DA SANTIAGO A LOURDES, TRA FEDE E CONOSCENZA"
CRONACA DEL VIAGGIO

di Nirvana Kucich

E’ la mattina del 5 maggio 2006, si parte.
Non è una partenza come tante altre, ci apprestiamo a percorre un tragitto di strada, anzi di storia, importante, pieno di contenuti e … speriamo gradevole anche per i compagni di viaggio che un po’ alla volta stiamo per conoscere.
Il nostro camper è abitato da tre persone: Vitto, Marco e Nirvana, tutti e tre molto impegnati, in campi diversi, nella realizzazione del tour, preparato minuziosamente in ogni suo aspetto in collaborazione con l’ Agenzia Happy Tours per conto del Camper Club la Granda !.
Percorrendo l’autostrada A4, incontriamo altri equipaggi con i quali condividiamo gran parte del tragitto che ci porterà a Carcassone (Francia), punto di ritrovo di tutto il gruppo.

Arriviamo a Carcassone nel pomeriggio del 6 maggio sotto una pioggia torrenziale, dopo il nostro si susseguono altri arrivi oltre agli equipaggi già sul posto. Seguiamo telefonicamente la disavventura di un equipaggio fermo a 70 km. dal campeggio che, erroneamente, ha riempito il serbatoio del carburante con benzina anziché diesel, cercando di rincuoralo e spronarlo a non darsi per vinto ma di cercare, nel più breve tempo possibile, la soluzione al guaio capitato.


DOMENICA 7 MAGGIO 2006

CARCASSONE

Dopo il diluvio notturno ci svegliamo illuminati da un bel sole !
Tutto pronto per la prima riunione programmatica: Vitto chiarisce brevemente il programma, dà le indicazioni di massima per il viaggio in colonna, per le manovre che si renderanno necessarie al momento delle soste e dei parcheggi, per una sistemazione ordinata e razionale, dato che sono previste anche soste in paesi molto piccoli..
Arriva il momento di Marco che illustra, con entusiasmo e competenza, il valore storico – artistico del viaggio facendo un breve excursus sulle principali caratteristiche dei luoghi in cui ci fermeremo, seguendo una apposita e dettagliata cartina geografica di tutto il Camino.
Si da il via alla “ pesca “ del numero di colonna che via via si viene formando.
Ogni equipaggio, letto il proprio numero, che verrà ben esposto sul davanti e sul retro del camper, si presenta ai nuovi amici, cosicché fin dall’inizio, riusciamo a riconoscerci più facilmente.
Arriva la bella notizia che anche l’equipaggio rimasto in panne, ha risolto in maniera artigianale –fai da te – il problema e si appresta a raggiungerci; l’ironia della sorte ha voluto che gli fosse assegnato in numero di colonna …..17 ! Ma i signori Rinaldi hanno accettato di buon grado la sorte considerando che, in altre occasioni, tale numero è stato a loro favorevole!
Come sempre nella colonna ci sono dei numeri fissi n.1 il “capogruppo” – n.2 il “vicecapo” – n.12 a metà colonna che funge da “ripetitore”, ed il n. 24 la cosiddetta “scopa” che dalla sua postazione terminale ci controlla e ci conta!
E’ già ora di iniziare le nostre visite, con il bus ci dirigiamo verso la “ Citè “.
Carcassone è una cittadina medioevale circondata da mura e torrioni, patrimonio dell’Unesco, che la nostra guida - Chaterine - ci accompagna a visitare, un po’ infastiditi dalle sferzate di un dispettoso vento primaverile. Le vie della fortezza sono molto suggestive ed ogni angolo ci riserva qualche bella inquadratura per le nostre macchine fotografiche e le telecamere che da oggi in poi non avranno più sosta! La serata prevede una cena tipicamente francese in un locale della Carcassone nuova, ed è cosi che sui nostri piatti compare la tradizionale “ canard “.
Rientriamo in campeggio, all’indomani mattina la sveglia sarà di buon’ora, ci aspetta il primo “tappone “ fino a Roncisvalle per dare il VIA ufficiale al nostro CAMINO !

LUNEDI’ 8 MAGGIO 2006

DA CARCASSONE A RONCISVALLE (sosta all’Alto de Ibañeta)

Come in un condominio di città, fin dal mattino presto, si accendono ad una ad una le luci dei singoli appartamenti, cosi alle 6 di un fresco mattino nel campeggio “A l’ombre des Oliviers “ si accendono le luci dei nostri 24 camper, dapprima quelle degli interni e poi quelle di posizione, segnale inequivocabile che si è tutti pronti per la partenza: percorreremo il Camino francés fino a Santiago de Compostela partendo da Roncisvalle che distano tra di loro oltre 800 km.
Si provano i nostri “baracchini“, tutti rispondono con solerzia ed inizia così quasi un rito propiziatorio quotidiano per il viaggio: la conta dal n. 1, fam. Carion, al n. 23, fam. Casazza, da parte del camper n. 24, fam. Lanfranco, che terminato il proprio compito, si mette in coda alla colonna.
Si fa anche gasolio per viaggiare tranquilli e si controllano i tempi impiegati: 25 minuti circa, faremo di meglio!
Inizia il nostro viaggio: le prime conversazioni sono tutte improntate ad argomenti seri ed a cercare di fare conoscenza tra di noi, per cui siamo ancora tutti molto misurati e ci stiamo studiando a vicenda … le confidenze sono rimandate di qualche giorno! Viaggiamo in terra francese in un giorno di festa nazionale, si commemora la fine della seconda guerra mondiale, per cui le strade sono abbastanza libere. Fin da subito affrontiamo una serie infinita di rotonde che ci permettono di avere una visione d’insieme della colonna, che si snoda leggera sotto ad una pioggerellina che in breve diverrà un vero e proprio acquazzone, giusto al momento della sosta caffè!
Tra i primi equipaggi con i quali si fa conoscenza, oltre al nostro simpatico singles Carlo (camper n.7), ci sono gli occupanti del camper n.5 i signori Rosso, molto orgogliosi del proprio mezzo, a sua volta “rosso“, che ha percorso circa 180.000 km.ed è ancora in perfette condizioni !
Anche in questo viaggio l’appuntamento più atteso al mattino è … il pensierino del “poeta” Gianluigi letto dalla “ voce”, ossia Ludovica che ci sprona al verso di

”… metti l’elmo camperista,
e il cavallo a quattro ruote poni in coda sulla pista …”

Attraversiamo il paese di Sant Jean de pie de Port, luogo dal quale inizia il Camino, sulla cui strada vediamo il primo pellegrino …a cavallo ed incontriamo anche la prima Concha (conchiglia), simbolo del Camino de Santiago, che troveremo lungo tutto il nostro percorso.
E’ qui che Marco, dal camper n.1, augura ai 49 pellegrini motorizzati “Buen Camino” o, come dicevano i pellegrini medioevali,

« Herrù Santiagu! Got Santiagu! Deus, adiuva nos »

La strada è stretta e s’inerpica in una serie infinita di irti tornanti, ed è da questo momento che il motore aspirato dell’ equipaggio n.14, fam. Traschetti, diverrà famoso nelle salite!
Arriviamo a Roncisvalle al termine di una discesa, davanti a noi si apre la vallata, ma non c’è tempo per ammirare il panorama, la nostra guida, Carolina, ci aspetta per portarci sull’Alto de Ibañeta, accanto al monumento ad Orlando ed alla croce di Carlo Magno. La temperatura si fa piuttosto fresca e le giacche a vento vengono immediatamente indossate. Ci soffermiamo a guardare l’eremo con la sua chiesa, la cui campana suona per indicare la strada ai pellegrini nei giorni di nebbia fitta ed il prato sul quale vengono lasciate, in segno di ricordo, le loro croci di legno.
Ora, come viatico a questo nostro viaggio, chi lo desidera può percorrere a piedi il tragitto che ci separa da Roncisvalle lungo il sentiero del Camino che passa nel bosco, (circa 1 km e mezzo) per essere così maggiormente immedesimato nella nuova emozionante avventura!
E’ la prima delle molte emozioni che hanno caratterizzato questo percorso !
A Roncisvalle visitiamo la Real Collegiata di Santa Maria (architettura gotico-francese), la sala capitolare ed andiamo a vedere da vicino l’ostello dei pellegrini, luogo di sosta dopo una lunga giornata di cammino. E’ stata lunga anche la nostra di giornata: al campeggio Urrobi, nel fondovalle immerso in un riposante prato verde, ci sistemiamo ed … accendiamo pure le stufe perché la temperatura sta scendendo! Dopo la riunione serale (altro elemento che scandirà quotidianamente il ritmo delle nostre giornate) ci diamo la buonanotte: questa sera non è il caso di soffermarsi in chiacchiere all’aperto … data la temperatura. Non dimentichiamo però, andando a dormire, di volgere lo sguardo alla meravigliosa stellata che brilla sopra le nostre teste!

