Negli articoli scorsi ho accennato all'importanza dell'alimentazione
naturale e biologica. Il cibo partecipa alla costruzione
dell'edificio organico e non è pertanto esagerato
affermare che negli alimenti di cui ci nutriamo risiede
il destino della nostra salute. Come abbiamo visto, purtroppo
però oggigiorno i cibi in commercio sono a volte
denaturati, raffinati e impoveriti delle vitamine e sali
minerali la cui mancanza provoca notevoli squilibri al nostro
organismo.
L'articolo traccia una sintesi delle nozioni essenziali
per conoscere il valore, biologico?nutrizionale degli integratori
alimentari (vitamine, lievito di birra, germe di grano,
leticina, fibre grezze ecc.) e per saperli impiegare correttamente.
Per molto tempo, dietologi ed esperti di scienza dell'alimentazione
hanno insistito sulla composizione di un'alimentazione equilibrata
e corretta, che deve comprendere le giuste proporzioni delle
tre grandi categorie d'alimenti "proteine, carboidrati,
lipidi" oltre ad altre sostanze vitamine ed oligoelementi
in particolare, il cui apporto deve teoricamente essere
garantito dal consumo di cibi freschi e genuini. Le malattie
da mancanze alimentari e da avitaminosi erano considerate
triste retaggio di un passato di povertà ed esclusiva,
oggi, dei paesi sottosviluppati. Ci si è dovuti,
invece, ricredere.
Da un lato, le maggiori cognizioni acquisite sui delicati
e complessi processi biochimici che avvengono nel nostro
organismo hanno evidenziato l'importanza fondamentale di
certe sostanze che, pur presenti in quantità minime
o infinitesimali nell'organismo, esplicano il ruolo di catalizzatori,
rendono possibile la fissazione di sostanze indispensabili,
svolgono un'azione preventiva nei confronti di processi
degenerativi e protettiva nei confronti di reazioni d'ossidazione.
Dall'altro, ci si è resi conto che le moderne tecniche
di coltivazione, trasformazione, manipolazione e conservazione
dei cibi, oltre a prevedere l'uso d'additivi nocivi, impoveriscono
gli alimenti privandoli appunto di sostanze, quali fibre,
vitamine, oligoelementi e la cui mancanza si ripercuote
negativamente sulle condizioni fisiche e psichiche dell'organismo
e contribuisce ad alimentare ed aggravare l'incidenza delle
cosiddette malattie del benessere. Resi consapevoli del
fatto che una sana alimentazione dipende non tanto dalla
quantità dei cibi, peraltro oggi eccessiva nei paesi
industrializzati, quanto dalla loro qualità, i dietologi
e gli esperti di scienza dell'alimentazione stanno ultimamente
favorendo il consumo d'integratori alimentari.
L'articolo, evidenzia il ruolo dei principali integratori,
spiegando i disturbi dovuti a stati carenziali di sostanze
micronutritive, fornendo alcuni consigli per un corretto
uso degli stessi.
L'abuso di cibo ha prodotto fenomeni preoccupanti come il
soprappeso da iperalimentazione e l'obesità, rilevabili
fin da età precocissime.
L'Istituto Nazionale della Nutrizione ha precisato di recente
che in Italia il 25% della popolazione infantile supera
il peso normale, mentre il 13% è obesa. Questi dati
sono d'estrema gravità perché un bambino in
soprappeso rischia di diventare un adulto obeso; eppure
la superficialità e la mancanza d'informazione di
molte madri hanno mantenuto certi pregiudizi, quali l'equazione
"bimbo paffuto = bimbo sano".
Assistiamo così al progressivo incremento di un vasto
gruppo di malattie, definite malattie degenerative, che
hanno la loro radice in un'alimentazione eccessiva e basata
per di più su cibi conservati o sui quali la tecnologia
alimentare è pesantemente intervenuta alterandone
profondamente le qualità biologico?nutrizionali.
Proteine, grassi, carboidrati, vitamine, sali minerali,
metalli?traccia e acqua sono i nutrienti di cui il nostro
organismo ha bisogno per accrescersi e rinnovarsi.
Un'alimentazione sana, equilibrata e vivificante deve contenere
tutti questi fattori nutritivi nella giusta quantità,
secondo l'età, del sesso, del clima, del tipo d'attività
e della costituzione.
Malauguratamente l'uso dei cibi raffinati, conservati, trattati
e denaturati ha finito per prevalere su quelli che sono
i reali bisogni del corpo umano.
Come conseguenza di questa prassi alimentare, anche nei
paesi più sviluppati, non è infrequente osservare
stati carenziali di sostanze micronutritive (sali minerali,
vitamine, metalli?traccia).
