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Pasqua

08.04.2017

"Pasqua"    
di Luigi Grazia

Pasqua è festa di Resurrezione! Tutti o quasi parleranno dei vari significati di questa solennità religiosa così importante che per molti, anzi moltissimi, è superiore al Natale. Infatti se la nascita è un evento naturale non lo è certamente la “Resurrezione”.
Come non dargli torto quando un corpo ormai morto “rinasce”? Certamente qualche accenno devo farlo. La Pasqua ebraica ( dal latino Pascha) ricorda la salvezza dalla morte dei primogeniti israeliti mentre venivano uccisi quelli egiziani alla ricerca del “Bambino Gesù”, salvatore del mondo.
In pratica la Pasqua viene identificata con la liberazione degli ebrei dall’Egitto. Abbiamo poi la Pasqua cristiana la quale cambiò completamente il significato originario nella resurrezione di Gesù.
Da questo preambolo partirà il mio articolo che descrive in modo sommario quanto i popoli, oppure semplicemente gli abitanti di piccoli paesi e città ricordano con manifestazioni che oggi, nel linguaggio moderno, definiamo “folklore” non senza un appiattimento del valore intrinseco degli eventi ed usanze che si svolgono nella settimana precedente la Pasqua , in particolare nel “venerdì Santo”.
A Trapani la processione dei misteri del venerdì Santo , istituita nel secolo XII°, è formata da diciotto gruppi in legno scolpiti a grandezza naturale che rappresentano i principali episodi della passione di Gesù. Ornati di fiori vengono portati a spalla dal pomeriggio del venerdì ininterrottamente sino alla mattina seguente da rappresentanti delle antiche corporazioni che attraversano le stradine del centro storico illuminate dalle suggestive fiaccole le quali evocano un’ atmosfera irreale.
Nella processione del “giovedì Santo” a Caltanissetta i “misteri” che il popolo chiama le vare designa il ceto sociale al quale appartengono i “de li sulfatara-zolfatari, di livucceri-i macellai, di li vinaroli-vinai”, eccetera.
Sono ben quindici gruppi modellati in cartapesta esposti nelle vie della cittadina. Invece a Grasssina, in Toscana, si svolge una bella processione con figuranti vestiti da personaggi dell’epoca; romani, legionari, animali, popolane.
Un particolare significato di espiazione acquista anche quella sacra di Bari dove i confratelli chiamati perdune procedono a due a due a piedi nudi indossando un’ampia tunica bianca, viso coperto, portando sul capo una corona di spine ed in mano un lungo vincastro (bastone). A Siviglia i gruppi chiamati pasos sono formati in parte da statue , in parte da personaggi viventi.
Vengono scortati durante la processione da uomini in uniformi di legionari romani. In numerosi paesi del nostro mezzogiorno durante la funzione la folla procede lentamente a passo cadenzato recitando litanie accompagnate dallo strepitio di rudimentali strumenti in legno con piccole piastrine di metallo dette tròccole, raganelle, scarabattole, baciòccole. Numerosi sono i canti popolari ispirati alla passione di Gesù. In Italia se ne conoscono più di 500, diversi uno dall’altro , alcuni tipicamente narrativi,altri lirici oppure preghiere in versi che il popolo recita per lo più in chiesa durante la “settimana Santa” accompagnati da varie pratiche di devozione popolare, molte volte strisciando le ginocchia in terra durante la funzione.Varie e proprie rappresentazioni teatrali della passione hanno luogo in numerosi paesi siciliani e calabresi.
La più celebre manifestazione la troviamo ad Oberammergau, piccolo comune della Baviera, celebre dell’oberammergauer passionspiel.
Questa rappresentazione vivente in cui tutti prendono parte attiva, risale al 1634 in scioglimento di un voto per scongiurare il flagello della peste che colpì questo villaggio. Gli abitanti-attori rievocano episodi del vecchio testamento e della passione di fronte ad una folla enorme proveniente da tutta Europa. Nel periodo pasquale si acquistano e si regalano uova, oppure semplicemente si decorano quelle delle galline.
E’ un’abitudine prettamente alsaziana del XV° secolo se non addirittura medievale come alcuni documenti sembrano farne cenno. Il valore simbolico che si attribuisce alle uova pasquali è confermato dall’usanza della questua da parte dei giovani che si recavano nelle fattorie dando in cambio di qualche monetina uova decorate.
Elementi propiziatori sono presenti in alcune città ambientati nella tradizione locale come lo scoppio del carro che ha luogo la mattina del sabato a Firenze.
E’ facile riconoscere in questa spettacolare usanza il fuoco quale elemento primordiale più antico al quale si è sovrapposto il motivo leggendario che ricollega in tutta la sua suggestione popolare l’origine del Santo Sepolcro.
La tradizione fiorentina vuole infatti che la prima favilla del sacro fuoco venisse un tempo provocata da tre pezzetti di pietra tolti al Sepolcro di Cristo e portati a Firenze da Messer Pazzino de’ Pazzi. Il rito diventa spettacolo con l’invenzione del carro e l’accensione della colombina la quale, simbolo dello Spirito Santo, si muove sul filo teso dall’altare maggiore della chiesa al carro posto in mezzo alla piazza facendo scoppiare più o meno bene la pira di legno. Dal modo in cui avviene lo scoppio i contadini toscani che affluiscono in piazza del Duomo traggono presagi per il futuro raccolto.
Da questo episodio risale l’abitudine di fare od acquistare le colombe pasquali. Come non menzionare l’acqua! Gli ammalati siciliani e non solo al momento che si slegano le campane se possono s’immergono nel mare, i contadini romagnoli si bagnano gli occhi, altrove in Slesia e Sassonia si crede che l’acqua renda belle le donne.
I giovani danubiani si nascondevano nei pressi di una fonte per “spuzzare” le ragazze affinché si accorgessero di loro.
L’acqua sino dalla notte dei tempi fu un elemento propiziatorio importante, da qui nasce l’uso di quella benedetta nelle chiese, nel cerimoniale della messa per i cristiani e l’immersione dei nascituri nel fonte battesimale.
L’articolo potrebbe continuare probabilmente all’infinito, mi interrompo qui per non annoiare alcuno. Grazie di averlo letto.