MARTEDI’ 9 MAGGIO 2006

DA RONCISVALLE AD ESTELLA ( sosta a Pamplona e Puente la Reina e breve visita ad Estella)

Usciamo dal campeggio con il prato ricoperto dalla brina e con qualcuno che ci comunica che la colonnina del mercurio in nottata è scesa di alcuni gradi sotto lo zero!
Ci riscalda il cuore il Gianluigi-pensiero :

”…A noi , itineranti senza fretta,
la gioia di osservare le vallate
tutti compatti, sulla strada stretta,
presso gli armenti ancora surgelati…”

Percorriamo una strada illuminata dal sole, immersa nel verde, cinta a destra ed a sinistra da cespugli di fiori di vario tipo e colore, in lontananza si intravede un bosco di folti faggi e ai lati della
caretera, la freccia gialla e le Conchas de Santiago (entrambe simboli del cammino) già ci accompagnano!
Solo il percorrere questa strada …è una poesia !
Per rientrare nella realtà abbiamo quotidianamente il gazzettino delle notizie dall’Italia da parte dell’equipaggio n.8, fam. Piccone, che ci ragguaglia su tutto, dalla politica allo sport (Ah! la potenza dell’antenna satellitare! ).
Arriviamo a Pamplona, parcheggio già programmato nel piazzale dell’università pubblica e Carolina, la guida di ieri, ingaggiata in itinere data la sua disponibilità, ci porta a visitare la città.
Pamplona è la capitale dell’ex regno di Navarra. Qui visitiamo la Cattedrale, la piazza del Castello, le mura di cinta, l’Arena de toros ( terza più grande della Spagna ) ed il percorso dell’Encierro, la corsa dei tori che ogni anno si tiene durante le celebrazioni delle feste di S. Firmino ( tutti gli abitanti della città si vestono di bianco con berretto e foulard rosso al collo). Alla fine ci avanza pure il tempo per qualche spesuccia nella via a ciò dedicata, via Estafeta e per un caffè o una tortilla (ottima frittata con patate e cipolla) al bellissimo bar in stile liberty nella piazza principale.
Si riparte dopo il pranzo dal nostro parcheggio che nel frattempo si è riempito di vocianti studenti.
Arriviamo, sotto ad un sole che si fa sempre più caldo, in uno dei punti fondamentali del Camino: Puente la Reina, ponte sul fiume Arga, fatto costruire dalla regina Mayor di Navarra nel secolo XI, dalla caratteristica forma a dorso di mulo. E’ il punto in cui la maggior parte dei Cammini provenienti dal nord, centro e sud d’Europa si congiungono e si fondono con quello più conosciuto, il Camino Francés.
Parcheggiamo i nostri mezzi a lato della strada, sulla riva del fiume, ascoltiamo le spiegazioni che Marco ci da sull’origine del manufatto, sulla sua struttura, sulla sua importanza e sulle leggende che lo circondano. Entriamo in paese attraverso la calle Mayor, sul cui selciato luccicano, incastonate, le Conchas in ottone, per visitare la chiesa di San Giacomo nella quale troviamo la statua di Santiago Beltza cioè nero, aggettivo che si riferisce al colore che aveva quando fu ritrovata dopo un lungo periodo di abbandono.
La rituale foto che “il fotografo”- oltre che autista del camper n.11 fam. Rosso Luigi - ci scatta, è indimenticabile: tutti noi sul ponte, con la bandiera del Camper Club la Granda e le arcate del ponte che si riflettono sul fiume creano un effetto veramente spettacolare.
Ci dispiace quasi lasciare questo luogo incantato, lo facciamo con calma, ci giriamo ad una rotonda per tornare sui nostri passi e riusciamo così a sfilare lentamente salutandoci l’un l’altro per poi proseguire verso la prossima meta: Estella, dove pernotteremo al campeggio Lizzara. Prima della sosta definitiva, andiamo a visitare la chiesa di San Pedro de la Rua, aperta solo per noi. Qui seguiamo con molto interesse le spiegazioni in lingua spagnola della nostra guida Josè ( tradotte da Marco) sui significati delle figure presenti sulla facciata, sull’architettura romanica dell’interno e sul bellissimo chiostro del quale si conservano solo due ali. In una di queste possiamo ammirare una “colonna ritorta“ composta da quattro colonnine a cui è stato dato, dall’artista, un movimento tortile a spirale che crea un effetto ottico particolare: da qualsiasi parte la si guardi, si vedranno solo tre dei quattro elementi che la compongono! Anche questa sera, cartina alla mano, anzi sul parabrezza del camper, ci ritroviamo per la quotidiana riunione, programmando la tappa di domani.

MERCOLEDI 10 MAGGIO 2006

DA ESTELLA A BURGOS (sosta a Logroño e S. Domingo de la Calzada)

Si parte alle 8 … PUNTUALISSIMI … ! Siamo quasi dei cronometri svizzeri, non c’è nessuno che sgarri: all’uscita del campeggio si posiziona il camper n. 24 (Pier e Nevea) e con voce altisonante ci radunano ad uno ad uno.
Come sempre, cerchiamo di viaggiare su strade interne, con meno traffico, al lato delle quali corre il Camino che più volte si interseca con la statale stessa.
E’ percorso da numerosi pellegrini a piedi o in bicicletta, di tutte le età: ci salutano, noi rispondiamo con ampi gesti ma cercando sempre di portare rispetto alla loro fatica ed alla loro concentrazione.
Nel cielo volano cicogne dalle ampie ali, hanno costruito il proprio nido sulla sommità dei campanili, dei pali della luce ed … a loro, il nostro poeta – camper n.10 fam. Bonardi – ha dedicato alcuni dei suoi famosi versetti:

“…bella cicogna che voli per aria,
fatti filmare da noi camperisti
prima che un mondo pieno di aviaria
renda i tuoi voli più bassi e più tristi…”

Entriamo nella città di Logroño, capitale de La Rioja, che è una delle tappe intermedie del Camino e che ci siamo proposti di visitare nello spostamento che ci porterà in serata a Burgos.
Anche qui il parcheggio, già predisposto in precedenza, è gradevole: siamo in una zona verde, i nostri mezzi ci aspetteranno, durante l’ escursione, sotto agli alberi al fresco, visto che la giornata si preannuncia calda.
Il fiume Ebro attraversa la città di Logroño. Marco ci accompagna a vedere la Cattedrale de la Redonda con le barocche torri gemelle, fornendoci le relative spiegazioni storico artistiche, come per la visita alla Iglesia de Santiago con la statua del famoso ed imponente “Santiago matamoros“. Ai piedi della chiesa, in una assolata piazzetta, troviamo la Fontana del Pellegrino, alla quale ci siamo dissetati anche noi e disegnato sul selciato, una sorta di gioco dell’oca con le tappe del Camino da Roncisvalle sino a Santiago de Compostela.
Ma non solo d’arte e di cultura ci siamo nutriti in questa città, siamo nella patria dei vini della Rioja e molti di noi provvedono all’acquisto di qualche bottiglia di buon vino tinto.
Si riprende il viaggio dopo la siesta e passando sopra uno dei tanti ponti sull’Ebro usciamo dalla città per tornare a percorrere la nostra strada. Il cielo è sempre azzurro, ogni tanto qualche nuvola bianca si sposta velocemente. La strada corre e i nostri mezzi la seguono ordinati e compatti, è un continuo saliscendi che nasconde dietro ad ogni curva panorami riposanti ed inquietanti al tempo stesso! Macchie di colore si alternano al verde degli alberi … chissà se da lassù gli aerei di passaggio vedono il nostro serpentone che scivola sulla strada?
Ha ragione Gianluigi quando nel pensiero del pomeriggio - novità fresca di oggi - ad un certo punto ci cita:

