“L a G r a n d a R u s s i a 2" diario di viaggio

di Nirvana Kucich

Lunedì 16 febbraio 2004 ore 15.00 … 15.01. La signorina che risponde al centralino telefonico del Camper Club “La Granda” ci conferma l’avvenuta prenotazione!
E’ fatta! Sì, siamo riusciti ad iscriverci a questo Tour in Russia al quale pensavamo da molto tempo con sempre maggior convinzione.
Da questo momento prende il via il mio “diario-racconto” del “La Granda Russia 2004”, non mi soffermerò su eventi storici particolari (per non incorrere in madornali errori), su spiegazioni tecniche o su informazioni geografiche, morfologiche, minuziose, ma riferirò secondo il mio punto di vista e la mia sensibilità, le impressioni sul territorio, sulle persone incontrate e sui miei compagni di viaggio.
E’ dal momento della prenotazione che per Vitto e me è un continuo consultare di guide, di riviste che affrontino esperienze in terra russa e, naturalmente, il sito del “La Granda” per rileggere più e più volte le righe narranti la precedente avventura; sbirciamo con curiosità le foto scattate per scoprire tutto ciò che la mente immagina.
L’appuntamento con le news e le informazioni che puntualmente Piero Marenco ci invia tramite e-mail, ci caricano di sempre maggior entusiasmo che condividiamo con il resto della famiglia e gli amici!
Il primo contatto con una parte del gruppo, lo abbiamo al raduno di Ravenna (Pasqua 2004): qualche parola scambiata, alcuni reciproci consigli, qualche conoscenza che durante il viaggio in terra russa diverrà amicizia … sono la prefazione alla nostra avventura.
I mesi scorrono più che mai veloci sempre ricchi di immaginazione, entusiasmo e grandi aspettative. Nel frattempo si prepara il camper; Vitto pensa alla parte di sua competenza: motore, gomme, sospensioni, taniche d’acqua e benzina; io penso ai viveri, alle sistemazioni logistiche all’interno del camper e alle immancabili piccole sfiziosità.
Viaggeremo, anche per quest’anno, insieme ai nostri amici di vita e “scorribande camperistiche”: Pino, Adriana e Carlo, un simpatico ragazzone di 16 anni.
Partiamo così da Bolzano in 2 camper e 5 persone il giorno 28 luglio 2004.
Il viaggio è tranquillo attraverso l’Austria, la Cekia e la Polonia. Una sosta alle miniere di sale di Krakovia e ad Kazimierz–Dolny, un grazioso paesino, incontriamo casualmente, un altro equipaggio che viaggerà con noi, e con il quale stabiliamo da subito un ottimo rapporto d’amicizia: Oscar e Rosa Turi da Ruvo di Puglia.
Il nostro giro continua nella superba foresta di Bialowieza e poi … arriva il momento di raggiungere Terespol, il punto d’incontro del gruppo e di partenza della spedizione. Lo raggiungiamo senza difficoltà nel primo pomeriggio del 30 Agosto, accolti dallo staff del “La Granda” che sin dall’inizio ci mette a nostro agio con sincera cordialità: Piero e Cinzia, Pippo,Marzia e Greta, Beppe, Anna e Mariuccia.
I camper non sono ancora molti, ma gli arrivi si susseguono per tutto il pomeriggio; mi guardo intorno e cerco di ricordarmi da subito i volti, le voci e gli accenti di quelli che saranno i nostri compagni di viaggio.
E’ all’indomani, 4 Agosto, che arriva il grosso del gruppo: iniziamo a conoscerci, sono diversi gli equipaggi che viaggiano in compagnia; il piazzale sembra un microcosmo in gran movimento: chi mette acqua nei serbatoi, chi riordina i gavoni, tra camper e camper si vedono stesi dei gran bucati.
Si radunano gruppuscoli di persone: si parla dei viaggi fatti, delle esperienze vissute, e delle aspettative per questo che ci apprestiamo a compiere.
E’ palpabile la sensazione che tutti noi proviamo: una gran voglia che le ore all’effettiva partenza scorrano veloci, più veloci!
Arriva il giorno 5 Agosto e la mega-riunione delle 14.30 per rivedere tutte le informazioni, le raccomandazioni che Piero ci elargisce senza risparmiarsi; arriva anche il momento della formazione della “colonna”.
Siamo tanti, 52 mezzi che viaggeranno insieme per circa 3500 km in terra straniera, è quindi necessario darci delle regole di viaggio.
Comunicati i numeri prestabiliti, si passa all’estrazione del numero e dell’equipaggio corrispondente: Vitto ed io siamo il n° 26 dei “rossi”, ulteriore divisione del gruppo principale per i viaggi in Pullman (verdi, rossi e bianchi).
Sul piazzale del parcheggio siamo tutti molto attenti: prendiamo appunti, chiediamo chiarimenti, vogliamo essere tutti certi di conoscere ogni particolare di modo da non avere più dubbio alcuno.
Finalmente arriva, e quindi conosciamo il responsabile dell’Agenzia che ci accompagnerà per tutto il viaggio, o quasi.
Tutti gli sguardi sono rivolti a questo ragazzo bruno dall’aspetto serio che nel caldo pomeriggio di Terespol ci da un primo quadro della situazione politica e sociale dell’ex Unione Sovietica.
Ci da spiegazioni fondamentali sui comportamenti da tenere in dogana, sul cambio del danaro e ci tiene a mettere in chiaro alcuni punti, per lui essenziali, della collaborazione e convivenza tra i partecipanti al tour e lo staff dell’agenzia.
Le domande rivoltegli sono molte, molte le risposte esaurienti, poche quelle meno precise … per causa di forza maggiore.
Alle 21.30 è tutto finito, non ci rimane che sistemare le bandierine italiana ed europea sul proprio camper, dove ognuno meglio crede.
Il silenzio scende sul parcheggio, ognuno di noi ripassa mentalmente la situazione del proprio mezzo, del CB. – che si rivelerà fondamentale – per essere certo di non tralasciare nulla ed essere pronto ed efficiente al VIA dell’indomani mattina.

Venerdì 6 Agosto 2004
Questa mattina non è servito il trillo della sveglia, eravamo pronti per tempo, nel nostro camper, e sentivamo lo scalpiccio dei passi sul terreno ghiaioso e le voci quasi sommesse dei componenti degli altri equipaggi.
Il buongiorno scambiatoci l’un l’altro è carico di augurio e di entusiasmo.
Partiamo suddivisi per quello che verrà definito l’ordine di dogana, percorriamo i pochi km che ci separano dalla frontiera con la Bielorussia ad andatura tranquilla, consci che di li a poco ci aspetterà un lunga sosta dovuta alle operazioni doganali. Così è stato infatti: un gruppo fermo sotto ad una tettoia, e l’altro in un vicino piazzale. C’è un gran andirivieni di poliziotti dal cappellone verdastro – che impareremo a conoscere e riconoscere – di Ugo e Natasha, la sua aiutante che conosciamo per la prima volta. Natasha è una ragazza bielorussa, molto gentile nei modi e sicura di se nel proprio lavoro. La nostra attesa è scandita dalla voce di Piero, camper n°1, al CB., che ci tiene al corrente dei tempi e della situazione.
La sua voce sarà la nostra guida per tutto il viaggio, sempre garbata e al contempo decisa. Conscio della grossa responsabilità che comporta guidare una colonna di camper che può raggiungere, e a tratti superare, i 5 km.
Alle 14.30 eccoci finalmente in Bielorussia: da questo momento tutto sarà più difficile a cominciare dai caratteri cirillici sulle indicazioni dei segnali stradali, a noi completamente incomprensibili.
Regoliamo i nostro orologi 1 h avanti rispetto l’ora di casa. Ci dirigiamo al nostro primo punto di sosta: Brest. Tutto OK, anche se l’ingresso in città è alquanto caotico e ha creato qualche piccolo disguido, non siamo ancora avvezzi a questo tipo di marcia.
Anche la prima esperienza di “parcheggio di massa” lascia intravedere alcune lacune a cui porremo rimedio nelle tappe successive. Nel frattempo ci godiamo il benvenuto offertoci dalla città con l’assaggio di pane salato tipico e, per la prima volta … la Vodka … presentataci da una coppia vestita con i costumi tradizionali. La visita alla fortezza di Brest ci vede impegnati in una breve passeggiata durante la quale ci scambiamo le prime impressioni sul viaggio e sul nuovo ambiente.
Olga, nuova componente dello staff, appena arrivata, ci informa sul valore storico e patriottico di ciò che stiamo visitando.
Oggi è tutto “prima volta”, come la riunione serale che ci aiuta a cercare di smussare le difficoltà incontrate, a dare un’impostazione logistica migliore sia nella guida che nel parcheggio, sempre dirette da Piero con la costante e fidata collaborazione di tutti gli altri organizzatori.
Ormai è giunta l’ora della buona notte, e ci godiamo il silenzio della notte, rotto solo dal crepitio della pioggia sui nostri camper.
Km percorsi: 10

