|
E’
la mattina del 5 maggio 2006, si parte.
Non è una partenza come tante altre, ci apprestiamo
a percorre un tragitto di strada, anzi di storia, importante,
pieno di contenuti e … speriamo gradevole anche per
i compagni di viaggio che un po’ alla volta stiamo
per conoscere.
Il nostro camper è abitato da tre persone: Vitto,
Marco e Nirvana, tutti e tre molto impegnati, in campi diversi,
nella realizzazione del tour, preparato minuziosamente in
ogni suo aspetto in collaborazione con l’ Agenzia
Happy Tours per conto del Camper Club la Granda !.
Percorrendo l’autostrada A4, incontriamo altri equipaggi
con i quali condividiamo gran parte del tragitto che ci
porterà a Carcassone (Francia), punto di ritrovo
di tutto il gruppo.
Arriviamo
a Carcassone nel pomeriggio del 6 maggio sotto una pioggia
torrenziale, dopo il nostro si susseguono altri arrivi oltre
agli equipaggi già sul posto. Seguiamo telefonicamente
la disavventura di un equipaggio fermo a 70 km. dal campeggio
che, erroneamente, ha riempito il serbatoio del carburante
con benzina anziché diesel, cercando di rincuoralo
e spronarlo a non darsi per vinto ma di cercare, nel più
breve tempo possibile, la soluzione al guaio capitato.
DOMENICA 7 MAGGIO 2006
CARCASSONE
Dopo
il diluvio notturno ci svegliamo illuminati da un bel sole
!
Tutto pronto per la prima riunione programmatica: Vitto
chiarisce brevemente il programma, dà le indicazioni
di massima per il viaggio in colonna, per le manovre che
si renderanno necessarie al momento delle soste e dei parcheggi,
per una sistemazione ordinata e razionale, dato che sono
previste anche soste in paesi molto piccoli..
Arriva il momento di Marco che illustra, con entusiasmo
e competenza, il valore storico – artistico del viaggio
facendo un breve excursus sulle principali caratteristiche
dei luoghi in cui ci fermeremo, seguendo una apposita e
dettagliata cartina geografica di tutto il Camino.
Si da il via alla “ pesca “ del numero di colonna
che via via si viene formando.
Ogni equipaggio, letto il proprio numero, che verrà
ben esposto sul davanti e sul retro del camper, si presenta
ai nuovi amici, cosicché fin dall’inizio, riusciamo
a riconoscerci più facilmente.
Arriva la bella notizia che anche l’equipaggio rimasto
in panne, ha risolto in maniera artigianale –fai da
te – il problema e si appresta a raggiungerci; l’ironia
della sorte ha voluto che gli fosse assegnato in numero
di colonna …..17 ! Ma i signori Rinaldi hanno accettato
di buon grado la sorte considerando che, in altre occasioni,
tale numero è stato a loro favorevole!
Come sempre nella colonna ci sono dei numeri fissi n.1 il
“capogruppo” – n.2 il “vicecapo”
– n.12 a metà colonna che funge da “ripetitore”,
ed il n. 24 la cosiddetta “scopa” che dalla
sua postazione terminale ci controlla e ci conta!
E’ già ora di iniziare le nostre visite, con
il bus ci dirigiamo verso la “ Citè “.
Carcassone è una cittadina medioevale circondata
da mura e torrioni, patrimonio dell’Unesco, che la
nostra guida - Chaterine - ci accompagna a visitare, un
po’ infastiditi dalle sferzate di un dispettoso vento
primaverile. Le vie della fortezza sono molto suggestive
ed ogni angolo ci riserva qualche bella inquadratura per
le nostre macchine fotografiche e le telecamere che da oggi
in poi non avranno più sosta! La serata prevede una
cena tipicamente francese in un locale della Carcassone
nuova, ed è cosi che sui nostri piatti compare la
tradizionale “ canard “.
Rientriamo in campeggio, all’indomani mattina la sveglia
sarà di buon’ora, ci aspetta il primo “tappone
“ fino a Roncisvalle per dare il VIA ufficiale al
nostro CAMINO !
LUNEDI’
8 MAGGIO 2006
DA
CARCASSONE A RONCISVALLE (sosta
all’Alto de Ibañeta)
Come
in un condominio di città, fin dal mattino presto,
si accendono ad una ad una le luci dei singoli appartamenti,
cosi alle 6 di un fresco mattino nel campeggio “A
l’ombre des Oliviers “ si accendono le luci
dei nostri 24 camper, dapprima quelle degli interni e poi
quelle di posizione, segnale inequivocabile che si è
tutti pronti per la partenza: percorreremo il Camino francés
fino a Santiago de Compostela partendo da Roncisvalle che
distano tra di loro oltre 800 km.
Si provano i nostri “baracchini“, tutti rispondono
con solerzia ed inizia così quasi un rito propiziatorio
quotidiano per il viaggio: la conta dal n. 1, fam. Carion,
al n. 23, fam. Casazza, da parte del camper n. 24, fam.
Lanfranco, che terminato il proprio compito, si mette in
coda alla colonna.
Si fa anche gasolio per viaggiare tranquilli e si controllano
i tempi impiegati: 25 minuti circa, faremo di meglio!
Inizia il nostro viaggio: le prime conversazioni sono tutte
improntate ad argomenti seri ed a cercare di fare conoscenza
tra di noi, per cui siamo ancora tutti molto misurati e
ci stiamo studiando a vicenda … le confidenze sono
rimandate di qualche giorno! Viaggiamo in terra francese
in un giorno di festa nazionale, si commemora la fine della
seconda guerra mondiale, per cui le strade sono abbastanza
libere. Fin da subito affrontiamo una serie infinita di
rotonde che ci permettono di avere una visione d’insieme
della colonna, che si snoda leggera sotto ad una pioggerellina
che in breve diverrà un vero e proprio acquazzone,
giusto al momento della sosta caffè!
Tra i primi equipaggi con i quali si fa conoscenza, oltre
al nostro simpatico singles Carlo (camper n.7), ci sono
gli occupanti del camper n.5 i signori Rosso, molto orgogliosi
del proprio mezzo, a sua volta “rosso“, che
ha percorso circa 180.000 km.ed è ancora in perfette
condizioni !
Anche in questo viaggio l’appuntamento più
atteso al mattino è … il pensierino del “poeta”
Gianluigi letto dalla “ voce”, ossia Ludovica
che ci sprona al verso di
”…
metti l’elmo camperista,
e il cavallo a quattro ruote poni in coda sulla pista …”
Attraversiamo
il paese di Sant Jean de pie de Port, luogo dal quale inizia
il Camino, sulla cui strada vediamo il primo pellegrino
…a cavallo ed incontriamo anche la prima Concha (conchiglia),
simbolo del Camino de Santiago, che troveremo lungo tutto
il nostro percorso.
E’ qui che Marco, dal camper n.1, augura ai 49 pellegrini
motorizzati “Buen Camino” o, come dicevano i
pellegrini medioevali,
«
Herrù Santiagu! Got Santiagu! Deus, adiuva nos »
La
strada è stretta e s’inerpica in una serie
infinita di irti tornanti, ed è da questo momento
che il motore aspirato dell’ equipaggio n.14, fam.
Traschetti, diverrà famoso nelle salite!
Arriviamo a Roncisvalle al termine di una discesa, davanti
a noi si apre la vallata, ma non c’è tempo
per ammirare il panorama, la nostra guida, Carolina, ci
aspetta per portarci sull’Alto de Ibañeta,
accanto al monumento ad Orlando ed alla croce di Carlo Magno.
La temperatura si fa piuttosto fresca e le giacche a vento
vengono immediatamente indossate. Ci soffermiamo a guardare
l’eremo con la sua chiesa, la cui campana suona per
indicare la strada ai pellegrini nei giorni di nebbia fitta
ed il prato sul quale vengono lasciate, in segno di ricordo,
le loro croci di legno.
Ora, come viatico a questo nostro viaggio, chi lo desidera
può percorrere a piedi il tragitto che ci separa
da Roncisvalle lungo il sentiero del Camino che passa nel
bosco, (circa 1 km e mezzo) per essere così maggiormente
immedesimato nella nuova emozionante avventura!
E’ la prima delle molte emozioni che hanno caratterizzato
questo percorso !
