ZONA GIOVANI
"1988 .... che annata "

di Greta Pirovano

Vacanze, vacanze, vacanze, la parola d’ordine è questa! Basta compiti, libri, interrogazioni, campanella, pullman, sveglia alle 7, verifiche, voti, appunti ecc…
Come al solito arriva il 10 giugno, quella data tanto agognata nel corso dell’anno scolastico, specialmente di fronte a qualche insuccesso o semplicemente ad un arretrato di sonno, eppure una data anche temuta… temuta????
Sì, in fondo è vero, perché la fine dell’anno scolastico porta con sé il tirare le somme di quello che abbiamo combinato durante l’anno: è quello che succede sistematicamente tutti gli anni, quelle noiose e insensate medie dei voti (mai giuste, mai quelle che vorremmo mai quelle che ci eravamo prefissi nove mesi prima), in base alle quali la persona non conta per quello che è ma per i numeri che è riuscita a totalizzare, niente di più diverso che un gioco di società, quelle a cui per esempio alle superiori, dopo una decina di anni di scuola, bisognerebbe essere abituati…
E invece no, ci si fa prendere sempre da quella dose di ansia, a volte peraltro ingiustificata, forse perché chiudere un capitolo e prepararsi al successivo, quindi a diventare grandi fa un po’paura a tutti…
Certo non succede ai ragazzini delle elementari e delle medie, ma arrivati a un certo punto delle superiori, correggetemi se sbaglio, capita una cosa molto strana: capita che si diventa maggiorenni.
A pensarci bene è un’invenzione buffa quella secondo cui ad un certo punto della vita uno si ritrova alla guida dell’auto di papà, con la tessera elettorale nel portafoglio e la capacità d’agire acquisita… non si sa in base a quale criterio, sta di fatto che qualcuno ha deciso che a 18 anni una persona deve diventare per forza adulta, che lo desideri o meno.
Bella presunzione questa, soprattutto perché non è assolutamente vero che a 18 anni si è adulti. O meglio, formalmente lo si è, dato che da qualche parte sta scritto che a questa età si può guidare un’auto, votare, vivere da soli, sposarsi, essere arrestati, usare la carta di credito (dei genitori, sempre se acconsentono), riscuotere i buoni postali, firmarsi le giustifiche a scuola, tornare più tardi la sera ecc.
Ok, fa sentire grandi poter fare tutte queste cose, sembra quasi divertente, ma in fin dei conti, chi ha veramente voglia di crescere? Forse nessuno… Pochi giorni fa, a un passo dalla fine della scuola, precisamente della 4’superiore, quella che precede quel grande mostro della maturità un prof ci ha ricordato in maniera quasi scocciata che la fase vacanzier-godereccia della nostra vita è finita. Ovviamente, causa censura, tralascio i commenti che si rincorrevano tra i banchi! Comunque sia, voi come la definireste questa affermazione?
Sentenza inappellabile di una persona saggia che parla per esperienza e per il bene dei suoi alunni o volontario tentativo da parte di un professore un po’ frustrato, ormai prossimo alla pensione che muore di invidia per la disarmante spensieratezza dei suoi alunni di incutere loro un po’ di terrore? Purtroppo sembrava la seconda e allora nasce spontanea una domanda: ma perché mai dovrei diventare ufficialmente adulto se gli adulti si divertono a fare gli sputasentenze solo perché hanno qualche anno in più e forse qualche esperienza in più??
Il Liga, in una sua canzone dice: “quando hai solo 18 anni quante cose che non sai, o forse invece sai già tutto, non dovresti crescer mai”… e ha ragione perché avere 18 anni vuol dire essere in bilico tra due mondi ed essere costretti a munirci di un biglietto di sola andata per quel mondo ancora lontano che per certi versi ci piace e ci attira a sé con tanta prepotenza, ma d’altro canto ci spaventa.
Perché mai prendere parte ad un mondo pieno di contraddizioni? Un mondo di gente che si schiera dalla parte della pace e poi fa la guerra, che vuole l’uguaglianza e poi si arroga il diritto di comandare i propri simili, che odia il razzismo ma lo pratica… e la lista sarebbe ancora lunga.
Ma la più grande contraddizione è che si pretende che diventiamo adulti a 18 anni e nello stesso tempo il mondo degli adulti non ci lascia alcuna voce in capitolo su nessuna questione, considerandoci poco più che bambini. Già, siamo bambini forse perché nel ’68 noi non c’eravamo ancora, si parla sempre di grandi eventi storici accaduti prima che noi nascessimo, come se da quel momento in poi la storia si fosse fermata ed è veramente irritante dire la propria e non essere ascoltati perché tanto noi siamo bambini e che cosa ne sappiamo noi di come gira il mondo??
Direi che tutto ciò è abbastanza ridicolo, questo accelerare le tappe fin da quando si è bambini per poi arrivare ad un punto in cui in teoria dovremmo essere considerati adulti, ma paradossalmente ci viene chiesto di aspettare perché non siamo ancora abbastanza maturi per diventarlo. E chissà come mai alla fine si arriva sempre a parlare di quel tale scontro generazionale, giustamente mai sanato, che però pesa sulle spalle di chi si appresta a cercare un posto in quel mondo ostile e chiuso in se stesso che dà spazio solo a chi se lo sa accaparrare con prepotenza.
In una canzone abbastanza recente, gli articolo31 dicevano di avere il dubbio che questa generazione muova una rivoluzione immaginaria, in cui doveva essere il bene in trionfo alla fine della storia, invece non è così e il domani fa un po’ paura…

 Copyright © Camper Club La Granda - Web Design Registred Cn-Net