Sabato 7 Agosto
La nottata è trascorsa tranquilla ed anche oggi i 121 turisti camperizzati , compresi i 3 cagnolini, sono pronti all’ora stabilita. La conta per la partenza è compito del solerte Beppe Truffo: sempre col sorriso sulle labbra , ci chiama per numero, al nostro passaggio un cenno di saluto e noi rispondiamo con “presente” oppure con la frase che in quel momento ci sembra idonea a confermare la nostra presenza.
Si parte, il mio sguardo va subito al nuovo tipo di vita che mi si presenta davanti agli occhi ed inizio ad imprimere nella mia macchina fotografica, e nella mia mente, tutti gli attimi cercando di coglierne il più possibile. Vedo il susseguirsi di enormi distese di campi coltivati a cereali disegnati con precisione quasi geometrica, delle colorate izbe, case rurali dalle finestre merlettate, e vedo, cosa inusuale per me, i contadini costruire ancora i covoni di fieno con i forconi; il tutto solitamente è incorniciato da un cielo che muta in continuazione per via delle nuvole che si spostano molto velocemente.
Un ‘altra situazione molto inconsueta ma altrettanto suggestiva è il trovare ai bordi dell’autostrada (siamo sulla M1) degli improvvisati mercatini. Come banco va bene tutto: una sedia, un bidone rovesciato, un tavolaccio, insomma tutto ciò che possa fare da supporto ad una mercanzia non certo copiosa che spazia dai cetrioli, alle carote, alle patate!
Arriviamo al primo di una lunga serie di importanti impegni: il rifornimento di gasolio per noi e di benzina verde per i ragazzi del camper n° 3 Ivan, Manlio e Fabio: la troupe televisiva che spierà ogni nostro movimento per renderlo pubblico alla fine del viaggio tramite una cassetta o un DVD!
L’operazione, una volta consolidata, è semplice: ci si divide su 2 o 3 pompe e senza perdere tempo si fa rifornimento e ci si “ripiazza”,
Finchè si aspetta il gruppo si fa il caffè, ci si scambia qualche battuta con i vicini di numero; diventerà una simpatica consuetudine!
Tocca a Marzia (camper n°2) con la sua voce calda e suadente ricomporre la colonna, la fine delle operazioni è segnata dal rassicurante “sono tutti fuori” del nostro amico 52, ossia Beppe. Siamo già a buon punto nella sistemazione per numero: riconosciamo la sagoma del camper davanti a noi e di quello dietro, una volta sistemati ci diamo l’OK e siamo pronti a riprendere,
La sorpresa successiva è l’uscita tutti compatti ed uniti dalla stessa porta dell’autostrada in rapida successione…chissà perché?
Il piazzale assolato antistante il castello di Mir è il luogo della nostra sosta pranzo. Le operazioni di parcheggio sono condotte da un “tipo”, armato di fischietto dal suono un po’ rauco e di un manganello spartitraffico, che con gesti sbrigativi ci fa sistemare: è Andrei anch’egli collaboratore dell'agenzia, un personaggio originale pieno di brio che sprizza euforia e buonumore.
Infatti accogliamo i suoi frenetici gesti con estrema simpatia.
Incontriamo alcuni bambini che, incuriositi dai nostri mezzi, girano tra di essi scrutandoci un tantino insicuri ma sorridenti: Tutti li lasciamo avvicinare, cerchiamo di farci capire a gesti e regaliamo loro qualche cosa, e contenti e non più timidi, non si negano neppure a delle fotografie per le quali posano contenti e soddisfatti.
E’ quasi sera quando arriviamo a Minsk, capitale della Bielorussia, parcheggiamo nel cortile della chiesa cattolica “Chiesa della carità” guidati dal fischietto di Andrei.
Per quanto il parcheggio non ci consenta molti movimenti avverto una piacevole sensazione di socievolezza ed intima serenità che si rafforzerà maggiormente in serata,nel teatrino del complesso parrocchiale, dove tutti riuniti, festeggiamo i …..SETTE metri di biglietto dell’autostrada – ecco svelato il mistero della mattinata- ed una raccolta di generi vari che verrà consegnata al parroco!
La lunga giornata si conclude con una tranquilla passeggiata lungo la “prospettiva Skorini” i cui palazzi nella sera sono illuminati da un gran numero di lampadine; rientrando auguriamo la buonanotte ai nostri compagni ed un arrivederci a domani mattina.
Abbiamo percorso 362 km.

Domenica 8 agosto
La giornata promette bene, si presenta con il sole, ma … anche con una notizia che corre di bocca in bocca: il camper 34 non parte !
Ecco però che arriva il nostro meccanico Giovanni – camper 51- con i ferri del mestiere…
Qualche minuto di attesa e ….scroscia l’applauso : tutto a posto si può partire!
Ci incolonniamo compatti ( aggettivo molto presente nel vocabolario del camperista in colonna) lungo la prospettiva Skorini, lampeggiando agli operatori appostati a riprendere la lunga, bianca e splendente carovana.
Viaggiando scambiamo qualche battuta tra di noi, chiediamo ulteriori chiarimenti al nostro “capo” - camper n.1- e così, via via ci conosciamo, chiamandoci sempre per numero.
Ascolto con piacere le rime che ci propongono Marzia e Greta riguardo agli avvenimenti della giornata.
Faccio conoscenza con la simpatica cadenza istriana della voce del n. 6, che ci informa con meticolosità sulle difficoltà incontrate lungo strada, con la voce tonante del n. 37 che, scoprirò dopo, distribuirà sempre a tutti dell’ottimo caffè espresso.
Con voce chiara e limpida, interventi lucidi, precisi e talvolta mordaci, ci terrà compagnia fino all’ultimo istante del viaggio … il n° 46, ovvero il famoso “KAPPA”, soprannominato così per il suo intercalare da perfetto radioamatore.
Naturalmente la VOCE per antonomasia è quella di Piero, che dalla sua prima postazione, ci ragguaglia su buche, sterrati, passaggi a livello da brivido, strani mezzi sulla carreggiata e sulla presenza della Polizia che, convenzionalmente abbiamo chiamato PUFFI. E, se dotati di pistola laser, PUFFI CON GELATO.
Il n° 25 -il nostro amico bolzanino Pino- ascolta le segnalazioni e nella sua funzione di ripetitore ufficiale, le riferisce al resto della colonna che, durante il viaggio non sempre riesce a marciare compatta; si informa inoltre sulle posizione dei mezzi eventualmente attardati dal n° 26 in poi cosicché il collegamento via CB sia quasi sempre garantito a tutti gli equipaggi.
E’ un piacevole passa parola che fa sentire la forza e l’unione del gruppo che via via va sempre più rafforzandosi.
Arriviamo finalmente alla frontiera tra Bielorussia e Russia: il parcheggio - nel piazzale tra i TIR - ci vede oltremodo stipati, ma la situazione richiede spirito di adattamento e….tanta pazienza!
C’è il tempo per pranzare in santa pace, per riunirsi nei vari camper a bere il caffè e scambiare quattro chiacchiere.
Dopo una lunga attesa finalmente siamo sul suolo russo con ancora un ‘ora in più sul nostro orologio.
La sosta per la notte è a Smolensk, un gruppo si ferma al campeggio e 18 camper – compresi noi - si fermano al parcheggio del Motel, capitanati da Beppe, Anna e Mariuccia.
La serata è tranquilla, la temperatura ottima, ancora qualche chiacchiera, qualche scambio di impressioni e poi finalmente …..un buon sonno ristoratore !
Sono stati percorsi 326 km