A Roncisvalle visitiamo la Real Collegiata di Santa Maria
(architettura gotico-francese), la sala capitolare ed andiamo
a vedere da vicino l’ostello dei pellegrini, luogo
di sosta dopo una lunga giornata di cammino. E’ stata
lunga anche la nostra di giornata: al campeggio Urrobi,
nel fondovalle immerso in un riposante prato verde, ci sistemiamo
ed … accendiamo pure le stufe perché la temperatura
sta scendendo! Dopo la riunione serale (altro elemento che
scandirà quotidianamente il ritmo delle nostre giornate)
ci diamo la buonanotte: questa sera non è il caso
di soffermarsi in chiacchiere all’aperto … data
la temperatura. Non dimentichiamo però, andando a
dormire, di volgere lo sguardo alla meravigliosa stellata
che brilla sopra le nostre teste!
MARTEDI’
9 MAGGIO 2006
DA
RONCISVALLE AD ESTELLA
( sosta a Pamplona e Puente la Reina e breve visita ad Estella)
Usciamo
dal campeggio con il prato ricoperto dalla brina e con qualcuno
che ci comunica che la colonnina del mercurio in nottata
è scesa di alcuni gradi sotto lo zero!
Ci riscalda il cuore il Gianluigi-pensiero :
”…A
noi , itineranti senza fretta,
la gioia di osservare le vallate
tutti compatti, sulla strada stretta,
presso gli armenti ancora surgelati…”
Percorriamo
una strada illuminata dal sole, immersa nel verde, cinta
a destra ed a sinistra da cespugli di fiori di vario tipo
e colore, in lontananza si intravede un bosco di folti faggi
e ai lati della
caretera, la freccia gialla e le Conchas de Santiago (entrambe
simboli del cammino) già ci accompagnano!
Solo il percorrere questa strada …è una poesia
!
Per rientrare nella realtà abbiamo quotidianamente
il gazzettino delle notizie dall’Italia da parte dell’equipaggio
n.8, fam. Piccone, che ci ragguaglia su tutto, dalla politica
allo sport (Ah! la potenza dell’antenna satellitare!
).
Arriviamo a Pamplona, parcheggio già programmato
nel piazzale dell’università pubblica e Carolina,
la guida di ieri, ingaggiata in itinere data la sua disponibilità,
ci porta a visitare la città.
Pamplona è la capitale dell’ex regno di Navarra.
Qui visitiamo la Cattedrale, la piazza del Castello, le
mura di cinta, l’Arena de toros ( terza più
grande della Spagna ) ed il percorso dell’Encierro,
la corsa dei tori che ogni anno si tiene durante le celebrazioni
delle feste di S. Firmino ( tutti gli abitanti della città
si vestono di bianco con berretto e foulard rosso al collo).
Alla fine ci avanza pure il tempo per qualche spesuccia
nella via a ciò dedicata, via Estafeta e per un caffè
o una tortilla (ottima frittata con patate e cipolla) al
bellissimo bar in stile liberty nella piazza principale.
Si riparte dopo il pranzo dal nostro parcheggio che nel
frattempo si è riempito di vocianti studenti.
Arriviamo, sotto ad un sole che si fa sempre più
caldo, in uno dei punti fondamentali del Camino: Puente
la Reina, ponte sul fiume Arga, fatto costruire dalla regina
Mayor di Navarra nel secolo XI, dalla caratteristica forma
a dorso di mulo. E’ il punto in cui la maggior parte
dei Cammini provenienti dal nord, centro e sud d’Europa
si congiungono e si fondono con quello più conosciuto,
il Camino Francés.
Parcheggiamo i nostri mezzi a lato della strada, sulla riva
del fiume, ascoltiamo le spiegazioni che Marco ci da sull’origine
del manufatto, sulla sua struttura, sulla sua importanza
e sulle leggende che lo circondano. Entriamo in paese attraverso
la calle Mayor, sul cui selciato luccicano, incastonate,
le Conchas in ottone, per visitare la chiesa di San Giacomo
nella quale troviamo la statua di Santiago Beltza cioè
nero, aggettivo che si riferisce al colore che aveva quando
fu ritrovata dopo un lungo periodo di abbandono.
La rituale foto che “il fotografo”- oltre che
autista del camper n.11 fam. Rosso Luigi - ci scatta, è
indimenticabile: tutti noi sul ponte, con la bandiera del
Camper Club la Granda e le arcate del ponte che si riflettono
sul fiume creano un effetto veramente spettacolare.
Ci dispiace quasi lasciare questo luogo incantato, lo facciamo
con calma, ci giriamo ad una rotonda per tornare sui nostri
passi e riusciamo così a sfilare lentamente salutandoci
l’un l’altro per poi proseguire verso la prossima
meta: Estella, dove pernotteremo al campeggio Lizzara. Prima
della sosta definitiva, andiamo a visitare la chiesa di
San Pedro de la Rua, aperta solo per noi. Qui seguiamo con
molto interesse le spiegazioni in lingua spagnola della
nostra guida Josè ( tradotte da Marco) sui significati
delle figure presenti sulla facciata, sull’architettura
romanica dell’interno e sul bellissimo chiostro del
quale si conservano solo due ali. In una di queste possiamo
ammirare una “colonna ritorta“ composta da quattro
colonnine a cui è stato dato, dall’artista,
un movimento tortile a spirale che crea un effetto ottico
particolare: da qualsiasi parte la si guardi, si vedranno
solo tre dei quattro elementi che la compongono! Anche questa
sera, cartina alla mano, anzi sul parabrezza del camper,
ci ritroviamo per la quotidiana riunione, programmando la
tappa di domani.
MERCOLEDI
10 MAGGIO 2006
DA
ESTELLA A BURGOS
(sosta a Logroño e S. Domingo de la Calzada)
Si
parte alle 8 … PUNTUALISSIMI … ! Siamo quasi
dei cronometri svizzeri, non c’è nessuno che
sgarri: all’uscita del campeggio si posiziona il camper
n. 24 (Pier e Nevea) e con voce altisonante ci radunano
ad uno ad uno.
Come sempre, cerchiamo di viaggiare su strade interne, con
meno traffico, al lato delle quali corre il Camino che più
volte si interseca con la statale stessa.
E’ percorso da numerosi pellegrini a piedi o in bicicletta,
di tutte le età: ci salutano, noi rispondiamo con
ampi gesti ma cercando sempre di portare rispetto alla loro
fatica ed alla loro concentrazione.
Nel cielo volano cicogne dalle ampie ali, hanno costruito
il proprio nido sulla sommità dei campanili, dei
pali della luce ed … a loro, il nostro poeta –
camper n.10 fam. Bonardi – ha dedicato alcuni dei
suoi famosi versetti:
“…bella
cicogna che voli per aria,
fatti filmare da noi camperisti
prima che un mondo pieno di aviaria
renda i tuoi voli più bassi e più tristi…”
Entriamo
nella città di Logroño, capitale de La Rioja,
che è una delle tappe intermedie del Camino e che
ci siamo proposti di visitare nello spostamento che ci porterà
in serata a Burgos.
Anche qui il parcheggio, già predisposto in precedenza,
è gradevole: siamo in una zona verde, i nostri mezzi
ci aspetteranno, durante l’ escursione, sotto agli
alberi al fresco, visto che la giornata si preannuncia calda.
Il fiume Ebro attraversa la città di Logroño.
Marco ci accompagna a vedere la Cattedrale de la Redonda
con le barocche torri gemelle, fornendoci le relative spiegazioni
storico artistiche, come per la visita alla Iglesia de Santiago
con la statua del famoso ed imponente “Santiago matamoros“.
Ai piedi della chiesa, in una assolata piazzetta, troviamo
la Fontana del Pellegrino, alla quale ci siamo dissetati
anche noi e disegnato sul selciato, una sorta di gioco dell’oca
con le tappe del Camino da Roncisvalle sino a Santiago de
Compostela.
Ma non solo d’arte e di cultura ci siamo nutriti in
questa città, siamo nella patria dei vini della Rioja
e molti di noi provvedono all’acquisto di qualche
bottiglia di buon vino tinto.
