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di
Nirvana Kucich
Lunedì
16 febbraio 2004 ore 15.00 … 15.01. La signorina che risponde
al centralino telefonico del Camper Club “La Granda”
ci conferma l’avvenuta prenotazione!
E’ fatta! Sì, siamo riusciti ad iscriverci a questo
Tour in Russia al quale pensavamo da molto tempo con sempre maggior
convinzione.
Da questo momento prende il via il mio “diario-racconto”
del “La Granda Russia 2004”, non mi soffermerò
su eventi storici particolari (per non incorrere in madornali
errori), su spiegazioni tecniche o su informazioni geografiche,
morfologiche, minuziose, ma riferirò secondo il mio punto
di vista e la mia sensibilità, le impressioni sul territorio,
sulle persone incontrate e sui miei compagni di viaggio.
E’ dal momento della prenotazione che per Vitto e me è
un continuo consultare di guide, di riviste che affrontino esperienze
in terra russa e, naturalmente, il sito del “La Granda”
per rileggere più e più volte le righe narranti
la precedente avventura; sbirciamo con curiosità le foto
scattate per scoprire tutto ciò che la mente immagina.
L’appuntamento con le news e le informazioni che puntualmente
Piero Marenco ci invia tramite e-mail, ci caricano di sempre maggior
entusiasmo che condividiamo con il resto della famiglia e gli
amici!
Il primo contatto con una parte del gruppo, lo abbiamo al raduno
di Ravenna (Pasqua 2004): qualche parola scambiata, alcuni reciproci
consigli, qualche conoscenza che durante il viaggio in terra russa
diverrà amicizia … sono la prefazione alla nostra
avventura.
I mesi scorrono più che mai veloci sempre ricchi di immaginazione,
entusiasmo e grandi aspettative. Nel frattempo si prepara il camper;
Vitto pensa alla parte di sua competenza: motore, gomme, sospensioni,
taniche d’acqua e benzina; io penso ai viveri, alle sistemazioni
logistiche all’interno del camper e alle immancabili piccole
sfiziosità.
Viaggeremo, anche per quest’anno, insieme ai nostri amici
di vita e “scorribande camperistiche”: Pino, Adriana
e Carlo, un simpatico ragazzone di 16 anni.
Partiamo così da Bolzano in 2 camper e 5 persone il giorno
28 luglio 2004.
Il viaggio è tranquillo attraverso l’Austria, la
Cekia e la Polonia. Una sosta alle miniere di sale di Krakovia
e ad Kazimierz–Dolny, un grazioso paesino, incontriamo casualmente,
un altro equipaggio che viaggerà con noi, e con il quale
stabiliamo da subito un ottimo rapporto d’amicizia: Oscar
e Rosa Turi da Ruvo di Puglia.
Il nostro giro continua nella superba foresta di Bialowieza e
poi … arriva il momento di raggiungere Terespol, il punto
d’incontro del gruppo e di partenza della spedizione. Lo
raggiungiamo senza difficoltà nel primo pomeriggio del
30 Agosto, accolti dallo staff del “La Granda” che
sin dall’inizio ci mette a nostro agio con sincera cordialità:
Piero e Cinzia, Pippo,Marzia e Greta, Beppe, Anna e Mariuccia.
I camper non sono ancora molti, ma gli arrivi si susseguono per
tutto il pomeriggio; mi guardo intorno e cerco di ricordarmi da
subito i volti, le voci e gli accenti di quelli che saranno i
nostri compagni di viaggio.
E’ all’indomani, 4 Agosto, che arriva il grosso del
gruppo: iniziamo a conoscerci, sono diversi gli equipaggi che
viaggiano in compagnia; il piazzale sembra un microcosmo in gran
movimento: chi mette acqua nei serbatoi, chi riordina i gavoni,
tra camper e camper si vedono stesi dei gran bucati.
Si radunano gruppuscoli di persone: si parla dei viaggi fatti,
delle esperienze vissute, e delle aspettative per questo che ci
apprestiamo a compiere.
E’ palpabile la sensazione che tutti noi proviamo: una gran
voglia che le ore all’effettiva partenza scorrano veloci,
più veloci!
Arriva il giorno 5 Agosto e la mega-riunione delle 14.30 per rivedere
tutte le informazioni, le raccomandazioni che Piero ci elargisce
senza risparmiarsi; arriva anche il momento della formazione della
“colonna”.
Siamo tanti, 52 mezzi che viaggeranno insieme per circa 3500 km
in terra straniera, è quindi necessario darci delle regole
di viaggio.
Comunicati i numeri prestabiliti, si passa all’estrazione
del numero e dell’equipaggio corrispondente: Vitto ed io
siamo il n° 26 dei “rossi”, ulteriore divisione
del gruppo principale per i viaggi in Pullman (verdi, rossi e
bianchi).
Sul piazzale del parcheggio siamo tutti molto attenti: prendiamo
appunti, chiediamo chiarimenti, vogliamo essere tutti certi di
conoscere ogni particolare di modo da non avere più dubbio
alcuno.
Finalmente arriva, e quindi conosciamo il responsabile dell’Agenzia
che ci accompagnerà per tutto il viaggio, o quasi.
Tutti gli sguardi sono rivolti a questo ragazzo bruno dall’aspetto
serio che nel caldo pomeriggio di Terespol ci da un primo quadro
della situazione politica e sociale dell’ex Unione Sovietica.
Ci da spiegazioni fondamentali sui comportamenti da tenere in
dogana, sul cambio del danaro e ci tiene a mettere in chiaro alcuni
punti, per lui essenziali, della collaborazione e convivenza tra
i partecipanti al tour e lo staff dell’agenzia.
Le domande rivoltegli sono molte, molte le risposte esaurienti,
poche quelle meno precise … per causa di forza maggiore.
Alle 21.30 è tutto finito, non ci rimane che sistemare
le bandierine italiana ed europea sul proprio camper, dove ognuno
meglio crede.
Il silenzio scende sul parcheggio, ognuno di noi ripassa mentalmente
la situazione del proprio mezzo, del CB. – che si rivelerà
fondamentale – per essere certo di non tralasciare nulla
ed essere pronto ed efficiente al VIA dell’indomani mattina.
Venerdì
6 Agosto 2004
Questa
mattina non è servito il trillo della sveglia, eravamo
pronti per tempo, nel nostro camper, e sentivamo lo scalpiccio
dei passi sul terreno ghiaioso e le voci quasi sommesse dei componenti
degli altri equipaggi.
Il buongiorno scambiatoci l’un l’altro è carico
di augurio e di entusiasmo.
Partiamo suddivisi per quello che verrà definito l’ordine
di dogana, percorriamo i pochi km che ci separano dalla frontiera
con la Bielorussia ad andatura tranquilla, consci che di li a
poco ci aspetterà un lunga sosta dovuta alle operazioni
doganali. Così è stato infatti: un gruppo fermo
sotto ad una tettoia, e l’altro in un vicino piazzale. C’è
un gran andirivieni di poliziotti dal cappellone verdastro –
che impareremo a conoscere e riconoscere – di Ugo e Natasha,
la sua aiutante che conosciamo per la prima volta. Natasha è
una ragazza bielorussa, molto gentile nei modi e sicura di se
nel proprio lavoro. La nostra attesa è scandita dalla voce
di Piero, camper n°1, al CB., che ci tiene al corrente dei
tempi e della situazione.
La sua voce sarà la nostra guida per tutto il viaggio,
sempre garbata e al contempo decisa. Conscio della grossa responsabilità
che comporta guidare una colonna di camper che può raggiungere,
e a tratti superare, i 5 km.
Alle 14.30 eccoci finalmente in Bielorussia: da questo momento
tutto sarà più difficile a cominciare dai caratteri
cirillici sulle indicazioni dei segnali stradali, a noi completamente
incomprensibili.
