IN PUNTA DI VERSI
"Filastrocche e Rime"



Dopo aver creato la pagina dedicata alle poesie "In punta di versi", ricevendo anche altre simpatiche filastrocche in rime abbiamo pensato di dedicare una pagina a questo genere di lavori, composizioni più elaborate, il cui intento è soprattutto quello di raccontare e stupire in forma cantilenante eventi e situazioni che ben si prestano a goliardiche o satiriche o augurali rievocazioni.
E se anche voi, turisti itineranti, nascondete nel cassetto del vostro camper un tesoro come questo, non indugiate… e ”con filastrocche e rime” regalateci quella vostra musica nuova....…l’ascolteremo insieme.

Pagina con sottofondo musicale
SPECIALE NASCITA
un pensiero per nonni e genitori di Alessia
di Gian Luigi Bonardi
2 gennaio 2010
Un sogno può essere trasparente come il velo di un sipario di fiocchi di neve,
non vedi subito ciò che si nasconde dietro quel sipario,
ma quando un raggio di sole lo schiude,
il frutto appare in tutta la sua squisita e accattivante bellezza.
ciao Alessia

FESTA DI CAPODANNO a Piancastagnaio
di Erminia Maiorana

In questi giorni bui e piovosi
un gruppo di camperisti coraggiosi,
incuranti delle intemperie,
han deciso di andare in ferie

Del raduno di Vabro hanno sentito
e di punto in bianco hanno aderito.
Dal nord dal sud si son messi in cammino
con in testa l’idea di fare un festino.

I cari Vagnoli, sempre ospitali,
hanno aperto le porte dei loro locali.
Amici e parenti a raccolta han chiamato
e un menu “mari e monti” han preparato.

La festa si è svolta in modo speciale
tra canti, risate e brindisi vari.
Cotillons e trombette non sono mancati
e presto gli albori sono arrivati.

Sotto una pioggia fitta e scrosciante,
i nostri eroi in forma smagliante,
il giorno dopo si son ritrovati
e a vedere i presepi si sono recati.

La sera poi, stanchi e assonnati,
per una cena comune si son ritrovati.
Persino a tombola hanno giocato
e alcuni bei premi hanno “cuccato”.

Sabato il gelo hanno sfidato
e la miniera dismessa han visitato.
Per riscaldarsi ci vuole un pezzetto
ma non rinunciano all’ultimo banchetto.

La festa è finita, a casa torniamo
e in cuor nostro tutti ci auguriamo
che quest’anno che è appena iniziato
sia un anno propizio e più fortunato.

A Lorella, Giorgio e alla loro famiglia
Il nostro grazie per averci ospitato
e ci scusiamo per il grande scompiglio
che in questi giorni abbiamo portato.
SPECIALE NASCITA
una filastrocca in rima
dei nonni Ludovica e Gian Luigi

4 maggio 2008

Pallido sole, luna quasi nuova,
alle undici e trenta di stamani
Silvia ha concluso la sua ardua prova,
ed Elena è già lì fra le sue mani.
Parto in casa, perfetto e ben guidato.
Il batuffolo pesa tre e quaranta,
capelli folti, occhietto spalancato,
altezza di centimetri cinquanta.
Margherita la osserva incuriosita,
Michele non aspetta spiegazioni,
salta sulla sorella partorita
e la riempie di teneri bacioni.
Auguri papà
una filastrocca in rima
di Gian Luigi Bonardi


Caro papà, che un giorno, con amore,
mi hai preso fra le braccia, un po’ impacciato,
e per la prima volta, con stupore,
hai toccato il mio corpo appena nato;
caro papà, che eri così fiero
di mostrare agli amici il tuo bebè,
e che una volta non ti parve vero
che in piedi, solo, venissi da te;
caro papà, che sempre, con pazienza,
sei stato accanto alle mie confusioni
donando la saggezza e la prudenza
necessarie secondo le occasioni;
caro papà, che con solerte impegno
mi hai dato il piatto dell’educazione
e il pane dell’affetto e dell’ingegno
per il tempo in cui ero “bamboccione”;
caro papà, che mi hai visto partire
per la mia nuova strada personale
e abbracciandomi hai finto di gioire
per quel triste distacco naturale;
caro papà, resta ancora a vegliare
su questo tuo figliolo brizzolato...
sapendo che ci sei, è bello stare
a scambiarci un augurio riservato.
E voi, papà che ora siete lassù,
benedite la nostra commozione,
perché questa giornata ancor di più
sia per tutti una festa d’eccezione.
A Bisnonna Nelly i 7 figli
una filastrocca in rima
di Gian Luigi Bonardi


11 novembre 2006

Le sette bottigliette radunate
festeggiano novantatre annate.

