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In questa pagina sono raccolti i commenti, i ringraziamenti,
le impressioni di viaggio.
Il riportare quanto inviato da alcuni partecipanti vuole avere
il significato di provare a descrivere le emozioni che un viaggio
del genere sa suscitare. Tutto quanto riportato è scritto
con il cuore, ed è molto bello pensare che oltre agli
aspetti turistici, simili viaggi, abbiano intrinsecamente anche
risvolti umani profondi, 22 giorni della nostra vita trascorsi
insieme ad altre famiglie lasciano una traccia, un segno che
difficilmente si cancellerà.
Un ringraziamento va a tutti quanti hanno inviato non solo lettere
o e-mail riportate, ma anche SMS telefonici o solamente telefonate,
il fatto di non essere citati in questa pagina non significa
che il loro commento sia di minore importanza, siete tutti nei
nostri cuori.
Un grazie di cuore anche a Natasha, la nostra eccellente accompagnatrice
Bielorussa
di
Gian Luigi e Ludovica Bonardi
Caro Pino,
è' comunque interessante e piacevole ripercorrere nel ricordo
questo nostro viaggio che mi sembra aver ben risposto alle aspettative
della vigilia, sia per quanto concerne il "percorso della
memoria" che per quanto riguarda l'itinerario prettamente
turistico.
A proposito di quest'ultimo, l'apparente carenza di comodità
nelle soste, già ben preventivata nella fase preparatoria,
è stata ben bilanciata dai viaggi in pullman, in luoghi
anche non previsti, e dalla felice scelta della nostra guida accompagnatrice.
Un abbraccio a tutti e a presto
di
Pino, Carlo e Adriana Danese
Carissimi Ludovica e Gianluigi,
oggi sarà una giornataccia piena di impegni, ma non posso
non rispondervi subito. Tempo fa, appena avuto il vs.indirizzo,
vi ho inviato un messaggio che "fissava" le mie forti
emozioni del viaggio.
Nella
sostanza ringraziavo la sorte per avermi fatto incontrare voi:
nei trent'anni di camperismo che ricordo ho incontrato tante persone,
coppie, famiglie, che non ho mai dimenticato anche se la vita
ci tiene lontani. Non potrò dimenticare le vostre figure
che ho apprezzato nei momenti di forte intensità del viaggio,
e ce ne sono stati. La solarità di Ludovica e la calma
sicura tua, Gianluigi, mi ha colpito nel cuore.
Sarà che sto invecchiando, ma quando penso a quanto avete
fatto, a quanta poesia avete dimostrato di avere nel cuore di
fronte ai cippi che ricordano i nostri padri morti nella disperazione
di non poter ritornare a casa, lontani un'infinità di spazio,
in una natura immensamente ostile, con il proprio corpo nelle
mani pietose di qualche estraneo o abbandonato nella tormenta
e ritrovato tra i fiori della primavera, mi commuovo come se fossi
ancora la.
Tanta emozione ho provato davanti alle manifestazioni di umanità
del popolo russo
Per quello che mi riguarda, per la preparazione e per gli obiettivi
che mi sono dato, il viaggio ha raggiunto tutti gli obiettivi,
direi ottimamente: non mi aspettavo di più. E' stato condotto
ottimamente anche dalla nostra guida, Natasha, che con la sua
solo apparente gracilità, si è dimostrata professionale,
seria e capace, sempre all'altezza del compito: E' sempre vero
che le difficoltà della vita forgiano le persone, e che
queste si possono "pesare" solo nelle vere difficoltà.
Complimenti!
Complimenti anche a Sergio, che ha sempre saputo essere un valido
rincalzo nell'assecondare i bisogni del gruppo e dei singoli.
Ricordo sempre con piacere la sua "umanità" condita
con un po' di saper fare ... alla romanesca. In un viaggio cosi
lungo ed impegnativo si è sempre prodigato per soddisfare
le necessità dei singoli (chissà cosa ci avrebbe
potuto ... procurare ancora e di più).
Chi
non è partito con lo spirito giusto, o con altre cose e
riserve nel cuore, probabilmente non ha goduto il viaggio come
me e come altri. Ma, purtroppo per loro, se lo spirito non c'era,
nessuno glielo poteva dare.
Bene ho fatto a chiedere ed insistere, assieme ad altri, che il
club fornisse delle garanzie per questo viaggio. Ed il club può
fornirle solo attraverso le persone che mette a disposizione.
