NON SOLO PLEIN AIR - ARGOMENTI SUI QUALI RIFLETTERE
"La gioia di vivere - Prima parte"
di Piero Marenco

Carissimi lettori, affrontiamo questa volta un argomento particolare, che possiamo definire “una filosofia di vivere”, ma che in questi ultimi anni ha visto allontanare gli esseri umani da principi semplici, ma reali ed efficaci. In un mondo illuminato sempre meno dalla luce del sorriso, l’argomento che tratterrò espone come riattivare nella nostra mente i tracciati della consuetudine alla gioia. Poiché più che dagli eventi esterni, la gioia e la tristezza dipendono dalla nostra mente. Nonostante tutto, al di là del grigiore che così spesso ci opprime, esiste l'altro polo, quello positivo, senza il quale il mondo non sarebbe. È sempre possibile mettersi in sintonia con le eterne cose buone della Vita.
Mi auguro che la lettura di questi articoli del libro di G.S.Marden dal titolo “La gioia di vivere”, porti il lettore a far parte di “quel gruppo” di chi nel mondo cerca di vivere in armonia con l’infinito.
I testi che seguono sono un piccolo riassunto del libro dell’autore, chi fosse incuriosito da quanto leggerà o volesse approfondire i contenuti può acquistare il volume in libreria.
Se un abitante di qualche altro pianeta venisse a visitarci, probabilmente penserebbe che la nostra popolazione è tutta in moto per qualche meta lontana, per qualche altra destinazione, e che il luogo dove per caso vive è semplicemente una tappa, dove apre solo quella parte dei suoi bagagli che è necessaria per una permanenza temporanea.
Le persone non sono veramente stabili oggi, non vivono veramente in quest'ora, ma sono sicure che vivranno domani o l'anno prossimo, quando gli affari andranno meglio, la loro ricchezza sarà accresciuta, quando traslocheranno in un nuovo appartamento, avranno il nuovo mobilio, la nuova automobile, si saranno liberate di cose che ora le affliggono, ed avranno attorno tutto ciò che può allietare la loro esistenza. Allora esse saranno felici. Ma non godono realmente oggi.
I nostri occhi sono così intenti al futuro, a qualche meta lontana, che non vediamo le bellezze che ci circondano, non sono intenti alle cose vicine ma a quelle lontane. E siamo così abituati a vivere nella nostra immaginazione ed anticipazione che perdiamo molto del nostro potere di vivere qui ed ora. Noi viviamo per il domani eppure, “quando il domani viene, sarà ancora un altro domani che noi attendiamo!“.
Non crediamo mai di aver già raggiunto gli anni del nostro vivere migliore, ma abbiamo sempre la certezza che questo periodo ideale della vita stia per venire.
Molte persone si cullano nel passato, con le sue ricche opportunità ormai perdute, le splendide occasioni che hanno lasciato sfuggire, e così facendo sciupano il prezioso presente che conta poco ora, ma che domani comincerà ad assumere per loro un nuovo valore. In molte persone la felicità è guastata dal ricordo di errori, o dalle amare esperienze di un passato infelice. Per essere felici biso¬gna imparare a lasciar correre, a cancellare, a seppellire, a dimenticare tutto ciò che è sgradevole e che richiama spiacevoli ricordi. Tutte queste cose non possono far altro per noi che minare la vitalità stessa di cui abbiamo bisogno per correggere i nostri errori e le nostre disgrazie.
La felicità non dipende tanto dall'ambiente favorevole quanto dalle condizioni della nostra mente.
È difficile per molte persone trasformare le monotone occupa¬zioni, a cui devono dedicarsi per necessità, in fonti di soddisfazione.
Colui che non impara a crearsi via via la felicità dal lavoro quotidiano con tutte le sue prove, i suoi antagonismi, i suoi ostacoli, con tutte le sue piccole noie e delusioni, non ha trovato il gran segreto della vita.
Il mondo intero è pieno di miniere di gioia non sfruttate. Ovunque si vada troviamo materiali d'ogni specie per produrre la gioia, solo che si sappia come estrarli. Ogni cosa ha valore, a patto che noi sappiamo approfittarne e comprenderne il significato. Metà delle gioie della vita, stanno nelle piccole cose prese per la strada.