Bisnonna Nelly osserva, si compiace,
ricorda i tempi andati e poi soggiace
al caloroso abbraccio dei parenti;
oggi tutti per lei son gli argomenti.

Bisnonna Nelly, sempre sorridente,
ormai non è più videodipendente,
sceglie i programmi che san di cultura
e li travasa in sè con molta cura.
La vera fede sua però è “Sentieri”
telenovela che un lontano ieri
col bianco e nero hanno cominciato,
e ancora oggi non han terminato.

Bisnonna NellY, fervida enigmista,
riempiendo le caselle a prima vista
qualunque cruciverba sa finire,
prima di cimentarsi nel cucire.

Bisnonna Nelly è sarta sopraffina,
famosa ormai è la sua copertina
formata da quadretto con quadretto
la calda compagnia d’ogni vecchietto.

Bisnonna Nelly, dieta un po’ speciale
con vino, tuorlo, brodo vegetale,
limone, uovo ed omogeneizzati,
biscotti e pane, che sian ben tritati,
formaggino, patè, dado e pastina,
spremuta di un arancio ogni mattina;
ogni tanto una mezza pastiglietta
di medicina, sciolta un po’ di fretta
in acqua fino al centro di un bicchiere,
ma ciò che più le aggrada è certo bere
un misto latte tiepido e abbondante
con due pillole di dolcificante.

Bisnonna Nelly, attenti, a mezzogiorno,
per toglierle un po’ il medico d’intorno,
tre linee d’insulina da iniettare,
prima che il pranzo inizi a consumare.

Bisnonna Nelly, un diario da primato
ogni giorno da lei viene aggiornato,
con fatti famigliari in abbondanza,
che saranno per noi testimonianza.

Bisnonna Nelly, con la poesia
regala ai figli senno ed allegria,
parole brevi, in rima, per diletto,
che esprimono sincero e caldo affetto.

Ricambiano le sette bottigliette
attorno alla Bisnonna stanno strette,
l’augurio va a finire dentro il vento
che sussurra “dai, presto saran cento!”.

Rossobianconeri, ultima di campionato

una filastrocca in rima
di Gian Luigi Bonardi


La notte sovrasta, la serie è importante,
registro le immagini in bianco nero,
resisto all’attacco, mi fregio d’un merito
che non mi si addice, compiango il demerito
d’un’altra “vice.
Il giorno è sottile.
Dal nero notturno un rosso albeggiare
che sembra un incanto, mi sento innalzare
esulto, m’infiammo, la carta è esaurita
la porta è triplata non c’è più partita.
Di là, con prudenza, si va al seminato,
si tira la lenza, si fa differenza
nel gran campionato,
si ferma il minuto al tempo scaduto
e non si fa luogo al supplementare.
La notte è prudente, la folla si esalta,
il grato tifoso ha colto nel segno.
Nell’altra tenzone c’e chi è nella palta
e freme di sdegno:
tra le indecisioni tre tiri avversari
han colto nel segno.
Sgomento e passione, la squadra risorge,
la sfiga l’inquina, s’inchina al destino,
d’ un gesto arbitrale.
Perciò è di rigore sfogarsi al dischetto,
ma ecco il dispetto:
ai primi due tiri: semaforo rosso
ed oltre si è andati nel nero più fondo.
Il tempo non serve, la storia è finita.
Dall’altro cantone si fa propaganda
per render più grande la propria tenzone,
si fa paragone, è il giusto compenso
per chi dentro al cuore covava entusiasmi
che son divenuti sparuti fantasmi.
Vittoria ed onore
ai primi d’Italia,
un grazie e un conforto
ai Vice d’Europa…
e ai rossobianconeri
gli auguri più sinceri.
Donne al raduno
una filastrocca in rima
di Gian Luigi Bonardi


Donne scaltre e gentili,
donne senza monili,
donne mamme, donne sorelle,
donne tutte belle
alte, basse, imperiose
perfino religiose;
donne felici, donne stanche
con problemi di anche,
donne robuste e fiere,
donne finte, donne vere,
donne nipotine
che si sentono divine,
donne affettuose e fedeli,
donne senza veli,
donne simpatiche e importanti,
donne eleganti,
donne in carriera
disponibili solo la sera,
donne bisbetiche e ciarliere,
donne severe,
donne prorompenti,
donne senza lamenti,
donne protagoniste,
donne arriviste,
donne impiegate
donne fortunate,
donne padrone,
donne di stagione,
donne provocanti e briose,
donne silenziose,
donne in parte rifatte,
donne in ciabatte,
donne umoriste,
donne mai viste,
donne di compagnia,
donne che fanno la spia,
donne registe, donne cantanti,
donne tenere amanti,
donne piene d’amore
che ti strappano il cuore,
donne piene di saggezza,
donne la cui bellezza
scompiglia i tuoi pensieri,
donne dagli occhi neri,
donne more e bionde,
donne piatte e tonde,
donne di oggi, donne di ieri,
suvvia, siamo sinceri,
ce ne sarebbero ancora così tante
che diverrebbe pesante
codesta filastrocca,
ma l’ultima che ho in bocca
esce come un dovere,
e con grande piacere
faccio gli auguri a tutte le presenti
senza altri commenti.
La cicogna Russa
una filastrocca in rima
di Gian Luigi Bonardi


