NON SOLO PLEIN AIR - ARGOMENTI SUI QUALI RIFLETTERE
"La Felicità - Prima parte"
di Piero Marenco
Carissimi lettori con questa prima parte affronto un altro argomento il cui contenuto fa parte della nostra vita quotidiana di noi esseri umani ma al quale non sempre sappiamo dare una risposta o avere certezze.
Nel mio archivio di libri e libretti formato mignon ho trovato un libretto di Joseph Pang Wai di alcuni anni fa “La Felicità per voi, ora” che mi ha veramente colpito per l’argomento trattato di interesse comune e che vi riassumo nei capitoli che seguiranno.
Tutto quanto seguirà, ha lo scopo di farci scoprire che, oltre ad avere una mente, abbiamo anche un cuore, e che è imparando ad amare e a costruire positivamente la nostra vita, che conquisteremo la felicità. Se siamo esseri umani di buona volontà e se perciò stiamo diventando altruisti, queste righe ci insegneranno anche a diventare dei distruttori delle cause della paura, dell'ignoranza, dell'egoismo e della sofferenza. Vincere tutto questo vuol dire imparare a comprendere, imparare a vincere gli effetti del male arrivando a distruggere le cause che li hanno prodotti.
Possiamo riassumere la filosofia della felicità in cinque punti basilari, semplici e alla portata di tutti:

1 - Tutti cercano la felicità.
2 - La felicità si può ottenere a mezzo della Legge di causa e di effetto.
3 - Il controllo di sé stessi è il segreto della felicità: 100% controllo = 100% felicità.
4 - Essere costantemente coscienti del proprio vivere e del fluire della vita.
5 - Godere la vita in ogni momento.

