| di
Greta Pirovano
3
agosto 2004 Terespol (P):
“Non è un miraggio, siamo arrivati davvero! Ecco la
nostra prima meta!!”. Questo è il pensiero che fa capolino
nella mente dei primi “Grandisti” che giungono a Terespol,
città situata al confine tra Polonia e Bielorussia, luogo
prefissato per il nostro primo incontro. Non sono molti per ora
gli equipaggi, ma con quei pochi, alcuni dei quali ancora poco conosciuti
non si esita ad attaccar bottone: quattro ciance e ci si scopre
subito identici, almeno nello spirito, tutti con lo stesso spirito,
pronti ad affrontare la grande… anzi la Granda impresa!
Aleggia un pizzico di tensione, ma viene smorzata dal caloroso benvenuto
tipico della Granda!!
Il proprietario dell’area per noi predisposta è il
polacco Mirik ed è gratificante osservare come, nonostante
le difficoltà di comunicazione dovute alla lingua cerchi
di instaurare con noi un’amicizia e si renda costantemente
disponibile nell’intento di riservarci un’ottima accoglienza:
addirittura ci coglie albicocche, mele, ribes in quantità
e ce le dona soddisfatto.
Ore 23:00 siamo a quota 17: già un bel numero… ma la
Granda conosce ben altri numeri e, attendendo il resto della futura
colonna, nulla è meglio di una riposante dormita.
4
agosto 2004 Terespol:
Il rintocco delle campane della chiesa adiacente la nostra area
fa da cornice al nostro risveglio e tra due chiacchiere e una passeggiata
abbiamo raggiunto già quota 26. I nostri parcheggiatori ufficiali,
Piero, Pippo e Beppe sono già attivi, come il “la Granda
point”, la nostra reception versione polacca, all’aria
aperta.
E’ la volta dei primi conti: tutto procede tranquillamente
e si continua ad instaurare amicizie tra colleghi camperisti.
Anche il pomeriggio trascorre bene, il tempo si dimostra a nostro
favore: alcuni tentano anche l’abbronzatura del last minute,
altri preferiscono una briscola all’ombra, altri cucinano
funghi per la cena.
Nel tardo pomeriggio l’area è già quasi colma,
ormai ci siamo tutti! Anche il gruppo giovani comincia a concretizzarsi
e anche noi, come i nostri genitori socializziamo…!
5
agosto 2004 Terespol:
Una giornata soleggiata accompagna l’arrivo degli ultimi ritardatari
e ormai si respira già aria di Russia. Per molti di noi,
se non tutti questo viaggio rappresenta quasi un sogno, un paese
tanto immenso e misterioso come quello che stiamo per visitare…
insomma quasi non ci capacitiamo che tra poche ore comincia quel
tour tanto sognato e nominato!!
Dopo una mattinata tranquilla ci si raduna intorno alle 15 per la
prima e più importante riunione de “La Granda Russia
2”, durante la quale Piero, il nostro capobanda ci illustra
il programma del tour, moniti, consigli e precauzioni necessari
per la buona riuscita del viaggio. Mentre noi siamo seduti ad ascoltare
Piero, Mirik ci fa segno di guardare verso il campanile vicino:
lassù c’è Manlio, il nostro cineoperatore, che
effettua le prime riprese del tour e noi tutti coi nasi all’insù
ci sbracciamo per il nostro saluto. In cambio della disponibilità
da parte dei funzionari del luogo sacro raccogliamo tra di noi un’offerta
libera da consegnare alla chiesa, per mezzo di Mirik.
Quando Manlio ci raggiunge, Piero continua nelle sue spiegazioni
e presentazioni: le famiglie del gruppo che si occuperanno di noi,
aiutandoci negli spostamenti in colonna, nelle visite con i bus,
nei punti sosta sono la famiglia Marenco, con Piero e Cinzia, i
nostri capobanda; la famiglia Lentini, con Pippo Marzia e Greta
e la famiglia Truffo, con Beppe, Mariuccia e Anna.
Con l’aiuto di due bambini, Matilda e Maurizio, sorteggiamo
i numeri di colonna di ciascuno e siamo niente di più straordinario
di 52 camper, viaggeremo e ci identificheremo sempre in questo ordine.
Verso le ore 17, approfittando per un veloce break, ci scambiamo
ufficialmente il benvenuto, brindando all’impresa che stiamo
per intraprendere e Marzia ci legge una poesia da lei scritta con
l’augurio di un buon viaggio: sono queste le prime emozioni,
ma ce ne saranno sicuramente di più grandi!...
In questo momento giunge a Terespol il titolare dell’agenzia,
che ci accompagnerà e ci seguirà costantemente per
tutta la durata del tour; basteranno pochi giorni e diventerà
per noi un componente della grande famiglia a cui ci sentiamo di
appartenere durante questo viaggio. Ci accorgiamo subito che è
un personaggio molto curioso e non si può non notare la sua
mania del ricciolino; ci appare comunque ben organizzato tra passaporti,
schede, documenti e chi più ne ha, più ne metta. Con
lui c’è la sua collega Natasha che lo affiancherà
sempre: entrambi saranno in questo mese il nostro punto di riferimento
ovunque! Dopo essersi presentati, il titolare illustra più
precisamente il programma e offre chiarimenti pratici a tutti e
cambi valuta: la moneta bielorussa e russa è il rublo, per
darci un’idea ci parla approssimativamente di 100 rubli pari
a circa 3 €.
Sono da poco passate le 22, quando il nostro primo incontro si può
dichiarare concluso e, anche se un po’ tardi, ceniamo.
Sistemiamo poi le ultime faccende di carico e scarico dei nostri
camper e, dopo aver omaggiato Mirik con una bottiglia di buon vino
italiano, per la sua disponibilità e ospitalità in
questi giorni rincasiamo nelle nostre abitazioni viaggianti e con
un po’ di emozione e, perché no, la giusta tensione
cominciamo a renderci conto che solo una notte ci separa dal via
ufficiale del nostro viaggio. Domani sveglia alle 6.30.
6
agosto 2004 Terespol – Brest (BY) (Km 15)
Ore 7:15 ci siamo! Dopo i vari preliminari è giunta davvero
l’ora x!! Da mesi nominiamo il fatidico 6 agosto, il giorno
della nostra partenza ed ora…eccoci qui! Un po’ tesi
ed emozionati ci scambiamo il buongiorno (e che giorno…!)
ma poche parole e subito pronti ai volanti .
Comincia la conta che ci vede solo per oggi divisi in tre gruppi
dogana creati appunto appositamente per l’attraversamento
della frontiera e così schierandoci comincia a prender forma
la lunga colonna serpeggiante tra le vie quasi deserte di Terespol:
questa cittadina ci ha ospitato solo per un paio di giorni e rivolgiamo
a Mirik un arrivederci al nostro ritorno.
Pochi chilometri e già davanti a noi scorgiamo la dogana.
Già, la dogana, parola entrata a far parte del nostro comune
linguaggio, argomento su cui si è tanto discusso ieri e durante
tutta la preparazione al viaggio.
E’ bello osservare come in questi momenti, in cui ci sentiamo
quasi un poco spaesati confidiamo nei nostri compagni di avventura
e riponiamo la nostra fiducia nel capogruppo Piero e nell'agenzia,
i nostri accompagnatori… l’unione fa la forza non è
per niente un luogo comune, specialmente in questo frangente e poi…
tra camperisti ci si intende!!
Dunque, fermi alla dogana, passaporti e carte verdi alla mano: ora
non ci resta che attendere… le operazioni qui si svolgono
molto lentamente a causa dell’inesistenza di sistemi tecnologici,
anche solo dei computer che registrino e controllino i movimenti,
qui si tratta solo di enormi libroni e di doganieri a volte un po’
pigri. Sono le ore 15 e il titolare dell'agenzia ci fornisce le
dritte per non essere colti di sorpresa al controllo, che avviene
per ciascun equipaggio: siamo comunque fortunati perché,
grazie a lui i doganieri non effettueranno controlli all’intero
dei nostri mezzi.
Le ultime operazioni vengono sbrigate in circa un’ora e poi
finalmente si parte. Fuori dal territorio doganale ci aspetta Olga,
sorella di Natasha e collaboratrice dell’agenzia che ci accompagnerà
alla meta. E’ previsto infatti l’arrivo e la sistemazione
nell’area parking dell’hotel Intourist di Brest, la
prima città bielorussa dopo la dogana.
Giunti a destinazione Pippo e Beppe organizzano la sistemazione
degli equipaggi e attendiamo l’arrivo di Piero, con a bordo
i responsabili dell'agenzia.
Sono le ore 18, avendo spostato le lancette avanti di un’ora,
causa fuso orario. Ora nessuno manca all’appello e vediamo
giungere una giovane donna in costume tipico russo che ci offre
un rinfresco di benvenuto in Bielorussia a base di vodka, classico
alcolico dei paesi dell’Est europeo e della Russia in particolare,
bevuto dalla popolazione anche come aperitivo, nonostante l’elevato
tasso alcolico: è proprio a causa di questo che qualcuno
di noi esita, anche perché è tradizione che lo si
beva in un solo fiato, ma i camperisti si adattano a tutto e, intrepidi,
si prova questa sensazione. Il tutto accompagnato da un tipico pane
russo da intingere nella vodka e spezzando un boccone rigorosamente
con le mani dalla grossa pagnotta.
Senza perdere tempo ci incamminiamo verso il centro di Brest, per
raggiungere la fortezza. Brest appunto, oltre a rappresentare il
confine convenzionale dell’ex Unione Sovietica è nota
per essere la prima città colpita dalla seconda guerra mondiale
e l’ultima ad essere distrutta dagli attacchi nazisti. La
guerra infatti colpì Brest il 21 giugno, data che corrispose
con la fine dell’anno scolastico in cui gli studenti solevano
festeggiare. Qui Olga ci fa da Cicerone e durante la visita scattiamo
qualche fotografia: anche noi giovani abbiamo il nostro “scatto
per la stampa”, come noi lo chiamiamo: siamo in dodici, compresi
tra gli 8 e i 24 anni; le ragazze sono sempre in maggior numero...
sarà che le vere camperiste sono donne??!?Chissà!
In ogni caso riusciamo a trascinare nell’obbiettivo anche
Carlo, il nostro unico ragazzo, nonostante la sua riservatezza.
Dopo la visita, sulla via del ritorno facciamo una puntatina al
supermercato per rifornirci dello stretto necessario come pane e
latte; noi camperisti siamo comunque molto forniti e le nostre case
ambulanti sono state attrezzate di copiose scorte, in occasione
del lungo viaggio: è quasi come sentirsi a casa!
Durante la cena Ugo, appellandosi alla disponibilità di ogni
famiglia avanza tramite megafono la richiesta di svariate bottiglie
di vino italiano, che questa sera stessa recapiterà ai doganieri
di stamani: ciò appare strano ed inconsueto, ma è
l’unico modo per poter sveltire le faccende doganali ed ottimizzare
così i tempi della tabella di marcia. Sebbene ci si senta
in una situazione strana, ciascuno di noi offre la propria disponibilità
e pazienza, dato che la gente del luogo riconosce il nostro vino
dalla bottiglia di vetro e dall’etichetta e lo accetta solo
con questi requisiti. Riponiamo quanto raccolto in dei plateau,
casualmente davanti al camper di Piero… e pensare che lui
è astemio…!
Dopo cena ci aggiorniamo in una breve riunione, in cui Piero illustra
la tabella di marcia di domani.
7
agosto 2004 Brest – Minsk (Km 390)
Intorno alle 7.30 il campo si popola: appena svegli ultimiamo le
solite operazioni che precedono ogni partenza e poniamo sul cruscotto
il numero effettivo di marcia, frutto del sorteggio di due giorni
fa e diverso da quello di dogana.
