NON SOLO PLEIN AIR - ARGOMENTI SUI QUALI RIFLETTERE
"Introduzione agli integratori alimentari"
di Piero Marenco


Negli articoli scorsi ho accennato all'importanza dell'alimentazione naturale e biologica. Il cibo partecipa alla costruzione dell'edificio organico e non è pertanto esagerato affermare che negli alimenti di cui ci nutriamo risiede il destino della nostra salute. Come abbiamo visto, purtroppo però oggigiorno i cibi in commercio sono a volte denaturati, raffinati e impoveriti delle vitamine e sali minerali la cui mancanza provoca notevoli squilibri al nostro organismo.
L'articolo traccia una sintesi delle nozioni essenziali per conoscere il valore, biologico?nutrizionale degli integratori alimentari (vitamine, lievito di birra, germe di grano, leticina, fibre grezze ecc.) e per saperli impiegare correttamente.
Per molto tempo, dietologi ed esperti di scienza dell'alimentazione hanno insistito sulla composizione di un'alimentazione equilibrata e corretta, che deve comprendere le giuste proporzioni delle tre grandi categorie d'alimenti "proteine, carboidrati, lipidi" oltre ad altre sostanze vitamine ed oligoelementi in particolare, il cui apporto deve teoricamente essere garantito dal consumo di cibi freschi e genuini. Le malattie da mancanze alimentari e da avitaminosi erano considerate triste retaggio di un passato di povertà ed esclusiva, oggi, dei paesi sottosviluppati. Ci si è dovuti, invece, ricredere.
Da un lato, le maggiori cognizioni acquisite sui delicati e complessi processi biochimici che avvengono nel nostro organismo hanno evidenziato l'importanza fondamentale di certe sostanze che, pur presenti in quantità minime o infinitesimali nell'organismo, esplicano il ruolo di catalizzatori, rendono possibile la fissazione di sostanze indispensabili, svolgono un'azione preventiva nei confronti di processi degenerativi e protettiva nei confronti di reazioni d'ossidazione. Dall'altro, ci si è resi conto che le moderne tecniche di coltivazione, trasformazione, manipolazione e conservazione dei cibi, oltre a prevedere l'uso d'additivi nocivi, impoveriscono gli alimenti privandoli appunto di sostanze, quali fibre, vitamine, oligoelementi e la cui mancanza si ripercuote negativamente sulle condizioni fisiche e psichiche dell'organismo e contribuisce ad alimentare ed aggravare l'incidenza delle cosiddette malattie del benessere. Resi consapevoli del fatto che una sana alimentazione dipende non tanto dalla quantità dei cibi, peraltro oggi eccessiva nei paesi industrializzati, quanto dalla loro qualità, i dietologi e gli esperti di scienza dell'alimentazione stanno ultimamente favorendo il consumo d'integratori alimentari.
L'articolo, evidenzia il ruolo dei principali integratori, spiegando i disturbi dovuti a stati carenziali di sostanze micronutritive, fornendo alcuni consigli per un corretto uso degli stessi.
L'abuso di cibo ha prodotto fenomeni preoccupanti come il soprappeso da iperalimentazione e l'obesità, rilevabili fin da età precocissime.
L'Istituto Nazionale della Nutrizione ha precisato di recente che in Italia il 25% della popolazione infantile supera il peso normale, mentre il 13% è obesa. Questi dati sono d'estrema gravità perché un bambino in soprappeso rischia di diventare un adulto obeso; eppure la superficialità e la mancanza d'informazione di molte madri hanno mantenuto certi pregiudizi, quali l'equazione "bimbo paffuto = bimbo sano".
Assistiamo così al progressivo incremento di un vasto gruppo di malattie, definite malattie degenerative, che hanno la loro radice in un'alimentazione eccessiva e basata per di più su cibi conservati o sui quali la tecnologia alimentare è pesantemente intervenuta alterandone profondamente le qualità biologico?nutrizionali.
Proteine, grassi, carboidrati, vitamine, sali minerali, metalli?traccia e acqua sono i nutrienti di cui il nostro organismo ha bisogno per accrescersi e rinnovarsi.
Un'alimentazione sana, equilibrata e vivificante deve contenere tutti questi fattori nutritivi nella giusta quantità, secondo l'età, del sesso, del clima, del tipo d'attività e della costituzione.
Malauguratamente l'uso dei cibi raffinati, conservati, trattati e denaturati ha finito per prevalere su quelli che sono i reali bisogni del corpo umano.
Come conseguenza di questa prassi alimentare, anche nei paesi più sviluppati, non è infrequente osservare stati carenziali di sostanze micronutritive (sali minerali, vitamine, metalli?traccia).
Si è così evidenziata la necessità di reintegrare quello che la tecnologia alimentare o le tecniche agricole e zooteeniche sottraggono agli alimenti: si tratta generalmente della parte più preziosa, delicata e instabile dell'alimento.
Per sopravvivere bisogna mangiare, ma per vivere bene è necessario conoscere quali sono i nutrienti che garantiscono al nostro organismo le sostanze indispensabili o il suo corretto funzionamento.
Su queste premesse si basa il proseguimento dell'articolo che segue che ha l'intenzione di illustrare il ruolo dei principali integratori dell'alimentazione e di orientarvi a fare delle scelte giuste all'interno di un mercato spesso caotico e caratterizzato dall'improvvisazione.
Abbiamo già visto che per il mantenimento della salute è necessario fornire all'organismo, oltre ai composti macronutritivi, un costante equilibrato apporto d'elementi chimici appartenenti ai gruppi degli aminoacidi essenziali, degli acidi grassi essenziali, degli oligoelementi, delle vitamine e dei sali minerali, questi elementi che sono circa 40?45 sono definiti "Integratori alimentari"
Integrare e bilanciare la dieta dell'uomo sano è diventato, dunque, un problema ed una necessità quotidiana.
La parola integratore sta a significare che si tratta di prodotti finalizzati ad equilibrare la nutrizione giornaliera integrandone i fabbisogni fisiologici con un corretto apporto di vitamine, oligoelementi, minerali, ecc.
L'uso degli integratori dell'alimentazione s'indirizza a ciascuno di noi, allo studente, all'uomo d'affari, allo sportivo, alla persona anziana, alla donna in gravidanza, al bambino in fase di crescita.
Infatti, ciascuno di noi è soggetto a mancanze specifiche legate al prevalente consumo d'alimenti ad alto contenuto tecnologico.
E' necessario non dimenticare che gli integratori costituiscono un valido aiuto per realizzare un'alimentazione sana e non un sostituto di questa.
Rivitaminizzare, rimineralizzare e, più in generale, arricchire di fattori nutrizionali la propria dieta è diventata una norma d'igiene alimentare ormai irrinunciabile.

