ZONA GIOVANI
"E se John Cena fosse Babbo Natale?"

di Michel Vuillermoz – Greta Pirovano

Ciao Ragazzi. Come va? Bella serata eh? State ascoltando il Giorno dei Giorni, l’ultimo singolo di Ligabue. Le strade che vedete sono quelle di Milano, in una notte qualunque, con le sue luci, i suoi colori, e le sue immense zone buie. Le puntate di Lucignolo iniziano più o meno tutte così. Una specie di voce fuori campo, a metà tra la voce di Vasco e quella di Ligabue. Non canta la voce fuori campo però... e meno male perché con una voce del genere i nostri timpani avrebbero giustamente da lamentarsi..
Le canzoni le mette come un qualsiasi Dj.
E poi lancia servizi, che a volte fanno ridere la maggior parte dei telespettatori, quella maggior parte che forse non si è ancora resa conto di quanto i media ci stiano facendo rotolare in basso, martellandoci con un tale pattume di notizie insulse; facessero la raccolta differenziata, come tutti i buoni cittadini, almeno qualcuno potrebbe ancora sperare di rimanerne fuori. Gli stessi servizi però, se analizzati fanno, al più, sorridere amaro.
La trasmissione in questione si è autoeretta come il superquark del 2005 che non si occupa più di argomenti scientificamente e moralmente interessanti e utili alla vita dell’uomo, o per lo più alla sua cultura, ma spiattella in prima serata l’immondizia della nostra società. Bella lì, nel piatto insieme alla cena. Buona digestione a tutti!
Ti raccontano le notti brave dei VIP, come se tutti si debba per forza divertirci come loro. Svelano i retroscena delle vite della gente famosa (giusto per nutrire una buona dose di curiosità morbosa), illustrano le tecniche più all’avanguardia per siliconarsi (peccato solo che a certa gente più che gonfiare due labbra o altro stile tender servirebbe sviluppare materia grigia)… Vende, certo. Business is business… Risparmiamo poi le considerazioni sul livello di sottocultura di coloro che preferiscono passare la serata sul divano ingurgitando spazzatura catodica piuttosto che passare tempo con la famiglia, uscire con gli amici, vivere e non esistere… sappiamo che in molti si potrebbero offendere… Quindi parlate con i nostri avvocati!
E così ci ritroviamo con un telecomando che non agisce più su un televisore ma su un cassonetto senza raccolta differenziata, in cui piombano i fenomeni da baraccone per cui la gente si strappa i capelli. Le mode, le usanze, l’immondizia. Il passo è breve. Però è tutto omologato, fa notizia, mercato, ascolti. Vende bene, va a colpire la curiosità dell’italiano medio attirando l’attenzione sullo scabroso e facendo scoop, come si dice, il che fa sempre notizia. L’advertising (pubblicità, per la cronaca) di questa cavolo di esaltazione della rumenta è martellante, perfino nei telegiornali della stessa rete, giorni e giorni prima.
Alla faccia di chi si ostina a dire che i TG sono ancora la parte sana della TV.
Allucinante. Ma sono tante le cose allucinanti…
Natale è vicino, siamo tutti più buoni, si dice così no? O per lo meno questo è il luogo comune a cui tutti fanno riferimento, anche se pochi ci credono veramente… E noi facciamo finta di crederci.. proviamo ad essere buoni pure noi. Alla fine ci direte se ci siamo riusciti o se il nostro buonismo non è abbastanza elevato per tollerare i confini della decenza nella quale ci siamo infilati, non per scelta si intende!
Al mondo esistono vari modi di far circolare le notizie, in modo attivo o in modo passivo. Un esempio? Certo! Modo attivo: uso internet, i giornali, la stampa, faccio sì che sia il potenziale acquirente della mia notizia a venire da me a cercarla perché io possa in qualche modo vendergliela. Per ora sono ancora gratuite, almeno in parte, ma crediamo durerà ancora per poco.
Anche perché proseguendo di questo passo bisognerà pagare i francobolli anche per le e-mail… e giù code agli uffici postali, i quali saranno aperti al pubblico eccetto negli orari in cui va in onda Lucignolo… nessuno se lo può perdere!