Si riprende il viaggio dopo la siesta e passando sopra uno
dei tanti ponti sull’Ebro usciamo dalla città
per tornare a percorrere la nostra strada. Il cielo è
sempre azzurro, ogni tanto qualche nuvola bianca si sposta
velocemente. La strada corre e i nostri mezzi la seguono
ordinati e compatti, è un continuo saliscendi che
nasconde dietro ad ogni curva panorami riposanti ed inquietanti
al tempo stesso! Macchie di colore si alternano al verde
degli alberi … chissà se da lassù gli
aerei di passaggio vedono il nostro serpentone che scivola
sulla strada?
Ha ragione Gianluigi quando nel pensiero del pomeriggio
- novità fresca di oggi - ad un certo punto ci cita:
”
Rombo di camper sulla carretera …”
Altra
tappa intermedia è Santo Domingo de la Calzada, dove
prima di visitare la cattedrale dedicata al Salvatore, Marco
ci ragguaglia sulla storia della città e sulla particolarità
di questa chiesa che nel suo interno ha, ben custodito,
un pollaio con un gallo ed una gallina vivi a ricordo di
una vecchia leggenda che narra di una gallina che cantò
dopo essere stata arrostita…!
In serata raggiungiamo Burgos, ci aspetta un bel campeggio
- Fuentes Blancas - ed abbiamo una ottima sistemazione,
tanto che decidiamo per una cena comunitaria: ed ecco che
tavoli, sedie e tutte le possibili specialità culinarie
che le dispense dei nostri camper fanno uscire, si dispongono
a “elle” nel mezzo del prato. Non mancherà
nulla: nella tarda serata il nostro coro, libretto alla
mano, darà fiato alle corde vocali ed i vicini di
tenda, dei turisti olandesi, ci fotografano ed accettano
anche un bicchierino di grappa ! Dopodiché, la buona
notte.
In gran silenzio gonfiamo dei palloncini colorati che legheremo
al camper n.16 -fam. Mazzuccato- i cui occupanti, all’indomani,
festeggeranno 45 anni di matrimonio … ssssssst non
ci devono sentire !!!
GIOVEDI’
11 MAGGIO 2006
DA
BURGOS A LEON
(sosta a Palencia e Fromista)
Benché
dagli avvisi esposti quotidianamente sulla lavagnetta, la
partenza per la visita alla città di Burgos fosse
alle 9,45, oggi, alle 9, siamo già tutti pronti.
Ne approfittiamo per cantare una canzoncina augurale ai
festeggiati sposini e congratularci con loro per l’importante
traguardo raggiunto, essi contraccambiano augurando a noi
tutti di raggiungere la stessa … longevità
di coppia! Ci porta per le strade della città della
Castiglia Sergio, la nostra guida, che abbiamo paragonato
ad un folletto per i suoi gesti, il suo modo di andare di
fretta e di parlare molto spigliato.
La Cattedrale di Burgos lascia in tutti una sconfinata ammirazione.
E’ stata detta la superba, la grandiosa, l’armonica,
le sue guglie di filigrana di pietra, la scalinata dorata
e il coro meritano una visita e noi, tutti insieme, non
ci facciamo pregare ed andiamo a visitarla. Durante la passeggiata
nel centro storico ci fermiamo d’innanzi alla porta
principale della città, la porta di Santa Maria,
con le statue di 6 personaggi celebri, poi passeggiamo lungo
le vie e viuzze caratteristiche, soffermandoci nell’ultima
tappa davanti alla statua di Rodrigo Diaz de Vivar …
el Cid Campeador!
Si riparte nel primo pomeriggio seguendo il battistrada,
ossia il camper n.1 e concludendo con il n. 24 che, fra
esortazioni a “pestare il chiodo“ ed a …
“compattare”, si lascia sfuggire quasi un complimento:
“fra poco sarete perfetti come le frecce tricolori”.
Tra le nostre tappe intermedie una particolare è
stata quella nella provincia di Palencia, al cippo (naturalmente
immortalato nelle fotografie) posto subito dopo uno stretto
ponte a dorso di mulo sul Rio Pisuerga, che indica la strada
del Camino. Poco dopo altra sosta, questa volta a Frómista.
Il paese è piccolo, fa fatica a contenerci tutti,
ma con l’aiuto dei posteggiatori ufficiali e tanta
buona volontà, ogni camper viene sistemato. Ci fermiamo
a visitare la chiesa di San Martin che Marco ci descrive
come esempio di stile romanico: il suo interno è
rigoroso e sobrio proprio come richiede tale stile. Riprendiamo
la strada e vediamo qualche nuvolone all’orizzonte,
ma non ci spaventiamo. La nostra destinazione finale della
giornata è Leon, al campeggio Camino de Santiago
a circa 20 km dalla città. Anche questo è
un campeggio accogliente, spazioso e … veloci veloci
ci sistemiamo e siamo subito pronti perché il bus
ci attende per portarci in centro alla cena prevista dal
programma.
Non crediamo ai nostri occhi: il ristorante è in
un Parador - catena di superbi alberghi spagnoli in edifici
d’epoca – il San Marcos. Incuranti del temporale
che in quel momento si sta abbattendo sulle nostre teste,
entriamo di volata all’interno del magnifico edificio
storico per apprestarci ad una ancora più superba
cena in una atmosfera a dir poco incantevole. Rientrando
in campeggio con il bus i commenti relativi alla serata
sono stati di “alto gradimento“ e si può
quindi andare a riposare soddisfatti.
VENERDI’12
MAGGIO 2006
DA
LEON A VILLAMARTIN DEL BIERZO
( sosta a Ponferrada )
La città di Leon ci accoglie con il sole e ci fa
conoscere la nostra guida Patrizia, andiamo subito davanti
all’imponente cattedrale, maestoso esempio di gotico
spagnolo. Ci soffermiamo davanti alla facciata principale
con il triplice portale, ma ciò che attrae ed incanta
sono le meravigliose vetrate, una sorpresa di luce e colore
che dall’interno risplendono fino a stupirci.
La chiesa di Sant Isidoro, gioiello romanico e Casa Botines,
dell’architetto catalano Gaudì, costruita in
un solo anno, sono gli altri punti focali del nostro breve
giro. Ci piacerebbe poterci intrattenere per le vie della
città ma in giornata abbiamo altri appuntamenti importanti,
altri percorsi da compiere e quindi riprendiamo il bus alla
volta del campeggio per riappropriarci dei nostri mezzi,
salutando lungo il tragitto una famigliola di pellegrini,
papà, affardellato da un pesante zaino e mamma che
porta sulle spalle la figlioletta nell’apposito zaino:
uno sguardo, un saluto ”Hola“ con un cenno di
mano e tra di noi scatta un bell’applauso per il coraggio
di queste persone.
Ormai ci siamo abituati anche al pensiero del pomeriggio,
oggi alcune preziose considerazioni:
”…Camino
de Santiago, ora pian piano
anche noi, camperisti vagabondi
andiamo riscoprendo mano a mano
il fascino prezioso che nascondi …”
Ci
rimettiamo sulla strada, ogni tanto il camper n.3 - fam.
D’Aloè - cameraman ufficiale, ci precede in
maniera da riprenderci tutti mentre gli sfiliamo davanti,
soprattutto lungo queste strade con ampie curve sia a destra
che a sinistra: anche noi dal nostro finestrino ne approfittiamo
per fotografare la colonna che procede regolare e compatta.
Le soste ogni tanto prevedono anche l’approvvigionamento
viveri, ma per 24 camper è necessario trovare un
parcheggio sufficientemente spazioso e, con un po’
di … fortuna ed una manovra repentina, anche oggi
ci siamo riusciti. Come sempre, tempi ristretti e calcolati,
ma le borse escono dal supermercato belle gonfie !
Altra sosta programmata da Marco è quella a Ponferrada,
per visitare il Castello dei Cavalieri Templari. La sosta
è accanto all’albergo del pellegrino, dove
volendo, ma sapendo di barare, ci appongono il timbro del
nostro passaggio sulla Credencial che terremo di ricordo.
Il castello è stato la fortezza dei Templari ed una
volta abolito l’ordine, è stato oggetto di
litigi tra i nobili della città, mentre oggi è
diventato l’orgoglio di questa piccola cittadina castigliana.