Regoliamo i nostro orologi 1 h avanti rispetto l’ora di
casa. Ci dirigiamo al nostro primo punto di sosta: Brest. Tutto
OK, anche se l’ingresso in città è alquanto
caotico e ha creato qualche piccolo disguido, non siamo ancora
avvezzi a questo tipo di marcia.
Anche la prima esperienza di “parcheggio di massa”
lascia intravedere alcune lacune a cui porremo rimedio nelle tappe
successive. Nel frattempo ci godiamo il benvenuto offertoci dalla
città con l’assaggio di pane salato tipico e, per
la prima volta … la Vodka … presentataci da una coppia
vestita con i costumi tradizionali. La visita alla fortezza di
Brest ci vede impegnati in una breve passeggiata durante la quale
ci scambiamo le prime impressioni sul viaggio e sul nuovo ambiente.
Olga, nuova componente dello staff, appena arrivata, ci informa
sul valore storico e patriottico di ciò che stiamo visitando.
Oggi è tutto “prima volta”, come la riunione
serale che ci aiuta a cercare di smussare le difficoltà
incontrate, a dare un’impostazione logistica migliore sia
nella guida che nel parcheggio, sempre dirette da Piero con la
costante e fidata collaborazione di tutti gli altri organizzatori.
Ormai è giunta l’ora della buona notte, e ci godiamo
il silenzio della notte, rotto solo dal crepitio della pioggia
sui nostri camper.
Km
percorsi: 10
Sabato
7 Agosto
La
nottata è trascorsa tranquilla ed anche oggi i 121 turisti
camperizzati , compresi i 3 cagnolini, sono pronti all’ora
stabilita. La conta per la partenza è compito del solerte
Beppe Truffo: sempre col sorriso sulle labbra , ci chiama per
numero, al nostro passaggio un cenno di saluto e noi rispondiamo
con “presente” oppure con la frase che in quel momento
ci sembra idonea a confermare la nostra presenza.
Si parte, il mio sguardo va subito al nuovo tipo di vita che mi
si presenta davanti agli occhi ed inizio ad imprimere nella mia
macchina fotografica, e nella mia mente, tutti gli attimi cercando
di coglierne il più possibile. Vedo il susseguirsi di enormi
distese di campi coltivati a cereali disegnati con precisione
quasi geometrica, delle colorate izbe, case rurali dalle finestre
merlettate, e vedo, cosa inusuale per me, i contadini costruire
ancora i covoni di fieno con i forconi; il tutto solitamente è
incorniciato da un cielo che muta in continuazione per via delle
nuvole che si spostano molto velocemente.
Un ‘altra situazione molto inconsueta ma altrettanto suggestiva
è il trovare ai bordi dell’autostrada (siamo sulla
M1) degli improvvisati mercatini. Come banco va bene tutto: una
sedia, un bidone rovesciato, un tavolaccio, insomma tutto ciò
che possa fare da supporto ad una mercanzia non certo copiosa
che spazia dai cetrioli, alle carote, alle patate!
Arriviamo al primo di una lunga serie di importanti impegni: il
rifornimento di gasolio per noi e di benzina verde per i ragazzi
del camper n° 3 Ivan, Manlio e Fabio: la troupe televisiva
che spierà ogni nostro movimento per renderlo pubblico
alla fine del viaggio tramite una cassetta o un DVD!
L’operazione, una volta consolidata, è semplice:
ci si divide su 2 o 3 pompe e senza perdere tempo si fa rifornimento
e ci si “ripiazza”,
Finchè si aspetta il gruppo si fa il caffè, ci si
scambia qualche battuta con i vicini di numero; diventerà
una simpatica consuetudine!
Tocca a Marzia (camper n°2) con la sua voce calda e suadente
ricomporre la colonna, la fine delle operazioni è segnata
dal rassicurante “sono tutti fuori” del nostro amico
52, ossia Beppe. Siamo già a buon punto nella sistemazione
per numero: riconosciamo la sagoma del camper davanti a noi e
di quello dietro, una volta sistemati ci diamo l’OK e siamo
pronti a riprendere,
La sorpresa successiva è l’uscita tutti compatti
ed uniti dalla stessa porta dell’autostrada in rapida successione…chissà
perché?
Il piazzale assolato antistante il castello di Mir è il
luogo della nostra sosta pranzo. Le operazioni di parcheggio sono
condotte da un “tipo”, armato di fischietto dal suono
un po’ rauco e di un manganello spartitraffico, che con
gesti sbrigativi ci fa sistemare: è Andrei anch’egli
collaboratore dell'agenzia, un personaggio originale pieno di
brio che sprizza euforia e buonumore.
Infatti accogliamo i suoi frenetici gesti con estrema simpatia.
Incontriamo alcuni bambini che, incuriositi dai nostri mezzi,
girano tra di essi scrutandoci un tantino insicuri ma sorridenti:
Tutti li lasciamo avvicinare, cerchiamo di farci capire a gesti
e regaliamo loro qualche cosa, e contenti e non più timidi,
non si negano neppure a delle fotografie per le quali posano contenti
e soddisfatti.
E’ quasi sera quando arriviamo a Minsk, capitale della Bielorussia,
parcheggiamo nel cortile della chiesa cattolica “Chiesa
della carità” guidati dal fischietto di Andrei.
Per quanto il parcheggio non ci consenta molti movimenti avverto
una piacevole sensazione di socievolezza ed intima serenità
che si rafforzerà maggiormente in serata,nel teatrino del
complesso parrocchiale, dove tutti riuniti, festeggiamo i …..SETTE
metri di biglietto dell’autostrada – ecco svelato
il mistero della mattinata- ed una raccolta di generi vari che
verrà consegnata al parroco!
La lunga giornata si conclude con una tranquilla passeggiata lungo
la “prospettiva Skorini” i cui palazzi nella sera
sono illuminati da un gran numero di lampadine; rientrando auguriamo
la buonanotte ai nostri compagni ed un arrivederci a domani mattina.
Abbiamo percorso 362 km.
Domenica
8 agosto
La
giornata promette bene, si presenta con il sole, ma … anche
con una notizia che corre di bocca in bocca: il camper 34 non
parte !
Ecco però che arriva il nostro meccanico Giovanni –
camper 51- con i ferri del mestiere…
Qualche minuto di attesa e ….scroscia l’applauso :
tutto a posto si può partire!
Ci incolonniamo compatti ( aggettivo molto presente nel vocabolario
del camperista in colonna) lungo la prospettiva Skorini, lampeggiando
agli operatori appostati a riprendere la lunga, bianca e splendente
carovana.
Viaggiando scambiamo qualche battuta tra di noi, chiediamo ulteriori
chiarimenti al nostro “capo” - camper n.1- e così,
via via ci conosciamo, chiamandoci sempre per numero.
Ascolto con piacere le rime che ci propongono Marzia e Greta riguardo
agli avvenimenti della giornata.
Faccio conoscenza con la simpatica cadenza istriana della voce
del n. 6, che ci informa con meticolosità sulle difficoltà
incontrate lungo strada, con la voce tonante del n. 37 che, scoprirò
dopo, distribuirà sempre a tutti dell’ottimo caffè
espresso.
Con voce chiara e limpida, interventi lucidi, precisi e talvolta
mordaci, ci terrà compagnia fino all’ultimo istante
del viaggio … il n° 46, ovvero il famoso “KAPPA”,
soprannominato così per il suo intercalare da perfetto
radioamatore.
Naturalmente la VOCE per antonomasia è quella di Piero,
che dalla sua prima postazione, ci ragguaglia su buche, sterrati,
passaggi a livello da brivido, strani mezzi sulla carreggiata
e sulla presenza della Polizia che, convenzionalmente abbiamo
chiamato PUFFI. E, se dotati di pistola laser, PUFFI CON GELATO.
