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di Greta Pirovano
Ok, un attimo di chiarezza…! Avete letto tutti il titolo??
Allora, le alternative sono due: avete già snobbato quanto
mi sto accingendo a scrivere pensando o che sto dalla parte dei
prof, i quali vorrebbero vederci a scuola con il grembiulino lungo
fin sotto al ginocchio o che esprimerò la mia banale contrarietà
con tutti i noiosi esempi annessi e connessi.
Mi spiace per voi, ma avete sbagliato…
“La Repubblica” 18 ottobre 2004: un articolo titolava
così “I pantaloni a vita bassa delle quindicenni”.
Anch’io pensavo fosse una di quelle insulse e inutili discussioni
sull’abbigliamento giovanile, ma poi mi sono accorta che si
trattava d’altro. Scriveva un prof in prima persona, il quale
sentì una sua alunna dire che voleva comprare un paio di
mutande di Dolce e Gabbana, quelle con il nome stampato a caratteri
cubitali sull’elastico che sbuca fuori dai jeans a vita bassa.
Il prof allora le rispose facendo la solita parte dell’insegnante
che disprezza la cultura di massa e si batte affinché i suoi
studenti individuino una strada per porre le fondamenta del loro
futuro, a seconda delle loro aspirazioni e dei loro sogni.
Allorché la ragazza ribatteva affermando che avere una propria
personalità oggi è inutile perché solo i cantanti,
i calciatori, i vip, le attrici, le veline, la gente che sta in
televisione, loro sì che esistono davvero, sono ricchi e
fanno tutto ciò che vogliono, ma tutti gli altri non sono
niente e possono solo limitarsi ad imitarli, cercando di somigliare
loro.
Non so voi, ma ciò ha suscitato in me un sorta di profonda
contrarietà e un po’ anche di disprezzo per questa
cruda affermazione. Cruda affermazione che però è
reale, attesta la realtà o quasi: quanti passano parte del
loro tempo a seguire le avventure di un tale Costantino, i talk
show della de Filippi, piuttosto che il grande fratello e i reality
(o meglio surreality) show? Quella ragazza che ho citato poco fa
penso faccia parte di quei tanti.
Il fatto è che essere giovani significa vivere un periodo
della propria vita in cui vagando anche un po’ tastoni nel
buio si va scoprendo la propria strada, i modelli che ad essa si
confanno e non si ha una tale consapevolezza del mondo da poter
riconoscere a priori cosa è giusto e cosa sbagliato.
Ora, che i personaggi del piccolo schermo ci vengono proposti come
gli unici miti che contano e si ripresentano con insistenza esercitando
una sorta di condizionamento è ormai un dato di fatto acquisito:
questo è probabilmente, nostro malgrado, ciò che il
ventunesimo ci sa offrire, ma poi la scelta sta a noi. Invece sembra
che scegliere sia ormai un optional, uno sport troppo dispendioso
e non aggrappiamoci alla solita scusa del mondo che va storto: il
mondo va storto perché nessuno lo vuole far girar dritto
e la perdita di tempo non sta nell’indecisione delle scelte,
piuttosto risiede nello stare davanti ad una tv guardando le mutande
con un DeG bene in mostra.
Non è un saggio di moralismo questo, non ne sono capace e
non è neanche mia intenzione; nemmeno voglio che questo discorso
cada nella banalità di una discussione del tipo “Che
fine hanno fatto i vecchi valori?” perché questo è
un banalissimo luogo comune, poi sono giovane anch’io come
voi e non ho mai saputo cosa precisamente mia nonna voglia intendere
quando mi parla di vecchi valori.
Tuttavia resta il fatto che noi siamo giovani, il futuro è
nelle nostre mani e non vorrete costruire un mondo di calciatori
e veline che si fidanzano tra di loro… quindi lasciamoci pure
coinvolgere dalla tv e dai personaggi che ci vogliono insistentemente
propinare, ma manteniamo un certo distacco dall’inconsapevolezza
che vi regna, continuiamo ciascuno sulla propria lunghezza d’onda,
reputiamoci molto più intelligenti di loro e quando un calciatore
ignora l’esistenza del congiuntivo prendiamoci il merito di
saperne più di lui. Loro in fondo sono il futuro di se stessi
e niente di più; le loro ville, le loro auto, i loro gruzzoli
sono fine a se stessi, cosa lasceranno al mondo? Nulla. E volete
mettere il loro ruolo con quello di un giovane che crescendo darà
le sue braccia e il suo intelletto per sostenere il mondo??...
E’ giusto porsi nei confronti di quanto ci viene proposto
tutti i giorni con un atteggiamento critico per non farci manipolare
dalla prima stupidaggine che fanno vedere alla pubblicità.
Ok, non perdiamoci in chiacchiere inutili che ribadiscono sempre
lo stesso concetto, piuttosto non diamo troppo tempo al tempo e
cerchiamo di modellare la nostra personalità su delle salde
fondamenta che ci porteranno lontano e non sul divano di casa a
farci condizionare dal “vippismo”.
Sono sicura che concorderete con me, non è che ce l’abbia
con i vip e con la televisione, ma davvero un po’ mi vergogno
se penso che come quella ragazza, probabilmente ce ne sono tante
altre che la pensano allo stesso modo e soprattutto mi fa specie
che poi si senta dire: “i giovani sono tutti ugualmente stupidi”…
e a questo punto mi arrabbio davvero, perché non siamo certo
una gioventù bruciata!!!!!
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