Carissimi lettori con questa seconda parte prosegue la
descrizione di un argomento interessante e che tutti noi
abbiamo la possibilità di approfondire.
Nel mio archivio ho trovato un libretto di Valerio Ramponi
di alcuni anni fa ma sempre attuale “Come sviluppare
il magnetismo personale” che mi ha veramente incuriosito
per l’argomento trattato, di interesse comune, e che
vi riassumo nei capitoli che seguiranno in questa rubrica
dal titolo “Argomenti sui quali riflettere”.
Ritornando al concetto di magnetismo, il primo propugnatore
della teoria della forza universale, che egli definiva "magnetica"
(o magnetismo animale), fu A. Mesmer. Il "magnetismo
animale" è l'estrinsecazione di un fluido uni¬versale
che lega tra loro tutti i corpi dell'universo, portando
a una condizione di equilibrio generale.
E’ "L'azione di uno spirito su un altro non è
più straordinaria dell'azione esercitata dalla calamita
sul ferro o dell'attrazione della luna sul mare, oppure
del trasporto della voce umana per mezzo dell'elettricità,
o anche del rilevamento della composizione chimica di una
stella attraverso l'analisi della sua luce, o ancora di
tutte le meraviglie della scienza moderna. Solamente che
queste trasmissioni psichiche sono di ordine più
elevato e possono metterci sulla strada della conoscenza
dell'essere umano La forza psichica esiste, la sua natura
è sconosciuta".
Tutti noi, in misura diversa, emettiamo onde cerebrali che,
propagandosi attraverso l'etere da un cervello all'altro,
influenzano il comportamento delle diverse personalità.
Chi possiede in maggior quantità questa energia è
destinato a imporsi agli altri.
Cos'è questo magnetismo vitale, cioè animale,
che tutti emaniamo? Praticato nell'antichità come
magnetismo curativo, a partire dal medioevo questo fenomeno
venne asso¬ciato alle pratiche magiche e quindi bandito.
In seguito, il fenomeno fu studiato dal medico tedesco Franz
Anton Mesmer, il quale, ritenendo che ogni essere vivente
emanasse un fluido magnetico, applicò terapeuticamente
questo magnetismo minerale per mezzo di calamite. Chiamato
a Parigi nel 1778, ebbe lì un successo strepitoso.
I pazienti, in una stanza in penombra, si raggruppavano
in¬torno ad una tinozza piena di acqua magnetizzata
e di limatura di ferro, dalla quale uscivano delle stanghe
metalliche che gli infermi stessi applicavano sulle parti
ritenute malate.
Il medico entrava nella stanza accompagnato dagli accordi
di una musica lenta, fissava negli occhi ciascuno dei presenti
e poi lo toccava con una bacchetta di ferro, che teneva
in mano. A questo punto non pochi pazienti si abbandonavano
a scene isteriche.
II suo metodo suscitò in egual misura consensi e
riprova¬zioni; una commissione governativa di scienziati,
inviata a vigilare gli effetti della teoria magnetica, stilò
un rapporto negativo, costringendo Mesmer ad abbandonare
la Francia, sotto l'accusa di ciarlataneria.
Nonostante ciò Mesmer richiamò l'attenzione
su quella forza misteriosa, che fu in seguito studiata e
sperimentata da altri nelle forme dell'ipnotismo, della
suggestione ipnotica e delle suggestioni in genere.
La suggestione è un processo psicologico e può
diventare un elemento dinamico se si impara a controllarlo
con serietà e costanza.
"Ogni idea accettata dal cervello tende a tradursi
in atto", dimostrando come i pensieri possano essere
forze potenti e instillate nella mente, nostra o altrui,
e agiscano a livello di suggestione.
