ZONA GIOVANI
"Russando un po' (prima parte)"

di Greta Pirovano


Il 2003 ormai è terminato da due mesi, benché ci sembri che solo l’altro ieri sguazzavamo nel mare o gironzolavamo a spasso per l’Europa scoprendo nuove mete, oppure ci godevamo qualche panorama montano o semplicemente passavamo le giornate tra amici, caldo soffocante e… compiti (purtroppo!!!). Istantanee di un’estate che sembra appena terminata di fronte alla routine quotidiana invernale. Qualsiasi luogo o paese si visiti o si scopra rimane impresso nella nostra mente. Ed è appunto di questo che vi vorrei parlare.
Tra quei famosi 44 camper che hanno partecipato all’altresì famoso viaggio “La Granda Russia” c’era anche il mio; appunto mi piacerebbe raccontarvi qualche aspetto di questo spiraglio di mondo verso cui, confessiamolo, siamo un po’ ostili.
Scommetto che in questo momento abbiate fatto allusione al clima rigido e ai paesaggi imbiancati, tipicamente russi, pensando: “Ah, chissà che freddo!!”. In effetti… la Russia e la neve: un binomio quasi obbligatorio, anche quando in luglio si raggiungono i 40° ed i russi, che si riconoscono nella tradizione di genti di fiume affollano le rive di stagni, laghetti, fiumi e qualsiasi pozza a disposizione per trovar refrigerio… del resto anche noi in Italia sappiamo come difenderci dall’afa!
Ma ovviamente la neve rappresenta il tipico, incantevole, romantico, emozionante paesaggio russo. Se per la maggior parte d'italiani la neve è un evento occasionale, per i russi la bianca coltre che si stende candida sulle strade della capitale, di città, paesini e copre i tetti delle tipiche dacie è una compagna di vita, volenti o nolenti. Infatti esiste una vera e propria cultura della neve, dagli abiti alle case, dalle strade alla cura delle autovetture. Addirittura il termine “fiocco di neve” è un dolce appellativo e un modo per complimentarsi con una donna russa.
In molte abitazioni è indispensabile sigillare accuratamente le finestre per prevenire spifferi… rinfrescanti, lasciando solo la cosiddetta fòrtochka, una minuscola finestrella necessaria per un rapido ricambio d’aria. Solitamente le case russe sono calde e rese molto accoglienti dai tradizionali tappeti variopinti che decorano la pareti.
Chiunque abbia intenzione di trascorrere un soggiorno in Russia nei mesi invernali, dovrà sicuramente munirsi di scarponi, calzettoni, scaldamuscoli, stivali, cappelli, guanti, sciarpe, paraorecchie e quant’altro serva per infagottarsi e coprirsi fino all’orlo. I russi preferiscono blue-jeans pesanti, completi neri e stivali imbottiti. Il resto è tutto uno sfoggio di pellicce (quasi indispensabili, nonché tradizionali) e rigorosamente colbacchi, tipici copri capi russi molto amati dai turisti i quali ne fanno incetta sulle bancarelle e li acquistano come ricordo de questa terra. Ma ricordatevi, se non volete farvi riconoscere come stranieri, mai ripararsi dalla neve con un ombrello, poco utilizzato dai russi, persino in casi di pioggia.
Siete amanti degli sport estremi? Bene, ho trovato un nuovo sport che fa per voi: passeggiata sui marciapiedi moscoviti; non preoccupatevi… si tratta solo di un percorso a ostacoli ma, ahimè, senza premio finale! I marciapiedi in questo periodo servono da sgombero per le strade e da parcheggio: per i pedoni non rimangono altro che stretti violetti ghiacciati o fangosi, a seconda del termometro. Ma i russi, impavidi e non curanti delle condizioni del suolo camminano svelti, con piglio sicuro e braccia in fuori. Dovendo affrontare abitualmente la coltre di ghiaccio che riveste il selciato si affinano doti di equilibrio, del resto quasi tutti i russi sanno pattinare o sciare ed è incredibile osservare con quanta facilità e disinvoltura le donne svettino sul ghiaccio destreggiandosi su dei vertiginosi tacchi a spillo! Nemmeno le frequenti bufere di neve riescono a bloccare il traffico, persino le Lada più scalcinate si destreggiano per le strade di città e campagne.
Ma poi in primavera bisogna sempre constatare che le strade appaiono disseminate di buche, che sottopongono a dura prova gli ammortizzatori e… i 44 autisti di “La Granda Russia” ne sanno qualcosa!! In primavera il disgelo fa sì che le strade si coprano di fango e… si tira un respiro di sollievo! Le giornate si allungano, l’aria si intiepidisce e finalmente non è più necessaria l’armatura in difesa dal freddo e dal gelo; del resto lo sapevate che
“O’ sole mio” è stato scritto in Russia da un napoletano nostalgico?
In ogni caso i russi non concepiscono un inverno senza neve: fa parte del loro DNA, come le slitte, la sauna, i tuffi invernali nei laghi ghiacciati e poi… la vodka che, forte dei suoi 60° contribuisce a riscaldare il corpo.
La neve conferisce a ciascun luogo un fascino unico e i russi affermano che non si può conoscere e capire la Russia senza aver vissuto sulla propria pelle l’inverno russo.
Beh? Che ne dite?!? Non vi ho incuriosito un poco? E’ sempre curioso conoscere nuove mete e ambienti, magari dopo un bel viaggetto su qualche isola tropicale, sorseggiando succo d’ananas all’ombra di una palma, immersi tra sole, mare e spiaggia si potrebbe mettere alla prova il nostro fisico con qualche settimana tra neve, ghiaccio e “armatura” anti-gelo… credo che saremmo sicuramente degli ottimi turisti per caso e poi resisteremmo di sicuro sia nell’afa che nel gelo… del resto… siamo stati (se abbiamo già abbandonato i nostri genitori per le vacanze) o siamo camperisti!!!

 Copyright © Camper Club La Granda - Web Design Registred Cn-Net