Lunedì 9 agosto
Il nostro gruppetto è pronto per tempo.
Beppe gironzola tra i camper per controllare che tutti siano a posto e non necessitino di alcunché. Arriva anche il resto del gruppo….Via CB alcuni equipaggi comunicano di aver bisogno di fare rifornimento, si forma quindi una piccola colonna diretta al distributore guidata da Andrei, mentre gli altri procedono.
Conclusa l’operazione gasolio, ci risistemiamo in una colonna autogestita: il n 3 in testa fa da battistrada, (compito a cui assolve molto bene) e quel toscanaccio di Ivan ci mette di buonumore con le sue esilaranti e spassose battute.
Scopriamo ad ogni km di più la versatilità e la simpatia di “mister kappa” ovvero il n 46 al secolo Ezio! Ci intrattiene sulle modalità dell’uso del CB e su altre piccole curiosità di varia natura.
Viaggiamo spediti nel paesaggio russo che, per quanto a prima vista sembri tutto uguale, o monotono , osservandolo bene ci mostra varie tipologie di paesaggi: campi di foraggio a perdita d’occhio, donne di ogni età che lavorano in campagna curve sui loro attrezzi, bambini che portano al pascolo gli animali - poche mucche o capre -. Non si contano poi le macchine, a dire il vero piuttosto vecchiotte, ferme al lato - e non solo - della strada, diversi sidecar dai colori vivaci transitano a velocità direi sostenuta.
Raggiungiamo il “resto del gruppo” all’ora di pranzo, allo storico distributore della famiglia del cosmonauta Gagarin.
E’ una simpatica consuetudine che ai pasti risuoni via CB - che va sempre regolarmente tenuto aperto - il Buon Appetito tra i vari equipaggi, ma l’appetito credo non manchi a nessuno !
Durante la sosta si possono acquistare, ad una bancarella, pesci affumicati di vario genere.
Il titolare dell'agenzia ci illustra le diversità delle varie tipologie e conclude con un pranzetto in compagnia della bella pescivendola lontano da occhi indiscreti… anche lui ogni tanto deve distrarsi !
Conosciamo anche il ragazzo che si è adoperato per aiutarci durante il rifornimento, che molto timidamente si aggirava tra i camper. Tutti noi abbiamo capito che abbisognava di un sorriso e di qualche cosa di più tangibile da portare a casa forse per la famiglia. Raccolto ciò che gli potevamo dare, ci ha premiati con il suo sorriso e, carico del prezioso fardello, si è dileguato attraverso il bosco.
Il viaggio riprende e prosegue fino ad arrivare al caotico anello di Mosca in ora di punta!
Lasciato libero il canale CB dalle conversazioni di varia natura, gli ordini di Piero si susseguono veloci: il n 25 li ripete, anch’egli con voce ferma perché tutti capiscano, cercando di tenere unita la coda del gruppo; il n 46 fa da portavoce per gli ultimi 6 equipaggi leggermente distanziati. In alcuni momenti viaggiamo un po’ in tensione perché il traffico è caotico e disordinato… non c’è alcuna regola valida per gli automobilisti moscoviti!
Ci vediamo sorpassati sulla destra, i cambi di corsia avvengono senza rispettare le precedenze ed a velocità sostenuta. Le immissioni laterali fanno scorrere adrenalina pura nel nostro sangue……!
Con un gran sospiro di sollievo arriviamo tutti, ed interi, al parcheggio dell’hotel Sojuz di Mosca.
Con calma i 52 mezzi si sistemano: alcuni sull’asfalto, altri sul terreno erboso.
Terminate le operazioni di alloggiamento, Vitto e Pino vengono coinvolti assieme a Carlo, da Maurizio -camper 35- e dai gemelli Maunero –camper 9- in una partita a calcio; non conosco il risultato ma so che i due “ vecchioni” sono rientrati ….esausti dalla loro performance!
La tradizionale riunione è davanti ai camper 1, 2 e 3: ognuno di noi espone le proprie idee e fa le proprie richieste. Piero per quanto gli è possibile, cerca di esaudire i desideri e di tener conto di idee buone e concrete… ma in terra di Russia alcune cose, anche le più semplici, diventano impossibili!!!
E’ arrivata anche per questa sera l’ora della buonanotte, per domani è in programma il primo assaggio della città di Mosca !
Abbiamo percorso 385 km

