati soggetti proviene
direttamente dalla loro forza intellettiva e volontà
razionale e che il vostro compito in questi casi sarà
quello di evitare il più possibile questa loro difesa.
L'esercizio consiste pertanto nello stancare il soggetto,
rivolgendo le vostre parole direttamente al suo inconscio.
Cercate di invitare il soggetto a sedere attorno ad un tavolo
con voi (al bar, al ristorante) e, dopo avergli parlato
del più e del meno con varie tonalità di voce,
assicuratevi che egli sia calmo e tranquillo. A questo punto,
senza che il vostro interlocutore se ne accorga, la vostra
voce non cambierà più tonalità, ma
manterrà un tono pa¬cato, monotono, stancante
e sempre più basso, fino a diven¬tare impercettibile.
Quest'operazione necessita comunque di un po' di tempo.
Se avrete seguito tutto correttamente, alla fine della vostra
conversazione troverete il vostro incrollabile interlocutore
completamente intento ad ascoltarvi e ad asse¬condarvi
nei vostri discorsi
Con questa sesta parte spero di avervi incuriosito con questo
argomento che fa parte della nostra vita di esseri umani,
nel prossimo capitolo analizzeremo altri interessanti argomenti
che ci daranno l’opportunità di sviluppare
quella parte che ci farà scoprire quanto saremo in
grado di fare e che ci sorprenderà in seguito, nel
corso della nostra vita.