Carissimi lettori, affrontiamo questa volta un argomento
particolare, che possiamo definire “una filosofia
di vivere”, ma che in questi ultimi anni ha visto
allontanare gli esseri umani da principi semplici, ma reali
ed efficaci. In un mondo illuminato sempre meno dalla luce
del sorriso, l’argomento che tratterrò espone
come riattivare nella nostra mente i tracciati della consuetudine
alla gioia. Poiché più che dagli eventi esterni,
la gioia e la tristezza dipendono dalla nostra mente. Nonostante
tutto, al di là del grigiore che così spesso
ci opprime, esiste l'altro polo, quello positivo, senza
il quale il mondo non sarebbe. È sempre possibile
mettersi in sintonia con le eterne cose buone della Vita.
Mi auguro che la lettura di questi articoli del libro di
G.S.Marden dal titolo “La gioia di vivere”,
porti il lettore a far parte di “quel gruppo”
di chi nel mondo cerca di vivere in armonia con l’infinito.
I testi che seguono sono un piccolo riassunto del libro
dell’autore, chi fosse incuriosito da quanto leggerà
o volesse approfondire i contenuti può acquistare
il volume in libreria.
Se un abitante di qualche altro pianeta venisse a visitarci,
probabilmente penserebbe che la nostra popolazione è
tutta in moto per qualche meta lontana, per qualche altra
destinazione, e che il luogo dove per caso vive è
semplicemente una tappa, dove apre solo quella parte dei
suoi bagagli che è necessaria per una permanenza
temporanea.
Le persone non sono veramente stabili oggi, non vivono veramente
in quest'ora, ma sono sicure che vivranno domani o l'anno
prossimo, quando gli affari andranno meglio, la loro ricchezza
sarà accresciuta, quando traslocheranno in un nuovo
appartamento, avranno il nuovo mobilio, la nuova automobile,
si saranno liberate di cose che ora le affliggono, ed avranno
attorno tutto ciò che può allietare la loro
esistenza. Allora esse saranno felici. Ma non godono realmente
oggi.
I nostri occhi sono così intenti al futuro, a qualche
meta lontana, che non vediamo le bellezze che ci circondano,
non sono intenti alle cose vicine ma a quelle lontane. E
siamo così abituati a vivere nella nostra immaginazione
ed anticipazione che perdiamo molto del nostro potere di
vivere qui ed ora. Noi viviamo per il domani eppure, “quando
il domani viene, sarà ancora un altro domani che
noi attendiamo!“.
Non crediamo mai di aver già raggiunto gli anni del
nostro vivere migliore, ma abbiamo sempre la certezza che
questo periodo ideale della vita stia per venire.
Molte persone si cullano nel passato, con le sue ricche
opportunità ormai perdute, le splendide occasioni
che hanno lasciato sfuggire, e così facendo sciupano
il prezioso presente che conta poco ora, ma che domani comincerà
ad assumere per loro un nuovo valore. In molte persone la
felicità è guastata dal ricordo di errori,
o dalle amare esperienze di un passato infelice. Per essere
felici biso¬gna imparare a lasciar correre, a cancellare,
a seppellire, a dimenticare tutto ciò che è
sgradevole e che richiama spiacevoli ricordi. Tutte queste
cose non possono far altro per noi che minare la vitalità
stessa di cui abbiamo bisogno per correggere i nostri errori
e le nostre disgrazie.
La felicità non dipende tanto dall'ambiente favorevole
quanto dalle condizioni della nostra mente.
È difficile per molte persone trasformare le monotone
occupa¬zioni, a cui devono dedicarsi per necessità,
in fonti di soddisfazione.
Colui che non impara a crearsi via via la felicità
dal lavoro quotidiano con tutte le sue prove, i suoi antagonismi,
i suoi ostacoli, con tutte le sue piccole noie e delusioni,
non ha trovato il gran segreto della vita.
Il mondo intero è pieno di miniere di gioia non sfruttate.
Ovunque si vada troviamo materiali d'ogni specie per produrre
la gioia, solo che si sappia come estrarli. Ogni cosa ha
valore, a patto che noi sappiamo approfittarne e comprenderne
il significato. Metà delle gioie della vita, stanno
nelle piccole cose prese per la strada.
