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Carissimi lettori con questa prima parte
affronto un altro argomento il cui contenuto fa parte della
nostra vita quotidiana di noi esseri umani ma al quale non
sempre sappiamo dare una risposta o avere certezze.
Nel mio archivio di libri e libretti formato mignon ho trovato
un libretto di Joseph Pang Wai di alcuni anni fa “La
Felicità per voi, ora” che mi ha veramente
colpito per l’argomento trattato di interesse comune
e che vi riassumo nei capitoli che seguiranno.
Tutto quanto seguirà, ha lo scopo di farci scoprire
che, oltre ad avere una mente, abbiamo anche un cuore, e che
è imparando ad amare e a costruire positivamente la
nostra vita, che conquisteremo la felicità. Se siamo
esseri umani di buona volontà e se perciò stiamo
diventando altruisti, queste righe ci insegneranno anche a
diventare dei distruttori delle cause della paura, dell'ignoranza,
dell'egoismo e della sofferenza. Vincere tutto questo vuol
dire imparare a comprendere, imparare a vincere gli effetti
del male arrivando a distruggere le cause che li hanno prodotti.
Possiamo riassumere la filosofia della felicità in
cinque punti basilari, semplici e alla portata di tutti:
1 - Tutti cercano la felicità.
2 - La felicità si può ottenere a mezzo della
Legge di causa e di effetto.
3 - Il controllo di sé stessi è il segreto della
felicità: 100% controllo = 100% felicità.
4 - Essere costantemente coscienti del proprio vivere e del
fluire della vita.
5 - Godere la vita in ogni momento.
Pensate che tutti cercano la felicita, un'inchiesta
svoltasi negli U.S.A. fu fatta, a più di tremila persone,
ponendo la seguente domanda: “Per che cosa vivete?”.
Il novantaquattro per cento rispose di stare semplicemente
sopportando il presente nell'attesa di un futuro migliore.
Quando si è giovani si passa buona parte del tempo
nell'attesa che accada qualcosa: l'attesa di superare gli
esami di anno in anno, l'attesa per il primo posto di lavoro,
l'attesa per il matrimonio, l'attesa per la costruzione di
una casa, ecc. Poi si vive per altre attese attraverso la
vita e le esperienze dei nostri figli, e così via.
Invecchiando cominciamo a guardare indietro ai giorni “felici”
del nostro passato e cerchiamo di riviverli nella memoria.
Noi stiamo sopportando il presente anticipando ed aspettando
che qualcosa accada o lo stiamo sopportando nel ricordo dei
momenti felici del nostro passato? Quanti giorni ci sono stati
nella nostra intera vita in cui abbiamo sentito di essere
veramente vivi e che stavamo veramente godendo il momento,
quel momento unico che non si sarebbe mai più potuto
rivivere?
Il metodo che noi dovremmo usare consiste nel vivere la nostra
vita pienamente, mettendo anche alla prova ogni teoria e filosofia
che ci interessa, istante per istante.
Poiché la ricerca della felicità è universale,
anche grandi menti del passato hanno detto la loro su questo
soggetto.
I semplici punti base per raggiungere la felicità possono
essere adottati da ognuno e possono essere insegnati, usando
un linguaggio semplice, anche ai bambini. Quale grande beneficio
ne avrebbero i bambini di tutto il mondo se si insegnassero
loro le semplici basi della felicità! Ciò potrebbe
portare la vera pace sulla terra perché ci sarebbe
la pace nel loro cuore.
Confucio non ha detto le seguenti parole a caso, che condivido
pienamente:
“Se c'è rettitudine nel cuore, ci sarà
bellezza nel carattere. Se c'è bellezza nel carattere,
ci sarà armonia nella casa. Se c'è armonia nella
casa, ci sarà ordine nella nazione. Se c'è ordine
nella nazione, ci sarà pace nel mondo”.
“La felicità - disse Platone - è il fine
della religione, lo scopo della filosofia, il sogno dell'infelice,
ciò che tutto il mondo cerca”.