Ricordi, amico, la cicogna Russa?
quel suo vagare sopra i girasoli
a raggiungere il palo della luce
e accovacciarsi lenta nel suo nido?
Ricordi che ne filmavamo i gesti
e con lo sguardo planavamo al suolo
curiosi di sapere il suo destino?
Ricordi, vagabondo camperista,
l’invidia di non essere leggero,
di non poter varcare con le ali
il mistero dell’aria, in sospensione,
capaci di tracciare nella steppa
disegni alati, con le zampe tese
sotto le piume, pronte all’atterraggio?
Ricordi il volo più ravvicinato?
quello sguardo curioso, sopra il becco
a scrutarci le mosse con prudenza
per comprendere forse quale spinta
poteva governare i nostri mezzi
su quell’asfalto viscido e ondulato?
Ricordi, amico, la cicogna Russa?
quel fascino da principe altezzoso,
quel desiderio di capirci al volo,
e tuffarci in reciproci pensieri,
turisti dell’ignoto, cavalieri
d’un mondo che pareva superato?
Ricordi, amico, quel gesto d’intesa?
“vieni a trovarci, splendida creatura,
e per il dono che vorrai lasciarci
ti accoglieremo con tutti gli onori
tra le pinete, qui, sotto i ghiacciai,
qui, dove la montagna si fa rosa
ad ogni approssimarsi del mattino”;
e con nostra sorpresa e meraviglia
quella cicogna Russa prese il volo
verso la direzione suggerita,
verso nord-ovest, come concordato
per un appuntamento con l’ignoto.
Ricordi, amico, la cicogna Russa?
A volte non c’è altro di più serio
che credere che il sogno poi si avveri.
Amico, forse non ci crederai,
ma stamattina, sotto il Monte Rosa
presso il giardino ancora mezzo a neve
una grande e simpatica cicogna
ha fatto sosta, ed ha recato un dono.
Ricordi, amico, la cicogna Russa?
Credo che adesso non potrai scordare
quella promessa chiesta sotto voce...
e a buon intenditor...poche parole!
Ninna nanna di Natale
una filastrocca in rima
di Gian Luigi Bonardi


Ninna nanna, piccolino,
questa notte c’è una stella
sul tuo piccolo lettino,
brilla in cielo, è tanto bella.

La sua coda luminosa
chiama tutti sulla via,
e alla grotta si riposa
di Giuseppe e di Maria.



Dormi e sogna, mio diletto,
che il divino tuo fratello
ora giace sotto un tetto,
presso un bove e un asinello.

Tutto è incanto, tutto tace
tutti osservano il Signore
che è venuto per la pace
col suo carico d’amore.

C’è qualcosa di speciale
anche dentro la tua stanza,
pure qui giunge a Natale
in regalo la Speranza.

C’è un calore di famiglia
nel presepe illuminato,
quel bambino ti somiglia,
dice d’essere arrivato
per donarti l’infinito,
e racconta, a bassa voce,
che l’avevano tradito,
fino a farlo andare in croce.

Ma non fu l’ultima sorte;
nel tripudio di un mattino
s’è infischiato della morte,
il suo Spirito è Divino!

Ninna nanna, sogni d’oro,
senti? il piccolo Gesù
è tornato in mezzo al coro,
non ti lascerà mai più.
nonno gian luigi
I nonni de La Granda
una filastrocca in rima
di Gian Luigi Bonardi