Martedì 10 Agosto
Questa mattina, muniti dei nostri tagliandini colorati al collo (verdi rossi e bianchi), ci ritroviamo sul piazzale antistante l’albergo per salire sui pullman ed andare nel centro di Mosca..
Saremo nuovamente tutti insieme in serata, ora invece ogni gruppo si sposta con la propria guida e con il proprio “capogruppo”; a noi è toccata in sorte ... Marzia col marito Pippo, sempre simpatici e pronti a seguirci con discrezione, ma altrettanta attenzione a tutto ciò che in simili luoghi possa accadere ad ognuno di noi.
La guida ufficiale dei “rossi” è Alessia una bella ragazza moscovita con studi specifici in lingue ed arte a Firenze. Il suo linguaggio è sciolto ed appropriato. Ci introduce al Cremlino – ogni città ne ha uno ed il più importante è quello di Mosca - ci spiega il valore politico che ha avuto durante il regime, ci mette al corrente delle attività che si svolgono al suo interno oggigiorno.
Alessia si muove con disinvoltura lungo i viali, molto curati, dell’ antica fortezza e risponde con pertinenza a tutte le nostre domande e curiosità.
Rimaniamo stupefatti davanti alle cupole dorate delle tre chiese della piazza del Cremlino – Piazza delle Cattedrali - che si stagliano nell’azzurro di un cielo che più terso non si può.
Non sono da meno gli interni, che rivelano uno sfarzo d’altri tempi, con le icone raffiguranti il Cristo, la Madonna ed i Santi venerati in quel luogo di culto. Seguiamo con il massimo interesse le spiegazioni esaurienti di Alessia che si prodiga nel rendere quello che per lei, lo si sente dal fervore con cui si esprime, è un argomento di grande interesse.
Per quanti si sono ritrovati al ristorante fuori dalle rosse mura del Cremino è il primo incontro con la cucina tipica russa: la “ borsch” fa bella mostra di sé in una ciotola sui nostri tavoli.
E’ una minestra, solitamente di rape rosse, con carne e l’aggiunta di panna acida; ho incontrato diversi sguardi disperati alla vista del contenuto rossastro della ciotola; altri più composti … osservavano dubbiosi. I più tenaci commensali armati di cucchiaio hanno assaggiato e poi mangiato la zuppa fino alla fine. E’ un’esperienza da provare perché la stessa zuppa ci verrà proposta molte altre volte……
La successiva tappa, mentre si sta alzando un fastidioso vento, è la Piazza Rossa! L’immensità della piazza mi lascia sbigottita: il suo pavimento è leggermente convesso, è delimitata dal Mausoleo di Lenin e dai magazzini Gum, mentre sul fondo si apre alle cupole sfolgoranti d’oro e di colori della cattedrale di San Basilio. La sua maestosità la rende unica. Come noi, un’infinità di turisti la guarda incredula di tanta bellezza; naturalmente il gruppo dei “rossi” si immortala più e più volte per…i posteri !
Dopo tutto questo sfavillio ci concediamo un bel giro di shopping nella famosa via Arbat, ricca di negozi e banchetti dove si può trovare veramente di tutto … dalle tradizionali e colorate matrioske, ai gioielli d’ambra, ai colbacchi...
Rientriamo tutti ai pullman con i nostri sacchetti pieni che ci premuriamo di far vedere al resto del gruppo: ognuno di noi osserva la mercanzia comperata confrontando oggetti e prezzi, cercando di capire se abbiamo concluso un buon affare o meno.
Come prima giornata trascorsa nella megalopoli russa, sono appagata dall’aver visto di persona luoghi che al massimo mi erano stati proposti al TG, di essermi potuta confrontare con uno stile di vita così diverso dal mio ma così interessante ed affascinante!
Una volta rientrati a “casa“ riusciamo solo a salutare i nostri amici (ormai le amicizie strette sono molteplici) e a dare loro un arrivederci a domani. La stanchezza ci vince e bisogna essere nuovamente in forma per il giorno dopo che, senza dubbio, riserverà altre meraviglie!

Mercoledì 11 Agosto
Ristorati da una notte di riposo ci ritroviamo per la partenza con i pullman: anche le posizioni sui sedili sono più o meno consolidate; ci si ritrova a parlare del panorama che troviamo lungo il tragitto, della massa di persone che si muovono quotidianamente in una città dalle dimensioni così grandi; guardiamo con stupore gli enormi caseggiati popolari alla periferia della città, grandi dormitori che abbisognerebbero di una notevole ristrutturazione…
Oggi la nostra guida è cambiata, Ugo ci accompagna alla chiesa di Cristo Salvatore; edificio imponente con le cupole dorate, ricco di marmi e mosaici ricostruito nell’ultimo decennio. Molto interessante la spiegazione sulle particolarità architettoniche, ma altrettanto sulla situazione politica tra Stato e Chiesa sia del periodo stalinista che di questi ultimi tempi con le varie “combine” dei giochi di potere.
La mattinata, soleggiata e tiepida, si conclude con un veloce excursus, sempre guidati da Ugo, al museo Puskin.
Nel tardo pomeriggio siamo invitati ad una … riunione plenaria, così conosciamo Irina, un’ altra collaboratrice dell’Agenzia S. Pietroburgo, che ci mette al corrente - in linea di massima - del programma dei successivi giorni in città. Si prodiga inoltre per assicurarci che tutto ciò che potrà essere fatto per renderci soddisfatti della nostra vacanza, verrà messo in opera.
Nel frattempo spuntano due o forse tre enormi borsoni contenenti l’oggettistica che noi potremo acquistare direttamente: matrioske multicolori di diverse grandezze, pupazzetti con carillon, scatolette di betulla pitturate a mano e poi verniciate ed una infinita serie di cartoline illustrate.
Un numero di mani impressionante si avventa sui prodotti: chi tocca, chi gira e rigira, chi fruga nei borsoni alla ricerca di un pezzo speciale; c’è chi si consulta con i vicini chi, non soddisfatto, ripone la merce …….. ma alla fine andrà tutto esaurito!
E’ arrivato anche il momento della distribuzione delle borse omaggio dell’Agenzia; se ne incarica Scilla – altra collaboratrice, questa volta italiana - e oltre alla bella pubblicazione su S. Pietroburgo contengono anche una matrioska dipinta con il logo del Club a ricordo del nostro viaggio “la Granda Russia 2004”. Sappiamo già, Vitto ed io, che quest’ultima troneggerà sul cruscotto del nostro camper!
Il tempo stringe, bisogna prepararsi per il giro in battello sulla Moscova. E’ l’imbrunire, nel cielo vagamente rossastro si stagliano limpide le cupole del Cremlino, il grattacielo di Stalin, le torri con le stelle rosse alla sommità, lo stadio olimpico, la statua di Pietro il Grande; è un continuo girarsi per poter vedere tutto e fotografarlo nitidamente, dopo averlo impresso nei nostri occhi incantati. Manlio, l’operatore, si apposta addirittura su un'altra barca per riprendere meglio l’allegra brigata in navigazione; ci raggiungerà con una atletica corsetta da un molo all’altro!
Il ritorno con il buio della notte, eserciterà ancora un maggiore fascino: i ponti sul fiume e le mura del Cremlino illuminate, le stelle che occhieggiano dall’alto delle torri con il loro rosso luccichio, gli altri battelli in navigazione decorati con ghirlande illuminate, completano una scenografia indimenticabile!
Ma non è finita qui, tutti insieme ci dirigiamo verso una stazione della metropolitana per ammirarne le decorazioni sui soffitti e sulle pareti laterali, purtroppo – ragioni di sicurezza – ci impediscono di proseguire la visita alle altre importanti stazioni, e quindi, mesti, rientriamo al nostro villaggio su ruote! Meglio non osare troppo!
Un saluto tra un camper e l’altro per augurarci la buonanotte.

Giovedì 12 agosto
Oggi è in programma la visita ad alcune città dell’Anello d’oro. Non tutti i 121 partecipano al viaggio; il tragitto da percorrere in pullman è piuttosto lungo, ma tra qualche spiegazione di Scilla, la sosta caffè ed un riposino, si arriva a Vladimir. Ci fermiamo giusto il tempo per ammirare due chiese e di sentire le spiegazioni di Ugo in proposito, dopodiché raggiungiamo Suzdal.
La cittadina è piccola ma graziosa, tutta concentrata attorno alla Cattedrale della Natività ed ai suoi bianchi portici lungo i quali passeggiamo; i negozi vantano delle insegne in ferro battuto che raffigurano la mercanzia in vendita. Siamo entrati in alcuni di questi respirando l’atmosfera dei vecchi empori assai distanti dalla nostra idea di moderno supermercato.
Consumiamo un ottimo pranzo, secondo la tradizione russa, in un vecchio Convento adibito a ristorante, molto suggestivo ed accogliente.
Neppure oggi può mancarci un giretto al mercatino per le nostre compere: troneggiano soprattutto oggetti, sempre lavorati a mano, in betulla - albero simbolo della Russia -: scatolette, fermagli per capelli e tante altre piccole cosucce. Seguendo le stradine della cittadina arriviamo ad un villaggio di izbe ristrutturate a scopo turistico. Ci soffermiamo ad osservare una vecchietta avvolta nel suo scialle intenta a tessere dei tappeti, ci conquista il suo “dorato” sorriso e la sua spontanea simpatia e non perdiamo l’occasione di acquistare due tappeti… troveremo senza dubbio un posto in casa dove sistemarli. Altro punto di sosta è il mercato della verdura: i contadini poggiano i propri prodotti sul muricciolo che delimita il giardino pubblico; espongono poche cose. Alcuni hanno trasportato i propri prodotti con una vecchia carrozzina stile anni 30 piuttosto malconcia.
Ci soffermiamo ad osservare e Vitto regala loro alcune penne pubblicitarie, per ringraziamento uno di essi ricambia, prendendo con le proprie mani da un vaso di vetro un cetriolo in salamoia e glielo porge con modi così cortesi, ma insistenti, che è stato impossibile rifiutare, ma Vitto … detesta i cetrioli; ad ogni modo ha fatto “buon viso a cattivo gioco“ ed ha accettato con uno sforzo sovraumano!!!
Rientriamo nei pullman alla volta di Mosca: lungo la strada c’è parecchio traffico e piove , scende il silenzio, tutti, o quasi, sonnecchiano lungo il tragitto. Giungiamo a destinazione verso le 21.30. La giornata è stata lunga ed interessante, anche questa sera abbiamo molti ricordi in comune con i nostri compagni di viaggio su cui conversare o sorridere … per il momento ci diamo appuntamento all’indomani.

