| Diario
di Bordo in rima di Gian Luigi Bonardi - Capitolo 5 |
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Agosto, VERSO GAGARIN E MOSCA |
Partiti
da Smolensk in fila indiana
ora ci attende Mosca capitale.
Sul ponte incrocian già la carovana
quelli che han percorso il primo viale.
Ospitavamo Alessandro e Simone,
che con Andrea giocavano alle carte
senza rumore, e con concentrazione,
mentre i due cagnolini lì da parte
li osservavano molto trepidanti:
per gli estranei sentivano timore
oppure erano solo imploranti
per un osso squisito nel sapore?
Mentre venivan presi e accarezzati,
(com’era certo la loro intenzione),
la voce guida ci ha richiamati
dal baracchino a maggiore attenzione.
Uno a colonna: “siamo in autostrada
fare attenzione ai limiti preposti”
Ripete il Ventidue: “su questa strada
ricompattarsi, costi quel che costi”.
Malgrado queste raccomandazioni
un tachimetro sfugge all’attenzione,
difficile è il controllo delle azioni
mentre il laser funziona a precisione.
Così, tra scuse e interpreti zelanti
viene multato il povero sfigato:
tacere bisognava, e andare avanti!
E tutti siam rimasti senza fiato.
Sosta al Gagarin, si prepara il pranzo;
si acquistan pesce fresco od essiccato
e si conserva quel che v’è d’avanzo…
due foto con le belle del mercato.
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Proseguendo
c’è tanto da vedere:
sul bordo della strada: col catino
vendon ribes, mirtilli, mele, pere,
son lì probabilmente dal mattino;
vecchiette, ragazzine, famigliole,
al commercio al minuto dedicate,
offrono funghi, fragole, nocciole.
Le regole son troppo complicate:
si obbliga la gente di campagna
a vivere di quel che le deriva,
mentre nella città più si guadagna
consorziandosi in cooperativa.
Quindici a nove: “dimmi perché piove?”
dal Nove: “dei volatili è il dispetto,
lo vedi quello stormo che si muove?”
Dal ventitré “ma va, son gli angioletti
che fanno la pipì sopra la terra”
Il ventiquattro sembra divertito. |
Nel
“Vagabondo” gruppo d’eccezione:
Alessia, Eliana, Giorgia e i due cagnetti
con Andrea fanno grande esibizione.
Nella scena i due cani, poveretti,
vengono sottoposti a pulizia
di orecchie, pelo, coda, naso e denti;
dietro la Ludovica fa la spia
e filma quei momenti divertenti.
Dopo si vien parlando della guerra,
del corpo degli alpini che è sparito
vicino al Don, in mezzo ai girasoli…
si fa silenzio, forse una preghiera.
Volteggian le cicogne in strani voli
e nasce un “pensierino della sera”. |
Nel
frattempo tra un dire e un ascoltare…
Uno a colonna: “tutti compattati
nessuno deve adesso più fiatare
salvo color che sono comandati”.
La prima vera impresa sta iniziando,
quarantaquattro camper tutti insieme
la città tutta stanno attraversando:
“d’un era nuova qui piantiamo il seme”.
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E
per le vie di Mosca, con stupore
nel veder tanti camper italiani,
bimbi, ragazze, uomini e signore
non sepper trattenere il battimani.
Quel che più conta è che mai nessuno
traversò Mosca in simile parata,
dentro casette a ruota in cento e uno.
Tutta la fila sempre compattata
per tutta la città, senza sbagliare.
Uno a colonna: “pronti a far manovra;
ci siamo, ci dobbiamo sistemare
in parallelo, non come una piovra”.
Dentro al Sojuz hotel, cosa importante,
tre camere qui son tutte per noi,
con letti, fresco e doccia confortante
a turno vi puoi fare ciò che vuoi.
Qui la sosta sarà più prolungata,
diamo da bere ai camper assetati,
per qualche tempo è chiusa la sfilata.
Intanto ci si dedica ai bucati. |
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