” Rombo di camper sulla carretera …”

Altra tappa intermedia è Santo Domingo de la Calzada, dove prima di visitare la cattedrale dedicata al Salvatore, Marco ci ragguaglia sulla storia della città e sulla particolarità di questa chiesa che nel suo interno ha, ben custodito, un pollaio con un gallo ed una gallina vivi a ricordo di una vecchia leggenda che narra di una gallina che cantò dopo essere stata arrostita…!
In serata raggiungiamo Burgos, ci aspetta un bel campeggio - Fuentes Blancas - ed abbiamo una ottima sistemazione, tanto che decidiamo per una cena comunitaria: ed ecco che tavoli, sedie e tutte le possibili specialità culinarie che le dispense dei nostri camper fanno uscire, si dispongono a “elle” nel mezzo del prato. Non mancherà nulla: nella tarda serata il nostro coro, libretto alla mano, darà fiato alle corde vocali ed i vicini di tenda, dei turisti olandesi, ci fotografano ed accettano anche un bicchierino di grappa ! Dopodiché, la buona notte.
In gran silenzio gonfiamo dei palloncini colorati che legheremo al camper n.16 -fam. Mazzuccato- i cui occupanti, all’indomani, festeggeranno 45 anni di matrimonio … ssssssst non ci devono sentire !!!

GIOVEDI’ 11 MAGGIO 2006

DA BURGOS A LEON (sosta a Palencia e Fromista)

Benché dagli avvisi esposti quotidianamente sulla lavagnetta, la partenza per la visita alla città di Burgos fosse alle 9,45, oggi, alle 9, siamo già tutti pronti. Ne approfittiamo per cantare una canzoncina augurale ai festeggiati sposini e congratularci con loro per l’importante traguardo raggiunto, essi contraccambiano augurando a noi tutti di raggiungere la stessa … longevità di coppia! Ci porta per le strade della città della Castiglia Sergio, la nostra guida, che abbiamo paragonato ad un folletto per i suoi gesti, il suo modo di andare di fretta e di parlare molto spigliato.
La Cattedrale di Burgos lascia in tutti una sconfinata ammirazione. E’ stata detta la superba, la grandiosa, l’armonica, le sue guglie di filigrana di pietra, la scalinata dorata e il coro meritano una visita e noi, tutti insieme, non ci facciamo pregare ed andiamo a visitarla. Durante la passeggiata nel centro storico ci fermiamo d’innanzi alla porta principale della città, la porta di Santa Maria, con le statue di 6 personaggi celebri, poi passeggiamo lungo le vie e viuzze caratteristiche, soffermandoci nell’ultima tappa davanti alla statua di Rodrigo Diaz de Vivar … el Cid Campeador!
Si riparte nel primo pomeriggio seguendo il battistrada, ossia il camper n.1 e concludendo con il n. 24 che, fra esortazioni a “pestare il chiodo“ ed a … “compattare”, si lascia sfuggire quasi un complimento: “fra poco sarete perfetti come le frecce tricolori”. Tra le nostre tappe intermedie una particolare è stata quella nella provincia di Palencia, al cippo (naturalmente immortalato nelle fotografie) posto subito dopo uno stretto ponte a dorso di mulo sul Rio Pisuerga, che indica la strada del Camino. Poco dopo altra sosta, questa volta a Frómista. Il paese è piccolo, fa fatica a contenerci tutti, ma con l’aiuto dei posteggiatori ufficiali e tanta buona volontà, ogni camper viene sistemato. Ci fermiamo a visitare la chiesa di San Martin che Marco ci descrive come esempio di stile romanico: il suo interno è rigoroso e sobrio proprio come richiede tale stile. Riprendiamo la strada e vediamo qualche nuvolone all’orizzonte, ma non ci spaventiamo. La nostra destinazione finale della giornata è Leon, al campeggio Camino de Santiago a circa 20 km dalla città. Anche questo è un campeggio accogliente, spazioso e … veloci veloci ci sistemiamo e siamo subito pronti perché il bus ci attende per portarci in centro alla cena prevista dal programma.
Non crediamo ai nostri occhi: il ristorante è in un Parador - catena di superbi alberghi spagnoli in edifici d’epoca – il San Marcos. Incuranti del temporale che in quel momento si sta abbattendo sulle nostre teste, entriamo di volata all’interno del magnifico edificio storico per apprestarci ad una ancora più superba cena in una atmosfera a dir poco incantevole. Rientrando in campeggio con il bus i commenti relativi alla serata sono stati di “alto gradimento“ e si può quindi andare a riposare soddisfatti.

VENERDI’12 MAGGIO 2006

DA LEON A VILLAMARTIN DEL BIERZO ( sosta a Ponferrada )

La città di Leon ci accoglie con il sole e ci fa conoscere la nostra guida Patrizia, andiamo subito davanti all’imponente cattedrale, maestoso esempio di gotico spagnolo. Ci soffermiamo davanti alla facciata principale con il triplice portale, ma ciò che attrae ed incanta sono le meravigliose vetrate, una sorpresa di luce e colore che dall’interno risplendono fino a stupirci.
La chiesa di Sant Isidoro, gioiello romanico e Casa Botines, dell’architetto catalano Gaudì, costruita in un solo anno, sono gli altri punti focali del nostro breve giro. Ci piacerebbe poterci intrattenere per le vie della città ma in giornata abbiamo altri appuntamenti importanti, altri percorsi da compiere e quindi riprendiamo il bus alla volta del campeggio per riappropriarci dei nostri mezzi, salutando lungo il tragitto una famigliola di pellegrini, papà, affardellato da un pesante zaino e mamma che porta sulle spalle la figlioletta nell’apposito zaino: uno sguardo, un saluto ”Hola“ con un cenno di mano e tra di noi scatta un bell’applauso per il coraggio di queste persone.
Ormai ci siamo abituati anche al pensiero del pomeriggio, oggi alcune preziose considerazioni:

”…Camino de Santiago, ora pian piano
anche noi, camperisti vagabondi
andiamo riscoprendo mano a mano
il fascino prezioso che nascondi …”

Ci rimettiamo sulla strada, ogni tanto il camper n.3 - fam. D’Aloè - cameraman ufficiale, ci precede in maniera da riprenderci tutti mentre gli sfiliamo davanti, soprattutto lungo queste strade con ampie curve sia a destra che a sinistra: anche noi dal nostro finestrino ne approfittiamo per fotografare la colonna che procede regolare e compatta.
Le soste ogni tanto prevedono anche l’approvvigionamento viveri, ma per 24 camper è necessario trovare un parcheggio sufficientemente spazioso e, con un po’ di … fortuna ed una manovra repentina, anche oggi ci siamo riusciti. Come sempre, tempi ristretti e calcolati, ma le borse escono dal supermercato belle gonfie !
Altra sosta programmata da Marco è quella a Ponferrada, per visitare il Castello dei Cavalieri Templari. La sosta è accanto all’albergo del pellegrino, dove volendo, ma sapendo di barare, ci appongono il timbro del nostro passaggio sulla Credencial che terremo di ricordo. Il castello è stato la fortezza dei Templari ed una volta abolito l’ordine, è stato oggetto di litigi tra i nobili della città, mentre oggi è diventato l’orgoglio di questa piccola cittadina castigliana. Un giretto tra i bastioni, sui ponti, sulle mura dalle quali si gode la vista della città stessa e naturalmente le foto dal bastione più alto. Ancora un po’ di strada, sempre seguendo il Camino che a quest’ora è ormai deserto perché i pellegrini sono già tutti arrivati negli ostelli, guardandoci intorno, anche noi riflettiamo su questo nostro strano pellegrinaggio su ruote, strano si, ma molto coinvolgente come dal pensierino di Gianluigi

“…noi, itineranti,
assetati di storia e monumenti
inseguiamo il camino, sempre avanti
per nuove sensazioni e sentimenti….”