Oggi è il vero e proprio primo giorno in cui si testerà
la marcia in colonna e prenderemo tutti la mano con le regole che
essa prevede. Ebbene, mani al volante, cinture allacciate onde evitare
puffi (polizia), cb o comunemente baracchino sintonizzato sul canale
12 e… si parte! Piero, Pippo e Beppe ci aiutano nelle manovre
e nell’incolonnamento e, allontanandoci da Brest, ci immettiamo
sulla M1, che ci porterà fino al castello di Mir, punto previsto
per la sosta pranzo.
Lungo il percorso effettuiamo il primo rifornimento gasolio del
viaggio: le operazioni scorrono velocemente e senza intoppi, anche
per l’equipaggio numero 3 con a bordo i nostri cineoperatori
Manlio, Fabio ed Ivan: si tratta di un mezzo Arca del 1973, che
fa l’ubriacone con i consumi ma alla sua età non è
da tutti essere protagonista di un tour di questo calibro!
Giunti al casello autostradale Piero riferisce le modalità
di incolonnamento: lui, che ne pensa una più del diavolo
è intenzionato a far transitare l’intera colonna attraverso
un’unica uscita. Questa apparente banalità ci permette,
grazie alla complicità del titolare dell'agenzia, di realizzare
l’ennesimo record: uno scontrino lungo quasi otto metri, che
misuriamo con la lunghezza del camper di Piero come unità!!!
La colonna procede compattata e orgogliosa, anche se un po’
rallentata dal transito sulla M1 di una lunga fila di mezzi agricoli,
che probabilmente tentano di farci concorrenza…
Il nostro trentunenne Arca, vecchietto come camper, oggi ha l’onore
di procederci in marcia fino all’uscita per Mir e lì
aspetta il resto della colonna, in quanto punto strategico per le
riprese. A mano a mano imbocchiamo l’uscita, la strada curva
e così possiamo osservare lo spettacolo della colonna serpeggiante,
con lo sfondo di un cielo azzurro…è un’emozione
unica!!!
Il castello di Mir si erge sornione su di un piccolo avvallamento,
ai piedi di un laghetto e proprio qui è prevista la nostra
sosta. Qui troviamo Andrè, collaboratore dell'agenzia, che
da qui ci seguirà fino a Mosca con la sua auto, come supporto
logistico; ci accorgiamo subito che è un personaggio stravagante,
sembra quasi uscito da un cartone animato: ci accoglie calorosamente,
pur non conoscendoci urlando “ciao italiani!!” con fischietto
e manganello… rigorosamente bianco e nero (forse sa che i
torinesi nel nostro gruppo sono in gran numero)!
Le manovre di parcheggio sono a dir poco tempestive e siamo tutti
attratti dal finto puffo Andrè.
Mentre pranziamo offriamo allo staff dell'agenzia dei panini, ma
il padròn, appellativo che Andrè ha affibbiato al
titolare, rifiuta esprimendo il desiderio di ritirarsi in meditazione:
non abbiamo di preciso capito cosa abbia voluto intendere il titolare
con tale affermazione, ma una cosa l’abbiamo capita…
Lui è così, da prendere come capita…
E infatti non si smentisce: passato nemmeno un quarto d’ora
è già di ritorno a mani piene, con due sacche colme
di pagnotte fresche per noi e ciascuno lo ringrazia dal vivo e via
cb!
Durante la nostra sosta sopraggiungono tre bambini, forse incuriositi
da questi strani giganti bianchi con le ruote e ci scrutano un po’
straniti: ciascuno nel vederli dona loro biscotti, dolci e brioches
che abbiamo con noi, pensando che magari loro non ne hanno mai assaggiati…
Alla ripartenza, intorno alle ore 16, sostiamo innanzi al castello
per delle foto con striscione della Granda, e sfondo del castello.
Riprendiamo la marcia e la meta è Minsk, dove sosteremo nel
cortile della chiesa cattolica, adiacente il palazzo del Parlamento
e la residenza presidenziale.
Giunti alla meta, dopo aver attraversato parte della città
ritroviamo Andrè, intento ad aiutare Beppe, Piero e Pippo
nel dirigere le operazioni di parcheggio; proprio Beppe estrae prontamente
la sua paletta da ferroviere, che utilizza nelle conte giornaliere,
essendo l’ultimo della colonna. E’ divertente vederli
all’opera con Andrè che dirige tutto freneticamente.
Tra i camper si aggirano alcuni bambini, i quali vendono un giornalino
da loro stessi realizzato in seguito al passaggio dalla capitale
bielorussia di altri gruppi di camperisti, sempre capitanati dal
titolare, di cui compare una fotografia in prima pagina.
Alle 21.30 ci si raduna per la solita riunione e il parroco della
chiesa ci offre ospitalità in una sala sotterranea dell’edificio
sacro, chiedendoci con l’aiuto di Nadia e Vitto che si intendono
in tedesco solo un’offerta, anche in termini di alimenti e
vestiario che lui recapita direttamente ai bisognosi.
Sopraggiunge anche il titolare che ha portato con sé Liuba,
una sua conoscente che essendo bielorussa non ha mai avuto occasione
di visionare i camper. Il popolo infatti si dimostra estraneo a
questo tipo di turismo, qui praticamente assente.
Terminata la riunione alcuni di noi approfittano dell’ora
non ancora tarda per una passeggiata in città: Minsk ci appare
pulita, ordinata e spaziosa e lo spettacolo delle luci notturne
è molto suggestivo! Le strade sono ampie e constano di numerose
corsie, che ricalcano lo stile staliniano, in funzione delle frequenti
parate organizzate nel periodo comunista. Gli edifici appaiono nuovi
e sobri, dal momento che la città fu ricostruita nel 1945
in uno stile definito “neoclassicismo staliniano”.
8
agosto 2004 Minsk – Smolensk (RU) (Km 340)
Questa mattina il risveglio non è dei migliori: siamo tutti
in apprensione per il camper numero 34 dei signori Roma, che pare
abbia qualche problema; subito accorre il nostro meccanico Giovanni,
che sotto gli occhi di tutto il gruppo, dopo alcuni tentativi riesce
a mettere in moto il mezzo: subito si leva l’applauso e i
visi preoccupati della famiglia Roma, compresa la cagnolina Chicca
ritornano sereni…!
Risolto l’intoppo cominciamo ad incolonnarci all’esterno
del parcheggio, in direzione della prospettiva Skorini, l’arteria
principale della capitale, su cui sfileremo per poi allontanarci
dalla città.
Una volta incolonnati comincia la marcia: ai vari incroci troviamo
i puffi, ma questa volta non sono in agguato per dare multe, bensì
per bloccare il traffico che potrebbe intralciare il nostro passaggio.
Procediamo ben compattati sulla Skorini, tra gli sguardi stupiti
dei passanti; Manlio e i suoi compagni ci precedono per le riprese
e… la bandiera della Granda sventola a Minsk!!!!!!
Proseguendo verso la M1, ci fermiamo per effettuare rifornimento
e, diretti da Andrè con grande frenesia, dopo circa tre quarti
d’ora siamo pronti per ripartire.
Nel primo pomeriggio giungiamo appunto in territorio doganale e
subito il titolare ci informa della necessità di ritirare
i passaporti per il consueto controllo. Procedendo quasi a passo
d’uomo, scorriamo a fianco di un’interminabile colonna
di tir lunga chilometri e… finalmente RUSSIA!!!!!!!! Ecco,
siamo arrivati!!
Si contratta con i doganieri e infine ci comunicano che possiamo
sostare nell’ampio parcheggio della dogana, solitamente riservato
ai tir: possiamo quindi pranzare e anche approfittare per un pisolino,
dopo l’intera mattinata di viaggio, dato che si prevedono
due o tre ore di attesa per il disbrigo delle formalità.
Come non detto, dopo circa tre ore Andrè è di ritorno,
ovviamente di corsa, con i nostri passaporti e abbiamo così
l’ok per avviarci.
Il campeggio di Smolensk, la meta di questa giornata di viaggio
dista 70 Km dalla dogana e in quattro e quattr’otto lo raggiungiamo,
passando accanto ai nostri cineoperatori che effettuano la ripresa
al tramonto. Stasera è necessario dividersi in due gruppi:
metà di noi sosteranno nel campeggio e il resto nell’area
dell’adiacente motel Phoenix. E anche oggi le lancette avanzano
di un’ora, scombussolando un tantino i nostri ritmi all’italiana.
A causa appunto dell’ora tarda, non ci riuniamo, ma Piero,
previdente, dispone una lavagna vicino al suo camper, con scritte
le informazioni per domani.
9
agosto 2004 Smolensk – Mosca (Km 420)
La giornata di oggi si preannuncia diversa, non tanto per il percorso,
quanto per la meta: ebbene, stasera la prima grande meta! Mosca!!!
L’entusiasmo è quello di sempre, se non maggiore e
in pochi minuti siamo già tutti incolonnati sul rettilineo
all’esterno del campeggio, direzione Mosca.
A differenza degli altri giorni, ci dividiamo in due gruppi, a seconda
delle necessità di carburante, sveltendo in tal modo la marcia.
In ogni caso ci ritroviamo a circa 180 Km dal punto di partenza,
in un’altra stazione gasolio, per la pausa pranzo. Questa
però non è una sosta qualsiasi, perché questo
distributore che ci ospita per poche ore è quello dove si
riforniva il famoso cosmonauta Gagarin.
Il nome già ci suona conosciuto e sentito, un po’ di
rapida mente locale e subito ci rifacciamo a Jurij Gagarin, primo
uomo alla conquista del cosmo mandato nello spazio nel 1961.
Una volta arrivati ci accorgiamo che probabilmente i gestori dello
stesso, presi dai successi di Jurij non si siano più preoccupati
del distributore, il quale funziona ancora con le pompe che risalgono,
presumiamo, intorno agli anni 50 o 60, dotate ancora del conteggio
manuale dei litri con le classiche lancette e sprovviste del sistema
a scatto. Insomma, qui non c’è assolutamente nulla
di automatico e tecnologico!!
Basti pensare che per farlo funzionare, il titolare, con fare sicuramente
assimilato dai Russi, non fa altro che dare una botta alla colonnina
e questa esegue il comando, anche se con delle fuoriuscite di gasolio!
La situazione è buffa, tanto da farci scoppiare a ridere
e tutti ci affrettiamo a scattare delle fotografie… fatti
del genere in Italia non se ne vedono facilmente (per fortuna!)
ed è per questo che, tra lo stupito e il divertito non sappiamo
più che fare, se non ridere!! Anche se poi pensandoci bene,
per chi vive qui non è poi così divertente…
Proprio a causa di queste pompe spartane, le operazioni di rifornimento
procedono più lentamente, talvolta Andrè corre qua
e là tutto trafelato per avvertire i gestori che qualcosa
nei marchingegni si è bloccato.
A mano a mano si effettua rifornimento, Piero, Pippo e Beppe ci
aiutano nel posteggiare i nostri mezzi e possiamo così pranzare
o curiosare tra le bancarelle del mercatino sul ciglio della strada:
vendono tutti del pesce sia fresco che affumicato e qualcuno di
noi ne approfitta per un assaggio. Anche per oggi il titolare ci
procura del pane fresco e, come ce ne siamo già accorti in
questi primi due giorni di viaggio, ha una conoscenza femminile
in ogni luogo in cui porta i camperisti nei loro tour, che estende
anche agli italiani della Granda…
Andrè invece sembra disinteressato a questo trambusto e continua
inesorabilmente a correre tra i camper, talvolta chiama il padròn
a gran voce e si intrattiene anche con noi: conosce l’italiano,
ma la sua parlata è così strana che inserisce nei
discorsi delle parole in russo, in francese, in tedesco… insomma,
una cartolina di caricatura, nel vero senso della parola!