Complimenti a Piero che ci ha portati fuori molto bene, senza
farci avvertire le poche situazioni difficili che un lungo viaggio
come il nostro comporta, e su di lui il club non ha sbagliato.
Sento
sempre meglio e di più quell'armonia che ho avvertito durante
il viaggio con gran parte delle persone partecipanti.
Armonia che avvertivo anche con persone, famiglie, con cui non
sono entrato in confidenza a causa del mio essere fondamentalmente
schivo, timido.
di
Vitto e Nirvana Carion
Carissimi tutti: Beppe, Piero, Pino, Gianluigi, Filippo, Lucio,
Lele, Enzo, Rodolfo ed Alberto.
Mi inserisco solo ora nel Vostro importante “dibattito”
in quanto assente da Bolzano.
Prima
di tutto devo dirvi che aspettavo con una certa ansia che qualcuno
prendesse l’iniziativa: ero certo, era giusto che qualcuno
proponesse, sul nostro viaggio “La Grandavventura”,
le sensazioni personali provate.
A
me è stato chiesto all’ultimo momento, di svolgere
il ruolo di nr. 2 del gruppo e per amicizia con Piero e spirito
di servizio, ho accettato di buon grado e nei limiti delle mie
capacità, ho cercato di svolgerlo con animo, cervello e
desiderio di collaborazione.
Personalmente non avevo bisogno di “ gradi “ per collaborare
o meno per la buona riuscita del “nostro” viaggio
– che peraltro avevamo richiesto proprio noi durante il
viaggio del 2004 al titolare dell'agenzia.
Non solo come numero 2, ma come Vitto Carion, ho cercato di animare
il gruppo, di tenerlo unito, di non far mancare mai la mia disponibilità
a qualsiasi piccolo o grande problema, di organizzare incontri
conviviali, contrattando, assieme a Natashia o Sergio, sul prezzo
“tutto compreso” fino all’ultima Grivna…
!
A
me e a Nirvana il viaggio “ La Grandavventura” è
piaciuto molto ed ha rispettato in pieno le attese che ci eravamo
posti nella sua lunga preparazione.
Ovviamente il “percorso della memoria” è risultato
una cosa “unica”, sia per le persone incontrate, sia
per i luoghi e, non ultimo, per l’apporto emozionale offerto
da parecchi di noi partecipanti….
…...Persone
come il Prof. Morozov - combatte da una vita e da solo una battaglia
contro la burocrazia locale e centrale - sono rare. Nel suo libro
“ Dalla lontana infanzia di guerra” ci racconta che
nel 1942 aveva 10 anni e viveva a Rossosch dove c’era il
comando del Corpo d’Armata Alpino.
Morozov era uno dei tanti ragazzi russi, i malenki, che la guerra
aveva resi orfani,o dispersi, o vagabondi,o piccoli partigiani.
Così lo ricorda lo scrittore Mario Rigoni Stern diventato
nel frattempo suo grande amico:…Alim, caro malenko ,
cresciuto tra gli orrori della guerra, anche tu, ora, sei diventato
nonno, dieduska , e guardi ai tuoi nipoti come tutti i nonni del
mondo, e racconti la tua storia perché ami la pace. Noi,
tuoi “nemici” vediamo in te tutti i ragazzi russi
che allora soffrivano e piangevano, e la tua gente, e le donne
che di noi avevano pietà e pena. Grazie per questa tua
storia che ci illumina di pace e speranza!
…i bambini che rispondevano ai nostri saluti ed ai nostri
modestissimi omaggi con sorrisi caldi, affettuosi ed offerte di
piccole mele. Ci ricorderemo tutti del grido da stadio ..Italia..Italia...
dei bambini ospiti della colonia…
…le persone anziane incontrate che, appena sapevano da dove
venivamo, ci chiamavo fraternamente “Italjanski” ed
i loro occhi sembravano dire, come tanti anni prima, “Mir!Mir!”
Pace, pace…
… le lacrime che ognuno di noi ha versato nel ricordo dei
nostri cari ed eroici soldati che, in quei luoghi lontani, hanno
vissuto una immane tragedia, dove il confine tra la vita e la
morte era legato ad un niente.
