Negli anni 1930-50, le vitamine, scoperte agli inizi del
secolo scorso, conquistarono l'immaginazione del pubblico
e suscitarono sfrenati entusiasmi nella classe medica che,
per qualche tempo, considerarono queste sostanze come una
panacea.
Oggi le vitamine conoscono una seconda giovinezza. Si tratta
di un ritorno e di una valorizzazione che ha ora salde basi
scientifiche perché la ricerca biochimica e cellulare
hanno mostrato la centralità delle vitamine nel metabolismo
dell'organismo vivente individuando, in un gran numero di
casi, la funzione e il meccanismo d'azione di queste sostanze
regolatrici.
Le vitamine (il nome è formato dalle parole vita
e amina, con il significato di "amina d'importanza
vitale") sono, in sostanza, dei catalizzatori e dei
regolatori dei processi metabolici, intervenendo in moltissime
reazioni enzimatiche.
Non esiste aspetto della vita organica che non sia, direttamente
o indirettamente, influenzato dalle vitamine le cui funzioni
sono paragonabili, sotto diversi aspetti, a quelle degli
ormoni.
Le vitamine potenziano le difese dell'organismo, intervengono
nei processi riparativi delle cellule danneggiate dall'azione
lesiva d'agenti fisici o chimici, influiscono su tutte le
ghiandole endocrine, sull'equilibrio minerale, sulla produzione
e demolizione del tessuto osseo, sulla funzionalità
del sistema nervoso centrale, sul processo della visione,
sulle vie che trasformano i grassi, le proteine, gli zuccheri.
Questi nutrienti, per quanto scoperti e studiati ormai da
diversi anni, non hanno ancora rivelato tutti i segreti
della loro azione.
Una mancanza di vitamine, in una prima fase, provoca generalmente
solo danni a livello biochimico, che non sempre si esprimono
con sintomi chiari e inequivocabili. Solo dopo numerosi
anni o in occasione di particolari eventi o situazioni (stress,
gravidanza, attività fisica intensa, ecc.), lo stato
carenziale può esprimersi con la malattia.
Si tratta di forme d'ipovitaminosi latenti che sono tanto
più pericolose poiché rimangono incontrollate
per lunghi periodi.
Quali le cause di queste forme carenziali se tutti gli alimenti
allo stato naturale contengono i micronutrienti indispensabili
per la salute? Lo scarso consumo di frutta e verdura fresca,
la cottura, la conservazione, la raffinazione, le manipolazioni
casalinghe e industriali dei cibi, sono i principali responsabili
della riduzione di vitamine nella nostra alimentazione.
Dopo questi interventi gli alimenti sono ancora sostanzialmente
invariati per quanto concerne il valore calorico, la quantità
e la qualità delle proteine, dei glucidi e dei grassi.
Ben diverso è, invece, il destino delle vitamine
e dei sali minerali, che sono sovente distrutti o volatilizzati
in misura variabile o, in ogni modo, subiscono una perdita
d'attività nutrizionale.
E' allora sempre più importante garantire all'organismo
un adeguato apporto di vitamine, che si può realizzare
mediante una razionale integrazione di queste sostanze nutritive.
INTEGRATORE DI VITAMINA A
Olio di fegato di pesce
Le indagini, sperimentali, hanno permesso di dimostrare
in modo sicuro che l'azione di questa vitamina è
indispensabile per garantire uno sviluppo normale degli
organismi, per assicurare la crescita regolare ed armonica,
per conservare la salute di molti tessuti e, infine, per
consentire la piena funzione dell'organo della visione,
riguarda i processi che, nella retina dell'occhio, stanno
alla base della visione notturna.
Altre funzioni controllate dalla vitamina A riguardano la
salute della pelle, lo sviluppo del sistema scheletrico
e l'attività d'alcune ghiandole a secrezione interna
(tiroide, corteccia surrenale, ecc).
La provitamina A più nota è il beta?carotene,
il pigmento colorato che si trova abbondante nella carota.
Esso è convertito nel nostro organismo in vitamina
A.
