Carissimi lettori, affrontiamo questa volta un argomento
particolare, che possiamo definire “una filosofia
di vivere”, ma che in questi ultimi anni ha visto
allontanare gli esseri umani da principi semplici, ma reali
ed efficaci. In un mondo illuminato sempre meno dalla luce
del sorriso, l’argomento che tratterrò espone
come riattivare nella nostra mente i tracciati della consuetudine
alla gioia. Poiché più che dagli eventi esterni,
la gioia e la tristezza dipendono dalla nostra mente. Nonostante
tutto, al di là del grigiore che così spesso
ci opprime, esiste l'altro polo, quello positivo, senza
il quale il mondo non sarebbe. È sempre possibile
mettersi in sintonia con le eterne cose buone della Vita.
Mi auguro che la lettura di questi articoli del libro di
G.S.Marden dal titolo “La gioia di vivere”,
porti il lettore a far parte di “quel gruppo”
di chi nel mondo cerca di vivere in armonia con l’infinito.
I testi che seguono sono un piccolo riassunto del libro
dell’autore, chi fosse incuriosito da quanto leggerà
o volesse approfondire i contenuti può acquistare
il volume in libreria.
Non è strano che mentre dovremmo fare della vita
una professione, molti di noi non sono nemmeno dilettanti
di questa arte delle arti? Noi non impariamo mai la professione
del vero vivere. Diveniamo specialisti nella nostra professione
o nei nostri affari, ma nel vivere diretto, che fa o distrugge
la felicità della vita, non diveniamo mai esperti.
Non conosciamo quasi nulla della macchina umana che ha il
segreto della nostra riuscita e della nostra felicità.
Noi facciamo molto meno attenzione ad essa che al meccanismo
dei nostri affari.
La macchina umana è il solo mezzo per cui l'anima
e la mente si connettono col mondo materiale.
Secondo il nostro sistema di educazione ci viene insegnato
quasi tutto eccetto la cosa che dovremmo conoscere meglio:
l'arte di vivere. Le scuole e i collegi insegnano una quantità
di cose che non usiamo mai direttamente nella vita pratica,
ma poche parole vengono spese intorno al nostro meraviglioso
organismo umano. Gli uomini potranno essere sapienti nelle
lingue morte che non useranno mai, conosceranno molto della
terra, della storia, della politica, della filosofia e della
sociologia, ma della loro macchina umana, questo meraviglioso
meccanismo che è, per essi, più di tutto il
resto, essi non hanno imparato praticamente nulla.
L'arte di vivere è più importante per l'uomo
di ogni altra cosa; eppure egli procede nella vita adoperando
la macchina umana, ignorante della sua costruzione sebbene
sia milioni di volte più delicata e richieda un'infinità
di fini riparazioni e esperte attenzioni più di ogni
altro meccanismo del mondo.
Un professionista della vita non disturberebbe il corso
giornaliero della sua macchina umana come molti di noi fanno,
non diminuirebbe la sua meravigliosa espressione, i suoi
risultati, mangiando troppo o troppo poco, o vivendo sregolatamente.
Egli non permetterebbe di menomarsi per giorni bruciando
il suo delicato cervello e le sue cellule nervose col fuoco
dell'ira, con le scosse dell'odio, della gelosia, della
paura o della preoccupazione. Invece proteggerebbe questo
meraviglioso, delicato e sensibile meccanismo dalla moltitudine
dei suoi nemici fisici e mentali.
Quante persone conoscete che siano realmente felici? Eppure
ogni essere umano cerca di essere felice, vorrebbe essere
felice, ma esprime discordanza invece di armonia, perché
la sua macchina è in disordine, ed egli non sa rimediare
al difetto, o non vuole cercare di educarsi con uno sforzo
scientifico, per divenire un esperto nell'ingegneria umana.
