Diario di Bordo in rima di Gian Luigi Bonardi - Capitolo 7
5 Agosto, MOSCA, VISITA MUSEO PUSHKIN, CHIESA CRISTO SALVATORE, BATTELLO
La visita prosegue, è un altro giorno
verso il centro città si fa ritorno.
Alla fermata il solito vociare
dei venditori che ti voglion dare
guide, colbacchi, tante matrioschine,
cappelli militari, cartoline,
stemmi, spille, matite, scatolette
scialli fatti con lana di caprette.
Come già programmato in alte sfere
ai verdi spetta il turno di vedere
museo Pushkin e Cristo Salvatore,
e ritrovarsi qui tra cinque ore.
Pushkin, poeta russo tanto amato,
il museo d’arte ebbe dedicato
da un professore d’università
che per studenti d’ogni ceto o età
escogitò di fare una raccolta
d’opere originali, volta a volta
trasferite da luoghi assai lontani:
ne fece una delizia per gli umani.
Oltre alla Lollo, posta nell’entrata,
e nei molti suoi film raffigurata,
da sé stessa, con molta bravura,
in una mostra certo duratura,
all’interno vi son capolavori
in tela, marmo, bronzo, e con colori
mescolati con arte dagli artisti,
per la gioia e il sollazzo dei turisti.
L’interessante giro non annoia:
c’è il tesoro di Priamo, re di Troia,
ci sono Botticelli e Perugino
autore di “Madonna con Bambino”,
gli impressionisti (molti son francesi),
e vedemmo fiamminghi ed olandesi.
Tutto guardammo sotto l’occhio attento
di vigilesse dal volto sgomento:
forse il residuo del vecchio regime
che ancor oggi, nel piccolo, ti opprime.


Breve distanza e fummo al “Salvatore”
ove entrammo col minimo rumore.
Più volte costruiron quella chiesa,
l’ultima volta fu troppa la spesa.
L’interno finemente è adornato
da dipinti del secolo passato

 
Assisto nella cripta a una funzione
un canto fa vibrar di commozione.
Mi sorprendono i gesti dei presenti,
che dopo inchini rapidi e frequenti,
vanno a toccare il suolo con il mento
per devozione, o forse pentimento.
Poi per salir sul grande cupolone
a veder Mosca nella sua estensione,
usammo l’ascensor, guardati a vista
dalla solita “guardia per turista”.
Breve salita e una scala ci spetta
per proseguire in su con meno fretta.
Dall’alto della tonda balconata
ai piedi della cupola dorata,
in video si cattura la Moscova
che scorre tra la Mosca vecchia e nuova.
Altre immagini anche del Cremlino
e tutto quanto appare nel mirino.


In battello con buffet
 Un pranzo consumato in pizzeria,
quindi è già giunta l’ora di andar via.
Al parcheggio speriam di giunger presto
ma quel ritorno non fu proprio lesto;
il tempo di cambiarsi di vestito
e il nostro pullman era già partito
per raggiungere al fiume quel battello
che dovea farci dire “ma che bello”.
Qui, tutti insieme appassionatamente,
come La Granda vuol per la sua gente,
godemmo della breve traversata,
e della confortante tavolata.
Vodka, cetrioli, pesce a volontà,
con dolci ch’eran proprio una bontà,
aprirono e richiusero la cena
d’una giornata lunga, ma serena.
 
Al suono d’una musica locale
scivolavamo lenti sul canale
mirando quella Mosca illuminata
che stava per finir la sua giornata.
E così vera fu la suggestione
che si potrebbe farne una canzone.
Numero Uno qui prese la mano
dell’avvenente russo capitano
ed abbracciando anche il suo tenente
senza che gli altri ne sapesser niente,
si fece fare una fotografia,
(scusatemi se qui faccio la spia).

La metropolitana  
Finito è il giorno, ma la notte no,
abbiamo ancor da far ciò che si può,
e dato che da lì non è lontana,
scendiamo nella metropolitana
ad osservare i grandi candelieri,
i gruppi di operai eroici e fieri
in quadri di maiolica famosa,
divisi da pilastri in marmo rosa.

 
E ancora per finir la collezione
andiamo a visitare alla stazione
una carrozza di transiberiana
già pronta per la terra più lontana.
Mentre la pioggia comincia a cadere
sul nostro pullman torniamo a sedere,
sarà un rientro breve e sonnolento…
e prima di arrivare mi addormento.
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