Un giretto tra i bastioni, sui ponti, sulle mura dalle quali
si gode la vista della città stessa e naturalmente
le foto dal bastione più alto. Ancora un po’
di strada, sempre seguendo il Camino che a quest’ora
è ormai deserto perché i pellegrini sono già
tutti arrivati negli ostelli, guardandoci intorno, anche
noi riflettiamo su questo nostro strano pellegrinaggio su
ruote, strano si, ma molto coinvolgente come dal pensierino
di Gianluigi
“…noi,
itineranti,
assetati di storia e monumenti
inseguiamo il camino, sempre avanti
per nuove sensazioni e sentimenti….”
Procediamo
verso il campeggio, Camping El Bierzo, che ci ospiterà
in serata a Villamartin.
Il campeggio ci accoglie con buoni spazi ed il proprietario
vedendoci arrivare, dapprima si mette le mani nei capelli
(nei pochi capelli), poi visto con quale ordine e precisione
ci siamo piazzati, ci fa i complimenti per l’ottima
sistemazione! (grazie ai bravi posteggiatori n.2 Margaria
Livio e n.12 De Marchi Alberto). Prendiamoci anche questo
gesto di stima, fa proprio bene! In segno di amicizia il
padrone del campeggio offre ai partecipanti alla tradizionale
riunione serale, (che oltre ad illustrare il programma del
giorno successivo è anche un valido momento di incontro
e di confronto) una grappa del posto “Orujo“,
della quale egli ne ha senza dubbio apprezzato più
e più volte l’aroma !!!
SABATO
13 MAGGIO 2006
DA
VILLAMARTIN DEL BIERZO A SANTIAGO DE COMPOSTELA
(sosta a Villafranca del Bierzo e O’Cebreiro)
Per
ordine perentorio del padrone del campeggio, silenzio assoluto
fino alle 8 del mattino … alle 8,01 motori in moto
e pian piano verso Villafranca del Bierzo altra mini-tappa
di avvicinamento a Santiago. Si fanno subito al CB gli auguri
ad un componente del camper n. 3, ovvero Lele, che oggi
compie gli anni, sarà festeggiato a dovere in serata!
Oggi, come da programma, tocca il rifornimento carburante
e qui, nostro vanto, battiamo tutti i record in fatto di
tempo impiegato, solamente 16 minuti!!!
Arriviamo a Villafranca del Bierzo con le strade ancora
deserte ed attraverso stretti vicoli cerchiamo, naturalmente
nel centro del paese, un parcheggio adatto a noi: una garbata
vigilessa viene incontro al nostro camper ed una volta dettole
che in realtà non siamo soli ma in 24 … dopo
un attimo di sgomento, data una veloce occhiata in giro,
trova posto per tutti! La sua gentilezza e premura hanno
ben meritato un gadget de la Granda!
Per caso, nella piazza alberata, passa un furgoncino pieno
di profumate ed ancor calde baguettes, destinate forse a
qualche negozio del luogo, sono state invece acquistate
tutte, o quasi, da noi in attesa che apra una famosa ed
antica cantina e si possano comperare, da un oste un po’
matto e caciaroso, bottiglie di vino tinto, blanco, dulce,
prodotto rinomato della zona ed usato, si dice, nelle funzioni
religiose della Città del Vaticano!
Ritorniamo a percorrere le strade della Galizia avvolti
da un paesaggio che incanta: fiori, boschi, scorci di vallate
verdi, cielo azzurro, pellegrini sulla rotta del Camino,
giovani, meno giovani, soli, in gruppo, talvolta si fermano
e riposano (sul percorso ci sono diversi punti dove poter
tirare il fiato). Tutti hanno come segno di riconoscimento
del loro peregrinare la Concha de Santiago appesa allo zaino
ed il bastone (anche Gianluigi per essere in armonia con
il contesto se ne procura uno). La nostra colonna passa
quasi in rispettoso silenzio, per adeguarsi all’atmosfera
che si vive e si respira in questi luoghi.
Arriviamo a qualche chilometro da O’Cebreiro altra
tappa odierna. Vitto invita a parcheggiare i mezzi in una
piazzola al lato della strada, cosicché anche noi
possiamo percorrere ancora una volta un tratto di Camino
a piedi, fino ad arrivare al paesino posto a 1300 metri
di altezza. Ciascuno cammina lungo questo breve tragitto
con una motivazione, con un proposito od una intenzione
del tutto personali. Si arriva in questo minuscolo ma accogliente
villaggio, che conserva ancora l’antico
Hostal dai caratteristici tetti di paglia. Da quasi un millennio
qui si accolgono i pellegrini di passaggio in uno dei punti
più significativi del Camino: è proprio un
angolo di paradiso e di pace!
Il sole caldo, l’aria che si respira e l’incontro
con i numerosi “veri” camminatori giunti fin
lì, ci fanno assaporare in pieno il senso del nostro
viaggio!
Anche il pranzo è adatto alla particolare occasione:
gustiamo il tipico “caldo galego“ una minestra
povera ma ricca di verdure di ogni tipo, talmente buona
che dalla cucina della Taberna Moreno ne escono in continuazione
terrine, una dietro l’altra! Sempre a piedi si ritorna
ai camper per percorrere l’ultimo tratto del Camino
fino a Santiago de Compostela. Ci sono ancora diversi km.
di viaggio così, dal primo camper del capogruppo
Vitto, parte una proposta di riflessione su quanto abbiamo
visto, fatto ed assaporato in questa settimana di percorso.
Dopo qualche attimo di suggestivo silenzio e comprensibile
imbarazzo, ad uno ad uno i componenti del gruppo fanno sentire
le proprie voci al CB che, credo, possano essere ben riassunte
dal pensierino del nostro Gianluigi
”…
sembra che ciascheduno sia ben pago
di silenzi, preghiere ed emozioni.
D’aver trascorso splendidi momenti
e’ un coro quasi unanime e sincero
parole rotte in mezzo ai sentimenti
che dan lume alla Granda ed al sentiero…”
Fanno
eco a queste considerazioni le parole di Marco che ci invita
a non dimenticare lo spirito e le emozioni del Camino ma
di riportarle nelle nostre case al nostro ritorno!
Ora la colonna deve essere compatta, stiamo entrando nel
centro della città per arrivare al campeggio: dal
camper n.1 partono ordini chiari e netti, dal n.12, in maniera
altrettanto chiara ed inequivocabile vengono ripetuti ed
il n. 24 si assicura che le indicazioni siano pervenute
a tutti gli equipaggi. Anche oggi con ordine entriamo nel
campeggio “As Cancelas” di Santiago de Compostela,
sistemazione che richiede qualche attenzione perché
siamo concentrati sull’ultima terrazza, “in
collina“!
La sensazione dell’essere arrivati ci pervade, cerchiamo
di sistemarci nella maniera migliore ed arriva anche il
regalo per il festeggiato del n.3 … balza fuori all’improvviso
quasi dal nulla, la figlia, proveniente da Barcellona, che
con una visita lampo a sorpresa è venuta a fare gli
auguri di buon compleanno al suo papà!
DOMENICA
14 MAGGIO 2006
SANTIAGO
DE COMPOSTELA -
Messa in Cattedrale
Nel
giorno della festa della mamma viene offerto una “Bacio”
sia affettuosamente vero, che nel senso di cioccolatino,
a tutte le mamme del gruppo.
E’ ora di scendere in città per la Messa in
cattedrale! Alcuni scendono a piedi fino al centro (circa
due km e mezzo) altri si affidano ai mezzi di linea. Ci
ritroviamo tutti verso le 11 e 30 in una cattedrale già
affollata. Per fortuna l’organizzazione nostra interna
si era già adoperata sia per farci riservare i posti
a sedere nel transetto che per fare assisterete dieci persone
del nostro gruppo alla Messa del Pellegrino proprio sull’altare.
Tra questi, Vitto ed Alberto che hanno deposto ai piedi
dell’altare un cesto di fiori come omaggio del Camper
Club La Granda all’Apostolo Santiago e Ludovica che,
nonostante fosse pervasa da una forte emozione, ha letto
con voce melodiosa e sicura la preghiera del camperista!
L’ intera cerimonia è stata estremamente suggestiva,
sia per la celebrazione in sé che per la musica dell’organo,
per la voce della suora che ha accompagnato ogni momento
liturgico con soavi canti e per il fatto che il celebrante
stesso ha citato la presenza in cattedrale dei soci del
Camper Club la Granda provenienti dall’Italia.