Il n° 25 -il nostro amico bolzanino Pino- ascolta le segnalazioni
e nella sua funzione di ripetitore ufficiale, le riferisce al
resto della colonna che, durante il viaggio non sempre riesce
a marciare compatta; si informa inoltre sulle posizione dei mezzi
eventualmente attardati dal n° 26 in poi cosicché il
collegamento via CB sia quasi sempre garantito a tutti gli equipaggi.
E’ un piacevole passa parola che fa sentire la forza e l’unione
del gruppo che via via va sempre più rafforzandosi.
Arriviamo finalmente alla frontiera tra Bielorussia e Russia:
il parcheggio - nel piazzale tra i TIR - ci vede oltremodo stipati,
ma la situazione richiede spirito di adattamento e….tanta
pazienza!
C’è il tempo per pranzare in santa pace, per riunirsi
nei vari camper a bere il caffè e scambiare quattro chiacchiere.
Dopo una lunga attesa finalmente siamo sul suolo russo con ancora
un ‘ora in più sul nostro orologio.
La sosta per la notte è a Smolensk, un gruppo si ferma
al campeggio e 18 camper – compresi noi - si fermano al
parcheggio del Motel, capitanati da Beppe, Anna e Mariuccia.
La serata è tranquilla, la temperatura ottima, ancora qualche
chiacchiera, qualche scambio di impressioni e poi finalmente …..un
buon sonno ristoratore !
Sono stati percorsi 326 km
Lunedì 9 agosto
Il
nostro gruppetto è pronto per tempo.
Beppe gironzola tra i camper per controllare che tutti siano a
posto e non necessitino di alcunché. Arriva anche il resto
del gruppo….Via CB alcuni equipaggi comunicano di aver bisogno
di fare rifornimento, si forma quindi una piccola colonna diretta
al distributore guidata da Andrei, mentre gli altri procedono.
Conclusa l’operazione gasolio, ci risistemiamo in una colonna
autogestita: il n 3 in testa fa da battistrada, (compito a cui
assolve molto bene) e quel toscanaccio di Ivan ci mette di buonumore
con le sue esilaranti e spassose battute.
Scopriamo ad ogni km di più la versatilità e la
simpatia di “mister kappa” ovvero il n 46 al secolo
Ezio! Ci intrattiene sulle modalità dell’uso del
CB e su altre piccole curiosità di varia natura.
Viaggiamo spediti nel paesaggio russo che, per quanto a prima
vista sembri tutto uguale, o monotono , osservandolo bene ci mostra
varie tipologie di paesaggi: campi di foraggio a perdita d’occhio,
donne di ogni età che lavorano in campagna curve sui loro
attrezzi, bambini che portano al pascolo gli animali - poche mucche
o capre -. Non si contano poi le macchine, a dire il vero piuttosto
vecchiotte, ferme al lato - e non solo - della strada, diversi
sidecar dai colori vivaci transitano a velocità direi sostenuta.
Raggiungiamo il “resto del gruppo” all’ora di
pranzo, allo storico distributore della famiglia del cosmonauta
Gagarin.
E’ una simpatica consuetudine che ai pasti risuoni via CB
- che va sempre regolarmente tenuto aperto - il Buon Appetito
tra i vari equipaggi, ma l’appetito credo non manchi a nessuno
!
Durante la sosta si possono acquistare, ad una bancarella, pesci
affumicati di vario genere.
Il titolare dell'agenzia ci illustra le diversità delle
varie tipologie e conclude con un pranzetto in compagnia della
bella pescivendola lontano da occhi indiscreti… anche lui
ogni tanto deve distrarsi !
Conosciamo anche il ragazzo che si è adoperato per aiutarci
durante il rifornimento, che molto timidamente si aggirava tra
i camper. Tutti noi abbiamo capito che abbisognava di un sorriso
e di qualche cosa di più tangibile da portare a casa forse
per la famiglia. Raccolto ciò che gli potevamo dare, ci
ha premiati con il suo sorriso e, carico del prezioso fardello,
si è dileguato attraverso il bosco.
Il viaggio riprende e prosegue fino ad arrivare al caotico anello
di Mosca in ora di punta!
Lasciato libero il canale CB dalle conversazioni di varia natura,
gli ordini di Piero si susseguono veloci: il n 25 li ripete, anch’egli
con voce ferma perché tutti capiscano, cercando di tenere
unita la coda del gruppo; il n 46 fa da portavoce per gli ultimi
6 equipaggi leggermente distanziati. In alcuni momenti viaggiamo
un po’ in tensione perché il traffico è caotico
e disordinato… non c’è alcuna regola valida
per gli automobilisti moscoviti!
Ci vediamo sorpassati sulla destra, i cambi di corsia avvengono
senza rispettare le precedenze ed a velocità sostenuta.
Le immissioni laterali fanno scorrere adrenalina pura nel nostro
sangue……!
Con un gran sospiro di sollievo arriviamo tutti, ed interi, al
parcheggio dell’hotel Sojuz di Mosca.
Con calma i 52 mezzi si sistemano: alcuni sull’asfalto,
altri sul terreno erboso.
Terminate le operazioni di alloggiamento, Vitto e Pino vengono
coinvolti assieme a Carlo, da Maurizio -camper 35- e dai gemelli
Maunero –camper 9- in una partita a calcio; non conosco
il risultato ma so che i due “ vecchioni” sono rientrati
….esausti dalla loro performance!
La tradizionale riunione è davanti ai camper 1, 2 e 3:
ognuno di noi espone le proprie idee e fa le proprie richieste.
Piero per quanto gli è possibile, cerca di esaudire i desideri
e di tener conto di idee buone e concrete… ma in terra di
Russia alcune cose, anche le più semplici, diventano impossibili!!!
E’ arrivata anche per questa sera l’ora della buonanotte,
per domani è in programma il primo assaggio della città
di Mosca !
Abbiamo percorso 385 km
Martedì
10 Agosto
Questa
mattina, muniti dei nostri tagliandini colorati al collo (verdi
rossi e bianchi), ci ritroviamo sul piazzale antistante l’albergo
per salire sui pullman ed andare nel centro di Mosca..
Saremo nuovamente tutti insieme in serata, ora invece ogni gruppo
si sposta con la propria guida e con il proprio “capogruppo”;
a noi è toccata in sorte ... Marzia col marito Pippo, sempre
simpatici e pronti a seguirci con discrezione, ma altrettanta
attenzione a tutto ciò che in simili luoghi possa accadere
ad ognuno di noi.
La guida ufficiale dei “rossi” è Alessia una
bella ragazza moscovita con studi specifici in lingue ed arte
a Firenze. Il suo linguaggio è sciolto ed appropriato.
Ci introduce al Cremlino – ogni città ne ha uno ed
il più importante è quello di Mosca - ci spiega
il valore politico che ha avuto durante il regime, ci mette al
corrente delle attività che si svolgono al suo interno
oggigiorno.
Alessia si muove con disinvoltura lungo i viali, molto curati,
dell’ antica fortezza e risponde con pertinenza a tutte
le nostre domande e curiosità.
Rimaniamo stupefatti davanti alle cupole dorate delle tre chiese
della piazza del Cremlino – Piazza delle Cattedrali - che
si stagliano nell’azzurro di un cielo che più terso
non si può.
Non sono da meno gli interni, che rivelano uno sfarzo d’altri
tempi, con le icone raffiguranti il Cristo, la Madonna ed i Santi
venerati in quel luogo di culto. Seguiamo con il massimo interesse
le spiegazioni esaurienti di Alessia che si prodiga nel rendere
quello che per lei, lo si sente dal fervore con cui si esprime,
è un argomento di grande interesse.
