La cronaca Nirvana

“DAL DON AL MAR NERO, UNA GRANDAVVENTURA" CRONACA DEL VIAGGIO

di Nirvana Kucich



Era un pomeriggio dell’agosto 2004 durante il nostro viaggio “ Russia 2 “.
Stavamo ascoltando interessati quanto ci raccontava il titolare dell'agenzia sui ritrovamenti delle piastrine dei nostri soldati dispersi nella Campagna di Russia, durante la ritirata dalle rive del Don,…e sul progetto che aveva in preparazione per un viaggio, da effettuarsi durante l’inverno 2005 con un gruppo di Alpini del Friuli, per ripercorrere le stesse strade della ritirata del 1943……ed è nata questa fantastica proposta …” La Grandavventura dal Don al Mar Nero 1 ”.

I PREPARATIVI

In molti hanno accolto con interesse l’idea di partecipare al tour, era necessario però sia documentarsi storicamente che organizzarsi logisticamente. Quest’ultimo compito è stato prerogativa dell’Agenzia che ha sguinzagliato sul percorso stabilito Natasha, Sergio (preziosi competenti e professionali compagni di viaggio ) e lo stesso titolare per individuare il tragitto più corretto, i possibili punti sosta per i pernottamenti, le località da visitare, i personaggi che si sarebbero adoperati per illustrarci quanto meglio possibile gli argomenti di nostro interesse.
A noi, partecipanti al viaggio, è rimasto il desiderio di saperne di più, di partire con la consapevolezza che stavamo per ripercorrere pagine dolorose della nostra storia che hanno segnato destini di famiglie ed intere popolazioni.. Per cui ognuno di noi, come meglio ha potuto, ha dato il proprio contributo ad una maggiore chiarezza dei fatti in questione.
Abbiamo letto sul sito del Club nel “Circolo Culturale”, con interesse e commozione gli scritti di Gianluigi Bonardi tratti dal diario di suo padre, realmente presente agli avvenimenti, l’intervista allo scrittore Mario Rigoni Stern, anch’egli protagonista della ritirata, ottenuta dalla famiglia Carion che si è recata ad Asiago nella sua casa, e tutte le note tecniche e tattiche che Pino Danese ci ha proposto per meglio comprendere i movimenti delle truppe coinvolte nel teatro delle operazioni!
Anche Piero Marenco ci ha permesso di addentrarci nei fatti di quel periodo con il racconto del padre appartenente alla divisione “Ravenna”, le foto scattate dal titolare dell'agenzia durante gli scavi con il ritrovamento di vari reperti appartenuti ai nostri Alpini ci hanno messi nelle condizioni di poter fruire appieno le emozioni una volta arrivati sul posto. Con questa documentazione, tanto spirito di avventura e desiderio di vedere e di conoscere realtà molto distanti e dissimili dalla nostra…….

….dato il via alle prenotazioni, preparati i documenti, le cartine geografiche, le guide turistiche, un vocabolarietto tascabile italiano-russo le macchine fotografiche, le cineprese ed il……CAMPER, finalmente si parte !

IN CAMMINO VERSO PRZEMYSL

Gli equipaggi Carion - Danese ( 2 + 3 persone) si mettono in marcia, partendo da Bolzano, nella mattinata di SABATO 30 LUGLIO 2005 . Superato il passo del Brennero, seguono in direzione Rosenheim, Salisburgo Vienna, Graz, fino ad arrivare alla frontiera Polacca dove, dopo reiterati contatti telefonici, si incontrano con altri 3 equipaggi amici:
Lumiridi e Bovo vecchie conoscenze del precedente viaggio Russia 2 e Balboni nuovo socio e nuovo Amico.

DOMENICA 31 LUGLIO 2005-09-05
LA MINICOLONNA


Dopo una nottata piuttosto ventosa ci risvegliamo al profumo del caffè ( a noi già gradevolmente noto ) di Claudio e Claudia Lumiridi e pronti a proseguire il viaggio fino ad arrivare in serata, sotto una pioggia torrenziale, a Zacopane ( Pl) dove ci incontriamo, sempre dopo contatti telefonici, con gli equipaggi Marenco e Lentini, anch’essi “vecchi” Amici !

LUNEDI’ 1 AGOSTO 2005

Siamo già una piccola colonna di 7 camper e ci mettiamo in movimento verso Kracovia . Non abbiamo alcun tipo ufficialità nel viaggio per cui Vitto, a bordo del suo Hymer con a fianco la navigatrice Nirvana, si mette in testa e tra battute, chiacchiere varie commenti riguardanti il paesaggio, le strade ed altre amene conversazioni di viaggio, arriviamo a destinazione. Essendo il campeggio consigliato strapieno, dirottiamo verso la sistemazione al campeggio Kracovianka, guidati da ….un taxi!

MARTEDI’ 2 AGOSTO 2005


Mattinata dedicata alla visita alla città, al rientro in campeggio si respira già aria di spostamenti; infatti gli equipaggi Marenco e Lentini, dovendosi incontrare con la nostra guida Natasha, si avvicinano a quello che sarà all’indomani la postazione dell’incontro generale.
I rimanenti 5 si dirigono al campeggio di Przemysl valida base logistica a 15 km. da Medika, , dove trovano sistemati altri partecipanti al viaggio! La serata si conclude con una ottima e gioviale cenetta ad un ristorantino nelle adiacenze, primo assaggio della vita in gruppo che ci aspetterà per le prossime tre settimane.

MERCOLEDI’ 3 AGOSTO 2005
FINALMENTE TUTTI ASSIEME


Ultimi preparativi, qualche bucato, il pieno d’acqua al camper e tra strombazzamenti di clacson e stridore di barattoli legati al retro del nostro mezzo, per un simpatico augurio dei nostri amici – festeggiavamo, Vitto ed io, il nostro anniversario di matrimonio - arriviamo a Medyca, luogo dell’incontro generale a pochi km di distanza dalla frontiera con l’Ucraina , dove già diversi equipaggi sono sistemati con il “ muso “ del camper ….rivolto all’avventura!…
Gli arrivi si susseguono nel caldo pomeriggio polacco: ad ogni rumore di motore gli sguardi dei presenti si rivolgono in contemporanea verso i nuovi venuti, per riconoscere vecchi amici o volti, al momento, sconosciuti.
Ci contiamo: presenti 21 equipaggi, la riunione inizia…ecco arriva anche il ventiduesimo, siamo al completo!
Come al solito tocca a Piero - Responsabile del Gruppo - che anche quest’anno avrà il proprio camper contrassegnato con il numero 1, tirare le fila della situazione.
Rivediamo con piacere Natasha – la guida proveniente dalla Bielorussia che ci aveva seguiti in parte nei tour precedenti - quest’anno sarà lei, seduta nel camper di testa, a guidarci lungo tutto il percorso.
Ormai siamo tutti o quasi veterani di viaggi in terra russa (solo 2 equipaggi sono neofiti : Elio e la moglie Franca da Brescia ed il dottore Beppe con la Moglie Bianca Maria ed i figli Alberto e Francesco, provenienti da Trapani). Quindi le spiegazioni sui modi di comportamento in colonna, alla frontiera ecc…sono solo un ripasso per rinfrescare la memoria.
Il sorteggio del numero corrispondente alla posizione in colonna, lascia a tutti quell’…attimino di suspance !
Dove sarò, davanti a chi, dietro a chi? E’ presto fatto, in breve la colonna è composta nella sua interezza dall’ 1 al 22.
Ci sono alcune postazioni fisse.
Il “Capocolonna”, come già detto è Piero con il nr. 1, a seguire il nr. 2 Vitto che darà, in caso di necessità, una mano al “Capo”.
Il nr. 3 è l’operatore, ovvero Ludovica, con libertà di spaziare su e giù per la colonna, munita della sua telecamera pronta a documentare fatti e …misfatti dell’intero gruppo!
Suo marito, Gianluigi, si mette subito a disposizione del gruppo, fornendo una ricca biblioteca viaggiante dotata di libri che potrebbero essere utili per meglio capire avvenimenti e vicissitudini accadute nei luoghi che stiamo per visitare.
Il ripetitore degli avvisi trasmessi dal camper 1, è il nr.11, ovvero il toscanissimo Roberto, che con la sua postazione centrale nella colonna, sarà senza dubbio “copiato” da tutti.
L’addetto alla sistemazione camper, ossia il “posteggiatore” è il nr. 13 –Pippo- che a bordo del proprio mezzo porta anche la Presidente del gruppo giovani cioè Greta !
Quest’anno il gruppo è piuttosto sottile : sono solo 5 i giovani - di età - presenti.
Chiude la sequenza delle postazioni fisse “la scopa”, cioè il nr. 22 ovvero Maura che ci raccoglierà sempre tutti, incolonnandoci in ordine progressivo, accertandosi di non dimenticare MAI nessuno !
Da questo momento ci chiameremo, almeno ufficialmente via c.b. per numero, così ognuno di noi si potrà rendere immediatamente conto della posizione di colui che parla.
L’ansia e l’emozione per l’inizio della nostra avventura sono evidenti, ma celati da un continuo scorrere di carte geografiche, da consultazioni di appunti e dall’…ennesimo controllo dei nostri documenti personali e del camper !
Terminata la sequenza burocratica della consegna delle varie scartoffie indispensabili per l’attraversamento doganale dell’indomani mattina, si passa…..a qualche cosa di più effimero e gioioso, almeno per la parte femminile dei viaggiatori.
Nel camper nr. 2, alcune signore, capitanate da Nirvana l’esperta del settore, si stanno destreggiando con nastri tricolori e spilli, nel confezionamento di alcune coccarde bianche rosse e verdi, da appendere nei vari camper !
Le richieste di poterne avere una, sono davvero numerose, si cercherà di esaudirle tutte entro qualche giorno con la collaborazione di tutte le volontarie a disposizione.
N.B. dal finestrino del camper anche qualche uomo butta un’occhiata…incuriosito!
Già con la mente al programma ed ai kilometri che ci aspettano all’indomani, concludiamo la nostra giornata; si va a dormire con la certezza che saremo protagonisti di un viaggio che rimarrà, non solo nella storia del Club, ma soprattutto nei nostri cuori !

GIOVEDI’ 4 AGOSTO 2005
DA MEDIKA A LEOPOLI
SI PARTE


L’orario della partenza è fissato per le 7.30,
Siamo pronti: motori accesi, autisti e navigatori in posizione…si va!
Inizia la conta: fuori: 1…2…3…e così via fino al 22 e poi il “ siamo tutti fuori “ che assumerà ogni volta un significato liberatorio – la colonna è completa…andiamo – dandoci così una dimensione di continuità e compattezza.
Il tragitto da percorrere fino alla postazione della frontiera è davvero breve: piove a dirotto, nonostante ciò Natasha –in “divisa da dogana”- ovvero abitino corto e svolazzante, rossetto ed un caldo sorriso- si destreggia con competenza e decisione tra un ufficio e l’altro percorrendo più e più volte in su ed in giù tutta la colonna dei camper, per ritirare prima e portare dopo, passaporti e fogli scritti in quella scrittura, a noi incomprensibile, pieni di timbri, incitandoci alla pazienza ed alla osservanza scrupolosa delle comunicazioni che lei stessa ci dà.
E’ sempre lei che accompagna qualche doganiere, forse un po’ curioso, anche all’interno dei nostri camper, lanciandoci qualche occhiata complice, come per rassicurarci !
A piccoli gruppi riusciamo ad entrare finalmente in terra Ucraina .
Noi, camper n.2, siamo i primi ad incontrare la nostra nuova guida Sergio o, detto in lingua del luogo Sergej, un ragazzo alto, moro che da subito si dimostra affabile e premuroso .
Ci accompagna fino al primo distributore - sufficientemente grande per accoglierci tutti a mano a mano che ci liberiamo dalla frontiera - a bordo della sua macchina verde, che dal quel momento in poi si posizionerà a chiusura della colonna, per intervenire in qualsiasi momento se ne avverta la necessità.
Fermi per la pausa pranzo, ci scambiamo le prime impressioni su questo territorio che ci ospiterà per tre settimane.
Il tempo piovoso, la tensione per la lunga attesa in frontiera, ci rendono un po’ “opachi” nelle nostre considerazioni, sperando in momenti più allegri e spensierati.
Avverte il nostro stato d’animo, il “poeta” ovvero Gianluigi, camper nr. 3 che ci regala il suo primo “pensierino” per spronarci alla serenità con un caloroso verso:…”o camperista, stampati sulla faccia un bel sorriso;..”
Arriviamo nel pomeriggio inoltrato a Leopoli, il nostro parcheggio è presso il Grand Hotel Resort.
Siamo sistemati sul piazzale con vista sul lago, qualcuno azzarda anche una gradevole passeggiata lungo lo specchio d’acqua, per sgranchire le membra per lunghe ore immobili.
E’ l’occasione buona per rinsaldare le vecchie amicizie e per serrarne delle nuove, parlottando tra di noi, facendo previsioni sulla difficoltà del viaggio e su tutti i nuovi ritrovati elettronici e non, installati sui nostri camper, che i singoli proprietari illustrano con dovizia di particolari e una punta di …vanto.
Escono anche all’aperto i due cagnolini Pepita e Perry – inquilini del camper nr. 3- da troppo tempo chiusi all’interno del mezzo, il loro abbaiare….sembra anch’esso un saluto alla nuova terra !
Dopo cena, nel corso della tradizionale riunione tenutasi in una sala piena di stucchi ed arazzi e qualche sedia un po’ traballante, ecco anche la distribuzione delle…hryvnie ovvero la moneta ucraina.
Calcolatrice alla mano tutti a fare conti: ma quanto vale, quanto per ogni euro,ed ecco allora che il bancario -Vitto- tabelle pronte già prima della partenza, dà a tutti l’esatto controvalore in euro e così, finalmente felici e contenti ce ne andiamo tranquillamente a dormire.