I nonni puoi notarli dallo sguardo;
nel loro occhio lucido e gentile,
si riconosce quel prezioso stile
che fa di loro un distinto baluardo.
Sono custodi, e fieri narratori
di passate vicende di famiglia.
Sono spesso una rara meraviglia
per nipotini e loro genitori.
La loro mano calda e accattivante
è forza, tenerezza e protezione.
Son quasi sempre un mitico campione
che ha fatto qualche cosa d’importante.
I nonni si arrabattano a ballare
quando la nipotina si scatena,
sono esperti di giostre e d’altalena,
sanno cantare, ridere e scherzare.
Nonna finge di perdere alle carte....
non può stendere la sua biancheria
senza che le sia detto “a me! mia!”
e per un po’ si mette lì in disparte.
Nonno, in ginocchio, balza per la stanza
portando sulla schiena il nipotino
che con speroni e tanto di frustino
lo coinvolge in una strana danza.
Nonna, famosa per i “ciripà”,
ora è esperta dei nuovi pannolini;
nonno osserva quei piccoli piedini
liberi di spostarsi qua e là.
Saggezza e goliardia fanno di un nonno
una insostituibile occasione
per divertirsi di santa ragione
fino a cader nel più profondo sonno.
Quando diviene nonno, il camperista
è reso responsabile a tal punto,
nei confronti del piccolo congiunto,
che sembra quasi perdere di vista
camper, raduni e viaggi itineranti.
Ma il fagottino che mi guarda attento
e mi succhia con smorfie tutto il mento
fino al pizzetto che mi sta davanti,
sarà, coi nipotini che verranno,
festa di gruppo, e grande aggregazione
tra i camper vecchi, nuovi e d’occasione,
che un giorno loro stessi abiteranno.
E’ festa grande, oggi, anche per noi,
amici camperisti, pensionati,
nonne felici, nonni fortunati,
perché le nostre vite han tanti “poi”.
FIUME (RIJEKA)
SOPRA IL GOLFO DEL QUARNARO

una filastrocca in rima
di Gian Luigi Bonardi

Nel corso dei raduni ai quali partecipa, Gian Luigi Bonardi è “uso” scrivere in rima i propri pensieri.
Eccone uno tratto dal recente tour dell’Istria e Croazia

Stessa la guida, pullman verso il fiume,
sulla strada tortuosa un po’ in collina
ogni tanto c’è odore di bitume.
Strettoie per lavori, a dalla china
scendiamo a serpentone lungo il mare
che si presenta in tutto il suo spLendore.
Tempo per ciò che andremo a visitare?
in tutto, all’incirca, son due ore.
Lo stadio del Rijeka, i grattacieli,
il porto con le navi da crociera,
turisti sulla spiaggia, senza veli,
son la periferia di primavera.
Più avanti ha perso il nome quella via
che “corso Roma” un tempo si chiamava.
Alla stazione: la tabaccheria
ove nell’anteguerra lavorava
la fuoruscita nonna di Nirvana,
un pezzetto di storia interessante.
Il cicerone ha soltanto una strana
voglia di tralasciar ciò ch’è importante.
Tagliamo il centro passandoci a stento;
scendiamo, e, alla collina di Tersatto,
saliamo nel castello a pagamento
a rimirar dall’alto un lungo tratto.
Davanti a noi c’è il golfo del Quarnaro
e la vista si perde all’orizzonte
fermandosi a un lumino, che da un faro
s’insinua nella luce, sopra un ponte.
Poi si raggiunge un famoso santuario
davanti al quale il Papa sta in preghiera;
chi di dovere scriverà nel diario
di avere visto la Madonna nera.
C’è poi la bella icona bizantina
posta a ricordo di un fatto inconsueto:
si dice vi sostò, sera e mattina,
la sacra casa diretta a Loreto.
La tradizione, spinta a briglie sciolte,
cavalca una credenza popolare:
avrà la grazia colui che tre volte
percorra un cerchio e passi dall’altare.
La Granda, fatta propria la ragione,
in colonna fa il giro, compattata,
certa che l’improvvisa devozione
le porti grazie almen per un’annata.
Ma ci vuol altro, forse un doppio remo
che diriga la rotta nel buon senso,
e allora sì che poi ce la faremo
a ritrovar l’eterno Suo compenso.
L'infiorata
una filastrocca in rima
Ivana Zuccali


C’e’ una festa qui a Cannara
Che si chiama “ l’infiorata”
Un miscuglio di profumi
Sulla strada colorata

E “ la Granda “ che sappiamo
Non disdegna queste cose,
S’e’ buttata a capofitto
Tra i garofani e le rose

Tutti quanti a speluccare
Fiori e verdi ramettini
E la Carla a controllare
Che si riempiano i cestini

Che catena di montaggio
Tutti a lavorare “ in nero “
Ma lo spirito di gruppo
Era unico e sincero



Ed allora camperisti
L’anno prossimo speriamo
Di ritornare coi nostri camper
Cosi’ a Cannara ci ritroviamo
NON SON POETA…
una filastrocca in rima
di Luigi ed Elisabetta Grazia.

Non son scrittore
non son poeta,
non son un rimatore.

seguo sempre il capo Vitto
nelle impervie slave vie,
per andar ovunque diritto.

