NON SOLO PLEIN AIR - ARGOMENTI SUI QUALI RIFLETTERE
"La gioia di vivere - Quarta parte"
di Piero Marenco

Carissimi lettori, affrontiamo questa volta un argomento particolare, ma che in questi ultimi anni ha visto allontanare gli esseri umani da principi semplici ma reali ed efficaci. In un mondo illuminato sempre meno dalla luce del sorriso, l’argomento che tratterrò ci mostra come riattivare nel nostro tessuto mentale i tracciati della consuetudine alla gioia. Poiché più che dagli eventi esterni, la gioia e la tristezza dipendono dalla nostra mente. Nonostante tutto, al di là del grigiore che così spesso ci opprime, esiste l'altro polo, quello positivo, senza il quale il mondo non sarebbe. È sempre possibile mettersi in sintonia con le eterne cose buone della Vita.
Mi auguro che la lettura di questi articoli del libro di G.S.Marden dal titolo “La gioia di vivere”, porti il lettore a far parte di “quel gruppo” di chi nel mondo cerca di vivere in armonia con l’infinito.
I testi che seguono sono un piccolo riassunto del libro dell’autore, chi fosse incuriosito da quanto leggerà o volesse approfondire i contenuti può acquistare il volume in libreria.
La felicità, come l'amore e il rispetto, non può essere comprata. Qualcuna delle persone più infelici ch'io conosca spende denaro a piene mani, cercando di procurarsi quella felicità ideale che può solo provenire da una vita retta e giusta.
Una falsa ambizione, la passione di sorpassare gli altri, non può soddisfare. Interiormente noi ci disprezziamo per il fatto di essere egoisti, perché cerchiamo di carpire agli altri qualcosa a nostro favore.
Nessun uomo può essere veramente felice se non fa ciò che approverebbe e ammirerebbe in un altro.
Alcuni acri di terra, una fila di edifici, un palazzo in cui vivere, rendite e polizze, argenterie e mobili di lusso, begli abiti, sono, dopo tutto, povere cose per soddisfare le aspirazioni di un'anima immortale.
Vi sono centinaia di case ricche dove non si troverebbe un solo libro ispiratore, o un quadro o uno statua o qualunque altra cosa artistica di significato spirituale, nulla infine che elevi la mente dei suoi abitanti o ispiri la loro vita ad una meta più alta.
In molte povere case si trovano più cose che ispirano ad una nobile vita, che la elevano dal comune, e muovono l'anima a voli più alti; si vedono alcuni libri usati che rivelano che qualcuno dei proprietari ha un senso di vera raffinatezza e respira un'atmosfera spirituale di amore e di altruismo che da all'umile abitazione una grazia e una bellezza che la sola ricchezza non può procurare.
Bellezza d'animo, bontà di cuore, e una raffinata natura spirituale, sono il mobilio che trasforma una capanna in un palazzo, e senza di esse la casa più lussuosa è povera, misera, desolata.
Non è il possesso del denaro che costituisce la ricchezza, che da le più alte consolazioni e sveglia la consapevolezza di una nobile mira, ma solo la ricchezza dell'anima, il generoso disinteresse, l'amore che non cerca il proprio vantaggio, le mani che aiutano e i cuori che simpatizzano, costituiscono la vera ricchezza, e riempiono il possessore della gioia di chi sa di aver adempiuto al vero scopo della vita.
Guardatevi dal ridere di quegli uomini e di quelle donne che pensano ci sia qualche cosa di meglio a questo mondo che fare denaro, e che rifiutano di adorarlo. I loro monumenti nei parchi e nelle pubbliche piazze possono proclamare la storia delle loro vite eroiche per secoli, dopo che voi e i vostri milioni siete stati dimenticati. L'egoismo non ha l'immortalità in sé.
Pensate che un uomo che non abbia denaro, ma il cui carattere sia così esuberante, e la carriera così colma delle dolcezze della vita e dell'esperienza, che ha arricchito e fatta felice un'intera comunità, sia realmente povero? Pensate che un uomo sia povero quando i suoi vicini si sentono arricchiti dalla sua sola presenza? Pensate sia povero un uomo quando tutti i bambini nei dintorni lo amano e considerano un onore essere riconosciuti da lui per la strada, o ricevere l'invito di andare a fargli visita? Pensate sia povero un uomo quando la sua casa, per quanto umile, è conside¬rata come un santuario?