Per quanti si sono ritrovati al ristorante fuori dalle rosse mura
del Cremino è il primo incontro con la cucina tipica russa:
la “ borsch” fa bella mostra di sé in una ciotola
sui nostri tavoli.
E’ una minestra, solitamente di rape rosse, con carne e
l’aggiunta di panna acida; ho incontrato diversi sguardi
disperati alla vista del contenuto rossastro della ciotola; altri
più composti … osservavano dubbiosi. I più
tenaci commensali armati di cucchiaio hanno assaggiato e poi mangiato
la zuppa fino alla fine. E’ un’esperienza da provare
perché la stessa zuppa ci verrà proposta molte altre
volte……
La successiva tappa, mentre si sta alzando un fastidioso vento,
è la Piazza Rossa! L’immensità della piazza
mi lascia sbigottita: il suo pavimento è leggermente convesso,
è delimitata dal Mausoleo di Lenin e dai magazzini Gum,
mentre sul fondo si apre alle cupole sfolgoranti d’oro e
di colori della cattedrale di San Basilio. La sua maestosità
la rende unica. Come noi, un’infinità di turisti
la guarda incredula di tanta bellezza; naturalmente il gruppo
dei “rossi” si immortala più e più volte
per…i posteri !
Dopo tutto questo sfavillio ci concediamo un bel giro di shopping
nella famosa via Arbat, ricca di negozi e banchetti dove si può
trovare veramente di tutto … dalle tradizionali e colorate
matrioske, ai gioielli d’ambra, ai colbacchi...
Rientriamo tutti ai pullman con i nostri sacchetti pieni che ci
premuriamo di far vedere al resto del gruppo: ognuno di noi osserva
la mercanzia comperata confrontando oggetti e prezzi, cercando
di capire se abbiamo concluso un buon affare o meno.
Come prima giornata trascorsa nella megalopoli russa, sono appagata
dall’aver visto di persona luoghi che al massimo mi erano
stati proposti al TG, di essermi potuta confrontare con uno stile
di vita così diverso dal mio ma così interessante
ed affascinante!
Una volta rientrati a “casa“ riusciamo solo a salutare
i nostri amici (ormai le amicizie strette sono molteplici) e a
dare loro un arrivederci a domani. La stanchezza ci vince e bisogna
essere nuovamente in forma per il giorno dopo che, senza dubbio,
riserverà altre meraviglie!
Mercoledì
11 Agosto
Ristorati
da una notte di riposo ci ritroviamo per la partenza con i pullman:
anche le posizioni sui sedili sono più o meno consolidate;
ci si ritrova a parlare del panorama che troviamo lungo il tragitto,
della massa di persone che si muovono quotidianamente in una città
dalle dimensioni così grandi; guardiamo con stupore gli
enormi caseggiati popolari alla periferia della città,
grandi dormitori che abbisognerebbero di una notevole ristrutturazione…
Oggi la nostra guida è cambiata, Ugo ci accompagna alla
chiesa di Cristo Salvatore; edificio imponente con le cupole dorate,
ricco di marmi e mosaici ricostruito nell’ultimo decennio.
Molto interessante la spiegazione sulle particolarità architettoniche,
ma altrettanto sulla situazione politica tra Stato e Chiesa sia
del periodo stalinista che di questi ultimi tempi con le varie
“combine” dei giochi di potere.
La mattinata, soleggiata e tiepida, si conclude con un veloce
excursus, sempre guidati da Ugo, al museo Puskin.
Nel tardo pomeriggio siamo invitati ad una … riunione plenaria,
così conosciamo Irina, un’ altra collaboratrice dell’Agenzia
S. Pietroburgo, che ci mette al corrente - in linea di massima
- del programma dei successivi giorni in città. Si prodiga
inoltre per assicurarci che tutto ciò che potrà
essere fatto per renderci soddisfatti della nostra vacanza, verrà
messo in opera.
Nel frattempo spuntano due o forse tre enormi borsoni contenenti
l’oggettistica che noi potremo acquistare direttamente:
matrioske multicolori di diverse grandezze, pupazzetti con carillon,
scatolette di betulla pitturate a mano e poi verniciate ed una
infinita serie di cartoline illustrate.
Un numero di mani impressionante si avventa sui prodotti: chi
tocca, chi gira e rigira, chi fruga nei borsoni alla ricerca di
un pezzo speciale; c’è chi si consulta con i vicini
chi, non soddisfatto, ripone la merce …….. ma alla
fine andrà tutto esaurito!
E’ arrivato anche il momento della distribuzione delle borse
omaggio dell’Agenzia; se ne incarica Scilla – altra
collaboratrice, questa volta italiana - e oltre alla bella pubblicazione
su S. Pietroburgo contengono anche una matrioska dipinta con il
logo del Club a ricordo del nostro viaggio “la Granda Russia
2004”. Sappiamo già, Vitto ed io, che quest’ultima
troneggerà sul cruscotto del nostro camper!
Il tempo stringe, bisogna prepararsi per il giro in battello sulla
Moscova. E’ l’imbrunire, nel cielo vagamente rossastro
si stagliano limpide le cupole del Cremlino, il grattacielo di
Stalin, le torri con le stelle rosse alla sommità, lo stadio
olimpico, la statua di Pietro il Grande; è un continuo
girarsi per poter vedere tutto e fotografarlo nitidamente, dopo
averlo impresso nei nostri occhi incantati. Manlio, l’operatore,
si apposta addirittura su un'altra barca per riprendere meglio
l’allegra brigata in navigazione; ci raggiungerà
con una atletica corsetta da un molo all’altro!
Il ritorno con il buio della notte, eserciterà ancora un
maggiore fascino: i ponti sul fiume e le mura del Cremlino illuminate,
le stelle che occhieggiano dall’alto delle torri con il
loro rosso luccichio, gli altri battelli in navigazione decorati
con ghirlande illuminate, completano una scenografia indimenticabile!
Ma non è finita qui, tutti insieme ci dirigiamo verso una
stazione della metropolitana per ammirarne le decorazioni sui
soffitti e sulle pareti laterali, purtroppo – ragioni di
sicurezza – ci impediscono di proseguire la visita alle
altre importanti stazioni, e quindi, mesti, rientriamo al nostro
villaggio su ruote! Meglio non osare troppo!
Un saluto tra un camper e l’altro per augurarci la buonanotte.
Giovedì
12 agosto
Oggi
è in programma la visita ad alcune città dell’Anello
d’oro. Non tutti i 121 partecipano al viaggio; il tragitto
da percorrere in pullman è piuttosto lungo, ma tra qualche
spiegazione di Scilla, la sosta caffè ed un riposino, si
arriva a Vladimir. Ci fermiamo giusto il tempo per ammirare due
chiese e di sentire le spiegazioni di Ugo in proposito, dopodiché
raggiungiamo Suzdal.
La cittadina è piccola ma graziosa, tutta concentrata attorno
alla Cattedrale della Natività ed ai suoi bianchi portici
lungo i quali passeggiamo; i negozi vantano delle insegne in ferro
battuto che raffigurano la mercanzia in vendita. Siamo entrati
in alcuni di questi respirando l’atmosfera dei vecchi empori
assai distanti dalla nostra idea di moderno supermercato.
Consumiamo un ottimo pranzo, secondo la tradizione russa, in un
vecchio Convento adibito a ristorante, molto suggestivo ed accogliente.
Neppure oggi può mancarci un giretto al mercatino per le
nostre compere: troneggiano soprattutto oggetti, sempre lavorati
a mano, in betulla - albero simbolo della Russia -: scatolette,
fermagli per capelli e tante altre piccole cosucce. Seguendo le
stradine della cittadina arriviamo ad un villaggio di izbe ristrutturate
a scopo turistico. Ci soffermiamo ad osservare una vecchietta
avvolta nel suo scialle intenta a tessere dei tappeti, ci conquista
il suo “dorato” sorriso e la sua spontanea simpatia
e non perdiamo l’occasione di acquistare due tappeti…
troveremo senza dubbio un posto in casa dove sistemarli. Altro
punto di sosta è il mercato della verdura: i contadini
poggiano i propri prodotti sul muricciolo che delimita il giardino
pubblico; espongono poche cose. Alcuni hanno trasportato i propri
prodotti con una vecchia carrozzina stile anni 30 piuttosto malconcia.