Verso le 14,30 la carovana si rimette in movimento. Ci stiamo sempre
più avvicinando alla città e si nota che il traffico
aumenta: pur essendo in prossimità della capitale, le strade
permangono in condizioni abbastanza disastrate, per via probabilmente
dei metodi poco moderni di costruzione delle strade, i quali hanno
fatto sì che i tir e i mezzi pesanti abbiano creato dei solchi
lungo la strada, a volte anche pericolosi per gli sbandamenti che
provocano.
Un paio d’ore e siamo in prossimità dell’anello
moscovita, la circonvallazione che circonda la città. Piero
chiede l’assoluto silenzio al cb da parte di tutti, eccetto
lui, il ponte che è l’equipaggio numero 25 dei signori
Danese, necessario per diffondere le informazioni quando la colonna
si snoda anche per 8 Km e il chiudi fila che per l’occasione
è il numero 46, il signor Fogli, soprannominato Kappa, dal
suo modo di rispondere al cb. In questo tratto, appunto solo loro
possono parlare per scambiarsi le informazioni necessarie per il
transito su un’arteria estremamente trafficata. Ci immettiamo
appunto su di esse, destando la curiosità e lo stupore degli
altri mezzi: sentiamo dei camionisti che parlano via cb in russo
e il titolare ci traduce che sono rimasti esterrefatti al vedere
la nostra interminabile scia! Cerchiamo il più possibile
di compattarci, onde evitare che parte della colonna si perda; tempo
mezz’ora e siamo già in prossimità dell’uscita
che ci interessa: Piero si assicura che a tutti sia giunta l’informazione
e, intrufolandoci tra camion, auto e furgoni, siamo già sulla
strada dell’Hotel Soyuz, che ci ospiterà. Incontriamo
dei puffi, i quali, più incuriositi che ligi al dovere fermano
il primo equipaggio: il titolare si intende con loro che, dapprima
rimasti seri e impassibili, abbozzano un sorriso al nostro passaggio…
anche per loro è una visione abbastanza inusuale!
Giungiamo appunto di fronte all’imponente struttura dell’hotel
Soyuz, sul retro del quale si trova un grande spazio verde, dove
noi sosteremo per tutta la settimana. In attesa che il titolare
rintracci le sue collaboratrici di Mosca, Irina e Scilla e ci dia
il via libera all’ingresso, ci rendiamo conto di essere davvero
arrivati! Al cb qualcuno esclama entusiasta: “Ce l’abbiamo
fatta alla Granda!!!”. Commentiamo contenti ed esplode un
fragoroso “Ipip urrà!”! Questo è uno dei
momenti indimenticabili del nostro viaggio!!!!!
Pochi minuti e possiamo già entrare e con l’aiuto dei
soliti tre Piero, Pippo e Beppe ci posizioniamo comodamente nell’area
a noi riservata: possiamo contare sull’attacco all’elettricità
e sull’acqua e abbiamo addirittura due camere dell’albergo
a nostra disposizione per le docce. Una volta sistemati possiamo
cenare e alle 21.30 ci si riunisce per la consueta riunione, con
la presenza della responsabile dell’agenzia a Mosca, Irina.
Ci illustra il programma del nostro soggiorno nella città
e da domani, pronti per fare i turisti!!! Dopo l’incontro,
due chiacchiere e a nanna: domani ci aspetta una giornata intensa!
10
agosto 2004 Mosca
Alle ore 9 ci incamminiamo verso il piazzale dell’hotel dove
i bus ci aspettano per condurci in centro: i bus appunto sono tre,
a ciascuno corrisponde un colore e ogni persona possiede un cartellino
che si rifà a questi colori, naturalmente bianco, rosso e
verde.
Le guide, una per gruppo salgono sui bus insieme con noi e ci accompagneranno
per tutto il dì.
Imbocchiamo l’arteria principale della città, il viale
di Leningrado, il quale appare abbastanza trafficato: la guida motiva
ciò parlando di Mosca come del centro commerciale, finanziario
e politico dell’intera nazione, nonché il punto in
cui convergono le maggiori attività del paese.
Lungo il tragitto, che funge già come giro panoramico, la
guida ci illustra i monumenti, le statue, le piazze, i palazzi e
tutti i luoghi simbolo della città, primo fra tutti il Cremlino,
che costituisce la nostra prima visita.
Smontiamo dai bus appunto in Piazza del Maneggio e ci dirigiamo
verso la porta Golfa che ci conduce nella zona del Cremlino (dal
russo Creml, ossia fortezza): anche a noi tocca accodarci agli altri
gruppi e aspettiamo quasi mezz’ora, dopodichè, passato
il controllo al metal detector, abbiamo il via libera verso l’edificio
presidenziale, sede del governo russo, dove il presidente Putin
opera con i suoi funzionari.
Ci soffermiamo dapprima innanzi al maestoso e imponente palazzo
del Cremlino, per poi proseguire con le spiegazioni della guida
verso l’ex palazzo dei congressi, ora centro polifunzionale
per riunioni, concerti, festival; l’armeria di stato con al
suo interno il tesoro degli zar e ancora, l’attrattiva principale:
la zarina delle campane, appunto una campana che vanta 200 tonnellate
di peso, di cui non si è mai udito alcun rintocco e lo zar
dei cannoni, 40 tonnellate, tanto ingombrante da non aver mai sparato
un colpo.
Continuiamo con il trio di cattedrali tra le più ricche e
preziose al mondo, in gran parte progettate da architetti italiani
come Fioravanti, colme di icone e croci d’oro: qualcuno di
noi addirittura si emoziona, ma in generale è per tutti uno
splendido spettacolo! Solite foto di rito e di ricordo… e
che ricordi!!!! E la bandiera della Granda sventola anche al Cremlino,
per l’ennesimo nostro orgoglio!!!
All’ora di pranzo ci ritroviamo nel punto in cui stamani i
bus ci hanno lasciato e, giungendo verso gli altri, non si può
non notare il gruppo compatto della Granda e i nostri cartellini
svolazzanti, mostrati con fierezza. La maggior parte di noi si dirige
con il bus al teatro Bolshoj, di fronte a cui consumeranno il pranzo
in uno dei locali più prestigiosi della capitale. Altri invece
preferiscono uno spuntino veloce e approfittano del centro commerciale
sotterraneo che offre la possibilità di un pranzo veloce,
nei numerosi banchi fast-food.
Dopo pranzo ci incontriamo innanzi al museo storico di stato dove
al suolo giace una stella dorata che segna il chilometro 0 per i
conteggi stradali da Mosca. E’ tradizione scaramantica posizionarsi
al centro di essa e lanciarsi dietro qualche copeco, che le bavuska,
ossia le vecchiette russe non esitano a raccogliere. Noi ci divertiamo
e facciamo un po’ di baldoria, come nostro solito e, accorgendoci
che i passanti ci scrutano pensierosi, ci guardiamo l’un l’altro,
ma scrollando le spalle diciamo: “Siamo i soliti italiani!!!”.
Con l’arrivo delle guide ci dirigiamo verso la piazza Rossa.
Si intravede già la cattedrale di S. Basilio, l’emblema
di Mosca e dell’intera Russia, con le sue maestose cupole,
effetto gelato, come i bambini che sono con noi affermano, data
la loro sfrenata fantasticheria. Lo spettacolo è davvero
indescrivibile: noi, la Granda, la nostra bandiera, la piazza Rossa:
sono attimi indimenticabili!!!
Attraversiamo in lungo e in largo la piazza, osservando il mausoleo
di Lenin, i magazzini Gum con centinaia di negozi delle griffe più
rinomate ed entriamo nella cattedrale, vero e proprio labirinto,
dal momento che dopo averla visitata, ci viene un po’ difficoltoso
trovare la via d’uscita, complice l’afa, gli spazi angusti
e probabilmente quelle giravolte guardando la cupola con disegni
a spirale, che ci ha fatto un poco perdere l’orientamento.
Trovata la via d’uscita, ci dirigiamo sul retro della piazza,
proprio dove un anno fa i magnifici 44 de “La Granda Russia
2003” sostavano, sfidando il guinness!! Anche questo pensiero
ci emoziona!
Riprendiamo i bus per un giro panoramico per la città, durante
il quale sostiamo al belvedere, un punto del lungo Moscova, il fiume
che attraversa la città, per foto e riprese, con Manlio prima
di tutti che porta con sé sulla spalla la sua amata, anche
se un po’ ingombrante telecamera. Il nostro giro panoramico
si snoda per il teatro Bolshoj, la biblioteca nazionale, i busti
di Pushkin e Dostoevskij, passando per alcuni dei sette palazzi
staliniani che si pavoneggiano tra gli altri edifici e sono chiamati
dai moscoviti candeline.
I bus ci lasciano all’imbocco della via Arbat, il viale della
città famoso per i suoi numerosi negozi tipicamente russi
e le bancarelle di artigianato, tra cui spiccano scialli, matrioske,
samovar, carion…
Sulla via del ritorno facciamo una sosta al supermercato, per rifornirci
dei generi di prima necessità e poi, intorno alle 19 siamo
al campo base.
Una pioggia battente accompagna la nostra serata e per questo non
ci riuniamo, ma Piero espone puntualmente la lavagna con il programma
di domani.
Verso le 23 l’acquazzone accenna tregua e sopraggiunge il
nostro mitico Andrè: da domani non sarà più
con noi, ma ci raggiungerà a S.Pietroburgo e con il suo solito
fare disinvolto e abbozzando con noi una conversazione, ci offre
senza mezzi termini un vero e proprio spettacolo comico… ridiamo
a crepapelle!
11
agosto 2004 Mosca
Dopo il solito trasbordo, i bus ci lasciano di fronte al palazzo,
sede del museo Pushkin, in onore del letterato Aleksandr Pushkin
che ha dato lustro alla letteratura russa. L’attrattiva principale
del museo è il tesoro di Priamo e di Troia, tra cui il diadema
della regina Elena. Il gruppo verde e quello bianco lo visitano
subito, mentre invece i rossi, che per oggi avranno il titolare
come guida, si dirigono in prossimità della cattedrale del
Cristo Salvatore.
Prima di entrare ci fermiamo sul sagrato, dove il titolare ci fornisce
le spiegazioni in merito, raccontandoci le vicissitudini che la
cattedrale ha subito nel periodo comunista e dittatoriale di Stalin,
basti pensare che la sua ricostruzione è avvenuta solo dopo
la caduta del regime e ultimata nel 1997, per l’anniversario
degli 850 anni della città. Prima dell’ingresso controlliamo
a vicenda che qualcuno di noi non indossi calzoncini corti o magliette,
poiché qui è severamente proibito, per l’immensa
devozione che vi si incontra. In realtà per un nostro compagno
va un po’ male: i controlli sono abbastanza severi…
e del resto è un rischio del turista!
Il titolare risponde alle nostre innumerevoli domande da turisti,
malgrado il divieto e così i “puffi” della cattedrale
gli affibbiano ben tre multe, scritte su dei fogliettini spartani
e ingialliti: anche questa situazione stimola il nostro riso, tanto
più per la cifra per noi irrisoria, se paragonata ai nostri
euro. Scendiamo anche nei sotterranei della cattedrale dove è
presente una piccola mostra sui patriarchi passati e su quello attuale,
Alessio II con vari documenti, immagini, oggetti sacri.
Dopo circa un’ora e mezza, lasciamo la cattedrale, per dirigerci,
qualche centinaio di metri più avanti, al museo Pushkin.
Scilla sopraggiunge con i nostri biglietti e possiamo quindi entrare:
anche qui vige un controllo severo su borse e zaini e, come è
consuetudine, qualcuno è costretto a depositare “i
bagagli”.
Veniamo condotti nelle sale principali, per poi riservarci a scrupolo
personale la visita ai locali minori.
