ZONA GIOVANI
"Sleg Dog"
"Tra i ghiacci con un cane per amico"

di Alessio Tassone

Questa storia ha un inizio forse… inconsueto! Nei primi anni ottanta, Mike Buongiorno lanciò un concorso sponsorizzato da una famosa casa liquoristica: si premiava l’idea, il desiderio più strampalato.
Tra le varie proposte, arrivò quella di un giovane armeno.
Il suo nome era, ed è tuttora, Armen Khatchikian. La sua idea? Comprare una muta di cani da slitta per compiere una corsa competitiva attraverso l’Alaska: l’Idita-Road.
Davvero originale! Il giovane fu premiato e venne così messo in condizione di partecipare alla corsa. Una disputa riservata quasi esclusiva mente alle genti del Grande Nord, in grado di sopportare temperature polari e le grandi fatiche della gara.
Ma veniamo a bomba, Lo sport di cui voglio parlare questo mese è lo "sled dog".
Il conduttore della slitta è il "musher". Due le componenti più… mozzafiato di questo sport: la sensazione di spaziare e volare su una slitta attraverso immense e incontaminate distese di neve e ghiaccio e un rapporto di complice fedeltà, grande amicizia, sincera devozione tra musher e un gruppo di stupendi cani, gli Husky.
Animali resistenti, sicuri e soprattutto… fedeli.
Torniamo al giovane Armen. Nel 1984 porta i suoi cani sui ghiacci del colle del Gigante, sul Monte Bianco, e lì comincia ad allenarsi.
Un giovane di Courmayeur ne rimane così tanto affascinato da aprire, nel 1985, la prima "Scuola Italiana Musher di Sled Dog" sul Bianco. Lui si chiama Dodo Perri.
La sua vita sta per avere una svolta decisiva.
Quel giovane valdostano verace dedica tutto il suo tempo a quella nuova attività fino a lanciarne la moda anche da noi.
Tutta l’Italia sogna di "volare" sulle distese nevose alpine trainati da quegli unici, splendidi animali.
Ma come funziona il Sled Dog? La slitta di legno è trainata da una muta di Husky: da un minimo di quattro a un massimo di venti.
I cani sono collegati alla slitta da un cinghiaccio che li prende tutti insieme, all’altezza del petto. Il musher apre un "dialogo" con tutti loro, e… il volo ha inizio.
Davanti ha tutti i cani c’è il leader, il capo branco.
Quello che guida tutti. Immediatamente dietro al leader, c’è lo "swim dog".
Deve trainare gli altri sulla scia del leader: viene anche chiamato "semi-leader".
Subito dopo la testa del gruppo, ci sono i "team-dog": i cani del gruppo.
Quelli che compiono il maggior sforzo. Infine, vicino alla slitta, gli animali più grossi, i "wheel dog": i cani ruota.
Devono smuovere la slitta, farla partire e cercare di farla correre il più rapidamente possibile.
Il compito più faticoso "spetta" a loro. In Europa, le prima gare iniziarono nella metà degli anni ’80. In Italia nasce l’Alpiroad: una corsa lungo tutto l’arco alpino.
Dodo Perri, nel 1989, raggiunge la vetta del Monte Bianco, il tetto d’Europa, con cinque cani e la sua slitta. Dall’88 in poi non si è perso alcuna edizione dell’Alpiroad, aggiudicandosi anche il miglior risultato italiano.
E non finisce qui! Nel 1995 diventa campione europeo sulla media distanza.
Nel frattempo continua a "guidare" la sua scuola a Courmayeur.
La sua fantasia, poi, non ha limiti. L’ultima novità scaturita dalla sua testa si chiama "ski joring": sci da fondo ai piedi, cane davanti e… via tutta velocità.
Da sballo. Che dire? Per fortuna che Dodo quel giorno del 84 non era al mare!

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