Ci soffermiamo ad osservare e Vitto regala loro alcune penne pubblicitarie,
per ringraziamento uno di essi ricambia, prendendo con le proprie
mani da un vaso di vetro un cetriolo in salamoia e glielo porge
con modi così cortesi, ma insistenti, che è stato
impossibile rifiutare, ma Vitto … detesta i cetrioli; ad
ogni modo ha fatto “buon viso a cattivo gioco“ ed
ha accettato con uno sforzo sovraumano!!!
Rientriamo nei pullman alla volta di Mosca: lungo la strada c’è
parecchio traffico e piove , scende il silenzio, tutti, o quasi,
sonnecchiano lungo il tragitto. Giungiamo a destinazione verso
le 21.30. La giornata è stata lunga ed interessante, anche
questa sera abbiamo molti ricordi in comune con i nostri compagni
di viaggio su cui conversare o sorridere … per il momento
ci diamo appuntamento all’indomani.
Venerdì
13 agosto
Anche
per oggi ci aspetta un viaggetto fuori città: siamo diretti
a Sergiej Posad città santa dell’Anello d’oro,
quello che viene chiamato il Vaticano russo.
La candida cinta di mura bianche lascia intravedere alcune cupole
dorate, altre azzurre con stelle a loro volta dorate, il tutto
messo in risalto dall’ intenso colore del cielo di questa
mattinata.
L’ interno è ancora superiore alle nostre aspettative:
spicca la cattedrale dell’Assunzione, bianca, solare, immersa
in giardini curati che denotano un costante interesse degli addetti.
Entrando in questa Cattedrale, come sempre sovrabbondante di icone
e decorazioni in oro, sono veramente colpita dalla devozione con
cui i fedeli - giovani, meno giovani, famiglie intere - assistono
alle celebrazioni religiose, da come sfilano in silenzio compunti
per ricevere la benedizione del Pope e da come si prostrano davanti
alle Icone dei Santi protettori! Al di fuori delle mura ci aspetta
nuovamente una vita fatta di richiami di venditori di souvenir
con i banchetti ricchi dei prodotti artigianali che sembrano volerci
dire “ comperateci, comperateci !”.
Sempre molto interessanti le contrattazioni sui prezzi: il venditore
propone il proprio prezzo, il turista spara il suo ed avanti così
fino a che uno dei due cede, così l’acquisto è
un vero contratto in piena regola e noi … siamo convinti
di aver appena concluso un affarone !
Il pranzo è stato avventuroso ma al contempo divertente:
per un disguido siamo rimasti senza ristorante, ma due panini
col salame ed un gelato mangiati sul muretto, come ai tempi della
scuola, sono stati ugualmente soddisfacenti, anche perché
eravamo in allegra compagnia e non ci siamo lasciati sfuggire
delle belle risate. Qualcuno del gruppo ha tentato l’esperienza
del ristorante “fai da te” ma tra il problema lettura
del menù in cirillico e le ordinazioni, credo abbiano avuto
sicuramente delle difficoltà oggettive.
Il pomeriggio prosegue con la visita al museo intitolato al cosmonauta
Juri Gagarin: tra capsule spaziali, tute, caschi, Sputnik e navette
siamo venuti a conoscenza delle varie fasi dell’avventura
spaziale russa.
La serata, una volta rientrati, si conclude con il rituale della
riunione davanti al camper di Piero, dove si cerca una difficile
organizzazione per la nostra giornata libera dell’indomani.
Le opzioni sono molte, ognuno cerca qualche cosa di adatto alle
esigenze della propria famiglia. Dopo aver vagliato le diverse
possibilità e proposte ci si affida alla buona volontà
e alla disponibilità di ognuno di noi, vedremo, chissà
che la notte non porti buoni propositi!!!
Sabato
14 agosto
La
pioggia è caduta incessante per tutta la notte.
Noi “26”, i nostri amici del “25” e del
“23” decidiamo per una mattinata di relax nel silenzio
del parcheggio dato che molti equipaggi sono andati in centro
fin dal mattino. Ma la calma è stata solo apparente: il
prato sul quale sono parcheggiati i mezzi, in molti punti è
diventato un acquitrino o meglio un pantano. Molti, una volta
rientrati dall’escursione, tentano di uscire dall’
enpasse. Qualcuno ci riesce, è il nostro caso per fortuna.
In diversi, con manovre affrettate, cercano di avere la meglio
sul fango, ma purtroppo si impantanano. Da buoni camperisti uniamo
le forze e tra espedienti vari e spinte di muscolosi uomini, qualche
mezzo riesce a raggiungere il sospirato asfalto. Per altri non
rimane che aspettare il provvidenziale arrivo del trattore in
tarda serata!
Nel frattempo ci avviamo per gustarci lo spettacolo del circo,
già programmato dai giorni precedenti, tramite il famoso
“Foglio Servizi” che ci hanno distribuito. Sullo stesso
abbiamo segnato le gite, i pranzi ai quali intendiamo partecipare
oltre agli acquisti prenotati.
Ci godiamo due intense ore di spettacolo ininterrotto di Artisti
… proprio con la A maiuscola! Si alternano sulla pista circolare
clown, giocolieri, contorsionisti dai corpi elastici e dai muscoli
scultorei, addestratori di cani, cavalli ed infine, il numero
più emozionante che ci ha tenuti con il fiato sospeso,
quello dei trapezisti tra cui spiccava per bravura un ragazzino
dall’apparente età di circa 13 anni.
La situazione al nostro parcheggio intanto era migliorata di poco
con qualche altro salvataggio. Finalmente crediamo di essere giunti
all’epilogo ma invece di un trattore arriva un camion che
in breve fa la stessa fine dei nostri camper nel fango.
Una serie di telefonate … e questa volta arriva davvero
il mezzo adatto a salvare gli ultimi mezzi che lo hanno pazientemente
atteso. Tra applausi e ringraziamenti ci mettiamo tutti ...sull’asfalto
sperando di trascorrere una nottata tranquilla.
Domenica
15 agosto
Si
parte alle 7, destinazione Novgorod. Ricompattata la colonna salutiamo
Mosca tenendoci caro il ricordo dei bei luoghi visitati, del tipo
di vita che abbiamo conosciuto, dei volti incontrati.
Ci immettiamo in una strada che metterà a dura prova le
sospensioni dei nostri mezzi: buche, cunette, sterrati. Nel camper,
porre l’orecchio, come al solito, ai rumori sospetti, è
del tutto inutile dato che i rumori da individuare sarebbero troppi.
Procediamo tra camion ed automobili che dimostrano tutta la loro
vetusta età. Le macchine in panne ferme ai lati della strada,
usano triangoli segnalatori piuttosto inconsueti: pneumatici,
cassette e tutto ciò che di più strano si possa
immaginare.
Attraversiamo il maestoso fiume Volga: si susseguono sempre più
distese di campi incolti, villaggi di izbe, alcune piegate sotto
al peso degli anni e delle intemperie; nelle case non c’è
segno di antenne o parabole TV. Le persone che incontriamo si
soffermano a guardare la nostra colonna, in un misto tra stupore
ed incredulità, noi salutiamo con ampi gesti della mano
quasi a farci perdonare di aver invaso “casa loro”.
Rallentiamo la marcia ogni qualvolta compare il cartello bianco
di centro abitato o quello di posto di controllo dei ...”puffi”!