VENERDI’ 5 AGOSTO 2005
DA LEOPOLI A KIEV
GIORNATA DA BRIVIDO


Sveglia e partenza alle 7e30, fin da oggi, puntualissimi.
Sappiamo che oggi il programma prevede una bella SGROPPATA, la nostra meta Kiev, dista da noi più di 500 km. di strada…ucraina.
Prendiamo l’autostrada E 40 tutti incolonnati, il contatto visivo tra i mezzi è quasi sempre assicurato dalla nostra buona volontà e dai richiami del nr. 1… nr….dove sei? Abbiamo girato, ora proseguiamo diritti ecc. e dalla conferma della scopa - nr. 22 - dell’incolonnamento al completo.…
Oltre alle comunicazioni di servizio riguardanti lo stato della pavimentazione, l’attraversamento di mucche o carretti, la difficoltà del superamento dei vari passaggi a livello (difficoltà da 1 a 3 o più a seconda delle condizioni), ai c.b. risuonano, a fasi alterne, le voci dei vari “viaggiatori”.
La voce guida di Piero è limpida, chiara, i suoi “avvisi” sono sempre circostanziati e non lasciano spazio ad interpretazioni fuorvianti.
La voce più attesa durante il viaggio, è quella di Ludovica, nr.3 - che legge il pensierino quotidiano dettatole dal – poeta - suo marito, che rielabora in versi gli episodi accaduti, le sensazioni che lo pervadono durante il viaggio.
Rompe anche il silenzio l’inconfondibile voce baritonale del nr.19 che oltre che con il c.b. ama destreggiarsi anche con la telecamera, l’altrettanto possente timbro vocale del nr. 9 ,e, non ultimo, lo scandire veloce e frettoloso delle parole del nr.8 cioè Pina, la nostra “biondina”, con una confessata “shopping-mania”, condivisa da molte signore tra di noi, forse con meno enfasi e con il marito meno disponibile del paziente Lele !
Anche il Dottore nr.14 fa il suo ingresso via etere con vari interventi per farsi conoscere da tutti noi.
Primo intoppo della giornata: i Puffi ( fin dallo scorso anno abbiamo chiamato convenzionalmente così i poliziotti) si introducono nella nostra colonna e…con poche esitazioni fermano il nr. 20!
Chiamata di aiuto in coda a Sergio, scambio veloce di trattative, multa pagata –se giustamente o meno non si saprà mai – e si riparte sperando che possa rimanere la nostra unica infrazione!
Le ruote dei nostri mezzi macinano ancora km, mantenendo medie quasi accettabili viste le condizioni, spesso disastrate, delle strade che percorriamo.
Numerose, ai lati della strada, le presenze di cani randagi che troppo spesso, incautamente, si sono avventurati negli attraversamenti della carreggiata, molti tra di essi, purtroppo, non sono riusciti a raggiungere la parte opposta della strada fermati dalla velocità di alcune macchine !
Un altro animale ha messo in crisi la colonna: un cavallo, che traina un carretto pieno di fieno guidato da un serafico contadino, si sposta dal lato destro della strada- anzi autostrada- verso il centro, incurante della nostra ingombrante presenza.
Il nr. 1 sorpassa indenne, ma il camper nr. 2 è costretto ad una inchiodata, il 3 a sua volta evita di….5….millimetri il suo posteriore, ma il nr.4 ( che qualche km. prima aveva avuto danneggiato il vetro anteriore da un sasso) proprio non ce la fa e tampona !
Il nr. 5 invece riesce a superare i due mezzi ormai incidentati evitando così altri accartocciamenti!
Si fa subito la conta dei danni, nessuno degli occupanti si è fatto male, quindi si provvede ad una veloce “legatura” dei pezzi a ciondoloni, ad opera degli amici camperisti, e si riprende la via mantenendo – per prudenza – una maggiore distanza di sicurezza.
Si arriva nel pomeriggio al campeggio di Kiev, già all’ingresso troviamo il personale addetto alla sistemazione dei mezzi incidentati, tempestivamente chiamati dai nostri due angeli custodi: Natasha e Sergio!
Siamo sistemati sotto agli alberi in un accogliente campeggio -Prolissok-, dopo una giornata faticosa e movimentata ci si può rilassare: la riunione programmatica è all’aperto, tra i camper, ci viene illustrato il programma per il giorno dopo, si parla si ride si scherza, e finalmente si …va a nanna !

SABATO 6 AGOSTO 2005
KIEV
A SPASSO CON GIULIA


Il pullman che ci attende all’ingresso del campeggio, ci ospita tutti 52 e così partiamo per percorrere i 20 km. che ci separano dal centro di Kiev accompagnati dalla nostra guida kievita Giulia , una signora bionda dai capelli corti, piena di verve che parla un ottimo italiano.
La giornata è splendida, il sole già alto brilla in un cielo completamente azzurro
e la temperatura sta salendo: la capitale Ucraina ci accoglie nella sua veste migliore !
Kiev,- una delle 12 città eroiche della Russia - che oggi conta una popolazione di circa 4milioni di persone, è una città che vanta 15 secoli di storia e che ha visto intrecciarsi eventi storici e leggende affascinanti.
Molte sono imperniate intorno alle gesta di Vladimiro il grande e di suo figlio Jaroslav ai quali sono intitolate strade e chiese..
Giulia ci accompagna attraverso le vie centrali, i principali monumenti e chiese della città raccontandoci i fatti storici e politici, da quelli del passato alla recente rivolta arancione, le leggende, le tradizioni, gli usi ed i costumi della popolazione kievita.
Visitiamo, con il capo coperto come è tradizione per le donne, i più importanti luoghi di culto ortodossi, il Monastero delle Grotte e l’imponente Cattedrale di Santa Sofia, uno dei più grandi monumenti dell’architettura mondiale, che svetta con le sue cupole dorate che raggiungono l’altezza di 76 metri.
E’ sabato ed è per questo che davanti ad ogni Chiesa, sullo sfondo di incantati e romantici panorami, lungo le sponde del fiume Dnepr, tra i viali dei 22 parchi cittadini (Kiev è anche chiamata la città giardino), vediamo parecchie coppie di sposi in posa per le foto ricordo.
Anche noi molto spesso ci uniamo al gruppo degli invitati per augurare ai novelli sposi tanta felicità, immortalandoci con essi.
Altra visita importante è stata quella al museo statale della storia della “Grande Guerra Patria” degli anni 1941-45 che comprende il viale delle città eroiche, un piazzale con le attrezzature dei tempi della guerra, il tutto dominato dal monumento Madrepatria alto 62 metri.
Per posare a favore delle molte macchine fotografiche con la bandiera del La Granda, scegliamo i due carri armati dipinti con dei fiori, simbolo di pace - Mir - posti nel piazzale davanti all’edificio della fiera.
Prima del rientro in campeggio, è quasi d’obbligo fermarsi al mercatino turistico che offre tutti i prodotti ,artigianali e non, della regione; anche qui c’è chi compera…compera!!!
La sorpresa per la serata è la cena in un ristorante del campeggio.
Tutti assieme seguiamo Natasha che ci precede fin sulla soglia di una bellissima sala da pranzo con il soffitto a cassettoni in legno, le pareti decorate con vecchie foto ed oggetti antichi della tradizione del luogo : i tavoli sono coperti con tovaglie dai caratteristici ricami ucraini dai colori accesi e sopra di esse, vassoi pieni di tutte le specialità del posto, che al momento accontentano l’occhio, sia per la presentazione che per il loro aspetto cromatico.
Piccolo vocabolarietto della cena:
Jullien = calda minestra di verdure
Draniki = patate gratuggiate arrostite con salsiccia
Kompot = bibita tradizionale a base di frutta secca dall’aromatico profumo
Blinj = crepes con ripieno di papavero o ricotta
Il piccante cren, divenuto rosso per l’impasto con le rape rosse, ci lascia a…bocca aperta!
A bocca asciutta, rimane invece Piero – aveva già cenato nel suo camper –non mangia con noi per personali motivi di salute – ma si aggira tra i tavoli implacabile con i …clic della sua macchina fotografica alla quale non sfugge nulla.
Sui tavoli non poteva mancare birra ucraina e vodka ,che sono ben apprezzate anche nella maniera di gustarle, come ci suggerisce Sergio.
La serata è stata allietata da musiche e danze folcloristiche, suonate da un trio del luogo.
Sergio si è esibito nel ballo invitando molte della signore presenti e concludendo con una scatenata danza russa avendo come partner la sorprendente Natasha.
Gran numero di ballo di Pina, nr.8 - con il Dottore, nr.14- volteggianti per la stanza e sostenuti dai nostri applausi.
La nottata tiepida – ormai si è fatta mezzanotte- invita a rimanere all’aria fresca, ed allora tutto il gruppo si sofferma sotto la tettoia in legno del ristorante, ad intonare canzoni dei nostri anni 60, oppure della tradizione delle varie regioni dando fiato alle nostre corde vocali.
Ne è risultato un gradevole modo di concludere con una bella e simpatica compagnia, una altrettanto bella ed interessante giornata.
Un ulteriore motivo di interesse è stato scoprire la melodiosa voce di Ludovica, quella di Gianluigi,di Elio e di Gianfranco Figini!
Ci siamo diretti ai nostri camper con la promessa di ripetere, non appena possibile, queste belle “cantate” che ci rinfrancano lo spirito e ci fanno sentire più GRUPPO!

DOMENICA 7 AGOSTO 2005
KIEV
IL RELAX


Oggi, da programma, la giornata è libera, ognuno di noi può impiegarla come meglio crede !
Piero, come prima operazione mattutina, deve spostare il proprio mezzo, perché la sua posizione non è gradita a dei camperisti germanici che devono uscire dal campeggio e passare esattamente dal luogo dove è parcheggiato il nr. 1 !!!
Un’altra possibilità per trascorrere la mattinata è raggiungere il vicino supermercato, siamo in molti ad essere interessati, anche per renderci conto delle abitudini di vita ed alimentari delle persone del luogo.
Attraversiamo a piedi il rione periferico della città, tra grandi palazzi ormai un po’ decadenti e con un certo numero di ristrutturazioni da compiere, tra bambini e ragazzini che cavalcano biciclette d’annata, che ci osservano con curiosità e stupore perché, sentendoci parlare, non capiscono la nostra lingua, come noi non capiamo la loro!
Il supermercato è molto rifornito, cerchiamo di acquistare i prodotti locali per essere il più possibile a contatto con la realtà ma… riconoscere le caratteristiche di alcuni prodotti è un’impresa che con pazienza e costanza portiamo a termine!
Siamo anche riuscite (Donatella Adriana ed io) a trovare i nastri tricolori per completare le coccarde mancanti: fare capire alla commessa il metraggio necessario è stata un’altra di quelle imprese difficili portate a termine, anche perché forse non è molto abituata ad acquisti così ingenti di nastri, il cui costo, rapportato alla nostra valuta è realmente irrisorio!
C’è stato anche qualche gruppo che ha scelto un ulteriore giro nel centro di Kiev per una tranquilla passeggiata in una bella giornata di sole caldo.
Il tempo è nostro amico e così si decide per una cena comunitaria all’aperto in campeggio: le donne terminano, dopo un pomeriggio di intenso lavoro, o di sola osservazione, le altre coccarde e palle con i nastri (abbiamo preparato persino alcuni addobbi natalizi e pasquali!) e poi si pensa alla cena.
Risuonano le solite esclamazioni : io porto il formaggio,..io faccio la pasta,..io il dolce, è già tutto sui tavoli……patatine e qualche snack, compresi.!
…….una goccia, due, tre, un gran temporale e quindi in un battibaleno sono spariti tavoli sedie e tutti all’interno dei camper.
Un gruppetto di 12 pavidi - tra cui Vitto ed io - decide di non mollare e di mangiare all’aperto sotto la veranda aperta di Pippo e Marzia, protetti da impermeabili multicolori, ombrelli variopinti, con i piedi in ammollo e le gocce di pioggia che scendono lentamente sugli spaghetti.
Per non farli bagnare, abbiamo assunto posizioni da equilibristi, ma per una buona pasta al pesto si può ben stare un po’ scomodi ed …inumiditi. Ad ogni modo, Natasha e Sergio - a tavola - si fa per dire, hanno gradito l’ottimo pasto italiano!
Meno gradevole è stata la sorpresa di Roberto e Licia (nr.11) che al rientro della loro passeggiata per le vie della città-complice l’oblò del camper aperto-hanno trovato il letto…bagnato! Solo con la stufa a tutto gas hanno in parte rimediato al malanno.
Ma il disguido accaduto non ha impedito all’amico Roberto di aiutare alcuni del gruppo che si sono trovati in difficoltà !
La serata, inutile dirlo, ha raggiunto il suo epilogo tra lampi, tuoni e scrosci di pioggia: che sia stata utile almeno per lavare i camper ?

