ZONA GIOVANI
"Le 7 Meraviglie e il mistero di Cheope - Seconda parte"

di Simona Marenco

Lo scorso numero di Insieme vi avevo lasciato con la promessa che avrei continuato il discorso circa le misteriose funzioni della Piramide di Cheope, e così sarà.
Innanzi tutto, analizzando i dati della piramide, è possibile scoprire una serie di "segnali" che sono ben lungi da poter essere considerati delle semplici coincidenze. Ad esempio la distanza Terra-Sole si ottiene moltiplicando l'altezza della piramide per un milione, mentre il peso della Terra si ha moltiplicando il peso della costruzione per un miliardo, o ancora si perviene alla costante pi greco dividendo il perimetro dell'edificio per la metà dell'altezza. Inoltre, le quattro facce della Grande Piramide sono rivolte esattamente verso il nord, il sud, l'est e l'ovest. Recenti calcoli hanno poi dimostrato che la differenza con il polo nord magnetico è appena di tre minuti di grado (0,015%), un valore impressionante, soprattutto se si pensa che l'uomo moderno quando ha cercato di orientare un edificio (l'osservatorio astronomico di Parigi) ha ottenuto una distanza di ben sei minuti. Come se tutto ciò non bastasse, la piramide di Cheope è situata proprio nel punto dove si incrociano il 30°meridiano ed il 30°parallelo, così che essa potrebbe essere definita come "il centro del mondo". Tutto questo ha fatto pensare a tale costruzione come ad una sorta di strumento topografico, come ad una bussola accuratamente orientata che avrebbe potuto essere usata come un punto di riferimento geodetico per la costruzione di strutture nel mondo antico.
Questa non è sicuramente l'unica teoria a riguardo. Un'altra molto interessante sostiene che la Grande Piramide avrebbe potuto essere usata come pompa per prendere acqua dal Nilo e un ingegnoso studioso ha dimostrato che il rivestimento originale di calcare avrebbe potuto condensare l'acqua dall'aria del deserto attribuendo così alla costruzione una vera e propria funzione di rifornimento d'acqua.
C'è chi parla anche di un generatore di energia facendo riferimento proprio al nome piramide che deriva dal greco "pyro" che significa fuoco e "amid" che indica ciò che sta al centro. Il primo indizio sull'energia generata dalla Grande Piramide si ebbe negli anni '30 quando un francese notò che i cadaveri di alcuni animali trovati all'interno sembravano mummificati: cioè non erano putrefatti e non puzzavano. Durante gli anni '40, un rabdomante scoprì un campo d'energia intorno all'edificio e fiotti di energia fuoriuscenti dai vertici. Negli anni '50 uno studioso cecoslovacco scoprì che la stessa forma anche in scala sortiva l'effetto di affilare le lamette da rasoio e poteva anche ridurre o eliminare il mal di capo. Gradualmente si notò che quale fosse l'energia che causava questi fenomeni, essa sembrava concentrata o focalizzata in un punto a circa un terzo della distanza tra la base e l'apice, nel centro della piramide, all'incirca nella stessa posizione della Camera del Re nella piramide originale.
Ci sono poi persone che sostengono che questi grandi monumenti non vennero costruiti dagli egizi, ma da una Civiltà Umana Globale che si estese su tutta la terra dopo la fine dell'ultima glaciazione, e alla quale si dovrebbero imputare anche la misteriosa città fortificata i cui resti sono stati trovati nella piana di Gerico, Stonehenge in Inghiltrra, Atlantide….
Risulta pertanto evidente che la funzione delle suddette costruzioni non potesse essere originariamente quella di tombe dei faraoni. Tale ipotesi viene supportata dalla scoperta che l'allineamento delle tre piramidi di Giza riproduce esattamente quello che presentavano nel cielo d'Egitto le tre stelle della Cintura d'Orione diecimila anni fa e che proprio in quel periodo le strette gallerie che perforano la massa, e che erano considerate condotti di aerazione, puntavano verso stelle particolari.
Sitchin, autore del notevole saggio Il dodicesimo pianeta, ha fatto notare le relazioni geografiche che legherebbero le piramidi alla celebre terrazza di Baalbek in Libano: una piattaforma di pietra immensa e pesante. A suo giudizio, le piramidi avevano la funzione di torri di controllo per guidare velivoli destinati ad atterrare sulle piattaforme di pietra.
Secondo l'inglese Altford invece le piramidi erano immense celle a combustibile destinate a fornire energia alla Civiltà Umana Globale attraverso la scomposizione dell'acqua nei suoi costituenti, idrogeno e ossigeno. In quest'ottica la Camera della Regina avrebbe costituito la cella energetica vera e propria in cui avveniva la separazione dei due gas, mentre nella Camera del Re avveniva la combustione controllata dell'idrogeno. I cinque lastroni di granito sovrapposti al di sopra di questa camera servivano come dispositivo di raffreddamento e il fatto che i lastroni siano levigati nella parte inferiore e grezzi in quella superiore aiuterebbe la dispersione del calore. Sempre secondo questo studioso la funzione di cui accennato sopra non sarebbe l'unica svolta dalla piramide. Infatti nella Grande Galleria si allineano ventisette nicchie oggi vuote che una volta contenevano oggetti di natura a noi ignota: Altford ipotizza che fossero cristalli risuonanti a diverse frequenze impiegati per un qualche sistema di comunicazione.
Questa seconda tesi è stata portata avanti anche dall'americano Tony Smith il quale sostiene che la grande struttura composta con calcare e granito sarebbe servita come un vero e proprio strumento, un immenso ricevitore/trasmettitore per l'invio e la ricezione di onde elettromagnetiche modulate, in definitiva una specie di radio.
Insomma, mille ipotesi e nessuna soluzione certa…d'altronde come in ogni vero mistero che si rispetti! Cosa altro dire…bè, se credete di avere la risposta giusta al dilemma fatevi avanti: potreste passare alla storia!

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