Piero ci informa di tutto ciò e Pino -25- ripete al resto
della colonna, non vogliamo che qualcuno di noi si faccia beccare
da loro per aver superato i limiti di velocità …
ci andrà bene per tutto il viaggio !!
Nel tragitto c’è anche posto per qualche breve conversazione
al CB: gli allegri sfottò tra il 37 ed il 3 per la velocità
moderata del mezzo di quest’ultimo si sprecano. Il 46 interviene
con i suoi saggi consigli, con la sua ironia e conclude ogni intervento
con il fatidico KAPPA in cui le “P” aumentano a seconda
l’intensità del discorso. A turno ognuno di noi fa
i propri interventi, a meno che non ci interrompa il n.1 per dare
gli ordini del momento. La vita di colonna ha il suo fascino,
le sue cadenze, i suoi intermezzi ed i suoi silenzi la rendono
interessante, intrigante e sempre emozionante!
Nel pomeriggio giungiamo a Novgorod. Al parcheggio dell’hotel
Inturist riusciamo a parcheggiare in breve tempo e con ordine
(ormai siamo esperti “stipatori” di camper). Ci raduniamo
per festeggiare il ferragosto in una bella sala dove spicca un
ricco banchetto allestito proprio in nostro onore al quale noi
”partecipiamo” attivamente. Come sorpresa finale il
Club ha preparato un regalino con annessa poesiola in rima (autrice
nota) per tutti coloro che compiono gli anni nel mese di agosto.
Tra questi ci sono anch’io ed ho veramente gradito molto
il presente!
Questa sera siamo tutti stanchi, la tappa è stata lunga
ed impegnativa. Dopo cena ancora qualche parola scambiata, qualche
progetto, qualche ragguaglio sul programma del giorno dopo, che
ci vedrà a San Pietroburgo e poi buonanotte.
Sono stati percorsi 504 km.
P.S. oggi è stata finalmente riempita di gasolio anche
la …tanica!!!
Lunedì
16 agosto
Ci
svegliamo con il sole e pronti per qualche km di strada con i
pullman per visitare un villaggio di izbe nei pressi della città.
La spiegazione sui metodi e sulle differenze di costruzioni tra
izbe e dacie e sul tipo di organizzazione sociale che si svolgeva
e si svolge tuttora in esse è molto interessante.
L’arredamento interno lascia intuire lo svolgersi di una
vita piuttosto spartana con poche comodità: in ognuna di
esse c’è l’angolo “rosso” ossia
bello, con l’icona del Santo venerato addobbata con centrini
e fiori. Il pranzo per alcuni di noi è al ristorante che
fornisce, oltre ad un ottimo menù tipico come sempre, anche
della musica gradita a tutti. Ma i camper fremono, è ora
di ripartire destinazione S. Pietroburgo! La colonna si riforma
in men che non si dica, ormai siamo al decimo giorno di ….navigazione;
riprendiamo le nostre consuete abitudini itineranti.
Il paesaggio lungo la strada non si differenzia molto da quello
delle giornate precedenti, eccezione fatta per le venditrici di
the: con i loro Samovar fumanti, appostate negli slarghi o negli
incroci.
Ricompattiamo la colonna - altra frase tipo presente nel nostro
vocabolario - sotto l’obelisco posto all’ingresso
della città, che dovremo attraversare in tutta la sua lunghezza
per raggiungere il nostro posteggio situato su una delle tante
isole collegate tra loro da una infinita serie di ponti.
Pronti, via, si va ! Piero –1- da le coordinate di riferimento,
che non possono essere i nomi di vie o piazze , per noi illeggibili,
ma edifici o insegne o monumenti particolari, il 25 ripete. Tutto
ok per il momento, ci destreggiamo anche in mezzo al traffico
e così arriviamo al nostro parcheggio, dove però
mancano all’appello alcuni camper rimasti imbottigliati
tra un semaforo e l’altro o confusi tra una svolta a destra
anziché a sinistra. Ricontattati tramite CB, la macchina
dell’organizzazione li recupera e li riporta nel gruppo,
con un gran sospiro di sollievo sia loro, che di tutti noi.
Anche questa è un’ avventura da mettere nel conto
di un viaggio così lungo e particolare. Nel frattempo abbiamo
fatto conoscenza anche con Olga, la responsabile russa dell’Agenzia,
che alla fine dei discorsi di circostanza offre un assaggio dei
vari tipi di caviale russo e l’immancabile ... vodka.
Ci sistemiamo nella maniera migliore in quello che sarà
il nostro acquartieramento per 5 giorni. Gli uomini provvedono
agli allacciamenti di acqua e luce; ricompaiono bucati stesi un
po’ ovunque. I bambini si sfogano dopo tanto viaggiare giocando
a calcio; si sentono i richiami da camper a camper per gli accordi
sulla cena, sulla partita a carte o sul digestivo in tarda serata.
Dopo cena ci ritroviamo nel piazzale, che assomiglia molto alla
piazza centrale di un qualsiasi paese italiano. Ci si confronta,
si parla delle intervenute difficoltà di qualche mezzo,
si prendono i contatti per nuovi incontri tra di noi una volta
terminato il viaggio, si legge la lavagnetta posta dinanzi al
vetro del camper 1 per leggere gli orari ed il programma dell’indomani:
I giovani si intrattengono tra di loro…chissà di
cosa parlottano!
Quest’oggi abbiamo percorso 201 km. sulla M5.
Martedì
17 agosto
La
città ci attende, abbiamo molte aspettative relative alle
bellezze di questa località, viste in documentari, lette
su libri: siamo certi che non ci deluderà. Prima di salire
sui pullman facciamo gli auguri di buon compleanno a Pippo –
camper 2-. Incontriamo per la prima volta la nuova guida Nadia
anch’essa con esperienze di studio in Italia.
Percorriamo i ponti sulla Neva; rapido passaggio davanti al museo
dell’Hermitage, sulla prospettiva Nievski e davanti alla
cattedrale del Sangue versato. Già il primo impatto con
questi celebri luoghi , ci fa provare una certa emozione.
La Cattedrale di S. Isacco ci vede impegnati, oltre che nella
sua visita, nella spettacolare e difficoltosa ascesa alla sua
cupola: 260 gradini affrontati da noi tutti con slancio ed euforia
per godere di un panorama mozzafiato della città dall’alto
… veramente alto! Proviamo l’ebbrezza di poter vedere
la cupola all’altezza dei nostri occhi.
Il locale dove ci fermeremo a pranzare è situato proprio
sulla prospettiva Nievski, così abbiamo subito l’opportunità
di conoscerla con una prima passeggiata: un gran viavai di turisti
- molti anche italiani - negozi di ogni genere, lussuosi e più
modesti che vendono particolarità russe ma anche europee.
Traffico abbastanza congestionato: ci stupisce come, nonostante
il gran numero di persone che frequentano le vie del centro, esse
siano tutte pulite, sgombre di cartacce od altro. Rimandiamo ad
una prossima giornata un giro più mirato ad eventuali acquisti
perché ci aspetta ….il Museo dell’Hermitage.
E’ di una imponenza straordinaria: il palazzo d’inverno
ci accoglie con le sue stanze immense con i suoi soffitti d’oro,
con i pavimenti intarsiati in marmo e ci sarebbero da scrivere
libri e libri sulle meraviglie che abbiamo visto … ma ne
sono già stati scritti molti!
Quando usciamo dal museo raccogliamo dai nostri compagni espressioni
di autentica meraviglia ,di ammirazione incondizionata per tutti
i capolavori che siamo riusciti a vedere ed a gustare.
