NON SOLO PLEIN AIR - ARGOMENTI SUI QUALI RIFLETTERE
"Integratori alimentari - Prima parte"
di Piero Marenco


Negli anni 1930-50, le vitamine, scoperte agli inizi del secolo scorso, conquistarono l'immaginazione del pubblico e suscitarono sfrenati entusiasmi nella classe medica che, per qualche tempo, considerarono queste sostanze come una panacea.
Oggi le vitamine conoscono una seconda giovinezza. Si tratta di un ritorno e di una valorizzazione che ha ora salde basi scientifiche perché la ricerca biochimica e cellulare hanno mostrato la centralità delle vitamine nel metabolismo dell'organismo vivente individuando, in un gran numero di casi, la funzione e il meccanismo d'azione di queste sostanze regolatrici.
Le vitamine (il nome è formato dalle parole vita e amina, con il significato di "amina d'importanza vitale") sono, in sostanza, dei catalizzatori e dei regolatori dei processi metabolici, intervenendo in moltissime reazioni enzimatiche.
Non esiste aspetto della vita organica che non sia, direttamente o indirettamente, influenzato dalle vitamine le cui funzioni sono paragonabili, sotto diversi aspetti, a quelle degli ormoni.
Le vitamine potenziano le difese dell'organismo, intervengono nei processi riparativi delle cellule danneggiate dall'azione lesiva d'agenti fisici o chimici, influiscono su tutte le ghiandole endocrine, sull'equilibrio minerale, sulla produzione e demolizione del tessuto osseo, sulla funzionalità del sistema nervoso centrale, sul processo della visione, sulle vie che trasformano i grassi, le proteine, gli zuccheri.
Questi nutrienti, per quanto scoperti e studiati ormai da diversi anni, non hanno ancora rivelato tutti i segreti della loro azione.
Una mancanza di vitamine, in una prima fase, provoca generalmente solo danni a livello biochimico, che non sempre si esprimono con sintomi chiari e inequivocabili. Solo dopo numerosi anni o in occasione di particolari eventi o situazioni (stress, gravidanza, attività fisica intensa, ecc.), lo stato carenziale può esprimersi con la malattia.
Si tratta di forme d'ipovitaminosi latenti che sono tanto più pericolose poiché rimangono incontrollate per lunghi periodi.
Quali le cause di queste forme carenziali se tutti gli alimenti allo stato naturale contengono i micronutrienti indispensabili per la salute? Lo scarso consumo di frutta e verdura fresca, la cottura, la conservazione, la raffinazione, le manipolazioni casalinghe e industriali dei cibi, sono i principali responsabili della riduzione di vitamine nella nostra alimentazione.
Dopo questi interventi gli alimenti sono ancora sostanzialmente invariati per quanto concerne il valore calorico, la quantità e la qualità delle proteine, dei glucidi e dei grassi. Ben diverso è, invece, il destino delle vitamine e dei sali minerali, che sono sovente distrutti o volatilizzati in misura variabile o, in ogni modo, subiscono una perdita d'attività nutrizionale.
E' allora sempre più importante garantire all'organismo un adeguato apporto di vitamine, che si può realizzare mediante una razionale integrazione di queste sostanze nutritive.