E poi c’è il modo passivo: sto disgraziato di cliente non si è preoccupato del lancio del mio nuovo prodotto? Lo prendo e lo bombardo. (Questa tecnica unilaterale prende il nome dal suo inventore, Gorge, per gli amici Dabliu, Bush). Se accende la TV deve entrargli in testa il concetto che voglio comunicargli, perché glielo urlo in faccia, e hai voglia togliere il volume… e mi invento una pubblicità che lo incolli davanti allo schermo, fa niente se gli faccio vedere una donna a cui crescono i baffi e diventa uomo, tanto i vostri bambini le faranno a voi le domande, mica a me..
Se accende il televideo lo intercetto anche lì. Cosa? E’ uno che non guarda la TV? Piano di riserva! Lo bombardo in radio, nel bel mezzo di una canzone famosa, bella, interrompo tutto e gli piazzo la mia offerta! Cosa? E’ pure sordo sto tipo? UFFA! Allora sai cosa faccio? Tappezzo la città di mie pubblicità. Ovunque, anche sui piloni del ponte. Tanto sono cavoli di quello che va ad appiccicare i manifesti se cade in acqua. Che c’è ancora? Come non basta? Vuoi la guerra? Costi quel che costi ma sarai mio cliente. Allora mettiamo le insegne luminose su tutti i tetti a disposizione, e chi se ne frega se poi qualche aereo scambia Piazza Duomo per Malpensa 2000. E poi, ah, facciamo così, affittiamo la facciata di un palazzo, ci montiamo una bella impalcatura e facciamo un bel manifesto pubblicitario alto 30 metri.. Chissenefrega se quelli che ci abitano dentro non vedono più nemmeno la luce del sole! Toh, gli regaliamo 10 sedute al beauty center, così si fanno un paio di lampade e stanno zitti!
E se i turisti giapponesi si arrabbiano perché non possono fotografare il suddetto palazzo, dato che il mega cartellone toglie il decoro, saranno cavoli loro, tanto io il giapponese mica lo parlo!
Poi siccome ancora non basta gli riempio di pubblicità la buca delle lettere, e naturalmente gli intaso la casella di mail con 150 messaggi promozionali al giorno. Spam! Tanto l’indirizzo da qualche parte, legalmente o meno, lo trovo. Devo vendere a tutti i costi! So che vendo immondizia, ma per me sono soldoni. Io la mia immondizia la detesto, ma tu la devi comprare perché io non ti mollo più, mi attacco alle tue caviglie come un mastino napoletano di 90 kg. E prova a spostarmi…
Ora, l’esagerazione l’abbiamo messa, ma permetteteci di farlo. Questo è quello con cui la maggior parte di noi convive quasi ogni giorno.
Tanto è vero che quelli che ne scappano li mettono sotto osservazione delle telecamere… 3 mesi chiusi in una casa con 10 estranei e 300 telecamere, oppure a scelta 3 mesi su un’isola deserta abitata solo da Geltrude la pantegana selvaggia e allegra famigliola… o se no possiamo sempre mandarli a fare supPosta per te.
Tanto è vero che quando tornano e sono nuovamente quasi allo stato brado, per contratto e per non essere più pericolosi per la gente ammaestrata, li rinchiudono in uno studio televisivo (buona domenica, quelli che il calcio… non lo vedono), ufficialmente per le ospitate televisive, ma in realtà è per seguire un corso di rieducazione obbligatorio con Maurizio Costanzo…Vi siete chiesti sennò che cosa ci faccia sempre uno psichiatra in studio? Ora vi è chiaro? Bene, bravi!
Anni fa si è applaudito a Neil Armstrong di ritorno dalla luna o alle missioni Soyuz di ritorno dallo spazio, ora invece c’è gente che riesce ad applaudire un fenomeno che ha portato a termine la missione di stare tre mesi spaparanzato nel solarium che a Cinecittà hanno preparato per lui e i suoi degni compagni con cui ha appena partecipato al primo campionato italiano di rutti… con i danè degli italiani, fra l’altro.
Il massimo è che poi quelli si credono pure artisti! Vogliono fare gli attori. Gli attori, vi rendete conto? Non vanno bene nemmeno per fare i giullari, pensa te gli attori! Un attore ci mette passione, intensità, sentimento, si immedesima nella parte. Questi al massimo possono interpretare una pentola o un materasso… sempre che Mastrota, l’uomo che sussurrava alle pentole, accondiscenda!!