LUNEDI’ 8 AGOSTO2005
KIEV - POLTAVA
CONVERSAZIONI IN COLONNA


Si riparte ancora sotto alla pioggia; percorriamo la tangenziale ai lati della quale è piazzato un originalissimo mercato delle pietre da costruzione.
Siamo quasi in silenzio, sempre escludendo le comunicazioni di servizio del n.1 al termine delle quali risuona la voce, dai toni acuti, del nr. 22 ”Ok... ricevuto”!
Queste semplici parole passeranno alla storia come il “ ritornello “ del nostro viaggio, diventando quasi il simbolo delle comunicazioni tra la testa e la coda della colonna!
Ma puntuale arriva il “pensierino” letto da Ludovica con la sua voce dolce ma anche decisa, resa più efficace da quella impertinente erre, che ci ricorda l’umida ma divertente (!!!) serata precedente.
Si scioglie l’atmosfera ed inizia il chiacchiericcio tra di noi: i vivaci e scherzosi battibecchi tra il nr.8 – Pina - ed il nr. 14- il Dottore, entrambi spassosi nelle loro performance .
Gli interventi sul tempo e le temperature del nr.18 del nr.17, in modo particolare di Marco, altro giovane viaggiatore, ci tengono anche al corrente di latitudine, longitudine altezza sul livello del mare e pressione atmosferica.
Trovano anche spazio i commenti di Piero sulle graziose ragazze ucraine ma è subito messo in minoranza dalle due signore che viaggiano in camper con lui: la moglie Cinzia e Natasha! (sempre apostrofato con il fatidico p….rrrrr co! pronunciato in un tono inconfondibilmente minaccioso !)
Non rimane certamente in silenzio il nr. 19 con i suoi interventi sui fatti del giorno; ed il nr. 11, al momento di ripetere le indicazioni provenienti dalla testa della colonna, le abbellisce e le rinvigorisce con la sua parlata, tanto da farle divenire dei gustosi siparietti .
Al suo fine orecchio non sfuggono neppure i difetti dei microfoni, chi gracchia, chi stride e così, nelle varie pause si presenterà al camper in questione per sistemare l’attrezzatura rice-trasmittente.
Si passa dalle battute pittoresche del nr. 9 a quelle mirate ed ironiche del nr.12, a qualche richiesta di spiegazioni rivolta a Natasha, sempre esaudita con cortesia e competenza, alle osservazioni o puntualizzazioni sul paesaggio, sui personaggi, sui vari mezzi di trasporto, da parte dei diversi componenti degli equipaggi.
Per quanto riguarda i mezzi di trasporto, il parco macchine lascia un po’ a desiderare ; l’immagine più consueta è quella delle “teste” infilate nei motori o delle “gambe” che sbucano da sotto la macchine nel tentativo, quasi sempre riuscito, di rimettere su strada il veicolo.
Non si contano nelle nostre conversazioni, le innumerevoli volte che ai baracchini risuona la fatidica parola: FRECCIA !
Il difetto è comune a molti autisti, ma credo che il nr. 2 abbia di gran lunga superato tutti, per le volte che il nr. 3 -con toni morbidi e sempre pacati- è stato costretto a richiamarlo..!
Questa semplice “parolina” è anche il segno che i guidatori si controllano con solerzia l’un l’altro, oppure che si lasciano distrarre da diversi contesti ed hanno bisogno di essere richiamati !
Anche il traffico disordinato e poco rispettoso delle regole trova spazio nelle nostre conversazioni al c.b. .
Vengono descritti dai nostri autisti, ai vari punti della colonna, i sorpassi azzardati di automobilisti e camionisti in rimonta su di noi, su striscia continua, sui dossi, alla nostra destra, la loro eccessiva velocità, lo zigzagare che fanno tra i mezzi della nostra colonna, mettendoci in difficoltà.
Le frasi, spesso concitate di segnalazioni di questo tipo di irregolarità che possono divenire molto pericolose, sembrano un bollettino di guerra.
Tutto torna tranquillo alla parola “Puffi”: ognuno di noi pensa a superare indenne il loro “gelato” –laser – ed a lasciarseli alle spalle .
Spesso è Natasha che parla con loro ai posti di blocco disseminati lungo il tragitto, racconta chi siamo, dove andiamo, ecc…ecc… e così, con un bel saluto che noi ricambiamo, essi lasciano scorrere tutta la nostra bianca e luccicante colonna…con al nr.18 un punto color ..salmone, che la rende per questo meno monotona!!!
Il viaggio continua con le nostre fatidiche tappe: sosta carburante, pausa idraulica, pausa pranzo ed eventuale pausa….per mercatini, oggi in particolare con il miele in quantità appoggiato su banchi di fortuna.
Si arriva così nel pomeriggio alla nostra destinazione:il parcheggio del Motel a Poltava.
La sistemazione è buona siamo ordinati su due file con possibilità di rifornirci d’acqua.
Viene proposta anche l’idea di cenare al ristorante del Motel, si sceglie il menù, si stabilisce il prezzo – sempre tutto compreso - in diversi accettiamo anche per trascorrere la serata in relax dopo una faticosa giornata di guida.
L’ambiente è gradevole ed anche la cena ci lascia contenti; una volta terminata ed incontratici tutti assieme per la tradizionale riunione, rientriamo conversando ai camper, ma tenendo ben presente la raccomandazione fattaci dalla custode del parcheggio:- questa notte non uscite dai camper perché all’una liberiamo i nostri 4 CANI DA GUARDIA e li richiudiamo verso mattina !
Credo che nessuno di noi abbia osato controllare la veridicità dell’affermazione ed anche Pepita e Perry se ne sono stati ben rincantucciati nel proprio camper!

MARTEDI’ 9 AGOSTO 2005
POLTAVA – BELGOROD (Ru)
L’INGRESSO IN RUSSIA


Giornata splendida, cielo azzurro, leggera brezza, temperatura tiepida, tutte le prerogative per ottime riprese video (si alternano alle apparecchiature il nr. 3 ed il nr.19) e per un buon viaggio che ci porta fino al posto di frontiera tra Ucraina e Russia esattamente a Kharkiv!
Rallentando, ci incolonniamo, come al solito prepariamo tutta la documentazione necessaria.
Natasha e Sergio sono molto indaffarati tra fogli, foglietti, passaporti timbri quadrati, rotondi, rossi e neri, non hanno un attimo di tregua; guidano anche i doganieri all’ispezione all’interno dei nostri mezzi, che dapprima è meticolosa e rigorosa poi, man mano che arrivano verso la fine della colonna, si fa più sommaria.
Ci viene consigliato di provvedere anche al pranzo data la lungaggine burocratica, resa ancora più lunga dalla nostra “disubbidienza”.
Ci era stato chiaramente chiesto di non scattare foto, né riprendere al posto di frontiera, ma la nostra frenesia di immortalare tutto ciò che vediamo, doganieri, posto di blocco, l’ambiente stesso così diverso dalle nostre vecchie frontiere … ci è costato un nervoso prolungamento della nostra sosta
ed una salata multa.
Finalmente –sono quasi le 18 ora locale, 2 ore in più dell’orario di casa – possiamo proseguire il nostro viaggio.
La strada ci porta in discesa verso Belgorod con un ulteriore blocco di polizia all’ingresso della città, anche qui dopo le solite spiegazioni di Natasha, transitiamo indenni tra sbarre e kalashnikov.
Ci sistemiamo nel parcheggio del Motel, alcuni sul cemento, altri sull’erba , ma in definitiva la sistemazione è buona per ognuno di noi.
Anche il panorama che si presenta è di tutto rispetto.
La nostra postazione è su una collinetta dalla quale si domina il centro storico della città sottostante, della quale vediamo, fin da quassù, il lungo viale d’ingresso ed il grande palazzo del municipio.
Durante una passeggiata serale avremo modo di rivederlo, tutto illuminato, al centro di una grande piazza, passando anche per i giardini pubblici lungo i cui viali sono esposte le statue a mezzo busto degli eroi russi.
Si mettono a punto anche i preparativi per l’indomani con la nostra tappa di trasferimento a Rossosh dove trascorreremo i tre giorni sul Don, dedicati della memoria di quanto accaduto nel gennaio 1943.

MERCOLEDI’ 10 AGOSTO 2005
DA BELGOROD A ROSSOSCH
IL GIORNO DELLA MEMORIA


Per quest’oggi la riunione è indetta già nel primo mattino nello spazio antistante ai camper scaldati da un tiepido sole sotto un cielo terso.
Prende la parola Piero fornendoci le spiegazioni riguardanti le note tecnico-geografiche delle nostre prossime tre giornate con le varie tappe già programmate.
Ci mettono al corrente dei fatti storici e dei risvolti umani Pierluigi e Vitto, viaggia anche con noi –camper nr. 17 – la figlia del Tenente Colonnello degli Alpini Mario Odasso, che ha partecipato anch’egli alla ritirata.
La partenza dalla città di Belgorod, dopo l’acquisto di tre mazzi di fiori dai colori verde bianco e rosso che deporremo nelle varie località, ci vede in ordinata sequenza nel seguire un colonnello della polizia stradale russa, in pensione, che ci guida verso la direzione esatta da prendere. Già nel 1993 aveva fatto da guida ai 100 camper degli Alpini che erano venuti sul Don.
Egli ci parla dei ricordi di sua madre, che fin da piccolo, gli aveva raccontato che i soldati italiani si erano sempre comportati bene con la popolazione del luogo aiutandola in più occasioni nella lotta alla sopravivenza.
La direzione presa è quella per Sebekino, Valujki, Livenka, siamo consci dell’importanza di questo nostro viaggiare ed anche nella fruizione dei nostri “c.b.” cerchiamo di tenere un tipo di conversazione adatta all’occasione.
Davanti a noi distese sconfinate di un territorio che pare non avere mai fine.
Ogni tanto qualche agglomerato di isbe, gli abitanti dei minuscoli paesi che attraversiamo, vedono lo scorrere della nostra colonna con incredulità mista a curiosità.
Ricordo a questo proposito il monito dello scrittore Rigoni Stern, di portare rispetto transitando nei luoghi nei quali sono passati i nostri soldati e nei quali in molti hanno lasciato la vita…
E’ così anche per noi che affrontiamo questo percorso.
I nostri occhi cercano di misurare la distanze tra la strada e l’orizzonte, ma si perdono in uno spazio così infinito armonizzato dal susseguirsi di morbide colline.
Alla nostra sinistra vediamo comparire le “balche “, le colline che permettevano a tutti i soldati un buon punto di avvistamento e lungo le quali scendevano per arrivare a valle.
Ci fermiamo per renderci visivamente conto ed immaginare quello che poteva essere lo scenario di allora: completamente bianco di neve, e dominato dal “Generale Inverno”, con il suo gelo, i suoi percorsi troppo difficili ed impossibili da percorrere.
Qualcuno al c.b. fa risuonare le note del “Silenzio”……..!
Anche noi, in silenzio guardiamo e pensiamo…!
Sostiamo per la pausa pranzo in un caldo paesino dell’interno.
Sistemati nella piazza , veniamo subito accolti dai bambini che scorazzano attorno ai nostri camper, per essi ci sono caramelle, qualche gioco e tanta felicità nell’incontrarci, uno di loro ci porta , ben sistemate su di un piatto, le mele del suo albero appena raccolte, per dimostrarci tutta la simpatia degli abitanti del luogo.
Superato Valujki, prima sosta e deposizione di un mazzo di fiori a ricordo del nostro passaggio e con le bandiere italiana e quella del Camper Club - con la dedica dello scrittore Mario Rigoni Stern - che sventolano sul primo camper della colonna, arriviamo all’odierna Livenka allora NIKOLAIEVSKA, con una andatura più lenta e con i nostri occhi che cercano di guardare ed immagazzinare più immagini possibili da conservare nella memoria.
Non appena fermi, veniamo avvicinati da un uomo che, sceso dal suo sidecar, ci fa capire a gesti che il cippo che ricorda gli italiani morti è proprio lì nel bosco !
Infatti, ci incamminiamo a piedi, lungo un breve sentiero ed al limite della boscaglia troviamo proprio questa lapide di marmo, molto semplice, che riporta la scritta:

“ AI CADUTI ITALIANI IN TERRA DI RUSSIA”

Offriamo i nostri fiori e, simbolicamente, le cose di cui i nostri alpini avevano maggiore necessità: pane, vino, dei caldi calzettoni di lana, ed il ghiaccio, loro nemico.
Appoggiate al cippo le bandiere ed il cappello dell’alpino, la voce solista Ludovica, intona nel silenzio generale, la canzone “100.000 gavette di ghiaccio”.