INTEGRATORE DI VITAMINA A
Olio di fegato di pesce
Le indagini, sperimentali, hanno permesso di dimostrare in modo sicuro che l'azione di questa vitamina è indispensabile per garantire uno sviluppo normale degli organismi, per assicurare la crescita regolare ed armonica, per conservare la salute di molti tessuti e, infine, per consentire la piena funzione dell'organo della visione, riguarda i processi che, nella retina dell'occhio, stanno alla base della visione notturna.
Altre funzioni controllate dalla vitamina A riguardano la salute della pelle, lo sviluppo del sistema scheletrico e l'attività d'alcune ghiandole a secrezione interna (tiroide, corteccia surrenale, ecc).
La provitamina A più nota è il beta?carotene, il pigmento colorato che si trova abbondante nella carota. Esso è convertito nel nostro organismo in vitamina A.
Rallentano l'assorbimento di vitamina A l'olio minerale, il cortisone, il caffè, l'alcool, eccessi di ferro e mancanze di vitamina D, mentre lo favoriscono il complesso B, la colina, il calcio, lo zinco e le vitamine C, D, E, F.
Tra gli ortaggi di largo consumo, ve ne sono alcuni che primeggiano nel costituire una preziosa fonte di provitamina A, a tal punto da essere utili per l'arricchimento vitaminico della dieta: le foglie di spinacio, la carota, il frutto della rosa canina, la frutta a polpa gialla (albicocche, pesche, ecc.), i piselli. La vitamina A si trova nel fegato, nel latte, nelle uova, nel burro e nei formaggi.
Gli oli derivati dal fegato di vari pesci (merluzzo, tonno, ecc.) costituiscono, però, la fonte più abbondante di vitamina A.

INTEGRATORE DI VITAMINA D
Olio di fegato di pesce
La storia di questa vitamina è tristemente legata al rachitismo infantile, una malattia delle ossa, molto diffusa nell'Ottocento, che porta a deformità persistenti anche nell'età adulta.
L'azione fisiologica della vitamina D consiste nella regolazione del metabolismo del calcio e del fosforo.
La vitamina D è perciò essenziale per la normale formazione del tessuto osseo in relazione alla sua capacità di regolare la fissazione del calcio nelle ossa.
La prevenzione dell'ipovitaminosi D costituisce un problema sociale molto importante perché questa vitamina è contenuta in un numero relativamente scarso d'alimenti. Forse la vitamina D è quella più facilmente carente anche in una dieta apparentemente normale. Per questa ragione, la margarina è artificialmente arricchita con la vitamina nella maggior parte dei paesi.
Un'integratore più sicuro di vitamina D come per la vitamina A, è l'olio estratto dal fegato dei pesci di mare, di cui ho già parlato nel paragrafo precedente.
Tra gli alimenti, la vitamina D si ritrova nel latte, nel formaggio, nelle uova, nel burro e nella carne grassa dei pesci di mare.

INTEGRATORE DI VITAMINA E
Olio di germe di grano
La più nota proprietà biochimica della vitamina E è quella antiossidante. Essa è, infatti, capace di proteggere dall'ossidazione molecole nobili come la vitamina A, la vitamina C o gli acidi grassi polinsaturi. La vitamina ha un effetto di risparmio verso il selenio, un metallo che fa parte di un enzima?tuttofare, il cui compito è quello di neutralizzare e distruggere i perossidi che si formano all'interno delle cellule: sono sostanze nocive che, accumulandosi, rallentano la vitalità dei tessuti. Da questo punto di vista, la vitamina E si comporta come un vero e proprio "spazzino" della cellula. La vitamina E, inoltre, partecipa a funzioni più generali e totali che interessano tutto l'organismo.
Essa è legata alla buona funzionalità dell'asse ipofisi?tiroide: metabolismo, funzione sessuale, sistema cardiovascolare e crescita.
La vitamina E interviene nella costruzione del tessuto connettivo e di quello muscolare liscio e striato, tanto che una sua mancanza provoca invecchiamento precoce della pelle e distrofia muscolare; regola la respirazione cellulare favorendo l'ossigenazione dei tessuti e il metabolismo cellulare, prolunga la vita media dei globuli rossi del sangue, favorisce la buona salute del sistema nervoso centrale.
La sua azione biologica è potenziata dalle vitamine A, F, C, B1, dal selenio, dal fosforo, dal manganese. La vitamina E è largamente presente in natura. Si trova abbondante negli oli ricavati dal germe dei cereali spremuto a freddo, nelle verdure a foglie verdi, nel latte, nell'uovo, nel burro e nei semi oleaginosi (soia, noce, arachide, ecc).
Tra le fonti naturali di vitamina E, la più importante è l'olio di germe di grano ottenuto per pressione a freddo dell'embrione fresco. Esso contiene tutte le componenti liposolubili del germe in forma non modificata. L'olio di germe di grano contiene anche quantità importanti d'acidi grassi polinsaturi (vitamina F), lecitina (colina) e provitamina D.
Esso, a dosi opportune, si comporta come un efficace fattore antiaterosclerotico, avendo la capacità di normalizzare la concentrazione di colesterolo nel sangue e di proteggere il sistema circolatorio.

