NON SOLO PLEIN AIR - ARGOMENTI SUI QUALI RIFLETTERE
"La gioia di vivere - Seconda parte"
di Piero Marenco

Carissimi lettori, affrontiamo questa volta un argomento particolare, che possiamo definire “una filosofia di vivere”, ma che in questi ultimi anni ha visto allontanare gli esseri umani da principi semplici, ma reali ed efficaci. In un mondo illuminato sempre meno dalla luce del sorriso, l’argomento che tratterrò espone come riattivare nella nostra mente i tracciati della consuetudine alla gioia. Poiché più che dagli eventi esterni, la gioia e la tristezza dipendono dalla nostra mente. Nonostante tutto, al di là del grigiore che così spesso ci opprime, esiste l'altro polo, quello positivo, senza il quale il mondo non sarebbe. È sempre possibile mettersi in sintonia con le eterne cose buone della Vita.
Mi auguro che la lettura di questi articoli del libro di G.S.Marden dal titolo “La gioia di vivere”, porti il lettore a far parte di “quel gruppo” di chi nel mondo cerca di vivere in armonia con l’infinito.
I testi che seguono sono un piccolo riassunto del libro dell’autore, chi fosse incuriosito da quanto leggerà o volesse approfondire i contenuti può acquistare il volume in libreria.
Non è strano che mentre dovremmo fare della vita una professione, molti di noi non sono nemmeno dilettanti di questa arte delle arti? Noi non impariamo mai la professione del vero vivere. Diveniamo specialisti nella nostra professione o nei nostri affari, ma nel vivere diretto, che fa o distrugge la felicità della vita, non diveniamo mai esperti. Non conosciamo quasi nulla della macchina umana che ha il segreto della nostra riuscita e della nostra felicità. Noi facciamo molto meno attenzione ad essa che al meccanismo dei nostri affari.
La macchina umana è il solo mezzo per cui l'anima e la mente si connettono col mondo materiale.
Secondo il nostro sistema di educazione ci viene insegnato quasi tutto eccetto la cosa che dovremmo conoscere meglio: l'arte di vivere. Le scuole e i collegi insegnano una quantità di cose che non usiamo mai direttamente nella vita pratica, ma poche parole vengono spese intorno al nostro meraviglioso organismo umano. Gli uomini potranno essere sapienti nelle lingue morte che non useranno mai, conosceranno molto della terra, della storia, della politica, della filosofia e della sociologia, ma della loro macchina umana, questo meraviglioso meccanismo che è, per essi, più di tutto il resto, essi non hanno imparato praticamente nulla.
L'arte di vivere è più importante per l'uomo di ogni altra cosa; eppure egli procede nella vita adoperando la macchina umana, ignorante della sua costruzione sebbene sia milioni di volte più delicata e richieda un'infinità di fini riparazioni e esperte attenzioni più di ogni altro meccanismo del mondo.
Un professionista della vita non disturberebbe il corso giornaliero della sua macchina umana come molti di noi fanno, non diminuirebbe la sua meravigliosa espressione, i suoi risultati, mangiando troppo o troppo poco, o vivendo sregolatamente. Egli non permetterebbe di menomarsi per giorni bruciando il suo delicato cervello e le sue cellule nervose col fuoco dell'ira, con le scosse dell'odio, della gelosia, della paura o della preoccupazione. Invece proteggerebbe questo meraviglioso, delicato e sensibile meccanismo dalla moltitudine dei suoi nemici fisici e mentali.
Quante persone conoscete che siano realmente felici? Eppure ogni essere umano cerca di essere felice, vorrebbe essere felice, ma esprime discordanza invece di armonia, perché la sua macchina è in disordine, ed egli non sa rimediare al difetto, o non vuole cercare di educarsi con uno sforzo scientifico, per divenire un esperto nell'ingegneria umana.
