|
di Paola Rota
Vulka era un cucciolo di Pastore Tedesco
che dormiva tra le piante al fresco .
Ogni qual volta un’ auto passava
essa freneticamente abbaiava
e per tutta risposta il veicolo accelerava .
Come poteva mai fare per l’ auto in velocità superare
?
Pose il quesito al saggio barboncino
che la salutò con un profondo inchino ;
“ Utilizza dei pattini a rotelle
e ne vedremo delle belle “ .
Scettica Vulka alle quattro zampe li infilò
e subito in una brava pattinatrice si trasformò :
tutte le automobili in velocità superò .
“ Un cane che pattina ! “ Esclamò la gente stupita
che si radunava vicino alla recinzione divertita .
“ Che fatica esser famosa ! “
Disse Vulka pensierosa .
Sul giornale la sua foto in prima pagina fu pubblicata
e da allora la sua libertà diventò limitata ;
essere una star dei vantaggi sicuramente comportava ,
per esempio i bocconcini prelibati che la gente le donava
ma tutta quella confusione di persone la disturbava .
E così preferì la sua libertà alla celebrità
perché era importante poter vivere in tranquillità
;
i pattini alla fine si sfilò
e dietro ad un cespuglio li abbandonò .
La folla senza più quel bizzarro spettacolo si annoiò
ed a poco a poco dalla recinzione si allontanò .
Ben presto tutti si scordarono del cane pattinatore
tranne il suo amico barboncino Sansone :
a lui non importava se Vulka non era più dal pubblico acclamata
e riverita
perché era sempre la sua amica preferita .
|
|
|