Vi sono, però, anche numerose altre circostanze o situazioni che richiedono un supplemento di sostanze micronutritive, in sintesi le più importanti sono:

1) L'età avanzata, è fuor di dubbio che gli anziani sono soggetti a deficit nutrizionali legati al loro modo di vita e possono presentare mancanze vitaminiche in parte occulte. In particolare, nell'anziano si deve prevedere l'integrazione di ferro, di calcio, delle vitamine idrosolubili (gruppi B e C) e delle vitamine D, A e K.

2) Le diete, com'è noto, costituiscono ancora la pietra angolare di ogni programma dimagrante. Tuttavia le diete dimagranti, che spesso non prevedono una riduzione bilanciata delle varie parti nutritive, devono essere integrate poiché generano mancanze vitaminiche e minerali;

3) Nei bambini, negli adolescenti e negli anziani, durante l'inverno, è consigliabile un supplemento di vitamina D, dal momento che la sua fonte principale è la fotosintesi cutanea e che gli apporti alimentari (burro, tuorlo d'uovo) sono insufficienti.

4) Un'attività sportiva e ogni altra condizione di sforzo fisico, richiedono sempre un'integrazione di vitamine e minerali. Infatti, la maggior parte delle vitamine idrosolubili sono presenti nel sudore e nelle urine in misura proporzionale al volume di questi liquidi organici. Pertanto le perdite col sudore durante una prestazione atletica importante o un'attività fisica pesante sono sufficienti ad aumentare il fabbisogno di queste vitamine. Le vitamine più importanti per chi svolge un'attività fisica molto intensa sono la B, B2, B3 o PP e C.

5) Nelle persone che hanno subito terapie antibiotiche protratte è necessario prevedere un'integrazione delle vitamine del complesso B. La vitamina B6 è più sensibile ai diversi farmaci ed è pertanto auspicabile una sua integrazione nel corso di terapie farmacologiche.

6) Nell'allattamento e nella gravidanza si deve prevedere un'integrazione delle vitamine A, PP, B6, B12, C, D, B9 e ferro.

7) Lo stato di cattiva nutrizione rende l'uomo più ricettivo nei confronti delle malattie infettive. I soggetti che sono colpiti da infezioni ricorrenti devono integrare la propria alimentazione con le vitamine A e C, la mancanza delle quali svolge un ruolo efficace nel diminuire la resistenza alle infezioni, é probabile che queste vitamine concorrano alla fabbricazione degli anticorpi..

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