Al termine della S. Messa, dopo l’Eucarestia e su
nostra espressa richiesta, abbiamo potuto anche assistere
ad un momento veramente particolare ed unico, quello del
Botafumeiro, un gigantesco turibolo d’argento dal
peso di circa 80 kg, che una volta riempito di incenso,
viene fatto oscillare, spinto da un gruppo di 8 addetti
(Tiradores), lungo il transetto fino quasi a sfiorare il
soffitto della cattedrale ed aspergendo così i presenti
con il suo fumo come simbolo della benedizione dello Spirito
Santo.
Al termine della cerimonia ci salutiamo tutti ancora commossi,
consci di avere qualche cosa di nuovo dentro di noi, nella
splendida Praza do Obradorio: il pomeriggio è libero
e ci si ritroverà in serata per la cena al ristorante.
Ristorante tipico il “San Clemente” dove veniamo
accolti con la gentilezza caratteristica delle persone della
Spagna del nord: cena di pesce che spazia dalle cappesante
(simbolo del pellegrinaggio a Compostela) ai calamari e
alle orate, e per coloro che non gradiscono questa meraviglia,
grande abbondanza di carne. Si termina con la caratteristica
Tarta de Santiago e sulle fette dei festeggiati (anniversario
coniugi Mazzuccato e Casazza, compleanno D’Aloe e
Casazza) troneggia una simbolica candelina ed altrettanto
simbolicamente vengono donate loro delle bottiglie di ottimo
spumante Arunda, che saranno stappate per il brindisi generale.
Anch’io, a ricordo di questo mio primo viaggio sul
camper contrassegnato dal n.1, ho voluto offrire, ad ogni
equipaggio, un piccolo dono, confezionato da me, sperando
di fare cosa gradita.
Serata splendida, lieve venticello e come tradizione dei
pellegrini, anche noi a notte fonda sotto ad una stellata
meravigliosa, tutti distesi a pancia in su in Praza do Obradoiro
con le spalle rivolte alla Cattedrale per ammirarla in tutto
il suo splendore per alcuni intensi minuti … !.
Da un pensierino di Gianluigi
”…
non è solo pazzia o vana gloria,
la Granda sa di essere speciale
ed anche questa volta andrà alla storia
per questo gesto che sembra banale …”
Buonanotte pellegrini de la Granda!
LUNEDI’
15 MAGGIO 2006
VISITA
A SANTIAGIO DE COMPOSTELA CON “JESUS”
Si
chiama proprio Jesus la guida che ci accompagna alla visita
della città, dapprima in bus ad un luogo simbolo
per i pellegrini che arrivano - Monte do Gozo - tradotto
letteralmente, Monte della Gioia, la collina che domina
Santiago de Compostela.
E’ chiamato così perché i pellegrini
che giungono sino a qui con sulle spalle un Camino di almeno
100 km (l’intero Camino è di circa 800 km,
e sono in molti a farlo) consacrano la loro felicità
con un segno di croce dinanzi alla vista delle molteplici
cupole delle chiese della città loro meta.
Qui, in una struttura veramente imponente che può
dare asilo a migliaia di persone, i pellegrini ricevono
l’ultimo timbro sulla Credencial, prima di consegnarla
all’Officina del Peregrino e ricevere la Compostela
che testimonia l’avvenuto Camino. Si scende verso
il centro storico attraverso le strette “ruas“
ovvero vie, fino ad arrivare alla facciata della cattedrale
romanica in Praza do Obradoiro (dicitura in lingua galega)
o Opera d’oro, mentre le altre piazze a nord, sud
ed est sono le altrettanto importanti Praza de Acibecheria
, Praza das Praterias dedicata agli argentieri e Praza da
Quintana sulla quale si apre la Porta Santa.
Ci sono dei gesti simbolo che i visitatori fanno all’ingresso
della chiesa, quali il battere il capo sulla statua del
Maestro Matteo, ma la nostra guida ci ha dissuasi dal cadere
nelle credenze popolari e ci ha invece invitati ad abbracciare
la statua lignea rivestita d’oro dell’Apostolo,
posta dietro l’altar maggiore seguendo un percorso
prestabilito.
Tratto da uno dei 23 pensierini di G.L.B.
”…Sull’altare
grandiosa apoteosi
del Santo che sovrasta il tabernacolo
grandi figure, ori strepitosi
offrono al pellegrino un gran spettacolo…”
La
Cattedrale, dall’imponente facciata in stile barocco,
costruita tra i secoli XI e XII voleva essere il più
grande tempio cristiano dell’epoca. Ancora oggi le
sue proporzioni tolgono il fiato: nell’interno romanico
la pianta a croce latina misura 97 per 65 metri e le volte
si innalzano fino ai 22 metri!
Abbiamo la possibilità di ammirarla dall’interno,
con calma, soffermandoci nelle varie cappelle per gustare
la loro dimensione artistica ed anche spirituale.
Come ogni turista che si rispetti al termine del giro culturale
ci lasciamo affascinare da quello culinario prima e di acquisti
dopo, avendo tutto il pomeriggio a nostra disposizione:
occasione da non lasciarsi sfuggire!
Per quanto riguarda la cucina galega, oltre all’ottimo
pulpo a feira - polipo squisito - abbiamo assaggiato i berberechos,
una sorta di piccole vongole, ed i pimientos de Padron,
dei peperoncini verdi solitamente serviti come antipasto
e che si mangiano con le dita: uno o forse due tra questi
è Piccante ma Piccante (notare la P maiuscola! Provare
per credere!) Tra i formaggi trionfa la “tetilla“
a forma di ...! nelle diverse stagionature.
La Tarta de Santiago, a base di mandorle, è il dolce
tipico della zona, mentre il vino Ribeiro sia blanco che
tinto, disseta, ammiccante, i commensali!
Le vie della città offrono molto ai turisti ed anche
noi Grandisti ci siamo lasciati attrarre dai gioielli realizzati
con l’Azabace una pietra dura denominata ambra nera,
o dai pizzi realizzati al tombolo da mani esperte che muovono
i fuselli a velocità sorprendente!
La giornata è quasi terminata, abbiamo saziato i
nostri occhi con immagini uniche al mondo, addentrandoci
nella storia e nella cultura della Galizia ed anche la nostra
fame con tutto ciò di buono questa terra può
offrirci; non ci resta che scambiarci la buonanotte dopo
le solite quattro chiacchiere tra amici, una volta rientrati
al campeggio.
MARTEDI’
16 MAGGIO 2006
COSTA
DELLA MORTE
Oggi
si viaggia seduti comodamente sul bus gran turismo, seguiti
da una guida galega, per un giro di complessivi 200 km o
poco più verso la costa nord ovest della Galizia,
detta “Costa da Morte“. E’ una landa a
prima vista selvaggia con strade sinuose che seguono l’andamento
della costa stessa spesso a picco sul mare. Incontriamo
qualche villaggio di pescatori ed alcune strutture ricettive
per il turismo in posizioni decisamente affascinanti.
Prima sosta, mentre il tempo promette poco di buono con
ventate fredde e pioggia insistente, a Muxìa piccolo
centro posto su una baia. Per rigenerarci dal freddo e prima
di affrontare le … intemperie, molti di noi si riscaldano
con un buon caffè - niente a che vedere con quello
italiano naturalmente - e con un gradevole “bocadillo“
un panino appetitoso con prosciutto od altro … .
Ci spingiamo più avanti su una lingua di terra che
ospita uno dei luoghi sacri e più celebrati della
Galizia: il Santuario de Nuestra Señora de la Barca.
A lato del Santuario delle pietre particolari, legate a
leggende ed antiche credenze, come la pedra da abalar ,in
un punto, la pietra, larga 90 m, è sottile solo 30
cm e sembra che saltellandovi sopra la si possa far ballare
(abbiamo provato ma ... non abbiamo sentito sussulti!)
Un’altra leggenda racconta che appoggiandosi ad una
particolare pietra, passi il mal di schiena e ponendo il
capo in un particolare incavo della roccia passi l’emicrania,
chi da una parte chi dall’altra abbiamo provato tutti,
talvolta le credenze popolari potrebbero essere …
valide!