Venerdì 13 agosto
Anche per oggi ci aspetta un viaggetto fuori città: siamo diretti a Sergiej Posad città santa dell’Anello d’oro, quello che viene chiamato il Vaticano russo.
La candida cinta di mura bianche lascia intravedere alcune cupole dorate, altre azzurre con stelle a loro volta dorate, il tutto messo in risalto dall’ intenso colore del cielo di questa mattinata.
L’ interno è ancora superiore alle nostre aspettative: spicca la cattedrale dell’Assunzione, bianca, solare, immersa in giardini curati che denotano un costante interesse degli addetti.
Entrando in questa Cattedrale, come sempre sovrabbondante di icone e decorazioni in oro, sono veramente colpita dalla devozione con cui i fedeli - giovani, meno giovani, famiglie intere - assistono alle celebrazioni religiose, da come sfilano in silenzio compunti per ricevere la benedizione del Pope e da come si prostrano davanti alle Icone dei Santi protettori! Al di fuori delle mura ci aspetta nuovamente una vita fatta di richiami di venditori di souvenir con i banchetti ricchi dei prodotti artigianali che sembrano volerci dire “ comperateci, comperateci !”.
Sempre molto interessanti le contrattazioni sui prezzi: il venditore propone il proprio prezzo, il turista spara il suo ed avanti così fino a che uno dei due cede, così l’acquisto è un vero contratto in piena regola e noi … siamo convinti di aver appena concluso un affarone !
Il pranzo è stato avventuroso ma al contempo divertente: per un disguido siamo rimasti senza ristorante, ma due panini col salame ed un gelato mangiati sul muretto, come ai tempi della scuola, sono stati ugualmente soddisfacenti, anche perché eravamo in allegra compagnia e non ci siamo lasciati sfuggire delle belle risate. Qualcuno del gruppo ha tentato l’esperienza del ristorante “fai da te” ma tra il problema lettura del menù in cirillico e le ordinazioni, credo abbiano avuto sicuramente delle difficoltà oggettive.
Il pomeriggio prosegue con la visita al museo intitolato al cosmonauta Juri Gagarin: tra capsule spaziali, tute, caschi, Sputnik e navette siamo venuti a conoscenza delle varie fasi dell’avventura spaziale russa.
La serata, una volta rientrati, si conclude con il rituale della riunione davanti al camper di Piero, dove si cerca una difficile organizzazione per la nostra giornata libera dell’indomani.
Le opzioni sono molte, ognuno cerca qualche cosa di adatto alle esigenze della propria famiglia. Dopo aver vagliato le diverse possibilità e proposte ci si affida alla buona volontà e alla disponibilità di ognuno di noi, vedremo, chissà che la notte non porti buoni propositi!!!

Sabato 14 agosto
La pioggia è caduta incessante per tutta la notte.
Noi “26”, i nostri amici del “25” e del “23” decidiamo per una mattinata di relax nel silenzio del parcheggio dato che molti equipaggi sono andati in centro fin dal mattino. Ma la calma è stata solo apparente: il prato sul quale sono parcheggiati i mezzi, in molti punti è diventato un acquitrino o meglio un pantano. Molti, una volta rientrati dall’escursione, tentano di uscire dall’ enpasse. Qualcuno ci riesce, è il nostro caso per fortuna. In diversi, con manovre affrettate, cercano di avere la meglio sul fango, ma purtroppo si impantanano. Da buoni camperisti uniamo le forze e tra espedienti vari e spinte di muscolosi uomini, qualche mezzo riesce a raggiungere il sospirato asfalto. Per altri non rimane che aspettare il provvidenziale arrivo del trattore in tarda serata!
Nel frattempo ci avviamo per gustarci lo spettacolo del circo, già programmato dai giorni precedenti, tramite il famoso “Foglio Servizi” che ci hanno distribuito. Sullo stesso abbiamo segnato le gite, i pranzi ai quali intendiamo partecipare oltre agli acquisti prenotati.
Ci godiamo due intense ore di spettacolo ininterrotto di Artisti … proprio con la A maiuscola! Si alternano sulla pista circolare clown, giocolieri, contorsionisti dai corpi elastici e dai muscoli scultorei, addestratori di cani, cavalli ed infine, il numero più emozionante che ci ha tenuti con il fiato sospeso, quello dei trapezisti tra cui spiccava per bravura un ragazzino dall’apparente età di circa 13 anni.
La situazione al nostro parcheggio intanto era migliorata di poco con qualche altro salvataggio. Finalmente crediamo di essere giunti all’epilogo ma invece di un trattore arriva un camion che in breve fa la stessa fine dei nostri camper nel fango.
Una serie di telefonate … e questa volta arriva davvero il mezzo adatto a salvare gli ultimi mezzi che lo hanno pazientemente atteso. Tra applausi e ringraziamenti ci mettiamo tutti ...sull’asfalto sperando di trascorrere una nottata tranquilla.

