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Uova di Pasqua …. Imperiali

08.04.2017

"Uova di Pasqua …. Imperiali"    
di Cinzia Porata

La tradizione dell'uovo pasquale ha origini molto antiche, quando non erano ancora disponibili versioni dolci, di zucchero e cioccolata, per secoli i nostri antenati hanno regalato uova provenienti dai pollai anzichè dalle pasticcerie.
Ad un certo punto si cominciò a decorarle con tinte vivaci. In molti paesi, poi, la colorazione assumeva significati precisi: le uova di un solo colore erano riservate ai plebei, mentre quelle destinate agli aristocratici erano policrome e con elaborati disegni. Nelle famiglie di modeste condizioni “l’operazione pittura" veniva spesso affidata ai bambini, mentre le persone più facoltose ricorrevano magari a grandi artisti.
È in Russia, comunque, che la tradizione dell'uovo decorato ha raggiunto l’apice, grazie alla fantasia dell'orafo Peter Carl Fabergé, nato a San Pietroburgo nel 1846 da famiglia di origine francese e diventato gioielliere alla corte degli zar nel 1885.
Quando Fabergé prese in mano il negozio paterno, questo era una piccola ed avviata impresa che molti sarebbero stati contenti di limitarsi a dirigere, compiacendosi del crescente successo presso l’agiata clientela pietroburghese. Invece Fabergé decise di operare un coraggioso cambiamento di stile, passando dalla costosa gioielleria a qualcosa di più leggero con la creazione di oggetti nei quali la fantasia del disegno è di gran lunga più importante del valore intrinseco del materiale usato : una svolta sorprendente, profondamente innovativa rispetto al suo tempo.
Senza dubbio l’avvenimento centrale della sua carriera fu la nomina a “gioiellerie di corte”, conferitagli da Alessandro III.
Tale nomina fu l’origine di una delle più belle creazioni di arte orafa di tutti i tempi, “le celebri uova pasquali per la famiglia imperiale”, che Fabergé produsse per oltre trent’anni.
Il primo uovo realizzato era un guscio d'oro e smalto bianco con tuorlo d'oro asportabile che, aprendosi, scopriva una chioccia d’oro contenente a sua volta una miniatura in diamante della corona imperiale, il quale celava un rubino tagliato a forma d'uovo... Il principio delle matrioske russe, applicato ad un'autentica opera d'arte che avrà senza dubbio meravigliato la zarina Maria Federovna. Il successo fu tale che lo Zar nominò Fabergé “Orafo della Corte Imperiale” e nel contempo nacque la tradizione delle “Uova di Pasqua Imperiali”,
Per arricchire la Pasqua di Alessandro III e dei suoi familiari, creò anno dopo anno uova cerimoniali tempestate di diamanti, incise in oro, argento e platino, impreziosite da lacche pregiate, ispirate alle vicende della casa imperiale. La tradizione andò avanti con Nicola II, che richiese a Fabergè due uova all'anno, uno per la regina madre, Maria Fiorodovna, e uno per la moglie, la zarina Alessandra Fiodorovna
Si calcola che siano state create da Fabergé 56 uova imperiali, ammirate in tutta Europa. E a poco a poco il laboratorio originario divenne un piccolo impero, travolto solo dalla rivoluzione bolscevica e dalla fine dei Romanov, alla quale fece seguito quella di Fabergé. E’ chiaro che nella nuova Russia i suoi oggetti preziosi non potevano avere mercato, perché non esisteva più la società privilegiata che aveva rappresentato la sua clientela. Peter Carl Fabergé morì il 24 settembre 1920.
Delle uova di Fabergé, una decina appartengono al Cremlino, due sono nella collezione di Elisabetta II e dodici sono state acquistate dall'editore e scrittore americano Malcolm Forbes.
Ho pensato di raccontarvi questa storia non molto conosciuta, ma della quale ho sentito parlare dalle guide che avevamo in Russia nell’estate scorsa durante il viaggio realizzato da quelle parti, anche se non sono di cioccolato, possono definirsi a tutti gli effetti Uova Pasquali, essendo state pensate e realizzate per la più bella festa della primavera.
Auguri “Imperiali” a tutti i lettori e navigatori del sito