Abbiam percorso con Nirvana
tra pini, scogli e mare,
la strada Dalmata ed Istriana.

hanno fatto dei dì di maggio
con le serate, le grappe, i vini
un vivere felice e saggio.

Che dire al prode condottiero
dal sicuro e fermo polso,
tutti conduce sul sentiero.

Un bel grazie vogliamo dire
al piacer di stare insieme
di tanto lo dobbiamo ribadire.

Solo il remo al nocchier gommato
venne meno nella bisogna, giammai
dal Croato scoglio è salpato.

RADUNO DI PAVIA

una filastrocca in rima di
Ivana Zuccali


c’e’ stato un bel raduno
stavolta in lombardia
e piu’ precisamente
nella splendida Pavia

un giro tra le piazze
poi il ponte d’ammirare
la splendida certosa
e il monaco esemplare

non va dimenticata
l’azienda riso scotti
e l’omaggio prelibato
per cucinar risotti

poi la biciclettata
attenti “pronti via!”
e come ha detto Beppe
la tappa Pavia-Pavia

e poi la gran serata
col gruppo musicale
e il nostro vagabondo
cantato niente male

insomma anche stavolta
la granda si e’ impegnata
per offrir sin dal mattino
una splendida giornata

e per finire ………

al nostro club qualcuno
iscriversi ha voluto
e dal giornale “insieme”
gli diamo il benvenuto !!!


LA GRANDA, LO STAND E LA FIERA DI RIMINI

una filastrocca in rima di
Ivana Zuccali

Lunedì 10 settembre, io e Luciano siamo stati alla Fiera di Rimini, un appuntamento al quale ogni anno non ci possiamo sottrarre ( quasi avessimo un cartellino da timbrare !). Naturalmente abbiamo fatto visita allo stand de La Granda per salutare gli amici e scambiare quattro chiacchiere con loro. Giunta a destinazione, guarda un po’ cosa vedono i miei occhi ? Beppe, il Presidente del Club, indaffarato a dare informazioni a delle persone, mentre seduti a riposare in quanto stanchi, gli “ operatori “ preposti a tale compito. Faccio notare che qualcosa non va per il verso giusto ma, per tutta risposta , mi viene chiesto di dedicare una poesia a loro ed alla fatica di stare tutto il giorno allo stand ! Come fare ad esimermi da tale compito ? Come non accontentare una simile richiesta ? Morale della favola, il mattino successivo, alle ore 9.30, le mie parole già risuonavano nel padiglione, rompendo il silenzio che ancora vi regnava. Quali parole ? Esattamente queste :


Ho visto proprio ieri
girando per la fiera
persone stralunate
dall’aria quasi austera

restavano sedute
inermi a riposare
lasciando il presidente
da solo a lavorare

mi han chiesto, per favore
come se fosse un coro
di scriver qualche cosa
proprio pensando a loro

alla fatica immane
di stare tutto il giorno
a chiacchierar con gli altri
o di guardarsi attorno

mostrar fotografie
o fare le iscrizioni
curare le girandole
e regalar palloni

lavori un po’ stressanti
e’ vero si lo so,
ma fare i doppi turni
davvero non si puo’

e allora cari amici
vi dico : “ dai , pazienza
la granda lo sapete
di voi non puo’ far senza !!!!


Non vogliatemene amici tutti che eravate allo stand, se mi sono permessa di scherzare con queste mie rime, ma ogni tanto strappare una risata a qualcuno rende piacevole lo stare insieme . Sinceramente penso che sia vero che La Granda abbia bisogno di voi, delle vostre informazioni e della vostra ospitale accoglienza. Da parte mia e di Luciano vi diciamo grazie !



NUMERO CENTO

una filastrocca in rima di
Gian Luigi Bonardi


Già la voce s’è diffusa
e la febbre dell’evento
giunge a Beppe, che mi usa
per gloriar “numero cento”.
Un impegno culturale
che mi trova impreparato,
ma mi accingo, bene o male,
a frugare nel passato.
Tutta l’impaginazione
le parole, le testate,
le fatiche, l’emozione
delle foto pubblicate
fanno breccia alla memoria
di letture interessanti
dentro un angolo di storia
per turisti itineranti.
Camperista non da molto
viaggio con la fantasia
proponendomi all’ascolto
della stampa al primo “via!”.
Trovo timidi commenti
di scrittori “primo pelo”,
brani con suggerimenti
che tradiscono lo zelo
d’un futuro più importante!
Primo viaggio, prime foto
primo articolo elegante
da lanciare nell’ignoto.
E’ un “Insieme” di commenti
un “Insieme” di ragioni
un “Insieme” di argomenti
un “Insieme” di emozioni,
sono tanti gli itinerari,
hobby, lettere, poesie
barzellette, foto, diari.
Avventure e simpatie
fuse con semplicità
sulle pagine d’un cuore
che si apre alla realtà
per offrirsi al suo lettore
con la voglia più sincera
di creare aggregazione,
amicizia, pace vera
d’una grande associazione.
Cari soci de “La Granda”
ecco, è giunto il gran momento;
Gian Luigi raccomanda:
festeggiamo “Numero cento”.