Pensate che tutti cercano la felicita, un'inchiesta svoltasi negli U.S.A. fu fatta, a più di tremila persone, ponendo la seguente domanda: “Per che cosa vivete?”. Il novantaquattro per cento rispose di stare semplicemente sopportando il presente nell'attesa di un futuro migliore.
Quando si è giovani si passa buona parte del tempo nell'attesa che accada qualcosa: l'attesa di superare gli esami di anno in anno, l'attesa per il primo posto di lavoro, l'attesa per il matrimonio, l'attesa per la costruzione di una casa, ecc. Poi si vive per altre attese attraverso la vita e le esperienze dei nostri figli, e così via. Invecchiando cominciamo a guardare indietro ai giorni “felici” del nostro passato e cerchiamo di riviverli nella memoria. Noi stiamo sopportando il presente anticipando ed aspettando che qualcosa accada o lo stiamo sopportando nel ricordo dei momenti felici del nostro passato? Quanti giorni ci sono stati nella nostra intera vita in cui abbiamo sentito di essere veramente vivi e che stavamo veramente godendo il momento, quel momento unico che non si sarebbe mai più potuto rivivere?
Il metodo che noi dovremmo usare consiste nel vivere la nostra vita pienamente, mettendo anche alla prova ogni teoria e filosofia che ci interessa, istante per istante.
Poiché la ricerca della felicità è universale, anche grandi menti del passato hanno detto la loro su questo soggetto.
I semplici punti base per raggiungere la felicità possono essere adottati da ognuno e possono essere insegnati, usando un linguaggio semplice, anche ai bambini. Quale grande beneficio ne avrebbero i bambini di tutto il mondo se si insegnassero loro le semplici basi della felicità! Ciò potrebbe portare la vera pace sulla terra perché ci sarebbe la pace nel loro cuore.
Confucio non ha detto le seguenti parole a caso, che condivido pienamente:
“Se c'è rettitudine nel cuore, ci sarà bellezza nel carattere. Se c'è bellezza nel carattere, ci sarà armonia nella casa. Se c'è armonia nella casa, ci sarà ordine nella nazione. Se c'è ordine nella nazione, ci sarà pace nel mondo”.
“La felicità - disse Platone - è il fine della religione, lo scopo della filosofia, il sogno dell'infelice, ciò che tutto il mondo cerca”.
“La felicità è grande amore e molto servizio. Se nel viaggio della vita si perde la felicità, è dubbio che ci sia qualche altra cosa che valga la pena di ottenere”.
“Non c'è dovere che noi sottovalutiamo tanto quanto il dovere di essere felici. Quando siamo felici, noi seminiamo nel mondo benefici anonimi che rimangono sconosciuti anche a noi stessi” (Robert Louis Stevenson).
Negli ultimi messaggi di Lord Baden Powell al pubblico, ai Boy Scouts e alle Girl Guides, è detto: “Ciò che vale di più nella vita è il cercare di mettere un po' di felicità nella vita degli altri”.
Emerson ha dichiarato: “A me sembra che il fine di tutta la vita sia la felicità”.
È la speranza della felicità che sostiene l'interesse e l'entusiasmo nella vita di tutti i giorni. Questi punti di vista sulla felicità possono trasformare ogni nostra giornata in una grande avventura, aggiungendo molto alla nostra comprensione e alla nostra gioia di vivere.
Ammirare il puro sguardo di un bambino è aprire una finestra sulla felicità.
II dizionario definisce la felicità come contentezza, buona fortuna, adattamento, allegrezza, ecc., ma per comprendere veramente cos'è la felicità dobbiamo conoscerla in tutti i suoi aspetti e in tutti i significati che assume quanto è percepita dai vari temperamenti umani: il materialista, l'emozionale, l’intellettuale, lo spirituale, e ciascuno con i suoi propri atteggiamenti e le sue particolari sensibilità. La felicità per alcuni può significare armonia o “essere in tono” sul piano fisico, o sul piano emozionale, o sul piano mentale o su quello spirituale, ciò che permette loro di raggiungere benessere fisico, soddisfazione emozionale, acutezza intellettuale o virtù spirituale. Naturalmente, le divisioni servono soltanto a scopo di studio, poiché la coscienza è una sola. Secondo il tipo a cui apparteniamo, l'armonia può esistere per noi su uno di questi piani oppure su due, tre o quattro di essi. Ci sono centinaia e anche migliaia di differenti piaceri o di modi per raggiungere la felicità, ma tutti possono essere classificati secondo che si trovano in armonia con uno dei quattro piani: fisico, emozionale, mentale o spirituale. Se per noi l'armonia esiste su tutti questi piani, allora saremo persone felici, staremo bene di salute, e nei momenti più intensi di questa felicità, potremo godere la vita nella sua pienezza.