Gli uomini e le donne che muovono il mondo devono essere una parte di esso, devono essere a contatto della vita presente,
Pensate mai che state attualmente vivendo la vita che vi pareva così rosea e radiosa di promesse nella vostra fanciullezza ed adolescenza? Riconoscete nei giorni e nelle settimane che stanno sfuggendo i sogni del futuro che allora incantavano la vostra fantasia giovanile, come un miraggio nel deserto affascina i sensi del viaggiatore estenuato?
Perché ciò che vi appariva un Paradiso, durante la vostra giovinezza, ora vi sembra solo un arido deserto? Perché la vostra visione è sviata. Voi guardate ciò che vi circonda da un errato punto di vista. Siete delusi, scontenti, infelici e sciupate in inutili rimpianti il tempo che, propriamente adoperato, convertirebbe il vostro apparente attuale deserto nel Paradiso dei vostri sogni giovanili.
Voi pensavate che nel futuro, i frutti vi sarebbero caduti attorno senza che aveste preparato il terreno, o piantato ed innaffiato il seme. Voi sognavate di raccogliere dove non avevate arato.
Sono pochi coloro che vedono l'identità fra la loro vita e il tempo! Sembra che i più pensino di poter sprecare il tempo in ogni possibile stupido modo, senza che questo significhi sprecare la vita; ma le due cose sono inseparabili. Ricordate che quando gettate via una serata o una giornata, o peggio, vi abbandonate a piaceri che demoralizzano e tendono a deteriorare il vostro carattere e a formare viziose abitudini, voi state deliberatamente gettando via una parte della vostra vita, e quando sarete vecchi dareste qualunque cosa per riavere il tempo prezioso che avete sciupato.
C'è solo un modo per vivere realmente, ed è incominciando ogni mattina con la ferma risoluzione di ottenere il più possibile dalla giornata, e di viverla pienamente. Qualunque cosa accada o non accada, avvenga o non avvenga, decidete di estrarre da ogni esperienza del giorno qualche cosa di buono, qualche cosa che vi faccia più saggi e vi insegni a fare meno errori domani. Dite a voi stessi: “Oggi inizio una nuova vita. Voglio dimenticare tutto ciò che per il passato mi è stato causa di pena, di dolore o di vergogna”.
Decidete ogni mattina di trarre il più possibile da “quel giorno” e non da qualche giorno futuro quando sarete in migliori condizioni, avrete una famiglia, i vostri figli saranno cresciuti, e avrete vinto le vostre difficoltà. Non le vincerete mai tutte. Non potrete mai eliminare tutte le cose che annoiano, turbano e causano attriti nella vostra vita. Non vi libererete mai da tutti i piccoli nemici della vostra felicità, dalle cento e una piccole noie, “ma potrete trarre profitto quanto più è possibile dalle cose prese come sono”.
La ragione per cui la nostra vita è così stentata, povera e deludente, è perché non viviamo realmente in questo giorno; non concentriamo la nostra energia, la nostra ambizione, la nostra attenzione, il nostro entusiasmo, sul giorno che stiamo vivendo.
Non voglio essere infelice oggi, qualunque cosa accada. Voglio godere la giornata pienamente, viverla completamente. Questo giorno sarà un giorno completo nella mia vita. E non permetterò ai nemici della mia felicità di sciuparlo. Nessuna disgrazia del passato, nulla che mi sia accaduto nel passato che sia stato spiacevole o tragico, nessun nemico della mia felicità o della mia efficienza sarà ospitato oggi nel mio spirito. Solo pensieri felici e gioiosi, solo gli amici della mia pace, della mia felicità, del mio successo e del mio miglior umore troveranno posto nel mio animo.
Un tale principio nitido, nuovo, ottimista, rivoluzionerà ogni mattina la propria concezione della vita ed accrescerà enormemente il proprio potere. Si tratta appunto di dominare il cervello, di indicare nuove tracce al pensiero aprendo la strada ad una nuova abitudine di felicità.
Perché vi rendete infelici vivendo nel passato, rivivendo gli errori commessi, rimpiangendo di non aver colto le opportunità che credete vi avrebbero fatti ricchi, o biasimandovi per cose che vi hanno nuociuto?
