ZONA GIOVANI
"Il triangolo maledetto"

di Simona Marenco

Ed eccoci qui ancora una volta insieme pronti per trattare di un nuovo ed affascinante enigma…
Nell'Atlantico occidentale c'è una zona, fatalmente nota, che prende il nome di Triangolo delle Bermude: si tratta di un'area molto vasta che si estende dalle Bermude, a nord, fino alla Florida Meridionale a ovest poi, passando fra le Bahama, va oltre Puerto Rico, a circa 4° di longitudine e risale di nuovo alle Bermude. Nell'elenco mondiale dei misteri insoluti, questo luogo occupa un posto di primaria importanza. È qui che più di 100 aeroplani e navi sono letteralmente svaniti nel nulla, ed è sempre qui che più di 1000 vite sono andate perdute. Ciò che sbalordisce maggiormente è che aerei, navi, persone, risultano ogni volta letteralmente sparite. Di loro si sapeva con esattezza il luogo di partenza e la destinazione prevista, si sconoscevano addirittura le coordinate nei vari momenti del viaggio trasmesse per radio. Poi più nulla, interrotti bruscamente i collegamenti, spariva ogni traccia della loro esistenza.
Le sparizioni sono numerosissime a cominciare nel 1840 dalla Rosalie, una nave mercantile francese partita dall'Europa e diretta nei Caraibi che venne ritrovata completamente deserta: di vivo c'era solo un canarino nella sua gabbia. Ad aumentare il mistero c'era poi la circostanza che sulla Rosalie tutto appariva in perfetto ordine, sia sui ponti, sia sottocoperta, e tutto il carico nella stiva non era stato manomesso. Nel 1872 analoga sorte toccò alla Mary Celeste. Nel 1881 fu la volta della nave da guerra Atlanta che scomparve insieme a tutti i 300 uomini che erano a bordo. Anche la nave Cyclops scomparve misteriosamente nel marzo del 1918 mentre si trovava nel triangolo. Nel 1963 fu il turno del grosso cargo americano Marine Sulphur. La nave viaggiava all'uscita del golfo del Messico quando un suo messaggio fu ricevuto per l'ultima volta. Considerando che essa doveva raggiungere un porto nella Virginia, si può arguire che avrebbe in seguito percorso lo stretto della Florida, seguendo la corrente del Golfo in quanto è un passaggio obbligato per tutti i mezzi diretti a nord, per giunta largo appena una cinquantina di miglia. Difficile svanire in questa zona, sempre piena di traffico…tuttavia la Marine non fu più avvistata. Nel 1966 fu la volta di un grosso rimorchiatore, il Southern Cities che trainava una chiatta si sessantacinque metri. Alcuni aerei della guardia costiera riuscirono ad individuare la chiatta che non recava segni di danni, ma non fu rinvenuta nessuna traccia del Southern Cities e dei suoi uomini.
Questo famigerato lembo di mare non risparmiò neppure gli aerei. Il caso più eclatante risale al 5 dicembre del 1945 quando un gruppo di cinque aeroplani, la squadriglia 19, partito dalla stazione aeronavale di Fort Lauderdale, scomparve durante una missione addestrativa. Quando già l'esercitazione di tiro era stata compiuta e i cinque aeroplani erano sulla via del ritorno, arrivò a Fort Lauderdale un messaggio allarmante: il comandante comunicava alla base che non riusciva a determinare la propria posizione dal momento che gli strumenti di bordo di tutti gli apparecchi sembravano impazziti. Ad un tratto il contatto radio finì, e si dice che le ultime parole provenienti dalla Squadriglia 19 furono: "Stiamo entrando nell'acqua bianca... Siamo completamente smarriti...". Quello stesso pomeriggio decollarono vari aerei di soccorso, tra cui un grosso idrovolante Martin Mariner. Poco dopo la partenza dei primi soccorsi giunse a terra un altro messaggio in cui il comandante dell'idrovolante annunciava di essere in difficoltà a causa dei venti molto forti incontrati in quota. Nessun'altra comunicazione giunse dal Martin Mariner anch'esso scomparso come gli altri. Nonostante l'imponente ricerca condotta da numerose unità aeronavali, fu tutto inutile. Non venne rinvenuto nulla, né