Se l'armonia esiste soltanto su uno o due piani (per esempio, sul fisico e sull'emozionale) e non c'è armonia nella nostra coscienza (il piano spirituale), allora la felicità sarà molto limitata: i piaceri in questo caso sono usualmente di breve durata e i loro effetti disturbano il nostro vivere. Soltanto quando l'armonia è sostenuta dal nostro IO Inferiore possiamo essere veramente felici. Qualche volta il fisico, l'emozionale e il mentale si scontrano fra loro. Desideriamo qualcosa che la nostra mente sa non essere giusta; altre volte i nostri pensieri non hanno l'approvazione della nostra coscienza. L'armonia simultanea su tutti i piani porta al più alto grado di felicità. Naturalmente non è sempre possibile avere armonia su tutti i piani, ma se si riesce ad averla sul piano più alto, si ottiene un grado alto di felicità e nel cuore si sviluppa contentezza e pace che aiutano a controllare le disarmonie sui piani inferiori. Quando si è giovani sono i piaceri fisici ed emozionali che ci attraggono di più, quelli che gli psicologi classificano come mezzi per “evadere”, per sfuggire cioè, attraverso questi piaceri, alla vita comune e senza eventi di tutti i giorni. Quanto più il giovane è vuoto dentro e privo di ideali, tanto più cerca la felicità sul piano fisico ed emozionale ma, a causa della sua povertà ulteriore, trova difficoltà a soddisfare anche questi desideri. Così, un altro tipo d'individuo è attratto dallo studio e ritrae felicità a mezzo della ricerca intellettuale; ma, col maturare della nostra personalità, ci accorgiamo che il nostro scopo è di ottenere l'armonia che proviene dalla nostra coscienza. Dobbiamo notare come in questi differenti gruppi in cui siamo divisi, più è basso il piano col quale si è in armonia, più è grande la nostra dipendenza dalle sorgenti di piacere esteriori; più alto è il piano col quale ci siamo messi in armonia, più grande sarà l'influenza che possiamo avere sulla nostra felicità.
L'armonia sui diversi piani ci da la chiave per il controllo della nostra personalità e della nostra salute. A seconda della quantità di armonia o di discordia che seminiamo nella nostra vita di ogni giorno, noi determiniamo esattamente in quale grado l'armonia o la discordia attrarranno o respingeranno gli altri a mezzo della nostra personalità. È il fattore decisivo che ci porta ad avere molti o pochi amici. Ad un medico fu chiesto il nome della più diffusa e dannosa malattia dei giorni nostri. “La solitudine”, rispose, “la semplice solitudine che porta con sé melanconia, noia e mancanza di amici”. Inoltre nella misura in cui noi seminiamo armonia o disarmonia determiniamo in quale proporzione avremo buona o cattiva salute, poiché la perfetta salute si basa sulla perfetta armonia nei corpi mentale, emozionale e fisico.
Il Dr. Hans Selye ha dichiarato:
“La causa delle malattie è lo squilibrio chimico nel corpo, causato dalla tensione”.
Che cosa causa la tensione? Soltanto la disarmonia o discordanza, mentale, emozionale e fisica.
Oggi non è difficile soffrire di malattie psicosomatiche, cioè di malattie causate dall'ansietà, dall'inquietudine, da difficoltà esistenziali, da disturbi emotivi, da sensi di colpa, di paura, ecc., le preoccupazioni e gli squilibri emozionali possono essere le sorgenti degli incidenti che capitano sul lavoro.
“Ognuno di noi ha dentro di sé un prodigioso potere per mantenersi in buona salute, il potere di suscitare e mantenere buone emozioni”,
Molti naturopati credono che la salute fisica dipenda da importanti fattori fisici, come la dieta, l'esercizio, l'eliminazione dei rifiuti del corpo, il rilassamento, ecc., che hanno senz'altro un importante posto nell'armonia fisica. Dato che la disarmonia è riconosciuta essere la causa e la base della cattiva salute, della personalità emozionalmente ammalata, degli accidenti, delle disgrazie sul lavoro e della solitudine, nostro compito - il compito preminente di tutti i giorni - è quello di studiare il nostro comportamento in modo da imparare a guidarlo e a raggiungere così la felicità. Perché la felicità può essere ottenuta nello stesso modo con cui si ottengono buoni muscoli o si impara a suonare uno strumento musicale, cioè con l'esercizio. Nessun altro lo può fare per noi. La felicità non può essere ottenuta tramite gli altri ma soltanto con la nostra diretta ricerca.
Quando in noi c'è armonia sul piano della coscienza e siamo perciò in armonia su tutti i piani, la nostra vita si espande, possiamo gustare ogni momento della nostra esistenza e troviamo in noi interessi, slanci e risorse che ci fanno rimanere giovani di spirito anche nella più avanzata età.
Possiamo allora apprezzare il significato del famoso brindisi di Swift:

“Possiate vivere tutti i giorni della vostra vita!”.

Spero di avervi incuriosito con questo argomento che fa parte della nostra vita di esseri umani, nel prossimo capitolo vedremo come la felicità può essere conquistata direttamente applicando la legge di causa ed effetto.

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