Rallentano l'assorbimento di vitamina A l'olio minerale,
il cortisone, il caffè, l'alcool, eccessi di ferro
e mancanze di vitamina D, mentre lo favoriscono il complesso
B, la colina, il calcio, lo zinco e le vitamine C, D, E,
F.
Tra gli ortaggi di largo consumo, ve ne sono alcuni che
primeggiano nel costituire una preziosa fonte di provitamina
A, a tal punto da essere utili per l'arricchimento vitaminico
della dieta: le foglie di spinacio, la carota, il frutto
della rosa canina, la frutta a polpa gialla (albicocche,
pesche, ecc.), i piselli. La vitamina A si trova nel fegato,
nel latte, nelle uova, nel burro e nei formaggi.
Gli oli derivati dal fegato di vari pesci (merluzzo, tonno,
ecc.) costituiscono, però, la fonte più abbondante
di vitamina A.
INTEGRATORE DI VITAMINA D
Olio di fegato di pesce
La storia di questa vitamina è tristemente legata
al rachitismo infantile, una malattia delle ossa, molto
diffusa nell'Ottocento, che porta a deformità persistenti
anche nell'età adulta.
L'azione fisiologica della vitamina D consiste nella regolazione
del metabolismo del calcio e del fosforo.
La vitamina D è perciò essenziale per la normale
formazione del tessuto osseo in relazione alla sua capacità
di regolare la fissazione del calcio nelle ossa.
La prevenzione dell'ipovitaminosi D costituisce un problema
sociale molto importante perché questa vitamina è
contenuta in un numero relativamente scarso d'alimenti.
Forse la vitamina D è quella più facilmente
carente anche in una dieta apparentemente normale. Per questa
ragione, la margarina è artificialmente arricchita
con la vitamina nella maggior parte dei paesi.
Un'integratore più sicuro di vitamina D come per
la vitamina A, è l'olio estratto dal fegato dei pesci
di mare, di cui ho già parlato nel paragrafo precedente.
Tra gli alimenti, la vitamina D si ritrova nel latte, nel
formaggio, nelle uova, nel burro e nella carne grassa dei
pesci di mare.
INTEGRATORE DI VITAMINA E
Olio di germe di grano
La più nota proprietà biochimica della vitamina
E è quella antiossidante. Essa è, infatti,
capace di proteggere dall'ossidazione molecole nobili come
la vitamina A, la vitamina C o gli acidi grassi polinsaturi.
La vitamina ha un effetto di risparmio verso il selenio,
un metallo che fa parte di un enzima?tuttofare, il cui compito
è quello di neutralizzare e distruggere i perossidi
che si formano all'interno delle cellule: sono sostanze
nocive che, accumulandosi, rallentano la vitalità
dei tessuti. Da questo punto di vista, la vitamina E si
comporta come un vero e proprio "spazzino" della
cellula. La vitamina E, inoltre, partecipa a funzioni più
generali e totali che interessano tutto l'organismo.
Essa è legata alla buona funzionalità dell'asse
ipofisi?tiroide: metabolismo, funzione sessuale, sistema
cardiovascolare e crescita.
La vitamina E interviene nella costruzione del tessuto connettivo
e di quello muscolare liscio e striato, tanto che una sua
mancanza provoca invecchiamento precoce della pelle e distrofia
muscolare; regola la respirazione cellulare favorendo l'ossigenazione
dei tessuti e il metabolismo cellulare, prolunga la vita
media dei globuli rossi del sangue, favorisce la buona salute
del sistema nervoso centrale.
La sua azione biologica è potenziata dalle vitamine
A, F, C, B1, dal selenio, dal fosforo, dal manganese. La
vitamina E è largamente presente in natura. Si trova
abbondante negli oli ricavati dal germe dei cereali spremuto
a freddo, nelle verdure a foglie verdi, nel latte, nell'uovo,
nel burro e nei semi oleaginosi (soia, noce, arachide, ecc).