Insieme vediamo innanzitutto la sala del tesoro di Priamo, importante
per la nostra cultura di occidentali, qui in Russia un po’
più trascurato. La parte più importante di esso è
costituita dal diadema di Elena, che troneggia su di un busto, racchiuso
in vetrate: le donne e noi ragazze ci mettiamo di fianco ad esso,
di modo che ci possiamo specchiare nel vetro, apparendo con indosso
il diadema… tante di noi, immagino, vorrebbero averne uno,
o magari proprio quello…
Passiamo in seguito nelle sale egizie, dove sono conservate anche
delle mummie, per poi proseguire a sculture neoclassiche e quadri
impressionisti.
La nostra visita termina giusto all’ora di pranzo e, con i
bus, torniamo alla via Levoberezhnaya, in poche parole nell’area
retrostante l’hotel Soyuz, che, da buoni camperisti, chiamiamo
campeggio!
Nel pomeriggio ci ritroviamo con il pretesto della riunione: in
realtà questa è una riunione un po’ diversa.
Siamo tutti seduti quando compaiono Cinzia, Piero, Marzia, Greta,
il titolare e Scilla carichi di borse e sacchetti: ci guardiamo
tutti un po’ straniti, ma attendiamo che Piero afferri il
microfono. In effetti dopo due parole sue e, successivamente, del
titolare ci chiamano singolarmente per numero di equipaggio e ci
consegnano un omaggio di benvenuto: per noi frequentatori del club
è da tempo una consuetudine, ma non ci aspettavamo che persino
in Russia non si smentisse! La borsa, di tela con logo della Granda
contiene una mappa di Mosca, utile per le giornate libere che avremo
nei prossimi giorni, una guida di San Pietroburgo, che tra meno
di una settimana sarà pane per i nostri denti e, pezzo forte
per concludere l’opera, una matrioska, sulla cui pancia troneggia,
anzi per essere in tema di camper, campeggia lo stemma del nostro
club. Il titolare ci fa inoltre notare la rarità dell’oggetto,
essendo i nostri gli unici 52 esemplari al mondo!!!!E così
possiamo aggiungere un altro record!!!
Dopo la consegna, il titolare e Scilla predispongono un banchetto
con la vendita di oggetti artigianali russi, anche cartoline e la
maggior parte di noi ne fa incetta… cominciamo solo ora a
conoscere e vedere dal vivo questi oggetti tipici e così
ci dimostriamo molto attratti e incuriositi.
Solo un paio d’ore per acquisti vari e per una cena veloce
ed è già ora di ripartire: stasera navigheremo a bordo
di un battello appositamente per noi riservato, lungo la Moscova,
alla scoperta dei più suggestivi angoli della città,
Mosca by night… mentre noi siamo seduti comodi sul battello,
sia nel locale interno che all’aria aperta, Manlio quasi ci
rincorre, telecamera in spalla e, una volta sistemato lo striscione
salutiamo e facciamo baldoria per delle riprese che saranno sicuramente
mozzafiato, complice il crepuscolo serale che dona alla città
e ai suoi monumenti una luce unica e particolare.
Lungo il percorso Irina ci racconta un po’ la città
e i suoi edifici, proprio in diretta, mentre ci passiamo davanti,
tra cui primo fra tutti ad essere notato l’altissimo veliero
che sembra salutare, sornione, il nostro passaggio. Colti dall’entusiasmo
di tante emozioni, abbozziamo le note un po’ stonate di “Io
vagabondo”, perché… anche noi in fondo siamo
un po’ Nomadi! E questo è giustamente il nostro inno!
Torniamo all’imbarcadero alle 22.30 circa e… se pensavamo
che la nostra serata si fosse chiusa qui, ci sbagliavamo! Accompagnati
dal titolare, Scilla e Irina ci dirigiamo verso la metropolitana:
la stazione che visiteremo è una delle più affascinanti
e prestigiose dell’intera linea sotterranea e al nostro ingresso
gli occhi cadono su una scala mobile che ci appare ripidissima,
rispetto allo standard a cui siamo abituati in Italia ed effettivamente
ci porta alla scoperta dei suoi metri sotterranei. Piero e il titolare
vidimano i nostri 120 biglietti con tanta disinvoltura, da meritarsi
qualche scatto: sembrano proprio degli esperti!
Giunti alla fine dell’enorme rullo, immediatamente lampadari
lussuosi, mosaici splendenti e vetrate colorate rapiscono la nostra
attenzione: qui probabilmente salire sul metrò per andare
a lavorare potrebbe essere più piacevole!! Il titolare ci
conduce attraverso il lungo corridoio, tra un colpo d’aria
e l’altro provocati dall’andirivieni di metrò,
con una velocità da razzo! Si sofferma sul mosaico più
importante e imponente che reca la scritta “pace in tutto
il mondo” e una kolchoziana o contadina simbolo della ricchezza,
prodotta dal lavoro comunitario. Dopo le consuete spiegazioni e
risposte ai nostri quesiti ritorniamo, si può dire, a galla
e usciamo, dove i bus già ci attendono.
12
agosto 2004 Mosca
Oggi è prevista la giornata libera, con la possibilità
di un’escursione facoltativa in due cittadine che distano
circa 150 Km da Mosca e fanno parte del cosiddetto anello d’oro,
territorio che si snoda intorno a Mosca, così chiamato perché
centro principale del culto ortodosso nell’intera Russia.
Quasi tutti abbiamo aderito alla gita.
La partenza è confermata alle ore 8, ma per un inconveniente
con uno dei tre autisti partiamo circa mezz’oretta dopo: ma,
sdrammatizzando, si tratta dei classici inconvenienti dei Russi,
i quali, bisogna dire, spesso lasciano tutto un po’ al caso.
La giornata è uggiosa e talvolta si fa viva la pioggia. Il
viaggio in bus dura quasi tre ore, ma quasi nessuno di noi se ne
accorge, in quanto dopo due giornate così intense, tutti
approfittiamo per allungare le ore di sonno. Chi rimane sveglio,
durante il tragitto pone dei quesiti, ciascuno al proprio referente
di bus, Scilla, il titolare o Irina e spesso anche gli autisti intervengono
tramite loro e arricchiscono le spiegazioni.
La prima città, di cui visitiamo la basilica è Vladimir:
la raggiungiamo intorno alle dodici, ma siccome la fame si fa già
sentire, dopo una visita veloce e le spiegazioni necessarie, risaliamo
sui bus e ci dirigiamo verso Suzdal, percorrendo altri 30 Km circa.
Visitando entrambe le cittadine abbiamo modo di farci un’idea
di come trascorre la vita lontano dalla capitale, vera e propria
città di stampo moderno. I vicoli e gli edifici, abitazioni
comprese appaiono abbastanza trascurate, ma Scilla ci spiega che
per i Russi di periferia, questa è la normalità, addirittura
nel periodo estivo non possono contare sull’acqua calda, perché
sospesa a causa dei consueti lavori di manutenzione, possibili solo
in questa stagione.
A Suzdal visitiamo la zona del Cremlino e pranziamo, per chi ha
consegnato l’adesione, in un ristorante tipico, tra il Cremlino
e il suo parco. In questo locale possiamo ammirare i Samovar, bollitori
di tè tipicamente russi, di cui Ugo ci ha già parlato,
ma non siamo mai riusciti a capirne il funzionamento.
Al ristorante lasciamo il segno della nostra visita, incaricando
Piero di scrivere due righe di saluto sui classici registri, su
cui anche in Italia si usa firmare al passaggio, che poi Irina traduce
alla cameriera contenta ed entusiasta di noi Italiani!
Nel pomeriggio visitiamo la città liberamente, facendo una
puntatina in un piccolo villaggio di izbe, case contadine in cui
è stato ricreato il tipico ambiente casalingo russo e passeggiando
per le piccole botteghe del paese. Un gruppo di noi, entrando in
una di queste, viene accolto da una donna in abito tipico, che ci
offre un brindisi con un liquore locale a base di birra e miele
e recita una breve formula, che pare sia tipica dei brindisi russi.
Su di un muretto poi, troviamo delle vecchine che vendono quel poco
che produce il loro orto: un cestino di mirtilli, un sacchettino
di mele, un secchiello di cetrioli. Qualcuno di noi li acquista
e doniamo loro alcune coccarde tricolori che portiamo sempre con
noi in questi giorni. Le donnine non sanno più come comportarsi
dalla contentezza, per un dono per noi così futile, ma per
loro straordinario! E anche per noi è gratificante sapere
di averle rese felici, sebbene solo per qualche istante!!!
Sono quasi le 18, quando i bus tornano a prenderci nello stesso
punto in cui ci hanno lasciato qualche ora fa e anche per oggi terminano
le nostre visite. Questo tempo passato in una realtà così
diversa da come siamo abituati a vivere ci ha ricompensato delle
ore di bus che ci sono toccate! Il viaggio di ritorno procede tranquillamente
con qualche sosta idraulica, anche se in bagni… alla russa
(detto questo, detto tutto) e un paio di fermate per i bus…
non sono i più moderni e quindi talvolta hanno bisogno di
un po’ di riposo.
Verso le ore 22 giungiamo al campo base, sempre accompagnati dalla
pioggia.
Solo il tempo di scambiarci la buonanotte e ci ritiriamo subito
nei nostri camper: dopo una settimana la stanchezza comincia a farsi
sentire!
13
agosto 2004 Mosca
Stamani il tempo ci assiste e tra gli alberi della nostra area filtrano
raggi di sole.
Alla solita ora prendiamo i bus: oggi ci porteranno a Sergev Posad,
meglio conosciuto come Vaticano Russo, a 70 Km dalla capitale.
Qui visitiamo il monastero e le varie cappelle al suo interno, per
poi terminare la visita all’esterno, dove bancarelle in quantità
ci offrono la possibilità di ulteriori acquisti di souvenir.
All’ora di pranzo ci arrangiamo con una colazione al sacco,
acquistando il necessario in un piccolo ma fornito negozio della
cittadina.
Durante il pranzo ritroviamo anche gli altri gruppi, per poi scambiarci
dopo poco: chi questa mattina ha visitato il monastero, al pomeriggio
si reca niente po’ di meno che… nella città delle
stelle.
Detto così tutti aguzzano la fantasia per pensare a cosa
si possa trovare in una città con un nome tale: è
in realtà un villaggio di modeste dimensioni, centro di allenamento
e di studio per gli astronauti in procinto di intraprendere delle
missioni spaziali, che vivono qui con le loro famiglie.
In questo villaggio immerso nel verde è situato un centro,
dove sono raccolti oggetti spaziali tra i quali, anzi soprattutto
quelli legati alle imprese dell’astronauta Jurij Gagarin,
a noi già familiare, dopo la sosta alla stazione rifornimento
dei suoi genitori. Di norma questo posto non è visitabile
dai turisti o oggetto di visite guidate: l’esclusiva è
tutta nostra, grazie ai vari permessi che abbiamo ottenuto tramite
l’agenzia.
Qui appunto, ci accoglie la guida, che effettuerà le spiegazioni
con l’ausilio del titolare, il quale fungerà da interprete.
Dopo aver proiettato un filmato sulle missioni più importanti,
prima fra tutte quella intrapresa da Gagarin, ci conduce nelle varie
sale: alle pareti, nelle numerose bacheche sono appese fotografie,
articoli di giornale, oggetti ricostruiti, bandiere, cibo apposito
per l’assenza di gravità e strumenti spaziali come
lo scafandro, la tuta assolutamente necessaria per vivere nel cosmo
e possiamo inoltre osservare, pezzo forte di tutta la visita, il
primo Sputnik mandato in orbita… è una fortuna poterlo
osservare ed ascoltare i racconti in proposito o in ogni caso non
una cosa che capita tutti i giorni, a chiunque! E’ esposta
inoltre la navicella protagonista di una delle missioni, vero e
proprio cimelio, di gran valore. Osserviamo poi l’ufficio
di Gagarin, di cui il titolare ci descrive la vita, le missioni
intraprese e ci racconta il mistero che aleggia sulle circostanze
della sua morte, soggetta ancora oggi a ricerche e attenzioni da
parte di tutto il mondo.