"Dedicata ai partecipanti “VERDI” del raduno di NAPOLI 2003/2004"
una filastrocca in rima di
Pieri Sangiorgi Mirella

Or che siamo ritornati fra le nostre vecchie mura,
è assai bello ricordare la simpatica avventura.
Abbiam visto tanti luoghi ed è bella la città
con le chiese ed i palazzi (un po’ sporca in verità).
E Natalia con pazienza ci ha narrato la sua storia
delle guerre e dei conflitti, dei Borbone e la lor gloria.
Poi la Cinzia sempre attenta, premurosa e assai solenne
ci viziava ogni momento con torrone e caramelle.
Si partiva tutti insieme col pensiero del mattino,
Gianluigi improvvisava fra due chiacchere e un panino.
Si tornava poi la sera col pensiero di chiusura
sempre in rima, sempre uniti e pensare all’avventura.
Che tensione che c’è stata sulla strada per Ravello!
Con i pulman ad ogni curva stretti come in un budello,
e risate son scoppiate e han durato fino a sera
per la piccola vettura che bloccò la gran corriera.
Ed il giorno che siam stati alla nota Solfatara
con le nuvole, i vapori, e la pioggia che scendeva
sembravamo nel girone dell’inferno più profondo
fatto per i camperisti che han girato tutto il mondo.
Poi la sera gran finale nella piazza Plebiscito
con spumante, tanti Auguri e coi fuochi ci han stordito,
dal Castello e dalla piazza, fino a punta Mergellina
Fuochi altissimi nel cielo, fino all’alba mattutina.
Ora poi vi dico basta, la poesiola è già finita
io con Voi son stata bene e mi sono divertita
tutti è andato proprio liscio ed il merito è scontato,
è di Piero e del suo gruppo che hanno tanto lavorato.

"L'Assedio di Canelli ... in rima"
una filastrocca in rima di
Mirella Sangiorgi Pieri


Qui si vuole raccontare con la rima più sfrenata
dei cinquanta camperisti che hanno fatto la sfilata,
nei due giorni dell’assedio all’ameno paesello
tra battaglie perse e vinte e bicchier di moscatello
si è avverato un sogno strano, siamo entrati in un momento
nella favola vissuta che ha sapore del seicento.
Il difficile è arrivato nella gran trasformazione,
ritornare ai vecchi tempi coi vestiti d’occasione,
via gli anelli, via gli occhiali, poi sottane e mutandoni
popolani piemontesi coi forcali ed i bastoni,
a difendere con grinta la città dagli invasori,
che giungevano dai campi coi cavalli ed i cannoni.
E il momento più esaltante fu la storica battaglia
chi sparava coi cannoni tra gli scontri e gran fumaglia,
fucilate a destra e a manca, poi feriti e morti stesi
mentre c’era grande rissa, arrivavan gli scozzesi.
Ma gli eroi di quei momenti sono stati i barellieri
che incuranti delle spade e dei tanti fucilieri
trasportavano in barella i feriti via dal campo
dritti dritti in ospedale, o diretti al camposanto.
Alla fine dello scontro ho capito con sollievo
che era un gioco;
ma vi giuro, mi sembrava proprio vero!!!!