Ed allora mi sono tornate in mente le parole che aveva detto nel
nostro incontro lo scrittore Mario Rigoni Stern:
… nella steppa, tra la neve, vicino o dentro le isbe…
ovunque.. ovunque andrete lungo il vostro viaggio nella zona tra
Charkov ed il Don in ogni isba, in ogni villaggio, in ogni angolo
ci saranno degli alpini morti! Portate rispetto, Ricordatevelo!
…le parole di Gianluigi, il canto di Ludo, il nostro “Fratelli
d’Italia” cantato da tutti i presenti, i fiori, i
simboli che abbiamo deposto presso i vari cippi a ricordo, resteranno
fra i più bei ricordi dei nostri viaggi e nulla e nessuno
potrà renderceli meno luminosi!
La
parte turistica del nostro viaggio, pur rappresentando la parte
meno importante, ha avuto dei risvolti interessanti, legati però
molto alle persone del gruppo.
…è bello stare in compagnia di Amici ( sono tentato
di metter nomi e cognomi, però non vorrei dimenticarne
qualcuno) e godere assieme di un bel paesaggio, di un tramonto,
di un monumento,di una Chiesa, di una cena consumata sia sotto
il diluvio che un cielo stellato… di una cantata fino a
perdere la voce…
…fa piacere scendere dai nostri mezzi e scambiarsi impressioni,
sensazioni… sentire i pareri ed i consigli degli “esperti”
dei motori, ascoltare i vari menù che le donne hanno intenzione
di preparare…
… è divertente girare da un camper all’altro
ad offrire e farsi offrire caffè, grappa, biscotti, nocino,
limoncello… unico escluso .. Piero! Però sempre sorridente
e pronto con la digitale.
…è simpatico aspettare e commentare poi i “pensierini”
del nr. 3 sempre arguti e puntuali…e commentarli nel silenzio
dei nostri mezzi e non con un semplice: …bello...ricevuto!
Il
viaggio di ritorno è stato uno spasso. Consci che dovevamo
arrangiarci, fra alcuni equipaggi, abbiamo stretto un patto di
ferro!
Tra viaggio, soste, cene ed altro abbiamo dato vita ad una famiglia
“allargata”. Anche quando ognuno doveva cambiare direzione,
ci siamo sempre tenuti in contatto – sia col magico canale
1, sia con sms - fino al raggiungimento della propria meta…..
e non è stare INSIEME questo?
Bello, veramente bello!
di
Piero e Cinzia Marenco
Carissimo Pino,
per
quanto riguarda Ludovica e Gian Luigi (che ho avuto modo di conoscere
in molte altre occasioni) e che sono state con me in Russia nel
2003 condivido esattamente quanto tu esprimi, sono persone eccezionali
con le quali è un piacere trascorrere una vacanza. Inoltre
come hai scritto tu e come hai potuto notare nel viaggio, la loro
sensibilità, il loro vivere con gli altri, il loro vivere
le emozioni, vanno ben oltre le cose comuni. Sono già stato
molte ore in loro compagnia, compresi due mesi in Russia, devo
dirti che non le ho mai trovate contrariate o sofferenti per qualcosa.
L'episodio del tamponamento che hanno subito questa estate nel
viaggio, la dice lunga, non so quanti altri dopo un episodio del
genere si fossero comportati come loro, se ti ricordi non ne hanno
mai parlato e si sono goduti al 100% il viaggio come se nulla
fosse successo.
Personalmente essere andato in quei luoghi, aver percorso quelle
strade, aver incontrato una persona eccezionale come il prof.
Morozov mi hanno fatto vivere momenti che non cancellerò
mai dalla mia memoria.
Le cerimonie, che abbiamo fatto con il cuore, davanti ai vari
cippi che ricordano quanti dei nostri connazionali non sono più
tornati in patria sono state anch'esse toccanti e struggenti,
in alcuni momenti mi dava fastidio fare anche delle foto, anch'io
ho visto alcuni di noi con le lacrime (anche se non avevano un
parente in Russia), questo a significare l'importanza di quei
momenti.
Chi non ha capito questi momenti non potrà mai capire nulla
del significato della vita oltre il piano materiale, ma non darei
a loro più importanza di quello che non ha, quello che
conta è quello che abbiamo fatto e più che altro,
quello che abbiamo fatto perchè sentivamo il bisogno di
farlo, senza porci altre domande, anche
perchè molte volte, le cose buone, le emozioni positive
della vita, il commuoversi per un cippo che ricorda migliaia di
morti, sono vissute in modo molto personale e privato e anche
perchè, se ne parliamo con qualcuno, se non è la
persona giusta, potrebbe non capirci o addirittura pensare che
per provare quelle emozioni si possa essere persone un po' "strane".