Stanchi, soli, ci han lasciati qui da soli
La steppa e poi, il gelo e poi…
E nient’altro che speranze.
Quanto freddo ho sulle mani io,
quanto freddo dentro al cuore mio.
Dolce Italia mia,che ci han fatto mai.
Centomila gavette di ghiaccio,
centomila speranze spezzate
a vent’anni non si può morire,
non piangere mamma tornerò.
Guardo in alto, ci han lasciato almeno le stelle!
Ave Maria prega tu per noi
Stanchi, soli….stanchi, soli…


Di Vito Pallavicini e musica di Piero Soffici

Un brivido ci pervade dalla testa ai piedi.
La commozione prende tutti, vedo volti rigati di lacrime, e sento qualche sommesso singhiozzo, di chi non vorrebbe far trasparire l’emozione violenta che questa breve ma intensa cerimonia, ha provocato nel profondo del proprio cuore.
La voce di Ludovica solista nel suo canto, sommessa, ma al tempo stesso penetrante e calda,le parole accorate del testo della canzone, ci riportano con la mente, alle sofferenze ed alle difficoltà che quei “ragazzi “ hanno provato in simili frangenti : mal nutriti e mal equipaggiati in un inverno freddo e lungo,combattendo per una causa che essi stessi probabilmente non conoscevano.
… “cammina … cammina, ogni passo che facciamo è uno di meno che dovremo fare per arrivare a baita.”-… dal “ Il Sergente nella neve” di Mario Rigoni Stern.
…molti, troppi … a baita, non sono mai arrivati!
I camper sono rimasti sul ciglio della strada quasi muti testimoni delle nostre emozioni !
Giungiamo poi con i nostri mezzi nella polverose vie del paese di Livenka –Nikolaiewka- le persone ci osservano, ma non sono infastidite dalla nostra presenza, anzi, e noi cerchiamo di creare a nostra volta il minor disagio possibile.
A piedi attraversiamo la linea ferroviaria ed arriviamo al sottopasso che, nel tentativo di fuga dal nemico, è costato la vita a molti dei nostri soldati.
Un piccolo stuolo di ragazzini ci segue, incuriosito dalla nostra presenza ed accetta volentieri di farsi fotografare con noi, e di rivedersi nello schermo delle macchine digitali!
Salutando, ricambiati, i bambini e gli abitanti di Livenka, riprendiamo la strada diretti a Rossosh, dopo alcune curve, nell’incanto della luce rossastra del tramonto si staglia davanti ai nostri occhi, al culmine di una salita, la sagoma della chiesa del paese dalla cui sommità …..sparavano ai soldati in ritirata !
Oggi invece il tramonto e la sagoma della chiesa in controluce ci invitano a scattare delle foto suggestive, ma nel rivederle ricorderemo senza dubbio quale significato storico ed umano hanno avuto quei luoghi.
Ormai è l’imbrunire, la colonna procede ordinata, la strada si snoda lungo paesi e campagne, si fa sempre più buio.
I fari del nostro lungo serpentone in movimento illuminano la notte, si parla al c.b. di quanto abbiamo visto, delle nostre sensazioni in particolar modo di quelle dei nostri compagni che hanno avuto i padri impegnati in questa dura lotta.
Per tenere gli autisti svegli e per rientrare nella normalità del nostro viaggio, si raccontano aneddoti vari.
Qualcuno è stanco, la giornata è stata intensa e carica di emozioni.
Arriviamo finalmente alla meta Rossosh, sono quasi le 22, ci sistemiamo in un grande parcheggio che, da quanto si vede è quasi al centro della città; è arrivato il momento di goderci il riposo .
Per la prima volta ci siamo mossi nel buio della notte, viaggiando compatti ad andatura sicura e regolare, Piero – nr.1 - si complimenta con gli autisti per la loro bravura e compostezza, e con i ...navigatori che, vigili, hanno sempre svolto un lavoro importante di assistenza lungo tutto il percorso.
Ci rivediamo domani mattina, abbiamo degli appuntamenti molto importanti che ci attendono.

GIOVEDI’11 AGOSTO 2005
A ROSSOSCH
IL PROFESSOR ALIM MOROSOV


Sono le 9 esatte quando incontriamo il Professor Morosov.
Ci attende all’ingresso del nostro parcheggio e ci accoglie sorridente, come chi aspetta da lungo tempo la visita di una persona cara.
Purtroppo il tempo non è nostro amico, piove e quindi la programmata passeggiata verso il centro città, sarà fatta anziché a piedi, con 4 pulmini sui quali prendiamo subito posto.
Il nostro primo atto è quello di rendere omaggio ai soldati russi caduti, al monumento che li ricorda.
Subito dopo arriviamo alla scuola materna che i nostri Alpini -nel 1993- hanno eretto lavorando faticosamente con turni estenuanti, per ricordare il sacrificio dei commilitoni durante la tremenda ritirata del ’43.
Il professore ci racconta di come è stato scelto di costruire l’asilo, simbolo di speranza per un avvenire migliore e di pace, a favore delle future generazioni: il progetto e poi la sua realizzazione hanno preso il nome di “operazione sorriso”.
I bambini ci vedono arrivare ed accalcati davanti alla finestra ci guardano, dapprima un po’ smarriti, poi rispondono sorridenti ai nostri saluti.
Al piano inferiore della scuola materna, il Professor Morosov, ha dato vita al “Museo degli Alpini “; questo museo raccoglie tutto il materiale necessario per mantenere viva la memoria degli avvenimenti tragici avvenuti nel corso della campagna di Russia.
Alle pareti sono appese le cartine geografiche che segnano gli spostamenti delle armate: la Tridentina, la Julia, la Cuneense, la Ravenna, la Pasubio e la Cosseria.
Le fotografie , spesso gigantografie, testimoniano le difficoltà, quasi insormontabili, della ritirata.
Anche l’abbigliamento, non certo idoneo alla stagione invernale, è documentato con reali cimeli risalenti all’epoca stessa dei fatti.
Il materiale e le testimonianze raccolte sono veramente tante, la solidarietà di tutti i visitatori succedutisi nel corso degli anni, sono anche veramente encomiabili.
Ma sono l’intensità ed il fervore delle parole del professor Morosov a farci capire pienamente il significato di questo museo e la sua valenza storica nella nostra memoria ed in quella delle generazioni a venire.
Egli tiene vivo il ricordo dei fatti, delle persone e di tutti gli avvenimenti, sostenuto in questo dalla profonda amicizia, con lo scrittore Mario Rigoni Stern, protagonista dei fatti di quel periodo storico e ricordati nei suoi numerosi libri tra i quali : Il Sergente della neve e Ritorno sul Don.
Piero e Gianluigi sono particolarmente coinvolti in questa visita ai luoghi della memoria sul Don in quanto i padri di entrambi hanno partecipato alle vicissitudini qui documentate ed altrettanto vale anche per la signora Odasso.
La mattinata si conclude con l’intervista che una TV. locale fa a Piero sul significato della nostra visita e che, con soddisfazione rivedremo nella programmazione televisiva serale .
Il Prof. Morosov ci fa anche l’onore di firmare la bandiera del nostro Club, proprio vicino alla dedica fatta qualche mese prima della nostra partenza, da M. Rigoni Stern.
Posiamo per la foto ricordo con il nostro vessillo reso più illustre dalle due importanti firme, dinanzi al monumento che gli Alpini hanno eretto proprio di fronte all’asilo che ha per simbolo la “Penna “ e reca una iscrizione di buon auspicio:

“DA UN TRAGICO PASSATO, UN PRESENTE DI AMICIZIA PER UN FUTURO DI FRATERNA COLLABORAZIONE “

Nel pomeriggio ancora sui pulmini, questa volta il percorso è piuttosto lungo, ed i mezzi denotano tutta la loro “vetustà”.
Arriviamo, tra mille sobbalzi, alla famosa “Quota pisello “ dalla quale spaziando con lo sguardo, si può avere una panoramica della sistemazione delle forze armate presenti.
Si vede nella vallata sottostante, l’ansa del “Placido Don” a Nova Kalitva, che scorre sotto di noi, e che raggiungiamo fino a lambirne le sue rive.
Il prof. Morosov è sempre molto esauriente ed appassionato nelle sue spiegazioni, e ad ogni ulteriore nostra richiesta di delucidazioni, si prodiga in maniera di chiarire ogni eventuale interrogativo, sia riguardante la parte tattica e militare della ritirata, che il suo aspetto umano, con una tale vivezza di racconto, per cui tutti lo ascoltiamo presi dalle sue parole.
L’ultima tappa della nostra giornata sui luoghi della “memoria” è dopo alcuni km. di ulteriore viaggio con i pulmini, ci soffermiamo ad un altro monumento che ricorda i nostri soldati dispersi. L’iscrizione dice:

“IN MEMORIA DEI SOLDATI ITALIANI SENZA NOME CADUTI IN RUSSIA ……”

E’ qui che Gianluigi legge le proprie considerazioni sulla guerra, sui soldati morti, su quelli mai più rientrati e senza sepoltura e sui …vivi.
Ma l’emozione nel ripercorrere le stesse strade che percorse 60 anni prima suo padre, in condizioni assai differenti e molto più difficoltose, immerso nella struggente atmosfera che in questi giorni stiamo vivendo, non gli permette di completare la lettura e senza dubbio compreso da noi tutti, si interrompe con il classico “groppo alla gola”.
Siamo raccolti intorno a questo simbolo ed intoniamo all’unisono l’inno di Mameli, anche alcune persone del luogo si avvicinano, ascoltano in composto silenzio ed alla fine applaudono, alcuni di loro vengono persino ad abbracciarci . Assieme alle voci che cantano l’inno, sembra di sentire anche i battiti dei nostri cuori che scandiscono il ritmo delle note.
Durante la cerimonia, come in quella precedente e quelle che seguiranno, le bandiere sono state sostenute dai “giovani” Francesco, Alberto, Greta e Carlo, che hanno preso molto seriamente il loro compito, che si è - con questo semplice gesto - maggiormente arricchito di significato.
Per oggi il nostro “pellegrinaggio” sui luoghi della memoria è terminato.
il Prof. Morosov si rende disponibile per l’indomani ad un ulteriore piccolo viaggio nei dintorni per vedere altre testimonianze del passaggio dei “nostri”.
Rientriamo all’ “accampamento” , e dopo cena ci ritroviamo ancora radunati liberamente per riparlare delle visite della giornata e delle emozioni che esse ci hanno suscitato.
Ma non è ancora finito il nostro percorso a ritroso nella storia, domani ci sarà una nuova…tappa.

VENERDI’ 12 AGOSTO 2005
A ROSSOSH
LASCIANDO IL PLACIDO DON


Siamo nuovamente a bordo dei nostri traballanti pulmini per una ulteriore visita libera accompagnati dal prof .Morosov che ci guida non molto distanti, in una località dove oggi sorge una scuola.
Tutti i ragazzini ci vengono incontro, attratti anche da piccoli regalini che Vitto offre loro che ringraziano e contraccambiano con un gradito saluto scandendo “ITALIA … ITALIA”
La scuola è stata l’ospedale da campo della Divisione Tridentina, in particolare il Prof. ci narra un aneddoto riguardante un ufficiale italiano ferito che ormai stava per morire, salvato invece da una popolana che, a bordo di un carretto, è riuscita a portarlo fino a quest’ospedale salvandogli così la vita.
Arriviamo anche a Opit, dove è ancora visibile quello che era stato, per brevissimo tempo, il Quartier Generale della Tridentina, e dove, in una fattoria proprio lì accanto, incontriamo una contadina che, con le lacrime agli occhi, ci narra i suoi ricordi e quelli di sua madre, riguardanti episodi di vita dei soldati italiani che erano in quel luogo.
Il racconto, pieno di umanità ed anche di riconoscenza per quanto questi uomini hanno fatto per la popolazione stremata dagli attacchi militari e dei partigiani, ci prende tutti ed ascoltiamo le sue parole come autentica testimonianza della vita di allora. Gianluigi la ringrazia con un affettuoso bacio sulla guancia a nome di tutti, lei ci ricambia con un caldo sorriso ed un affettuoso saluto ed augurio !

