NON SOLO PLEIN AIR - ARGOMENTI SUI QUALI RIFLETTERE
"La Felicità - Seconda parte"
di Piero Marenco

Carissimi lettori con questa seconda parte proseguo ad esaminare un argomento il cui contenuto fa parte della nostra vita quotidiana di noi esseri umani ma al quale non sempre sappiamo dare una risposta o avere certezze. Nel mio archivio di libri e libretti formato mignon ho trovato un libretto di Joseph Pang Wai di alcuni anni fa “La Felicità per voi, ora” che mi ha veramente colpito per l’argomento trattato di interesse comune e che vi riassumo nei capitoli che seguiranno.


La felicità può essere conquistata direttamente applicando la legge di causa ed effetto
“Noi riconosciamo soltanto una legge nell'universo, la legge dell'armonia, del perfetto equilibrio”. Koot Hoomi
I soggetti materialisti ed intellettuali dovrebbero mettere questa legge di causa e di effetto, o di azione e reazione, in rapporto con la Terza Legge del Moto di Newton, cioè che la causa e la reazione sono uguali e opposte ; i soggetti emozionali e spirituali possono riconoscere questa legge negli insegnamenti della loro religione. Tutte le religioni confermano questa grande Legge, un detto famoso recita:
“Ciò che l'uomo semina, quello raccoglierà”, possiamo aggiungere:
“Qualsiasi cosa un uomo raccoglie, quello è ciò che ha seminato nel suo passato”.
In Cina questa legge è enunciata in questi termini:
“Semina un frutto per quel frutto, semina semi di zucca se vuoi raccogliere zucche”.
Tutti i nostri pensieri, le nostre emozioni e le nostre azioni appartengono ad una di queste due categorie: quella che “determina armonia” e quella che “semina disarmonia”; quella positiva e quella negativa.
Noi spargiamo i semi dell'armonia o della disarmonia in ogni momento del nostro vivere cosciente e nella stessa precisa misura noi otteniamo quella parte di armonia o di disarmonia nel vivere la nostra vita ogni momento della giornata.
Quando i nostri pensieri, le nostre emozioni e le nostre azioni sono incontrollate, generalmente noi reagiamo nello stesso verso ad un qualsiasi stimolo. Se incontriamo qualcuno che esprime risentimento, o critica cose o persone, generalmente noi vi aggiungiamo il nostro risentimento e le nostre critiche, senza renderci conto che così facendo attiriamo disarmonia su di noi. Solo quando i nostri pensieri, le nostre emozioni e il nostro corpo fisico sono sotto il nostro controllo, potremo determinare quanta armonia creeremo in noi ed evocheremo negli altri con i nostri pensieri, con le nostre parole e con le nostre azioni.
Questa Legge di Causa e di Effetto ci insegna a vivere veramente, poiché essa ci rende possibile raggiungere lo scopo della nostra vita, cioè la felicità. È sulla perfezione di questa legge che ci possiamo basare per ottenere l'armonia e la pace, come è la sua ineluttabilità che ci procurerà sicuramente preoccupazioni, dolori e pene come conseguenza del nostro agire inconsiderato. Noi dimentichiamo troppo spesso che raccoglieremo ciò che avremo seminato e con rigido rapporto di causa ed effetto.
Quanti di noi si lamentano del destino quando mietono più disarmonia che armonia nella loro vita! Un bambino che si è bruciato, impara a non più bruciarsi dopo una lezione o due, mentre molti adulti criticano la vita e si lamentano anno dopo anno, senza comprendere che così facendo continuano a seminare a profusione semi di tormenti e di pene. Poiché questa è la “sola” legge che insegna a vivere, basterà controllare le cause per essere sicuri di controllare gli effetti. Dobbiamo comprendere che questa legge è tanto inesorabile che anche quando critichiamo il tempo o i cosiddetti oggetti inanimati, noi seminiamo disarmonia.
Tutte le volte che siamo coscienti di essere offesi o di criticare qualcuno o qualcosa, noi sappiamo che la nostra consapevolezza della grande Legge è inadeguata, che siamo schiavi dell'ignoranza, della paura o dell'egoismo. Quantunque la causa e l'effetto siano inseparabili come il diritto e il rovescio di una moneta, ciò non significa che la reazione sia immediata; qualche volta lo può essere, ma in altri casi l'effetto può realizzarsi molto tardi. In ogni caso l'effetto arriva sempre, presto o tardi, perché questa legge, riconosciuta dalle religioni e dalla scienza, è alla base della giustizia stessa della vita.