Domenica 15 agosto
Si parte alle 7, destinazione Novgorod. Ricompattata la colonna salutiamo Mosca tenendoci caro il ricordo dei bei luoghi visitati, del tipo di vita che abbiamo conosciuto, dei volti incontrati.
Ci immettiamo in una strada che metterà a dura prova le sospensioni dei nostri mezzi: buche, cunette, sterrati. Nel camper, porre l’orecchio, come al solito, ai rumori sospetti, è del tutto inutile dato che i rumori da individuare sarebbero troppi.
Procediamo tra camion ed automobili che dimostrano tutta la loro vetusta età. Le macchine in panne ferme ai lati della strada, usano triangoli segnalatori piuttosto inconsueti: pneumatici, cassette e tutto ciò che di più strano si possa immaginare.
Attraversiamo il maestoso fiume Volga: si susseguono sempre più distese di campi incolti, villaggi di izbe, alcune piegate sotto al peso degli anni e delle intemperie; nelle case non c’è segno di antenne o parabole TV. Le persone che incontriamo si soffermano a guardare la nostra colonna, in un misto tra stupore ed incredulità, noi salutiamo con ampi gesti della mano quasi a farci perdonare di aver invaso “casa loro”.
Rallentiamo la marcia ogni qualvolta compare il cartello bianco di centro abitato o quello di posto di controllo dei ...”puffi”! Piero ci informa di tutto ciò e Pino -25- ripete al resto della colonna, non vogliamo che qualcuno di noi si faccia beccare da loro per aver superato i limiti di velocità … ci andrà bene per tutto il viaggio !!
Nel tragitto c’è anche posto per qualche breve conversazione al CB: gli allegri sfottò tra il 37 ed il 3 per la velocità moderata del mezzo di quest’ultimo si sprecano. Il 46 interviene con i suoi saggi consigli, con la sua ironia e conclude ogni intervento con il fatidico KAPPA in cui le “P” aumentano a seconda l’intensità del discorso. A turno ognuno di noi fa i propri interventi, a meno che non ci interrompa il n.1 per dare gli ordini del momento. La vita di colonna ha il suo fascino, le sue cadenze, i suoi intermezzi ed i suoi silenzi la rendono interessante, intrigante e sempre emozionante!
Nel pomeriggio giungiamo a Novgorod. Al parcheggio dell’hotel Inturist riusciamo a parcheggiare in breve tempo e con ordine (ormai siamo esperti “stipatori” di camper). Ci raduniamo per festeggiare il ferragosto in una bella sala dove spicca un ricco banchetto allestito proprio in nostro onore al quale noi ”partecipiamo” attivamente. Come sorpresa finale il Club ha preparato un regalino con annessa poesiola in rima (autrice nota) per tutti coloro che compiono gli anni nel mese di agosto. Tra questi ci sono anch’io ed ho veramente gradito molto il presente!
Questa sera siamo tutti stanchi, la tappa è stata lunga ed impegnativa. Dopo cena ancora qualche parola scambiata, qualche progetto, qualche ragguaglio sul programma del giorno dopo, che ci vedrà a San Pietroburgo e poi buonanotte.
Sono stati percorsi 504 km.
P.S. oggi è stata finalmente riempita di gasolio anche la …tanica!!!

Lunedì 16 agosto
Ci svegliamo con il sole e pronti per qualche km di strada con i pullman per visitare un villaggio di izbe nei pressi della città. La spiegazione sui metodi e sulle differenze di costruzioni tra izbe e dacie e sul tipo di organizzazione sociale che si svolgeva e si svolge tuttora in esse è molto interessante.
L’arredamento interno lascia intuire lo svolgersi di una vita piuttosto spartana con poche comodità: in ognuna di esse c’è l’angolo “rosso” ossia bello, con l’icona del Santo venerato addobbata con centrini e fiori. Il pranzo per alcuni di noi è al ristorante che fornisce, oltre ad un ottimo menù tipico come sempre, anche della musica gradita a tutti. Ma i camper fremono, è ora di ripartire destinazione S. Pietroburgo! La colonna si riforma in men che non si dica, ormai siamo al decimo giorno di ….navigazione; riprendiamo le nostre consuete abitudini itineranti.
Il paesaggio lungo la strada non si differenzia molto da quello delle giornate precedenti, eccezione fatta per le venditrici di the: con i loro Samovar fumanti, appostate negli slarghi o negli incroci.
Ricompattiamo la colonna - altra frase tipo presente nel nostro vocabolario - sotto l’obelisco posto all’ingresso della città, che dovremo attraversare in tutta la sua lunghezza per raggiungere il nostro posteggio situato su una delle tante isole collegate tra loro da una infinita serie di ponti.
Pronti, via, si va ! Piero –1- da le coordinate di riferimento, che non possono essere i nomi di vie o piazze , per noi illeggibili, ma edifici o insegne o monumenti particolari, il 25 ripete. Tutto ok per il momento, ci destreggiamo anche in mezzo al traffico e così arriviamo al nostro parcheggio, dove però mancano all’appello alcuni camper rimasti imbottigliati tra un semaforo e l’altro o confusi tra una svolta a destra anziché a sinistra. Ricontattati tramite CB, la macchina dell’organizzazione li recupera e li riporta nel gruppo, con un gran sospiro di sollievo sia loro, che di tutti noi.
Anche questa è un’ avventura da mettere nel conto di un viaggio così lungo e particolare. Nel frattempo abbiamo fatto conoscenza anche con Olga, la responsabile russa dell’Agenzia, che alla fine dei discorsi di circostanza offre un assaggio dei vari tipi di caviale russo e l’immancabile ... vodka.
Ci sistemiamo nella maniera migliore in quello che sarà il nostro acquartieramento per 5 giorni. Gli uomini provvedono agli allacciamenti di acqua e luce; ricompaiono bucati stesi un po’ ovunque. I bambini si sfogano dopo tanto viaggiare giocando a calcio; si sentono i richiami da camper a camper per gli accordi sulla cena, sulla partita a carte o sul digestivo in tarda serata.
Dopo cena ci ritroviamo nel piazzale, che assomiglia molto alla piazza centrale di un qualsiasi paese italiano. Ci si confronta, si parla delle intervenute difficoltà di qualche mezzo, si prendono i contatti per nuovi incontri tra di noi una volta terminato il viaggio, si legge la lavagnetta posta dinanzi al vetro del camper 1 per leggere gli orari ed il programma dell’indomani: I giovani si intrattengono tra di loro…chissà di cosa parlottano!
Quest’oggi abbiamo percorso 201 km. sulla M5.

Martedì 17 agosto
La città ci attende, abbiamo molte aspettative relative alle bellezze di questa località, viste in documentari, lette su libri: siamo certi che non ci deluderà. Prima di salire sui pullman facciamo gli auguri di buon compleanno a Pippo – camper 2-. Incontriamo per la prima volta la nuova guida Nadia anch’essa con esperienze di studio in Italia.
Percorriamo i ponti sulla Neva; rapido passaggio davanti al museo dell’Hermitage, sulla prospettiva Nievski e davanti alla cattedrale del Sangue versato. Già il primo impatto con questi celebri luoghi , ci fa provare una certa emozione.
La Cattedrale di S. Isacco ci vede impegnati, oltre che nella sua visita, nella spettacolare e difficoltosa ascesa alla sua cupola: 260 gradini affrontati da noi tutti con slancio ed euforia per godere di un panorama mozzafiato della città dall’alto … veramente alto! Proviamo l’ebbrezza di poter vedere la cupola all’altezza dei nostri occhi.
Il locale dove ci fermeremo a pranzare è situato proprio sulla prospettiva Nievski, così abbiamo subito l’opportunità di conoscerla con una prima passeggiata: un gran viavai di turisti - molti anche italiani - negozi di ogni genere, lussuosi e più modesti che vendono particolarità russe ma anche europee. Traffico abbastanza congestionato: ci stupisce come, nonostante il gran numero di persone che frequentano le vie del centro, esse siano tutte pulite, sgombre di cartacce od altro. Rimandiamo ad una prossima giornata un giro più mirato ad eventuali acquisti perché ci aspetta ….il Museo dell’Hermitage.
E’ di una imponenza straordinaria: il palazzo d’inverno ci accoglie con le sue stanze immense con i suoi soffitti d’oro, con i pavimenti intarsiati in marmo e ci sarebbero da scrivere libri e libri sulle meraviglie che abbiamo visto … ma ne sono già stati scritti molti!
Quando usciamo dal museo raccogliamo dai nostri compagni espressioni di autentica meraviglia ,di ammirazione incondizionata per tutti i capolavori che siamo riusciti a vedere ed a gustare.
In serata, sotto una sottile pioggerellina, ci prepariamo per il buffet sul battello ed il giro sulla Neva di notte, stiamo già immaginando lo spettacolo ma per un disguido tecnico, dobbiamo rientrare ai camper senza giretto. Quello che all’inizio poteva essere un problema è diventato un simpatico diversivo, la nostra accompagnatrice, in attesa della partenza del pullman, ci ha insegnato e fatto cantare, con le logiche storpiature di qualche parola, alcune canzoni della tradizione russa: il coro, che non era proprio intonato, era gradevole e ci ha fatto scordare il problema precedente. Con animo tranquillo e rasserenato siamo rientrati ed alla moda italiana ci siamo fatti i classici … 2 spaghetti aglio e olio !
Dopo cena tradizionali 4 chiacchiere in … piazza sino alla buonanotte.