L’ultimo sito al quale ci avviciniamo è proprio nei pressi della città di Rossosh ed è un monumento in marmo bianco che alla base ha raffigurata la sagoma dell’Italia.
E’ stato proprio il prof. Morosov a farlo costruire, dopo che dei bambini gli hanno portato delle piastrine di due soldati, che egli ha riconosciuto come italiani, sul luogo del ritrovamento.
Nella soleggiata mattinata, dinanzi a questa ulteriore testimonianza della nostra presenza in Russia, le voci di Ludovica, Gianluigi Elio e Gianfranco intonano il canto alpino “ Signore delle cime” (versi e musica di B. De Marzi), ancora una volta la loro bravura ed il contesto in cui ci propongono questa canzone riescono nuovamente ad emozionarci!
E’ arrivato il momento di salutare il Professore e di ringraziarlo per tutto ciò che ha fatto e che senza dubbio farà anche nel futuro, sempre trovando qualche valido aiuto che gli consenta di portare avanti la sua iniziativa del ricordo delle gesta dei nostri Alpini.
Per il pomeriggio viene organizzata una visita, ad un vicino monastero di clausura retto da suore.
Come al solito saliamo sui nostri “tremebondi” pulmini,-per questo giro sono 3- che si lanciano l’uno all’inseguimento dell’altro in una spericolata cavalcata lungo le strade dell’entroterra russo fino ad arrivare ad Arouscaia.
Davanti a noi, al nostro arrivo, si staglia candido contro un cielo completamente azzurro, il Monastero nel gesso di Kostom!
Il monastero sorge in cima ad una collina –il calvario russo-, è completamente bianco e domina dall’alto la pianura sottostante.
E’ retto da giovani suore che ci raccomandano silenzio e decoro che consiste per le donne in……capo coperto e niente pantaloni , ma gonne lunghe.
Qui ognuna di noi si industria come può per ottemperare alla regola, qualcuna prende da una gran cesta posta all’ingresso, delle sottane a disposizione dei pellegrini, altre (Donatella, Adriana, Bianca Maria ed io) usiamo quanto abbiamo trovato nei nostri Camper per essere in linea con i dettami del convento: foulard vari, gonne un po’ fantasiose ed anche un pareo per mimetizzare i pantaloni sottostanti.
Così a tutte è stato concesso l’accesso alle camere di clausura del convento guidate da una suorina molto severa e dallo sguardo vigile!
E’ la nostra ultima serata nella città di Rossosh, e dopo cena, alcuni di noi si ritrovano raggruppati a chiacchierare e canticchiare in cerchio nella “piazza” centrale del nostro campeggio: un po’ alla volta il gruppetto iniziale si allarga, arrivano altri compagni della comitiva, il cerchio deve essere ampliato e così tutti assieme brindiamo con le bottiglie offerte, ora da questo, ora da quello, al nostro viaggio ed alla nostra “Grandavventura”!
Non poteva tra i vari motivi cantati - non sempre tempi, intonazioni e parole erano esatti - il nostro”Vagabondo”, come tutte le altre volte, le nostre corde vocali …danno il meglio di sé!
Anche il guardiano del luogo, dall’alto della sua torretta ci guarda benevolo abbozzando un simpatico sorrisetto di compiacimento.

SABATO 13 AGOSTO 2005
DA ROSSOSCH A NOVOKERKASK
LA TERRA DEI GIRASOLI


Si parte per tempo, sono in programma all’incirca 400 km.
L’uscita da Rossosh è sotto scorta dei gentilissimi Puffi che ci accompagnano con tanto di lampeggianti accesi, fino fuori città, cortesia che sarà anche citata in uno dei “pensierini “ del nr.3.
La giornata è piena di sole, incrociamo mandrie di mucche al pascolo con il loro buttero, oche che, ammassate lungo il ciglio della strada formano una gran nuvola bianca; al nostro passare si girano a guardarci; le galline invece…fuggono svolazzando, forse temono il peggio !
La strada -siamo sulla M4- è un susseguirsi di curve, salite, discese, il tutto condito da…buche, dislivelli di asfalto, improvvisi oggetti di vario genere sulla carreggiata, camion lentissimi che arrancano sputando dal loro tubo di scarico, un maleodorante gas nero.
Il continuo sussultare dei camper non solo rende tremulo il “ Ricevuto! “ del nr.22, ma ci ricorda che la nostra lavatrice - secchio ben chiuso contenente i panni in ammollo - è in funzione, è che il nostro caffè, potrebbe divenire più buono, essendo …scheccherato…!
La colonna non sempre può rimanere unita, ci si perde di vista dietro a qualche veicolo lento o in prossimità di qualche curva particolarmente difficile, ma il contatto viva voce c’è sempre: ci si chiama gli uni con gli altri, per favorire gli eventuali sorpassi e per tenerci il più possibile uniti in questo lungo percorso.
A vivacizzare il viaggio è anche capitato che un camper, nr.18 - citato solo per dovere di cronaca – abbia avuto bisogno della preziosa tanichetta -piena di gasolio- appartenente al nr. 19 e ben legata sul retro del mezzo
Il buon 19, gentilmente si presta al travaso - non senza amichevoli battute scherzose -(…si dice che l’abbia ceduta a caro prezzo..!) per consentire all’amico di arrivare al prossimo distributore!
Le soste carburante -circa 45 o 50 minuti per volta - servono anche per guardare il panorama, per scambiare due parole con gli amici, per farci il caffè, per scattare foto…
Strada facendo, un nostro piccolo drappello - camper nr.6-7-8 è stato fermato, dai soliti Puffi, , ma immediatamente lasciato andare, ed anche questo fatto diventa occasione di racconto a tutto il gruppo ed esperienza nuova!.
Oggi i prodotti in vendita ai lati della strada sono caratteristici delle terre del sud caldo e soleggiato: meloni, angurie in quantità e rossi pomodori! che vengono raccolti rigorosamente a mano da uomini e donne curvi sotto al solleone.
Naturalmente ci fermiamo per gli acquisti dei prodotti, non sarebbe stato possibile fare diversamente date le continue “insistenze” della persuasiva ed insistente voce di Pina - nr.8 -!
Con i caldi colori del sole, fanno da cornice preziosa al nostro viaggiare distese di frumento e girasoli, ad ogni curva, al limitare di lunghissimi dossi, li ritroviamo quasi giganti nella loro maestosità.
L’impressionante numero di corolle gialle che ci guardano, ci fa perdere la cognizione dello spazio, tanto immense sono le coltivazioni dei girasoli, piante che, tra il resto, sono fonte di reddito, in quanto da essi si ottengono prodotti come olio e margarina, oppure i loro “semocki” cioè i semi della pianta stessa, che vengono consumati anche solamente come passatempo.
Ad una lunga sosta per lavori sulla strada, non ci lasciamo sfuggire l’occasione di “immergerci” in un dorato campo di girasoli, ne raccogliamo qualcuno, che illuminerà i nostri camper.
Anche Natasha si lascia trasportare dalla poesia del luogo e scende dalla sua postazione di “guida e capogruppo” per ritrovarsi circondata dagli alti steli in mezzo ai quali si fa fotografare, complice anche un caldo sole !
Arriviamo, sempre accompagnati dalle gialle distese di girasoli, nel paese dei Cosacchi a Novokerkask, la ottocentesca capitale dei Cosacchi del Don.
La prima visita è per il Museo dei Cosacchi, attraverso dipinti, armi, abiti, ed oggetti vari, ricostruiamo le vicende che portarono questo paese all’indipendenza.
Gli abitanti erano considerati dai Russi, come i cavalieri nomadi della steppa, valorosi e coraggiosi combattenti di cui “Ataman” era il capo supremo.
Nella grande piazza della Cattedrale troviamo la migliore sistemazione per la parata dei nostri camper; tutti allineati dinanzi alla porta principale, illuminati dal sole che rende il loro colore bianco ancora più abbagliante (eccezion fatta per il solito puntino salmone) !
Ci facciamo fotografare con la nostra bandiera del Club in tutte le pose ed anche con il lunghissimo striscione del Club che occupa quasi tutta la lunghezza dei camper, sorretto da tutte le nostre mani!
Dopo la visita all’interno, come sempre le donne a capo coperto, siamo pronti per recarci al campeggio prenotato, ma….lo spazio è insufficiente per 22 mezzi, ed allora, con il consenso delle Autorità del luogo, disposti su due file sul sagrato, al lato della Cattedrale, ci fermiamo a pernottare sotto l’occhio vigile di una pattuglia della polizia, che si sistema accanto a noi per controllare, con benevola compiacenza, che nessuno ci disturbi.
Siamo contenti della nostra sistemazione per la notte, si è creata una bella atmosfera, i passanti ci guardano con meraviglia, qualcuno ci chiede da dove veniamo e chi siamo. Rispondiamo, cercando di farci capire aiutandoci con la mimica ed invitando a salire sul mezzo i più curiosi, attratti dalla strana forma di questa macchina che non sanno come definire!
Siamo anche riusciti a trovare un ristorantino a due passi da lì e, con le poche parole a nostra disposizione - ben memorizzate da Donatella - ci facciamo capire: vogliamo un piatto di spiedini con le patate.
Le graziose cameriere si prodigano per accontentarci e così la serata si conclude in maniera simpatica, merito anche della raffica di barzellette che Elio ci racconta..
Ritorniamo ai nostri camper per andare a dormire, faremo senz’altro sogni d’oro: siamo protetti dall’imponenza e dalla santità della Cattedrale e dai ….poliziotti che per tutta la notte vigileranno su di noi come degli angeli custodi!

DOMENICA 14 AGOSTO 2005
DA NOVOKERKAS A TEMRIUK
ATTRAVERSO LA REGIONE AUTONOMA DEL KRASNODAR


Notte tranquilla, risveglio con il sole, ormai non ci abbandonerà più, e con del profumato pane fresco che Natasha porta per tutti noi.
Con la solita ordinata sistemazione numerica dal numero 1-che ospita Natasha- al 22 scopa del gruppo e con la protezione finale della macchina di Sergio ( anche se più volte in panne: ha avuto bisogno di sistemare fili, marmitta e manicotto… sempre presente e pronto ad assolvere ai suoi compiti) si chiude la nostra colonna che si sta dirigendo verso il mar Nero.
Molte sono le ipotesi sull’origine del nome di questo mare; una delle più accreditate è quella che dice che nelle sue acque, profonde oltre 200 metri,si trovi del solfuro di idrogeno (inquinante !) che dà loro una colorazione più scura. Nonostante ciò sembra che questo mare sia particolarmente pescoso.
Siamo ai piedi del Caucaso, abitato da etnie diverse.
La regione del Krasnodar oggi ha acquistato la sua autonomia ed è divenuta una Regione particolarmente dedita all’agricoltura ed anche al turismo.
Per il suo attraversamento siamo sottoposti ad un controllo sul genere di quello doganale, ma molto più veloce, si occupa di tutto, come al solito Natasha.
Il sole ormai riscalda l’aria: alla richiesta del valore della temperatura esterna, si sentono risposte che indicano 33- 35 ed anche 38 gradi, spesso destinate a salire, per cui durante le soste si cercano sistemazioni il più ombrose possibili anche se viaggiando su una strada che corre lungo la sconfinata steppa, talvolta è proprio impossibile.
Si arriva nel bollente pomeriggio a Temriuk, cittadina sulle rive del mar Nero,e si visita subito lo spettacolare museo di guerra all’aperto.
Sono esposti aerei, carri armati, cannoni dell’ultima guerra mondiale e, naturalmente, estratta la bandiera, si scattano fotografie ai piedi o addirittura sopra, questi mezzi bellici.
Il luogo della nostra sosta notturna è poco distante, ci sistemiamo in qualche maniera, lo spazio non è molto grande, ma per trascorrere una notte di riposo va benissimo; come al solito appena i veicoli si fermano, salgono le parabole dei patiti del T.G. per avere notizie dall’Italia .
Dopo cena riunione con alcune importanti comunicazioni.
Una di queste è il cambio della guardia nella funzione di ripetitore della colonna: il nr. 11 dà le sue dimissioni, subentra il nr. 12 già pratico del mestiere avendolo esercitato lo scorso anno nel viaggio Russia 2.
La successiva comunicazione riguarda la sveglia dell’indomani mattina: si parte alle 6 e 30 in punto perché si attraversa la frontiera russo-ucraina e c’è anche un trasporto in traghetto.
Stabiliamo inoltre di tenere accesi, durante la notte, i nostri c.b. - sempre sintonizzati sul canale 1-
in maniera che se qualcuno, all’indomani, non si svegliasse autonomamente avremmo avuto modo di farlo tramite l’apparecchio….e con ciò tutti a nanna!