Le donne de“La Granda”
una filastrocca in rima di
Gian Luigi Bonardi

Quando il plen-air ti entra nelle vene
devi rifarti il tempo a tua misura,
e diventar così protagonista
d’una scelta speciale, senza appello.
Ti devi controllare, rinnovare,
per essere padrone del tuo mezzo
e scorazzare per le vie del mondo
con sicurezza, intelligenza e tatto.
Hai scelto il camper che più ti si addice,
e vai cercando fra i tanti percorsi
quello che più ti piace e ti conviene,
infine sali a bordo, ma qualcosa
devi aver certo messo un po’ in
disparte;
cerchi in te stesso, frughi nel passato,
t’arrovelli a scoprire il necessario
e non t’accorgi che ti sta di fianco
colei che ha preparato tutto quanto,
che ha sostenuto il sogno, l’illusione,
quella scelta speciale, e
t’accompagna
fedele alla consegna, e imperatrice.
La donna camperista è l’emozione
che raffredda il tuo senso di comando
proponendo le giuste alternative,
che riscalda qualsiasi iniziativa
atta allo scopo di non naufragare.
La donna di plen-air sa cosa fare,
sa suggerirti nella discussione
la giusta strada, oltre la ragione,
anche fingendo di aver tutto il torto;
con sorprendente intuito da regina
sa ammaliare il suo re con la dolcezza
a difesa del viaggio e del castello.
La donna camperista è vagabonda
con tanta vocazione da turista,
“camperinga” perfetta, senza dubbio
sa essere compagna affezzionata
e a volte meglio del satellitare
sa navigare in ogni direzione.
W le donne, e in specie l’8 marzo
w le tante socie de “La Granda”
che per grazia, presenza ed allegria
sanno donarci il gusto del plen-air
fedeli imperatrici, e messaggere
d’un modello di vita famigliare
che fa gola a qualsiasi aggregazione
ricerchi pace, amore e stare INSIEME.
"Gita al Parco di Plitvice, laghi, cascate, traghetto e trenino "
una filastrocca in rima di
Gian Luigi Bonardi


Nel corso dei raduni ai quali partecipa, Gian Luigi Bonardi è “uso” scrivere in rima i propri pensieri.

Eccone uno tratto dal recente tour dell’Istria e Croazia

Anche questa mattina è l’occasione
di precedere il pullman della gita,
e sarà forse l’ultima emozione
d’un’avventura quasi ormai finita.
A Plitvice vi son sedici laghi
collegati fra loro da cascate,
luoghi di fate, di folletti e maghi
forse abitanti le grotte incantate.
Il simbolo imperante, in legno, è un orso,
posto proprio all’inizio del sentiero.
La Granda si divide sul percorso,
pochi, con noi, lo fanno per intiero.
Nei laghi ci si specchia, e se cammini
gruppi di pesci seguono i tuoi passi,
forse attendono cibo, e stan vicini,
allineati sopra alghe e sassi.
Le cascatelle sono l’emozione
che più attira lo sguardo del turista,
le foto al giorno son più di un milione,
anche le nostre sono nella lista.
Mi trovo solo, e al limite del lago,
papera e paperino stanno accanto
inseguendo il mio passo ed il mio svago;
scatto una foto che sarà uno schianto.
Poi sono spruzzi d’acqua trasparente,
lumache, erbe e fiori infradiciati,
un punto di ristoro, tanta gente
il traghetto tra i fiordi inalberati.
Ad un quarto di strada l’altro gruppo
ci scende incontro, mentre noi saliamo,
consci che dell’età dello sviluppo
non siam più schiavi, e un po’ ce ne vantiamo.
“Attenti, che c’è ancora tanta strada
chissà se giù per tempo arriverete!”
Passo più svelto, tanto, mal che vada,
“se ritardiamo voi ci aspetterete!”
In breve tempo il percorso finisce,
ci mescoliamo a gruppi del Giappone
tutti con un sorriso che stupisce
stampato in volto, senza un’emozione.
Sul trenino a motore del ritorno
Maria Adelaide insegna ai ragazzini,
che le si fanno tutti quanti attorno,
a pronunciar tutti i numeri primi
dall’uno al dieci in perfetto italiano;
e i piccoli croati fanno coro
nel ripeterli insieme, con baccano,
passandoseli a voce tra di loro.
Vorrei saper da una giapponesina
come pronuncia “remo” il sol levante,
ma un immobile e dolce risatina
blocca il mio modo d’essere galante.

"La grande partita di Riva Valdobbia "
una filastrocca in rima di
Gian Luigi Bonardi


Filastrocca semiseria improvvisata
d’una indimenticabile giornata.