In serata, sotto una sottile pioggerellina, ci prepariamo per
il buffet sul battello ed il giro sulla Neva di notte, stiamo
già immaginando lo spettacolo ma per un disguido tecnico,
dobbiamo rientrare ai camper senza giretto. Quello che all’inizio
poteva essere un problema è diventato un simpatico diversivo,
la nostra accompagnatrice, in attesa della partenza del pullman,
ci ha insegnato e fatto cantare, con le logiche storpiature di
qualche parola, alcune canzoni della tradizione russa: il coro,
che non era proprio intonato, era gradevole e ci ha fatto scordare
il problema precedente. Con animo tranquillo e rasserenato siamo
rientrati ed alla moda italiana ci siamo fatti i classici …
2 spaghetti aglio e olio !
Dopo cena tradizionali 4 chiacchiere in … piazza sino alla
buonanotte.
Mercoledì
18 agosto
La
visita di oggi è alla fortezza dei S.S. Pietro e Paolo,
il monumento più antico della città. La fortezza
è grande, la giriamo fino ad arrivare alle sponde della
Neva che rappresentano la spiaggia degli abitanti di San Pietroburgo.
Al momento della risalita in pullman alla “ conta”
dei presenti che Marzia fa con scrupolo ad ogni partenza, manca
un passeggero: il nostro amico Oscar –23 –la moglie
Rosa lascia intravedere una malcelata preoccupazione. Marzia e
Pippo altrettanto, allora in un battibaleno Pino –25- scende
dal mezzo e con una buona corsetta va alla ricerca del disperso;
lo segue a ruota Pippo e poco dopo, un po’ansanti, rientrano
tutti e tre con le scuse e le giustificazioni, peraltro valide
di Oscar: anche questa avventura ha avuto un lieto fine !
Tra i vari spettacoli che la città ha in cartellone, questa
sera, per un gruppo dei nostri, c’è il balletto ”Il
lago dei Cigni “. Il Teatro Alessandriski è già
di per sé uno spettacolo, noi siamo sistemati sui palchetti
con accanto la famiglia Roma –34- e la famiglia Alessandria-5-.
Ci conduce ai nostri posti una robusta signora non più
giovanissima , dall’aspetto severo che, per i suoi modi
sbrigativi ed energici, abbiamo soprannominato “Signora
Rottenmaier”; non ci permette alcuno spostamento e dà
una caccia spietata alle nostre macchine fotografiche e telecamere.
Nonostante questa ingombrante presenza, ci gustiamo il meraviglioso
spettacolo, la leggiadria e la bravura delle ballerine in tutù
e le sublimi note della musica di Ciaikovsky.
Usciamo più entusiasti che mai, raggiungiamo il gruppo
rimasto al parcheggio e scopriamo che hanno consumato una ottima
cena “comunitaria” nel piazzale con grande soddisfazione
di tutti. Domani sera sarà senza dubbio anche il nostro
turno di estrarre dai gavoni, tavolini e sedie …finalmente!
Giovedì
19 agosto
Oggi
la giornata è libera e a nostra disposizione fino a sera.
Arriviamo in centro ed optiamo per una visita a musei; ma sulla
parte culturale ben presto ha il sopravvento il desiderio di gironzolare
per questa bella città, di godere delle sue vie, di ammirare
i palazzi costruiti da architetti italiani, di vivere l’atmosfera
che in esse si respira e, perché no, di andare per…negozi!
Abbiamo passeggiato senza meta lungo la prospettiva Nievski, che
ormai per noi non ha più segreti; ci siamo inoltrati nelle
vie laterali; siamo anche riusciti a bere un ottimo caffè
espresso nel più noto bar pasticceria di S. Pietroburgo,
scoprendo di non essere stati gli unici camperisti ad individuarlo
ed a gustarlo!
Qualche piccolo acquisto da portare a casa per ricordo o per amici
e parenti non guasta, si spazia dalle matrioske, alle icone, ai
quadri naif ed anche questa sera i nostri sacchetti sono…stracolmi!!!
La serata è veramente coinvolgente: come promesso, il gruppo
rimasto a “Casa” si organizza per una cena all’aperto
(il tempo ce lo ha concesso).
Atmosfera esilarante tra battute varie, terminata con canti corali
che spaziano da una regione all’altra d’Italia.
Il dopo cena prevede un concerto organizzato proprio per il gruppo
“La Granda” intervallato da uno spuntino a base di…caviale
e vodka! La serata continua con la parte più spettacolare:
l’ escursione notturna per assistere ad uno spettacolo veramente
unico: l’apertura dei ponti, illuminati a giorno, sulla
Neva. Merita veramente di vedere, nell’incanto della notte,
tutte le luci sui ponti che si sollevano a bandiera per lasciare
lo spazio alle navi che stanno per transitare. Siamo appostati
in un punto strategico, in modo da poter avere una visuale completa
della fila dei ponti, e la leggera pioggerellina che scende non
infastidisce, anzi è quasi un complemento indispensabile
all’atmosfera che si è creata.
Rientriamo all’una e mezza , forse assonnati ma contenti.
Venerdì
20 agosto
Oggi
ci aspetta un breve viaggio per visitare alcune residenze fuori
città; la prima è la maestosa residenza di Caterina
II. Un palazzo che per lunghezza è unico al mondo. Ci accoglie
una banda al suono dell’Inno di Mameli, ci soffermiamo ed
applaudiamo per il gradito omaggio. Vaghiamo di sala in sala dotati
anche di “babbucce” per non rovinare il prezioso pavimento.
L’attrattiva maggiore è la famosa “sala d’ambra”
che non ci è neppure consentito di fotografare: pareti,
soffitto, decorazioni, stucchi, tutto è in questo prezioso
minerale!
Certamente Caterina non ha badato a spese per costruirsi il palazzo
ove si è ritirata negli ultimi anni della sua vita.
L’altra residenza è dalla parte opposta rispetto
a questa, nella cittadina di Petrodvorez in riva al Mar Baltico.
Neppure Pietro il Grande si era trattato tanto male. I giardini
maestosi sapientemente curati con geometrie e combinazioni di
fiori e piante sono lussureggianti, i giochi d’acqua delle
fontane, con spruzzi giganteschi, con cascate e scivoli fanno
pensare ad una regia sapiente e fantasiosa. Tra i vari getti delle
fontane c’è anche quello destinato agli incauti turisti
che avvicinandosi a certi spruzzi vengono annaffiati. Molti di
noi si sono liberamente buttati sotto allo spruzzo, altri ci sono
stati portati a forza come Nadia, la nostra guida,che due furbacchioni
dallo spirito goliardico hanno trascinato sotto al fungo piovigginoso!
(non si dovrebbero fare i nomi ma , tanto per la cronaca, si chiamano…Vitto
e Pippo)
Dalla terrazza che si affaccia sul mar Baltico, usando un po’
la nostra fantasia e sperando in una giornata particolarmente
limpida si potrebbero vedere le coste della …Finlandia !
La visita è terminata, ci apprestiamo al rientro. Anche
oggi è stata una giornata intensa, trascorsa in ottima
compagnia , questa sera , dopo cena avremo altri argomenti di
cui parlare e dei quali conserveremo il ricordo a lungo .
Sabato
21 agosto
La
gita in battello lungo i canali è nel programma di oggi;
il tempo è piuttosto brutto, piove, aspettiamo sul pontile
le imbarcazioni che ci porteranno lungo i corsi d’acqua
e sotto ai ponti della città. Al termine del giretto ancora
qualche shopping dell’ultimo minuto. Incontriamo spesso
i compagni di viaggio nei vari negozietti alle prese con oggetti
di ogni genere; sappiamo che oggi è l’ultimo giorno
della nostra permanenza a S. Pietroburgo.
Passiamo e ripassiamo per le vie da noi conosciute, rivediamo
ancora luoghi noti, assaporiamo il piacere del passeggio lungo
la prospettiva Nevski con i suoi colori, i suoi rumori ed il suo
irripetibile calore.