Per questi motivi mi fa molto piacere ricevere e-mail come il
tuo dove racconti le tue emozioni di uomo e dal quale traspare
la tua sensibilità, apprezzata personalmente nel nostro
viaggio.
di
Gian Luigi e Ludovica Bonardi
Cari
Pino e Piero,
non avendo potuto ieri sera, rispondo in una pausa di lavoro.
Ho ricevuto i Vs. e-mail con oggetto riferentesi al viaggio
della memoria verso il Don, con i quali avete fatto a me e Ludovica
tanti complimenti per l'apporto dato. In realtà tengo
a precisare che ogni nostro intervento è stato dettato
da un normale desiderio di fare comunità, e di "esserci"
insieme a ciascun altro, comunque la pensasse. I nostri interventi
hanno avuto come unica ispirazione l'idea che eravamo insieme
a compiere gesti importanti, a fare un viaggio che comunque
ci sarebbe rimasto dentro.
Ed ecco che l'improvvisazione ci ha quasi sempre preso la mano,
e con la compiaciuta complicità di chi era preposto al
buon andamento dell'insieme, abbiamo realizzato ciò che
sapete, in un contesto che altrimenti avrebbe potuto rimanere,
in alcune circostanze, pura cronaca. Abbiamo così improvvisato
la biblioteca, i pensierini, di cui è stata distribuita
una quantità abnorme, la cerimonia sul cippo di Livenka,
con la lettura del brano del generale Odasso e il canto di Ludovica,
e l'altra cerimonia su monumento ai caduti con la lettura del
mio brano "Livenka voci senza nome" la ripetizione
del canto di Ludovica e l'Inno di Mameli; il bacio e l'abbraccio
alla mia quasi coetanea signora Russa ad Opit, memore dei nostri
alpini.
Grazie ancora dei complimenti, ma sono anche troppi; tutto ciò
per noi è normalità, è voglia di comunicare
divertendo o commuovendo, è voglia di scherzare coinvolgendo
chiunque ci stia intorno, con sincerità e spensieratezza,
come dovrebbe essere per ogni membro di un gruppo. Con questo
spirito abbiamo coinvolto in un breve "show" anche
le nostre sentinelle in Crimea; abbiamo suggerito a Claudio
la "sceneggiata" di recarsi urlante con mano fintamente
insanguinata presso il camper di Giuseppe (il medico); abbiamo
dato il via al falso intendimento fra quest'ultimo e Pina, abbiamo
soggiaciuto ad un botto nel "di dietro", abbiamo tentato
di improvvisare un girotondo con i bimbi dell'asilo di Rossosh
(cosa non riuscita), e ci siamo divertiti a contare, nel sonno,
le frecce dimenticate accese da Vitto.
Non tutto però è stato improvvisazione, come il
compito, inatteso, di fare da "cameramen", che Ludovica
ha cercato di assolvere con dedizione tanto assidua che ne ho
quasi sempre subìto l'assenza, nei momenti più
"turistici".
Mentre ringrazio Pino che ha voluto esprimere il proprio parere
sul viaggio appena intrapreso, sarebbe comunque interessante
conoscere il pensiero di altri in merito. Sapere i pro ed i
contro di un'esperienza è certamente utile per favorire
altri che volessero fare la medesima esperienza. E', ad esempio,
interessante sapere che qualcuno ha giudicato negativamente
l'ostentazione della nostra bandiera di club, perchè
considerata non adatta ai momenti di cerimonia e perchè
comunque onnipresente ed utilizzata troppo come "promozione"
e che qualche altro si è dissociato dal "discorso
della memoria", ritenendo che di certe cose sia meglio
non "ricordare" o ancora il lamento del simpatico
Giuseppe (il medico), che ha ritenuto un errore non aver approfondito
anticipatamente la tipologia e le dinamiche di un viaggio che
poco era compatibile con la partecipazione di due ragazzi di
9 e 11 anni bisognosi di compagnia coetanea e comunque di altro
tipo di divertimento più adatto alle loro esigenze. Anch'io,
se avessi avuto la loro età, avrei trovato motivi di
noia nell'essere sempre impegnato a visitare musei, cattedrali
e cippi...meno male che spesso c'erano Perri e Pepita (i nostri
simpatici barboncini) a distrarli. Quello che conta è
che nell'economia di un viaggio come il nostro tutto ciò
non riesce a ridimensionare la buona riuscita della Grandavventura
stessa, sicuramente riproponibile a chi ne sappia cogliere giusto
significato e sostanza.