E necessaria tutta l'energia che potete chiamare a raccolta per riuscire nella vostra vita, e non potete certamente impegnare la vostra mente sul presente se essa agisce pensando al passato e vivendo in esso.
Per quanto sfortunato e nero il vostro passato sia stato, esso potrà essere e sarà superato.
Uno dei più stupidi e vani compiti che possiamo intraprendere, è quello di cercare di modificare, di cambiare l'immutabile.
C'è una strana tendenza nella natura umana a porre tutte le buone cose della vita in un'esistenza che deve ancora venire.
Dobbiamo cogliere la nostra felicità tutti i giorni della nostra vita. Ci sono moltissime cose, come i buoni impulsi, che sono buoni per oggi ma non per domani. Quante persone rimandano le gentilezze, le espressioni amorevoli fino a che una persona è morta e più nulla può raggiungerla, e allora cercano di compensare nei funerali, con fiori e lacrime, il fatto di averla trascurata!
Oggi è il giorno di dire la parola gentile che si affaccia alle vostre labbra, di ubbidire ai generosi impulsi che muovono il vostro cuore. Queste persone che preoccupano la vostra mente e che voi vi siete ripromessi di aiutare un giorno, abbisognano del vostro aiuto ora, e voi potete darlo loro più prontamente ora che in qualunque altro momento.
Che ragione avete per credere che sarete idealmente felici e generosi e caritatevoli in un tempo indefinito nel futuro, quando oggi siete irritabili ed egoisti, duri e infelici? Come mai vi aspettate di avere tanto tempo, in un lontano futuro, per scrivere lettere ai vostri amici e a coloro che sono ammalati e scoraggiati, e anche per dedicarvi al miglioramento e all'ampliamento della vostra mente, quando non potete trovar tempo oggi per queste cose?
Che cosa c'è nel domani che possa operare la magia di un miglioramento dell'oggi? Perché pensate che un giorno o l'altro raccoglierete le molte cose della vostra casa quasi inutili per voi, ma che sarebbero preziose per chi è più povero di voi; che farete una scatola di abiti smessi, di libri, di quadri ed altre cose di cui potete fare a meno, per mandarle la settimana o il mese seguente a qualcuno che ne ha veramente bisogno? Non avete fatto ciò nel passato; perché illudervi di farlo in avvenire?
Quante persone, non per spilorceria, ma per pura negligenza ed ignoranza delle necessità degli altri ammucchiano cose in cantina o in soffitta che potrebbero aiutare un povero ad aprirsi la via verso un grande avvenire?
Guardate tra i vostri abiti vecchi, e prendete quelli che non porterete mai più, ma che formerebbero un vero regalo per qualcuno; non conservate quelle cose finché divengano inutili, pensando che vi potrebbero servire un giorno. Ormai a voi hanno servito. Fate che servano ora, che siano messaggere di gioia, segni del vostro amore e del vostro interessamento per gli altri.
Non siate egoisti almeno con le cose di cui potete fare a meno. Non accumulatele pensando che potreste averne bisogno più tardi. Voi potete trarne un vantaggio immensamente più grande per il vostro carattere, la vostra soddisfazione e la vostra felicità dandole via. Regalando alleggerirete il vostro cuore e aprirete un po' di più la porta della vostra generosità.
Nessuno è così povero che non possa dare qualche cosa per arricchire un altro, ogni giorno della sua vita. Colui che accumula le sue gioie per aumentarle è come chi disse: “Voglio difendere il mio grano dai topi e dagli uccelli, e né il terreno né il mulino l'avranno. Che stupidi coloro che lo gettano a manate sulla terra!”.
“La felicità rimandata, la buona azione rimandata, non si conservano”.
Dovrebbe decidere di non permettere a nessun incidente, a nessuna condizione per quanto ardua sia, di interrompere il corso naturale del suo senso di benessere, agiatezza e felicità.
Ricordate che ieri è morto. Il domani non è ancora nato. Il solo tempo che vi appartiene è il momento che passa. Se prendiamo il buono che ci appartiene qui ed ora, dobbiamo estrarre la dolcezza di ciascun minuto che passa mentre è nostro.
Questa è la vera arte di vivere nell'oggi.
…….al prossimo articolo

 Copyright © Camper Club La Granda - Web Design Registred Cn-Net