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"Integratori alimentari - Quarta parte"
di Piero Marenco


Nel precedente articolo ho illustrato la funzione, l'utilizzo e la reperibilità di alcuni importanti integratori alimentari importantissimi come la vitamina "C", e l'importanza degli integratori alimentari di "fibra vegetale" a seguire, troverete altri importanti integratori alimentari per la nostra nutrizione.

INTEGRATORI DI MINERALI
Gli organismi viventi animali e vegetali, sono in gran parte costituiti da composti organici in cui carbonio, idrogeno, ossigeno e azoto sono gli elementi più abbondanti, mentre relativamente abbondanti risultano lo zolfo ed il fosforo.
Numerosi altri elementi, almeno 40, pur essendo presenti nell'organismo in piccole o piccolissime quantità, hanno una notevole influenza sulla salute. L'uomo è un equilibrio dinamico di materia e di energia, un'armonia di sostanze diverse e in particolare di minerali in forma di sali e di ioni: l'uomo è un universo minerale.
Gli elementi minerali che ritroviamo nel corpo umano si possono suddividere in due grandi gruppi:
1- i macro elementi se il nostro organismo ne ha bisogno in quantità relativamente grandi, dell'ordine del grammo o più. Tali sono il sodio, il potassio, il calcio, il fosforo, il cloro, lo zolfo, il magnesio.
2 - i micro elementi se, all'opposto, devono essere forniti al corpo umano in quantità molto piccole, dell'ordine del millesimo di milligrammo (microgrammo) fino a qualche decina di milligrammi. Tali sono il ferro, il fluoro, lo iodio, il nichel, lo stagno, il vanadio, il selenio, il cobalto, il cromo, il molibdeno, il manganese, il rame, lo zinco, il bismuto, il litio, l'alluminio, il cadmio, il boro.
Questi elementi, a causa della loro bassissima concentrazione nei tessuti del corpo, sono stati denominati oligo elementi, oppure elementi traccia, perché presenti talvolta solo in tracce.
In base alla loro indispensabilità, un gruppo di minerali sono definiti essenziali, intendendo con ciò che la loro assenza è incompatibile con la vita o con un buon stato di salute. Sono metalli essenziali il sodio, il potassio, il cobalto, il rame, il calcio, il magnesio, il ferro, lo zinco, il vanadio, il cromo, il manganese, il molibdeno, il selenio, il silicio.
Altri metalli sono benefici, ma non indispensabili poiché una loro carenza anche grave non provoca conseguenze dannose, almeno in apparenza.
Bisogna, infatti, tenere presente che le conoscenze sul ruolo fisiologico dei metalli sono ancora scarse e insufficienti. La costante ricerca sulla funzione biologica di questi costituenti minerali porta continuamente a riconoscere come essenziali elementi che in un passato prossimo si consideravano solo benefici, mentre metalli ritenuti comunque tossici, come il nichel o il rame o il cromo o il piombo in dosi infinitesimali hanno rivelato la loro utilità a favore di importanti funzioni del nostro organismo.
La prima utilizzazione di un oligo elemento nella cura delle malattie dell'uomo è molto antica.
Essa riguarda lo iodio che fu prescritto con successo e regolarmente molto tempo prima della sua scoperta come elemento chimico. Infatti, un alchimista medioevale, aveva osservato che le spugne cotte ai ferri erano ottimi medicamenti contro il gozzo.
Solo nel 1819, il francese Coindet dimostrò che l'utilità di questo rimedio derivava dallo iodio contenuto, come in tanti altri prodotti di mare, nelle spugne.
Nel 1850, il chimico francese Jean Boussingault, dopo l'osservazione del suo connazionale Coindet compiuta all'inizio di quello stesso secolo, scoprì che i depositi di sale che gli indiani del Sud?America usavano per curare il gozzo era ricco di iodio e sottolineò l'essenzialità di questo elemento nella cura dell'ingrossamento della tiroide.
All'inizio del '900, il medico francese J. U. Sutter introdusse con sistematicità l'uso degli oligo elementi in terapia e, pur senza seguire rigidi criteri scientifici, dimostrò l'attività curativa del manganese e del rame negli stati artritici e tubercolotici.
Solo con Jacques Menetrier, nel 1932, sì avvia l'"età moderna" degli oligoelementi; da allora, il lavoro di questo pioniere della metallo terapia è stato proseguito da una agguerrita schiera di allievi che hanno indirizzato le loro ricerche verso l'individuazione di spiegazioni scientifiche dell'efficacia terapeutica dei metalli traccia.