Procediamo verso il campeggio, Camping El Bierzo, che ci ospiterà in serata a Villamartin.
Il campeggio ci accoglie con buoni spazi ed il proprietario vedendoci arrivare, dapprima si mette le mani nei capelli (nei pochi capelli), poi visto con quale ordine e precisione ci siamo piazzati, ci fa i complimenti per l’ottima sistemazione! (grazie ai bravi posteggiatori n.2 Margaria Livio e n.12 De Marchi Alberto). Prendiamoci anche questo gesto di stima, fa proprio bene! In segno di amicizia il padrone del campeggio offre ai partecipanti alla tradizionale riunione serale, (che oltre ad illustrare il programma del giorno successivo è anche un valido momento di incontro e di confronto) una grappa del posto “Orujo“, della quale egli ne ha senza dubbio apprezzato più e più volte l’aroma !!!

SABATO 13 MAGGIO 2006

DA VILLAMARTIN DEL BIERZO A SANTIAGO DE COMPOSTELA (sosta a Villafranca del Bierzo e O’Cebreiro)

Per ordine perentorio del padrone del campeggio, silenzio assoluto fino alle 8 del mattino … alle 8,01 motori in moto e pian piano verso Villafranca del Bierzo altra mini-tappa di avvicinamento a Santiago. Si fanno subito al CB gli auguri ad un componente del camper n. 3, ovvero Lele, che oggi compie gli anni, sarà festeggiato a dovere in serata!
Oggi, come da programma, tocca il rifornimento carburante e qui, nostro vanto, battiamo tutti i record in fatto di tempo impiegato, solamente 16 minuti!!!
Arriviamo a Villafranca del Bierzo con le strade ancora deserte ed attraverso stretti vicoli cerchiamo, naturalmente nel centro del paese, un parcheggio adatto a noi: una garbata vigilessa viene incontro al nostro camper ed una volta dettole che in realtà non siamo soli ma in 24 … dopo un attimo di sgomento, data una veloce occhiata in giro, trova posto per tutti! La sua gentilezza e premura hanno ben meritato un gadget de la Granda!
Per caso, nella piazza alberata, passa un furgoncino pieno di profumate ed ancor calde baguettes, destinate forse a qualche negozio del luogo, sono state invece acquistate tutte, o quasi, da noi in attesa che apra una famosa ed antica cantina e si possano comperare, da un oste un po’ matto e caciaroso, bottiglie di vino tinto, blanco, dulce, prodotto rinomato della zona ed usato, si dice, nelle funzioni religiose della Città del Vaticano!
Ritorniamo a percorrere le strade della Galizia avvolti da un paesaggio che incanta: fiori, boschi, scorci di vallate verdi, cielo azzurro, pellegrini sulla rotta del Camino, giovani, meno giovani, soli, in gruppo, talvolta si fermano e riposano (sul percorso ci sono diversi punti dove poter tirare il fiato). Tutti hanno come segno di riconoscimento del loro peregrinare la Concha de Santiago appesa allo zaino ed il bastone (anche Gianluigi per essere in armonia con il contesto se ne procura uno). La nostra colonna passa quasi in rispettoso silenzio, per adeguarsi all’atmosfera che si vive e si respira in questi luoghi.
Arriviamo a qualche chilometro da O’Cebreiro altra tappa odierna. Vitto invita a parcheggiare i mezzi in una piazzola al lato della strada, cosicché anche noi possiamo percorrere ancora una volta un tratto di Camino a piedi, fino ad arrivare al paesino posto a 1300 metri di altezza. Ciascuno cammina lungo questo breve tragitto con una motivazione, con un proposito od una intenzione del tutto personali. Si arriva in questo minuscolo ma accogliente villaggio, che conserva ancora l’antico
Hostal dai caratteristici tetti di paglia. Da quasi un millennio qui si accolgono i pellegrini di passaggio in uno dei punti più significativi del Camino: è proprio un angolo di paradiso e di pace!
Il sole caldo, l’aria che si respira e l’incontro con i numerosi “veri” camminatori giunti fin lì, ci fanno assaporare in pieno il senso del nostro viaggio!
Anche il pranzo è adatto alla particolare occasione: gustiamo il tipico “caldo galego“ una minestra povera ma ricca di verdure di ogni tipo, talmente buona che dalla cucina della Taberna Moreno ne escono in continuazione terrine, una dietro l’altra! Sempre a piedi si ritorna ai camper per percorrere l’ultimo tratto del Camino fino a Santiago de Compostela. Ci sono ancora diversi km. di viaggio così, dal primo camper del capogruppo Vitto, parte una proposta di riflessione su quanto abbiamo visto, fatto ed assaporato in questa settimana di percorso.
Dopo qualche attimo di suggestivo silenzio e comprensibile imbarazzo, ad uno ad uno i componenti del gruppo fanno sentire le proprie voci al CB che, credo, possano essere ben riassunte dal pensierino del nostro Gianluigi

”… sembra che ciascheduno sia ben pago
di silenzi, preghiere ed emozioni.
D’aver trascorso splendidi momenti
e’ un coro quasi unanime e sincero
parole rotte in mezzo ai sentimenti
che dan lume alla Granda ed al sentiero…”

Fanno eco a queste considerazioni le parole di Marco che ci invita a non dimenticare lo spirito e le emozioni del Camino ma di riportarle nelle nostre case al nostro ritorno!
Ora la colonna deve essere compatta, stiamo entrando nel centro della città per arrivare al campeggio: dal camper n.1 partono ordini chiari e netti, dal n.12, in maniera altrettanto chiara ed inequivocabile vengono ripetuti ed il n. 24 si assicura che le indicazioni siano pervenute a tutti gli equipaggi. Anche oggi con ordine entriamo nel campeggio “As Cancelas” di Santiago de Compostela, sistemazione che richiede qualche attenzione perché siamo concentrati sull’ultima terrazza, “in collina“!
La sensazione dell’essere arrivati ci pervade, cerchiamo di sistemarci nella maniera migliore ed arriva anche il regalo per il festeggiato del n.3 … balza fuori all’improvviso quasi dal nulla, la figlia, proveniente da Barcellona, che con una visita lampo a sorpresa è venuta a fare gli auguri di buon compleanno al suo papà!