LUNEDI’ 15 AGOSTO 2005
DA TEMRIUK (Russia) A KERCH (Ucraina)
BUON FERRAGOSTO


Ore 4 e 20 del mattino…..al baracchino sento il rumore di una sveglia !
Ore 4 e 30 del mattino…..al baracchino sento una voce, che riconosco immediatamente essere quella del nr. 9, che già pimpante ci augura di cuore un “BUON FERRAGOSTO”.
Incredula guardo l’orologio, temo sia fermo, allora controllo sul cellulare…si sono proprio le 4 e 30! la mia sveglia era puntata un’ora più tardi!
Attraverso la finestra guardo fuori è ancora buio e non ci sono luci accese.
Ormai non ci rimane che alzarci, i visi che incontro, una volta uscita dal camper, mi dicono chiaramente che hanno provato il mio stesso sgomento a quella inaspettata sveglia, ma ormai…..!
Siamo pronti per la partenza anche prima…. dell’orario stabilito!
Attraversiamo la città ancora addormentata - beata lei - e silenziosa in questa alba di ferragosto 2005, fino ad arrivare ad un posto di blocco che ci ferma: controllo documenti solamente ai camper nr.1 e 2, e poi via si riprende per arrivare al posto di frontiera.
Tutti ordinatamente incolonnati aspettiamo il nostro turno, si avanza molto lentamente di qualche metro ogni tanto.
All’interno dei camper si inganna l’attesa con qualche breve pisolino di…recupero.
Fa già caldo, il sole è alto nel cielo e la giornata si preannuncia lunga … molto lunga!
Superata la dogana e l’ispezione accurata e meticolosa dei poliziotti nei camper, ci si avvia all’imbarco del traghetto.
Siamo divisi in tre gruppi, che si imbarcheranno separatamente; il viaggio per mare è breve circa 15 minuti.
Da una sponda all’altra ci si sente anche via c.b. Chi è ancora in Russia può comunicare con chi è già in Ucraina.
Questo fatto si rivelerà molto importante ai fini dello sdoganamento e delle altre operazioni di controllo che Natasha e Sergio fanno per noi.
Aspettiamo sul piazzale della dogana ucraina l’arrivo di tutti e tre i gruppi e così, ricompattati nuovamente, sistemato con un’ingegnosa opera di incollamento da parte di Pino, il fanale posteriore del camper di Pippo, ci avviamo verso Kerch nella penisola di Crimea, dove sosteremo per la notte.
Abbiamo spostato il nostro orologio un’ora indietro, rispetto a quella russa, ma siamo sempre un ora avanti rispetto a casa.
Come al solito il lavoro dei “posteggiatori “ è difficoltoso, richiede occhio e talvolta anche tanta pazienza, rispettando per quanto possibile le esigenze dei singoli, cercando di non scontentare nessuno e cercando di accordare gli animi più focosi, le difficoltà sono sempre tante ed i mezzi da sistemare anche !
Alla fine ci siamo tutti, siamo ben piazzati e l’Agenzia ci invita ad un aperitivo di benvenuto in un locale poco distante.
Al termine dei convenevoli, dei saluti e dei brindisi al viaggio ed ai “grandisti” per un gruppo c’è anche una buona cena, precedentemente prenotata !
Prima di tutte queste operazioni, un manipolo di ….ricercatori, fa il pieno di ….lumache: potrei descrivere le diverse espressioni di soddisfazione da parte dei procacciatori di molluschi e di raccapriccio da parte di….molti e molte altre persone venute a conoscenza della fruttuosa ricerca!
Questa sera siamo tutti molto stanchi e il desiderio di un buon sonno ristoratore è vivo in ognuno; anche in questo parcheggio durante la notte, la guardiana libererà i cani da guardia… quindi tutti a letto e porte ben chiuse!
P.S. questa notte i c.b. saranno .. tutti…spenti!

MARTEDI’ 16 AGOSTO2005
DA KERCH A SUDAK-CRIMEA
PROFUMO DI MARE


La sveglia questa mattina è puntata su un’ora….giusta, il ritrovo per la visita alla città è alle 9.
Saliamo, come sempre, sui pulmini che ci portano fuori città per vedere alcuni luoghi di notevole bellezza ed importanza, come la tomba reale, nella quale sono stati trovati gli splendidi gioielli appartenuti allo Zar ora conservati all’Hermitage di S.Pietroburgo.
Natasha ci fa da guida nella visita delle catacombe dei partigiani e nei monumenti dell’antica Kerch, anch’essa una delle dodici città eroiche della Russia.
Per godere del panorama della città dall’alto, con vista sul mare, bisogna raggiungere una terrazza panoramica posta al culmine di una erta salita da compiere nel nostro pulmino che però,sboffonchia, sobbalza, fino a spegnersi del tutto emettendo un acre odore di bruciato.
Scendiamo tutti, ma l’autista lo rimette in moto, gli fa superare la parte più ripida di salita e pretende che noi risaliamo tutti…..non ci rimane che ubbidire e, alla fine, arriviamo anche noi fino in cima.
La discesa, dopo gli acquisti di souvenir e le rituali foto, è per tutti a piedi, lungo una panoramica scalinata e solo alla base i pulmini sono pronti a riprenderci a bordo.
Ci fermiamo al mercato della città: è un luogo veramente pittoresco dove si vende di tutto.
Non ci sono certamente le moderne scaffalature dei nostri supermercati, ma banchi di ogni genere sui quali viene esposta, senza tanti artifizi, la merce, passata e ripassata molte volte tra le mani dei commercianti, nel tentativo di esporla sempre meglio.
Il vociare dei venditori che invitano all’acquisto dei propri prodotti, ha una sua musicalità, non si può non rimanerne attratti, perché, fa volgere lo sguardo verso quanto propongono.
Essi usano anche ampi gesti di invito con le braccia e con ampi sorrisi “dorati” per invogliarci all’acquisto.
Ecco lunghi banconi di vari tagli di carne, di pesce essiccato, di formaggi, di blocchi di burro o margarina e di coloratissime torte-alte almeno 10 cm.- decorate con fiori e frutta, il tutto è lasciato così all’aperto alla mercé di polvere e mosche con una temperatura che rasenta i 40 gradi. L’odore del cibo, molto spesso si mescola a quello delle spezie, poste in grandi terrine e a quello della polvere creando un mix caratteristico, credo, di tutti i mercati di queste zone.
Evidentemente la popolazione del luogo ha dei buoni anticorpi, visto che il mercato pullula di persone che fanno la spesa.
Anche noi provvediamo a rimpinguare i nostri frigoriferi, limitandoci a frutta e verdura che, da queste parti, è veramente saporita.
Si riparte dopo pranzo, la colonnina del termometro è in continua ascesa, oggi si supereranno i 40 gr.
Lungo il viaggio il paesaggio si fa sempre più bello.
Intravediamo più volte il mare, si rientra all’interno, per poi ritornare nuovamente a costeggiare il mare.
Come sempre ai lati della strada troviamo i venditori di ogni tipo di verdura e frutta e qui anche molte persone che aspettano i turisti per offrire loro camere in affitto.
Siamo in una zona balneare molto frequentata e quindi gli attraversamenti dei paesi sono più difficoltosi per il traffico.
Finalmente arriviamo a Sudak.
Pernottiamo alla base della fortezza genovese.
Prima di cena molti vanno a fare il bagno al mare che dicono stupendo e rilassante.
Si cena all’aperto, compaiono i tavolini e le tavolate comunitarie, ci scambiamo come sempre impressioni sul viaggio e chiacchieriamo con allegria, cercando di non disturbare chi, tra di noi avesse scelto di andare a riposare nel proprio camper !

MERCOLEDI’ 17 AGOSTO 2005
DA SUDAK AD ALUPKA
FINALMENTE IN FERIE


Il sole alto e caldo ci sveglia… si va a fare una camminata fin sulla fortezza genovese, i più sono ritornati accaldati; ma non c’è tempo per soffermarsi ancora, ci aspetta il resto del viaggio, siamo diretti al nostro punto sosta di ben cinque giorni ad Alupka sul Mar Nero !
Percorriamo la M 17 incontrando spesso delle Moschee con i Minareti, siamo infatti nella zona dei Tattari mussulmani di Crimea.
La giornata ha anche un aspetto particolare, oggi si festeggia il compleanno di uno dei nostri cioè Filippo, anche il “ poeta “ se ne ricorda dedicandogli una delle sue rime:…..” ancora giovanile, busto eretto, fiero e gogliardo nel passo di danza…..!”
Il viaggio prosegue, la nostra strada è illuminata da un sole sempre più alto che con i suoi raggi ci riscalda, anzi, ci surriscalda ! ( temperature comprese sempre tra i 39/ 40 gr. ed oltre)
Attraversiamo la città di Silverpol con i 300.000 abitanti: è la capitale della Crimea.
Lungo le sue arterie viaggiano filobus stracolmi di persone, che si ammassano persino sul predellino, con gran disinvoltura .
Tutto il paesaggio assume aspetti diversi da quelli che eravamo abituati a vedere: compaiono cartelloni che pubblicizzano marche di sigarette o di liquori, il parco macchine è decisamente più moderno ed anche l’abbigliamento delle persone e in modo particolare della gioventù è …alla moda!
Sosta pranzo nel “ canyon “ della Crimea, Bakhchisarai per visitare il Palazzo del Khan, risalente al 1519; si passa da una stanza all’altra tutte ornate con tendaggi, divani e mobilio caratteristico fino, ad arrivare al sogno di molti signori…le stanze dell’harem!
Passando attraverso il solito mercatino per turisti, ripartiamo verso la nostra meta, percorrendo una buona parte di litoranea.
La costa della Crimea è piuttosto alta, viaggiamo su dei tratti di strada con dei panorami incantevoli; l’azzurro intenso del cielo si confonde con quello del mare reso brillante dal sole, il profumo del mare e dei pini marittimi rende ancora più insistente la nostra voglia di “mare, spiaggia e relax “.
Nell’ultimo tratto scorgiamo, dietro indicazione di Natasha, la dacia che fu di Gorbaciov, nella quale fu tenuto prigioniero al momento del golpe il 19 agosto 1981.
Stiamo arrivando…dietro ad una curva c’è una strada in discesa, sembra che porti direttamente al mare, invece no !
Porta ad un campeggio, cioè ad un gran piazzale circondato da alberi, vedo le prese per gli attacchi della luce, vedo l’indicazione delle docce, ma non vedo la classica struttura da vacanza della quale sentiamo la necessità dopo le torride giornate appena trascorse.
Arrivano tutti e tutti ci guardiamo in giro sconfortati: non era questo ciò che ci aspettavamo, i più facinorosi del gruppo non riescono a trattenere un moto di stizza dovuto alla delusione delle aspettative mancate.
Mandata una nostra rappresentanza - Sergio, Vitto e Pippo - alla ricerca di eventuali altri spazi, rientra con la consapevolezza che la sistemazione propostaci dalla Agenzia è senza dubbio la più idonea nelle vicinanze.
Con calma ognuno cerca di “piazzare “ il proprio camper come meglio crede: vicino all’amico riunendosi al gruppo in modo da essere tutti compatti o cercando un varco tra gli alberi dove sistemare il camper per poter vedere anche il mare che sta esattamente sotto la nostra postazione.
Fatta una breve passeggiatina si arriva alla spiaggia che è stata visitata da molti di noi per poi tuffarsi in un rinfrescante bagno in mare.
Si aprono finestre, verande, tavolini, sedie ed anche la comoda poltrona personale di Pina .
Si sentono i profumini della cena pronta e poco dopo, quello del caffè che molto spesso è un rito comunitario, di aggregazione. . !
Arriva anche il momento della riunione… dove.. si decide che alla fin fine, ora che il “ parcheggio “ è personalizzato con tutte le nostre attrezzature, animato dalle nostre voci, dal nostro via vai è diventato il nostro “variopinto campeggio”… ci stiamo bene e rimaniamo volentieri.
Quindi possiamo brindare contenti perché questa sera si festeggiano i compleanni del mese di agosto con relativi regalini per i festeggiati Pippo e Nirvana e spumante a volontà; per completare l’opera ci si mette anche la luna che bella e rotonda ci guarda dall’alto con compiacimento !
La serata ci vede ancora riuniti nella “ piazza” con le solite quattro ciance, per il piacere di stare INSIEME fino alla fatidica ora della buonanotte.
Si dorme tranquilli, non ci sono cani da guardia (Perry e Pepita sonnecchiano già tranquillamente) che ci possano incutere timore e per tutta la notte due poliziotti vigileranno sulla nostra tranquillità , con discrezione .