Qualcuno ha anche suggerito di ricorrere a questa grande Legge per comprendere e classificare le mutazioni che si riscontrano in genetica. Ciò che non dobbiamo assolutamente dimenticare è che quando seminiamo male con i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni, quello stesso male noi raccoglieremo. La natura non ci comanda di creare armonia, ma dobbiamo convincerci che, se seminiamo disarmonia, non potremo raccogliere che disarmonia.
Il momento importante da considerare è quello in cui seminiamo cause con pensieri, sentimenti e atti, il momento dell'immediato ORA. Ogni nostro atto è condizionato dalla totalità del nostro carattere e dal modo di vivere che abbiamo adottato. Questo condizionamento caratterizza tutti gli atti della nostra giornata e ognuno di questi è a sua volta sorgente di altre cause e di altri effetti in una stretta e complicata catena che dal passato si proietta nel nostro futuro.
Se crediamo che esiste ed opera nell'universo una Legge di Causa ed Effetto, non possiamo attenderci senza AGIRE su questa legge, di ottenere la felicità. Noi dobbiamo CREARE ARMONIA ORA. Dobbiamo cercare di essere sempre coscienti delle nostre reazioni agli avvenimenti personali e ricordare che siamo liberi di attirarci cause armoniche in ogni istante della nostra vita, soprattutto controllando i nostri pensieri e i nostri sentimenti. Se con questi noi spargiamo discordia e disarmonia, non possiamo poi considerare responsabile il destino se preoccupazioni e dolori caratterizzano la nostra vita. Aldous Huxley ha dichiarato:
“L'esperienza non nasce da ciò che capita ad un uomo, l'esperienza nasce da ciò che un uomo FA CON ciò che gli accade”.
La maggior parte degli uomini, ignorando di creare nuove cause con le loro reazioni, possono pensare che credere in questa legge equivalga a credere in una dottrina fatalistica, dato che ci fa sembrare prigionieri di un ingranaggio senza fine di cause ed effetti da cui nulla ci può sottrarre e che non possiamo dominare. Ma se impariamo a vedere come funziona questa legge, capiremo che controllando le nostre reazioni verso il mondo esterno, noi diventiamo padroni completi del momento, e vivendo in armonia QUI e ORA, noi controlliamo gli effetti futuri, la nostra vita a venire. Alcuni possono considerare questa Legge fredda e meccanica, ma dimenticano che essa è la sola che ci porta più vicino al nostro vero IO e alla vita del cuore. Quando comprendiamo cos'è che genera le cause e gli effetti, cambia completamente la nostra attitudine verso coloro che provocano disarmonia in noi. Comprendiamo che essi stanno seminando una causa, mentre noi stiamo soltanto raccogliendo il frutto di ciò che abbiamo seminato nel passato. A coloro che ci portano disarmonia o che ci fanno del male dobbiamo dire, se abbiamo imparato le lezioni della vita:
“Grazie a voi che mi permettete di pagare il mio debito”.
Nel libro dì C. Jinarajadasa “Mistero della vita e della forma” è illustrata la Legge dì Causa e di Effetto, o Legge di Azione e Reazione, che i filosofi indiani chiamano karma.
Piano causale: Le Aspirazioni portano alla conquista degli IDEALI
Piano mentale: Apprezzare le cose e cercare la Verità porta le ISPIRAZIONI - La Critica porta NOIE
Piano astrale: Le simpatie portano GIOIA - Le antipatie portano DISPIACERI
Piano fisico: Le azioni benevoli portano BENESSERE - Le azioni dannose
portano DOLORE
L'uomo malvagio non è un'anima malvagia; egli rappresenta, in un corpo terreno, un'anima non evoluta, le cui energie sono ancora troppo deboli per poter dirigere il suo strumento fisico ed astrale. Entrando in questa vita, ciascuno di noi proviene da un lungo passato che conta molte vite e, assumendo di nuovo il suo compito su questa terra, porta con sé il proprio karma di bene e di male. Ora, questo karma è costituito di forze.
Un uomo può avere come suo karma molti “dolori”, “dispiaceri” e “fastidi”, ma anche se, ha pochi “ideali”, la sua vita può essere buona, mentre un individuo può avere il karma della ricchezza e della posizione mondana che gli daranno molto “benessere” ma, se non avrà ideali, la sua vita può in gran parte consistere di sola piacevole futilità e non saprà mai raggiungere la felicità.