Pensate a ciò che soffriamo per la stanchezza dei
nostri nervi, perché la macchina umana è stata
tanto "strapazzata" da essere incapace di procedere
senza attriti; o di esprimere armonia. Noi non volevamo
affliggere coloro che amiamo, non volevamo essere irritabili,
stizzosi; non volevamo distruggere la pace della nostra
casa col nostro umore nervoso, suscettibile, irritabile,
cattivo. Non volevamo offendere le persone che insultammo
e trattammo male mentre eravamo adirati. Non volevamo ferirle,
ma la macchina umana non era normale; le cellule del cervello
e dei nervi erano avvelenate dalla fatica, dalle cellule
distrutte, rottami della lotta del giorno precedente. Voi
che dite di non poter controllare il vostro umore, che l'esplosione
viene prima che abbiate tempo di pensare, considerate mai
che il vostro cervello non è VOI, che esso è
assolutamente sotto il vostro dominio, che la grande macchina
umana è al di fuori della mente, che voi potete controllare
ogni pensiero ed essere padroni di ogni emozione, con un
esercizio appropriato, in modo che la vostra macchina non
proceda mai disordinatamente, e il cervello non vi sfugga
mai? VOI siete gli uomini dietro i cervelli.
Considerate mai che ci sono alcune persone alla cui presenza
non pensereste mai di perdere il dominio di voi stessi,
qualunque sia la provocazione? C'è qualcuno la cui
presenza v'impedirebbe di perdere il vostro equilibrio nonostante
le circostanze più provo¬canti. Quasi ogni uomo
conosce qualche donna o ha qualche amico alla cui presenza
nulla al mondo potrebbe indurlo a perdere il dominio di
se stesso. Al contrario davanti ad un impiegato, che considera
come una parte del congegno dei suoi affari, e per cui non
ha né riguardi né simpatia, o a casa dove
ha poco ritegno, egli perderebbe la propria calma alla minima
provocazione. Ciò prova che noi possiamo dominare
noi stessi; se avessimo i dovuti riguardi per tutti, se
rispettassimo sufficientemente noi stessi, avremmo poco
da fare per controllarci.
Pensate che rivoluzione avverrebbe nella nostra vita se
avessimo cura anche del tono delle nostre voci! Voi potete
adoperare il più dolce e amabile linguaggio con un
cane, ma con un tono di voce che lo spaventi e lo renda
infelice. Al contrario potete usare con lui il peggiore
linguaggio possibile con voce dolce e gentile, e lo vedrete
dimenare la coda ed avvicinarsi.
Molti degli attriti della vita sono causati dal tono della
voce. La voce esprime i nostri sentimenti, la nostra attitudine
verso gli altri. Il tono discordante, che esprime antagonismo
ed un'antipatica attitudine mentale, è duro. Quanta
infelicità sarebbe evitata in una casa, se tutti
i membri della famiglia acconsentissero a non alzare mai
le loro voci! Se i mariti che amano criticare leggessero
invece nel magico libro delle parole amabili, con voce attraente,
per ottenere qualche cosa; se adoperassero nella vita coniugale
gli stessi metodi adoperati durante il corteggiamento, quando
desideravano vincere l'oggetto del loro affetto!
Il tono di voce sarcastico, tagliente, risentito, discorde,
è responsabile di una gran parte dell'infelicità
non solo nella casa, ma anche negli affari e in società.
La coscienza che voi stessi siete una forza dietro al cervello,
che avete la responsabilità della macchina umana,
è un aiuto meraviglioso per dominarvi.
Nessuno può essere veramente felice ed avere buona
riuscita, se non sa dominare i suoi atti e non diventa esperto
nel guidare la sua macchina umana e nel tenerla in superbe
condizioni fisiche e mentali.
La salute è il ritmo perfetto del corpo, l'armoniosa
relazione e correlazione di tutte le parti; la minima imperfezione
in qualche luogo getterebbe il corpo intero in disarmonia.
Muscoli ben sviluppati, polmoni capaci, fegato perfetto,
non costituiscono necessariamente la salute. La salute perfetta
è il risultato dell'azione armoniosa di tutti gli
organi del corpo.
L'uomo fu creato per essere felice. Il persistente desiderio
di divertimento, di giochi, di gioia, è foltissimo
in ogni persona normale. Se alla maggioranza delle persone
si chiedesse di esprimere i tre più grandi desideri,
questi sarebbero: salute, ricchezza, felicità. Se
a ciascun essere umano si chiedesse qual è il supremo
desiderio della vita, la maggioranza risponderebbe: la felicità.
Eppure, sebbene l'intero genere umano abbia cercato la felicità
fin dai primordi della storia, pochissimi l'hanno trovata
o hanno anche solo un'idea di ciò che sia. Questo
perché la felicità non si ottiene dandole
la caccia come i cacciatori fanno con la selvaggina.