A questo riguardo, basti pensare alle idee inculcate dai
messaggi pubblicitari; il potere suggestivo è talmente
forte che è sufficiente reclamizzare per un certo
tempo un determinato prodotto perché il martellamento
pubblicitario continuo agisca come elemento dinamico suggestivo,
costringendoci all'acquisto del prodotto in questione. La
suggestione può essere prodotta anche solo formulando
il proprio pensiero e la propria volontà; è
questa una forza tale che, se ben sviluppata, può
dare risultati notevoli. È possibile impiegarla nelle
conversazioni, nei colloqui, nei contatti con gli altri;
in tal caso si deve pensare intensamente all'idea da trasmettere.
Per riuscire è però indispensabile avere una
fiducia cieca e incrollabile in se stessi: più è
radicata in voi questa coscienza del vostro essere, più
immediati saranno i risultati. Vi consigliamo un semplice,
ma efficace esercizio di suggestione mentale, basato sulla
concentrazione del pensiero.
Rafforzare la capacità di suggestione
Se siete a teatro, al cinema o in tram, fissate intensamente
la nuca dell'individuo seduto davanti a voi che intendete
suggestionare. Mentalmente ordinategli ripetutamente di
voltarsi e di guardarvi. Se vi siete concentrati scrupolosamente,
noterete come, dopo un po', la persona interessata incomincerà
ad agitarsi, a mostrarsi più irrequieta, infine si
volterà e vi guarderà come avevate ordinato.
Potete ripetere lo stesso esperimento anche in strada, fissando
una persona che cammina davanti a voi e imponendole mentalmente,
intensamente e per diverse volte di seguito, il medesimo
ordine : "Voltati!".
Non scoraggiatevi se non otterrete un effetto immediato,
occorrerà allora allenarsi prima di conseguire dei
risultati positivi; avete bisogno di attivare e potenziare
le vostre capacità di concentrazione, che evidentemente
non sono sufficientemente sviluppate.
Cosa intendiamo, pertanto, per "suggestione"?
Possiamo definirla come "l'azione dell'imporre un'idea
al cervello di un'altra persona". Esiste una tale forza
nella realtà?
Di fatto la suggestione non esiste per se stessa; esiste
soltanto a condizione che si trasformi sul soggetto in "autosuggestione"
e con questo termine noi intendiamo "l'inculcare un'idea
in se stessi per mezzo di se stessi". All'autosuggestione
noi faremo continuo riferimento con i nostri esercizi per
sviluppare quella carica magnetica che vi renderà
padroni di persone e situazioni.
"L'uomo è ciò che pensa" dice un
aforisma, ribadendo come sia possibile provocare in noi
stessi, per suggestione, pensieri di forza, di grandezza
e di potere; piano piano queste idee si radicheranno in
noi, cementandosi nel nostro inconscio. Ogni sera imponetevi
quest'ordine: "Non ho esitazioni nei rapporti con gli
altri e con me stesso, sto disciplinando i moti del mio
animo e sto sconfiggendo tutti i miei conflitti interiori".
Tenete sempre presente che gli esercizi di autosuggestione
vanno eseguiti da soli, in una stanza isolata e al riparo
da qualsiasi rumore molesto; meglio se vi esercitate la
sera, a letto, prima di addormentarvi, in modo che il subcosciente,
stimolato dalle vostre formule di autosuggestione, ordini
al vostro conscio la ferma volontà di perseguire
quanto desiderato.
Rafforzare l’autosuggestione positiva
Ad occhi chiusi ed in posizione di relax, mormorate senza
sforzarvi, meccanicamente e ripetutamente, una delle seguenti
frasi o altre a vostra scelta, secondo lo scopo che intendete
raggiungere: "Io ho fiducia in me stesso, io ho fiducia
in me stesso, ecc.". Oppure: "Io sono calmo, io
sono calmo, ecc.".
Ripetete le frasi per un certo periodo di tempo, con l'assoluta
certezza di ottenere quello che si desidera. Per una buona
riuscita è importante iniziare soltanto quando si
è psicologicamente convinti di poter portare a termine
il metodo, senza lasciarsi abbattere dalle prime difficoltà.