Dopo la visita ci fermiamo nel piccolo shop per l’acquisto
di magliette, calendari e libri in merito alla città delle
stelle e a Gagarin. Usciti, dopo le consuete foto ricordo…
e anche questo… che ricordo, riprendiamo i bus e torniamo
alla base.
Il gruppo dei verdi, giunto al campo prima di noi, racconta agli
altri due gruppi di essere stati partecipi di un matrimonio: nel
cortile dell’hotel una coppia di sposi stava festeggiando
prima del banchetto, con dei gitani danzanti e addirittura un orso.
Scatti fotografici a tutta birra e l’entusiasmo di essere
stati coinvolti in una cerimonia russa!!
Alla sera, mentre tutti si riuniscono, come di consueto, noi giovani
decidiamo di fare una passeggiata sulla spiaggia vicina: sì,
proprio così, addirittura una spiaggia! Il fiume Moscova,
che in questo punto forma un’ansa è il mare dei Moscoviti!!!
14
agosto 2004 Mosca
Per oggi il nostro programma ci riserva una giornata libera, in
cui ciascuno ha la possibilità di organizzarsi a proprio
piacimento.
Il risveglio è accompagnato da una pioggia torrenziale: la
maggior parte di noi, malgrado le pessime condizioni meteo decide
di recarsi in centro, dedicandosi allo shopping e ad eventuali visite
individuali. Alcuni invece preferiscono rimanere alla base, un po’
scoraggiati dall’incessante pioggia.
Dopo pranzo Piero, Pippo e Beppe decidono di far spostare i camper
sulla parte asfaltata, dinnanzi all’albergo, onde evitare
quelli che noi abbiamo chiamato “impantanamenti”, dal
momento che domani si ripartirà e non vogliamo perdere tempo!
I primi camper riescono a sistemarsi senza intoppi, ma la pioggia
non accenna tregua e la situazione peggiora: Piero, Pippo e Beppe,
ormai fradici e infangati possono contare invano sull’aiuto
di qualche volenteroso. Dopo aver rintracciato il titolare, concordiamo
con lui la necessità di un mezzo cingolato, che possa estrarre
i mezzi. In ogni caso ciò sarà possibile, dati i tempi
russi, non prima delle 22: ormai sono le 17 e tra meno di mezz’ora
due bus ci accompagneranno in centro, al circo di Mosca.
Concludiamo quindi di non rinunciare allo spettacolo e lasciamo
il campo base, anche se con un pizzico di preoccupazione.
La struttura circense non è un tendone mobile, come è
consuetudine in Italia, bensì una struttura fissa, in muratura,
di forma circolare. Entrati, dopo alcune foto con gli animali in
mostra (un elefante, un cammello, un cucciolo di coccodrillo, un
lama…) ci dirigiamo verso i posti a sedere, accompagnati dalle
signore addette. Ci sistemiamo, non prima di aver acquistato i classici
pop-corn, da sgranocchiare durante la rappresentazione. Pochi minuti
e un annuncio, per noi incomprensibile, scandisce l’inizio
dello spettacolo: contorsionisti, scimmiette, giocolieri, clown
e trapezisti si alternano in numeri di elevatissima difficoltà,
ci vengono i brividi quando vediamo i trapezisti volarci quasi sopra
al capo, il giocoliere destreggiarsi con ben nove palline, le scimmiette
ballare e i contorsionisti fare acrobazie su un piedistallo. Lo
spettacolo è degno sicuramente di mille ovazioni e anche
qui abbiamo la nostra parte: il clown, nello svolgimento di un numero
prende la borsa del nostro compagno Roberto e la posa al centro
del palco: su di essa è legato il nostro cappellino blu,
con tanto di stemma della Granda e tutto ciò, ripeto, sul
palco di una delle più rinomate scuole circensi!!!
Le rappresentazioni si protraggono fino alle 21, quando montiamo
sui bus e torniamo al campo.
La pioggia ha appena cessato di cadere e già un bel numero
di camper, rispetto a poche ore fa è riuscito a disporsi
sull’asfalto. Ancora una dozzina di equipaggi giacciono però
nel verde, anzi ormai marrone!
Dopo circa un’oretta dal nostro ritorno, giunge un camion
per estrarli dal prato.
Mogli e ragazze, non impegnate nelle operazioni osservano la situazione,
che in realtà non appare affatto drammatica, e quando anche
il camion, dopo una manovra decisa rimane nel fango è impossibile
trattenere le risate per una situazione da barzelletta, mentre Manlio
riprende questi istanti unici!
Nel frattempo sopraggiunge un vero e proprio trattore, che estrae
il camion e poi pensa ai camper: tempo mezz’ora e tutti siamo
sistemati! E’ stata dura, ma l’abbiamo presa con lo
spirito giusto ed ora possiamo ritirarci, con alle spalle una giornata
abbastanza curiosa!…
15
agosto 2004 Mosca – Novgorod (Km 680)
Questa mattina ci svegliamo di buona lena intorno alle 6: oggi lasceremo
Mosca e ci dirigeremo verso S.Pietroburgo, con una tappa intermedia,
nonché la più lunga del nostro viaggio, prevista a
Novgorod; per questo motivo anticipiamo la partenza alle ore 7,
onde evitare il traffico mattutino della città.
Dopo esserci incolonnati, proseguiamo il nostro cammino lungo l’autostrada
M10, in prossimità della quale facciamo rifornimento. Sul
percorso possiamo contare sull’appoggio auto di Sasha, altro
collaboratore dell’agenzia, che ci precede con una Lada, marchio
automobilistico più diffuso in Russia.
La strada, sempre dall’asfalto sconnesso appare in questo
tratto abbastanza trafficata, specialmente per via dei numerosi
tir, che spesso sorpassano l’intera colonna, senza troppa
esitazione, nonostante la nostra lunghezza d’onda e a volte
ci incutono un po’ di timore… non vorranno farci le
fiancate proprio ora, che siamo al giro di boa (purtroppo!) di questo
viaggio!! Proseguiamo comunque intrepidi e i nostri 52 autisti,
attenti e vigili come è bene che sia, specialmente su queste
strade, si sono ormai rassegnati all’idea che tra poco gli
ammortizzatori saranno k.o… ma anche questo va preso con filosofia…
i nostri camper sono creati apposta per portarci ovunque!!
Sostiamo per il pranzo in un enorme parcheggio, per la maggior parte
occupato da tir, sul retro di un distributore: Piero, Pippo e Beppe
non devono tribolare troppo per lo spazio, un po’ per l’estensione
dell’area, un po’ perché, dopo più di
una settimana, tutti siamo più esperti di parcheggi e manovre,
sebbene non esitiamo a seguire le loro dritte, importanti per una
convivenza pacifica e uguale per tutti.
Dopo pranzo molti di noi vanno a dare un’occhiata dalla parte
opposta del distributore, vi si trovano infatti dei recinti, con
animali un po’ di ogni genere: cuccioli di orso e di lupo,
lepri, puzzole… “Chissà cosa ci fanno in una
stazione di rifornimento” – ci chiediamo, un po’
increduli di fronte a questa visione.
Ripartiamo, non dopo aver rabboccato il serbatoio: ci teniamo ad
evitare inconvenienti per problemi di pieno, che ci farebbero rallentare
la tabella di marcia!!
Proseguiamo nella stessa direzione, attraversando decine di paesini,
o meglio gruppi di qualche izba, dove è rigorosamente raccomandato
il limite dei 60 Km/h: la colonna quindi rispetta, dal momento che
ogni dieci Km circa, la voce di Piero annuncia: “Puffi con
gelato”, cioè polizia con laser puntato, pronta a spillarci
qualche rublo di multa o, addirittura si possono trovare quelli
che noi abbiamo soprannominato “puffi stop”: veri e
propri posti di blocco, da oltrepassare ai 30 Km/h. Nessuno nasconde
che questi continui rallentamenti, a dire il vero un poco inutili
siano stressanti, ma questa è la Russia, un paese la cui
storia ci insegna che poco hanno avuto da fidarsi degli stranieri…
Per strada, troviamo frequentemente auto o camion in panne, già
scalcinati di loro e spesso delle carcasse carbonizzate o in mille
pezzi; ci sono comunque dei tratti interessanti per altri versi,
per esempio passiamo un paese sul cui ciglio della strada troviamo
dei banchetti con dei samovar fumanti: gli abitanti di questo paesino
preparano del tè, alla maniera antica e tradizionale russa,
che poi offrono ai camionisti di passaggio… questo è
un fatto positivo, a cui nella nostra Italia non assisteremo mai!
Il sole è tornato a splendere e anche la temperatura è
tiepida, dopo una mattinata uggiosa. Viaggiamo fino alle 20 circa,
quando finalmente raggiungiamo Novgorod.
La sosta è prevista nel posteggio dell’hotel Intourist,
a noi riservato.
Con un passaparola, veniamo tutti a conoscenza che c’è
qualcosa di strano nell’aria! Ci conducono nella hall dell’albergo
e qui passiamo qualche minuto, in attesa di sapere il motivo della
convocazione: niente per cui allarmarsi, si apre una porta e davanti
a noi vediamo una sala con una tavola imbandita! Stai a vedere che
ci hanno preparato una sorpresa per il ferragosto!!!
In effetti è così: il titolare parla al microfono,
augurandoci, da buon italiano anche se trapiantato in Russia, un
buon ferragosto russo, che nessuno dimenticherà facilmente!!!
Dà il via all’aperitivo e alla solita cerimonia russa
di bere il bicchiere di vodka in un sol fiato: ormai ci siamo quasi
abituati, dico quasi, e il brindisi ha un po’ più di
cosa russa.
Ma le sorprese non sono finite qui: Piero chiama dodici di noi al
centro della sala e augura loro un buon compleanno! E sì,
perché questi dodici compiono gli anni in agosto e cogliamo
questa occasione per festeggiarli in terra russa, donando loro un
simbolo di augurio e di Russia, da parte del camper club La Granda!!!
E per loro sarà un compleanno memorabile!!!
Ultime informazioni sul programma di domani e poi ritorniamo alle
nostre case ambulanti per cenare.
Alcuni di noi decidono di fare quattro passi in paese, altri si
riuniscono nel parcheggio per scambiare due ciance e poi tutti a
nanna!
16
agosto 2004 Novgorod – San Pietroburgo (Km 216)
Stamani siamo tutti un po’ emozionati, pensando che tra poche
ore saremo a S. Pietroburgo, seconda grande meta del nostro cammino!!
Lasceremo Novgorod nel primo pomeriggio, in quanto in mattinata
visitiamo un museo un po’ particolare: Novgorod è la
città più antica dell’intera Russia e ospita
un museo a cielo aperto, in cui è stato ricreato un classico
villaggio di izbe; la loro peculiarità consiste nel fatto
che, per costruirle, non è stata utilizzata alcuna vite o
bullone, bensì solo un lavoro di incastro. La spiegazione
ha quasi dell’inverosimile, ma possiamo constatare di persona
quanto detto dal titolare, visitando l’interno di ciascuna
costruzione, arredato secondo la realtà del tempo, dove troviamo
donne, uomini e bambini che indossano i tipici abiti russi e lavorano
sul posto la corteccia di betulla, creandone vari oggetti. In questo
frangente capiamo quanto sia importante il contatto con un popolo
assai diverso da noi per cultura e storia e portare un messaggio
di serenità dai nostri paesi, che loro avranno sentito nominare
appena.
Mai come in questa visita abbiamo posto al titolare tante domande
sulla civiltà del popolo russo, da cui ci dimostriamo assai
attratti!!
Prosegue la nostra visita nella zona del Cremlino di Novgorod, la
quale si affaccia sulla spiaggia del fiume Volvo: per un istante
ci sembra quasi di essere sulle nostre spiagge italiane, ma qui
è molto più caratteristico: una spiaggia a ridosso
delle mura del Cremlino e cupole d’oro che sovrastano la città
e il corso del fiume!