La felicità vera è il prodotto di fatti ed
è così semplice che molti non la riconoscono.
Deriva dalle più semplici, quiete, piane cose di
questo mondo.
La felicità non si trova nei bassi istinti: l'egoismo,
la pigrizia, la discordia. È amica dell'armonia,
della verità, della bellezza, dell'affetto, della
semplicità.
Moltitudini di uomini hanno fatto fortuna, ma hanno distrutto
la loro capacità di godere. Quante volte sentiamo
dire: “Ha ricchezze, ma non può goderle”.
Qualcuno ha cercato così tenacemente di essere felice,
che cercando, è divenuto infelice. La felicità
è sempre dove non la cerchiamo e sfugge sempre chi
la cerca egoisticamente. Egoismo e felicità non possono
esistere insieme.
Nessun essere umano, per quanto ricco, ha mai trovato la
felicità con la ricerca egoistica, perché
l'egoismo non fa mai parte di alcuna delle durevoli soddisfazioni
della vita.
Coloro che sono capaci dei più alti, disinteressati
apprezzamenti, trovano molto da godere nella vita. L'abitudine
di apprezzare al massimo ogni situazione della vita, aggiunge
molto alla somma totale della propria felicità. Ma
molti individui sono incapaci di gustare la vera felicità
perché non imparano mai ad apprezzare nulla all'infuori
di ciò che si riferisce al proprio comodo, piacere,
o desiderio.
La felicità è nata gemella, e solamente colui
che cerca il bene di un altro, il benessere di un altro,
la felicità di un altro, può trovare la propria
felicità.
Nessuno può essere felice quando disprezza i propri
atti, quando ha la coscienza del proprio torto, quando alberga
pensieri di vendetta, gelosia, invidia o odio. Egli deve
avere un cuore puro, una coscienza netta, altrimenti nessun
cumulo di ricchezze o di piacere può farlo veramente
felice. Con la sensazione di aver fatto bene, gli uomini
sono stati felici in mezzo alle più avverse circostanze.
Senza questa sensazione sappiamo che altri uomini sono stati
infelici, anche se circondati da tutti i favori della vita.
Possiamo non riconoscerne i motivi, ma noi tutti cerchiamo
di migliorarci, di avere un po' più di comodità,
di felicità, una posizione più alta, un po'
più dalla vita di quanto abbiamo avuto.
La vera felicità nasce da un nobile sforzo, da una
vita utile. E estratta un po' qui, un po' là, da
una parola gentile, una nobile azione, un atto generoso,
un aiuto efficace. Ne otteniamo un po' da ogni retto pensiero,
da ogni parola, o atto gentile, e non possiamo trovarla
altrove. La felicità, è stato detto, è
un mosaico composto da piccolissime pietre. Ciascuna, presa
singolarmente, è di piccolo valore, ma quando tutte
sono raggruppate insieme, combinate e disposte, formano
un tutto piacevole e grazioso, un prezioso gioiello.
“Non troveremo nulla nel mondo, che non troviamo in
noi stessi”. La felicità deriva da una vigorosa,
intima espressione della più alta cosa di cui siamo
capaci. È la figlia d'un onesto sforzo.
L'ammassare delle cose intorno a voi, per quanto preziose
siano, non potrà mai farvi felici. Ciò che
un uomo è, e non ciò che ha, lo rende felice
o disgraziato. L'animo umano è sempre affamato. Ma
l'infelicità è la fame di ottenere, la felicità
è la fame di dare. La vera felicità deve sempre
avere la sfumatura del dolore superato.
La felicità è una ricompensa per degni servizi
fatti agli altri, per eroici tentativi di compiere la nostra
parte nel mondo, per avere fatto il nostro dovere. Deve
essere il desiderio di rendersi utili, di fare del mondo
un sito migliore per vivere, mediante i nostri sforzi. Piccole
gentilezze, parole amabili, piccoli aiuti, tenui cortesie,
piccoli incoraggiamenti, doveri fedelmente compiuti, servizi
altruisti, grato lavoro, amicizie, amore, affetto, sono
tutte cose semplici, eppure forse con esse si arriva vicino
alla Felicità.
Questa è la vera arte di vivere nell'oggi.
…….al prossimo articolo