Pensate a ciò che soffriamo per la stanchezza dei nostri nervi, perché la macchina umana è stata tanto "strapazzata" da essere incapace di procedere senza attriti; o di esprimere armonia. Noi non volevamo affliggere coloro che amiamo, non volevamo essere irritabili, stizzosi; non volevamo distruggere la pace della nostra casa col nostro umore nervoso, suscettibile, irritabile, cattivo. Non volevamo offendere le persone che insultammo e trattammo male mentre eravamo adirati. Non volevamo ferirle, ma la macchina umana non era normale; le cellule del cervello e dei nervi erano avvelenate dalla fatica, dalle cellule distrutte, rottami della lotta del giorno precedente. Voi che dite di non poter controllare il vostro umore, che l'esplosione viene prima che abbiate tempo di pensare, considerate mai che il vostro cervello non è VOI, che esso è assolutamente sotto il vostro dominio, che la grande macchina umana è al di fuori della mente, che voi potete controllare ogni pensiero ed essere padroni di ogni emozione, con un esercizio appropriato, in modo che la vostra macchina non proceda mai disordinatamente, e il cervello non vi sfugga mai? VOI siete gli uomini dietro i cervelli.
Considerate mai che ci sono alcune persone alla cui presenza non pensereste mai di perdere il dominio di voi stessi, qualunque sia la provocazione? C'è qualcuno la cui presenza v'impedirebbe di perdere il vostro equilibrio nonostante le circostanze più provo¬canti. Quasi ogni uomo conosce qualche donna o ha qualche amico alla cui presenza nulla al mondo potrebbe indurlo a perdere il dominio di se stesso. Al contrario davanti ad un impiegato, che considera come una parte del congegno dei suoi affari, e per cui non ha né riguardi né simpatia, o a casa dove ha poco ritegno, egli perderebbe la propria calma alla minima provocazione. Ciò prova che noi possiamo dominare noi stessi; se avessimo i dovuti riguardi per tutti, se rispettassimo sufficientemente noi stessi, avremmo poco da fare per controllarci.
Pensate che rivoluzione avverrebbe nella nostra vita se avessimo cura anche del tono delle nostre voci! Voi potete adoperare il più dolce e amabile linguaggio con un cane, ma con un tono di voce che lo spaventi e lo renda infelice. Al contrario potete usare con lui il peggiore linguaggio possibile con voce dolce e gentile, e lo vedrete dimenare la coda ed avvicinarsi.
Molti degli attriti della vita sono causati dal tono della voce. La voce esprime i nostri sentimenti, la nostra attitudine verso gli altri. Il tono discordante, che esprime antagonismo ed un'antipatica attitudine mentale, è duro. Quanta infelicità sarebbe evitata in una casa, se tutti i membri della famiglia acconsentissero a non alzare mai le loro voci! Se i mariti che amano criticare leggessero invece nel magico libro delle parole amabili, con voce attraente, per ottenere qualche cosa; se adoperassero nella vita coniugale gli stessi metodi adoperati durante il corteggiamento, quando desideravano vincere l'oggetto del loro affetto!
Il tono di voce sarcastico, tagliente, risentito, discorde, è responsabile di una gran parte dell'infelicità non solo nella casa, ma anche negli affari e in società.
La coscienza che voi stessi siete una forza dietro al cervello, che avete la responsabilità della macchina umana, è un aiuto meraviglioso per dominarvi.
Nessuno può essere veramente felice ed avere buona riuscita, se non sa dominare i suoi atti e non diventa esperto nel guidare la sua macchina umana e nel tenerla in superbe condizioni fisiche e mentali.
La salute è il ritmo perfetto del corpo, l'armoniosa relazione e correlazione di tutte le parti; la minima imperfezione in qualche luogo getterebbe il corpo intero in disarmonia. Muscoli ben sviluppati, polmoni capaci, fegato perfetto, non costituiscono necessariamente la salute. La salute perfetta è il risultato dell'azione armoniosa di tutti gli organi del corpo.
L'uomo fu creato per essere felice. Il persistente desiderio di divertimento, di giochi, di gioia, è foltissimo in ogni persona normale. Se alla maggioranza delle persone si chiedesse di esprimere i tre più grandi desideri, questi sarebbero: salute, ricchezza, felicità. Se a ciascun essere umano si chiedesse qual è il supremo desiderio della vita, la maggioranza risponderebbe: la felicità.
Eppure, sebbene l'intero genere umano abbia cercato la felicità fin dai primordi della storia, pochissimi l'hanno trovata o hanno anche solo un'idea di ciò che sia. Questo perché la felicità non si ottiene dandole la caccia come i cacciatori fanno con la selvaggina.