Il clou della giornata è la cena al ristorante Troika.
La sala si presenta sfolgorante nel suo addobbo, siamo sistemati
sia nel piano basso che nella sovrastante balconata, della quale
si appropriano subito i giovani assieme a qualche altro gruppetto.
Lo spettacolo ha inizio con danze, canti della tradizione popolare
russa; è una musica che coinvolge; verrebbe quasi voglia
di ballare, ma visti i salti, le contorsioni e le acrobazie del
corpo di ballo, è meglio astenersi!
Non è stato così per tutti perché ad un certo
momento alcuni ballerini e ballerine scendono tra il pubblico
per invitare qualcuno alle danze, tra gli altri tocca anche a
Vitto che si destreggia con discreta abilità accompagnato
da una gran bella ballerina !!!
Al termine dei saluti ufficiali da parte del titolare dell'agenzia,
Olga e Piero e degli scroscianti applausi di tutti noi, iniziano
le danze dei “ camperisti “. Qualche balletto più
o meno lento, qualche cantatina in coro delle canzoni più
conosciute e poi ahimè la festa è terminata, è
l’ora del rientro!
Ma “la notte è piccola per noi, troppo piccolina
“ si cantava una volta ai miei tempi ed allora gli autisti
dei pullman, gentilmente, si fermano (la mezzanotte è passata
da parecchio) nella piazza dell’ Hermitage, per consentirci
un ultimo saluto ad uno dei luoghi più incantevoli del
mondo.
Superiamo ogni aspettativa ed impunemente ci esibiamo in un allegro
ballo di “kasaciov” e come ultimissima follia in un
lungo trenino, facendo il giro della piazza..! Cosa avranno pensato
di noi i pochi “nottambuli” di passaggio???
ARRIVEDERCI SAN PIETROBURGO !!!
Domenica
22 agosto
Si
parte, salutiamo i nostri compagni di viaggio che decidono di
rientrate dalle Repubbliche Baltiche . Scambio di indirizzi, e-
mail e senza dubbio qualche lacrimuccia!
La carovana orfana di 13 mezzi( rimaniamo solo in 39, si fa per
dire) prende la strada del ritorno: attraversiamo S.Pietroburgo
ancora quasi addormentata; ma il sole vuole darci una ultima indimenticabile
immagine di lei, accarezzata dai suoi raggi.
La Neva risplende anch’essa, sulle sue rive solo qualche
mattiniero pescatore, i palazzi dall’architettura imponente,
sembrano capire l’importanza del momento e mi paiono ancora
più maestosi e regali!
Il serpentone dei camper esce definitivamente dalla città
e scivola tranquillo e compatto verso la strada di casa . Il nostro
amico Kappa ( non me ne voglia se lo chiamo affettuosamente così)
da l’arrivederci a questi luoghi meravigliosi e sempre via
CB anche Marzia ci offre una delle sue rime dedicata a questo
momento così prezioso e delicato.
La sosta pranzo prevede anche una battuta a funghi, il bottino
di Vitto è buono ma non basta per tutti ed allora lungo
la strada, mega spesa di funghi, anche per accontentare, tra gli
altri, Claudio -37- che ne fa pressante richiesta.
All’arrivo a Pskov si decide per una cena all’aperto
a base di funghi naturalmente.
Mentre Vitto ed i nostri ragazzi fanno fare il gioco del salto
della corda ad alcuni bambini del luogo, le donne ed Ivan si danno
da fare ai fornelli. Tutti a tavola, il riso ed anche la pasta
sono pronti:…… in quel momento Giove pluvio ha espresso
il peggio di sé: acqua a dirotto!
Gran corsa nei vari camper e per questa sera …pazienza!
Però il riso con i funghi era davvero buono…!!! .
P.S. Claudia, moglie di Claudio –37- inavvertitamente ha
messo male un piede, risultato: rotto il metatarso, prima medicazione
da parte del nostro medico.
Km percorsi 259
Lunedì
23 agosto
Al
nostro risveglio il gruppo delle bambine che ha giocato ieri sera
con i nostri, ci porta un piccolo omaggio,un angioletto: è
un pensierino veramente commovente!
Lasciamo Pskov con un bel sole e proseguiamo tranquilli fino ad
un paese destinato alle nostre esigenze di sgranchirci un po’
le gambe. Non ne ricordo il nome, ma ci ha offerto una gradevole
ospitalità con il suo mercato colorato, con i richiami
dei venditori, soprattutto di quello che proponeva le angurie,
non ce lo siamo fatto sfuggire e ne abbiamo comperata una che
si è rivelata gustosissima.
Proseguiamo il nostro viaggio fino alla frontiera con la Bielorussia.
Dopo il pranzo usciamo dalla zona doganale pur restando fermi
sul ciglio della strada. Facciamo degli acquisti importanti, non
per noi, ma per la venditrice che tra secchi di microscopiche
mele, uova e zucchini, quest’oggi ha senza dubbio realizzato
un ottimo ed insperato guadagno per la famiglia. Ci saluta felice
dicendo una serie di frasi per noi incomprensibili tranne una
parola: spasibo, cioè …grazie!
Scende il buio quando arriviamo al parcheggio dell’autostrada
del km.448. Ci sistemiamo schierati pronti per l’indomani
mattina. Facendo 4 passi all’esterno vediamo sopra di noi
una stellata sterminata ed una maestosa mezza luna , insomma una
serata veramente romantica!
Km. percorsi 528
Martedì
24 agosto
Quella
di oggi è l’ultima partenza di gruppo, tutti noi
ne siamo consapevoli e rimandiamo addii e saluti a Terespol per
goderci ancora questa giornata.
Il viaggio prosegue tranquillo, tappa per pranzo al castello di
Mir che ci aveva ospitati già nel percorso di andata e
poi via fino alla frontiera tra Bielorussia e Polonia.
Salutiamo Andrei che rientra a Mosca.
Si capisce subito che la sosta in dogana sarà lunga, infatti
così è stato. Come nelle altre occasioni evitiamo
di usare i CB, per questioni personali lasciandolo libero per
le comunicazioni di servizio di Piero e i responsabili dell'agenzia.
Alle ore 0 e 15 siamo tutti fuori e raggiungiamo stanchi ma finalmente
rilassati il parcheggio di Terespol in Polonia.
Km. percorsi 440
Mercoledì
25 agosto
Eccoci
alla tappa finale di questa bellissima avventura!
La conclusione ufficiale spetta di diritto a Piero che ci ha condotti
sempre per mano, fino a qui. I ringraziamenti che io personalmente
mi sento di fare non sono formalità ma sono reali e sentiti
verso tutti coloro che hanno contribuito al lieto fine di questa
spedizione. Forse dovrei citare 120 persone, perché ognuno
di noi con la propria capacità, competenza, ma soprattutto
sensibilità e generosità, ha dato quanto ha potuto
al fine di raggiungere uno scopo comune.
Il viaggio è stato entusiasmante, ricco di umanità,
ricco di belle esperienze; abbiamo visto luoghi, incontrato persone
al di fuori della nostra vita quotidiana di cui serberemo sempre
un ricordo indelebile!
Si conclude questa ultima parte del viaggio fra applausi, foto
ricordo, abbracci ed arrivederci.
Ad uno a uno gli equipaggi partono per le diverse destinazioni,
il parcheggio rimane quasi vuoto. Rimaniamo ancora noi, equipaggio
26, i nostri amici di Bolzano, equipaggio 25.
Piero e Cinzia, Pippo, Marzia e Greta, Beppe, Mariuccia ed Anna
ci salutano dall’ingresso del parcheggio cercando forse
di impedirci l’uscita e restare ancora un po’ assieme,
ma ormai……… e finita !
Arrivederci a presto e grazie a tutti Voi! |