Raggiungiamo Cabo Fisterra , la località più
celebre della Costa da morte. Gli antichi romani ed i pellegrini
medioevali credevano di trovarsi qui alla fine della terra,
finis terrae. Arriviamo fino al faro avvolti nella nebbia
e la nostra sensazione non è stata molto diversa
da quella degli antichi. Ci siamo spinti sullo sprone roccioso
fino a poco, ma veramente poco, dall’oceano che non
era del tutto tranquillo ed anche qui abbiamo dispiegato
la nostra bandiera de la Granda che, gonfiata dal vento,
ha fatto da sfondo ad una infinità di fotografie.
Dopo la pausa pranzo proprio al paese di Fisterra, riscendiamo
verso la zona nord delle Rias Baixas che ebbero origine,
si racconta, quando Dio dopo la creazione del mondo, si
riposò posando le dita della sua mano su queste terre
della Galizia!
Incontriamo il paese di Carnota con la sua bella e lunga
spiaggia di 8 km, ed il celebre Horreo: è il tipico
granaio della Galizia, (se ne vedono molti ai bordi delle
strade) a base rettangolare, sopraelevato per difendere
le granaglie dall’umidità e dai roditori. Questo
di Carnota è lungo ben 35 m. invece dei soliti 3
o 4 m. e poggia su 22 coppie di pilastrini in granito! Sopra
il tetto può esserci sia la croce che altri simboli
della fertilità.
Nel corso della giornata per nostra fortuna il tempo è
volto al bello e la tappa al paesino di Muros ci invita
ad una bella passeggiata al sole. Muros è uno dei
villaggi più pittoreschi della costa. Al porto attraccano
pescherecci ed anche noi abbiamo assistito all’arrivo
di alcuni di essi. Il paese al suo interno mostra una serie
di vicoletti intricati ed un porticato sotto al quale si
racconta, gli uomini, una volta, si sedessero davanti alle
varie taverne per ammirare le belle donne galege passeggiare
sul lungomare! Rientriamo lentamente verso “casa”,
cioè Santiago, attraversando la località medioevale
di Noia. Arriviamo al campeggio molto soddisfatti della
giornata, felici di essere stati scarrozzati per le strade
della pittoresca Galizia. Dopo cena importantissima riunione
per concordare le strategie per l’indomani mattina
presto … molto presto, con una GRANDA SORPRESA!
MERCOLEDI’
17 MAGGIO 2006
DA
SANTIAGO DE COMPOSTELA A RIBADESELLA
(sosta a Ribadeo)
Durante
la riunione della sera precedente è stato tutto concordato
fin nei minimi particolari: circa un quarto d’ora
prima delle 7 (orario straordinario per gli spagnoli) il
camper n. 24 uscirà dal campeggio e chiamerà,
via CB, tutti gli altri in rigoroso ordine numerico, uno
alla volta per non fare rumore e non disturbare gli altri
ospiti del camping. Tutto fila liscio fino alla chiamata
del camper n.13, fam. Grazia, che non da segni di vita.
“Lo spingiamo”, si sussurra, “così
si metterà in moto”. Tentativo fallito e panico
generale … abbiamo in programma un impegno MOOOLTO
importante a cui non possiamo assolutamente arrivare in
ritardo!
Risolve la situazione il n.15, Armari Riccardo, di professione
meccanico, che sale sul mezzo in avaria, si mette al volante
e con qualche singhiozzo il motore si avvia, partito!
Ci dirigiamo, silenziosi, molto serrati e compatti verso
il centro storico della città per arrivare in parata
… in Praza do Obradoiro fin sotto la Cattedrale! Si
appostano cineoperatore e fotografo, la colonna sfila accanto
a loro, accerchiando due ragazze che si godevano la solitudine
delle prime ore del mattino, sedute al centro della piazza
stessa (di li a poco se ne andranno).
Sotto lo sguardo vigile e consenziente della Guardia Municipal,
ci allineiamo in ordine l’uno accanto all’altro:
fuori lo striscione, la bandiera e tutti gli equipaggi:
FOTO STORICA!! Riceviamo numerosi messaggi e telefonate
di congratulazioni da tutti coloro che da casa ci hanno
seguiti nella nostra “ impresa” tramite la Web
Cam, tra cui il nostro Presidentissimo Beppe Tassone e numerosi
amici de la Granda. Siamo il primo Camper Club che sfila
in questa splendida Piazza. I tempi previsti dalle numerose
scartoffie, riempite qualche giorno prima presso gli uffici
di polizia da Marco e Vitto, stanno per scadere: entro le
8 dobbiamo andarcene, ancora qualche foto, qualche abbraccio
e di nuovo sulla strada.
Da
un pensierino di G.L.B.
” … e tu Santiago mio de Compostela
osservando dall’alto tutto quanto,
per questo fatto accendi una candela
benedicendo tutti con rimpianto …”
Salutiamo
la piazza, la Cattedrale e Santiago, riprendiamo la strada,
parliamo ancora ai baracchini della nostra bella esperienza,
guidando tranquilli e sereni. Sosta caffè con ulteriore
intoppo per il camper n.13 che non riparte se non con l’aiuto
dei cavi del n.17 (il giorno 17 è in panne il camper
n.13 e lo aiuta il camper n.17, forse bisognerebbe giocare
al lotto questi numeri ?). La pausa forzata è stata
occasione per una bella e sostanziosa merenda di gruppo:
torte e baguettes acquistate da Vitto direttamente in un
forno e salumi e vino offerti dalla gentilezza di molti
equipaggi.
Per risolvere il problema del camper n. 13 non rimane altro
che comperare una nuova batteria.
La fortuna ci assiste, nonostante il giorno festivo per
la regione, troviamo un’officina con batteria nuova
ed il proprietario che gentilmente si presta a fornirci
la sua attrezzatura e così il nostro Riccardo, anzi
RiccardoS (lui spagnoleggia mettendo la S finale ad ogni
parola) completa l’opera e con gran soddisfazione
di tutti, si riparte.
Siamo diretti, come dal nostro programma, in una bellissima
giornata di sole, a Ribadeo alla Praya As Catedrais cioè
alla spiaggia delle cattedrali che deve il suo nome al fatto
che a causa dell’erosione, le monumentali formazioni
rocciose ricordino una cattedrale gotica. Questo spettacolo
della natura si può ammirare al meglio con la bassa
marea e noi siamo arrivati per l'appunto con … la
bassa marea! Che tempismo!
Tutti scalzi sulla sabbia a passeggiare tra una roccia e
l’altra come fossero i portali di una cattedrale.
E le nostre scarpe? Che fine hanno fatto? Sono servite per
scrivere sulla sabbia un bel “La Granda“ alla
cui scrittura hanno collaborato, prestando le proprie calzature,
anche delle turiste di passaggio!
Dopo una bella sosta pranzo sulla riva del mare, si riprende
il viaggio.
Sarà la levataccia del mattino, il sole o il ricordo
delle belle emozioni di oggi, ma la voce ufficiale delle
ripetitrice giunge un po’ offuscata, la spiegazione
di Daniela, n.12, è un laconico “me cala la
palpebra!”.
“Ancora uno sforzo ragazzi… siete stati bravissimi,
serrate, serrate, compattatevi“ sollecita Pier ed
ecco finalmente siamo arrivati alla sosta serale a Ribadesella,
Camping Ribadesella.
Piccola riunione del dopo cena tutti insieme riuniti per
sentire i programmi dell’indomani, qualche barzelletta
di RiccardoS e per gustare i pasticcini che gentilmente
i sigg. Grazia hanno offerto a tutti noi per ringraziarci
della pazienza e dell’aiuto morale che abbiamo dato
loro nell’enpasse odierno. Ancora una volta i Grandisti
partecipanti a questo viaggio hanno dimostrato di essere
un gruppo unito e solidale.