GIOVEDI’ 18 AGOSTO 2005
IN CRIMEA
IL GENERALE TATIANA


Il Pullman ci attende per portarci verso la destinazione delle escursioni in programma per oggi.
Non appena sistemati sui sedili, facciamo conoscenza con la nostra guida: Tatiana, una energica signora che da subito ci fa capire che il programma dei tre giorni successivi sarà molto intenso e quindi chiede ( o forse pretende…!) collaborazione e puntualità per una ottima riuscita del programma di visite.
Le nostre escursioni spaziano dall’antico giardino botanico di Nikitski, che comprende una infinita varietà di piante e fiori provenienti dalle varie parti del mondo, al Palazzo Livadiyski a Livadia ove si tenne la storicamente famosa conferenza di Jalta nel marzo del ‘ 45 tra i Grandi della terra: Unione Sovietica, Stati Uniti e Gran Bretagna, per la spartizione post-bellica del mondo.
Il tutto sempre al seguito, o meglio agli….ordini - impartiti bonariamente, ma con decisione - di Tatiana che noi abbiamo simpaticamente soprannominata “il generale Tatiana “ per via dei tempi brevi che ci ha sempre concesso nelle visite - il suo motto era : 3 o 4 minuti…di corsa, di corsa!
Lei, sempre in testa al gruppo, con passo deciso, gesticolando per far capire meglio le sue spiegazioni, ci ha consentito di essere maggiormente a contatto con lo stile di vita del luogo, con la situazione politica del passato – di cui lei forse prova una certa nostalgia – e con quella attuale del dopo regime.
La sua competenza storico - artistica durante le visite ai palazzi ed ai musei ci ha resi partecipi del momento storico di riferimento e maggiormente consapevoli della cultura delle popolazioni vissute in Crimea.
Il rientro al campeggio, ci fa ogni giorno ripercorrere quel bellissimo tratto di costa stretto fra mare e montagna, durante il tragitto Tatiana si sofferma ancora su spiegazioni riguardanti lo stile di vita dei” ricchi “ che trascorrono in questa bella oasi i loro periodi di relax nelle varie dacie nascoste nel verde o nelle cliniche del benessere dedicate al rinvigorimento della mente e del fisico visto il clima favorevole della zona .
Arrivando dall’alto, vediamo nel sottostante piazzale i nostri camper, ben sistemati, le variopinte verande aperte ci promettono un po’ di fresco da assaporare vista la calda giornata odierna.
Il resto della serata si svolge secondo i ritmi usuali dei camperisti : tavolate all’aperto, un assaggio di buon vino – portato da casa - il caffè, le chiacchierate e le cantate in compagnia !
E’ già tardi quando si sente un certo trambusto e movimento: le lumache sono pronte, calde e fumanti cucinate a puntino da Adriana e Rita…
Gli appassionati del prodotto non se lo fanno ripetere e si ritrovano a tavola, tanto per citare qualche nome…Pino, Lucio, Elio e forse tanti altri !
Li lasciamo al loro gustoso piatto ed accontentandoci di qualche biscottino…ci auguriamo la buonanotte e l’arrivederci all’indomani mattina.
I due poliziotti camminano accanto ai nostri camper, vigilano e ci osservano con curiosità, ma anche divertiti !

VENERDI’ 19 AGOSTO 2005
JALTA
GRAZIE ALFONSINA !


Così esordisce Gianluigi in uno dei suoi mitici “ pensierini “.
“….Agli ordini del General Tatiana, più veloci che mai…..
……..dilagan i camperisti bersaglieri !….”

E’ la realtà dei fatti : veloci, passo più che spedito, visitiamo il Palazzo Voronzovki, qui le spiegazioni relative alla storia del palazzo delle persone che hanno vissuto in esso sono come sempre esaurienti, ma…poi si va veloci, veloci !
Passeggiata sul lungomare di Jalta e fotografie, sempre veloci, alla statua della Signora con il cagnolino.
Ormai è diventata la frase più scherzosa che aleggia sulla bocca di tutti noi: … veloci, solo 3 minuti di tempo !-
Per fortuna il programma odierno prevede una escursione in battello lungo la costa che da Alupka ci porta a Jalta per gustarci il bellissimo panorama del litorale e per vedere, arroccato su un promontorio, il castello “Nido delle rondini “; qui dobbiamo accontentarci della velocità stabilita dal comandante del battello !
La Cantina di vini Massandra - 300 metri sotto terra - è anche una bellissima ed interessante visita.
Dopo le spiegazioni sull’origine dei vitigni, sulle prerogative delle cantine per l’ invecchiamento e la conservazione dei vari tipi di vino, arriviamo al clou del pomeriggio: la degustazione !
Ci accoglie una ampia sala, con delle gran tavolate da 10 posti ciascuna, davanti al ogni postazione un particolare vassoio rettangolare con 9 bicchieri di vino – dal più secco al più dolce - .
E’ proprio Tatiana, con una enologa della Cantina, che lentamente ( lentamente …? ) ci illustrano le caratteristiche dei vari vini contenuti nei bicchieri: colorazione, profumo, grado alcolico, gusto, retrogusto... Al termine, forse un tantino malfermi sulle gambe, tutti a fare acquisti all’attiguo negozio ed è lì, pensando ad un certo tipo di vino, che ci viene l’idea di una sorpresa per l’intero gruppo, da assaporare nel dopocena.
Rientriamo con tutto l’occorrente per la sorpresa, accompagnati da un dispettoso venticello: ma ecco che, ancora sui pullman, dall’alto, non vediamo più le nostre belle verande aperte sul piazzale…cosa sarà accaduto?
Durante il pomeriggio si era levato un vento piuttosto forte che le aveva messe a repentaglio ed aveva fatto volare asciugamani sedie e tutto ciò che c’era in giro, ma….
Ma una persona del gruppo non aveva partecipato all’escursione ed era rimasta a casa, Alfonsina, si proprio lei.
Quando ha visto la malparata di verande gonfiate dal vento, oggetti vari che volavano, si è preoccupata di chiuderle tutte, di raccogliere la mercanzia disseminata e di aspettarci con calma, ma sempre vigile!
Grazie Alfonsina, sei stata veramente in gamba!
La cena è stata prenotata al ristorante del campeggio fin dalla serata precedente, ci saremo tutti o quasi.
Se ne è incaricato, come le altre volte, Vitto - il nostro contabile - coadiuvato da Natasha e Sergio…per problemi di comprensione di lingua !.
La sorpresa per il dopocena si sta preparando… 12 o 14 mani lavorano alacremente: tagliano, mescolano, versano … 6 o 8 occhi osservano, annuiscono, al termine il prodotto finito arriva direttamente nel frigo del ristorante …i nostri frigoriferi non lo conterrebbero tutto!
Anche per questa cena vale il solito “ tutto compreso “; ci disponiamo su due tavolate, la serata è veramente simpatica ed allegra anche Natasha e Sergio sono dei nostri con il preciso compito di “non fare assolutamente nulla e di godersi il meritato relax”.
Arriva la sorpresa : una enorme pentolone di…Sangria, ottenuta utilizzando il Porto della cantina Massandra, la buona frutta matura e saporita di questo angolo di Crimea e la disponibilità e solerzia di molte di noi.
Ce n’è per tutti, ci si può permettere anche qualche bis, ma soprattutto è buona, molto buona e tutti la apprezzano !
Le barzellette di Elio e le nostre canzoni, cantate a perdifiato per tutta la serata, anzi quasi nottata, concludono questa intensa, calda ma splendida giornata !

SABATO 20 AGOSTO 2005
SEBASTOPOLI
I DUE POLIZIOTTI ( PUFFETTI )


Rivediamo con piacere la signora Tatiana, ormai divenuta nostra amica, per oggi è in programma la visita a Sebastopoli che ci accoglie con un tempo un po’ uggioso, che più tardi diverrà pioggia.
Ci fermiamo subito ad ammirare un dipinto molto originale nel cosiddetto Salone Panorama, un enorme salone che ospita alla parete un dipinto di forma rotondeggiante che permette di seguire la battaglia della conquista di Sebastopoli.
Il dipinto alto 10 metri ha una prima parte pitturata che, con un sapiente gioco di luci, ci appare in lontananza, mentre la parte sottostante, che noi percepiamo come fosse in primo piano, è formata dalla ricostruzione di oggetti e personaggi in rilievo: si ha veramente la sensazione di essere circondati dalla battaglia stessa .
Arriviamo fino al porto della città, ancora oggi nella sue acque è ospitata la flotta Russa, compresi anche alcuni sottomarini – quelli atomici sono nel Mare del Nord - che, con una strategica fermata del pullman, riusciamo a vedere.
Come al solito pranzo “veloce”, qualcuno si ferma lungo i giardini sulla riva del mare, altri si avviano al ristorante per assaggiare piatti tipici, ma tutti dobbiamo essere puntuali per proseguire la nostra escursione del pomeriggio!
Ci concediamo un piccolo ritardo, per un augurio ed un brindisi che una coppia di sposi fa volentieri con noi, anche qui, essendo sabato, ci è capitato di essere coinvolti nei cortei nuziali, cosa che fra il resto ci ha fatto piacere.
Nel pomeriggio il giro turistico continua con la visita alle rovine dell’antica colonia greca di Chersonesus ed al Duomo di Vladimir – anche qui le signore col capo coperto, ma le suore questa volta hanno data a tutte noi dei lindi fazzolettini da usare come copricapo.
Inutile ricordare che tutto questo tragitto è sempre stato percorso ad un passo…sostenuto seguendo l’infaticabile Generale Tatiana, che come ultimo appuntamento odierno ci ha portati fino a Balaklava, ad un cippo che ricorda la nostra guarnigione sarda che combattè durante la guerra di Crimea, proprio in quei luoghi.
Anche le giornata di oggi ci ha fatto toccare con mano tratti di storia, ci siamo confusi, per le vie della città, con gli abitanti di Sebastopoli, abbiamo “spiato” un po’ della loro vita senza pretendere di averla capita fino in fondo.
Rientriamo alle nostre case su ruote, ognuno di noi ha qualche occupazione: il bucato è prerogativa quasi esclusiva delle donne, la registrazione o il controllo del motore dei mezzi invece è prettamente maschile, ma…forse si impegnano in questo per non dover fare il bucato?
La tradizionale chiacchierata del dopocena non può mancare, ci si raduna ognuno prende la propria sedia, si intavolano anche discorsi seri, ma inevitabilmente si cade….nelle barzellette e nelle conversazioni distensive.
E’ durante questo tipo di “riunione “ che, vedendo passare proprio accanto a noi i due poliziotti di guardia, li fermiamo; loro accettano di buon grado.
Sono due ragazzi molto giovani, diciannovenne uno e ventenne l’altro, sono sorridenti, accettano prima con qualche titubanza, ma poi di buon grado un bicchierino che viene offerto loro.
Tramite la nostra interprete casalinga - Greta - riusciamo a fare una semplice conversazione, l’atmosfera distesa sta diventando quasi confidenziale.
Si prestano a farsi fotografare con noi, assumendo pose da poliziotto incallito, ma anche prestando per la foto il proprio cappello a Greta, a Pina ed anche a Gianluigi che pretende però, al momento della foto, di avere anche il loro manganello e manette per cercare di apparire più austero.
La simpatica performance si interrompe quando, per motivi di lavoro, devono allontanarsi da noi, con la promessa di salutarci all’indomani, ma credo che volessero salutare soprattutto…Greta !
Vedremo domani, nel frattempo, mentre qualcuno si attarda ancora al bar bevendo una birra, si va a nanna !

DOMENICA 21 AGOSTO 2005
ALUPKA
GIORNATA LIBERA


Oggi non ci sono programmi ufficiali, nonostante ciò l’organizzazione de La Granda, mette a disposizione, per chi lo volesse, un pulmino per arrivare fino a Jalta per le ultime passeggiate o spesucce !
Si muove dal campeggio anche la macchina di Sergio, porta anch’egli qualcuno in città per acquisti…..Pina, Lele, Cinzia e Vitto !
Cosa ci porteranno al rientro?
Per quelli che sono rimasti fermi, si prospetta una bella giornata soleggiata, completamente dedicata alla vita da spiaggia ed ai bagni in mare, che oggi essendo un po’ mosso, promette un divertimento maggiore.
I rientri dalle spese in centro, sono quasi in concomitanza con la cottura della pasta; si forma una bella ed allegra tavolata, ognuno porta qualche cosa di appetitoso da far assaggiare agli amici.
La compagnia si ingrandisce per il caffè, la grappa, l’amaro.
Nel tardo pomeriggio, quando già si stanno approntando i mezzi per la partenza del giorno dopo, arrivano, tramite s.m.s. dall’Italia o i telegiornali - che i camperisti muniti di t.v. guardano puntualmente - notizie di straripamenti dei fiumi e di inondazioni in Romania.
Un certo timore serpeggia tra di noi, si era già parlato dei problemi del maltempo, ma ora li vediamo presenti ed iniziano a girare voci di strategie, di cambiamento di percorso per il rientro in Romania!
L’ultima serata ad Alupka trascorre tranquilla, con i soliti riti, ormai a noi familiari, del ritrovarsi, parlare di cose serie, altre volte di qualche cosa di più ameno, fino al momento della buonanotte.

