Diario di Bordo in rima di Gian Luigi Bonardi - Capitolo 9
7 Agosto, ANELLO D'ORO, VLADIMIR, SUZDAL
 A Vladimir, oltre la “Porta d’Oro”:
la piazza, un monumento che ora ignoro,
 il vialetto nel verde fra le piante

 i piccioni, la cupola elegante
il campanile della grande chiesa
contenente l’icona più contesa
della Madonna della tenerezza,
che tempo fa difese con fortezza
la Tatara invasione, e fu per questo
che Vladimir con generoso gesto
la diede ad un chiesa moscovita,
e poi non venne più restituita.
Oltre quel campanile son spuntate
nel mezzo quattro cupole dorate,

 dal retro un panorama a perdifiato,
di fianco c’è un camino lì spuntato.
 Foto di gruppo, i gialli tutti insieme
“fermi, silenzio” e lo scatto si preme.
 A San Demetrio visita al portale
con fregi e stucchi che non sono male.
Più avanti c’è una timida sposina
tutta in azzurro, volto da bambina
e il coniuge con tanta tenerezza
la giacca le donò contro la brezza.

 La sosta è breve, ma il romanticismo
rallegra il cuore e crea dell’umorismo.
Alla fontana va l’ultimo sguardo
“Andiamo via che già siamo in ritardo.”
Dopo aver visto dacie colorate,
ai bordi della strada incolonnate;
dopo che l’Uno ci ha comunicato
quali bellezze avremmo visitato,
e dopo l’ incredibile sorpasso
d’un camioncino ch’era uno sconquasso,
giungemmo in un parcheggio con mercato,
ma il “nostro” è in altro luogo situato.

 
 Qui continuò la sfida alla conquista
di foto con ragazza a prima vista;
stavolta vinse l’Uno, ma attenzione,
non basta ancor per essere “Campione”.
Città di Suzdal: arte e poesia
che si fondono insieme per la via,
testimonianze di bei tempi andati
le costruzioni armoniche nei prati.

 
E’ giunta una carrozza, sto a guardare
i due cavalli pronti a trainare,
 
e mentre guardo sfugge il puledrino
che spaventato, il povero tapino,
agitandosi emette il suo nitrito
rifiutando qualsiasi altro invito.
Soltanto la padrona, con prudenza
sa vincerne alla fin la resistenza.

Musica russa, il fisarmonicista
per qualche rublo suona e ti conquista.
Al ristorante non troviamo posto
e ci pareva già elevato il costo.
Così ci disperdiamo nel paese
a cercare panini e a fare spese.
Wuster e crauti e un grosso gelato
sono per oggi un pranzo prelibato.
Lungo il muretto: commercio al minuto;
mirtilli e ribes posti in un imbuto
vengon versati nella plastichetta
e la nonnetta russa li impacchetta.

 Fiero di avere fatto quell’acquisto
soddisfatto per tutto ciò che ho visto
torno al primo mercato, l’ora è tarda
c’è nel camper ancora una “Bonarda”.
Prima di terminare la giornata
ancora a Vladimir si fa fermata
per visitar l’interna cattedrale
della madonna, e dell’altar le Pale.
 
 

Attento nel sognar ciò che domani
farà La Granda con le proprie mani
rimango addormentato sul mio posto
e il sonno è duro, più che duro è tosto.
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