Mercoledì 18 agosto
La visita di oggi è alla fortezza dei S.S. Pietro e Paolo, il monumento più antico della città. La fortezza è grande, la giriamo fino ad arrivare alle sponde della Neva che rappresentano la spiaggia degli abitanti di San Pietroburgo. Al momento della risalita in pullman alla “ conta” dei presenti che Marzia fa con scrupolo ad ogni partenza, manca un passeggero: il nostro amico Oscar –23 –la moglie Rosa lascia intravedere una malcelata preoccupazione. Marzia e Pippo altrettanto, allora in un battibaleno Pino –25- scende dal mezzo e con una buona corsetta va alla ricerca del disperso; lo segue a ruota Pippo e poco dopo, un po’ansanti, rientrano tutti e tre con le scuse e le giustificazioni, peraltro valide di Oscar: anche questa avventura ha avuto un lieto fine !
Tra i vari spettacoli che la città ha in cartellone, questa sera, per un gruppo dei nostri, c’è il balletto ”Il lago dei Cigni “. Il Teatro Alessandriski è già di per sé uno spettacolo, noi siamo sistemati sui palchetti con accanto la famiglia Roma –34- e la famiglia Alessandria-5-.
Ci conduce ai nostri posti una robusta signora non più giovanissima , dall’aspetto severo che, per i suoi modi sbrigativi ed energici, abbiamo soprannominato “Signora Rottenmaier”; non ci permette alcuno spostamento e dà una caccia spietata alle nostre macchine fotografiche e telecamere. Nonostante questa ingombrante presenza, ci gustiamo il meraviglioso spettacolo, la leggiadria e la bravura delle ballerine in tutù e le sublimi note della musica di Ciaikovsky.
Usciamo più entusiasti che mai, raggiungiamo il gruppo rimasto al parcheggio e scopriamo che hanno consumato una ottima cena “comunitaria” nel piazzale con grande soddisfazione di tutti. Domani sera sarà senza dubbio anche il nostro turno di estrarre dai gavoni, tavolini e sedie …finalmente!

Giovedì 19 agosto
Oggi la giornata è libera e a nostra disposizione fino a sera. Arriviamo in centro ed optiamo per una visita a musei; ma sulla parte culturale ben presto ha il sopravvento il desiderio di gironzolare per questa bella città, di godere delle sue vie, di ammirare i palazzi costruiti da architetti italiani, di vivere l’atmosfera che in esse si respira e, perché no, di andare per…negozi!
Abbiamo passeggiato senza meta lungo la prospettiva Nievski, che ormai per noi non ha più segreti; ci siamo inoltrati nelle vie laterali; siamo anche riusciti a bere un ottimo caffè espresso nel più noto bar pasticceria di S. Pietroburgo, scoprendo di non essere stati gli unici camperisti ad individuarlo ed a gustarlo!
Qualche piccolo acquisto da portare a casa per ricordo o per amici e parenti non guasta, si spazia dalle matrioske, alle icone, ai quadri naif ed anche questa sera i nostri sacchetti sono…stracolmi!!!
La serata è veramente coinvolgente: come promesso, il gruppo rimasto a “Casa” si organizza per una cena all’aperto (il tempo ce lo ha concesso).
Atmosfera esilarante tra battute varie, terminata con canti corali che spaziano da una regione all’altra d’Italia.
Il dopo cena prevede un concerto organizzato proprio per il gruppo “La Granda” intervallato da uno spuntino a base di…caviale e vodka! La serata continua con la parte più spettacolare: l’ escursione notturna per assistere ad uno spettacolo veramente unico: l’apertura dei ponti, illuminati a giorno, sulla Neva. Merita veramente di vedere, nell’incanto della notte, tutte le luci sui ponti che si sollevano a bandiera per lasciare lo spazio alle navi che stanno per transitare. Siamo appostati in un punto strategico, in modo da poter avere una visuale completa della fila dei ponti, e la leggera pioggerellina che scende non infastidisce, anzi è quasi un complemento indispensabile all’atmosfera che si è creata.
Rientriamo all’una e mezza , forse assonnati ma contenti.

Venerdì 20 agosto
Oggi ci aspetta un breve viaggio per visitare alcune residenze fuori città; la prima è la maestosa residenza di Caterina II. Un palazzo che per lunghezza è unico al mondo. Ci accoglie una banda al suono dell’Inno di Mameli, ci soffermiamo ed applaudiamo per il gradito omaggio. Vaghiamo di sala in sala dotati anche di “babbucce” per non rovinare il prezioso pavimento. L’attrattiva maggiore è la famosa “sala d’ambra” che non ci è neppure consentito di fotografare: pareti, soffitto, decorazioni, stucchi, tutto è in questo prezioso minerale!
Certamente Caterina non ha badato a spese per costruirsi il palazzo ove si è ritirata negli ultimi anni della sua vita.
L’altra residenza è dalla parte opposta rispetto a questa, nella cittadina di Petrodvorez in riva al Mar Baltico. Neppure Pietro il Grande si era trattato tanto male. I giardini maestosi sapientemente curati con geometrie e combinazioni di fiori e piante sono lussureggianti, i giochi d’acqua delle fontane, con spruzzi giganteschi, con cascate e scivoli fanno pensare ad una regia sapiente e fantasiosa. Tra i vari getti delle fontane c’è anche quello destinato agli incauti turisti che avvicinandosi a certi spruzzi vengono annaffiati. Molti di noi si sono liberamente buttati sotto allo spruzzo, altri ci sono stati portati a forza come Nadia, la nostra guida,che due furbacchioni dallo spirito goliardico hanno trascinato sotto al fungo piovigginoso! (non si dovrebbero fare i nomi ma , tanto per la cronaca, si chiamano…Vitto e Pippo)
Dalla terrazza che si affaccia sul mar Baltico, usando un po’ la nostra fantasia e sperando in una giornata particolarmente limpida si potrebbero vedere le coste della …Finlandia ! La visita è terminata, ci apprestiamo al rientro. Anche oggi è stata una giornata intensa, trascorsa in ottima compagnia , questa sera , dopo cena avremo altri argomenti di cui parlare e dei quali conserveremo il ricordo a lungo .

