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di Greta Pirovano
Se nella scorsa puntata vi ho fatto conoscere una squarcio di quotidianità
russa alle prese con la neve, questa volta vi parlerò di
un tema che sicuramente interessa tutti noi giovani lettori e autori
della green page: la scuola russa. Chissà – direte
– se i nostri colleghi russi se la cavano un po’ meglio
di noi o se per una volta ci dobbiamo ritenere più fortunati…
Intanto cominciamo dall’indimenticabile prima elementare che
tutti ricordiamo come fosse ieri: vi ricordate il simpatico appellativo
di remigini che spesso nel nostro primo anno di scuola genitori
e insegnanti ci hanno affibbiato? Ebbene, in Russia il primo giorno
sui banchi di scuola viene celebrato in grande stile: è una
grande emozione per genitori e bambini, i quali si presentano innanzi
all’ingresso dell’istituto, vestiti con gli abiti tradizionali
russi e ornati (anzi ornate – per le bambine) di trecce e
fiocchi variopinti. Dopo l’esecuzione di allegre marcette
che celebrano il bello dello studio e della conoscenza, i piccoli
studenti in erba omaggiano i loro nuovi insegnanti con dei mazzi
di fiori e il direttore pronuncia un discorso in favore dell’istruzione
che rende ancor più solenne il momento del primo approccio
con la scuola. Talvolta si mobilitano addirittura le forze dell’ordine,
organizzando una vera e propria parata e anche il capo dello Stato
Putin ama presenziare a questo momento e spesso visita le scuole.
L’anno scolastico si protrae da settembre a maggio, intervallato
da quattro pause per le vacanze, senza dimenticare che tradizionalmente
il primo giorno dell’anno coincide con il primo settembre,
detto anche giorno del sapere.
Le classi sono composte, analogamente in Italia, da circa 25-30
alunni, ma gli edifici non sono molto ampi, bensì distribuiti
in modo capillare nella città. Le lezioni cominciano alle
8.30 e si protraggono fino alle 14, con una durata di 40 o 50 minuti
ciascuna e separate da una ricreazione di dieci minuti (beati loro!!!).
La disciplina è molto più austera di come siamo abituati
in Italia… almeno per questo possiamo ritenerci fortunati…!
Il corso di studi consta di tre livelli: la scuola elementare, media
e superiore. La scuola primaria dura quattro anni, a partire dall’età
di sette anni e una sola maestra si occupa di tutte le discipline
(lettura, scrittura, aritmetica, scienze, storia, sport, musica
e talvolta anche lingua straniera).
La scuola media si protrae invece per cinque anni, mentre le superiori
durano soltanto due anni. Durante le scuole medie tutte le materie
sono obbligatorie e in più vengono aggiunte le lingue straniere,
solitamente inglese, tedesco, francese, spagnolo e talvolta italiano…
e c’è da dire che sono un po’ sfortunati viste
le ulteriori difficoltà nell’apprendere l’alfabeto
latino!
Nella scuola superiore, dove solitamente si studia matematica, letteratura,
storia, lingue straniere, politica, psicologia, biologia, fisica,
chimica, astronomia gli studenti possono scegliere tra indirizzo
umanistico, tecnico, scientifico e inoltre in Russia sono molto
nominate le scuole specializzate nelle lingue e si ritiene che la
metodica russo-sovietica a riguardo sia molto efficace.
Ultimamente sono in progressiva diffusione le scuole private sui
modelli svizzeri, francesi e americani, collocate nella cosiddetta
cintura verde che si estende intorno alla capitale, ma spesso appannaggio
di pochi.
Lo stesso istituto ospita gli studenti per l’intero corso
di studi, al termine del quale bisogna affrontare un esame abbastanza
impegnativo, paragonabile alla nostra maturità. I migliori
alunni sono premiati con una medaglia d’oro e borse di studio
con cui vengono agevolati i loro successivi studi universitari.
I voti, i cui criteri non cambiano mai dalle elementari all’università
sono assegnati da uno a cinque e cinque e il voto massimo…
e se storciamo il naso prendendoci i nostri cinque, possiamo sempre
ricordarci che in Russia saremmo alunni modello!!!!
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