Essere oberati dalle proprie occupazioni, inghiottiti in una vita complessa, tormentati dalle lotte e dalle gare, dalle preoccupazioni e dalle ansie che accompagnano una grande ricchezza, non è essere ricchi. E il perfezionato egoismo umano che attribuisce tale tremenda importanza al denaro e a ciò che il denaro può fare.
La felicità non è una cosa che si riceve, ma una cosa che si impara. Bisogna essere felici per rendere felici, per rimanere felici.
L'abitudine di sentirsi ricchi in quanto si è sviluppata la facoltà di estrarre ricchezza da qualsiasi cosa, costituisce veramente la ricchezza. Perché non ci possiamo sentire ricchi di tutto ciò di cui i nostri occhi possono impossessarsi anche se altri ne sono i proprietari? Perché non potrei godere gli splendidi giardini ed i terreni dei ricchi proprio come se li possedessi? Mentre passo, posso impossessarmi della ricchezza dei colori. La bellezza delle piante, dei prati, dei fiori, è mia. L'appartenere essi ad un altro non impedisce la mia padronanza estetica. La parte migliore della fattoria, il panorama, la bellezza del ruscello e dei prati, il pendio della valle, il canto degli uccelli, il tramonto, non possono essere chiusi e riservati per nessun proprietario; essi appartengono agli occhi, alle menti che possono apprezzarli.
Siate come gli uccelli che non si curano di chi possiede le terre dove, nelle loro migrazioni, costruiscono gioiosamente le loro piccole abitazioni.
Avete mai pensato quale piccola parte della comunità appartiene al singolo? Le vie, le strade, sono libere; i parchi sono vostri; le biblioteche pubbliche sono vostre come dell'uomo più ricco; le scuole sono per voi; i fiumi, i ruscelli, le montagne, i tramonti, i misteri meravigliosi e le bellezze dei cicli sono vostri. Il signor Rockefeller non può ricevere più sole di voi, o ammirare più bellezze nella luna; le stelle sono tanto sue come vostre. Le attrattive della natura, il succedersi delle stagioni, le gioie che il Creatore ha riflesso ovunque sono vostre. I panorami appartengono a voi pro¬prio come a chi paga le tasse su quei terreni.
I fiori, gli uccelli, le statue, tutte le splendide cose dei nostri grandi parchi sono vostre come dei ricchi.
Perché dovremmo accapigliarci e lottare per possedere una minima parte di questa terra? Questo è il nostro mondo; perché dovremo invidiarne ad altri il possesso puramente legale? Il mondo appartiene a colui che può averlo e goderlo.
Noi possediamo molto della ricchezza del mondo, ora.
Alcune persone sono fatte in modo che non hanno bisogno di possedere le cose per goderle. Non c'è invidia nella loro natura. Per queste anime rare ogni oggetto naturale ha il dono della forza e della bellezza; e le loro anime assetate bevono in esso come un viandante del deserto beve nella provvidenziale acqua dell'oasi. Estrarre forza e reale ricchezza da uomini e cose, indi versarle di nuovo come una spruzzata rinfrescante sull'umanità assetata, pare essere la loro missione.
Non avete mai osservato un'ape quando svolazza qua e là raccogliendo miele delizioso dalle sorgenti più proibitive e spiacevoli? Conosco uomini e donne che hanno superbamente sviluppato questo meraviglioso istinto per cogliere miele da tutte le fonti. Lo estraggono dai più ripugnanti ambienti. Non possono parlare col più povero, insignificante e sfortunato essere umano senza ricavarne ciò che addolcisce la vita e arricchisce l'esperienza.
Il segreto della felicità sta in una mente gaia e soddisfatta. “È povero chi è insoddisfatto; è ricco chi si contenta di ciò che ha” e può godere ciò che gli altri possiedono.
“I nostri occhi spesso cercano attorno il premio della vita, mentre quando gli anni dell'esperienza ci hanno reso saggi, lo troviamo ai nostri piedi nella via dove solo ieri passammo incuranti”.
Ci sono gioie che non aspettano altro che di essere nostre.