“La felicità è grande amore e molto servizio.
Se nel viaggio della vita si perde la felicità, è
dubbio che ci sia qualche altra cosa che valga la pena di
ottenere”.
“Non c'è dovere che noi sottovalutiamo tanto
quanto il dovere di essere felici. Quando siamo felici, noi
seminiamo nel mondo benefici anonimi che rimangono sconosciuti
anche a noi stessi” (Robert Louis Stevenson).
Negli ultimi messaggi di Lord Baden Powell al pubblico, ai
Boy Scouts e alle Girl Guides, è detto: “Ciò
che vale di più nella vita è il cercare di mettere
un po' di felicità nella vita degli altri”.
Emerson ha dichiarato: “A me sembra che il fine di tutta
la vita sia la felicità”.
È la speranza della felicità che sostiene l'interesse
e l'entusiasmo nella vita di tutti i giorni. Questi punti
di vista sulla felicità possono trasformare ogni nostra
giornata in una grande avventura, aggiungendo molto alla nostra
comprensione e alla nostra gioia di vivere.
Ammirare il puro sguardo di un bambino è aprire una
finestra sulla felicità.
II dizionario definisce la felicità come contentezza,
buona fortuna, adattamento, allegrezza, ecc., ma per comprendere
veramente cos'è la felicità dobbiamo conoscerla
in tutti i suoi aspetti e in tutti i significati che assume
quanto è percepita dai vari temperamenti umani: il
materialista, l'emozionale, l’intellettuale, lo spirituale,
e ciascuno con i suoi propri atteggiamenti e le sue particolari
sensibilità. La felicità per alcuni può
significare armonia o “essere in tono” sul piano
fisico, o sul piano emozionale, o sul piano mentale o su quello
spirituale, ciò che permette loro di raggiungere benessere
fisico, soddisfazione emozionale, acutezza intellettuale o
virtù spirituale. Naturalmente, le divisioni servono
soltanto a scopo di studio, poiché la coscienza è
una sola. Secondo il tipo a cui apparteniamo, l'armonia può
esistere per noi su uno di questi piani oppure su due, tre
o quattro di essi. Ci sono centinaia e anche migliaia di differenti
piaceri o di modi per raggiungere la felicità, ma tutti
possono essere classificati secondo che si trovano in armonia
con uno dei quattro piani: fisico, emozionale, mentale o spirituale.
Se per noi l'armonia esiste su tutti questi piani, allora
saremo persone felici, staremo bene di salute, e nei momenti
più intensi di questa felicità, potremo godere
la vita nella sua pienezza.
Se l'armonia esiste soltanto su uno o due piani (per esempio,
sul fisico e sull'emozionale) e non c'è armonia nella
nostra coscienza (il piano spirituale), allora la felicità
sarà molto limitata: i piaceri in questo caso sono
usualmente di breve durata e i loro effetti disturbano il
nostro vivere. Soltanto quando l'armonia è sostenuta
dal nostro IO Inferiore possiamo essere veramente felici.
Qualche volta il fisico, l'emozionale e il mentale si scontrano
fra loro. Desideriamo qualcosa che la nostra mente sa non
essere giusta; altre volte i nostri pensieri non hanno l'approvazione
della nostra coscienza. L'armonia simultanea su tutti i piani
porta al più alto grado di felicità. Naturalmente
non è sempre possibile avere armonia su tutti i piani,
ma se si riesce ad averla sul piano più alto, si ottiene
un grado alto di felicità e nel cuore si sviluppa contentezza
e pace che aiutano a controllare le disarmonie sui piani inferiori.
