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di Greta Pirovano
“Il prossimo week-end si va tutti al mare in camper!”;
“Io e papà abbiamo deciso di trascorrere il fine settimana
al lago!”; “A capodanno andiamo a visitare Firenze!”.
Panico: “Ma non conosco nessuno al mare!”; “Ma
sabato sera c’è la festa di Claudia!”; “Ma
a capodanno voglio festeggiare con i miei amici!”.
Tipico colloquio tra genitori e figli, scontro generazionale, battibecco…chiamatelo
come volete.
Insomma nessuno cede, ognuno in famiglia ha le proprie esigenze,
mamma e papà vogliono trascorrere qualche giorno con la famiglia
unita, non se ne parla di lasciarci a casa con gli zii, ma noi proprio
non ne vogliamo sapere, ci annoiamo, ci irrita l’idea di passare
qualche giorno su quel camper che pochi anni fa, quando eravamo
bambini ci piaceva così tanto… ci sembrava emozionante
dormire in mansarda, schiacciare il bottoncino per aprire gli armadietti,
aiutare papà ad aprire la veranda, sistemare le sedie e il
tavolino da campeggio davanti al nostro camper, azionare gli oscuranti…
da piccoli ci divertivamo anche così, ma ora… ora siamo
cresciuti, abbiamo visto tanti di quei camper che ce li sogniamo
persino di giorno, sabato sera è il giorno intoccabile, le
vacanze di Natale e Pasqua servono per passare più tempo
non più con i genitori, bensì con gli amici, nelle
vacanze estive si va al campeggio o si parte in vacanza studio.
Dunque, come la mettiamo??
Di solito l’ago della bilancia pende sempre dalla parte dei
genitori, i quali ci apostrofano osservando: “Quando sarete
maggiorenni andrete dove vi pare, ma ora venite con noi!”…
e la sentenza inappellabile giunge ai nostri orecchi rassegnati
e un po’ arrabbiati. Oppure attaccano con la solita morale
stereotipo: “Di cosa vi lamentate? Con il camper si conoscono
tanti posti nuovi! Dovreste ritenervi fortunati, i vostri amici
non hanno la fortuna di viaggiare come voi!”.
Alla fine vincono quasi sempre i genitori e noi, catapultati sul
solito camper, ci ritraiamo nel nostro mondo fatto di lettore cd
e cellulare… (per fortuna che la tecnologia ci assiste!!!!),
mantenendo i contatti con il resto del mondo tramite gli SMS…
e ci manca solo che i nostri genitori si arrabbino, convinti che
se usiamo troppo il cellulare spendiamo troppe mance e in più
ci viene la tendinite o le radiazioni ci danneggiano. Ma noi non
aspettiamo altro che un’affermazione del genere, abbiamo la
risposta pronta, lì sulla punta della lingua: “Se mi
aveste lasciato a casa, a quest’ora sarei con i miei amici
e non avrei bisogno di scrivere loro degli sms…”
Talvolta poi si riesce a scendere a compromessi con mamma e papà,
i quali sono costretti ad accettare un nostro amico o amica sul
camper, oppure cercano altre famiglie con ragazzi per regalarci
un po’ di compagnia.
Sicuramente tutti i giovani camperisti che stanno leggendo queste
righe si identificheranno in questa situazione, almeno una volta
l’avete vissuta, dite la verità!
Allora adesso ascoltatemi, anche se starete sicuramente pensando
che arrivo io, quella che disfa tutto ciò che ha appena detto
tre righe fa… non lo faccio per farvi saltare i nervi, ma
togliete il paraocchi e cercate delle vie di fuga… non dal
camper, ma dalla noia che a volte provate, anzi proviamo, nelle
vacanze in famiglia.
Non metto in dubbio che il bandolo della matassa sia difficile da
trovare, la questione è intricata e un po’ pungente…
forse perché giovani e camper spesso diventa un binomio un
po’ difficile da conciliare… e se vi dicessi che ho
la soluzione in pugno???
Penserete che sono pazza?? Che è impossibile?? Se la pensate
così tra un po’ vi smentirò!
Credo che il principio sia uno solo e uguale per tutte le età,
figli, genitori, nonni: viaggiare in compagnia è molto più
divertente e allegro che viaggiare da soli, questo vale anche per
i nostri genitori i quali, spesso preferiscono viaggiare con altri
equipaggi di amici. Per noi è lo stesso e sapete allora dove
sta la soluzione? Ma nella Granda, ovviamente!
Ora con questa affermazione vi ho un po’ spiazzato, forse
perché vi sto per raccontare una Granda un po’ diversa
da quella che vi immaginate o siete abituati a conoscere!
Ovvio, c’è sempre una prima volta, quella prima volta
quando non si conosce nessuno e ci si sente spaesati, in un ambiente
nuovo che ci intimidisce un poco… scendete dal camper, vedete
tanti volti nuovi mai conosciuti e cominciate a fare il conto alla
rovescia per la fine del raduno e quel raduno sarà una noia
mortale, un insieme di gite a cui bisogna partecipare perché
lo dicono mamma e papà, un muso lungo che si trascina in
tutte le escursioni, un cartellino al collo che viene un po’
nascosto per non dar troppo nell’occhio… e il raduno
poi termina, senza che vi sia rimasto nulla…
Oppure ci può essere un’altra versione dei fatti. Arrivate
al raduno, scendete dal camper e scoprite che in realtà ci
sono dei giovani come voi, anzi noi. Poi la prima sera si forma
il bus delle famiglie e da quel momento cambia tutto: si conoscono
gli altri ragazzi, qualche musicista, animatore o autista spiritoso,
magari barzellettiere, si fa gruppo, l’ultima fila del bus
è nostra, si ride e si scherza, ci si scambia il numero di
cellulare e l’indirizzo e-mail… ormai la frittata è
fatta: un gruppo consolidato che non si ricorda più cosa
vuol dire annoiarsi, si dimentica dei genitori, i quali addirittura
viaggiano su un altro bus con gli amici che anche loro, come noi,
hanno incontrato alla Granda.
E quando arriva l’ultimo giorno, si lascia il campeggio con
un po’ di dispiacere, ma sicuramente con una vacanza che ci
ha lasciato qualcosa: nuovi luoghi conosciuti, ma soprattutto nuove
persone e personalità, nuove fotografie che ritraggono un
“gruppo giovani” sorridente, il camper che improvvisamente,
chissà per quale strano incantesimo, torna ad esserci simpatico,
degli amici con cui ci si dà appuntamento alla prossima e
soprattutto la Granda come non l’avete mai immaginata!
Insomma, bisogna un po’ sfatare il mito del camper noioso
e la prossima volta che i vostri genitori vi diranno con il sorriso
pitturato in volto: “Ci siamo iscritti al raduno della Granda!”
non sconvolgetevi all’idea e sappiate che non sarà
una settimana noiosa e inutile!!! Forza e coraggio, all’arrembaggio…
anzi… al raduno!!
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