Dopo la visita, parte di noi rimane al Cremlino, per pranzare in
un tipico ristorante, situato entro le sue mura; altri invece tornano
a piedi al posteggio, puntando prima al supermercato vicino per
un rifornimento… questa volta non di gasolio!!
Poco prima di partire il gruppo si ricompone, sui racconti di un
piacevole pranzo, accompagnato da musica russa dal vivo: fin ora
abbiamo sempre pranzato in locali tipici, con menù tradizionale,
tra cui come non menzionare il classico borsch, zuppa di verdura
servita ovunque.
Poche chiacchiere e si parte: la carovana si incolonna e con grande
emozione ci avviamo verso il Nord: la Venezia del Baltico ci attende!!!
Il nostro mitico 3 ci precede, un po’ per non creare rallentamenti
a causa dei suoi 70 Km/h, ma soprattutto per cogliere i panorami
più suggestivi e singolari per le nostre riprese: innanzitutto
ci precedono sul ponte di Novgorod e poi prendono la volata innanzi
all’intera colonna! Spesso capita una situazione simile e
il mitico 3, con a bordo Manlio, Fabio e il toscano del gruppo Ivan
ci precede senza timore di essere solo!!
Dopo un paio d’ore di viaggio giungiamo nei pressi della città;
a tal punto Piero raccomanda di compattarsi e soprattutto di non
effettuare intromissioni al cb: dobbiamo attraversare l’intera
città per giungere nell’area per noi predisposta che,
situata sull’isola Krestovskij, si trova nel complesso sportivo
Dinamo. E’ quindi necessaria la massima attenzione e, per
evitare incomprensioni sulle indicazioni stradali, Piero ci consiglia
di annotarci le informazioni, che a mano a mano verranno diffuse.
La colonna serpeggia per le vie della città, il nostro passaggio
sembra quasi trionfale e ai lati della strada i passanti ci scrutano
e ci salutano. L’emozione è grande (o Granda?!?!!)
quando transitiamo sulla sinistra di piazza dell’Ermitage
e il fastoso palazzo celeste illuminato dalla luce del tramonto
accoglie la nostra interminabile colonna… è uno spettacolo
unico!!!!!!
Entro nemmeno un’ora giungiamo a destinazione: qualcuno di
noi, rapito dal panorama e dalle stupende vedute perde qualche indicazione
e così ci raggiungono un po’ più tardi, grazie
all’aiuto di Sasha.
Ritrovatici tutti e sistematici nell’area sempre seguendo
le indicazioni di Piero, Pippo e Beppe, siamo accolti con un aperitivo
a base di vodka e tartine di caviale rosso e nero; in questo frangente
i collaboratori dell’agenzia si presentano: Olga è
la direttrice dell’agenzia a S.Pietroburgo ed è lei
ad illustrarci il programma… qualcuno la soprannomina Irina
II… poi si presenta anche Dusan. Sappiamo comunque che le
persone che ci seguiranno in questi giorni non sono loro due soli,
ma molti lavorano silenziosamente dietro una scrivania e nei prossimi
giorni speriamo di poterli incontrare! Ci viene consegnato il programma
del nostro soggiorno e delle spiegazioni riguardo il concerto e
il balletto, ai quali assisteremo.
Durante la nostra sosta, l’area sarà sempre vigilata
da due ragazzi e un signore, con i quali ci possiamo intendere in
inglese e ci forniranno eventuale assistenza tecnica, qualora ce
ne sarà bisogno.
Dopo cena ci ritroviamo tra i camper per quattro chiacchiere e poi
ci ritiriamo: la giornata di domani sarà intensa!
17
agosto 2004 S. Pietroburgo
Stamani cominceremo a conoscere la capitale dell’arte, appellativo
che San Pietroburgo si è meritata per le innumerevoli meraviglie
artistiche che serba in sé e lasciamo alle ore 9, cartellini
di riconoscimento al collo, l’area che ci ospita.
Con i bus effettuiamo un giro panoramico per la città, alla
scoperta dei principali monumenti, piazze ed edifici.
La prima fermata è l’isola Vassiljevskij, con le sue
imponenti colonne rostrate, le quali si affacciano sulla Neva, fiume
che attraversa la città diradandosi in canali minori, fronte
Ermitage, palazzo sede di uno dei più grandi e importanti
musei al mondo: il panorama di cui possiamo godere è favoloso,
magnifico, un’emozione unica che ripaga le lunghe ore di viaggio
e la stanchezza che comincia a farsi viva, dopo quasi due settimane
di viaggio!!
Il sole splende e, cullati dai suoi raggi proseguiamo il nostro
giro, durante il quale effettuiamo una sosta in un negozio di souvenir
in cui ci offrono caffè, cioccolatini, liquore di bacche
di palude e, dulcis infundo… vodka, senza contare che siamo
nemmeno a metà mattina; per il bus dei rossi è questa
una fermata un po’ più particolare, perché festeggiamo
con un brindisi veloce il compleanno del capogruppo Pippo…
e anche per lui un compleanno indimenticabile!!
Un breve giro per il negozio tra oggetti di legno e gioielli d’ambra
e poi ripartiamo alla volta di piazza di Sant’Isacco, dove
è situata la cattedrale omonima: appare maestosa e imponente
e risalta la sua grande cupola, che raggiungiamo tramite una lunga
e angusta scalinata di cui non riusciamo a tenere il conto degli
scalini, colti probabilmente dal fascino della meta… per l’appunto,
una volta raggiunta la cima ci appare un panorama stupendo della
città, malgrado la leggera foschia. Foto di rito, passeggiata
intorno alla cupola per goderci il panorama su tutti i fronti e
poi scendiamo per visitare l’interno della cattedrale.
Oro e icone sacre incorniciano la nostra visita e il nostro stupore
è molto, di fronte ad una tale visione; assistiamo alle consuete
spiegazioni della guida e, giunta l’ora di pranzo, ci avviamo
con i bus nei pressi del ristorante Stroganov, dove alcuni di noi
pranzano a buffet, mentre altri si arrangiano con il fai da te nei
dintorni. Cibo a volontà per questi turisti affamati, dopodichè
alcuni di noi decidono di visitare l’adiacente museo del cioccolato,
dove forme e oggetti di ogni genere dal dolce gusto troneggiano
nelle vetrine… qualcuno di noi si concede anche un peccato
di gola!
Quando tutti hanno terminato il pranzo, ripartiamo per piazza del
Palazzo, dove è situato il museo Ermitage. Anche qui una
coda di turisti quasi interminabile… ma noi siamo della Granda
e la Granda va anche in capo al mondo: entriamo quasi immediatamente,
scavalcando la colonna (e noi 52 di colonne ne sappiamo qualcosa!!).
E’ prevista una visita di circa tre ore, ma non ci facciamo
troppo caso, consapevoli del fatto che il Palazzo d’Inverno,
residenza degli zar, racchiude innumerevoli opere di arte russa
e mondiale tra le più prestigiose al mondo, che è
una fortuna poter osservare.
Siamo un po’ stanchi, complice anche il sonno post-pranzo
della prima digestione, ma l’accoglienza sulla scalinata di
gala del palazzo ci desta dal nostro “abbiocco”: ma
del resto noi della Granda siamo degni di un’accoglienza simile…!
Sono circa le 17.30 quando lasciamo il palazzo d’inverno,
costeggiandone la facciata sinistra e ci fermiamo a rimirarne la
magniloquenza e la bellezza, peccato per la pioggia che rovina il
panorama.
In serata le solite quattro ciance: noi giovani ci raduniamo attorno
al camper numero 3, Ivan è un personaggio troppo divertente
e spiritoso, è impossibile non essere attirati dall’allegra
brigata che ride a crepapelle, dunque Ivan e i suoi compagni di
camper si trovano intorno molti di noi, in vena di risate!!!
18
agosto 2004 S. Pietroburgo
Per oggi il programma ci concede un’ora di clemenza: la partenza
con i bus è prevista alle ore 10, con meta la fortezza dei
SS. Pietro e Paolo.
E’ il monumento più antico della città, situato
su un isolotto sulle rive della Neva e da lontano già lo
si può scorgere, riconoscendolo dalla sua punta d’oro
che sovrasta la città.
Alcuni Russi intrepidi fanno il bagno in questo tratto di fiume,
ma non li invidiamo, oggi il tempo non ci assiste: è nuvoloso
e solo raramente spunta uno spiraglio di sole.
A Manlio, telecamera con sé, oggi va male: la sicurezza si
rifiuta di concedergli il passaggio con quell’enorme aggeggio
e lui, tra l’infuriato e il rassegnato va a depositare la
sua amata… telecamera sul bus: non è la prima volta
che gli capita, ma qui abbiamo capito che talvolta i Russi sono
un po’ pignoli!
Ci avviamo nel cuore della fortezza, primo nucleo della città,
nel 1703. Visitiamo innanzitutto la cattedrale, luogo di sepoltura
degli zar, poi una puntatina al confine della fortezza, da cui possiamo
avere una visione della città in riva alla Neva: anche in
questo frangente Peter, nome con cui i pietroburghesi chiamano affettuosamente
la loro città, non si smentisce: è l’ennesima
stupenda visione che ci regala!!
Terminata la visita alla fortezza, ci dirigiamo con i bus presso
l’Incrociatore Aurora, imponente colosso nautico, protagonista
di grandi imprese militari: saliamo a bordo e ne visitiamo i vari
scomparti; giunti a prua scattiamo fotografie con la nostra, ormai
di tutti bandiera e i cineoperatori riprendono da terra il nostro
saluto… alla marinara!
Torniamo sulla terraferma e ci dirigiamo con i bus verso la piazza
delle Arti, nei pressi della quale si trova il ristorante dove parte
di noi pranzeranno. Altri invece approfittano della pausa per consumare
il proprio pranzo fai da te nei giardini della piazza, al centro
di cui troneggia il busto di Aleksandr Pushkin, che abbiamo già
conosciuto per il museo omonimo di Mosca.
Nel pomeriggio abbiamo tempo libero per visitare i grandi magazzini
Passage, centro in cui si possono trovare centinaia di negozi di
ogni genere, dall’abbigliamento all’artigianato, dai
bar ai negozi di elettronica: non sembra quasi di essere in Russia
e infatti quasi tutti facciamo un giro abbastanza veloce per l’edificio,
senza dimenticare della spesa nel supermercato vicino. Una breve
passeggiata poi a Gostinii Dvor, struttura situata di fronte ai
magazzini Passage e parte di essi: qui c’è una galleria
di altri negozi, tramite la quale si raggiunge la parte opposta
della via, dove, svoltato l’angolo, i bus ci attendono.
Ritorniamo al campo base alle 17 circa.
Stasera, per 36 di noi è prenotato, al teatro Aleksandrinsky,
lo spettacolo de “Il lago dei cigni”, una delle rappresentazioni
simbolo del famoso e rinomato balletto russo.
Partiamo alle 19 dal campo e ci dirigiamo appunto sulla Nevskij,
dove si trova il teatro.
Entrati, troviamo le signore addette che ci fanno strada e indicano
a ciascuno il proprio posto a sedere: una di queste, severissima
e imperterrita, alla vista di una videocamera tra le mani di uno
di noi, cerca di strappargli l’apparecchio … la scena
è per noi ridicola e alla signora interessata affibbiamo
il soprannome Rottenmeier!
Lo spettacolo merita le ovazioni del pubblico e l’atmosfera
è quasi una favola: essere spettatori del famoso balletto
russo, nella sua terra d’origine è davvero emozionante!
Facciamo ritorno sull’isola Krestovskij intorno alle 23 e
troviamo il resto del gruppo tutto riunito: nel tempo in cui parte
di noi è stata in città, chi è rimasto ha cenato
insieme, formando una lunga tavolata a mo’ di Granda e anche
il titolare e Dushan hanno cenato con noi: sicuramente hanno nostalgia
della cucina italiana!!