Alcuni chiedono perché le preoccupazioni sono gli effetti della critica e le pene l'effetto del risentimento. Dato che la critica crea discordia e disarmonia sul piano mentale, essa non potrà che produrre preoccupazioni, perché le reazioni fanno sempre seguito alle azioni sullo stesso piano su cui sono state prodotte.
Analogamente accade per il risentimento sul piano emozionale.
Dobbiamo inoltre capire che questa legge non ci obbliga ad agire bene, ad apprezzare le cose e le persone o a provare simpatia per tutto e per tutti. Noi siamo liberi di vivere la nostra vita come vogliamo, ma se impariamo a desiderare il buono e il bello, la serenità e il benessere fisico, l'armonia emozionale e mentale, allora rispetteremo questa legge. Se non credete in questa legge, sperimentatela ugualmente per un mese nella vostra casa.
Controllate la vostra vita in modo da escludere le critiche, gli apprezzamenti negativi, le parole cattive o che esprimono depressione e paura, sostituendo tutto ciò che è negativo con pensieri buoni e costruttivi, con parole ed azioni che esprimano la vostra simpatia e siano di aiuto agli altri. Vedrete che passerete il mese più felice della vostra vita mediante questo potere dell'armonia creatrice. Questa non è una legge artificiale formulata da un'autorità umana, è una Legge della Natura. Non è un comandamento ma la semplice esposizione di successioni o sequenze. Ci lascia liberi di scegliere, ma ci indica ciò che inevitabilmente ci accadrà come conseguenza della nostra scelta; ci avverte che dobbiamo accettare l'ineluttabile effetto di qualunque cosa noi scegliamo di fare. Se vogliamo la felicità, dobbiamo creare condizioni di armonia, assumere atteggiamenti di apprezzamento e dì simpatia e compiere azioni gentili e di aiuto. Ci dobbiamo ora chiedere:
Siamo schiavi del destino o siamo liberi?
Noi siamo liberi di fare le nostre scelte, di controllare il nostro modo di vivere, ma siamo schiavi dei loro risultati una volta che abbiamo fatto le nostre scelte. È una legge inflessibile, e la costanza della legge non rende schiavi, ci libera: “la natura è costretta a darci felicità se noi creiamo armonia”.
Cerchiamo di notare in quale particolare piano noi raccogliamo disarmonia. Se delle pene ci fanno soffrire, dobbiamo cercare di ricordare quando abbiamo agito in modo da urtare e far soffrire gli altri; se siamo tristi ed afflitti dobbiamo cercare di ricordare come ci siamo risentiti per le parole o il comportamento degli altri; se siamo preoccupati dobbiamo chiederci quanto spesso noi abbiamo criticato gli altri e le cose. Con un po' di igiene mentale non dovremmo trovare difficoltà a vedere come abbiamo seminato nel passato, e soprattutto, come stiamo seminando ora. Secondo alcuni la critica è il pepe della vita e un mezzo per progredire, ma, l'armonia mentale è molto più desiderabile delle preoccupazioni. Ciò non significa che dobbiamo tralasciare di lavorare per il miglioramento delle nostre condizioni e del nostro ambiente, ma solo che dobbiamo imparare a considerare ogni risultato delle nostre azioni e del nostro modo di pensare come reazioni del nostro modo di agire, e perciò non risentirci se qualcosa ci porta delle disarmonie.
Quando avremo fatto quanto è in nostro potere, potremo dire con sincerità nel nostro cuore: “Qualsiasi cosa accada, è sempre per il meglio”.
“Non potete mai dire ciò che i vostri pensieri faranno nel portarvi odio o amore,
perché i pensieri sono reali e le loro eteree ali sono più veloci dei piccioni viaggiatori.
Essi seguono la Legge dell'Universo, per cui ogni cosa deve creare una cosa uguale.
Essi volano sopra il vostro sentiero per riportarvi indietro qualsiasi cosa è uscita dalla vostra mente”. Ella Wheeier Vilcox
Sono certo di avervi incuriosito e fatto riflettere, specialmente con i concetti esposti in questo capitolo, non costa nulla provare a modificare in parte il nostro modo di fare e di rapportarci con gli altri, vedrete, ne rimarrete stupiti delle conseguenze, nel prossimo capitolo vedremo come la felicità può essere conquistata anche con il controllo di se stessi.

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