DOMENICA 14 MAGGIO 2006

SANTIAGO DE COMPOSTELA - Messa in Cattedrale

Nel giorno della festa della mamma viene offerto una “Bacio” sia affettuosamente vero, che nel senso di cioccolatino, a tutte le mamme del gruppo.
E’ ora di scendere in città per la Messa in cattedrale! Alcuni scendono a piedi fino al centro (circa due km e mezzo) altri si affidano ai mezzi di linea. Ci ritroviamo tutti verso le 11 e 30 in una cattedrale già affollata. Per fortuna l’organizzazione nostra interna si era già adoperata sia per farci riservare i posti a sedere nel transetto che per fare assisterete dieci persone del nostro gruppo alla Messa del Pellegrino proprio sull’altare. Tra questi, Vitto ed Alberto che hanno deposto ai piedi dell’altare un cesto di fiori come omaggio del Camper Club La Granda all’Apostolo Santiago e Ludovica che, nonostante fosse pervasa da una forte emozione, ha letto con voce melodiosa e sicura la preghiera del camperista!
L’ intera cerimonia è stata estremamente suggestiva, sia per la celebrazione in sé che per la musica dell’organo, per la voce della suora che ha accompagnato ogni momento liturgico con soavi canti e per il fatto che il celebrante stesso ha citato la presenza in cattedrale dei soci del Camper Club la Granda provenienti dall’Italia.
Al termine della S. Messa, dopo l’Eucarestia e su nostra espressa richiesta, abbiamo potuto anche assistere ad un momento veramente particolare ed unico, quello del Botafumeiro, un gigantesco turibolo d’argento dal peso di circa 80 kg, che una volta riempito di incenso, viene fatto oscillare, spinto da un gruppo di 8 addetti (Tiradores), lungo il transetto fino quasi a sfiorare il soffitto della cattedrale ed aspergendo così i presenti con il suo fumo come simbolo della benedizione dello Spirito Santo.
Al termine della cerimonia ci salutiamo tutti ancora commossi, consci di avere qualche cosa di nuovo dentro di noi, nella splendida Praza do Obradorio: il pomeriggio è libero e ci si ritroverà in serata per la cena al ristorante.
Ristorante tipico il “San Clemente” dove veniamo accolti con la gentilezza caratteristica delle persone della Spagna del nord: cena di pesce che spazia dalle cappesante (simbolo del pellegrinaggio a Compostela) ai calamari e alle orate, e per coloro che non gradiscono questa meraviglia, grande abbondanza di carne. Si termina con la caratteristica Tarta de Santiago e sulle fette dei festeggiati (anniversario coniugi Mazzuccato e Casazza, compleanno D’Aloe e Casazza) troneggia una simbolica candelina ed altrettanto simbolicamente vengono donate loro delle bottiglie di ottimo spumante Arunda, che saranno stappate per il brindisi generale. Anch’io, a ricordo di questo mio primo viaggio sul camper contrassegnato dal n.1, ho voluto offrire, ad ogni equipaggio, un piccolo dono, confezionato da me, sperando di fare cosa gradita.
Serata splendida, lieve venticello e come tradizione dei pellegrini, anche noi a notte fonda sotto ad una stellata meravigliosa, tutti distesi a pancia in su in Praza do Obradoiro con le spalle rivolte alla Cattedrale per ammirarla in tutto il suo splendore per alcuni intensi minuti … !.
Da un pensierino di Gianluigi

”… non è solo pazzia o vana gloria,
la Granda sa di essere speciale
ed anche questa volta andrà alla storia
per questo gesto che sembra banale …”


Buonanotte pellegrini de la Granda!

LUNEDI’ 15 MAGGIO 2006

VISITA A SANTIAGIO DE COMPOSTELA CON “JESUS”

Si chiama proprio Jesus la guida che ci accompagna alla visita della città, dapprima in bus ad un luogo simbolo per i pellegrini che arrivano - Monte do Gozo - tradotto letteralmente, Monte della Gioia, la collina che domina Santiago de Compostela.
E’ chiamato così perché i pellegrini che giungono sino a qui con sulle spalle un Camino di almeno 100 km (l’intero Camino è di circa 800 km, e sono in molti a farlo) consacrano la loro felicità con un segno di croce dinanzi alla vista delle molteplici cupole delle chiese della città loro meta.
Qui, in una struttura veramente imponente che può dare asilo a migliaia di persone, i pellegrini ricevono l’ultimo timbro sulla Credencial, prima di consegnarla all’Officina del Peregrino e ricevere la Compostela che testimonia l’avvenuto Camino. Si scende verso il centro storico attraverso le strette “ruas“ ovvero vie, fino ad arrivare alla facciata della cattedrale romanica in Praza do Obradoiro (dicitura in lingua galega) o Opera d’oro, mentre le altre piazze a nord, sud ed est sono le altrettanto importanti Praza de Acibecheria , Praza das Praterias dedicata agli argentieri e Praza da Quintana sulla quale si apre la Porta Santa.
Ci sono dei gesti simbolo che i visitatori fanno all’ingresso della chiesa, quali il battere il capo sulla statua del Maestro Matteo, ma la nostra guida ci ha dissuasi dal cadere nelle credenze popolari e ci ha invece invitati ad abbracciare la statua lignea rivestita d’oro dell’Apostolo, posta dietro l’altar maggiore seguendo un percorso prestabilito.
Tratto da uno dei 23 pensierini di G.L.B.

”…Sull’altare grandiosa apoteosi
del Santo che sovrasta il tabernacolo
grandi figure, ori strepitosi
offrono al pellegrino un gran spettacolo…”

La Cattedrale, dall’imponente facciata in stile barocco, costruita tra i secoli XI e XII voleva essere il più grande tempio cristiano dell’epoca. Ancora oggi le sue proporzioni tolgono il fiato: nell’interno romanico la pianta a croce latina misura 97 per 65 metri e le volte si innalzano fino ai 22 metri!
Abbiamo la possibilità di ammirarla dall’interno, con calma, soffermandoci nelle varie cappelle per gustare la loro dimensione artistica ed anche spirituale.
Come ogni turista che si rispetti al termine del giro culturale ci lasciamo affascinare da quello culinario prima e di acquisti dopo, avendo tutto il pomeriggio a nostra disposizione: occasione da non lasciarsi sfuggire!
Per quanto riguarda la cucina galega, oltre all’ottimo pulpo a feira - polipo squisito - abbiamo assaggiato i berberechos, una sorta di piccole vongole, ed i pimientos de Padron, dei peperoncini verdi solitamente serviti come antipasto e che si mangiano con le dita: uno o forse due tra questi è Piccante ma Piccante (notare la P maiuscola! Provare per credere!) Tra i formaggi trionfa la “tetilla“ a forma di ...! nelle diverse stagionature.
La Tarta de Santiago, a base di mandorle, è il dolce tipico della zona, mentre il vino Ribeiro sia blanco che tinto, disseta, ammiccante, i commensali!
Le vie della città offrono molto ai turisti ed anche noi Grandisti ci siamo lasciati attrarre dai gioielli realizzati con l’Azabace una pietra dura denominata ambra nera, o dai pizzi realizzati al tombolo da mani esperte che muovono i fuselli a velocità sorprendente!
La giornata è quasi terminata, abbiamo saziato i nostri occhi con immagini uniche al mondo, addentrandoci nella storia e nella cultura della Galizia ed anche la nostra fame con tutto ciò di buono questa terra può offrirci; non ci resta che scambiarci la buonanotte dopo le solite quattro chiacchiere tra amici, una volta rientrati al campeggio.