Olga porta al campo dei samovar, appartenuti in passato ai suoi
nonni e finalmente possiamo toccare con mano questo oggetto, per
noi ancora un po’ misterioso!
19
agosto 2004 S. Pietroburgo
Lasciamo alla solita ora l’isola Krestovskij, alla volta del
centro città. Oggi è prevista la giornata libera:
ciascuno di noi si organizza a modo proprio, dandoci appuntamento
nel luogo dove i bus ci hanno lasciato e ci riprenderanno. Passeggiando
per la città a piccoli gruppetti o coppie ci incrociamo tra
di noi e in questo frangente ci sembra quasi di dover dire: “Com’è
piccolo il mondo, anzi la città”… o forse siamo
noi che siamo numerosi???!!!!
All’ora predisposta tutti siamo puntuali ai bus e ritorniamo
al campo base, raccontandoci a vicenda la nostra giornata e mostrando
gli acquisti!
Anche stasera, un gruppo si recherà a teatro per assistere
a “Lo schiaccianoci”: quasi tutti ci siamo prenotati
per assistere al balletto, ma per esigenze del teatro stesso, i
biglietti non sono interamente disponibili per la stessa sera, dunque
ci siamo divisi in tre gruppi.
Quello di questa sera è il secondo gruppo: anche oggi assistiamo
ad uno spettacolo fantastico e degno di grandi applausi!!
Intorno alle 22.30 siamo già di ritorno ma il resto del gruppo,
che anche stasera ha cenato in tavolata, è già in
città per assistere ad un concerto di musica classica.
Il concerto avviene in una bella e accogliente sala: suona una delle
orchestre più prestigiose della città, chiamata spesso
ad esibirsi davanti al presidente Putin.
In effetti bastano pochi minuti di melodia, che già ci accorgiamo
delle loro bravura e tutti siamo molto appagati all’udirne
i brani, tanto che nessuno riesce ad appisolarsi, malgrado l’ora:
sono da poco passate le 23!
Dopo mezz’ora, approfittando dell’intervallo, siamo
chiamati in una sala adiacente dove è stato preparato per
noi un rinfresco, ovviamente a base di caviale e vodka… ma
c’è anche acqua questa volta…!
Un brindisi tra di noi e poi subito ai nostri posti per la seconda
parte del concerto.
Verso mezzanotte lasciamo la sala, situata sulla Nevskij e riprendiamo
i bus per “San Pietroburgo by night”.
Se di giorno la città ha saputo regalarci dei panorami favolosi,
di notte è ancora più emozionante, quasi indescrivibile…
provare per credere!!! I bus sostano in due punti diversi, ma entrambi
panoramici, dai quali assistiamo all’apertura dei ponti. S.
Pietroburgo, appunto la Venezia del Nord, è attraversata
da diversi canali che vantano la presenza di circa trecento ponti
levatoi: alcuni di questi, ogni notte circa all’una si alzano
per permettere il passaggio delle navi di mole più imponente.
Assistiamo infatti a questo spettacolo notturno: fa effetto vedere
la strada, su cui cinque minuti fa abbiamo transitato, alzarsi quasi
a novanta gradi!!!!!
Un po’ assonnati e stanchi, ma contenti della giornata vissuta
facciamo ritorno al campo e filiamo subito a nanna: sono circa le
due di notte!
20
agosto 2004 S. Pietroburgo
L’allegra brigata parte dal campo alla solita ora, con meta
Tsarskoje Selo, il villaggio degli zar.
Stamani visitiamo infatti la residenza della zarina Caterina II,
distante poche decine di chilometri dalla città.
Anche oggi piove, ma noi non ci lasciamo certo scoraggiare; una
volta arrivati, siamo accolti da una piccola banda di suonatori
che, riconoscendoci come italiani ci suonano l’inno di Mameli:
anche qui un’accoglienza in pompa magna! Ci accorgiamo subito
che visitare questo luogo ne vale la pena: ci troviamo davanti il
palazzo dalla facciata più lunga del mondo (350 m), bianco
e azzurro vivo, con rifiniture d’oro. Anche qui grande meraviglia
e un’esclamazione di stupore si leva unanime. E’ davvero
qualcosa di incredibile!
Ne visitiamo anche l’interno, non da meno rispetto alla facciata
esterna, un palazzo di quelli che finora solo nelle favole si sono
visti… e quella di Anastasia ne è l’esempio classico,
noto a chiunque!
Senza dimenticare di indossare le babbucce appositamente predisposte
per ciascun visitatore, a protezione dei preziosi pavimenti, entriamo
nel palazzo. Ci colpiscono in particolare l’immensa sala delle
danze, le cui pareti sono ornate d’oro e specchi e la sala
d’ambra, dalle pareti interamente ricoperte di pietre di questo
materiale: per qualche momento ci sembra di esserci tuffati in un
libro di fiabe… l’illusione dura poco, ma la nostra
fiaba di camperisti giunti in Russia in una colonna inesorabile
non finisce qui!!
Usciamo e ci dirigiamo nel vasto cortile del palazzo, ricco di giardini
estremamente curati, oserei dire all’inglese!
E’ ormai l’ora di pranzo e ci dirigiamo sulla via della
visita di questo pomeriggio, non prima di esserci fermati per consumare
il nostro pranzo, oppure mangiare nel ristorante che è stato
prenotato.
Meno di un’ora e saliamo di nuovo sui bus, meta Petrodvorez.
Petrodvorez, o Peterhof , situato a 20 Km da S.Pietroburgo, è
la residenza estiva degli zar, palazzo maestoso che vanta la presenza
di un immenso giardino, chiamato parco delle cento fontane, perchè
disseminato da centinaia di fontane di ogni genere e forma, con
giochi d’acqua spettacolari.
Proprio mentre pranzavamo è spuntato il sole: ora finalmente
splende e possiamo rimanere in maniche corte; sembra fatto apposta
per la nostra visita qui, che con la luce del sole fa sicuramente
un altro effetto!! Ci dirigiamo verso il palazzo: in fronte ad esso
ci troviamo una grande fontana con statue d’oro e stupendi
giochi d’acqua. Anche qui lo stupore è grande, per
una visione unica al mondo!!
A causa del caldo improvviso cerchiamo, nella nostra visita di stare
vicino alle fontane per sentirne gli spruzzi, ma non è finito
qui: arriviamo nella parte in cui le fontane realizzano scherzi
d’acqua e tutti noi ci divertiamo oltrepassando un tunnel
di zampilli, cercando di non bagnarci: cosa impossibile, ma davvero
tutti, non solo noi giovani e bambini si cimentano in questo gioco;
un’altra attrattiva è il fungo, fontana dalla quale
piovono dei getti d’acqua, che bisogna oltrepassare per giungervi
nel mezzo. Anche qui è impossibile non bagnarsi e non divertirsi!!
Così fradici ma ancora in preda alle risate ci dirigiamo
verso il lato estremo dei giardini, giungendo fino in riva al mar
Baltico, sul golfo di Finlandia. Anche in questo frangente foto
in quantità, per poi prendere la via dell’uscita.
Risaliamo sui bus, con il rammarico che sia già ora di ripartire,
perché questo pomeriggio ci siamo proprio divertiti a giocare
con l’acqua!!
Tornati al campo, per sei di noi stasera è previsto il balletto,
con la rappresentazione de “Il lago dei cigni”.
La maggior parte di noi, rimasta al campo si riunisce dopo cena
per alcune informazioni riguardo l’uscita dalla frontiera
di Narva, verso l’Estonia, alternativa sulla via del ritorno
che tredici equipaggi hanno scelto per motivi di tempo o semplicemente
per visitare le repubbliche baltiche.
Rimaniamo a chiacchierare per un po’ e poi ci ritiriamo.
21
agosto 2004 S. Pietroburgo
Questa mattina partiamo al solito orario, anche se questa giornata
ha un sapore un po’ amaro per tutti noi: oggi è l’ultimo
giorno in questa magnifica città, purtroppo!!
Ci rimangono comunque alcune ore, i bus ci accompagnano fino alla
cattedrale del Sangue Versato, la più preziosa e prestigiosa
della città: la visitiamo e anche qui la visione delle immense
pareti, colme di mosaici suscita una grande meraviglia!!!!
Poco prima di lasciare la cattedrale si scatena un violento acquazzone,
nonostante cui usciamo allo scoperto per salire sui bus, bagnandoci,
si può dire, dalla testa ai piedi: non c’è ombrello
e k-way che tenga!!!
Raggiungiamo la prospettiva Nevskij, dove si trova l’imbarcadero
da cui prenderemo il battello per un giro tra i canali. Piovvigina
insistentemente, ma possiamo comunque effettuare quanto previsto
tra i canali più caratteristici, dai quali possiamo godere
delle visioni più belle e suggestive della città.
Terminato il giro sbarchiamo e da ora fino alle 16.30 avremo tempo
libero per l’ultimo shopping e per eventuali visite individuali.
All’orario prefisso i bus ci riportano alla base, ma abbiamo
solo un paio d’ore e poi si riparte per la cena in un tipico
ristorante russo, con spettacolo folkroristico.
In questo lasso di tempo sistemiamo i nostri camper, le ultime faccende
con Ugo che in questi giorni ha portato vodka e caviale a quanti
ne hanno fatto richiesta e consegniamo in extremis le cartoline
a Vera, che poi l’agenzia penserà a spedire.
Alle ore 19.30 siamo tutti pronti, un po’ più eleganti
del solito: i bus ci portano al ristorante Troika.
All’ingresso siamo accolti da un uomo vestito da cosacco che
ci fa strada: il ristorante non è un locale molto ampio,
ma conserva lo spazio necessario per cenare comodamente e per quattro
balli dopo cena, senza dimenticare il palco su cui si terrà
la rappresentazione folkroristica. A noi giovani sono stati assegnati
i tavoli situati sul soppalco e finalmente l’occasione di
una tavolata fra di noi… diciamocelo, senza genitori!
Mentre consumiamo la nostra cena, possiamo godere dello spettacolo,
a cura del gruppo folkroristico Troika, degno dei nostri ripetuti
applausi!!
Dopo cena, a spettacolo terminato, tutti in pista… si balla
e… quale canzone per noi è più adatta de “L’italiano”??
Senza dimenticare però il nostro Vagabondo, immancabile fondamentale
della Granda!!!
Alle 23.30 siamo di nuovo al campo base e ci dilunghiamo tra saluti
e abbracci ai tredici che domani ci lasceranno, tra cui Marcella
che, dopo averci raggiunto a Mosca con l’aereo, tornerà
a casa… in volo! E qualcuno canta ai tredici una frase di
una nota canzone italiana: “Quanta fretta ma dove corri, dove
vai…”!
Noi giovani, decidiamo di salutare Alessandra, Giulia e Silvia,
che da domani non saranno più con noi, in un modo che sicuramente
ricorderanno: ci mettiamo in pigiama, pronti per la nanna e rimaniamo
tra i nostri camper per l’ultima serata insieme, divertendoci
e chiacchierando… e fino alle due di notte il resto del gruppo
ci ha sopportato!!!
22
agosto 2004 San Pietroburgo – Pskov (Km 323)
Il risveglio oggi non è dei migliori, sapendo che tra meno
di un’ora lasceremo la città.
La partenza è prevista per le ore 7, ma non prima di aver
salutato per l’ultima volta i tredici che non proseguiranno
con noi sulla strada del ritorno.
Pochi minuti e già sono incolonnati fuori dall’area,
con in testa l’equipaggio 34 di Gianni, Lucia e Alessandra,
a bordo del quale salirà il titolare, per condurre la piccola
carovana fino a Narva, in frontiera.