L'educazione della maggioranza delle persone non da sufficiente importanza alla possibilità di godere per mezzo dell'immaginazione. Le persone che mancano di immaginazione non hanno utopia, non hanno visioni, e la vita per loro è una dura, monotona oppressione .
Conosco parecchie persone così dedite al loro lavoro che non possono quasi restare lontane da esso; eppure, sebbene siano soggette a importune vessazioni e seccanti condizioni che preoccuperebbero terribilmente altri, esse appaiono sempre serene e vivaci perché hanno acquistato la capacità del ristoro mentale per mezzo dello svago.
Possono vedere bellezze che non furono mai né in terra né in mare, ed udire melodie ed armonie che non hanno mai toccato orecchie umane. Molti invalidi hanno acquistato quest'arte del ristoro per mezzo di viaggi mentali: essi non potranno passare lunghe vacanze in campagna, ma possono invece farvi molte escursioni immaginarie e ritornare alla loro vecchia casa o fattoria e rivivere i giorni della loro infanzia. Mentalmente guadano e pescano nei ruscelli, si arrampicano sulle montagne, attraversano le foreste e vagano per i prati.
Dunque le facoltà immaginative sono ali che ci permettono di librarci velocemente a gioie ineffabili.
Alcune persone pare che non si annoino mai. La loro mente è sempre fresca, creativa, perché hanno la facoltà di orientarla e di rinfrancarla con le immagini mentali.
Uno dei grandi segreti di coloro che meravigliano tutti per l'enorme quantità di lavoro che compiono, è la loro abilità a prendersi frequenti vacanze mentali, la loro abilità a chiudere tutte le porte attraverso le quali le pene e le seccature entrano nella mente, e a sollevarsi con piccole escursioni dell'immaginazione, richiamando i ricordi piacevoli e rivivendo le scene che li hanno una volta allietati.
Molte persone, uomini e donne, sono schiave dei propri nervi. Non riescono a controllarsi e finiscono col perdere ogni potere di resistenza, di esaurirsi e consumarsi fisicamente.
Vi sono decine di migliaia di donne che per la maggior parte del tempo sono in uno stato cronico di affaticamento e che raramente riescono a riposare. Molte di esse non dormono abbastanza, sono continuamente disturbate dai bambini. Il gran peso delle preoccupazioni, unito all'arduo lavoro e alla vita monotona, è sufficiente per rovinare la salute e il morale a chiunque, eccetto che alle donne di straordinario equilibrio e forza mentale e fisica.
Gli uomini che hanno le loro ore regolari di lavoro e poi sono liberi, non pensano a ciò che significa per le loro donne lavorare quasi il doppio, e spesso con molti più motivi di irritazione. Moltissime donne sarebbero allegre e gentili se vivessero una vita serena. E moltissimi uomini diventerebbero nevrastenici in tre mesi se dovessero prendere il posto delle loro donne.
L'attrito presente in molte case infelici, è causato in gran parte da nervi stanchi e spossati. Una gran parte delle sofferenze mentali che molti di noi infliggono ad altri, è causata senza intenzione. Le cose spiacevoli che diciamo, le nostre critiche, le nostre sgarbatezze, spesso provengono da cuori gentili ma da nervi irritati. Diciamo cose crudeli anche ai nostri migliori amici e a coloro che amiamo di più quando i nostri nervi sono esageratamente eccitati e tormentati, cose che non avremmo mai detto se non fosse stato per l'irritazione e l'esaurimento estremo che ci hanno tolto il controllo di noi stessi.
Quante persone portano per anni, magari per tutta la vita ferite crudeli che furono inflitte da cari amici in momenti di rabbia, quando il loro equilibrio fisico era scosso! Quante volte offendiamo coloro che amiamo teneramente, e che vorremmo aiutare, quando siamo stanchi, scoraggiati, e qualcosa ci urta!
I nervi esausti, conseguenza di cellule avvelenate per mancanza di esercizio appropriato o di ricreazione, perdita di sonno o pensieri viziosi, sono responsabili di molte delle miserie del mondo.
Non c'è nulla che possa sostituire i numerosi esercizi all'aria aperta e al sole, ed un ambiente allegro ed armonico. Le preoccupazioni, le ansie e le paure in tutte le loro fasi sono nemiche mortali dei nervi.
Questa è la vera arte di vivere nell'oggi.
…….al prossimo articolo

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