MARTEDI’ 16 MAGGIO 2006

COSTA DELLA MORTE

Oggi si viaggia seduti comodamente sul bus gran turismo, seguiti da una guida galega, per un giro di complessivi 200 km o poco più verso la costa nord ovest della Galizia, detta “Costa da Morte“. E’ una landa a prima vista selvaggia con strade sinuose che seguono l’andamento della costa stessa spesso a picco sul mare. Incontriamo qualche villaggio di pescatori ed alcune strutture ricettive per il turismo in posizioni decisamente affascinanti.
Prima sosta, mentre il tempo promette poco di buono con ventate fredde e pioggia insistente, a Muxìa piccolo centro posto su una baia. Per rigenerarci dal freddo e prima di affrontare le … intemperie, molti di noi si riscaldano con un buon caffè - niente a che vedere con quello italiano naturalmente - e con un gradevole “bocadillo“ un panino appetitoso con prosciutto od altro … .
Ci spingiamo più avanti su una lingua di terra che ospita uno dei luoghi sacri e più celebrati della Galizia: il Santuario de Nuestra Señora de la Barca. A lato del Santuario delle pietre particolari, legate a leggende ed antiche credenze, come la pedra da abalar ,in un punto, la pietra, larga 90 m, è sottile solo 30 cm e sembra che saltellandovi sopra la si possa far ballare (abbiamo provato ma ... non abbiamo sentito sussulti!)
Un’altra leggenda racconta che appoggiandosi ad una particolare pietra, passi il mal di schiena e ponendo il capo in un particolare incavo della roccia passi l’emicrania, chi da una parte chi dall’altra abbiamo provato tutti, talvolta le credenze popolari potrebbero essere … valide!
Raggiungiamo Cabo Fisterra , la località più celebre della Costa da morte. Gli antichi romani ed i pellegrini medioevali credevano di trovarsi qui alla fine della terra, finis terrae. Arriviamo fino al faro avvolti nella nebbia e la nostra sensazione non è stata molto diversa da quella degli antichi. Ci siamo spinti sullo sprone roccioso fino a poco, ma veramente poco, dall’oceano che non era del tutto tranquillo ed anche qui abbiamo dispiegato la nostra bandiera de la Granda che, gonfiata dal vento, ha fatto da sfondo ad una infinità di fotografie.
Dopo la pausa pranzo proprio al paese di Fisterra, riscendiamo verso la zona nord delle Rias Baixas che ebbero origine, si racconta, quando Dio dopo la creazione del mondo, si riposò posando le dita della sua mano su queste terre della Galizia!
Incontriamo il paese di Carnota con la sua bella e lunga spiaggia di 8 km, ed il celebre Horreo: è il tipico granaio della Galizia, (se ne vedono molti ai bordi delle strade) a base rettangolare, sopraelevato per difendere le granaglie dall’umidità e dai roditori. Questo di Carnota è lungo ben 35 m. invece dei soliti 3 o 4 m. e poggia su 22 coppie di pilastrini in granito! Sopra il tetto può esserci sia la croce che altri simboli della fertilità.
Nel corso della giornata per nostra fortuna il tempo è volto al bello e la tappa al paesino di Muros ci invita ad una bella passeggiata al sole. Muros è uno dei villaggi più pittoreschi della costa. Al porto attraccano pescherecci ed anche noi abbiamo assistito all’arrivo di alcuni di essi. Il paese al suo interno mostra una serie di vicoletti intricati ed un porticato sotto al quale si racconta, gli uomini, una volta, si sedessero davanti alle varie taverne per ammirare le belle donne galege passeggiare sul lungomare! Rientriamo lentamente verso “casa”, cioè Santiago, attraversando la località medioevale di Noia. Arriviamo al campeggio molto soddisfatti della giornata, felici di essere stati scarrozzati per le strade della pittoresca Galizia. Dopo cena importantissima riunione per concordare le strategie per l’indomani mattina presto … molto presto, con una GRANDA SORPRESA!

MERCOLEDI’ 17 MAGGIO 2006

DA SANTIAGO DE COMPOSTELA A RIBADESELLA (sosta a Ribadeo)

Durante la riunione della sera precedente è stato tutto concordato fin nei minimi particolari: circa un quarto d’ora prima delle 7 (orario straordinario per gli spagnoli) il camper n. 24 uscirà dal campeggio e chiamerà, via CB, tutti gli altri in rigoroso ordine numerico, uno alla volta per non fare rumore e non disturbare gli altri ospiti del camping. Tutto fila liscio fino alla chiamata del camper n.13, fam. Grazia, che non da segni di vita. “Lo spingiamo”, si sussurra, “così si metterà in moto”. Tentativo fallito e panico generale … abbiamo in programma un impegno MOOOLTO importante a cui non possiamo assolutamente arrivare in ritardo!
Risolve la situazione il n.15, Armari Riccardo, di professione meccanico, che sale sul mezzo in avaria, si mette al volante e con qualche singhiozzo il motore si avvia, partito!
Ci dirigiamo, silenziosi, molto serrati e compatti verso il centro storico della città per arrivare in parata … in Praza do Obradoiro fin sotto la Cattedrale! Si appostano cineoperatore e fotografo, la colonna sfila accanto a loro, accerchiando due ragazze che si godevano la solitudine delle prime ore del mattino, sedute al centro della piazza stessa (di li a poco se ne andranno).
Sotto lo sguardo vigile e consenziente della Guardia Municipal, ci allineiamo in ordine l’uno accanto all’altro: fuori lo striscione, la bandiera e tutti gli equipaggi: FOTO STORICA!! Riceviamo numerosi messaggi e telefonate di congratulazioni da tutti coloro che da casa ci hanno seguiti nella nostra “ impresa” tramite la Web Cam, tra cui il nostro Presidentissimo Beppe Tassone e numerosi amici de la Granda. Siamo il primo Camper Club che sfila in questa splendida Piazza. I tempi previsti dalle numerose scartoffie, riempite qualche giorno prima presso gli uffici di polizia da Marco e Vitto, stanno per scadere: entro le 8 dobbiamo andarcene, ancora qualche foto, qualche abbraccio e di nuovo sulla strada.

Da un pensierino di G.L.B.
” … e tu Santiago mio de Compostela
osservando dall’alto tutto quanto,
per questo fatto accendi una candela
benedicendo tutti con rimpianto …”

Salutiamo la piazza, la Cattedrale e Santiago, riprendiamo la strada, parliamo ancora ai baracchini della nostra bella esperienza, guidando tranquilli e sereni. Sosta caffè con ulteriore intoppo per il camper n.13 che non riparte se non con l’aiuto dei cavi del n.17 (il giorno 17 è in panne il camper n.13 e lo aiuta il camper n.17, forse bisognerebbe giocare al lotto questi numeri ?). La pausa forzata è stata occasione per una bella e sostanziosa merenda di gruppo: torte e baguettes acquistate da Vitto direttamente in un forno e salumi e vino offerti dalla gentilezza di molti equipaggi.
Per risolvere il problema del camper n. 13 non rimane altro che comperare una nuova batteria.
La fortuna ci assiste, nonostante il giorno festivo per la regione, troviamo un’officina con batteria nuova ed il proprietario che gentilmente si presta a fornirci la sua attrezzatura e così il nostro Riccardo, anzi RiccardoS (lui spagnoleggia mettendo la S finale ad ogni parola) completa l’opera e con gran soddisfazione di tutti, si riparte.
Siamo diretti, come dal nostro programma, in una bellissima giornata di sole, a Ribadeo alla Praya As Catedrais cioè alla spiaggia delle cattedrali che deve il suo nome al fatto che a causa dell’erosione, le monumentali formazioni rocciose ricordino una cattedrale gotica. Questo spettacolo della natura si può ammirare al meglio con la bassa marea e noi siamo arrivati per l'appunto con … la bassa marea! Che tempismo!
Tutti scalzi sulla sabbia a passeggiare tra una roccia e l’altra come fossero i portali di una cattedrale. E le nostre scarpe? Che fine hanno fatto? Sono servite per scrivere sulla sabbia un bel “La Granda“ alla cui scrittura hanno collaborato, prestando le proprie calzature, anche delle turiste di passaggio!
Dopo una bella sosta pranzo sulla riva del mare, si riprende il viaggio.
Sarà la levataccia del mattino, il sole o il ricordo delle belle emozioni di oggi, ma la voce ufficiale delle ripetitrice giunge un po’ offuscata, la spiegazione di Daniela, n.12, è un laconico “me cala la palpebra!”.
“Ancora uno sforzo ragazzi… siete stati bravissimi, serrate, serrate, compattatevi“ sollecita Pier ed ecco finalmente siamo arrivati alla sosta serale a Ribadesella, Camping Ribadesella.
Piccola riunione del dopo cena tutti insieme riuniti per sentire i programmi dell’indomani, qualche barzelletta di RiccardoS e per gustare i pasticcini che gentilmente i sigg. Grazia hanno offerto a tutti noi per ringraziarci della pazienza e dell’aiuto morale che abbiamo dato loro nell’enpasse odierno. Ancora una volta i Grandisti partecipanti a questo viaggio hanno dimostrato di essere un gruppo unito e solidale.