Gli uomini e le donne che muovono il mondo devono essere
una parte di esso, devono essere a contatto della vita presente,
Pensate mai che state attualmente vivendo la vita che vi
pareva così rosea e radiosa di promesse nella vostra
fanciullezza ed adolescenza? Riconoscete nei giorni e nelle
settimane che stanno sfuggendo i sogni del futuro che allora
incantavano la vostra fantasia giovanile, come un miraggio
nel deserto affascina i sensi del viaggiatore estenuato?
Perché ciò che vi appariva un Paradiso, durante
la vostra giovinezza, ora vi sembra solo un arido deserto?
Perché la vostra visione è sviata. Voi guardate
ciò che vi circonda da un errato punto di vista.
Siete delusi, scontenti, infelici e sciupate in inutili
rimpianti il tempo che, propriamente adoperato, convertirebbe
il vostro apparente attuale deserto nel Paradiso dei vostri
sogni giovanili.
Voi pensavate che nel futuro, i frutti vi sarebbero caduti
attorno senza che aveste preparato il terreno, o piantato
ed innaffiato il seme. Voi sognavate di raccogliere dove
non avevate arato.
Sono pochi coloro che vedono l'identità fra la loro
vita e il tempo! Sembra che i più pensino di poter
sprecare il tempo in ogni possibile stupido modo, senza
che questo significhi sprecare la vita; ma le due cose sono
inseparabili. Ricordate che quando gettate via una serata
o una giornata, o peggio, vi abbandonate a piaceri che demoralizzano
e tendono a deteriorare il vostro carattere e a formare
viziose abitudini, voi state deliberatamente gettando via
una parte della vostra vita, e quando sarete vecchi dareste
qualunque cosa per riavere il tempo prezioso che avete sciupato.
C'è solo un modo per vivere realmente, ed è
incominciando ogni mattina con la ferma risoluzione di ottenere
il più possibile dalla giornata, e di viverla pienamente.
Qualunque cosa accada o non accada, avvenga o non avvenga,
decidete di estrarre da ogni esperienza del giorno qualche
cosa di buono, qualche cosa che vi faccia più saggi
e vi insegni a fare meno errori domani. Dite a voi stessi:
“Oggi inizio una nuova vita. Voglio dimenticare tutto
ciò che per il passato mi è stato causa di
pena, di dolore o di vergogna”.
Decidete ogni mattina di trarre il più possibile
da “quel giorno” e non da qualche giorno futuro
quando sarete in migliori condizioni, avrete una famiglia,
i vostri figli saranno cresciuti, e avrete vinto le vostre
difficoltà. Non le vincerete mai tutte. Non potrete
mai eliminare tutte le cose che annoiano, turbano e causano
attriti nella vostra vita. Non vi libererete mai da tutti
i piccoli nemici della vostra felicità, dalle cento
e una piccole noie, “ma potrete trarre profitto quanto
più è possibile dalle cose prese come sono”.
La ragione per cui la nostra vita è così stentata,
povera e deludente, è perché non viviamo realmente
in questo giorno; non concentriamo la nostra energia, la
nostra ambizione, la nostra attenzione, il nostro entusiasmo,
sul giorno che stiamo vivendo.
Non voglio essere infelice oggi, qualunque cosa accada.
Voglio godere la giornata pienamente, viverla completamente.
Questo giorno sarà un giorno completo nella mia vita.
E non permetterò ai nemici della mia felicità
di sciuparlo. Nessuna disgrazia del passato, nulla che mi
sia accaduto nel passato che sia stato spiacevole o tragico,
nessun nemico della mia felicità o della mia efficienza
sarà ospitato oggi nel mio spirito. Solo pensieri
felici e gioiosi, solo gli amici della mia pace, della mia
felicità, del mio successo e del mio miglior umore
troveranno posto nel mio animo.
Un tale principio nitido, nuovo, ottimista, rivoluzionerà
ogni mattina la propria concezione della vita ed accrescerà
enormemente il proprio potere. Si tratta appunto di dominare
il cervello, di indicare nuove tracce al pensiero aprendo
la strada ad una nuova abitudine di felicità.
Perché vi rendete infelici vivendo nel passato, rivivendo
gli errori commessi, rimpiangendo di non aver colto le opportunità
che credete vi avrebbero fatti ricchi, o biasimandovi per
cose che vi hanno nuociuto?