Si è così evidenziata la necessità
di reintegrare quello che la tecnologia alimentare o le
tecniche agricole e zooteeniche sottraggono agli alimenti:
si tratta generalmente della parte più preziosa,
delicata e instabile dell'alimento.
Per sopravvivere bisogna mangiare, ma per vivere bene è
necessario conoscere quali sono i nutrienti che garantiscono
al nostro organismo le sostanze indispensabili o il suo
corretto funzionamento.
Su queste premesse si basa il proseguimento dell'articolo
che segue che ha l'intenzione di illustrare il ruolo dei
principali integratori dell'alimentazione e di orientarvi
a fare delle scelte giuste all'interno di un mercato spesso
caotico e caratterizzato dall'improvvisazione.
Abbiamo già visto che per il mantenimento della salute
è necessario fornire all'organismo, oltre ai composti
macronutritivi, un costante equilibrato apporto d'elementi
chimici appartenenti ai gruppi degli aminoacidi essenziali,
degli acidi grassi essenziali, degli oligoelementi, delle
vitamine e dei sali minerali, questi elementi che sono circa
40?45 sono definiti "Integratori alimentari"
Integrare e bilanciare la dieta dell'uomo sano è
diventato, dunque, un problema ed una necessità quotidiana.
La parola integratore sta a significare che si tratta di
prodotti finalizzati ad equilibrare la nutrizione giornaliera
integrandone i fabbisogni fisiologici con un corretto apporto
di vitamine, oligoelementi, minerali, ecc.
L'uso degli integratori dell'alimentazione s'indirizza a
ciascuno di noi, allo studente, all'uomo d'affari, allo
sportivo, alla persona anziana, alla donna in gravidanza,
al bambino in fase di crescita.
Infatti, ciascuno di noi è soggetto a mancanze specifiche
legate al prevalente consumo d'alimenti ad alto contenuto
tecnologico.
E' necessario non dimenticare che gli integratori costituiscono
un valido aiuto per realizzare un'alimentazione sana e non
un sostituto di questa.
Rivitaminizzare, rimineralizzare e, più in generale,
arricchire di fattori nutrizionali la propria dieta è
diventata una norma d'igiene alimentare ormai irrinunciabile.
Vi sono, però, anche numerose altre circostanze o
situazioni che richiedono un supplemento di sostanze micronutritive,
in sintesi le più importanti sono:
1) L'età avanzata, è fuor di dubbio che gli
anziani sono soggetti a deficit nutrizionali legati al loro
modo di vita e possono presentare mancanze vitaminiche in
parte occulte. In particolare, nell'anziano si deve prevedere
l'integrazione di ferro, di calcio, delle vitamine idrosolubili
(gruppi B e C) e delle vitamine D, A e K.
2) Le diete, com'è noto, costituiscono ancora la
pietra angolare di ogni programma dimagrante. Tuttavia le
diete dimagranti, che spesso non prevedono una riduzione
bilanciata delle varie parti nutritive, devono essere integrate
poiché generano mancanze vitaminiche e minerali;
3) Nei bambini, negli adolescenti e negli anziani, durante
l'inverno, è consigliabile un supplemento di vitamina
D, dal momento che la sua fonte principale è la fotosintesi
cutanea e che gli apporti alimentari (burro, tuorlo d'uovo)
sono insufficienti.
4) Un'attività sportiva e ogni altra condizione di
sforzo fisico, richiedono sempre un'integrazione di vitamine
e minerali. Infatti, la maggior parte delle vitamine idrosolubili
sono presenti nel sudore e nelle urine in misura proporzionale
al volume di questi liquidi organici. Pertanto le perdite
col sudore durante una prestazione atletica importante o
un'attività fisica pesante sono sufficienti ad aumentare
il fabbisogno di queste vitamine. Le vitamine più
importanti per chi svolge un'attività fisica molto
intensa sono la B, B2, B3 o PP e C.
5) Nelle persone che hanno subito terapie antibiotiche protratte
è necessario prevedere un'integrazione delle vitamine
del complesso B. La vitamina B6 è più sensibile
ai diversi farmaci ed è pertanto auspicabile una
sua integrazione nel corso di terapie farmacologiche.
6) Nell'allattamento e nella gravidanza si deve prevedere
un'integrazione delle vitamine A, PP, B6, B12, C, D, B9
e ferro.
7) Lo stato di cattiva nutrizione rende l'uomo più
ricettivo nei confronti delle malattie infettive. I soggetti
che sono colpiti da infezioni ricorrenti devono integrare
la propria alimentazione con le vitamine A e C, la mancanza
delle quali svolge un ruolo efficace nel diminuire la resistenza
alle infezioni, é probabile che queste vitamine concorrano
alla fabbricazione degli anticorpi..