La funzione dei metalli traccia
I metalli traccia (o oligo elementi) costituiscono un aspetto della biochimica cellulare che è rimasto a lungo misconosciuto e considerato come "minore" rispetto al ruolo di altri principi nutritivi come, ad esempio, le vitamine; spesso, ancora oggi dopo numerosi decenni di studi su questo grande capitolo della nutrizione, l'azione dei metalli nella fisiologia umana è sottovalutata o ritenuta di secondario interesse.
Come agiscono i metalli traccia? I processi vitali che si svolgono nelle cellule e nei liquidi organici hanno bisogno di enzimi, catalizzatori biologici che vengono fabbricati per accelerare le migliaia di reazioni chimiche che assicurano la condizione di vitalità.
Il ruolo delle vitamine in rapporto all'attività di molti enzimi è conosciuto ormai da molto tempo, ma solo recentemente si è cominciato ad esaminare anche il contributo e il compito degli elementi minerali.
Infatti, il funzionamento di circa i 2/3 degli oltre duemila enzimi noti richiede la presenza di attivatori metallici in forma di ioni (manganese, cobalto, zinco, ecc.), mentre per un'altra frazione il metallo fa parte addirittura della struttura dell'enzima.
I metalli hanno rapporti funzionali anche con molecole non enzimatiche come gli ormoni (insulina, tiroxina), le vitamine (B12, B8) o l'emoglobina che contiene ferro.
In pratica, i minerali, sebbene presenti in concentrazioni basse o talvolta infinitesimali, regolano tutte le funzioni organiche, una loro carenza turba l'equilibrio, indebolisce e rende pericolosamente fragile il terreno vitale.

Ruolo fisiologico di alcuni metalli
Nella crescita, Manganese - Ferro - Rame - Zinco - Selenio - Vanadio; Nello sviluppo sessuale e riproduzione, Manganese - Zinco; Nella dentizione, Fluoro - Molibdeno - Vanadio; Nel gusto, Rame - Zinco - Nichel; Nella coagulazione, Manganese - Calcio; Nel metabolismo degli zuccheri, Cromo - Zinco - Manganese; Nel metabolismo dei grassi, Cromo - Manganese - Vanadio - Zinco; Nel metabolismo cerebrale, Zinco - Manganese - Rame; Nei disturbi della tiroide, Iodio - Rame - Manganese; Nei problemi di insulina, Cromo - Zinco; Per l'assimilazione della vitamina B, Manganese; Per l'assimilazione della vitamina A, Zinco; Per l'assimilazione della vitamina E, Selenio - Molibdeno; Per l'assimilazione della vitamina B12, Cobalto

Zinco
Fin dal 1934, è stato accertato che lo zinco è un metallo essenziale per la crescita e lo sviluppo dei mammiferi.
Nell'uomo, sono contenuti circa 2 g di zinco, distribuiti prevalentemente nel sangue (50%) e nelle ossa e pelle (30?35%). La quota rimanente (15?20%) si trova concentrata nel pancreas, negli occhi e negli organi sessuali maschili. La percentuale presente nella pelle e nelle ossa sembra esercitare anche una funzione di riserva poiché una prolungata eliminazione del metallo dai minerali giornalmente consumati porta a un suo parziale trasferimento verso il sangue e gli organi in cui svolge funzioni essenziali.
Questo metallo è indispensabile per l'accrescimento, lo sviluppo psico fisico, la maturazione degli organi sessuali, la buona funzionalità della prostata, i processi di cicatrizzazione di ferite e ustioni.
Lo zinco è implicato nella fabbricazione delle proteine e nel metabolismo degli zuccheri: potenziando la massa muscolare con le proteine e rifornendola di energia con gli zuccheri, questo metallo costituisce un rimedio antifatica. Una carenza di zinco è accompagnata da un basso tenore dell'ormone maschile testosterone e da una diminuzione degli spermatozoi vitali ed ha suggerito l'utilità del metallo nell'impotenza e nella sterilità secretoria, cioè imputabile ad un'insufficiente produzione di spermatozoi vitali.
La carenza di zinco aumenta la suscettibilità alle infezioni, soprattutto nei bambini con una maggiore vulnerabilità di fronte ad aggressioni di tipo batterico e virale. Nell'adulto un deficit di zinco provoca alterazioni del senso del gusto, caduta di capelli, ritardata cicatrizzazione delle ferite, inappetenza, cecità notturna, ritardato sviluppo dei caratteri sessuali secondari, disturbi alla prostata, scadente risposta immunitaria e rallentamento nell'attività produttiva ormonale dell'ipofisi.
La carenza di zinco durante la gravidanza si associa spesso ad un ritardo della crescita fetale, a malformazioni a carico del sistema nervoso centrale e dell'apparato scheletrico. Questo metallo è indicato negli squilibri dell'ipofisi, nella difettosa cicatrizzazione delle ferite, nel prostatismo, nel diabete e quando le difese immunitarie sono scarse.
Lo zinco si trova nelle ostriche, nell'aringa, nell'acqua di mare, nell'uovo, nei piselli, nel lievito di birra, nell'avena, nell'orzo, nelle arachidi, nella lattuga, negli spinaci e nei fagioli.
Per ultimo, gioverà ricordare che i legumi sono ricchi di sostanze che si comportano come potenti sequestratori di zinco, mentre il pane ben lievitato contiene delle sostanze che inibiscono questo processo.
Ha una netta azione sulle funzioni cerebrali ed agisce favorevolmente nei ritardi dello sviluppo intellettuale del bambino. La sua influenza interessa anche i centri regolatori del sonno. Utile nelle insonnie dei soggetti ansiosi e sovraffaticati. Si trova nell'acqua di mare.