INTEGRATORE DI VITAMINA F
Gli oli vegetali
Ogni uomo sano deve introdurre ogni giorno 1 g di grassi per ogni chilo di peso corporeo. Tale quantità deve essere per metà d'origine animale (uova, formaggi, pesce, carne) per il restante 50% d'origine vegetale.
Gli oli ottenuti per spremitura a freddo dei semi oleaginosi forniscono la quota vegetale. Gli oli vegetali non solo sono importanti fonti d'energia (1 g = 9 Calorie), ma svolgono, per il loro contenuto d'acidi grassi polinsaturi e di vitamine liposolubili (A, D, E), notevoli funzioni di tipo plastico, metabolico e regolatore.
Gli acidi linoleico e linolenico sono classificati come "acidi grassi essenziali" perché l'uomo è incapace di fabbricarli da sé e deve necessariamente introdurli con gli alimenti. Non mancano studiosi che li considerano come veri fattori vitaminici includendoli nel particolare gruppo che forma la vitamina F (o vitamina della pelle). La scoperta del ruolo metabolico degli acidi grassi polinsaturi mise in rilievo che la lotta all'aterosclerosi può cominciare rispettando alcune semplici norme d'igiene alimentare. In quale modo? Un'elevata concentrazione di grassi nel sangue è nota come uno dei maggiori fattori di rischio per lo sviluppo dell'aterosclerosi. Ebbene, numerose ricerche hanno dimostrato che gli acidi grassi polinsaturi diminuiscono il tasso di colesterolo nel sangue ed ostacolano la precipitazione dei grassi sulle pareti vascolari.
Nell'ambito della vitamina F il ruolo dell'acido linoleico rappresenta la sostanza di maggiore significato biologico.
Si tratta di un principio nutritivo che si trova in tutti i grassi alimentari nei quali è contenuto in percentuale variabile.
L'acido linoleico influisce sulla contrattilità del muscolo cardiaco e sulla coagulazione del sangue, porta alla diminuzione della pressione arteriosa aumentata da un eccesso di cloruro di sodio (sale da cucina), regola il metabolismo del colesterolo.
Quando vi è abbondanza (ma non troppo!) d'acido linoleico, si ha una caduta della pressione arteriosa e dei livelli di colesterolo nonché una significativa diminuzione della formazione dei trombi arteriosi, tre fattori universalmente riconosciuti nella prevenzione delle malattie che colpiscono le arterie (del cuore, del cervello, ecc)., favorisce l'assorbimento delle vitamine liposolubili (A, D, E). Anche gli acidi grassi essenziali (vitamina F) devono essere presi in dosi controllate per evitare che vadano ad alterare la funzionalità di certi organi o a rompere delicati equilibri biochimici cellulari.
Non c'è dubbio che, se l'acido linoleico è assunto in forti dosi, diventa nocivo alla salute.
In pratica, la percentuale d'acido linoleico nella dieta, non deve superare il 3% delle calorie totali.
L'acido linoleico si trova in alta concentrazione nei comuni oli vegetali, alcuni dei quali si prestano egregiamente per costituire una fonte comoda e sicura di vitamina F.
L'olio di vinaccioli rappresenta la fonte più ricca di vitamina F e, se ottenuto per semplice spremitura meccanica a freddo, risulta anche privo dei componenti estranei dotati d'attività tossica che derivano dalla estrazione con solventi chimici (esano, trielina, ecc).

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