GIOVEDI’
18 MAGGIO 2006
DA
RIBADESELLA A BILBAO
( soste varie per approvvigionamento e riposo)
Il
cielo al momento della partenza è grigio, più
tardi il sole si farà vedere e gustare per tutto
l’arco della giornata. Per rimanere fedeli al nostro
ritmo di viaggio, scegliamo il percorso che sulla cartina
geografica è contrassegnato dal colore giallo contornato
di verde, cioè strada panoramica. Questa ci porta
sulla riva dell’Oceano Atlantico, attraversando quasi
a passo d’uomo (la desiderata sosta, per la nostra
carovana, è pressoché impensabile) paesini
come S. Vincente de la Barquera e Santillana del Mar. Anche
se lo sguardo a questi luoghi è veramente fugace,
ne assaporiamo, strada facendo, la bellezza e la tranquillità.
La nostra marcia, volutamente lenta e rilassante, ha fatto
sì che l’ora della sosta e del pranzo sia ormai
molto vicina. Detto fatto, si rientra in autostrada e, quasi
in astinenza da supermercato, ci fermiamo ad un lussureggiante
Carrefour, che sarà la base per la spesa, il pranzo
ed il rifornimento carburante! (Grande lavoro di traduzione
spagnolo/italiano per Marco al fine di poterci far riconoscere
i vari tipi di Chorizo, di formaggi vari, di empanadas e
non ultimo per interpretare la tesserina del concorso dataci
alla cassa … ma nessuno ha vinto!)
L’avvicinamento a Bilbao lo si fa in autostrada per
accelerare i tempi e lasciando alla nostra sinistra la penisola
di Santander, con la famosa spiaggia di El Sardinero, nella
regione della Cantabria.
Abituati ad una andatura piuttosto lenta in strade con traffico
limitato, sulle quali la nostra lunga carovana destava curiosità
e riceveva i saluti da parte dei vari automobilisti ed abitanti
del luogo, ora in autostrada ed in avvicinamento ad una
grande città, dobbiamo essere… “più
veloci, non così lunghi, serrati tra di noi altrimenti
i camion ci rimontano … !!!“.
Queste sono le battute che si sentono via CB, sempre spronati
ed incalzati dalla nostra simpatica “coda“ ovvero
il camper n. 24 che con il suo vocione cerca di tenerci
sempre uniti (anche per ragioni di sicurezza) quasi come
un “grande“ zio che porta a spasso i suoi nipotini.
Ognuno di noi avvisa il vicino di colonna degli eventuali
sorpassi o lo invita a mantenere la distanza dagli altri
camper. Il simpatico n. 5 sembra voler persino spingere
chi gli sta davanti e così è tutto un ping-pong
di simpatiche ed esilaranti battute!
Da un pensierino di G.L.B.
”…Si
litiga col camion delle angurie
che in dieci tentativi di sorpasso,
non riesce a superar quello davanti,
e quando sembra aver ceduto il passo
con nuova freccia frega tutti quanti …”
Si
esce finalmente dall’inferno dei camion in sorpasso
per arrivare al mare, percorrendo diversi km in discesa
su una strada piena di tornanti, ma anche di profumati boschi
di abeti e faggi. A volte, uscendo dalle curve, ammiriamo
delle bellissime insenature e tanti, tantissimi fiori..
Arriviamo a Gorliz, circa 15 km dal centro di Bilbao, dove
troviamo il nostro campeggio, “Camping Arrien“,
che ci chiede un’ultima fatica. Dobbiamo salire per
una rampa piuttosto ripida “da fare con il motore
allegro” dicono gli esperti. Una volta arrivati davanti
ai nostri occhi si presenta un bel prato verde tutto per
noi! Finalmente!
Sistemati i mezzi, data l’energia elettrica a tutti,
sulla lavagnetta delle notizie compare la scritta “Ore
20 cena sull’erba”.
Infatti tutti, ma proprio tutti, ci ritroviamo con sedie,
tavoli e cibo a profusione, per non parlare dei vini di
tutti i colori e tutti i sapori che compaiono sulle tavole
imbandite … Nostro gradito ospite è pure il
sole, che ci riscalda in un cielo senza neppure una nuvola.
Cena ottima e variegata ed i festeggiamenti da parte del
Gruppo a noi tre del camper n.1 sono stati un’inaspettata
sorpresa che ci ha regalato molta emozione. Anche i nostri
due amici Buk e Skippi, i due cani rispettivamente degli
equipaggi n.6, fam. Tomasello e n.22, fam. Galante, sembra
vogliano far festa con noi guardandoci come a dire: ”ma
come si divertono questa sera questi… umani!“.
La classica ciliegina sulla torta è offerta dall’idea
di Alberto Demarchi: “…uomini, andiamo noi questa
sera, tutti insieme, a lavare i piatti!” Detto fatto
… le signore preparano bacinelle stracolme di piatti,
pentole e stoviglie varie e naturalmente grembiulini legati
in vita, tra risate, incitamenti e, dopo il controllo di
una apposita commissione, anche gli uomini vengono promossi
“lavatori di piatti“.
Da un pensierino di G.L.B.
”…Pari opportunità, che gran goduria
veder uomini tanto indaffarati
a nettar piatti con tanta lussuria
fino a renderli lucidi ed asciugati …”
VENERDI’
19 MAGGIO 2006
BILBAO
Bilbao,
la più grande città dei Paesi Baschi (Bilbo
in lingua basca), ci è presentata da una brava e
simpatica guida italiana, residente in Spagna da circa 20
anni, Massimiliano.
Più che una spiegazione tecnica dei monumenti della
città e delle varie strutture della stessa, Massimiliano
ha voluto farci entrare nella storia vera del luogo, ci
ha illustrato la metamorfosi della città ora considerata
culturalmente dinamica e ricca di vita.
Dal verde balcone della collina di Begoña, con la
Basilica di Nuestra Señora di Begona, che domina
Bilbao, ci ha tracciato i confini della città divisa
in due dalla Ria de Bilbao (il fiordo di Bilbao), ci ha
indicato l’esatta ubicazione dei luoghi che caratterizzano
la città e, più tardi, ci ha dato l‘opportunità
di consumare una raffinata colazione in uno dei locali tipici
immersi nel verde. Ci ha fatto scendere nel cuore pulsante
della città, percorrendo, come in una passeggiata
senza tempo, le sette vie del centro storico (Siete Calles)
e la Gran via, portandoci davanti al teatro dell’opera,
alla Catedral de Santiago, alla chiesa di San Nicolas de
Bari ed al ponte dell’ Arenal che congiunge la città
vecchia con la città Nuova..
Per quanto riguarda la parte moderna della città,
passando attraverso la “Passerella di Calatrava”
siamo arrivati davanti al Museo d’Arte Contemporanea
Guggenheim inaugurato nel 1997 e progettato dall’architetto
americano F. Gehry. Massimiliano ci ha raccontato fin nei
minimi particolari la storia di come è nata l’idea
di questa imponente opera architettonica, somigliante allo
scafo di una nave, e della sua realizzazione. Sia in questo
caso che in tutte le altre spiegazioni la nostra guida,
con il suo modo di gesticolare, il suo sguardo, il suo tono
di voce volutamente modulato a seconda delle circostanze,
ci ha reso questa visita indimenticabile sotto ogni aspetto.
Ci ha svelato il motivo di questo suo parlare e di questo
suo comportamento da … teatrante, infatti è
proprio un insegnante di recitazione teatrale!
Il pranzo è previsto in un bel ristorante del centro
storico dove abbiamo potuto assaggiare le specialità
basche: Atun (tonno pescato nell’oceano) bacalao,
chuleton de buey (simile alla nostra fiorentina) formaggi
con marmellata di mele cotogne e “la cidra”
distillato di mele, leggermente alcolico che viene spillato
direttamente da una spina collegata ad una botte, da cui
esce con un potente getto. Alcuni di noi si sono cimentati
più volte cercando di riempire il proprio bicchiere,
questa operazione, viene proprio chiamata il “rito
del sidro”. Dopo questo lauto pranzo, il gruppo si
è diviso ed alcuni sono andati a visitare il Museo
Guggenheim altri invece, con Massimiliano sono andati a
Portugalete a vedere una moderna “teleferica“
basculante che porta le autovetture ed i bus da una parte
all’altra del fiume! Rientro in campeggio e, per molti
di noi, compreso Buk, un bel bagno in mare che dista dalla
nostra postazione circa 600-700 metri.
Da un pensierino di G.L.B.