Non sgomentatevi né lasciatevi prendere dallo scoraggiamento
o dalle tensioni se non otterrete dei risultati immediati:
questi esercizi necessitano di un impegno costante. Non
vengono richiesti sforzi superiori alle vostre possibilità;
eseguiteli con fiducia, ottimismo e naturalezza. Chi è
capace di resistere, di perseverare in un lavoro, e lottare
fino a quando non è stato raggiunto il traguardo,
mostra di posse¬dere una personalità forte, cosciente
e matura. Se sarete perseveranti, noterete come, superate
le iniziali difficoltà, procederete speditamente
sulla strada che vi porterà a potenziare le vostre
forze magnetiche e vi farà ottenere il meritato successo.
L'insistenza e la ripetitività degli esercizi vi
aiuteranno a raggiungere gli scopi che vi siete prefissi.
Anche se l'autoeducazione può essere una dura battaglia
contro le vostre vecchie abitudini, se vi lascerete prendere
dal suo ingranaggio e comprenderete che tutti i vostri sforzi
mirano a darvi una tonalità di vita più vibrante
ed entusiasmante, il desiderio di andare avanti, di proseguire
per conseguire la necessaria vittoria, supererà voi
stessi.
La suggestione, come si è già detto, può
essere definita la realizzazione subcosciente di un'idea,
in essa cioè la realizzazione dell'idea che il soggetto
si è suggerito avviene all'insaputa del soggetto
stesso.
Abbiamo due tipi di suggestione : spontanea e riflessa (autosuggestione),
oppure procurata (eterosuggestione). La condizione psicologica
necessaria per ogni autosuggestione è l'intensità
dell'idea.
Ogni stato che si impossessa fortemente dello spirito tende
ad estrinsecarsi in qualche modo, come un'energia che voglia
espandersi.
Un'opinione da noi udita e mai analizzata razionalmente
viene immagazzinata nel nostro inconscio e a poco a poco
si trasforma in una opinione nostra.
L'idea di un sentimento o di una sensazione di piacere o
di dolore tende a diventare quel sentimento, quel piacere
o quel dolore.
Quando ad esempio leggiamo un libro di medicina, man mano
che procediamo nella lettura ci accorgiamo di possedere
molti sintomi di buona parte delle malattie elencate. Pensare
un sentimento è incominciare a provarlo.
Controllate sempre i vostri pensieri e non permettete che
le idee malefiche si trasformino in suggestioni negative.
Come possiamo allontanare le idee nocive? Con la suggestione
riflessa noi possiamo cambiare l'idea, quando essa è
spiacevole, evocando rappresentazioni mentali positive.
Generalmente noi siamo come calamite troppo deboli per attirare
ciò che vogliamo. Dobbiamo pertanto imparare a calamitarci
fortemente. Bisogna tendere a un'educazione dell'immaginazione,
trovare cioè uno stato in cui lo sforzo volontario
sia capace di fissare per qualche tempo un pen¬siero
nello spirito.
Grazie al rilassamento sarà più facile far
affiorare l'idea delle modificazioni desiderate.
Particolarmente utili sono l'autosuggestione del momento
in cui ci risvegliamo e quella del momento in cui ci addormentiamo;
particolarmente preziosa è quest'ultima, perché
si serve dell'azione proficua del sonno.
Favorire la concentrazione
Per immobilizzare l'attenzione ci serviremo di una rappre¬sentazione
mentale : evochiamo per esempio il rumore di una cascata,
il fruscio delle fronde, ecc.
Nel vuoto mentale che avremo formato evocheremo l'idea che
costituisce l'oggetto delle nostre suggestioni. Sintetizzate
l'idea in una frase che ripeterete a voce alta o muovendo
appena le labbra. La concentrazione deve essere praticata
regolarmente mattina e sera.
Con questa seconda parte spero di avervi incuriosito con
questo argomento che fa parte della nostra vita di esseri
umani, nel prossimo capitolo analizzeremo altri interessanti
argomenti che ci daranno l’opportunità di sviluppare
quella parte che ci farà scoprire quanto saremo in
grado di fare e che ci sorprenderà in seguito, nel
corso della nostra vita.