Fare l’attore guardate che non è per nulla semplice. L’hanno fatto fare anche al grande Alberto Tomba, non solo il più grande sciatore italiano degli ultimi 20 anni, ma anche il personaggio capace di fare spettacolo, lui sì… Ebbene, guardatevi Alex l’ariete, con Tomba e l’altra lì, quella che ha i maghi in famiglia come Harry Potter, lì, ah, ecco, la Hunziker… Roba da brividi. Bleah!
Questa è la società mediatica di oggi. Non ci lascia mai soli. Purtroppo.
Si comincia da bambini… Siamo cresciuti che in tv c’erano i cartoni animati. David lo gnomo, D’Artagnan e quella bella figliola di Milady, molto infida però attraente, i Puffi, Heidi, Mila e Shiro, Holly e Benji, Là sui monti con Annette dove il cielo è sempre blu, le tartarughe Ninja, i Ducktales, Lupin, i Simpson, Siber la foca dolce ma sfigata, poi il buio… Ah, no, scusate, ci siamo dimenticati l’Ispettore Gadget! Poi dicevamo il buio… Sono arrivati i pokemon, i supereroi giapponesi che sono amici o nemici di Kenshiro o come diavolo si scrive, che sbudellano, accoltellano, avvelenano, sgozzano, squartano, decapitano, fanno scorrere fiumi di sangue usando i superpoteri.. Alle 4 del pomeriggio..ITALIA UNOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!
Bello eh? Fantastico. Niente bollino rosso naturalmente. Francamente non si è capito se sti cartoni animati li hanno fatti perché così i bambini quando vedono al telegiornale una bomba al mercato a Bagdad che fa 130 morti pensino che è passato Berserk o cos’altro… E poi non lamentiamoci se i bambini imitano i comportamenti dei loro idoli o chiedono a mamma e papà perché non sono nati anche loro gialli come Picachu.
Forse è l’effetto dell’undici settembre e la psicosi dell’essere sempre pronti a un qualcosa che nemmeno si riesce ad immaginare. Forse. Sta di fatto che un bambino deve guardare il wrestling, buffo spettacolo americano in cui atleti come Batista, John Cena, Chris Benoit o Rey Mysterio si tirano un po’ di sane legnate, non più cruento però di un qualsiasi match di pugilato, accompagnato da un genitore vicino che si assicuri che il pargolo non emuli le gesta che vede nel monitor, quando poi lo stesso pargolo può assistere al TG1 dove se una mamma fuori di testa uccide il proprio figlioletto merita 20 minuti di servizio con dovizia di particolari sulle dimensioni di ogni coltellata inflitta…. E senza bisogno del genitore a fianco. Il bello, colmo dei colmi, è che lo stesso giornalista legge un messaggio del movimento dei genitori che invita a non enfatizzare l’accaduto e poi ripercorre tutti gli omicidi domestici dai tempi dell’avvento della ruota ad oggi…Poi però che vedi la presunta infanticida se ne sta tranquillamente sulla spiaggia in Sardegna con la sua famiglia e finisce in copertina a settimanali che si picchierebbero per avere l’esclusiva… Commentatela voi se ci riuscite sta cosa…
Ora, arriva Natale, quindi i bambini sono a casa da scuola e cosa fanno il pomeriggio? Vanno a sciare. Ma metti che il tempo sia brutto, faccia freddo e il bambino debba stare a casa e che la Playstation non lo attiri più di tanto.. Accende la tv e NO PICCOLO NON FARLO! NON SCHIACCIARE QUEL TASTOOOOOOOO! Troppo tardi… signori il bambino è diventato grande di colpo. Un incontro con le storie di corna di Maria De Filippi e il bambino diventa di colpo un costantino… Ma non quello che firmò l’editto nel 313, bensì quello che pensa che il 313 sia un modulo di dichiarazione dei redditi che tanto lui non fa perché non sa leggere e perchè ha la mammina o il paparino che lo fanno per lui. Ma lui è un giovane che si è fatto da solo… Di fatti non ha lasciato nemmeno una striscia agli altri..
Poi se il bambino finisce su Lucignolo… “Siore e siori questa sera corso di ginecologia applicata!” In 8 ore ci siamo giocati un bambino. Da questo momento in poi il bambino comincerà a chiedersi se Platinette sia la versione umana di Denver il dinosauro, perché ai politici non si allunga il naso e soprattutto perché non se li mangia una balena, perché a Porta a Porta c’è quel signore con i nei che si frega le mani, perchè a striscia la notizia i conduttori interrompono le veline, perché anche mamma e papà non giocano a tradirsi, risposarsi e sfornare figli come a Beautiful, perché per bere un caffè bisogna per forza andare in Paradiso, perché dicono che la de Filippi è una donna, perché Santi Lichieri si veste come Dracula anche se ha novant’anni per gamba...