”…
Osservo un cane che” spintaneamente”
viene lanciato in acqua dal padrone
là dove l’onda sembra più veemente:
scompare, ricompare, è già un campione …”
Dopo
cena tranquillo: chiacchiere e risate. Prima di andare a
letto abbiamo gonfiato i palloncini colorati da attaccare
al camper n.23, sempre in gran segreto, perché il
giorno 20 cioè domani, sarà il loro anniversario
di matrimonio!
SABATO 20 Maggio 2006
DA
BILBAO A LOURDES
(sosta a Guernica)
Usciamo,
sempre ordinatamente e con calma, dalla città per
riprendere la direzione giusta verso Lourdes che raggiungeremo
in serata. Come al solito interpretiamo la carta geografica
a nostro piacimento, scegliendo le stradine meno frequentate
e più panoramiche. Raggiungiamo l’oceano, ne
costeggiamo un fiordo immersi in una natura rigogliosa,
carica di tutti i suoi frutti migliori di questa tiepida
primavera e gli alberi di ciliegie che costeggiano la nostra
zigzagante strada sembra ci invitino ad allungare una mano.
Risaliamo, questa volta in un panorama di montagna. Sembra
che la montagna stessa cada direttamente nelle acque dell’oceano,
creando insenature e baie, rese ancora più spettacolari
dalle onde che si infrangono, creando una delicata schiuma
bianca.
Nelle curve della stretta strada, la colonna dei camper
scompare e ricompare in continuazione, la si intravede dietro
a pini, si nasconde di lato ad una vecchia chiesa fino a
ricomparire in qualche tratto in discesa o durante l’attraversamento
di un ponte. Per i nostri fotografi, speriamo che scattino
le foto solamente i navigatori, i soggetti sono molteplici
e variegati.
Su proposta di Marco e dopo la sua spiegazione storica,
ci fermiamo a Guernica (in lingua basca Gernika) città
martire durante la guerra civile spagnola e rasa al suolo
per espressa volontà di Hitler e di Francisco Franco
il 26 aprile del 1937, un lunedì, giorno di mercato,
e perciò luogo molto affollato. Visitiamo il “Museo
della pace”. La tragedia è rievocata nel museo
con un supporto audiovisivo ed un gioco di luci e specchi
molto coinvolgenti. In altre sale ci sono raffigurate anche
tutte le speranze di pace per le popolazioni attualmente
in guerra. La tragedia di questa città spagnola,
massacrata, si ritrova anche nel quadro di Picasso “Guernica”
che raffigura l’accaduto come un incubo.
Da un pensiero di G.L.B.
”
… Picasso ce ne mostra la ragione
nel suo capolavoro complicato,
noi ci sentiamo alquanto in confusione
come davanti ad un percorso intricato …”
Si
riprende il percorso con ancora nel cuore quelle immagini,
ci aspettano diversi km e la sosta carburante, che effettuiamo
tutti assieme all’ultima stazione di servizio spagnola
prima del confine con la Francia. Ancora una volta scegliamo
la strada statale anziché l’autostrada (a noi
decisamente invisa). Da questo momento in poi inizia il
divertimento per gli equipaggi del n.1, del n.12 e del n.
24 e, penso, anche di tutto il resto della colonna.
Le rotonde, utili per snellire il traffico, si susseguono
l’una all’altra e per dare le indicazioni alla
colonna bisogna “titolarle” per renderle riconoscibili.
Le denominazioni seguono percorsi veramente fantasiosi,
visto che ne troviamo a decine: rotonda con alberelli, con
erbetta, con bandiere, con operai che lavorano, con niente,
con sassi, con palo lungo lungo … e così via.
I ripetitori, lo si capisce dal tono della voce, trattengono
a stento risolini e ripetono accentuando le descrizione
impartite dal n.1 per renderle ancora più comiche
ed ironiche.
Dopo tanto lavoro arriviamo finalmente a destinazione al
campeggio Plein Soleil di Lourdes, sistemandoci anche in
questo caso su un bel terreno erboso.
La riunione programmatica è compito questa sera di
Gianluigi Bonardi che ha frequentato questo Santuario molte
volte come scout e come volontario e ci può quindi
spiegare come si svolgerà la nostra giornata di domani.
DOMENICA
21 MAGGIO 2006
LOURDES
( e fiaccolata)
Tutti
in bus sino al santuario, si dividono solo i signori Tomasello:
Buk rimane in camper con il suo padrone Paolo.
Arrivando sul grande piazzale dell’esplanade ci accorgiamo
subito dell’avvenimento eccezionale. Oggi c’è
il pellegrinaggio mondiale delle forze armate per cui la
folla è veramente numerosa: troviamo divise di tutti
i generi e di tutte le nazioni che sfilano in ordine con
le loro bandiere più o meno medagliate a tempo di
marcia.
Da un pensiero di G.L.B.
”…
ai camperisti, senza una divisa,
spetta il ruolo di austeri pellegrini …”
Si
assiste alla S. Messa, si compie il tradizionale giro alla
basilica e davanti alla grotta, ci si concentra e si offre
un cero.
Su proposta della fam. Piccone, per quanti di noi riescano
ad incontrarsi, data l’alta affluenza di persone,
ci incontriamo con Fabio, un volontario che presta la sua
opera all’interno del Santuario, che ci porta a scoprire
la parte viva e pulsante del Santuario stesso.
Ci racconta la vera storia della vita di Bernadette, come
è nato e come è cresciuto negli anni questo
luogo.
Ci spiega come si svolge la vita di chi vi abita, di chi
vi lavora e come ci si impegna per accogliere la miriade
di pellegrini che convergono qui in tutte le stagioni dell’anno
e non ultimo, di come egli, con la propria famiglia professi
la sua fede ed il suo lavoro, in seno a questa struttura
religiosa.
Una volta rientrati in campeggio ci riuniamo per la duplice
festa che coinvolge la fam. Casazza: il compleanno del genovese
Renzo e l’anniversario del suo matrimonio con Giovanna.
Tutti apprezzano i pasticcini che offrono e ci congratuliamo
con loro per i bei traguardi raggiunti!
E’ arrivato il momento dei ringraziamenti reciproci,
dei saluti, dei complimenti, dello scambio di indirizzi,
dei numeri di telefono.
Una parola per tutti, un grazie sincero a tutti, perché
ognuno ha collaborato, senza risparmiarsi, affinché
il nostro cammino fosse privo di difficoltà.
Ci aspetta in serata la processione con le fiaccole al Santuario
ed ancora una volta i Grandisti partecipano compatti e con
commozione al degno epilogo del nostro splendido viaggio!
Da
un pensiero di G.L.B.
”…
vicino a noi francesi ed africani,
italiani, svedesi, finlandesi,
spagnoli, ungheresi ed egiziani,
polacchi ,slavi, cileni e cinesi
uniscono i pensieri nella fede
con parole che sembran tutte uguali …”
LUNEDI’
22 MAGGIO 2006
LA
PARTENZA
Prima
delle partenze l’ultima sorpresa: appiccicati al parabrezza
del nostro camper troviamo 24 variegati bigliettini, cosa
saranno?
Il poeta, al secolo Gianluigi, ha liberamente tradotto i
nomi ed i cognomi di ogni componente del gruppo in spagnolo,
aggiungendo ad ognuno un aggettivo, sempre in spagnolo,
un po’ fantasioso e che ne rendesse una particolarità.
Alberto De Marchi li ha stampati a caratteri diversi ed
un po’ strambi: ognuno di noi si è appropriato
del suo, leggendolo e commentandolo con gioia.
Bellissimo questo regalo finale …GRAZIE POETA!
Ed
allora firmo questa mia cronaca con il nome che tu hai pensato
per me:
DOÑA
VITTOREÑA KUCHIOSA DE LA DECORACION
Ovvero
Nirvana Kucich Carion che ha viaggiato nel camper n. 1 con
il marito DON VITO CARIONES DE LA MANCHA ovvero Vitto Carion
ed il figlio DON PEQUEÑO MARCOS DE L’ESPLICACION
ovvero Marco, nostra guida e traduttore ufficiale.
Tutti e tre abbiamo avuto il piacere e l’onore di
condurre il fantastico Gruppo di 24 camper e 49 Persone
attraverso la Francia e la Spagna sulle strade del viaggio
de “La Granda tra Fede e Conoscenza 2006 “.
|