Tra le fonti naturali di vitamina E, la più importante
è l'olio di germe di grano ottenuto per pressione
a freddo dell'embrione fresco. Esso contiene tutte le componenti
liposolubili del germe in forma non modificata. L'olio di
germe di grano contiene anche quantità importanti
d'acidi grassi polinsaturi (vitamina F), lecitina (colina)
e provitamina D.
Esso, a dosi opportune, si comporta come un efficace fattore
antiaterosclerotico, avendo la capacità di normalizzare
la concentrazione di colesterolo nel sangue e di proteggere
il sistema circolatorio.
INTEGRATORE DI VITAMINA F
Gli oli vegetali
Ogni uomo sano deve introdurre ogni giorno 1 g di grassi
per ogni chilo di peso corporeo. Tale quantità deve
essere per metà d'origine animale (uova, formaggi,
pesce, carne) per il restante 50% d'origine vegetale.
Gli oli ottenuti per spremitura a freddo dei semi oleaginosi
forniscono la quota vegetale. Gli oli vegetali non solo
sono importanti fonti d'energia (1 g = 9 Calorie), ma svolgono,
per il loro contenuto d'acidi grassi polinsaturi e di vitamine
liposolubili (A, D, E), notevoli funzioni di tipo plastico,
metabolico e regolatore.
Gli acidi linoleico e linolenico sono classificati come
"acidi grassi essenziali" perché l'uomo
è incapace di fabbricarli da sé e deve necessariamente
introdurli con gli alimenti. Non mancano studiosi che li
considerano come veri fattori vitaminici includendoli nel
particolare gruppo che forma la vitamina F (o vitamina della
pelle). La scoperta del ruolo metabolico degli acidi grassi
polinsaturi mise in rilievo che la lotta all'aterosclerosi
può cominciare rispettando alcune semplici norme
d'igiene alimentare. In quale modo? Un'elevata concentrazione
di grassi nel sangue è nota come uno dei maggiori
fattori di rischio per lo sviluppo dell'aterosclerosi. Ebbene,
numerose ricerche hanno dimostrato che gli acidi grassi
polinsaturi diminuiscono il tasso di colesterolo nel sangue
ed ostacolano la precipitazione dei grassi sulle pareti
vascolari.
Nell'ambito della vitamina F il ruolo dell'acido linoleico
rappresenta la sostanza di maggiore significato biologico.
Si tratta di un principio nutritivo che si trova in tutti
i grassi alimentari nei quali è contenuto in percentuale
variabile.
L'acido linoleico influisce sulla contrattilità del
muscolo cardiaco e sulla coagulazione del sangue, porta
alla diminuzione della pressione arteriosa aumentata da
un eccesso di cloruro di sodio (sale da cucina), regola
il metabolismo del colesterolo.
Quando vi è abbondanza (ma non troppo!) d'acido linoleico,
si ha una caduta della pressione arteriosa e dei livelli
di colesterolo nonché una significativa diminuzione
della formazione dei trombi arteriosi, tre fattori universalmente
riconosciuti nella prevenzione delle malattie che colpiscono
le arterie (del cuore, del cervello, ecc)., favorisce l'assorbimento
delle vitamine liposolubili (A, D, E). Anche gli acidi grassi
essenziali (vitamina F) devono essere presi in dosi controllate
per evitare che vadano ad alterare la funzionalità
di certi organi o a rompere delicati equilibri biochimici
cellulari.
Non c'è dubbio che, se l'acido linoleico è
assunto in forti dosi, diventa nocivo alla salute.
In pratica, la percentuale d'acido linoleico nella dieta,
non deve superare il 3% delle calorie totali.
L'acido linoleico si trova in alta concentrazione nei comuni
oli vegetali, alcuni dei quali si prestano egregiamente
per costituire una fonte comoda e sicura di vitamina F.
L'olio di vinaccioli rappresenta la fonte più ricca
di vitamina F e, se ottenuto per semplice spremitura meccanica
a freddo, risulta anche privo dei componenti estranei dotati
d'attività tossica che derivano dalla estrazione
con solventi chimici (esano, trielina, ecc).