La felicità vera è il prodotto di fatti ed è così semplice che molti non la riconoscono. Deriva dalle più semplici, quiete, piane cose di questo mondo.
La felicità non si trova nei bassi istinti: l'egoismo, la pigrizia, la discordia. È amica dell'armonia, della verità, della bellezza, dell'affetto, della semplicità.
Moltitudini di uomini hanno fatto fortuna, ma hanno distrutto la loro capacità di godere. Quante volte sentiamo dire: “Ha ricchezze, ma non può goderle”.
Qualcuno ha cercato così tenacemente di essere felice, che cercando, è divenuto infelice. La felicità è sempre dove non la cerchiamo e sfugge sempre chi la cerca egoisticamente. Egoismo e felicità non possono esistere insieme.
Nessun essere umano, per quanto ricco, ha mai trovato la felicità con la ricerca egoistica, perché l'egoismo non fa mai parte di alcuna delle durevoli soddisfazioni della vita.
Coloro che sono capaci dei più alti, disinteressati apprezzamenti, trovano molto da godere nella vita. L'abitudine di apprezzare al massimo ogni situazione della vita, aggiunge molto alla somma totale della propria felicità. Ma molti individui sono incapaci di gustare la vera felicità perché non imparano mai ad apprezzare nulla all'infuori di ciò che si riferisce al proprio comodo, piacere, o desiderio.
La felicità è nata gemella, e solamente colui che cerca il bene di un altro, il benessere di un altro, la felicità di un altro, può trovare la propria felicità.
Nessuno può essere felice quando disprezza i propri atti, quando ha la coscienza del proprio torto, quando alberga pensieri di vendetta, gelosia, invidia o odio. Egli deve avere un cuore puro, una coscienza netta, altrimenti nessun cumulo di ricchezze o di piacere può farlo veramente felice. Con la sensazione di aver fatto bene, gli uomini sono stati felici in mezzo alle più avverse circostanze. Senza questa sensazione sappiamo che altri uomini sono stati infelici, anche se circondati da tutti i favori della vita.
Possiamo non riconoscerne i motivi, ma noi tutti cerchiamo di migliorarci, di avere un po' più di comodità, di felicità, una posizione più alta, un po' più dalla vita di quanto abbiamo avuto.
La vera felicità nasce da un nobile sforzo, da una vita utile. E estratta un po' qui, un po' là, da una parola gentile, una nobile azione, un atto generoso, un aiuto efficace. Ne otteniamo un po' da ogni retto pensiero, da ogni parola, o atto gentile, e non possiamo trovarla altrove. La felicità, è stato detto, è un mosaico composto da piccolissime pietre. Ciascuna, presa singolarmente, è di piccolo valore, ma quando tutte sono raggruppate insieme, combinate e disposte, formano un tutto piacevole e grazioso, un prezioso gioiello.
“Non troveremo nulla nel mondo, che non troviamo in noi stessi”. La felicità deriva da una vigorosa, intima espressione della più alta cosa di cui siamo capaci. È la figlia d'un onesto sforzo.
L'ammassare delle cose intorno a voi, per quanto preziose siano, non potrà mai farvi felici. Ciò che un uomo è, e non ciò che ha, lo rende felice o disgraziato. L'animo umano è sempre affamato. Ma l'infelicità è la fame di ottenere, la felicità è la fame di dare. La vera felicità deve sempre avere la sfumatura del dolore superato.
La felicità è una ricompensa per degni servizi fatti agli altri, per eroici tentativi di compiere la nostra parte nel mondo, per avere fatto il nostro dovere. Deve essere il desiderio di rendersi utili, di fare del mondo un sito migliore per vivere, mediante i nostri sforzi. Piccole gentilezze, parole amabili, piccoli aiuti, tenui cortesie, piccoli incoraggiamenti, doveri fedelmente compiuti, servizi altruisti, grato lavoro, amicizie, amore, affetto, sono tutte cose semplici, eppure forse con esse si arriva vicino alla Felicità.
Questa è la vera arte di vivere nell'oggi.
…….al prossimo articolo

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