LUNEDI’ 22 AGOSTO 2005
DA ALUPKA AD ODESSA
TENTATIVO DI PESCA


Lasciamo con nostalgia la nostra base di Alupka, si riparte.
Come sempre Piero nr.1 in testa, a seguire via via tutti 2 –3 –4 avanti così, si sofferma al lato della strada il nr. 19 che riprende la bianca colonna in uscita, al posto nr.18 sempre il puntino color salmone, fermo all’angolo dell’incrocio il nr. 22 che saluta tutti al passaggio, ci conta e poi :”- siamo tutti fuori !”
Ci aspettano 600 km. quindi la marcia non può subire molti rallentamenti, il tempo è bello, il sole ci accompagna fin dal mattino.
La vita in colonna riprende, il nr. 1 ci impartisce le indicazioni sulle strade da seguire il nr. 12 le ripete e dall’ultimo camper della colonna arriva l’ormai fatidico .-“ ok …ricevuto “-
Le soste sono diverse : quella tradizionale per il carburante - Greta, Cinzia ed Adriana hanno sempre preso nota dei singoli consumi, alla fine del viaggio si faranno i conti - quella cosiddetta idraulica, quella per il pranzo ed eventualmente anche altre.
Tutte si susseguono a distanza di circa due ore l’una dall’altra per non affaticare troppo mezzi, autisti e …navigatrici.
La sosta pranzo è quasi strategica per il pescatore Vitto che ha sempre promesso alla compagnia un pasto a base del pesce pescato da lui.
Fermi sotto al solleone sul ciglio della strada, Vitto estrae velocemente dal gavone canne esche
( credo si fosse portato da casa anche i …..vermi) e si dirige di buon passo sulle rive del fiume presso cui siamo fermi.
Convinti che questa sarà la volta buona del bottino, lo seguono in diversi con macchine fotografiche e cinepresa per immortalare l’avvenimento, ma…ma…
Ritornano tutti sconsolati senza alcun pesce ma solo con una piccola ranocchia che viene subito liberata sull’erba!
Le scuse per la mancata cattura sono tra le più varie, non gli rimane altro che riporre mestamente l’attrezzatura al suo posto … e rientrare al camper.
La sosta successiva, quindi circa due ore dopo l’infausto tentativo, è ancora sul lato della strada, ma questa volta è per fare acquisti alle rifornite bancarelle di colorata e profumata frutta e verdura: ci sono pesche, prugne, uva bianca e nera, meloni, angurie. Il sole del sud riscalda e porta a maturazione tutta questa bellissima frutta.
I frutteti ed i vigneti ben curati ci accompagnano in questa ultima parte di viaggio che ci manca per raggiungere Odessa.
Arriviamo al campeggio nel tardo pomeriggio: fin dal primo impatto ci rendiamo conto di essere in una oasi di verde ben curato, ma l’erbetta che tanto ci attrae, per alcuni mezzi è traditrice e le ruote degli stessi si impantanano subito.
A forza di braccia si salvano i malcapitati che cercano una sistemazione su un terreno più resistente.
Ad una prima ispezione generale, il campeggio è ben strutturato con docce, ristorante che in diversi scelgono come base per la cena ,che, al termine, definiranno ottima.
I km. percorsi gravano sulle nostre spalle, quindi la saggia decisione di un buon sonno ci coinvolge in molti.

MARTEDI’ 23 AGOSTO 2005
ODESSA
ALICE


Si parte per il centro di Odessa, la nostra guida oggi è Alice, minuta signora dalla voce sottile, dai movimenti aggraziati che cerca di entrare subito in sintonia con noi.
Il primo giro per la città è in pullman che ci porta nei vari rioni fino ad arrivare alla famosa Potjomkinskaja lestnitsa celebrata nel film -la corazzata Potjomkin- dedicato alla rivoluzione russa del 1905 .
Alice ci narra la storia della città, la sua conquista da parte di Caterina la Grande, anzi per dirla come lei …Catilina… verso la fine del XVIII secolo.
Tra le altre bellezze della città, Alice ci accompagna a vedere il monumento al Marinaio Ignoto, su una terrazza alle spalle del mare, dove, il fatto curioso, è che montino la guardia anche delle ragazze, allieve della locale scuola di Marina Militare.
La loro grazia, i loro capelli legati con dei gran fiocchi bianchi, il loro sorriso appena abbozzato agli scatti delle nostre macchine fotografiche, sono un diversivo inconsueto alla maestosità e rigidità del luogo.
Si coglie l’occasione, essendo in centro città, di fermarsi - lo fanno per noi Natasha e Piero - al Consolato Italiano per informarsi sulla reale situazione delle alluvioni in Romania.
Il Console, presi i dovuti contatti con le autorità Rumene ci rassicura … ma non credo che alcuni animi si siano veramente rassicurati.
La visita al centro volge al termine, Alice ci propone alcuni itinerari in città che potremo compiere in autonomia, sia nel pomeriggio che all’indomani, usufruendo dei mezzi pubblici che noi ben conosciamo : pulmini.
Ma Alice con il suo italiano talvolta leggermente storpiato, li chiama “ pulmincini “ e così continueremo a chiamarli scherzosamente anche noi.
Rientrati in campeggio, si ripropone ancora il problema delle strade interrotte o dissestate in Romania.
Giungono persino notizie di 100 ponti crollati, i vari s.m.s. provenienti dalle famiglie a casa, creano ancora agitazione, si valuta anche la possibilità anticipare di un giorno la partenza .
Una piccola riunione fa rientrare, almeno in parte, questi allarmismi.
Si rimane ad Odessa e se si troveranno dei problemi si affronteranno assieme strada facendo, ora è il momento di pensare alla cena tipica che questa sera si terrà nella sala ristorante del campeggio.
La sala che ci accoglie è veramente bella, come al solito i tavoli sono apparecchiati con cura, le pietanze disposte ordinatamente in una sfavillio di colori.
Sul fondo della sala, un palco dietro al quale uno specchio a tutta parete, riflette la concitazione del momento alla ricerca di un posto a sedere assieme agli amici.
Il menù, oltre ad una serie di gustosissimi antipasti ci propone la tradizionale borsch, che si accompagna deliziosamente con un pane lievitato dal nome, come al solito difficile da pronunciare: pampusky !
A seguire altre pietanze, per concludere con il gelato, ci accompagnano, come un live motive, i clic della macchina fotografica di Piero, che passeggia tra di noi soffermandoci ora qua ora là, ma non mangia !
Questa sera l’accompagnamento musicale è reale : un trio di ragazze ucraine suona uno strumento musicale tipico la “ banduria “ e canta canzoni della tradizione ucraina, vestite nei costumi folcloristici del luogo..
La serata iniziata all’insegna della festa, dell’allegria e dei ringraziamenti da parte di Natasha ed anche da parte nostra, si conclude con una generale soddisfazione e contentezza.
Ci salutiamo augurandoci la buona notte ed apprestandoci a vivere, domani, l’ultima giornata di vacanza prima del rientro.

MERCOLEDI’ 24 AGOSTO 2005
ODESSA
BALLI FINALI


Come sempre nelle ultime due settimane, il sole caldo ci accompagna.
La sorpresa della mattina è rappresentata dalla sparizione di alcune ciabatte lasciate incautamente all’esterno dei camper…. Si teme un furto, peraltro molto strano.
Non ci occorre il Tenente Colombo per svelare il mistero: i cagnetti del campeggio hanno giocato durante la notte con le calzature, portandole in giro per il prato.
La giornata scorre tranquilla, qualcuno va a gironzolare ancora un po’ per la città di Odessa, altri preparano i mezzi per la partenza : controllo all’olio, acqua, soliti discorsi sulla potenza dei motori, e sui relativi consumi.
A tale proposito verrà anche redatta una classifica del più ghiotto di gasolio e naturalmente del più moderato, a seconda della tipologia del mezzo in questione.
Tutto a posto, ci si può concedere un pomeriggio di relax, riposando al sole.
Ha terminato il suo compito con noi Sergio, tutti lo salutiamo affettuosamente, è stato un ottimo compagno di viaggio, ha cercato di aiutarci e di provvedere alle nostre piccole esigenze, ci ha dato una mano in molte occasioni, lo ricorderemo con sincero affetto.
Come saluto finale si decide, con la solita prenotazione ed il solito “tutto compreso” di cenare tutti assieme – o quasi tutti – al ristorante del campeggio.
Tavolata allegra, ottime pietanze ma soprattutto la sorpresa che ci ha fatto Natasha, come regalo di fine tour: suona per noi un complesso di musica moderna, che ha nel repertorio anche musiche italiane.
L’invito al ballo è subito raccolto da tutti, non ci si pone il problema di essere più o meno bravi ballerini.
Pippo e Marzia ancora una volta ci deliziano con i loro volteggi, cerchiamo di imitarli, ma i confronti non hanno bisogno di commenti !
Per concludere riusciamo persino ad inserire nel repertorio del complessino la canzone “VAGABONDO” tratto da un nostro c.d. che essi benevolmente ci fanno sentire più volte, consentendoci così di esibirci in un bel girotondo finale.
In tutta questa atmosfera di frizzi e lazzi si è persino trovato il tempo di levare dall’impantanamento Elio, che nella fretta di uscire dalla sua piazzola, si è trovato bloccato.
Gli avvenimenti di questa serata, come del resto tutti quelli dei giorni già passati, sono immortalati nelle infinite fotografie scattate e ripresi dalle varie telecamere, in particolare le riprese di Ludovica nr.3, Lucio nr.18 e Claudio nr.19, costituiranno il materiale per la realizzazione di un D.V.D. a ricordo di questa “La Grandavventura - dal Don al Mar Nero 1 “

GIOVEDI’ 25 AGOSTO 2005
DA ODESSA A GALATI (ROMANIA)
ARRIVEDERCI


Si esce dal campeggio alle 6.30, una pattuglia di poliziotti ci permette una problematica inversione di marcia per prendere la direzione corretta, data l’intensità del traffico, nonostante l’ora .
Riprendiamo il viaggio: i baracchini tacciono, si sentono solo le comunicazioni di servizio ed anche queste sono date in tono laconico e sintetico.
Arriva, per condurci in frontiera una nuova guida, anch’egli si chiama Sergio, e con la sua macchina, in testa alla colonna, ci fa strada.
Il territorio che stiamo percorrendo non offre i panorami ai quali eravamo abituati, ma è formato da campagne a perdita d’occhio, poche abitazioni, sono spariti dai lati della strada persino i venditori di frutta o miele.
Oggi l’impegno maggiore è l’attraversamento delle frontiere: dall’ucraina alla moldava e da quest’ultima a quella rumena.
La frontiera moldava ci trattiene per un paio d’ore, attraverso essa passano mezzi di trasporto di tutti i generi: pullman che hanno sulle spalle almeno una cinquantina d’anni, biciclette e carretti trainati da cavalli!.
Qualche attimo di stress lo ha procurato il posto di frontiera tra Moldavia e Romania, per via di certi strani individui che gironzolavano attorno ai camper come se ….cercassero non so bene cosa (contrabbando ?), ma alla fine è andato tutto per il meglio.
Arriviamo finalmente, a piccoli gruppi, al primo paese in terra rumena : Galati meta finale del nostro viaggio.
Nell’attesa di ricompattare il gruppo si cena, poi si prenderà qualche decisione su dove trascorrere la notte.
Sono quasi le 21 quando arrivano tutti, qualche equipaggio decide di ripartire subito per conto proprio, perché ha intenzione di prolungare la vacanza in zona -visita monasteri- o perché ha un traghetto che lo aspetta per raggiungere casa, nr.14.
Rimaniamo in 19 mezzi, dopo una infruttuosa ricerca di qualche possibilità di campeggiare, Piero, Vitto e Natasha trovano la disponibilità dei custodi di una piccola fabbrica dei paraggi, che ci permette di sostare nel parcheggio fino all’indomani mattina.
Natasha dorme con noi, anche lei domani rientrerà probabilmente a casa, al termine del suo lavoro, portato a compimento con successo e soddisfazione di noi tutti.
E’ così terminata “La Grandavventura “ con i saluti, gli abbracci, le promesse, che spero verranno mantenute, di scambiarci le fotografie, ma soprattutto di rivederci.
La mattina del 26 agosto ci vede prendere direzioni diverse, un bel gruppo rimane ancora assieme per un certo tratto, poi anche quelle strade si divideranno a seconda delle destinazioni finali.
Rimaniamo in contatto via c.b. - canale 1 come per tutto il viaggio - finché sarà possibile, poi useremo il sistema s.m.s. fino al momento in cui il messaggio telefonico dirà :” Arrivati bene… tutto o.k…. arrivederci a presto !”