Dopo aver salutato anche Olga, che si è impegnata durante
la nostra permanenza cominciamo l’incolonnamento. Uscendo
dalla città percorriamo l’intera prospettiva Nevskij,
semideserta a quest’ora: questa è una vera e propria
sfilata, Cinzia estrae e sventola la nostra bandiera, mentre i cineoperatori
sono appostati, pronti a documentare il tutto. E come siamo entrati
nella città, ne usciamo trionfanti e orgogliosi delle emozioni
vissute: San Pietroburgo ci ha incantato e ora, lasciandola, ci
lasciamo anche il cuore, sperando che non sia un addio!!
In questi attimi, dal numero 2, la voce di Marzia recita una breve
poesia, salutando questa città, che tanto ci ha regalato!!!
Nei pressi dell’aeroporto, ci fermiamo per il rifornimento
e successivamente, accompagnati da Dusan, sul camper numero 1 e
da Eugenio che ci segue con l’auto, ci dirigiamo verso Pskov.
La colonna procede, anche se un po’ accorciata, fino all’ora
di pranzo, quando sostiamo in un’area attorniata da boschi
e vegetazione.
Nel tratto percorso finora abbiamo potuto vedere varie volte dei
Russi con un secchiello di funghi ciascuno, che vendono sul ciglio
della strada: non è la prima volta che li notiamo, è
ormai una consuetudine, ma mai come oggi abbiamo visto tanti funghi.
Incarichiamo Eugenio di fermarsi lungo il tragitto a comprarli,
dato che è impensabile che tutta la colonna si fermi: vorrebbe
dire perdere molto tempo!
Alle 18 circa raggiungiamo l’area dove passeremo la notte:
avremmo dovuto sostare nell’area del complesso sportivo del
paese, ma non essendo ciò possibile per via di un concerto
e della festa del paese, Dusan ed Eugenio trovano per noi un’altra
soluzione: sostiamo in un’area adiacente una fabbrica.
Si accordano sul momento con due guardie per la sorveglianza notturna
e così abbiamo sonni tranquilli assicurati!
Al nostro arrivo accorrono un gruppetto di bambini che, presi dalla
curiosità alla vista dei nostri camper, o case ambulanti,
come i Russi li chiamano si aggirano nel parcheggio.
Vitto e Carlo cominciano a giocare con loro a calcio, facendoli
tanto divertire e poi si cimentano, sempre con questi bambini, nel
salto alla corda.
Subito Piero corre a scattare delle foto: è giusto ricordarsi
che noi camperisti siamo tra i pochi che, attraversando ciascun
paese e rendendoci conto delle vere e proprie realtà in essi,
sappiamo portare un messaggio di serenità e amicizia al popolo,
in particolare ai bambini, che qui non vivono certo con tutte le
comodità di cui godono i bimbi italiani. Offriamo a questi
ragazzini dei dolci, che forse loro non hanno mai assaggiato e delle
penne e addirittura, sempre il nostro Vitto insegna loro i numeri
in italiano: dopo poco, i nostri “ospiti” ci lasciano,
contenti come non lo sono mai stati!!!
Noi intanto, decidiamo di fare una tavolata, forse l’ultima
di questo viaggio, cucinando polenta e risotto con i funghi, che
Eugenio ci ha procurato.
Sul più bello però si scatena un violento temporale,
perciò siamo costretti a ritirarci, in fretta e furia, sui
nostri camper.
Tempo nemmeno un’ora e già ha smesso di piovere: in
questo momento dai nostri camper sentiamo qualcuno parlare a gran
voce: pensiamo a chissà cosa ma poi… che stupidi…
ma è Andrè!!!! Sì, è proprio lui, ci
mancavano la sua frenesia e il suo manganello!!
Risolve subito il problema del rifornimento acqua, allungando la
sua gomma fino ad una casa vicina, dove c’è un rubinetto.
Il proprietario di questa casa, vedendo il nostro trambusto chiede
spiegazioni ad Andrè e ci mostra un altro rubinetto da cui
possiamo attingere l’acqua.
Quasi tutti ne approfittiamo ed infine omaggiamo il signore con
una bottiglia di vino italiano, ringraziandolo della disponibilità.
Anche lui rientra a casa contento del dono: in Russia e in Bielorussia
il vino italiano è molto ambito, dato che qui non se ne produce
affatto.
Prima di ritirarci sui camper salutiamo Dusan ed Eugenio, che questa
sera stessa ci lasciano per ritornare a S. Pietroburgo: anche per
loro un enorme grazie per averci egregiamente assistito!!!!
23
agosto 2004 Pskov – Borisov (Km 565)
Partiamo alle ore 8 da Pskov, con meta Borisov, in Bielorussia.
Oggi infatti attraverseremo la dogana russa-bielorussa.
La colonna procede bene, solo qualche disagio al camper numero 3,
il cui motore comincia ad accusare un po’ di stanchezza: il
problema si risolve in pochi minuti, grazie anche all’intervento
del nostro meccanico Giovanni. Finora comunque non ci sono mai stati
incidenti di alcun genere e problemi ai camper, grazie alla nostra
accortezza alla guida e nella cura dei nostri mezzi. E anche di
questo possiamo dirci orgogliosi!!
Effettuiamo una breve sosta nei pressi di un mercatino, dato che
non sappiamo se arriveremo in dogana per l’ora di pranzo o
nel primo pomeriggio: qualcuno approfitta per acquistare del pane,
ma pochi minuti e Andrè ci grida: “Signori, prendere
volanti!” e noi, ubbidienti, seguiamo le sue istruzioni: Andrè
ormai è diventato il mito de La Granda Russia 2!!!!!
Ripartiamo e arriviamo in frontiera intorno alle 13: Andrè
ieri sera aveva stilato una tabella di marcia, che finora stiamo
rispettando senza sgarrare di nemmeno cinque minuti; stamani, grazie
alla sua perfetta organizzazione siamo riusciti inoltre ad effettuare
rifornimento in venticinque minuti: è davvero in gamba, se
pensiamo che le prime volte lo credevamo persino un po’ matto,
per via del suo fare frenetico e agitato!
Dopo essersi inteso con i doganieri, anche loro spazientiti dalla
sua agitazione, ci fa sistemare nel parcheggio della dogana, dove
possiamo pranzare e magari bere un caffè in compagnia, mentre
lui e Natasha sbrigano le faccende doganali.
Prima di muoverci dal posteggio effettuiamo rifornimento alla stazione
di servizio della dogana e ci incolonniamo lentamente, in attesa
dell’equipaggio numero 1, con a bordo Natasha e di Andrè,
con la sua auto.
Ormai i primi della colonna sono già in Bielorussia, mentre
gli ultimi possono godersi ancora gli ultimi istanti di Russia!!
Nell’attesa, essendo ormai all’esterno del territorio
doganale, il nostro signor Kappa mette della musica al cb, per svegliare
un po’ gli animi, data l’ora, facendo dell’attesa
una cosa meno snervante.
Circa mezz’ora e veniamo raggiunti dal camper di Piero e dall’auto
di Andrè: possiamo ripartire, ricordandoci di regolare le
lancette di un’ora indietro.
E anche la Russia dobbiamo salutare… ma speriamo sia solo
un arrivederci! La madre Russia ci ha regalato grandi emozioni e
momenti bellissimi: si merita da noi un caloroso saluto e…
magari anche qualche lacrima!
Siamo dunque in Bielorussia e proseguiamo il nostro viaggio, fino
a raggiungere Borisov.
Giungiamo a destinazione con il crepuscolo e ovviamente non mancano
i nostri cineoperatori, pronti a carpire le vedute più suggestive
dei nostri camper e questa volta saranno ancora più belle:
ciascuno di noi immagina una lunga colonna di luci con lo sfondo
di un tramonto rosso fuoco…
Il posteggio che ci è stato riservato corrisponde al parcheggio
dei tir, ma in realtà non ce ne sono parecchi parcheggiati,
lo spazio è enorme e possiamo disporci in lungo e in largo,
nei limiti comunque, affinché non si comprometta lo spazio
di eventuali altri mezzi.
24
agosto 2004 Borisov – Terespol (Km 480)
Stamani all’alba il meccanico Giovanni, insieme con Manlio,
Ivan e Fabio tenta una riparazione provvisoria al camper e anche
oggi, come per la maggior parte dei tragitti, ci precedono. Noi
invece partiamo come sempre alle 8.
Oggi arriveremo fino alla dogana tra Bielorussia e Polonia e cercheremo
di attraversala per essere stasera a Terespol, al punto di partenza
del nostro memorabile viaggio.
Andrè conta di essere in dogana per le 18 circa e non sbaglia
neanche questo colpo!
All’ora di pranzo sostiamo al castello di Mir, lo stesso dell’andata,
dove qualcuno, prima di pranzo, fa una passeggiata nel vicino paese
oppure cerca di pescare qualche pesce nel laghetto, ma con una magra
soddisfazione!
Ripartiamo dopo che il titolare ci ha raggiunto dall’Estonia,
dove ha accompagnato i famosi tredici di noi.
Proprio verso le 18 siamo in dogana, non dopo aver attraversato
Brest, con i suoi numerosi semafori, senza intoppi e tutti compatti.
Ci disponiamo in ordine di dogana, con i numeri del primo giorno,
ma anche in questo caso i doganieri cambiano idea e ci fanno disporre
in ordine sparso. Andrè, il titolare e Natasha ci ritirano
i passaporti e poi ci incolonniamo per i soliti controlli. Il titolare
ci assicura che possiamo tranquillamente cenare, cacciando talvolta
le teste fuori dal finestrino, nell’eventualità in
cui i doganieri sopraggiungano per il controllo dei passaporti.
Passano circa un paio d’ore e i primi sei equipaggi hanno
l’ordine di passare: il titolare spiega che i doganieri hanno
deciso di farci oltrepassare la frontiera a piccoli gruppi.
Giungiamo scaglionati nell’area di Terespol, dove Mirik, avvertito
per tempo dal titolare, ci aspetta entusiasta.
Per mezzanotte tutti arriviamo a Terespol e siamo di nuovo al completo,
per l’ultima notte in carovana.
25
agosto 2004 Terespol
Ci svegliamo sotto una pioggia battente, che smette solo in tarda
mattinata. Questa è l’ultima mezza giornata insieme!
Un po’ tristi per la fine di un viaggio indimenticabile, a
mezzogiorno, dopo aver concluso gli ultimi conti con il titolare,
siamo chiamati per il rinfresco di saluto.
Prende la parola Piero, che dopo un breve bilancio del viaggio,
ovviamente positivissimo, ringrazia tutti i partecipanti per il
comportamento esemplare assunto in questi venti giorni, anche nelle
situazioni un po’ più difficili, i suoi collaboratori
e i membri dell’agenzia, primo fra tutti il titolare, che
ci hanno seguito, assistito e accompagnato per tutta la durata del
viaggio, cercando di renderlo più piacevole e meno faticoso
possibile.
Anche il titolare ci rivolge due parole di ringraziamento e si scusa
con noi se non è stato possibile evitare qualche piccolo
disagio, ma anche lui è perdonato e gli dedichiamo anche
due poesie, scritte, una da Greta e una dalla signora Rosa, intitolata
“Lo zar del Salento”: gli si addice proprio questo titolo!
Scrosciano gli applausi per la nostra allegra brigata, per Piero,
Cinzia, Filippo, Marzia, Beppe, Mariuccia, Anna, Natasha, Olga,
Dushan, Eugenio, Andrè, Scilla, Irina e tutti coloro che
si sono adoperati per la buona riuscita del nostro tour!!
Baci, abbracci e qualche lacrima per salutare i nostri compagni
d’avventura, con i quali abbiamo vissuto per venti giorni,
consolidato vecchie conoscenze e stretto nuove amicizie.
Si conclude qui la nostra favola di cinquantadue camper, di una
colonna inesorabile di camperisti entusiasti per essere stati parte
di un viaggio che sarà un ricordo indelebile nel nostro cuore!!!
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