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di Beppe Tassone
(dal giornale del Camper Club La Granda "INSIEME"
N. 126 - 1/2010)
Fra il novembre 1942 e l’aprile 1943, Duccio Galimberti,
e il magistrato Antonino Repaci, elaborarono un progetto di Costituzione
confederale europea ed interna. Le ultime note al testo furono apposte
entro l’8 settembre ’43, allorché Galimberti
decise di passare alla lotta partigiana, come comandante di Giustizia
e Libertà. Galimberti venne fucilato il 4 dicembre ’44,
dopo aver subito crudeli torture.
Pare incredibile, ma proprio in uno dei momenti più bui del
secolo scorso, menti illuminate ipotizzavano che le nazioni, in
quel momento in feroce guerra tra loro, avrebbero trovato comuni
ragioni per progredire insieme e per superare la follia delle ideologie
sanguinarie.
Lo scrivo perché, mutatis mutandis (come avrebbero detto
gli antichi romani), in questi momenti di crisi, anche pesante,
che colpisce in modo diretto il settore del turismo, occorre avere
il coraggio, la capacità, la lucidità, la lungimiranza
di guardare avanti, di superare l’ostacolo e di immaginare
con concretezza, senza voli pindarici, l’orizzonte che si
schiuderà, prima o poi, davanti ai nostri occhi.
Chi avrà saputo farlo, chi sarà stato capace di andare
avanti col pensiero e con la progettazione, si troverà in
prima linea, assolutamente favorito sugli altri ed in grado di pilotare
la macchina, costringendo i partners al ruolo di comparse al traino.
Avverrà puntualmente: il forte timore che provo è
che il nostro Paese, nel campo del turismo, si verrà a trovare
in una situazione di difficoltà, risultando ancora immerso
nelle ingessature del passato, incapace a volare alto ed a superare
d’un balzo ostacolo, paludi e trabocchetti.
Basta vedere cosa “non” si sta facendo in questo periodo:
è vero, quando vi è la crisi si abbandona il particolare
per guardare solo al generale e si taglia dove si può, utilizzando
più la scure che il bisturi.
A forza di amputare senza criterio si corre il rischio che il paziente
si trovi sì senza bubboni, ma anche…passato a miglior
vita.
Sarebbe questo il momento di progettare e dettare norme nuove che
aiutino tutto il settore a liberalizzarsi e ad aprirsi alla concorrenza,
di evitare che le battaglie di retrovia (leggasi monopoli conclamati
dal tempo e mai messi in discussione) lascino spazio alla libera
concorrenza.
In una parola che si apra un tavolo di discussione sgombro dalle
ideologie ed aperto alla concretezza del fare.
Invece, e ne è la riprova anche qualche legge approvata in
modo mascherato nella scorsa estate, pare si cerchi solo di guadagnare
tempo o di aiutare il settore con provvedimenti di basso respiro,
quale, ad esempio, quello della legge 99 del 23 luglio 2009 che
in qualche maniera “sana” le storture dei campeggi stanziali,
risolvendo problemi giudiziari, senza “aprire” alle
nuove esigenze.
Rimaniamo così fermi ad operazioni di piccolo cabotaggio,
senza prendere in considerazioni le nuove mobilità, le esigenze
di assicurare soste durante tutto l’anno e di intercettare
flussi altrimenti destinati ad altre Nazioni.
Il rischio, veramente grosso, che si corre è quello di non
essere adeguatamente attrezzati rispetto a nuove necessità
ed impostazioni che rappresentano specifiche e forti esigenze che
provengono soprattutto dal grosso bacino del Nord e Centro Europa.
La mancanza di normative sulla necessità di destagionalizzare
il settore, l’assenza di interventi volti a sbrurocratizzare
eliminando costi aggiuntivi ormai superati ed inutili rischiano
di tarpare le ali al settore in Italia.
Gli effetti già si vedono e viaggiano di pari passi con l’assenza
di apertura alle nuove tecnologie gestionali e di informazione:
tergiversare appare una colpevole mancanza di assunzione di responsabilità
da parte di chi, nel settore privato come in quello pubblico, è
portatore di obblighi precisi davanti a tutta la comunità.
Occorre, avere il coraggio di aprirsi al futuro, di volare oltre
il contingente, di credere che la nottata abbia a terminare, di
progettare quel che sarà in un tempo neppure troppo lontano.
Farlo è doveroso, negli interessi del nostro Paese e di uno
dei suoi settori strategici per l’economia e per l’occupazione. |