Solo che a volte il bambino, solo a volte si trova confuso, perché non capisce quale sia la realtà. La realtà per lui, all’inizio, è ciò che racconta la televisione, e anche lì distinguere è dura. Ad esempio, chi è così bravo da distinguere la devastazione in Indipendence Day, film con Will Smith in cui gli alieni arrivano, sfasciano tutto e vengono battuti con un gol di mano in fuorigioco a tempo scaduto, e il passaggio di Katrina su New Orleans? Ah, c’è una mano laggiù che si agita. Come dice signore? “Indipendence Day non è reale perché il presidente Americano si da da fare per risolvere la situazione!” Mi sa che ha ragione signore! Lei è stato al Cepu? No? INCREDIBILE! Brutta cosa, molto brutta…
Forse non ci rendiamo conto dei messaggi che ci fanno passare, e che troppe volte assorbiamo in modo passivo. Ma siccome non siamo delle spugne, ogni tanto, in rari momenti, ci rendiamo conto che la misura è colma. Ci troviamo di fronte ad un apparecchietto magnifico, obiettivamente bello, design accattivante, che secondo la pubblicità del produttore è naturalmente miracoloso, che rappresenta una rivoluzione rispetto al modello precedente e che ha potenzialità illimitate. Pensa che addirittura ci permette di comunicare che ne so, con un aborigeno che vive nella sua capanna nel bel mezzo della foresta amazzonica. Ora il problema non è se l’apparecchio funziona…. Quanto piuttosto “Aborigeno! MA IO E TE CHE c***o SE DOVEMO DI!?! Cioè, a cosa mi serve una cosa che non serve perché manca il suo complemento basilare, la lingua, la cultura. Ma per i nostri guru del marketing ad ogni costo questo non è importante.
Pensate, ad esempio se Megan Gale dopo una gita ad Arcore si perde nel Borneo Meridionale e con questo miracolo della scienza riesce a chiedere aiuto a Milano. E qui panico, si scoprono almeno altri tre problemi:
1 Come fai da Milano ad aiutare una che per quanto bella sia sta dall’altra parte del mondo? Certo, ti manda un MMS con il suo bel sorrisino, magari l’ultimo prima di essere fatta ostaggio dal mitico Gurzo (sempre del Borneo Meridionale) che come minimo, siccome non è scemo, si tiene la bellona e butta in mare la meraviglia delle meraviglie tecnologiche.
2: Perché lei che sta a 10000 km da te a chiesto aiuto a te? Semplice, perché può comunicare col mondo ma le servirebbe una cultura almeno pari a quella di coloro che hanno realizzato il telefono…
E pare che i saldi di neuroni non si facciano più.
Va bene che nella pubblicità diceva “è tutto intorno a te”,con il ditino che gira e ti fa girare la testa.. ma c’è anche chi è arrivato a capire che per disattivare la suddetta opzione basta semplicemente smetterla di bere!
Terzo problema: che te ne fai del numero di Megan Gale se la prima e nel contempo l’unica volta che ti ha parlato è stato prima di diventare il pasto del gurzo? A niente! Però tu non lo capisci, continui a tentare di richiamarla, chissenefrega se il telefono il gurzo l’ha buttato lontano, alla società telefonica importa che tu provi lo stesso a chiamarla, e giù scatti alla risposta della segreteria telefonica. Una è diventata cibo, il tuo conto in banca piange per la bolletta, tu piangi per lei perché pensi a lei e alla bolletta indistintamente, la compagnia telefonica ride...
L’ultima poi è geniale. Stiamo dando i numeri. 892 892.