GIOVEDI’ 18 MAGGIO 2006

DA RIBADESELLA A BILBAO ( soste varie per approvvigionamento e riposo)

Il cielo al momento della partenza è grigio, più tardi il sole si farà vedere e gustare per tutto l’arco della giornata. Per rimanere fedeli al nostro ritmo di viaggio, scegliamo il percorso che sulla cartina geografica è contrassegnato dal colore giallo contornato di verde, cioè strada panoramica. Questa ci porta sulla riva dell’Oceano Atlantico, attraversando quasi a passo d’uomo (la desiderata sosta, per la nostra carovana, è pressoché impensabile) paesini come S. Vincente de la Barquera e Santillana del Mar. Anche se lo sguardo a questi luoghi è veramente fugace, ne assaporiamo, strada facendo, la bellezza e la tranquillità.
La nostra marcia, volutamente lenta e rilassante, ha fatto sì che l’ora della sosta e del pranzo sia ormai molto vicina. Detto fatto, si rientra in autostrada e, quasi in astinenza da supermercato, ci fermiamo ad un lussureggiante Carrefour, che sarà la base per la spesa, il pranzo ed il rifornimento carburante! (Grande lavoro di traduzione spagnolo/italiano per Marco al fine di poterci far riconoscere i vari tipi di Chorizo, di formaggi vari, di empanadas e non ultimo per interpretare la tesserina del concorso dataci alla cassa … ma nessuno ha vinto!)
L’avvicinamento a Bilbao lo si fa in autostrada per accelerare i tempi e lasciando alla nostra sinistra la penisola di Santander, con la famosa spiaggia di El Sardinero, nella regione della Cantabria.
Abituati ad una andatura piuttosto lenta in strade con traffico limitato, sulle quali la nostra lunga carovana destava curiosità e riceveva i saluti da parte dei vari automobilisti ed abitanti del luogo, ora in autostrada ed in avvicinamento ad una grande città, dobbiamo essere… “più veloci, non così lunghi, serrati tra di noi altrimenti i camion ci rimontano … !!!“.
Queste sono le battute che si sentono via CB, sempre spronati ed incalzati dalla nostra simpatica “coda“ ovvero il camper n. 24 che con il suo vocione cerca di tenerci sempre uniti (anche per ragioni di sicurezza) quasi come un “grande“ zio che porta a spasso i suoi nipotini. Ognuno di noi avvisa il vicino di colonna degli eventuali sorpassi o lo invita a mantenere la distanza dagli altri camper. Il simpatico n. 5 sembra voler persino spingere chi gli sta davanti e così è tutto un ping-pong di simpatiche ed esilaranti battute!
Da un pensierino di G.L.B.

”…Si litiga col camion delle angurie
che in dieci tentativi di sorpasso,
non riesce a superar quello davanti,
e quando sembra aver ceduto il passo
con nuova freccia frega tutti quanti …”

Si esce finalmente dall’inferno dei camion in sorpasso per arrivare al mare, percorrendo diversi km in discesa su una strada piena di tornanti, ma anche di profumati boschi di abeti e faggi. A volte, uscendo dalle curve, ammiriamo delle bellissime insenature e tanti, tantissimi fiori.. Arriviamo a Gorliz, circa 15 km dal centro di Bilbao, dove troviamo il nostro campeggio, “Camping Arrien“, che ci chiede un’ultima fatica. Dobbiamo salire per una rampa piuttosto ripida “da fare con il motore allegro” dicono gli esperti. Una volta arrivati davanti ai nostri occhi si presenta un bel prato verde tutto per noi! Finalmente!
Sistemati i mezzi, data l’energia elettrica a tutti, sulla lavagnetta delle notizie compare la scritta “Ore 20 cena sull’erba”.
Infatti tutti, ma proprio tutti, ci ritroviamo con sedie, tavoli e cibo a profusione, per non parlare dei vini di tutti i colori e tutti i sapori che compaiono sulle tavole imbandite … Nostro gradito ospite è pure il sole, che ci riscalda in un cielo senza neppure una nuvola.
Cena ottima e variegata ed i festeggiamenti da parte del Gruppo a noi tre del camper n.1 sono stati un’inaspettata sorpresa che ci ha regalato molta emozione. Anche i nostri due amici Buk e Skippi, i due cani rispettivamente degli equipaggi n.6, fam. Tomasello e n.22, fam. Galante, sembra vogliano far festa con noi guardandoci come a dire: ”ma come si divertono questa sera questi… umani!“.
La classica ciliegina sulla torta è offerta dall’idea di Alberto Demarchi: “…uomini, andiamo noi questa sera, tutti insieme, a lavare i piatti!” Detto fatto … le signore preparano bacinelle stracolme di piatti, pentole e stoviglie varie e naturalmente grembiulini legati in vita, tra risate, incitamenti e, dopo il controllo di una apposita commissione, anche gli uomini vengono promossi “lavatori di piatti“.
Da un pensierino di G.L.B.

”…Pari opportunità, che gran goduria
veder uomini tanto indaffarati
a nettar piatti con tanta lussuria
fino a renderli lucidi ed asciugati …”

VENERDI’ 19 MAGGIO 2006

BILBAO

Bilbao, la più grande città dei Paesi Baschi (Bilbo in lingua basca), ci è presentata da una brava e simpatica guida italiana, residente in Spagna da circa 20 anni, Massimiliano.
Più che una spiegazione tecnica dei monumenti della città e delle varie strutture della stessa, Massimiliano ha voluto farci entrare nella storia vera del luogo, ci ha illustrato la metamorfosi della città ora considerata culturalmente dinamica e ricca di vita.
Dal verde balcone della collina di Begoña, con la Basilica di Nuestra Señora di Begona, che domina Bilbao, ci ha tracciato i confini della città divisa in due dalla Ria de Bilbao (il fiordo di Bilbao), ci ha indicato l’esatta ubicazione dei luoghi che caratterizzano la città e, più tardi, ci ha dato l‘opportunità di consumare una raffinata colazione in uno dei locali tipici immersi nel verde. Ci ha fatto scendere nel cuore pulsante della città, percorrendo, come in una passeggiata senza tempo, le sette vie del centro storico (Siete Calles) e la Gran via, portandoci davanti al teatro dell’opera, alla Catedral de Santiago, alla chiesa di San Nicolas de Bari ed al ponte dell’ Arenal che congiunge la città vecchia con la città Nuova..
Per quanto riguarda la parte moderna della città, passando attraverso la “Passerella di Calatrava” siamo arrivati davanti al Museo d’Arte Contemporanea Guggenheim inaugurato nel 1997 e progettato dall’architetto americano F. Gehry. Massimiliano ci ha raccontato fin nei minimi particolari la storia di come è nata l’idea di questa imponente opera architettonica, somigliante allo scafo di una nave, e della sua realizzazione. Sia in questo caso che in tutte le altre spiegazioni la nostra guida, con il suo modo di gesticolare, il suo sguardo, il suo tono di voce volutamente modulato a seconda delle circostanze, ci ha reso questa visita indimenticabile sotto ogni aspetto. Ci ha svelato il motivo di questo suo parlare e di questo suo comportamento da … teatrante, infatti è proprio un insegnante di recitazione teatrale!
Il pranzo è previsto in un bel ristorante del centro storico dove abbiamo potuto assaggiare le specialità basche: Atun (tonno pescato nell’oceano) bacalao, chuleton de buey (simile alla nostra fiorentina) formaggi con marmellata di mele cotogne e “la cidra” distillato di mele, leggermente alcolico che viene spillato direttamente da una spina collegata ad una botte, da cui esce con un potente getto. Alcuni di noi si sono cimentati più volte cercando di riempire il proprio bicchiere, questa operazione, viene proprio chiamata il “rito del sidro”. Dopo questo lauto pranzo, il gruppo si è diviso ed alcuni sono andati a visitare il Museo Guggenheim altri invece, con Massimiliano sono andati a Portugalete a vedere una moderna “teleferica“ basculante che porta le autovetture ed i bus da una parte all’altra del fiume! Rientro in campeggio e, per molti di noi, compreso Buk, un bel bagno in mare che dista dalla nostra postazione circa 600-700 metri.
Da un pensierino di G.L.B.