Sabato 21 agosto
La gita in battello lungo i canali è nel programma di oggi; il tempo è piuttosto brutto, piove, aspettiamo sul pontile le imbarcazioni che ci porteranno lungo i corsi d’acqua e sotto ai ponti della città. Al termine del giretto ancora qualche shopping dell’ultimo minuto. Incontriamo spesso i compagni di viaggio nei vari negozietti alle prese con oggetti di ogni genere; sappiamo che oggi è l’ultimo giorno della nostra permanenza a S. Pietroburgo.
Passiamo e ripassiamo per le vie da noi conosciute, rivediamo ancora luoghi noti, assaporiamo il piacere del passeggio lungo la prospettiva Nevski con i suoi colori, i suoi rumori ed il suo irripetibile calore.
Il clou della giornata è la cena al ristorante Troika.
La sala si presenta sfolgorante nel suo addobbo, siamo sistemati sia nel piano basso che nella sovrastante balconata, della quale si appropriano subito i giovani assieme a qualche altro gruppetto. Lo spettacolo ha inizio con danze, canti della tradizione popolare russa; è una musica che coinvolge; verrebbe quasi voglia di ballare, ma visti i salti, le contorsioni e le acrobazie del corpo di ballo, è meglio astenersi!
Non è stato così per tutti perché ad un certo momento alcuni ballerini e ballerine scendono tra il pubblico per invitare qualcuno alle danze, tra gli altri tocca anche a Vitto che si destreggia con discreta abilità accompagnato da una gran bella ballerina !!!
Al termine dei saluti ufficiali da parte del titolare dell'agenzia, Olga e Piero e degli scroscianti applausi di tutti noi, iniziano le danze dei “ camperisti “. Qualche balletto più o meno lento, qualche cantatina in coro delle canzoni più conosciute e poi ahimè la festa è terminata, è l’ora del rientro!
Ma “la notte è piccola per noi, troppo piccolina “ si cantava una volta ai miei tempi ed allora gli autisti dei pullman, gentilmente, si fermano (la mezzanotte è passata da parecchio) nella piazza dell’ Hermitage, per consentirci un ultimo saluto ad uno dei luoghi più incantevoli del mondo.
Superiamo ogni aspettativa ed impunemente ci esibiamo in un allegro ballo di “kasaciov” e come ultimissima follia in un lungo trenino, facendo il giro della piazza..! Cosa avranno pensato di noi i pochi “nottambuli” di passaggio???
ARRIVEDERCI SAN PIETROBURGO !!!

Domenica 22 agosto
Si parte, salutiamo i nostri compagni di viaggio che decidono di rientrate dalle Repubbliche Baltiche . Scambio di indirizzi, e- mail e senza dubbio qualche lacrimuccia!
La carovana orfana di 13 mezzi( rimaniamo solo in 39, si fa per dire) prende la strada del ritorno: attraversiamo S.Pietroburgo ancora quasi addormentata; ma il sole vuole darci una ultima indimenticabile immagine di lei, accarezzata dai suoi raggi.
La Neva risplende anch’essa, sulle sue rive solo qualche mattiniero pescatore, i palazzi dall’architettura imponente, sembrano capire l’importanza del momento e mi paiono ancora più maestosi e regali!
Il serpentone dei camper esce definitivamente dalla città e scivola tranquillo e compatto verso la strada di casa . Il nostro amico Kappa ( non me ne voglia se lo chiamo affettuosamente così) da l’arrivederci a questi luoghi meravigliosi e sempre via CB anche Marzia ci offre una delle sue rime dedicata a questo momento così prezioso e delicato.
La sosta pranzo prevede anche una battuta a funghi, il bottino di Vitto è buono ma non basta per tutti ed allora lungo la strada, mega spesa di funghi, anche per accontentare, tra gli altri, Claudio -37- che ne fa pressante richiesta.
All’arrivo a Pskov si decide per una cena all’aperto a base di funghi naturalmente.
Mentre Vitto ed i nostri ragazzi fanno fare il gioco del salto della corda ad alcuni bambini del luogo, le donne ed Ivan si danno da fare ai fornelli. Tutti a tavola, il riso ed anche la pasta sono pronti:…… in quel momento Giove pluvio ha espresso il peggio di sé: acqua a dirotto!
Gran corsa nei vari camper e per questa sera …pazienza! Però il riso con i funghi era davvero buono…!!! .
P.S. Claudia, moglie di Claudio –37- inavvertitamente ha messo male un piede, risultato: rotto il metatarso, prima medicazione da parte del nostro medico.
Km percorsi 259

Lunedì 23 agosto
Al nostro risveglio il gruppo delle bambine che ha giocato ieri sera con i nostri, ci porta un piccolo omaggio,un angioletto: è un pensierino veramente commovente!
Lasciamo Pskov con un bel sole e proseguiamo tranquilli fino ad un paese destinato alle nostre esigenze di sgranchirci un po’ le gambe. Non ne ricordo il nome, ma ci ha offerto una gradevole ospitalità con il suo mercato colorato, con i richiami dei venditori, soprattutto di quello che proponeva le angurie, non ce lo siamo fatto sfuggire e ne abbiamo comperata una che si è rivelata gustosissima.
Proseguiamo il nostro viaggio fino alla frontiera con la Bielorussia.
Dopo il pranzo usciamo dalla zona doganale pur restando fermi sul ciglio della strada. Facciamo degli acquisti importanti, non per noi, ma per la venditrice che tra secchi di microscopiche mele, uova e zucchini, quest’oggi ha senza dubbio realizzato un ottimo ed insperato guadagno per la famiglia. Ci saluta felice dicendo una serie di frasi per noi incomprensibili tranne una parola: spasibo, cioè …grazie!
Scende il buio quando arriviamo al parcheggio dell’autostrada del km.448. Ci sistemiamo schierati pronti per l’indomani mattina. Facendo 4 passi all’esterno vediamo sopra di noi una stellata sterminata ed una maestosa mezza luna , insomma una serata veramente romantica!
Km. percorsi 528

Martedì 24 agosto
Quella di oggi è l’ultima partenza di gruppo, tutti noi ne siamo consapevoli e rimandiamo addii e saluti a Terespol per goderci ancora questa giornata.
Il viaggio prosegue tranquillo, tappa per pranzo al castello di Mir che ci aveva ospitati già nel percorso di andata e poi via fino alla frontiera tra Bielorussia e Polonia.
Salutiamo Andrei che rientra a Mosca.
Si capisce subito che la sosta in dogana sarà lunga, infatti così è stato. Come nelle altre occasioni evitiamo di usare i CB, per questioni personali lasciandolo libero per le comunicazioni di servizio di Piero e i responsabili dell'agenzia.
Alle ore 0 e 15 siamo tutti fuori e raggiungiamo stanchi ma finalmente rilassati il parcheggio di Terespol in Polonia.
Km. percorsi 440

Mercoledì 25 agosto
Eccoci alla tappa finale di questa bellissima avventura!
La conclusione ufficiale spetta di diritto a Piero che ci ha condotti sempre per mano, fino a qui. I ringraziamenti che io personalmente mi sento di fare non sono formalità ma sono reali e sentiti verso tutti coloro che hanno contribuito al lieto fine di questa spedizione. Forse dovrei citare 120 persone, perché ognuno di noi con la propria capacità, competenza, ma soprattutto sensibilità e generosità, ha dato quanto ha potuto al fine di raggiungere uno scopo comune.
Il viaggio è stato entusiasmante, ricco di umanità, ricco di belle esperienze; abbiamo visto luoghi, incontrato persone al di fuori della nostra vita quotidiana di cui serberemo sempre un ricordo indelebile!
Si conclude questa ultima parte del viaggio fra applausi, foto ricordo, abbracci ed arrivederci.
Ad uno a uno gli equipaggi partono per le diverse destinazioni, il parcheggio rimane quasi vuoto. Rimaniamo ancora noi, equipaggio 26, i nostri amici di Bolzano, equipaggio 25.
Piero e Cinzia, Pippo, Marzia e Greta, Beppe, Mariuccia ed Anna ci salutano dall’ingresso del parcheggio cercando forse di impedirci l’uscita e restare ancora un po’ assieme, ma ormai……… e finita !
Arrivederci a presto e grazie a tutti Voi!

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