Gli spalti son gremiti
di tifosi impazziti.
Si presenta la Granda
con squadra veneranda.
L’arbitro fischia,
inizia la mischia.
Il gruppo infermieristico,
col suo costume artistico,
è pronto a far cagnara
da ora a fine gara.
Il fotografo attento
non perde alcun momento.
La palla già rimbalza
tra una coscia e una panza.
I Nostri, concentrati,
sembrano dei Crociati;
saltellano sul prato
come se avesser fiato
e mordono quell’erba
con scarpetta superba.
Ma presto scopriranno
che, per ragioni d’anno,
il tempo delle mele
s’è fatto arsura e fiele.
L’arbitro, in posizione,
adotta la pozione
ad ogni intemperanza
fischiettando ad oltranza.
D’un tratto, là adagiato,
giace un infortunato.
Non s’attendeva altro…
Già parte la carriola;
la Granda fa la ola.
Arriva la barella,
con siringa e padella
c’è la flebo gigante
con siero da brigante.
Il male capitato
viene condotto a lato;
non presenta ragione
di far medicazione,
ma è della squadra opposta!!
Vien trattenuto apposta
dalle esperte infermiere
che l’inducono al bere
ancora per un poco,
mentre è ripreso il gioco
e con dolci maniere
lo bloccano a sedere.
I nostri eroi si lanciano,
le ali già si sganciano
sfruttando quel vantaggio…
ma, perduto un passaggio,
il centrocampo arranca:
c’è qualcosa che manca.
La difesa è compressa,
l’avversario si appressa.
La difesa si sfascia
e come un colpo d’ascia
uno scherzo da prete
va a finir nella rete.
Aumenta la pressione,
ecco, un altro pallone,
la direzione è storta,
il terzino lo scorta
si prepara, l’assale,
ma è un buco colossale…
altro scherzo da prete,
e il pallone va in rete.
Qui ci vuole magia,
bando alla strategia!
E d’improvviso in campo
si contano in un lampo
diciotto giocatori
con i nostri colori.
Ma non è sufficiente,
un pallone fendente,
prende in pieno una coscia
ed in porta si affloscia.
Ci manca, questa sera,
il goal della bandiera.
Per salvare lo smacco
la Sanità è all’attacco:
recupera il pallone,
fa centro, è un’esplosione…
tifosi camperisti
fanno gesti mai visti.
Forse la strada è giusta,
ca custa o non ca custa.
Per distrar gli avversari
i metodi son vari,
ma quello della Olli
è certo tra i più folli:
sfruttando l’esperienza
lancia in aria la lenza
e limita incursioni
con femminee visioni.
La partita è finita,
la Granda è divertita.
Avversari in giornata
contro eroi d’altra annata.
Con le corna alla testa
anche l’arbitro è in festa,
e Marco, il capitano,
dà a ciascuno la mano.
Con Sindaco e Pro Loco
sopra il campo di gioco
si fa la premiazione,
discorsi, commozione.
E alla fin della storia
c’è uno scambio di gloria:
il merito al vincente
la coppa sta al perdente.
"Il camperista e i sondaggi"
una filastrocca in rima di
Gian Luigi Bonardi


Beppe il sondaggio mi raccomanda.
Anche stavolta non ho attenuanti,
riguarda i soci di tutta La Granda
e di chi d’altro s’è fatto avanti.
Incominciamo dal camperista:
quanto ad età, pare assodato,
e lo si vede a prima vista,
è un vagabondo pensionato.
La sua vettura ricreazionale
ha spesso meno di cinque anni,
viaggia su strada internazionale
e sosta dove ci son meno inganni:
area attrezzata o rimessaggio.
Per la sua casa a quattro ruote
è pronto a spendere con coraggio,
fin che le tasche sembrano vuote,
ma nel week end va al ristorante;
tra pizzeria, supermercato
e il tempo di rimanere al volante
il patrimonio s’è proprio involato.
Generalmente paga in contanti,
con bancomat o sistemi più rari.
Se il mezzo ha guai ritenuti importanti
chiede una mano ai concessionari,
ma, confidando nell’esperienza,
sovente sceglie di fare da sé,
sporca le mani con tanta pazienza,
è un artigiano che vale per tre.
Quando si tratta di assicurazione
sceglie la polizza obbligatoria
che gli presenta l’Associazione,
per i rimborsi non vi sarà storia.
Sembra che i più siano ben soddisfatti
dei loro mezzi ricreazionali
le lamentele riguardano infatti
quasi soltanto ragioni venali.
Il camperista non può rinunciare
d’avere più batterie di servizio,
sul tetto un grande pannello solare,
e il portabici non è uno sfizio.
La bicicletta è troppo importante,
come la comoda motocicletta,
per il turista itinerante
che vede il mondo così di fretta.
Resta soltanto una domanda:
chi ha risposto a questi sondaggi?
non solo i soci del Club La Granda,
a tutti sono rivolti i messaggi. Non me ne voglia chi mi legge,
anche stavolta m’han messo nel gregge.

RADUNO DI Saliceto
una filastrocca in rima di
Ivana Zuccali


Eccoci a Saliceto
un nuovo bel raduno
per accontentare tutti
e non scordar nessuno

a darci ilbenvenuto
la grande tombolata
e per “ condire “ il tutto
le penne all’arrabbiata

i giochi in mezzo al campo
la caccia a quel tesoro
che sempre tutti cercano
ma non e’ fatto d’oro

e poi il momento clou
la gara di cucina
con piatti prelibati
e giuria sopraffina

ora ….. si vada a incominciare
ma, concedetemi un momento
noi tutti vi diciamo :
“ buon divertimento ! “

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