”… Osservo un cane che” spintaneamente”
viene lanciato in acqua dal padrone
là dove l’onda sembra più veemente:
scompare, ricompare, è già un campione …”

Dopo cena tranquillo: chiacchiere e risate. Prima di andare a letto abbiamo gonfiato i palloncini colorati da attaccare al camper n.23, sempre in gran segreto, perché il giorno 20 cioè domani, sarà il loro anniversario di matrimonio!

SABATO 20 Maggio 2006

DA BILBAO A LOURDES (sosta a Guernica)

Usciamo, sempre ordinatamente e con calma, dalla città per riprendere la direzione giusta verso Lourdes che raggiungeremo in serata. Come al solito interpretiamo la carta geografica a nostro piacimento, scegliendo le stradine meno frequentate e più panoramiche. Raggiungiamo l’oceano, ne costeggiamo un fiordo immersi in una natura rigogliosa, carica di tutti i suoi frutti migliori di questa tiepida primavera e gli alberi di ciliegie che costeggiano la nostra zigzagante strada sembra ci invitino ad allungare una mano. Risaliamo, questa volta in un panorama di montagna. Sembra che la montagna stessa cada direttamente nelle acque dell’oceano, creando insenature e baie, rese ancora più spettacolari dalle onde che si infrangono, creando una delicata schiuma bianca.
Nelle curve della stretta strada, la colonna dei camper scompare e ricompare in continuazione, la si intravede dietro a pini, si nasconde di lato ad una vecchia chiesa fino a ricomparire in qualche tratto in discesa o durante l’attraversamento di un ponte. Per i nostri fotografi, speriamo che scattino le foto solamente i navigatori, i soggetti sono molteplici e variegati.
Su proposta di Marco e dopo la sua spiegazione storica, ci fermiamo a Guernica (in lingua basca Gernika) città martire durante la guerra civile spagnola e rasa al suolo per espressa volontà di Hitler e di Francisco Franco il 26 aprile del 1937, un lunedì, giorno di mercato, e perciò luogo molto affollato. Visitiamo il “Museo della pace”. La tragedia è rievocata nel museo con un supporto audiovisivo ed un gioco di luci e specchi molto coinvolgenti. In altre sale ci sono raffigurate anche tutte le speranze di pace per le popolazioni attualmente in guerra. La tragedia di questa città spagnola, massacrata, si ritrova anche nel quadro di Picasso “Guernica” che raffigura l’accaduto come un incubo.
Da un pensiero di G.L.B.

” … Picasso ce ne mostra la ragione
nel suo capolavoro complicato,
noi ci sentiamo alquanto in confusione
come davanti ad un percorso intricato …”

Si riprende il percorso con ancora nel cuore quelle immagini, ci aspettano diversi km e la sosta carburante, che effettuiamo tutti assieme all’ultima stazione di servizio spagnola prima del confine con la Francia. Ancora una volta scegliamo la strada statale anziché l’autostrada (a noi decisamente invisa). Da questo momento in poi inizia il divertimento per gli equipaggi del n.1, del n.12 e del n. 24 e, penso, anche di tutto il resto della colonna.
Le rotonde, utili per snellire il traffico, si susseguono l’una all’altra e per dare le indicazioni alla colonna bisogna “titolarle” per renderle riconoscibili. Le denominazioni seguono percorsi veramente fantasiosi, visto che ne troviamo a decine: rotonda con alberelli, con erbetta, con bandiere, con operai che lavorano, con niente, con sassi, con palo lungo lungo … e così via.
I ripetitori, lo si capisce dal tono della voce, trattengono a stento risolini e ripetono accentuando le descrizione impartite dal n.1 per renderle ancora più comiche ed ironiche.
Dopo tanto lavoro arriviamo finalmente a destinazione al campeggio Plein Soleil di Lourdes, sistemandoci anche in questo caso su un bel terreno erboso.
La riunione programmatica è compito questa sera di Gianluigi Bonardi che ha frequentato questo Santuario molte volte come scout e come volontario e ci può quindi spiegare come si svolgerà la nostra giornata di domani.

DOMENICA 21 MAGGIO 2006

LOURDES ( e fiaccolata)

Tutti in bus sino al santuario, si dividono solo i signori Tomasello: Buk rimane in camper con il suo padrone Paolo.
Arrivando sul grande piazzale dell’esplanade ci accorgiamo subito dell’avvenimento eccezionale. Oggi c’è il pellegrinaggio mondiale delle forze armate per cui la folla è veramente numerosa: troviamo divise di tutti i generi e di tutte le nazioni che sfilano in ordine con le loro bandiere più o meno medagliate a tempo di marcia.
Da un pensiero di G.L.B.

”… ai camperisti, senza una divisa,
spetta il ruolo di austeri pellegrini …”

Si assiste alla S. Messa, si compie il tradizionale giro alla basilica e davanti alla grotta, ci si concentra e si offre un cero.
Su proposta della fam. Piccone, per quanti di noi riescano ad incontrarsi, data l’alta affluenza di persone, ci incontriamo con Fabio, un volontario che presta la sua opera all’interno del Santuario, che ci porta a scoprire la parte viva e pulsante del Santuario stesso.
Ci racconta la vera storia della vita di Bernadette, come è nato e come è cresciuto negli anni questo luogo.
Ci spiega come si svolge la vita di chi vi abita, di chi vi lavora e come ci si impegna per accogliere la miriade di pellegrini che convergono qui in tutte le stagioni dell’anno e non ultimo, di come egli, con la propria famiglia professi la sua fede ed il suo lavoro, in seno a questa struttura religiosa.
Una volta rientrati in campeggio ci riuniamo per la duplice festa che coinvolge la fam. Casazza: il compleanno del genovese Renzo e l’anniversario del suo matrimonio con Giovanna. Tutti apprezzano i pasticcini che offrono e ci congratuliamo con loro per i bei traguardi raggiunti!
E’ arrivato il momento dei ringraziamenti reciproci, dei saluti, dei complimenti, dello scambio di indirizzi, dei numeri di telefono.
Una parola per tutti, un grazie sincero a tutti, perché ognuno ha collaborato, senza risparmiarsi, affinché il nostro cammino fosse privo di difficoltà.
Ci aspetta in serata la processione con le fiaccole al Santuario ed ancora una volta i Grandisti partecipano compatti e con commozione al degno epilogo del nostro splendido viaggio!

Da un pensiero di G.L.B.

”… vicino a noi francesi ed africani,
italiani, svedesi, finlandesi,
spagnoli, ungheresi ed egiziani,
polacchi ,slavi, cileni e cinesi
uniscono i pensieri nella fede
con parole che sembran tutte uguali …”

LUNEDI’ 22 MAGGIO 2006

LA PARTENZA

Prima delle partenze l’ultima sorpresa: appiccicati al parabrezza del nostro camper troviamo 24 variegati bigliettini, cosa saranno?
Il poeta, al secolo Gianluigi, ha liberamente tradotto i nomi ed i cognomi di ogni componente del gruppo in spagnolo, aggiungendo ad ognuno un aggettivo, sempre in spagnolo, un po’ fantasioso e che ne rendesse una particolarità. Alberto De Marchi li ha stampati a caratteri diversi ed un po’ strambi: ognuno di noi si è appropriato del suo, leggendolo e commentandolo con gioia.
Bellissimo questo regalo finale …GRAZIE POETA!

Ed allora firmo questa mia cronaca con il nome che tu hai pensato per me:

DOÑA VITTOREÑA KUCHIOSA DE LA DECORACION

Ovvero Nirvana Kucich Carion che ha viaggiato nel camper n. 1 con il marito DON VITO CARIONES DE LA MANCHA ovvero Vitto Carion ed il figlio DON PEQUEÑO MARCOS DE L’ESPLICACION ovvero Marco, nostra guida e traduttore ufficiale.
Tutti e tre abbiamo avuto il piacere e l’onore di condurre il fantastico Gruppo di 24 camper e 49 Persone attraverso la Francia e la Spagna sulle strade del viaggio de “La Granda tra Fede e Conoscenza 2006 “.

 
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