rottami, né cadaveri o chiazze di carburante. E non è vero che le sparizioni misteriose all'interno del Triangolo siano cessate con l'avvento di nuovi sistemi di GPS e nuove tecnologie aeronautiche, basti pensare all'incidente avvenuto nell'inverno 2000. Il 5 gennaio un Cessna 172 era atteso sulla pista d'atterraggio dell'aeroporto di St. Augustine. L'aereo era in piena fase d'atterraggio, tutto procedeva senza problemi, il tempo era sereno. Ma improvvisamente ed inaspettatamente il pilota disse "Torre di controllo, non vedo più niente". Un secondo dopo scomparve dalle apparecchiature. Il giorno seguente l'aereo venne comunque ritrovato, con all'interno il corpo del pilota. Ma non c'è ancora spiegazione su come possa essere accaduta la tragedia.
Le ipotesi fatte per giungere alle possibili cause delle sciagure sono numerose e fantasiose, inoltre molti recenti rapporti di aeroplani e di navi che, pur avendo avuto esperienze incredibili nell'interno del Triangolo sono sopravvissuti, hanno contribuito a creare nuove leggende sui mari. Una prima spiegazione è quella del sabotaggio commerciale, ma come si spiegherebbe allora il ritrovamento di navi e vascelli ove nulla era stato toccato? Si parla poi di errori umani e guasti meccanici. Certo, alcune sciagure possono essere imputate a un simile fattore, specie riguardo agli aerei, ma imputare tutte le scomparse a ciò, non è sostenibile, e tale ipotesi cade poi completamente se applicata al caso della squadriglia 19. Un aereo avrebbe potuto staccarsi dalla formazione e trovarsi di colpo in difficoltà, ma la scomparsa di tutti e cinque restava assolutamente inspiegabile sotto questa luce.
Sono state anche citate le anomalie magnetiche del fondale oceanico come possibili cause delle sciagure, ma con gli studi si è dimostrato che anomalie dello stesso tipo e della stessa intensità sono presenti in tutti i fondali oceanici ed in ogni caso non possiedono una forza tale da fracassare aeroplani o disperdere navi. Altre ipotesi riguardano i tifoni che si localizzano in quella regione con maggior frequenza che altrove. Tuttavia le cronache degli incidenti avvenuti sono spesso concordi nel precisare che al momento delle varie sciagure le condizioni meteorologiche erano normali, se non addirittura buone. Anche le spiegazioni tramite maremoti od onde di sessa non sono accettabili dal momento che molti naufragi avvennero in zone prossime alla costa, dove questi fenomeni non sono mai stati avvertiti.
Rimane pertanto aperto il campo solo alle ipotesi più fantasiose e suggestive di portali dimensionali, veri e propri Stargate e che parlano di rapimenti e catture da parte di UFO ed USO (oggetti sottomarini non identificati) al fine di studiare le tecnologie e le conoscenze umane. Uno dei suggerimenti più sbalorditivi fu quello espresso da Edgar Cayce, il profeta dormiente, un medium e guaritore morto nel 1944. Decine d'anni prima che si sospettasse l'esistenza dei raggi laser, Cayce vide che gli antichi abitanti di Atlantide avevano usato cristalli come sorgente di energia, proprio nell'area di Bimini zona sommersa delle Bahama, dove hanno avuto luogo molte delle sparizioni. Secondo questa teoria, una fonte di energia isolata e sommersa eserciterebbe ancora "occasionalmente" una forte attrazione sulle bussole e sugli apparecchi elettronici delle navi e degli aeroplani di oggi.
L'ultima ipotesi alternativa, sul ricordo di Einstein, è quella che riguarda le deformazioni spazio-temporali che condurrebbero ad un'altra dimensione. Tuttavia l'argomento è ancora troppo poco studiato per poter fare reali congetture.
Che dire insomma? Il mistero è ancora tale e pare proprio che non sia ancora stata individuata l'ipotesi da seguire per diradare la nebbia che lo circonda. Superstiziosi o meno, una cosa è certa, per evitare rischi è sempre meglio scegliere rotte alternative…

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