Due idioti usciti da un mix confuso tra il biondo dei cugini di campagna, quello che come mestiere crepa i bicchieri con gli acuti in “anima mia”, e un mocio vileda con le frangette platinate… I denti li hanno rubati alla pubblicità dell’adesivo per dentiere, i baffi non si sa e non lo vogliamo sapere, per l’abbigliamento invece hanno chiesto a Kledi. Lo spot dice “chiama 892 892, risponde Numero Italia, la società nata per darti i numeri di telefono”. Bella lì! A vedere le tariffe lo spot dovrebbe recitare “892 892, risponde la banda Bassotti… la società nata per fotterti più soldi possibile. Il numero 176 671 era già occupato... Se state sentendo questo jingle vi ringraziamo, stiamo lavorando per…..noi!” Solo che i bassotti finiscono sempre in galera, questi se va bene finiscono alle Maldive…
Sembra di stare in un film di Pieraccioni… Ci manca quello che apra la pinoleria… Tanto la televisione propone di tutto: all’inizio era il materasso, e il materasso era presso Mastrota, e il materasso era Mastrota. O anche con le pentole funziona, già, obliavamo. Ora ti vendono di tutto: gli editori fanno a gara a propinare la rumenta: raccolta settimanale di orologi classici, accendini, occhiali da sole, costruisci la F2005 radiocomandata (non c’è riuscita la Ferrari a fare una macchina decente quest’anno.. puoi riuscirci tu?!?!? RISPONDI!), la moto di Valentino, la casa delle bambole, le perline, la macchina da tamarro radiocomandata con motore a scoppio (che però purtroppo non fa scoppiare il tamarro), costruisci l’Hummer radiocomandato, la raccolta dei mitici divudì di Totò, tutti film nuovi di zecca insomma, la raccolta delle fiat 500, le auto dei carabinieri, i mezzi dei pompieri, i grandi classici mignon (quelli che per leggerli non basta il microscopio) e via così… Scusate se abbiamo dimenticato qualcosa. Facciamo così, vi lasciamo una riga vuota dove potete inserire ciò che ci siamo dimenticati.
Di questo passo uno in edicola non compra più il giornale, ma la pattumiera che gli propongono… Ormai i giornali non li vende più nessuno, e allora via di omaggi. Mitici quelli che in estate regalano il telo mare usato da Iva Zanicchi, il costume no perché poi con la taglia è un casino. Mitici, guardate che ci vuole coraggio. Ci vuole fegato. Applausi. Se continuiamo così arriveremo a Panorama che regala un paio di scarpe… Ci pensi direttore! Almeno così potrebbe dire di essere davvero super partes. Una scarpa destra, una scarpa sinistra. E’ regolare no?
Un giorno arriveremo forse ad avere un direttore che allegherà al proprio giornale un assegno… Dirà “ Tanto ormai siete grandi, vi do i soldi e vi comprate ciò che vi serve…!” . Sarebbe un passo avanti!
Natale si avvicina, arrivano i regali, i pacchi da aprire e i pacchi tirati, il consumismo sfrenato e i consumatori frenati dalla mancanza di denaro, e allora cosa possiamo augurare? Buon Natale è banale, forse è meglio augurare ad ognuno di voi che nel proprio pacco sorpresa trovi la voglia di rimettersi in discussione facendo una cosa alla quale molta gente ha da tempo rinunciato.
Trovate la voglia di ragionare con la vostra testa e di non delegare a terzi la vostra vita, inseguite i vostri sogni, a qualunque età. Non è poi così difficile, sapete? Saremo forse una goccia nel mare, ma tanto vale tentare. Non cedete alle omologazioni, non siamo prodotti ma produttori: di emozioni, di sensazioni, di esperienze, di vita. Ribelliamoci a ciò che non ci piace, perché fino a prova contraria esiste ancora la possibilità di evitare di finire catalogati, schedati per gli uni o per gli altri. Basta schiacciare quel tasto rosso che spegne tutto, ma che può servire a riaccendere cose molto più interessanti. Non siamo ribelli, ma portatori sani delle nostre idee, quelle che ci convincono che sia possibile evitare di piombare in una realtà ricopiate da un romanzo di Orwell, 1984…
Anni e anni fa, quando il sistema di corruzione generale era diffuso in ogni dove sembrava impossibile che potesse crollare. E invece andò a sbattere contro un qualcosa che si pensava non esistesse più… Un onesto! E’ bastato un onesto a far crollare il sistema. Stendiamo poi un velo pietoso sugli sviluppi di dieci anni di storia successiva, ma teniamo saldi i principi. Facciamo pulizia dall’inutile intorno a noi, e ritroviamo ciò che ci regala emozioni, che ci attira e che ci fa sorridere a fine giornata. E non sarà sicuramente Lucignolo, si spera!... E soprattutto cerchiamo di essere sempre noi stessi: almeno un giorno potremmo dire di essere stati unici!

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