Diario di Bordo in rima di Gian Luigi Bonardi - Capitolo 3
1 Agosto, VERSO MINSK
Periferia di Brest, tutti in colonna,
Ugo vuol far la foto secolare
con stella e matrioschina della nonna,
e non possiamo non assecondare.

Si fa una sosta per rifornimento
tutti in coda, una sola colonnina.

 
A ripensarci viene lo sgomento,
pareva di star lì tutta mattina,
in realtà con le nostre “veline”
a prender nota e controllar l’afflusso
(le “volontarie delle colonnine”)
sorbimmo quel gasolio Bielorusso
battendo record psicotemporali,
sia nel riempire che nel scialacquare;
furon metodi poco originali:
ma dopo un’ora riuscimmo ad andare.

 
A pranzo gialli e verdi siam dispersi
in parcheggi distanti e separati.
Di nuovo uniti, per vicoli diversi,
al Castello di Mir siamo arrivati.

Visita breve, un pasto sotto vento
la nube minacciosa, e scatta invano
l’allarme all’Uno; un sibilo sgomento
che risuonar si sente da lontano.
Il “qui pro quo” sull’ora di partenza
minaccia di creare discrepanza,
sull’incompreso vince la pazienza,
infine la colonna ancora avanza.


 La Bielorussa olimpica ci aspetta
bando alle ciance, eccoci arrivati,
la nostra posizione è un poco stretta,
altri lungo la strada son stipati.
Pioggerellina fitta e fastidiosa,
passano atlete della pallamano,
Andrea lascia ogni indugio, avanza ed osa
parlar con bielorussa in italiano.
Scompare per un po’, dopo riappare
con bielorussa, amici e fidanzato
è proprio vero, il “saperci fare”
appartiene soltanto a chi è dotato.

 
Il rosso del tramonto sopra il lago
si spande lentamente dentro al cuore;
anche stasera qui si trova svago.
Nel locale lì accanto c’è il calore
d’una sera d’estate in compagnia
di ragazzine pronte ad ascoltare
musiche che hanno tanta nostalgia…
ma fatte apposta per chi vuol sognare.
Il trentadue ci invita alla sua festa;
il tachimetro è a duecentomila,
la sua felicità è manifesta,
partecipiamo, e tutti quanti in fila
scegliamo uno dei suoi due liquori,
e ci scopriamo allegri tutti insieme:
tenere sempre alti i propri umori
in circostanze simili conviene.
Lì fuori c’è una rossa bielorussa
dotata di vettura d’alto bordo;
tra i fumi della notte già si smussa
l’immagine in un semplice ricordo.
Domani questa nostra carovana
invaderà la Russia alla frontiera;
in rubli trasformiamo un po’ di grana,
sperando di passar prima di sera.
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