Quando si è giovani sono i piaceri fisici ed emozionali
che ci attraggono di più, quelli che gli psicologi
classificano come mezzi per “evadere”, per sfuggire
cioè, attraverso questi piaceri, alla vita comune e
senza eventi di tutti i giorni. Quanto più il giovane
è vuoto dentro e privo di ideali, tanto più
cerca la felicità sul piano fisico ed emozionale ma,
a causa della sua povertà ulteriore, trova difficoltà
a soddisfare anche questi desideri. Così, un altro
tipo d'individuo è attratto dallo studio e ritrae felicità
a mezzo della ricerca intellettuale; ma, col maturare della
nostra personalità, ci accorgiamo che il nostro scopo
è di ottenere l'armonia che proviene dalla nostra coscienza.
Dobbiamo notare come in questi differenti gruppi in cui siamo
divisi, più è basso il piano col quale si è
in armonia, più è grande la nostra dipendenza
dalle sorgenti di piacere esteriori; più alto è
il piano col quale ci siamo messi in armonia, più grande
sarà l'influenza che possiamo avere sulla nostra felicità.
L'armonia sui diversi piani ci da la chiave per il controllo
della nostra personalità e della nostra salute. A seconda
della quantità di armonia o di discordia che seminiamo
nella nostra vita di ogni giorno, noi determiniamo esattamente
in quale grado l'armonia o la discordia attrarranno o respingeranno
gli altri a mezzo della nostra personalità. È
il fattore decisivo che ci porta ad avere molti o pochi amici.
Ad un medico fu chiesto il nome della più diffusa e
dannosa malattia dei giorni nostri. “La solitudine”,
rispose, “la semplice solitudine che porta con sé
melanconia, noia e mancanza di amici”. Inoltre nella
misura in cui noi seminiamo armonia o disarmonia determiniamo
in quale proporzione avremo buona o cattiva salute, poiché
la perfetta salute si basa sulla perfetta armonia nei corpi
mentale, emozionale e fisico.
Il Dr. Hans Selye ha dichiarato:
“La causa delle malattie è lo squilibrio chimico
nel corpo, causato dalla tensione”.
Che cosa causa la tensione? Soltanto la disarmonia o discordanza,
mentale, emozionale e fisica.
Oggi non è difficile soffrire di malattie psicosomatiche,
cioè di malattie causate dall'ansietà, dall'inquietudine,
da difficoltà esistenziali, da disturbi emotivi, da
sensi di colpa, di paura, ecc., le preoccupazioni e gli squilibri
emozionali possono essere le sorgenti degli incidenti che
capitano sul lavoro.
“Ognuno di noi ha dentro di sé un prodigioso
potere per mantenersi in buona salute, il potere di suscitare
e mantenere buone emozioni”,
Molti naturopati credono che la salute fisica dipenda da importanti
fattori fisici, come la dieta, l'esercizio, l'eliminazione
dei rifiuti del corpo, il rilassamento, ecc., che hanno senz'altro
un importante posto nell'armonia fisica. Dato che la disarmonia
è riconosciuta essere la causa e la base della cattiva
salute, della personalità emozionalmente ammalata,
degli accidenti, delle disgrazie sul lavoro e della solitudine,
nostro compito - il compito preminente di tutti i giorni -
è quello di studiare il nostro comportamento in modo
da imparare a guidarlo e a raggiungere così la felicità.
Perché la felicità può essere ottenuta
nello stesso modo con cui si ottengono buoni muscoli o si
impara a suonare uno strumento musicale, cioè con l'esercizio.
Nessun altro lo può fare per noi. La felicità
non può essere ottenuta tramite gli altri ma soltanto
con la nostra diretta ricerca.
Quando in noi c'è armonia sul piano della coscienza
e siamo perciò in armonia su tutti i piani, la nostra
vita si espande, possiamo gustare ogni momento della nostra
esistenza e troviamo in noi interessi, slanci e risorse che
ci fanno rimanere giovani di spirito anche nella più
avanzata età.
Possiamo allora apprezzare il significato del famoso brindisi
di Swift:
“Possiate vivere tutti i giorni della vostra vita!”.
Spero di avervi incuriosito con questo argomento che fa parte
della nostra vita di esseri umani, nel prossimo capitolo vedremo
come la felicità può essere conquistata direttamente
applicando la legge di causa ed effetto.
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