E necessaria tutta l'energia che potete chiamare a raccolta
per riuscire nella vostra vita, e non potete certamente
impegnare la vostra mente sul presente se essa agisce pensando
al passato e vivendo in esso.
Per quanto sfortunato e nero il vostro passato sia stato,
esso potrà essere e sarà superato.
Uno dei più stupidi e vani compiti che possiamo intraprendere,
è quello di cercare di modificare, di cambiare l'immutabile.
C'è una strana tendenza nella natura umana a porre
tutte le buone cose della vita in un'esistenza che deve
ancora venire.
Dobbiamo cogliere la nostra felicità tutti i giorni
della nostra vita. Ci sono moltissime cose, come i buoni
impulsi, che sono buoni per oggi ma non per domani. Quante
persone rimandano le gentilezze, le espressioni amorevoli
fino a che una persona è morta e più nulla
può raggiungerla, e allora cercano di compensare
nei funerali, con fiori e lacrime, il fatto di averla trascurata!
Oggi è il giorno di dire la parola gentile che si
affaccia alle vostre labbra, di ubbidire ai generosi impulsi
che muovono il vostro cuore. Queste persone che preoccupano
la vostra mente e che voi vi siete ripromessi di aiutare
un giorno, abbisognano del vostro aiuto ora, e voi potete
darlo loro più prontamente ora che in qualunque altro
momento.
Che ragione avete per credere che sarete idealmente felici
e generosi e caritatevoli in un tempo indefinito nel futuro,
quando oggi siete irritabili ed egoisti, duri e infelici?
Come mai vi aspettate di avere tanto tempo, in un lontano
futuro, per scrivere lettere ai vostri amici e a coloro
che sono ammalati e scoraggiati, e anche per dedicarvi al
miglioramento e all'ampliamento della vostra mente, quando
non potete trovar tempo oggi per queste cose?
Che cosa c'è nel domani che possa operare la magia
di un miglioramento dell'oggi? Perché pensate che
un giorno o l'altro raccoglierete le molte cose della vostra
casa quasi inutili per voi, ma che sarebbero preziose per
chi è più povero di voi; che farete una scatola
di abiti smessi, di libri, di quadri ed altre cose di cui
potete fare a meno, per mandarle la settimana o il mese
seguente a qualcuno che ne ha veramente bisogno? Non avete
fatto ciò nel passato; perché illudervi di
farlo in avvenire?
Quante persone, non per spilorceria, ma per pura negligenza
ed ignoranza delle necessità degli altri ammucchiano
cose in cantina o in soffitta che potrebbero aiutare un
povero ad aprirsi la via verso un grande avvenire?
Guardate tra i vostri abiti vecchi, e prendete quelli che
non porterete mai più, ma che formerebbero un vero
regalo per qualcuno; non conservate quelle cose finché
divengano inutili, pensando che vi potrebbero servire un
giorno. Ormai a voi hanno servito. Fate che servano ora,
che siano messaggere di gioia, segni del vostro amore e
del vostro interessamento per gli altri.
Non siate egoisti almeno con le cose di cui potete fare
a meno. Non accumulatele pensando che potreste averne bisogno
più tardi. Voi potete trarne un vantaggio immensamente
più grande per il vostro carattere, la vostra soddisfazione
e la vostra felicità dandole via. Regalando alleggerirete
il vostro cuore e aprirete un po' di più la porta
della vostra generosità.
Nessuno è così povero che non possa dare qualche
cosa per arricchire un altro, ogni giorno della sua vita.
Colui che accumula le sue gioie per aumentarle è
come chi disse: “Voglio difendere il mio grano dai
topi e dagli uccelli, e né il terreno né il
mulino l'avranno. Che stupidi coloro che lo gettano a manate
sulla terra!”.
“La felicità rimandata, la buona azione rimandata,
non si conservano”.
Dovrebbe decidere di non permettere a nessun incidente,
a nessuna condizione per quanto ardua sia, di interrompere
il corso naturale del suo senso di benessere, agiatezza
e felicità.
Ricordate che ieri è morto. Il domani non è
ancora nato. Il solo tempo che vi appartiene è il
momento che passa. Se prendiamo il buono che ci appartiene
qui ed ora, dobbiamo estrarre la dolcezza di ciascun minuto
che passa mentre è nostro.
Questa è la vera arte di vivere nell'oggi.
…….al prossimo articolo