Ora il tempo è tiranno... saluto e abbraccio tutti
di
Marzia, Greta e Pippo Lentini
Carissimi compagni della Grandavventura,
ci inseriamo soltanto ora nel vostro "dibattito" , nel
quale vi ringraziamo di averci inserito. La nostra partecipazione
al viaggio, fino all'ultimo rimasta in forse a causa dei nostri
problemi famigliari, con il passare dei giorni però ci
rendevamo sempre più conto che l'avere la fortuna di essere
in viaggio con tutti voi, il riuscire a condividere e a vivere
con assoluta profondità i giorni del Don, il percorrere
insieme centinaia di chilometri fra quei girasoli che ci sorridevano
ascoltando le vostre voci, il ritrovarci ogni mattina pronti per
la partenza e poi la sera alla meta ad affrontare con la vostra
serenità ogni qualsivoglia evento più o meno positivo
o problematico del viaggio, gustare le piccole grandi tavolate,
tanto invidiate quanto piacevoli al''insegna della semplicità
e le cantate allegre serali .........tutto questo abbiamo imparato
giorno dopo giorno a godercelo......
Dal nostro intimo cogliamo quindi l'occasione per ringraziare
tutti voi e per esprimere un parere assolutamente positivo sulla
nostra, e sottolineo nostra, Grandavventura; chi
ci conosce a fondo come voi ha saputo cogliere nelle nostre espressioni
la nostra grande gioia di essere lì e la nostra sana voglia
di stare semplicemente e spontaneamente in compagnia senza mezzi
termini o secondi fini!
La bandiera poi........che fastidio poteva dare...era solo il
simbolo della presenza della nostra associazione .......grazie
alla quale ( e non dimentichiamocelo) siamo arrivati fin là.
Beh, ora vi lasciamo, ma non possiamo che concludere augurandoci
che nel futuro ci possano essere altre nuove opportunità
per poter "respirare" con tutti voi quell' "aria
di serenità" che ci si augura di trovare durante le
vacanze e di cui ricerchi la boccata quando durante l'inverno
combatti con lo stress quotidiano....e allora apri l'album di
quelle foto e rivivi le sensazioni piacevoli e profonde e soprattutto
vissute.
Un abbraccio a tutti
di
Gian Luigi e Ludovica Bonardi
Cara
Nirvana,
ho letto tutto d’un fiato ma con attenzione il tuo diario
della “Grandavventura”, e per tutto il tempo della
lettura non mi sono accorto di ciò che mi stava intorno,
come se rivivessi in un sogno speciale tutto il nostro percorso
di viaggio. Solo la tua firma in calce mi ha dato la “scossa”,
e mi sono ritrovato seduto sul divano di casa, sotto la grande
lampada alogena, con Perri e Pepita appoggiati sulla destra e
sulla sinistra, increduli nel vedere che il mio braccio destro
aveva smesso di condurre la mia mano a spostare i fogli già
letti. Inutile dire che ho gradito moltissimo il tuo diario, che
mi ha fatto rivedere come in uno specchio i volti, le immagini,
i luoghi, offrendomi l’opportunità di riascoltare
come da cd le voci, i canti, le conversazioni, e facendomi rituffare
nella commozione dei ricordi. E’ una cronistoria circostanziata,
assolutamente fedele al vissuto, un bel regalo.
Fra le righe fa rivivere molto di ciò che non traspare
dalle parole scritte, di ciò che occupa la parte più
segreta delle nostre sensazioni e dei nostri ricordi.
Un bel diario, a mio parere, sa dare di più di un bel film
o di una infinita serie di fotografie, che appagano per lo più
la voglia di rivedersi.
Nelle pagine ben scritte invece si assaporano sentimenti, si rivedono
immagini, si risentono voci e si ravvivano sensazioni come nessun
altro mezzo sa ricreare, per la soddisfazione del ricordo.
Grazie ancora e a rivederci presto
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