Litio
t un equilibratore psichico che svolge un ruolo importante nel trattamento delle sindromi psicosomatiche funzionali e nella prevenzione di forme psichiatriche gravi; è indicato nell'angoscia, nell'ansia, nel nervosismo, nei disturbi dell'umore, negli stati depressivi. Il litio possiede anche una azione diuretica e accelera, in modo particolare, la eliminazione dell'urea e dell'acido urico. Si trova nelle alghe e nell'acqua di mare.

Bismuto
E' efficace nella prevenzione e nel trattamento delle malattie infettive e infiammatorie, acute e croniche, della sfera naso gola. Si prescrive nelle tonsilliti, nelle laringiti e nelle faringiti. Potenzia l'attività antinfettiva del rame. Si trova nell'acqua di mare.

Fluoro
E' un regolatore del metabolismo del calcio ed è pertanto indicato nei ritardi di ossificazione, nell'osteoporosi, nella scoliosi, nella profilassi della carie, nel consolidamento di fratture, nei problemi dei legamenti. Si trova nei cereali, nelle carote, nell'aglio, nelle verdure a foglie verdi, nell'acqua di mare. Attualmente il fluoro è addizionato (come fluoruro di sodio) all'acqua potabile di molti paesi del mondo, fra i quali l'Italia.

Rame
Il corpo umano contiene 100?150 mg di rame e gli organi nei quali si trova presente in maggiore concentrazione sono il fegato, il cervello, i reni, il pancreas, la milza, il cuore e i polmoni. Il rame svolge funzioni importanti perché entra a far parte di numerosi enzimi, molti dei quali partecipano alle fondamentali reazioni di ossido riduzione. E' in grado di potenziare i meccanismi immunitari di difesa dell'organismo perché partecipa direttamente alla produzione di anticorpi: ciò spiega la sua energica azione antibatterica e antivirale.
Quando l'organismo subisce un'aggressione da germi infettivi, mobilita prontamente le riserve di rame tanto che è possibile apprezzare un impoverimento di questo metallo nei tessuti.
Una carenza di rame può causare anemia perché questo elemento è necessario per l'assorbimento e la veicolazione del ferro che entra nella formazione dell'emoglobina, il pigmento rosso del sangue; ma anche un basso livello dei globuli bianchi nel sangue, una imperfetta formazione delle ossa.
Il rame si impiega con profitto nelle affezioni febbrili acute, nelle malattie virali e batteriche, nei deficit di difese organiche e nel reumatismo articolare. Si trova nelle mandorle, nelle nocciole, nei cereali, nei legumi, nelle cipolle, nelle carote, nel polline, nelle ostriche, nel cioccolato e nell'acqua di mare.


Zolfo
In natura, lo zolfo esiste sia allo stato di elemento sia sotto forma di solfuri e solfati metallici. Negli organismi viventi, è associato a molecole importanti come l'insulina, le vitamine B1, e B8, l'eparina, alcuni aminoacidi; anche numerosi enzimi hanno proprio nel gruppo contenente zolfo il loro "centro attivo". Il corpo umano ne contiene 100 g.
Lo zolfo è coinvolto nei processi di detossificazione che hanno sede nel fegato ed è un elemento importante per le ossa, la secrezione biliare, le articolazioni e la fabbricazione del collagene, la principale proteina che forma il tessuto connettivo.
Questo elemento è impiegato nelle malattie reumatiche e polmonari, nelle disfunzioni epato biliari e nelle malattie della pelle di origine epatica.
Lo zolfo si trova nelle arachidi, nell'avena, nei fagioli, nel frumento, nei piselli, nei broccoli, nel cavolo, nella cipolla, nell'aglio, negli spinaci, nelle patate, nell'orzo e nella lattuga.
Nel prossimo articolo passerò alla descrizione dell'ultima parte degli integratori alimentari minerali, descrivendo in che alimenti sono contenuti e come utilizzarli.

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